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LEGA NORD: ladroni a casa nostra!

Pubblicato da PRC Muggiò su lunedì 23 aprile 2012

Le inchieste che coinvolgono la Lega Nord e hanno portato alle dimissioni di Bossi, non riguardano solo i gravi reati in questione, ma il fallimento della Lega Nord stessa.

E’ fallita perché non è vero che i fantomatici padani sono migliori dei meridionali o di “Roma Ladrona”; e gli italiani non sono migliori degli extracomunitari.

 

E’ fallita perché non può essere casuale l’alleanza storica con quel Berlusconi ed il PdL (Partito dei Ladroni)che ha esaltato l’evasione fiscale, il disprezzo delle regole e della democrazia. Stessa cosa è avvenuta in Regione Lombardia come dimostrano i dieci inquisiti per malaffare.

 

E’ fallita perché la difesa dei lavoratori si è tradotta chiacchiere: nessun contrasto alle delocalizzazioni (altro che padroni a casa nostra), nessuna busta paga padana: solo precarietà, ricatti, licenziamenti, chiusura di aziende.

 

E’ fallita perché il federalismo era sbagliato e ha comportato solo un aumento delle tasse nazionali del 6% e di quelle locali del 138% ! La nuova ICI-IMU è nella legge su federalismo fiscale comunale voluta dalla Lega Nord.

Mentre c’è chi ruba…..c’è chi paga.

  • le tasse le pagano per l’82% i lavoratori e i pensionati. Borghesi e padroni prendono appalti e tangenti per costruire opere sbagliate come le tante TAV della Lombardia;
  • prendono soldi per il lavoro e per le pensioni, ma chiudono aziende e portano soldi all’estero o li investono nella speculazione. E poi ci sono le banche che strangolano cittadini ed artigiani.
  • Poi ci sono i ladri di diritti, come accade ora con l’art 18, con la sanità e la scuola

QUESTO ACCADE ANCHE PERCHE’ NON SI VUOLE UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CHE FUNZIONI E SIA CONTROLLATA DAI CITTADINI. SI PRIVATIZZANO SERVIZI E FUNZIONI. NELLA CONFUSIONE CAMPANO I FURBI.

 

In verità la lotta non è fra nord e sud, fra italiani ed extracomunitari, ma fra ricchi e poveri, fra onesti e disonesti fra padroni e lavoratori

QUESTA LOTTA SI CHIAMA LOTTA PER LA DEMOCRAZIA, LOTTA DI CLASSE.

Comitato Regionale Lombardia

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20 anni di Lega Nord

Pubblicato da PRC Muggiò su giovedì 5 aprile 2012

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Berlusconi vattene! Elezioni subito con un fronte democratico.

Pubblicato da PRC Muggiò su venerdì 11 febbraio 2011

Squallido teatrino quello che quotidianamente Berlusconi esibisce contro i magistrati che, svolgendo il loro dovere, stanno indangando nei suoi confronti per concussione e prostituzione minorile.

Se fosse per lui lo spettacolo indegno dato in Senato poco tempo fà dalla leghista Rosi Mauro sarebbe il suo modello di democrazia, tramite il quale approverebbe “processo breve“, “legittimo impedimento“, “immunità parlamentare“, divieto di intercettazioni e qualsiasi altra diavoleria utile a garantirgli impunità di fronte alla Legge.

Berlusconi è come Mubarak: privo di legittimità, asserragliato nel palazzo ma non molla e continua a fare danni. Per cacciarlo occorre trasformare in un movimento di popolo l’indignazione popolare. Per questo invitiamo tutte e tutti a partecipare alla manifestazione del 13 a cui saremo presenti.

Noi proponiamo che la richiesta di elezioni immediate si accompagni con la scelta chiara da parte del PD di abbandonare le fantasie centriste al fine di costruire insieme alle forze di sinistra un fronte democratico che possa sconfiggere le destre sulla base del rilancio e l’attuazione della Costituzione.

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Comunicato stampa – caduta della Giunta di Desio

Pubblicato da PRC Muggiò su lunedì 29 novembre 2010

Come è noto l’amministrazione comunale di Desio, guidata da Giampiero Mariani, è caduta in seguito al coinvolgimento di alcuni esponenti politici, tra cui il Presidente del Consiglio Comunale Nicola Mazzacuva, il Consigliere Natale Marrone e l’ex Assessore provinciale Rosario Perri (tutti del Pdl), nell’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta.

