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Acqua pubblica? Bersani dice sì. Ma mezzo Comitato per il no è del Pd

Pubblicato da PRC Muggiò su lunedì 6 giugno 2011

Il Movimento 5 Stelle attacca frontalmente il partito di Bersani: “Hanno cambiato idea nell’arco di pochi mesi e mantengono interessi nelle aziende multiutility. La loro è una posizione opportunistica”
Bersani ora non ha dubbi. E invita gli elettori del Pd a votare ‘sì’ a tutti e quattro i referendum. Compresi i due quesiti sull’acqua. Ma sei dei 13 fondatori del comitato per il ‘no’ “Acqua libera tutti”, che vuole che il decreto Ronchi sulla privatizzazione della risorsa idrica resti in vigore, sono iscritti proprio al suo partito. Accanto a vecchie conoscenze del Pdl, come Piercamillo Falasca ed i deputati Giuliano Cazzola, Benedetto Della Vedova di Fli, spuntano infatti anche i nomi di Luigi Antonio Madeo, membro dell’ assemblea nazionale del Pd, Fabio Santoro, autorevole esponente dei democratici napoletani, Giacomo d’Arrigo rappresentante del Pd e responsabile di Anci Giovani, Massimiliano Dolce, presidente del consiglio comunale del Comune di Palestrina, Antonio Iannamorelli, consigliere comunale Pd a Sulmona (Aquila), Giusy Gallotto, dirigente del Pd di Salerno già collaboratrice del ministro agli affari regionali Lanzillotta nel governo Prodi.

“La posizione del Pd in merito ai referendum è ambigua: prima erano contrari, oggi sono a favore, domani non sappiamo”, accusa il consigliere regionale in Emilia Romagna del Movimento 5 Stelle, Giovanni Favia. Molti di coloro che hanno raccolto le firme si ricordano che lo scorso anno i Democratici non avevano aderito all’iniziativa. Era il 22 aprile 2010 quando Bersani aveva detto: “Noi non abbiamo una strategia referendaria perché in 15 anni si sono persi 24 referendum e poi perché il referendum manca dell’aspetto propositivo. Detto ciò noi guardiamo con simpatia a tutti coloro che si stanno muovendo contro la privatizzazione forzata dell’acqua pubblica”.

Una simpatia che ora non salva il segretario dalle accuse del Movimento 5 Stelle: quella di volere salire sul carro dei vincitori, ora che, dopo il flop di Berlusconi alle amministrative, il quorum sembra più raggiungibile. “I due sì, indicati dal Pd per l’acqua pubblica, hanno il sapore dell’opportunismo e della vecchia politica fatta solo di slogan e convenienze – dice Favia -. I referendum infatti, sono vere e proprie martellate ai modelli di gestione affermati proprio dal Pd nelle varie Hera Spa ed Iren Spa per non parlare delle leggi pro acqua privata presentate da Bersani a novembre”.

Il riferimento è a una proposta di legge presentata il 16 novembre 2010 da Bersani, con altri quarantanove deputati da Franceschini a D’Antoni passando per Sposetti, Colaninno e Boccia. L’idea era quella di superare il decreto Ronchi in tema di gestione delle risorse idriche senza passare per il referendum, ma all’articolo 2 comma 4 si affermava testualmente: “L’acqua è un bene di rilevanza economica”. Proprio il concetto che il secondo quesito del referendum vorrebbe oggi abolire. Una frase che al comitato per il ‘no’ era piaciuta visto che il commento fu: “Per il Partito Democratico l’acqua è un servizio a rilevanza economica e può essere gestita da privati. Questo c’è scritto nella proposta presentata stamattina: il Pd di fatto si schiera contro i referendum truffa. Anche il Partito Democratico, quindi, prende atto che l’acqua deve gestirsi in maniera industriale e che gli investimenti vanno finanziati con la tariffa e non con nuove tasse. Oggi si consuma la Caporetto dei referendari e dei comitati per la statalizzazione dell’acqua. Speriamo in un confronto bipartisan per far fallire i referendum. La proposta del Pd va in questa direzione”.

C’è stata un’ “ambiguità” del Pd, dicono i 5 Stelle. Secondo loro, il motivo è pure che in una miriade di società multiservizi oggi quotate in borsa siedono uomini indicati dai Democratici. I dividendi di queste società arrivano poi a Comuni governati anche da Pd e alleati. Un piccolo, ma eloquente esempio: nella bassa modenese, a Finale Emilia a fine 2010 è scoppiato il “caso Sorgea” dove con voto del centrosinistra, Pd in primis, è stato privatizzato il 40% della società idrica. Unico voto contrario quello del consigliere locale del Prc-Federazione della Sinistra.

