Non serve nessuna espansione volumetrica per dare una nuova chance economica a quel cubo di cemento (se solo ci fosse la volontà politica!); si può lasciare inalterata la struttura attuale utilizzandone tetto e pareti per realizzare una centrale per la produzione industriale di energia elettrica da pannelli fotovoltaici.
Dai dati presenti in uno studio di fattibilità di un Ingegnere iscritto all’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, emergono i seguenti dati:
un pannello fotovoltaico ha dimensioni tipiche di 1.6 x 1.0 mt e, in condizioni ottimali, genera circa 245W.
PRIMO SCENARIO: 9.600mq sul tetto attuale del Multiplex
Supponendo di avere a disposizione una superficie di 80 x 120 mt, si possono disporre i pannelli con inclinazione di 30° in file aventi passo 3.55 m circa (per evitare ombreggiamenti reciproci tra le file ed avere l’inclinazione ottimale).
Si ottengono circa 33 file di pannelli (ognuna composta da 80 pannelli) per un totale di 2640 pannelli: una potenza nominale di circa 650kW ed una produzione effettiva di circa 760.000kWh/anno
SECONDO SCENARIO: 50% del tetto attuale del Multiplex + banda di 8mt sui tre lati delle pareti esposte a sud
In questo caso la superficie del tetto è dimezzata, ma quasi interamente compensata dalle superfici disponibili sulle tre pareti.
Si ottengono 1.320 pannelli sul tetto + 1.120 pannelli sulle pareti per un totale di 2440 pannelli: una potenza nominale di circa 600kW ed una produzione effettiva di circa 700.000kWh/anno
Considerando che i costi di installazione per un impianto industriale di questo tipo dovrebbero variare da 1,5 a 1,6ML di euro, ed i ricavi ottenibili dovrebbero variare da 340.000 a 370.000 euro anno, l’impianto si ammortizza in 5/6 anni …. il tutto senza nessun sopralzo della struttura esistente (attenzione: la “vela” tanto cara a Sindaco e curatori ha il solo effetto di impedire l’utilizzo industriale del tetto).
Anche se non serviva nessuna verifica è confermato, anche con calcoli economici, che la devastazione del Grugnotorto è la diretta conseguenza dell’assenza di volontà nel progettare un vero futuro al Parco da parte di Zanantoni, PDL e Lega Nord.
