La maggioranza dei Consiglieri Comunali ha firmato le proprie dimissioni (compresi i Consiglieri eletti nelle lista della Lega Nord) determinando così la caduta della Giunta di centro destra.

Il fatto provocherà il commissariamento del Comune e il ricorso al voto anticipato e un probabile effetto domino coinvolgendo altre Giunte a guida PdL-Lega Nord.

La FdS di Monza e Brianza, che alla lotta alla mafia fa un punto centrale della sua politica, considera la caduta della Giunta di Desio un fatto positivo che conferma le sue analisi su le infiltrazioni mafiose nel nostro territorio.

La FdS di Monza e Brianza, in previsione delle prossime elezioni a Desio, auspica che si possa ripetere l’esperienza, effettuata alle ultime elezioni comunali di Desio, della presentazione di una lista unitaria tra la FdS, SEL e PSI e che questa esperienza unitaria possa aprirsi anche ad altre forze di sinistra presenti a Desio, il tutto in una più ampia alleanza di centro sinistra.

Francesco Beretta
Portavoce FdS Monza e Brianza

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Sole delle Alpi cercasi disperatamente!

Pubblicato da PRC Muggiò su domenica 17 ottobre 2010

Dopo aver sostenuto la patetica tesi che il Sole delle Alpi è un simbolo utilizzato da secoli nella tradizione lombarda, e come tale che non ha nulla a che vedere con il simbolo di partito della Lega Nord, i dirigenti leghisti … scoprono di non sapere nulla di questa immaginata tradizione lombarda!

Ma dove diavolo lo hanno messo i nostri lombardi?

Cercasi località e periodo storico del manufatto...

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LEGA NORD. IL CONFLITTO D’INTERESSE NON RISOLTO

Pubblicato da PRC Muggiò su venerdì 18 dicembre 2009

Settimana scorsa tutte le parti interessate (il Sindaco Zanantoni, il Segretario Provinciale della Lega Romeo) ci avevano dato le piu’ ampie assicurazioni che le dimissioni del Vicesindaco Galimberti erano solo un episodio circoscritto, di carattere personale, e che tutto sarebbe continuato come prima.

Dalla data delle dimissioni però il rappresentante della Lega Nord non si e’ piu’ presentato in commissione urbanistica, ed oggi (domenica 13 dicembre) ci viene comunicato che il Consiglio Comunale previsto per lunedi’ 14 dicembre sarà annullato perchè la maggioranza non è in grado di garantire il numero legale.

L’incapacità di garantire il numero legale ha l’effetto di accorciare ai minimi termini i tempi di discussione sulle osservazioni al PGT, impedendo di discutere adeguatamente delle scelte cementificatorie adottate da questa maggioranza (parco del grugnotorto, svuotamento dello strumento della perequazione, edificazione sfrenata di sottotetti e box, rimaneggiamenti nel centro storico).

Così, per oscure lotte di potere interne alla maggioranza, si mortifica il ruolo del Consiglio Comunale costretto ad assistere impotente a ciò che succede sopra la sua testa.

Se per un conflitto d’interesse così “veniale”, il presidente del CAI nella commissione sport e tempo libero, ci si dimette da vicesindaco, come mai per la Presidenza del Consiglio Comunale affidata ad un professionista edile, per la coabitazione con una lista civica presieduta da un “progettista edile-imprenditore”, per le scelte urbanistiche sul PGT tutto tace ed apparentemente nulla si muove?

MUGGIO’ NON SI MERITA QUESTO CLIMA TORBIDO. LA LEGA NORD CHIARISCA ALLA CITTADINANZA SE CONDIVIDE GLI STRAVOLGIMENTI CHE SARANNO INTRODOTTI NEL PGT CON LA VOTAZIONE DELLE OSSERVAZIONI.

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MERCOLEDI’ 16 DICEMBRE LA LEGA HA RISOLTO IL SUO CONFLITTO E SCIOLTO OGNI DUBBIO. Schiacciata dalle pressioni del suo responsabile Provinciale o per libera scelta il risultato non cambia. 

VOTA A FAVORE DI S.L.P. ED ALTEZZE ILLIMITATE NEL PROSSIMO PIANO INTEGRATO DI INTERVENTO CHE DEVASTERA’ NUOVAMENTE IL PARCO DEL GRUGNOTORTO E GALIMBERTI, PRESENTANDO UNA LETTERA DI SCUSE, RIENTRA IN GIUNTA COME SE NULLA FOSSE… I GUAI PER IL PARCO GRUGNOTORTO NON POSSONO CHE PEGGIORARE!

