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Monza bene comune: Acqua pubblica e un’ altra economia.

Pubblicato da PRC Muggiò su mercoledì 18 aprile 2012

Monza bene comune: Acqua pubblica e un' altra economia

martedì 24 aprile 2012 – Sala Maddalena

Partecipano:
Emilio Molinari
Presidente Comitato italiano Contratto Mondiale sull’acqua.

Andrea Di Stefano
Direttore della rivista “Valori”

Presenta:
Francesco Beretta
Capolista Federazione della Sinistra- Noi un altra Monza

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Sindaco rimandato a Settembre

Pubblicato da PRC Muggiò su domenica 13 novembre 2011

I PRINCIPI DELL’ECONOMIA SMANTELLANO IL PROGETTO AREA FESTE.

Settemila m.q. di Parco Grugnotorto – parco agricolo di interesse sovracomunale, “polmone verde” della Brianza – trasformati in capannoni industriali sono il prezzo da pagare per edificare su trentaduemila m.q. di Parco la faraonica Area Feste.

Forse il Sindaco ha dimenticato ciò che ha studiato e i princìpi dell’economia.
L’ambiente è considerato una “risorsa collettiva“, ovvero un bene gratuito che i singoli individui però, senza apposite regolamentazioni, possono sfruttare senza limiti: “quando un individuo sfrutta una risorsa collettiva, impedisce ad altri di goderne nella stessa misura” (G. Mankiw, 2011).
Lo sfruttamento ad uso industriale di aree pubbliche del Parco (7000 m.q., pari a più di un campo da calcio!) da parte del privato distrugge l’interesse di tutti i cittadini.

Chiediamo all’amministrazione di invertire rotta e di pensare finalmente agli interessi della collettività.
Chiediamo regolamentazioni più ferree a favore del Parco e del verde, a partire dall’annullamento del progetto Area Feste (a fronte anche delle motivazioni espresse dall’appello lanciato dall’Associazione Amici del Parco Grugnotorto).
Chiediamo un grande salto in avanti, considerando l’ambiente non solo una risorsa collettiva, ma un bene pubblico, cioè gratuito e usufruibile da tutti, senza possibilità di sfruttamento.
Chiediamo una moratoria per bloccare tutte le nuove edificazioni o aumenti volumetrici nel Parco Grugnotorto.

L’ennesima bocciatura della giunta Zanantoni…

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BENI COMUNI ANCORA IN VENDITA

Pubblicato da PRC Muggiò su sabato 5 novembre 2011

Lo Stato, le Regioni, le Provincie, i Comuni devono garantire e promuovere gli interessi e il bene della collettività, di tutto il popolo: devono difendere i Beni Comuni.

I Beni Comuni sono tali perché tutti ne devono trarre beneficio.
Sono Beni Comuni l’acqua, l’aria, il suolo, il paesaggio e l’ambiente, il lavoro, la pace, l’arte, la scienza e la cultura.

Il Governo Berlusconi invece gioca con gli interessi pubblici per affari privati, proponendo per esempio di ignorare la bocciatura referendaria del Decreto Ronchi con una nuova legge (14/9/2011 n.148).

Non cessa perciò la politica anti-sociale di svendita di Beni Comuni adottata dal governo Berlusconi e quindi fedelmente attuata nel nostro Comune dalla cerchia Zanantoni.

Vogliamo ricordare alcuni esempi:

  • Il progetto Area Feste (clicca qui) : in cui 40.000 mq (quasi 7 campi da calcio!) di aree verdi del Parco Grugnotorto saranno ricoperti da una colata di cemento, in modo da ospitare nuovi capannoni industriali e un’improponibile Area Feste
  • Il congelamento dei rapporti con il Comitato cittadino per l’Acqua Pubblica: di fatto l’Amministrazione ostenta disinteresse nei confronti del Comitato a cui non vengono concessi colloqui, inoltre rimane sospeso nel vuoto l’iter per la costruzione della Casa dell’Acqua

QUESTA POLITICA NON DIFENDE GLI INTERESSI COMUNI, MA SI FONDA SUGLI INTERESSI PRIVATI!
ORA BASTA!

