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SE I NOSTRI GOVERNANTI CI VOGLIONO ASINI

Pubblicato da PRC Muggiò su lunedì 20 settembre 2010

Tiziano Tussi
«L’ignoranza è forza», uno dei tre slogan scritti sul Ministero della Verità nel famosissimo libro di George Orwell 1984. Non si può spiegare in alcun modo che con questo inciso l’accanimento della nostra classe dirigente attuale, governativa e politica, contro la cultura. Ogni anno la scuola, pre universitaria ed universitaria, versa sempre più in condizioni di asfissia ed il ministro dell’istruzione di turno ci dice che va tutto bene, meglio di prima. Ma è veramente un ipocrita gioco delle parti che si svolge ogni giorno ed in special modo all’inizio di ogni anno scolastico.
La cultura dà fastidio all’ignorantissima classe dirigente e di governo e perciò occorre depotenziare le scuole in qualsiasi modo, togliere fondi all’editoria, ai festival culturali, alle mostre, ai conservatori e teatri lirici. Il Paese deve diventare lo specchio della sua classe politica, del suo abissale livello di ignoranza. Ognuno, al governo, ci mette qualcosa del suo. Scuole targate Lega, partito che inneggia ai dialetti del nord Italia, non sapendo che i nostri studenti scalano al negativo le classifiche europee per quanto riguarda capacità linguistico-grammaticali e di comprensione di testi nella lingua madre, rispetto al resto del continente. Non pare importare a nessuno che si faccia cultura, che nelle scuole si proceda per intuizioni di intelligenza.
Un bell’intervento sul Sole-24 ore di domenica 12 settembre scritto da due docenti universitarie della sapienza di Roma, Anna Foa e Lucetta Scaraffia, esortano coloro che vogliono entrare all’università, ricercatori e quant’altro, che vogliono sostenere i concorsi per professori stabilizzati, di non farsi vedere troppo intelligenti ed acculturati, «fingete di essere un po’ asini» dice il titolo dell’intervento. Insomma: «L’ignoranza è forza». Stessa cosa per le scuole superiori. Ripetere – un’eco è un’eco, un’eco. Ripetere e non pensare con la propria testa. Diceva Kant: «L’illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità imputabile a se stesso» (Risposta alla domanda: che cos’è l’illuminismo, 1784). E’ pericoloso diventare autonomi e comunque, ancora seguendo Kant, i tutori del pubblico ce la mettono tutta per tenerlo in soggezione.
Un accanimento che definisce il nostro livello culturale come Paese: poca ricerca, pochissimi soldi per la cultura in genere, poca disposizione all’innovazione reale, molto conformismo, retorica e ripetizione, stanca ripetizione. Chi cerca di portare avanti le proprie ragioni viene tacciato di essere un terrorista, ed attenti al suo ritorno, si affannano a ripetere i nostri stanchi politici. C’è davvero bisogno di una profonda rivoluzione culturale.
Gli anni della contestazione giovanile ed operaia non hanno inciso a lungo sul Paese che si è riaddormentato ed è ritornato ad una situazione pre illuminista. Altre parole di Kant, stessa opera citata sopra, appaiono profetiche ancora per l’oggi. Dice: «E’ tanto comodo essere minorenni! Se ho un libro che pensa per me, un direttore spirituale che ha coscienza per me, un medico che decide per me sulla dieta che mi conviene, ecc., io non ho più bisogno di darmi pensiero per me. Purché io sia in grado di pagare, non ho bisogno dì pensare: altri si assumeranno per me questa noiosa occupazione».
Naturalmente Kant concepisce tali affermazioni in termini negativi. Ma la classe politica italiana, post mani pulite le ha concepite al positivo. I disvalori ignoranza, guerra e libertà, al negativo quest’ultima, sono state concepite come Orwell le ha descritte nel libro ricordato all’inizio, cioè come forza, pace e schiavitù. Quel ministero della Verità assomiglia dannatamente all’impostazione politica dei nostri governanti e costituisce il loro archetipo. In negativo. Almeno se ne accorgessero.