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Galimberti sbatte la porta. Lega Nord nel caos

Pubblicato da PRC Muggiò su domenica 6 dicembre 2009

Le dimissioni di Mario Galimberti, Vicesindaco ed Assessore ai lavori pubblici di Muggiò della Lega Nord, rivelano la crisi della Giunta di centrodestra a soli 4 mesi dal suo insediamento.

In un momento in cui sarebbe necessario intervenire con politiche attive di sostegno ai lavoratori delle aziende in crisi, ai disoccupati ed ai precari, questa Giunta non trova di meglio che azzuffarsi per dei posti nelle commissioni comunali!

Noi ci siamo chiesti da subito come avrebbero fatto a convivere coloro che avevano promosso un referendum cittadino sulla candidatura Zanantoni, alludendo alla sua pessima amministrazione e poca trasparenza, con chi ne difendeva a spada tratta l’operato. Oppure chi diceva di aver sempre difeso il parco del Grugnotorto con chi l’aveva pesantemente devastato con l’operazione multiplex.

Evidentemente le soluzioni imposte dall’esterno, basate sulla spartizione di posti di potere, non hanno ottenuto il risultato sperato ma anzi si sono dimostrate controproducenti e deleterie per la comunità cittadina.

Ognuno si assuma le proprie responsabilità e si chieda se è adeguato per amministrare la città di Muggiò.

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8 luglio1998- 10 domande fatte dalla PADANIA

Pubblicato da PRC Muggiò su venerdì 23 ottobre 2009

1) Il 26 settembre 1968, la sua Edilnord Sas acquistò dal conte Bonzi l’intera area dove lei, signor Berlusconi, edificherà Milano2. Lei pagò il terreno 4.250 lire al metro, per un totale di oltre tre miliardi di lire. Questa somma, nel ’68, quando lei aveva 32 anni e nessun patrimonio familiare a disposizione, era di enorme portata. Oggi, tabella Istat alla mano, equivarrebbe a oltre 38.739.000.000 lire. Dopo l’acquisto, lei aprì un gigantesco cantiere edile, il cui costo arriverà a sfiorare i 500 milioni al giorno, che in 4-5 anni edificherà l’area abitativa di Milano2. Tutto questo denaro chi gliel’ha dato, signor Berlusconi? Chi si nascondeva dietro le finanziarie di Lugano? Risponda.

2) Il 22 maggio 1974 la sua società Edilnord Centri Residenziali Sas compì un aumento di capitale che così arrivò a 600 milioni di lire (4,8 miliardi di oggi. Fonte Istat). Il 22 luglio 1975 – un anno dopo – la medesima società eseguì un altro aumento di capitale passando dai suddetti seicento milioni a due miliardi (14 miliardi di oggi. Fonte Istat). Anche in questo caso, che è solo l’esempio di alcune delle tante e fortissime ricapitalizzazioni delle sue società, signor Berlusconi, vogliamo sapere da dove e da chi le sono pervenuti tali ingentissimi capitali in contanti. Se lei non lo spiega, signor Berlusconi, si è autorizzati a ritenere che sia denaro di dubbia origine, denaro dall’orribile odore.

3) Il 2 febbraio 1973, lei, signor Berlusconi, fondò un’altra società: la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975 questa sua piccola impresa diventò una Spa, con un aumento di capitale a 500 milioni. In seguito, quei 500 milioni diventeranno 2 miliardi, e lei farà in modo da emettere anche un prestito obbligazionario per altri 2 miliardi. Nell’arco di nemmeno tre anni, una sua società forte di un capitale di 20 milioni, appunto Italcantieri Srl, si trasformerà in un colosso, moltiplicando per 100 il suo patrimonio. Come fu possibile? Da dove prese, chi le diede, in che modo entrò in possesso, signor Berlusconi, di queste fortissime somme in contanti? Risponda. Lo spieghi.