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Fermiamo la Legge Regionale 76 e salviamo i parchi lombardi!

Pubblicato da PRC Muggiò su lunedì 18 luglio 2011

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Acqua pubblica? Bersani dice sì. Ma mezzo Comitato per il no è del Pd

Pubblicato da PRC Muggiò su lunedì 6 giugno 2011

Il Movimento 5 Stelle attacca frontalmente il partito di Bersani: “Hanno cambiato idea nell’arco di pochi mesi e mantengono interessi nelle aziende multiutility. La loro è una posizione opportunistica”
Bersani ora non ha dubbi. E invita gli elettori del Pd a votare ‘sì’ a tutti e quattro i referendum. Compresi i due quesiti sull’acqua. Ma sei dei 13 fondatori del comitato per il ‘no’ “Acqua libera tutti”, che vuole che il decreto Ronchi sulla privatizzazione della risorsa idrica resti in vigore, sono iscritti proprio al suo partito. Accanto a vecchie conoscenze del Pdl, come Piercamillo Falasca ed i deputati Giuliano Cazzola, Benedetto Della Vedova di Fli, spuntano infatti anche i nomi di Luigi Antonio Madeo, membro dell’ assemblea nazionale del Pd, Fabio Santoro, autorevole esponente dei democratici napoletani, Giacomo d’Arrigo rappresentante del Pd e responsabile di Anci Giovani, Massimiliano Dolce, presidente del consiglio comunale del Comune di Palestrina, Antonio Iannamorelli, consigliere comunale Pd a Sulmona (Aquila), Giusy Gallotto, dirigente del Pd di Salerno già collaboratrice del ministro agli affari regionali Lanzillotta nel governo Prodi.

“La posizione del Pd in merito ai referendum è ambigua: prima erano contrari, oggi sono a favore, domani non sappiamo”, accusa il consigliere regionale in Emilia Romagna del Movimento 5 Stelle, Giovanni Favia. Molti di coloro che hanno raccolto le firme si ricordano che lo scorso anno i Democratici non avevano aderito all’iniziativa. Era il 22 aprile 2010 quando Bersani aveva detto: “Noi non abbiamo una strategia referendaria perché in 15 anni si sono persi 24 referendum e poi perché il referendum manca dell’aspetto propositivo. Detto ciò noi guardiamo con simpatia a tutti coloro che si stanno muovendo contro la privatizzazione forzata dell’acqua pubblica”.

Una simpatia che ora non salva il segretario dalle accuse del Movimento 5 Stelle: quella di volere salire sul carro dei vincitori, ora che, dopo il flop di Berlusconi alle amministrative, il quorum sembra più raggiungibile. “I due sì, indicati dal Pd per l’acqua pubblica, hanno il sapore dell’opportunismo e della vecchia politica fatta solo di slogan e convenienze – dice Favia -. I referendum infatti, sono vere e proprie martellate ai modelli di gestione affermati proprio dal Pd nelle varie Hera Spa ed Iren Spa per non parlare delle leggi pro acqua privata presentate da Bersani a novembre”.

Il riferimento è a una proposta di legge presentata il 16 novembre 2010 da Bersani, con altri quarantanove deputati da Franceschini a D’Antoni passando per Sposetti, Colaninno e Boccia. L’idea era quella di superare il decreto Ronchi in tema di gestione delle risorse idriche senza passare per il referendum, ma all’articolo 2 comma 4 si affermava testualmente: “L’acqua è un bene di rilevanza economica”. Proprio il concetto che il secondo quesito del referendum vorrebbe oggi abolire. Una frase che al comitato per il ‘no’ era piaciuta visto che il commento fu: “Per il Partito Democratico l’acqua è un servizio a rilevanza economica e può essere gestita da privati. Questo c’è scritto nella proposta presentata stamattina: il Pd di fatto si schiera contro i referendum truffa. Anche il Partito Democratico, quindi, prende atto che l’acqua deve gestirsi in maniera industriale e che gli investimenti vanno finanziati con la tariffa e non con nuove tasse. Oggi si consuma la Caporetto dei referendari e dei comitati per la statalizzazione dell’acqua. Speriamo in un confronto bipartisan per far fallire i referendum. La proposta del Pd va in questa direzione”.