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CHI HA TRADITO VERAMENTE

Pubblicato da PRC Muggiò su mercoledì 15 dicembre 2010

NON SI PUO’ RITRADIRE
 
Sull’esito del voto alla Camera di ieri si sono sprecati ettolitri di inchiostro per governare il pallotoliere impazzito. Ma quanto pare se ne sprecherà altro. 314 SI ALLA FIDUCIA 311 NO: tre voti di scarto. Nella stampa “democratica” dall’Unità a Radio Popolare tutti si accaniscono sui tre deputati di FLI che avrebbero tradito, dimenticando, i 2 IDV (Scilipoti e Razzi) e 1 PD Calearo. Ma i 3 di FLI erano già nel PDL e semmai avevano tradito passando a FLI; avevano tradito e si sono “ravveduti”; non hanno ritradito.
 
Come mai questa democratica amnesia? Semplice: perchè nonostante la defezione dei 3 FLI se i 3 killer del centrosinistra non avessero “tradito” l’esito finale sarebbe stato 314 SI ALLA SFIDUCIA contro 311 NO. Questi si hanno tradito
 
Morale: la forza del berlusconismo sta tutta ancora nell’inadeguatezza di quegli scranni della cosiddetta opposizione.
L’opposizione scaturita dal voto utile al PD e del voto di protesta a IDV.
 
PIU’ CHE VOTO UTILE APPARE UN BEL VOTO INUTILE.
 

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Norme anti scioperi (anti Costituzione). Il PD approva.

Pubblicato da PRC Muggiò su sabato 28 febbraio 2009

Tiziano Treu:
Riforma da fare, ma non per delega

Cesare Damiano:
“Per parte nostra – spiega Damiano – abbiamo criticato il ministro per il ricorso allo strumento della delega, perché é più appropriato una proposta di legge da discutere in Parlamento. Noi vogliamo che sia evitato un’intervento legislativo che invadesse il campo dell’autonomia sindacale.”

Pierluigi Bersani:
“Siamo di fronte a temi di profilo costituzionale rilevante … Tuttavia – ha aggiunto l’esponente del Pd – noi siamo pronti a discutere.”

Enrico Letta:
“Il diritto di sciopero va regolamentato e non compresso … Per arrivare ad una riforma davvero utile ai cittadini, ai sindacati più rappresentativi e alla produttività del paese, … è necessaria una discussione libera in Parlamento e un buon lavoro di concertazione. Di conseguenza è sbagliato, a nostro avviso, lo strumento della legge delega.”

Il PD, invece di invertire la rotta per far fronte alla frustrazione del suo popolo gabbato dal voto (in)utile di aprile 2008, persevera nella sua equidistanza tra imprenditori e lavoratori facendone solo una questione di “metodo”, e quindi approvando il “merito” delle scelte berlusconiane.

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Piombo fuso… su ogni ipotesi di pace!

Pubblicato da PRC Muggiò su sabato 10 gennaio 2009

Per il nostro governo la responsabilità è solo di Hamas:
“Qui non c’è nessuno che vince e nessuno che perde, gli israeliani esercitano il loro diritto all’autodifesa, Hamas è la vera responsabile della situazione.” (Franco Frattini, ministro degli Esteri italiano).

Postazione mobile dell artiglieria israeliana - Copyright © 2009 Reuters - Tutti i diritti riservati

Postazione mobile dell artiglieria israeliana


Per il PD è meglio non schierarsi e non prendere posizione:
“Il Partito Democratico – ha sottolineato Veltroni – che da sempre considera la pace in Medio Oriente una priorità della sua agenda politica, continuerà a sviluppare fin dai prossimi giorni, in Italia e sul piano internazionale, un programma di iniziative e di incontri con l’obiettivo di restituire parola alla politica e alla ricerca di un’intesa tra le parti”.
Bombardata una scuola Onu; 30 morti

Bombardata una scuola Onu; 30 morti

Carri israeliani in attesa di entrare in azione

Carri israeliani in attesa di entrare in azione


Terroristi palestinesi... lanciano sassi

Terroristi palestinesi lanciano sassi


Per noi comunisti invece, riprendendo le dichiarazioni del Segretario Paolo Ferrero, non è un caso che “proprio nel giorno in cui il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha trovato un accordo su una risoluzione per chiedere il cessate il fuoco in Palestina, sempre le Nazioni unite hanno denuciato l’ennesima strage di civili compiuta a Gaza da parte dell’esercito israeliano, dove in più di cento civili, ammassati in una casa, sono stati bombardati e uccisi.
L’invasione e la guerra lanciata da Israele a Gaza deve fermarsi e subito. Stiamo assistendo a dei veri e propri crimini di guerra e la situazione umanitaria è ormai al collasso. Di fronte alla decisione di Israele di continuare la guerra , nonostante le centinaia di vittime innocenti, la comunità internazionale deve prevedere anche sanzioni per rendere cogenti le sue richieste. Altrimenti, il rischio è che tutto rimaga sulla carta, come accaduto fino ad oggi.”
Miliziani di Hamas

Miliziani di Hamas

Noi non sottovalutiamo che i governo istraeliano occupa da 40 anni un territorio non suo ed impedisce, con i posti di blocco, il normale spostamento di persone e merci che dovrebbero attraversare i valichi da/e verso i territori palestinesi. La durata dell’occupazione e la costante prevaricazione dei diritti storico/economici del popolo palestinese (a solo titolo di esempio in base alla risoluzione Onu 194 gli abitanti di Najd (Sderot) e Al-Jura (Ashkelon) hanno il diritto di ritornare ad abitare nelle loro personali proprietà e al loro villaggio nativo) tradiscono invece l’intento dei governanti istraeliani di affamare e colpire collettivamente una popolazione che si è scelta dei rappresentanti a lei non graditi.