4) Il 15 settembre 1977 la sua società Edilnord Sas, signor Berlusconi, cedette alla neo-costituita Milano2 Spa tutto il costruito di Milano2 più alcune aree ancora da edificare. Tuttavia, quel giorno lei decise anche il contestuale cambiamento di nome della società acquirente. Infatti l’impresa Milano2 Spa cominciò a chiamarsi così proprio in quella data. Quando fu fondata a Roma, il 16 settembre ’74, rispondeva al nome Immobiliare San Martino Spa, «forte» di lire 1.000.000 di capitale e amministrata da Marcello Dell’Utri, il suo «segretario». Sempre il 15 settembre 1977, quel milione salirà a 500, il 19 luglio 1978 a due miliardi. Un’altra volta: tutto questo denaro da dove arrivò?

5) Signor Berlusconi, il cuore del suo impero, la notissima Fininvest, lei sa bene che nacque in due tappe. Il 21 marzo 1975 a Roma lei diede vita alla Fininvest Srl, venti milioni di capitale, che l’11 novembre diventeranno 2 miliardi con il contestuale trasferimento della sede a Milano. L’8 giugno 1978, ancora a Roma, lei fondò la Finanziaria di Investimento Srl, soliti 20 milioni, amministrata da Umberto Previti, padre del noto Cesare. Il 30 giugno 1978, quei venti milioni diventeranno 50, e il 7 dicembre 18 miliardi (81 miliardi di oggi). Il 26 gennaio 1979 le due «Fininvest» si fonderanno. Ebbene, questa gigantesca massa di capitali da dove arrivò, signor Berlusconi?

6) Signor Berlusconi, lei almeno una volta sostenne che le 22 holding alla testa del suo impero societario vennero costituite da Umberto Previti per pagare meno tasse allo stato. Nessuno dubiterà mai più di queste sue affermazioni, quando lei spiegherà per quale ragione affidò consistenti quote delle suddette 22 holding alla società Par.Ma.Fid. di Milano, la medesima società fiduciaria che nel medesimo periodo gestì il patrimonio di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e grande riciclatore di soldi sporchi per conto di Alfredo e Giuseppe Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Carmelo Gaeta e altri boss della mafia siciliana operanti a Milano. Perché la Par.Ma.Fid.?

7) E’ universalmente noto che lei, signor Berlusconi, come imprenditore è nato col «mattone» per poi approdare alla tivù. Ebbene, sul finire del 1979, lei diede incarico ad Adriano Galliani di girare l’Italia ad acquistare frequenze televisive, ed infatti Galliani si diede molto da fare. Iniziò dalla Sicilia, dove entrò in società con i fratelli Inzaranto di Misilmeri, frazione di Palermo, nella loro Retesicilia Srl. Soltanto che Giuseppe Inzaranto, neo-socio di Galliani, era anche marito della nipote prediletta di Tommaso Buscetta, che nel 1979 non è un «pentito», è un boss di prima grandezza. Questo lei lo sapeva, signor Berlusconi? Sapeva di aver sfiorato i vertici della mafia?

8) E’ certo che a lei, signor Berlusconi, il nome dell’Immobiliare Romana Paltano non può risultare sconosciuto. Certo ricorda che nel 1974 la suddetta società, 12 milioni di capitale, finì sotto il suo controllo amministrata da Marcello Dell’Utri. Fu proprio sui terreni posseduti da questa immobiliare che lei edificherà Milano3. Così pure ricorderà, signor Berlusconi, che nel ’76 quel piccolo capitale di 12 milioni salirà a 500 e il 12 maggio 1977 a 1 miliardo. Inoltre lei modificherà anche il nome a questa impresa, che diventerà la notissima «Cantieri Riuniti Milanesi Spa». Ancora una volta: da dove prese, chi le fornì i 988 milioni (5 miliardi d’oggi) per quest’ennesima iniezione di soldi?

9) Lei, signor Berlusconi, certamente rammenta che il 4 maggio 1977 a Roma fondò l’Immobiliare Idra col capitale di 1 (un) milione. Questa società che possiede beni immobiliari pregiatissimi in Sardegna, l’anno successivo – era il 1978 – aumentò il proprio capitale a 900 milioni di lire in contanti. Signor Berlusconi, da dove arrivarono gli 899 milioni che fecero la differenza? E poi: da dove, da chi, perché lei entrò in possesso delle stratosferiche somme che le permisero di far intestare all’Immobiliare Idra proprietà in Costa Smeralda – ville e terreni – il cui valore è da contarsi in decine di miliardi? Dica la verità, signor Berlusconi. Sveli anche questo mistero impenetrabile.

