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LA FAIPO’ DEI GIOVANI NON E’ PIU’ RINVIABILE!

Pubblicato da PRC Muggiò su venerdì 21 novembre 2008

Per la Faipò dei giovani

Per la Faipò dei giovani

Il 20 Novembre 2008, proprio nella giornata internazionale dei diritti dell’infanzia, il Consiglio Comunale dei Ragazzi (CCR) ha incontrato il Consiglio Comunale “degli adulti” per informarlo sui lavori svolti e sui progetti che sono stati scelti come temi di lavoro per i prossimi mesi.
I ragazzi hanno scelto di lavorare su due temi:

  • il miglioramento dell’ambiente e del verde della città
  • l’ipotesi di chiedere l’installazione di armadietti scolastici per tenere i libri a scuola anzichè doverli portare tutti i giorni avanti ed indietro da casa

Il CCR (di cui fanno parte i bambini di quarta e quinta elementare più i ragazzi delle scuole medie) è uno dei punti programmatici con il quale Rifondazione Comunista e centrosinistra hanno vinto le elezioni comunali del 2004, ed è logico che siamo soddisfatti del lavoro fin qui svolto. A questo punto è giusto esprimere un valutazione politica sul progetto e sulle sue evoluzioni.

Partiamo dalla scelta di utilizzare la ricorrenza odierna per evidenziare i lavori del CCR.

Quasi 20 anni fa, nel novembre 1989, le Nazioni Unite hanno adottato per acclamazione la “Convenzione sui diritti dell’infanzia”, una Convenzione che riconosce ad ogni bambino una serie di diritti fondamentali ed inalienabili tra i quali, all’articolo 12, “garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa”.
Ma la Convenzione delle Nazioni Unite non è evidentemente un punto d’arrivo, piuttosto fissa un punto di partenza con cui affrontare le troppe tristi realtà del mondo reale, dove la maggioranza dei bambini vive in condizioni di povertà e di sfruttamento.
Diamo merito alle Nazioni Unite, che con la Convenzione ha saputo indicare le garanzie ed i valori umani da perseguire, ma dall’altra parte “gli adulti” di tutto il mondo devono intensificare il loro impegno contro la brutalità delle condizioni di sfruttamento di milioni di bambini, troppo spesso vittime nelle guerre (anche umanitarie), piuttosto che vittime dei boicottaggi internazionali, piuttosto che vittime della miseria e dell’ignoranza in cui il capitalismo li rinchiude.
Se c’è una morale nel celebrare il CCR proprio in questa giornata, la morale è che i diritti umani, degli adulti così come quelli dei bambini o degli adolescenti, non basta proclamarli, ma devono essere garantiti, protetti e, soprattutto, attuati.

L’altra considerazione riguarda il processo di partecipazione e protagonismo che l’Amministrazione Fossati ha attivato nei confronti di questi bambini e ragazzi.

Per Rifondazione Comunista il coinvolgimento di questi bambini nel progetto del CCR non deve essere un momento limitato nel numero e nel tempo e quindi, in definitiva, essere di fatto un’esperienza di partecipazione democratica a termine.
Limitato nel numero nel senso che l’obiettivo non può essere limitato a stimolare la partecipazione ed il contributo di 25 bambini (gli eletti del CCR), in quanto in quella fascia d’età i bambini di Muggiò sono diverse centinaia, e tutti meritano la nostra attenzione.
Limitato nel tempo nel senso che un progetto di partecipazione democratica quale quello del CCR non solo non dovrebbe essere legato alla episodicità degli stanziamenti di un progetto (che di anno in anno si decide se finanziare o meno), ma si rivelerebbe una finzione se, paradossalmente, al compimento del 15mo anno venisse a cessare la possibilità dei ragazzi di influenzare democraticamente le scelte degli adulti.

Noi pensiamo che tutti i cittadini devono poter influenzare le scelte che li riguardano: i bambini/ragazzi, ma anche gli adolescenti, i giovani, gli adulti, gli anziani… TUTTI!
In questo caso ci dobbiamo quindi porre il problema di come riconoscere analoghi diritti di protagonismo a quella ampia fascia di ragazzi che va dai 14 ai 18/25 anni, per evitare il paradosso per cui il dodicenne di oggi può influenzare le scelte che lo riguardano ma poi lo stesso ragazzo, al maturare di una nuova età, si vede negata la possibilità di contribuire democraticamente alla elaborazione delle politiche pubbliche che lo riguardano (come minimo fino al compimento della maggiore età).