C’è stata un’ “ambiguità” del Pd, dicono i 5 Stelle. Secondo loro, il motivo è pure che in una miriade di società multiservizi oggi quotate in borsa siedono uomini indicati dai Democratici. I dividendi di queste società arrivano poi a Comuni governati anche da Pd e alleati. Un piccolo, ma eloquente esempio: nella bassa modenese, a Finale Emilia a fine 2010 è scoppiato il “caso Sorgea” dove con voto del centrosinistra, Pd in primis, è stato privatizzato il 40% della società idrica. Unico voto contrario quello del consigliere locale del Prc-Federazione della Sinistra.

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RIFONDAZIONE COMUNISTA, SINISTRA E COMUNI HANNO VINTO LA BATTAGLIA DELL’ACQUA PUBBLICA

Pubblicato da PRC Muggiò su sabato 7 febbraio 2009

La determinata azione politica dal Gruppo Regionale del Prc per modificare la legge regionale 26/2003, assunta unanimemente dalle forze del centrosinistra,  segna la sconfitta della linea politica di chi, non solo nel centrodestra, aveva sin qui perseguito l’obiettivo della privatizzazione dei servizi idrici lombardi.

Una vittoria limpida degli enti locali che non ha riscontro nel passato, una difesa trasversale di un bene pubblico fondamentale che aveva portato ben 144 Comuni a schierarsi per il referendum abrogativo della l.r. 26/2003.

Tre i punti fondamentali della nuova legge, approvata dal Consiglio Regionale: le reti e gli impianti di distribuzione devono ora rimanere di proprietà interamente pubblica, non c’è più obbligo di separazione tra gestione ed erogazione e, infine, i Comuni sono liberi di scegliere la gestione pubblica (in house) del servizio di erogazione dell’acqua.

Rifondazione Comunista e l’amministrazione di Muggiò hanno concorso in prima fila al raggiungimento di questo importante obiettivo, prima approvando una mozione per il “RICONOSCIMENTO DELL’ACQUA COME BENE COMUNE E PATRIMONIO DELL’UMANITA’” (C.C. n. 23 del 19.05.2005), e poi approvando la RICHIESTA DI REFERENDUM REGIONALE ABROGATIVO PARZIALE DELLA LEGGE REGIONALE N. 26 DEL 12 DICEMBRE 2003 (C.C. n. 10 del 19.09.2007).

Ora il nostro impegno prosegue sul territorio brianzolo, in modo che la libertà di scelta dei dei nostri comuni possa concretizzarsi e dispiegarsi pienamente, contro la speculazione e gli interessi speculativi dei privati.

Ma non tutti i consiglieri comunali di Muggiò pensano che l’acqua sia un bene comune inalienabile, patrimonio irrinunciabile dell’umanità; a Maggio 2005 Messina (F.I.), Castellana (A.N.), Galimberti (Lega Nord) si astennero mentre il lungimirante Zanantoni (F.I.) votò contro. La destra non si smentì nel Settembre 2007, quando Galimberti (Lega Nord) si astenne mentre Messina + Rizzato (F.I.), Castellana (A.N.), Piazzalunga (U.D.C.) votarono contro.

Ripetiamo una domanda già fatta lo scorso numero: E QUESTI SAREBBERO I SIGNORI CHE SI CANDIDANO ALLA GUIDA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE?

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