10) Signor Berlusconi, in più occasioni lei ha usato – vedi l’acquisto dell’attaccante Lentini dal Torino Calcio, ad esempio – la finanziaria di Chiasso denominata Fimo. Anche in questo caso, come in precedenza per la finanziaria Par.Ma.Fid., ha scelto una società fiduciaria al cui riguardo le cronache giudiziarie si sono largamente espresse. La Fimo, infatti, era la sede operativa di Giuseppe Lottusi, riciclatore di soldi sporchi dalla cosca dei Madonia, e Lottusi il 15 novembre del 1991 verrà condannato per questo a 20 anni di reclusione. Ebbene, la transazione per l’acquisto di Lentini, tramite la Fimo, avvenne nella primavera del 1992. Perché la Fimo, signor Berlusconi?

da Liberazione del 22/10/2009

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“Ambrosia”. Permangono le inadempienze

Pubblicato da PRC Muggiò su domenica 30 agosto 2009

E’ passata una settimana e siamo andati a verificare se la situazione relativa all’emergenza ambrosia fosse in qualche modo migliorata.
La situazione è a dir poco sconfortante:

  1. Bosco in Città: finalmente si è proceduto allo sfalcio dell’erba (che in base all’ordinanza comunale andava fatto nei primi 20 giorni di agosto)… peccato che nel lato tra RSA e Nova-Muggiò-Desio, dove esiste il boschetto con le piante più grandi (sono preesistenti alla piantumazione), fanno bella mostra di sè un buon numero di piante di ambrosia che per dimensioni potrebbero far parte del “guinness” dei primati.
  2. Piazza Libero Grassi: nessun intervento e l’ambrosia continua a crescere indisturbata
  3. P.zza Santa Croce: nessun intervento e l’ambrosia continua a crescere indisturbata
  4. Via Leoncavallo: come per il Bosco in Città si è proceduto allo sfalcio dell’erba e finalmente la “savana” è stata rimossa… peccato che questo è stato fatto così male e superficialmente che non solo le piante fotografate la scorsa settimana continuano a crescere indisturbate sotto al cartello stradale, ma addirittura gli operatori hanno “ignorato” l’ambrosia cresciuta vicino agli alberi e lungo i cordoli stradali.

Con sconforto abbiamo osservato meglio le strade che ci circondavavano mentre facevamo le suddette verifiche ed abbiamo constatato che le aree pubbliche su cui l’Amministrazione dovrebbe eliminare l’ambrosia restano innumerevoli; ad esempio, solo per citare alcune nuove evidenze, Via Marx incrocio via M.L.King ed orti comunali.

Sulla base di quanto sopra le nostre convinzioni non cambiano. Le inadempienze ripetute dell’amministrazione di destra comporterebbero, secondo la sua stessa ordinanza, la segnalazione giudiziaria ai sensi dell’art. 650 del Codice penale.

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“Ambrosia”; inadempienze penali della giunta di destra

Pubblicato da PRC Muggiò su domenica 23 agosto 2009

Se “il buon giorno si vede dal mattino”, lo spettacolo di incuria ed abbandono delle aree verdi che ha contraddistinto la nuova amministrazione di destra ci da la misura di quanto ci aspetta nei prossimi cinque anni.

Ma in queste settimane, sulla lotta all’ambrosia, si è assistito a qualcosa che travalica l’incuria e l’abbandono, siamo addirittura di fronte alla violazione delle ordinanze Sindacali che, in base al loro contenuto, dovrebbero comportare la segnalazione all’autorità giudiziaria.  Come potete vedere dalle foto allegate il testo dell’ordinanza recita :

“… a vigilare a partire dal mese di Giugno sull’eventuale presenza di “Ambrosia Artemisifolia” nelle aree di loro pertinenza ed eseguire nel periodo compreso tra i mesi di giugno e di agosto 2009 periodici interventi di manutenzione e pulizia (aree verdi, aree dismesse, cigli stradali) che prevedano almeno tre sfalci da eseguire nei seguenti periodi:

1° sfalcio: terza decade di Giugno

2° sfalcio: terza decade di Luglio

3° sfalcio: seconda decade di Agosto

PRECISA CHE

In caso di inadempienza saranno adottati i provvedimenti conseguenti ivi compresa la segnalazione all’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 650 del Codice penale“ 

Ma le seguenti fotografie documentano che come sistematicamente l’amministrazione Lega-PDL ha ignorato la sua stessa ordinanza e messo a rischio la salute delle molte persone che soffrono di allergia a causa dell’ambrosia. Ci domandiamo: la vigilanza comunale esiste ancora a Muggiò? Siamo ancora tra gli idealisti che non vogliono pensare che anche lei intepreta le norme “ad-personam”… ma ci vorrebbero delle azioni urgenti per rafforzare questo nostro idealismo!