La scelta di istituire il CCR diventa quindi una scommessa impegnativa, una scommessa per la quale siamo ai primi passi e per la quale Rifondazione Comunista è impegnata non solo a raggiungere risultati duraturi a beneficio dei bambini, ma a garantire spazi di partecipazione e di democrazia a quei ragazzi in età dai 15 ai 25/28 anni che da sempre sono esclusi da qualsiasi politica giovanile.

UNA CONSULTA GIOVANILE E LA FAIPO’ DEI GIOVANI NON E’ PIU’ RINVIABILE!

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Cossiga; il capo di tutti gli infiltrati

Pubblicato da PRC Muggiò su venerdì 24 ottobre 2008

 

«Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei»

  • (23 ottobre 2008) – fonte: Giorno/Resto/Nazione – Andrea Cangini -

    ROMA – Presidente Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
    «Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».
    Quali fatti dovrebbero seguire?
    «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».
    Ossia?
    «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…».
    Gli universitari, invece?
    «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
    Dopo di che?
    «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
    Nel senso che…
    «Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
    Anche i docenti?
    «Soprattutto i docenti».
    Presidente, il suo è un paradosso, no?
    «Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».
    E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere?
    «In Italia torna il fascismo», direbbero.
    «Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».
    Quale incendio?
    «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».
    E` dunque possibile che la storia si ripeta?
    «Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

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Italia e Libia alleati militari???

Pubblicato da PRC Muggiò su venerdì 24 ottobre 2008

VINCENZO NIGRO ha commentato su La Repubblica del 23 Ottobre il trattato Italia-Libia firmato dal governo Berlusconi il 30 Agosto 2008; il trattato prevede una cooperazione “speciale” nel settore della Difesa.

Il testo, in 23 articoli, descrive in un lungo preambolo l’intenzione di fare del Trattato “il quadro giuridico di riferimento per sviluppare un rapporto bilaterale ‘speciale e privilegiata’, caratterizzato da un forte ed ampio partenariato politico, economico e in tutti i restanti settori della collaborazione”.

Il lungo “Preambolo”, concordato da Gheddafi e Berlusconi e basato su materiali a cui avevano lavorato anche Romano Prodi e Massimo D’Alema, fa dire ad un diplomatico del ministero degli Esteri: “Se le due parti saranno davvero in buona fede quel “Preambolo” descrive il quadro di un’alleanza davvero strategica fra due paesi che sono complementari per struttura politica, economica, industriale e sociale“.

All’articolo 20 vengono dettate le linee della “Collaborazione nel settore della Difesa”. Italia e Libia saranno partner nel settore militare, si scambieranno “esperti, istruttori e tecnici, informazioni militari ed effettueranno manovre congiunte“. I due paesi lavoreranno per “realizzare un forte e ampio partenariato industriale nel settore della Difesa e delle industri militari”.

Dopo l’ormai datata alleanza con “l’amico Putin”, oggi la “cooperazione speciale” con la Libia nel settore militare, abbinata dall’alleanza con la Polonia contro Kyoto e l’ambiente!!! E… domani 8 miliardi di euro di tagli alla scuola pubblica.

Berlusconi che la mette tutta garantire alle nuove generazioni un posto i prima fila… con i paesi del terzo mondo!

Di fronte alla vastità dei danni apportati da questo governo di destra, l’attenzione e la lotta del nostro Partito è tenuta a diventare sempre più alta e forte.

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Lehman ci fa il Fondo (pensione)

Pubblicato da PRC Muggiò su venerdì 19 settembre 2008

Anche i lavoratori italiani possono finalmente godere dei vantaggi della globalizzazione finanziaria.
Se ne stanno accorgendo gli aderenti al fondo pensione Cometa (dei metalmeccanici) e Solidarietà Veneto:
“Con Cometa e Solidarietà Veneto a rischio parte dei risparmi per centomila dipendenti” titolano i giornali.
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione del Fondo Cometa ha scritto ministro del Welfare Maurizio Sacconi per esprimere la sua preoccupazione.

Ed ora come la mettiamo con i giovani nuovi assunti che sono obbligati per legge a destinare integralmente ai fondi pensione il loro TFR?
Bamboccioni per legge, precarizzati per legge, ed ora col rischio di restare senza pensione (ovviamente per legge).

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