Manifesto elettorale della Lega Nord

Manifesto elettorale della Lega Nord

Anche in Italia, durante l’occupazione nazi/fascista, ci furono frange armate (le ricordate? Si chiamavano partigiani) che combatterono contro chi occupava il nostro territorio; sarebbe interessante capire come si comporterebbe la Lega Nord se fosse insediata nei territori palestinesi!
Un padre disperato scappa con la sua bambina ferita alla testa e al corpo dopo l'esplosione di un missile nel campo profughi di Jabaliya.

Un padre disperato scappa con la sua bambina ferita alla testa e al corpo dopo l'esplosione di un missile nel campo profughi di Jabaliya.

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Sciopero generale CGIL del 12 dicembre: il PD è neutrale!

Pubblicato da PRC Muggiò su giovedì 20 novembre 2008

12 Dicembre Sciopero Generale

12 Dicembre Sciopero Generale

Noi non pagheremo la vostra crisi” è il grido di lotta che dai trasporti, dalla scuola, dall’università, dagli ospedali e dalle fabbriche si diffonde nelle strade e nelle piazze nel Paese.

Ma nel Pd spunta l’ala filo Cisl che dichiara senza mezzi termini essere un errore la mobilitazione Cgil. Massimo Calearo, ex presidente di Federmeccanica ora deputato del Pd, la mette giù dura: «La Cgil non è il sindacato, ma un sindacato», con il sott’inteso che Governo, Confindustria, CISL e UIL possono benissimo andare avanti e fare a meno della CGIL.

E fare a meno della CGIL vuole dire che il PD non sosterrà lo sciopero generale del 12 Dicembre 2008 ed anzi, suoi autorevoli esponenti come Fioroni rilasciano dichiarazioni del tipo
«Non è che si può esaltare Obama e poi andare appresso a vecchi riti comunisti. Bisogna togliere le incrostazioni, la Cgil non è la cinghia di trasmissione del Pd e il suo leader non può fare come Giosuè e dire: “fermati sole”».

Va da sé che la risposta dei lavoratori deve essere all’altezza dello scontro che si avvicina. Proprio per questo riteniamo che la Cgil, ed al suo interno la Rete 28 Aprile, deve battersi per l’unificazione delle vertenze in una serie di grandi giornate di lotta e di sciopero generale, oltre che porsi l’obiettivo di rilanciare la convergenza con tutto il sindacalismo conflittuale (Rdb Cub, C. Cobas, Sdl) a partire dalle lotte del movimento degli studenti e dei lavoratori della scuola.

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Dal capitalismo straccione … al “lobbista” straccione

Pubblicato da PRC Muggiò su giovedì 2 ottobre 2008

Ancora non troppo tempo fa si è parlato del Capitalismo italiano come di un “capitalismo straccione”, ed internet è pieno di riferimenti a situazioni patetiche nelle quali i capitalisti italiani si sono distinti per la pateticità delle loro strategie imprenditoriali.
Ancora di recente si sono visti titoli quali:

Ma che si giunga adesso al paradosso per cui gli epigoni della sinistra (rapresentati da Veltroni, il loro segretario), pur di “apparire” utili agli italiani si attribuiscano ruoli immaginifici che ben poco hanno a che spartire con la realtà delle cose è davvero deprimente.

  • “Il segretario del Pd, Valter Veltroni, sostiene che il negoziato (per Alitalia – ndr) si è sbloccato grazie alle sue telefonate a Colaninno e al segretario generale della CGIL Guglielmo Epifani” riportano i giornali;
  • “Veltroni chiama Marcegaglia; Evitiamo lo scontro sociale” titolava la Repubblica alcuni giorni fa (in merito alla decisione della CGIL secondo cui la trattativa con Confindustria ha esaurito il suo significato – ndr).

Ma fuori dal teatrino della politica restano le macerie sociali e cose ben più serie a cui pensare: «Chiusa la trattativa con la Cai – osserva Alessandra Tibaldi, assessora al Lavoro della Regione Lazio – restano sul terreno dei costi sociali elevatissimi. Rimangono a carico della Regione Lazio il problema dei migliaia di esuberi, del mancato rinnovo contrattuale del personale precario e delle negative ricadute occupazionali sull’indotto diretto ed indiretto di un accordo che depotenzia la compagnia di volo e l’hub di Fiumicino».

E per quanto riguarda l’equidistanza del PD tra gli sfruttatori di Confindustria e gli sfruttati della CGIL, c’è da dubitare che gli appelli ad evitare lo scontro sociale o che il lavoro di “lobbing” nei confronti delle forze sociali portino alla fine del conflitto di classe che il padronato esercita quotidianamente contro i lavoratori.

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