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La LEGA NORD in ginocchio: il PDL impone il suo candidato

Pubblicato da PRC Muggiò su venerdì 1 maggio 2009

 

 

E il referendum sul candidato sindaco indetto dalla Lega?

E il referendum sul candidato sindaco indetto dalla Lega?

Dopo una melina vergognosa è arrivato il diktat: il candidato del centrodestra a Muggiò deve essere Zanantoni. E’ evidente a tutti che quello che si è celebrato nei giorni scorsi a Muggiò tra il PDL e la Lega Nord non è stato un matrimonio d’amore, ma un matrimonio d’interesse, imposto dai vertici regionali e provinciali dei due partiti. Un matrimonio che non potrà durare a lungo visti i rapporti di disistima e di grande diffidenza della Lega Nord nei confronti del candidato Zanantoni. Disistima e diffidenza, dichiarati in pubblico e in privato, che non sono di carattere personale, ma che derivano da un giudizio negativo sull’operato di Zanantoni nel suo precedente mandato. Disistima e diffidenza che non appartengono solo al segretario Galimberti ma a una parte consistente degli elettori leghisti: se i dati del referendum della Lega sulle alleanze per le elezioni amministrative non sono stati resi pubblici e se i vertici locali della Lega hanno tentato di resistere così a lungo alla scelta di Zanantoni come candidato del centrodestra, un motivo ci sarà pur stato!

La Lega Nord, che a Muggiò vuol essere paladina della difesa del verde e del no alla cementificazione, non può dimenticare che Zanantoni è stato il sindaco che ha costruito nel Parco del Grugnotorto quel mostro di cemento che è la Multisala Cinematografica e ha portato a termine altre operazioni indigeste alla Lega, quali la Fillattice e il Palazzone della Taccona.

Ai cittadini di Muggiò vorremmo segnalare un altro dato disonorevole: questa alleanza di centrodestra è stata imposta dall’alto, dalle segreterie regionali e provinciali dei partiti, che hanno dovuto tener conto di equilibri di potere e di spartizione delle poltrone nel territorio. E’ evidente che se la Lega ha accettato – obtorto collo – questa soluzione a Muggiò, è perché ha ottenuto altre contropartite. Questa è la verità inoppugnabile. I cittadini di Muggiò non meritano questi condizionamenti poco edificanti. Le scelte per Muggiò devono essere fatte da chi vive a Muggiò e sa interpretare i bisogni dei cittadini.

Noi del centrosinistra abbiamo dimostrato questa autonomia e indipendenza: non abbiamo accettato interferenze dall’alto, ma abbiamo costruito a Muggiò la nostra alleanza avendo come unico obiettivo il bene della nostra città. Un’alleanza che ha sempre saputo tradurre il confronto interno su temi importanti in scelte condivise e mediazioni trasparenti. Questa capacità di dialogo e confronto nel solo interesse di una città che amiamo è la vera forza della nostra coalizione.

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MODIFICATA LA LEGGE 12: PIU’ CEMENTO PER EXPO 2015

Pubblicato da PRC Muggiò su domenica 8 marzo 2009

L’Assessore regionale Boni (Lega Nord) predica bene, ma poi razzola male. È questa la morale del dibattito sull’ennesima modifica della legge regionale n. 12 sul governo del territorio, approvata a maggioranza dal Consiglio Regionale con il nostro voto contrario.

Ne esce un provvedimento brutto, contradditorio e pasticciato, che da una parte mette dei freni all’abuso delle varianti, ma dall’altra si inventa nuove deroghe, utili anzitutto per i progetti della Giunta Moratti. Cioè, d’ora in poi a Milano si potrà edificare anche sulle aree verdi e le varianti non dovranno più passare dal Consiglio comunale, ma soltanto dalla Giunta.

