Il 20 Novembre 2008, proprio nella giornata internazionale dei diritti dell’infanzia, il Consiglio Comunale dei Ragazzi (CCR) ha incontrato il Consiglio Comunale “degli adulti” per informarlo sui lavori svolti e sui progetti che sono stati scelti come temi di lavoro per i prossimi mesi.
I ragazzi hanno scelto di lavorare su due temi:
- il miglioramento dell’ambiente e del verde della città
- l’ipotesi di chiedere l’installazione di armadietti scolastici per tenere i libri a scuola anzichè doverli portare tutti i giorni avanti ed indietro da casa
Il CCR (di cui fanno parte i bambini di quarta e quinta elementare più i ragazzi delle scuole medie) è uno dei punti programmatici con il quale Rifondazione Comunista e centrosinistra hanno vinto le elezioni comunali del 2004, ed è logico che siamo soddisfatti del lavoro fin qui svolto. A questo punto è giusto esprimere un valutazione politica sul progetto e sulle sue evoluzioni.
Partiamo dalla scelta di utilizzare la ricorrenza odierna per evidenziare i lavori del CCR.
Quasi 20 anni fa, nel novembre 1989, le Nazioni Unite hanno adottato per acclamazione la “Convenzione sui diritti dell’infanzia”, una Convenzione che riconosce ad ogni bambino una serie di diritti fondamentali ed inalienabili tra i quali, all’articolo 12, “garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa”.
Ma la Convenzione delle Nazioni Unite non è evidentemente un punto d’arrivo, piuttosto fissa un punto di partenza con cui affrontare le troppe tristi realtà del mondo reale, dove la maggioranza dei bambini vive in condizioni di povertà e di sfruttamento.
Diamo merito alle Nazioni Unite, che con la Convenzione ha saputo indicare le garanzie ed i valori umani da perseguire, ma dall’altra parte “gli adulti” di tutto il mondo devono intensificare il loro impegno contro la brutalità delle condizioni di sfruttamento di milioni di bambini, troppo spesso vittime nelle guerre (anche umanitarie), piuttosto che vittime dei boicottaggi internazionali, piuttosto che vittime della miseria e dell’ignoranza in cui il capitalismo li rinchiude.
Se c’è una morale nel celebrare il CCR proprio in questa giornata, la morale è che i diritti umani, degli adulti così come quelli dei bambini o degli adolescenti, non basta proclamarli, ma devono essere garantiti, protetti e, soprattutto, attuati.
L’altra considerazione riguarda il processo di partecipazione e protagonismo che l’Amministrazione Fossati ha attivato nei confronti di questi bambini e ragazzi.
Per Rifondazione Comunista il coinvolgimento di questi bambini nel progetto del CCR non deve essere un momento limitato nel numero e nel tempo e quindi, in definitiva, essere di fatto un’esperienza di partecipazione democratica a termine.
Limitato nel numero nel senso che l’obiettivo non può essere limitato a stimolare la partecipazione ed il contributo di 25 bambini (gli eletti del CCR), in quanto in quella fascia d’età i bambini di Muggiò sono diverse centinaia, e tutti meritano la nostra attenzione.
Limitato nel tempo nel senso che un progetto di partecipazione democratica quale quello del CCR non solo non dovrebbe essere legato alla episodicità degli stanziamenti di un progetto (che di anno in anno si decide se finanziare o meno), ma si rivelerebbe una finzione se, paradossalmente, al compimento del 15mo anno venisse a cessare la possibilità dei ragazzi di influenzare democraticamente le scelte degli adulti.
Noi pensiamo che tutti i cittadini devono poter influenzare le scelte che li riguardano: i bambini/ragazzi, ma anche gli adolescenti, i giovani, gli adulti, gli anziani… TUTTI!
In questo caso ci dobbiamo quindi porre il problema di come riconoscere analoghi diritti di protagonismo a quella ampia fascia di ragazzi che va dai 14 ai 18/25 anni, per evitare il paradosso per cui il dodicenne di oggi può influenzare le scelte che lo riguardano ma poi lo stesso ragazzo, al maturare di una nuova età, si vede negata la possibilità di contribuire democraticamente alla elaborazione delle politiche pubbliche che lo riguardano (come minimo fino al compimento della maggiore età).
La scelta di istituire il CCR diventa quindi una scommessa impegnativa, una scommessa per la quale siamo ai primi passi e per la quale Rifondazione Comunista è impegnata non solo a raggiungere risultati duraturi a beneficio dei bambini, ma a garantire spazi di partecipazione e di democrazia a quei ragazzi in età dai 15 ai 25/28 anni che da sempre sono esclusi da qualsiasi politica giovanile.

