Da LIBERAZIONE del 18/09/2010

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Osnago 15 – 26 Luglio 2009. Festa di Liberazione della Brianza

Pubblicato da PRC Muggiò su venerdì 10 luglio 2009

15 – 26 Luglio 2009 – Programma completo della
Festa di Liberazione della Brianza

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Osnago 15-26 Luglio: Festa di Liberazione della Brianza

Pubblicato da PRC Muggiò su martedì 30 giugno 2009

Festa di Liberazione della Brianza - Clicca sulla immagine per vedere il programma completo

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25 Aprile, festa di liberazione dal fascismo

Pubblicato da PRC Muggiò su sabato 25 aprile 2009

Il 25 aprile è una festa nazionale, il presupposto della nascita della Costituzione repubblicana, proprio in quanto festeggia la vittoria dell’antifascismo sul fascismo. La festa del 25 aprile è quindi diventata in Italia una festa di parte semplicemente perché gran parte degli esponenti politici che oggi governano il paese, non si riconoscono nei valori dell’antifascismo. Larga parte della destra – segnatamente Berlusconi – si è sempre rifiutata di dichiararsi antifascista perché si pone politicamente e moralmente in continuità con il fascismo; al massimo su un terreno di equidistanza tra fascismo e antifascismo. Nella lotta di liberazione la grande maggioranza dei dirigenti del PdL sarebbe stata schierata con Salò o sarebbe stata alla finestra a guardare come andava a finire. Proporre il 25 aprile come festa di tutti, compresi La Russa e Berlusconi che oggi governano il paese, vuol quindi dire svuotare il 25 aprile della sua essenza antifascista per trasformarlo nella festa dell’unità del ceto politico presente nell’attuale parlamento. Una sorta di unità nazionale dei trasformisti. Non a caso l’invito a Berlusconi viene dal PD: il tratto saliente del centrosinistra negli ultimi venti anni è stata la costante espiantazione delle proprie radici, sostituendo all’antifascismo l’unità nazionale. Mentre la parte maggioritaria della destra ha coltivato e per certi versi costruito e inventato la propria tradizione, rifiutandosi pervicacemente di tagliare i ponti con il ventennio fascista, il centrosinistra si è esercitato quotidianamente nella distruzione della memoria,. Mentre Zapatero rivendica le sue radici nell’esperienza della repubblica del 36, mentre Chirac preferisce perdere le elezioni piuttosto che allearsi con Le Pen, in Italia la destra di governo non ha confini di separazione con il neofascismo e il centrosinistra fa di tutto per scoprirsi orfano.

Contro questo vergognoso abbraccio bipartisan, contro il vergognoso trasformismo della sinistra moderata, rivendichiamo oggi, ancora una volta, che il 25 aprile è la festa dell’ antifascismo e non è quindi – purtroppo – la festa di tutti.

Paolo Ferrero da Liberazione di sabato 25 aprile 2009

Ascolta Bella Ciao – Modena City Ramblers

Voi condurrete l Italia alla rovina ed a noi comunisti spetterà di salvarla

Voi condurrete l'Italia alla rovina ed a noi comunisti spetterà di salvarla


Gino Strada alla manifestazione di Milano

Gino Strada alla manifestazione di Milano

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CIAO SANDRO

Pubblicato da PRC Muggiò su venerdì 28 novembre 2008

Alessandro Curzi
Alessandro Curzi

Sabato 22 novembre, a 78 annni, è morto a Roma dopo una lunga malattia Sandro Curzi. Militante del Partito comunista, poi di Rifondazione comunista, Curzi è stato storico direttore del Tg3 alla fine degli anni ’80, poi direttore del quotidiano di Rifondazione Comunista “Liberazione”. Attualmente era consigliere d’amministrazione della Rai.
Resistente a 13 anni, comunista iscritto già a 14, chiamato a 19 anni da Enrico Berlinguer a ricostruire la Federazione giovanile comunista italiana (Fgci), Curzi ha vissuto tutta la sua vita fedele agli ideali di gioventù. Nel 1998, rottura con il Governo Prodi, tutta la sinistra “per bene” prende le distanze dal nostro Partito. C’è chi ci toglie il saluto, chi si nega al telefono. E lui cosa fa? Si iscrive al Prc e ci aiuti a risalire la china!

CIAO, SANDRO

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