Il pressing dietro le quinte dell’Assessore comunale Masseroli, in quota Comunione e Liberazione, ha dunque ottenuto i suoi risultati, poiché per i Comuni ad alta pressione abitativa è stata introdotta la possibilità, finora esclusa, di poter edificare anche sulle aree a verde e parcheggio, mentre quelli interessati dalle opere dell’Expo potranno adottare e approvare i piani attuativi e le varianti – tutte, non solo quelle che riguardano l’Expo stesso – nella sola Giunta, senza il passaggio dai consigli comunali. In altre parole, a Milano gli affari e la cementificazione potranno continuare come e più di prima.
GRAZIE LEGA NORD!

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Licenza di uccidere

Pubblicato da PRC Muggiò su domenica 15 febbraio 2009

La Lega Nord si è schierata nettamente contro la libertà di scelta delle persone in merito ad accanimento terapeutico e testamento biologico, in difesa del Vaticano e di una distorta sacralità della vita.
I capigruppo di Camera e Senato del Carroccio, Roberto Cota e Federico Bricolo, commentando il ddl messo a punto dal Governo per infierire sulla tragedia umana di Eluana Englaro hanno dichiarato: “Non possiamo far morire una persona di fame e di sete”.

siamo tutti tabaccai

Lega: siamo tutti tabaccai

Solo pochi giorni dopo, a Milano, la Lega ha organizzato un presidio davanti al Palazzo di Giustizia in solidarietà con Giovanni Petrali, il tabaccaio che ha rincorso ed ucciso a colpi di pistola un rapinatore; un gruppo di manifestanti con il fazzoletto verde al collo ha sollevato cartelli di protesta e distribuito volantini. “Siamo tutti tabaccai” era scritto su uno striscione. “Quell’uomo – ha detto Matteo Salvini, deputato della Lega Nord, doveva essere condannato a anni zero e a euro zero“.

Non si vuole far morire una persona per fame e per sete… mentre in difesa del denaro è lecito uccidere con le armi?

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Elezioni: Lega NORD nel pallone

Pubblicato da PRC Muggiò su domenica 16 novembre 2008

E’ curioso il sondaggio che in questi giorni la Lega NORD sta svolgendo tra i cittadini muggioresi. In riferimento alle prossime elezioni comunali chiede ai cittadini di esprimersi su come il partito dovrà schierarsi, proponendo le seguenti opzioni:

  1. Correre da soli con il proprio candidato (n.d.a.: rottura irrimediabile nella destra?)
  2. Allearsi con il PDL dal primo turno (n.d.a.: amore indissolubile?)
  3. Allearsi con il PDL al secondo turno (n.d.a.: finta ruttura nella destra?)
  4. Accordarsi con altre forze, ad esempio liste civiche (n.d.a.: prendere una decisione? No no, è meglio prendere tempo.)

Ci sembra una forza politica allo sbando.

Praticamente il suo gruppo dirigente sembra incapace di digerire quel Zanantoni candidato sindaco che ha lasciato “rovine” in ogni ambito nel quale ha messo mano: BOND argentini, contratto SWAP, MULTIPLEX nel parco del Grugnotorto, convenzione ex-Fillattice e campo Primo Maggio, Caserma dei Carabinieri, Mostro 2 sul Villoresi, e putroppo l’elenco va avanti a lungo.

Non capendo che il problema non è Zanantoni, ma sono le politiche sbagliate della destra con la quale è intimamente alleata, anzichè comportarsi da gruppo dirigente ed assumersi la responsabilità di indicare una prospettiva al suo elettorato preferisce fare come Ponzio Pilato… e se ne lava le mani.

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Lega NORD, PDL ed AN cementificano il corridoio ecologico

Pubblicato da PRC Muggiò su sabato 15 novembre 2008

Con l’approvazione del PGT di Desio, Lega NORD, PDL ed AN devastano le aree agricole che costituivano un importante corridoio ecologico in corrispondenza dei confini comunali tra Desio, Muggiò e Lissone, e come se non bastasse compromettono irrimediabilmente l’ambiente del quartiere San Carlo ed il commercio al dettaglio di Muggiò.

PTCP con corridoio ecologico

PTCP con corridoio ecologico

Lo sfascio introdotto dal progetto è impressionante: un centro commerciale di 22.000 metri quadri con accanto un edificio direzionale per ospitare (forse) funzioni sovracomunali, il tutto per un totale di 37.500mq di SLP su una superfice di 102.000 mq.; e l’intervento, giusto per essere ancora più illogico e devastante, tronca il corridoio ecologico previsto dal PTCP della provincia per impedire la saldatura edificatoria dei territori comunali tra Muggiò e Desio.

L'area devastata dal centro commerciale

la zona devastata adiacente a San Carlo

Non è un progetto nuovo, si tratta del famoso progetto PAM-Antares, quello che ipocritamente le stesse forze politiche della destra muggiorese dicevano di non volere nel 2003, e che in questi giorni si affannano a far credere che non vogliono distribuendo volantini mistificatori.

Ma le bugie hanno le gambe corte, ed i fatti dimostrano che Lega NORD, PDL ed AN di Muggiò non hanno mosso un dito (e non muoveranno un dito) nei confronti dei loro affiliati del comune di Desio.

Ora tutti i danni della speculazione rischiano di cadere sui cittadini di Muggiò e del quartiere San Carlo, e solo una netta affermazione di Rifondazione Comunista alle prossime comunali del 2009, con la conseguente sconfitta di questa destra, può dare la possibilità di rimediare ai danni degli affaristi di professione.

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Phone center: illegittima la legge lombarda… ricordate Lega Nord ed AN a Muggiò?

Pubblicato da PRC Muggiò su sabato 1 novembre 2008

A fine 2005 la Lega Nord di Muggiò presentò in Consiglio Comunale una mozione in merito ai “phone center e internet point”, mozione che sosteneva una proposta di legge regionale punitiva, per motivi ideologici e preconcetti, di una intera categoria economica.

Alleanza Nazionale non volle apparire più moderata della Lega, ed a fine maggio 2006, tramite il suo Consigliere Comunale, interpellava l’Assessore competente chiedendo “Lo scorso Febbraio il Consiglio Regionale ha approvato la Legge sui call center. Detta legge regola gli orari di apertura e chiusura e l’abbattimento delle barriere architettoniche all’interno dei locali. Ogni centro deve rispettare tutte le norme edilizie, igienico–sanitarie e di sicurezza. Vorrei essere informato sui controlli effettuati, al fine di ottemperare alla Legge in questione.”

Il ministro della semplificazione

Il ministro della "semplificazione"

Di recente invece la Corte Costituzionale, con sentenza n. 350, ha dichiarato illegittima la famigerata legge regionale n. 6/2006 sui phone center, accogliendo dunque i numerosi ricorsi del TAR della Lombardia e dando ragione a quanti, come noi, avevano sin dall’inizio denunciato la sua palese natura discriminatoria e anticostituzionale.
Da oggi in poi, quella legge non esiste più. E questa è una buona notizia, poiché riafferma la vigenza dello stato di diritto. Ma purtroppo la legge n. 6/2006 ha già prodotto numerosi e vasti danni, visto che è stata ampiamente applicata sin dal marzo del 2007 da tanti Comuni lombardi, compreso quello di Milano, provocando la massiccia chiusura di legittime attività commerciali – passate da 2500 a 500 – e la rovina economica dei loro gestori.
La legge regionale n. 6 e la sua applicazione da parte di molti sindaci nulla c’entrava con la regolamentazione delle attività commerciali, ma intendeva unicamente alimentare, ancora una volta, le campagne d’odio tanto care a Lega e An. Infatti, la grande colpa dei phone center era semplicemente quella di essere gestiti e utilizzati soprattutto da cittadini immigrati. Insomma, una legge speciale, fuori dallo stato di diritto e contraria al principio di uguaglianza davanti alla legge e uno dei tanti casi, forse tra i più gravi in Lombardia, di xenofobia istituzionale.
Ma la cosa più ingiustificabile e disgustosa è che tutti gli attori istituzionali erano perfettamente consapevoli che la legge non avrebbe mai passato l’esame della Corte Costituzionale. Ciononostante, sia il centrodestra in Regione, che moltissimi Sindaci hanno premuto sull’acceleratore della sua applicazione, trattando come delinquenti e gettando sul lastrico centinaia e centinaia di persone e famiglie.

Attendiamo a questo punto le ennesime scuse pubbliche per i danni apportati ai gestori, a Muggiò come a livello regionale, che, come tutti capiscono, per essere credibili dovrebbero essere accompagnate da fatti concreti. In altre parole Regione Lombardia e quei Sindaci che hanno chiuso legittime attività commerciali sulla base di norme illegittime devono ora farsi di carico di garantire alle vittime un congruo e veloce risarcimento.

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