COMUNICATO STAMPA
Il comitato cittadino promotore referendario per l’acqua pubblica ha rilevato e assistito ad alcuni fatti incresciosi compiuti dall’amministrazione comunale a discapito del comitato stesso; fatti dovuti a un accanimento politico nei nostri confronti e negli ideali collettivi.
- 15 MAGGIO 2010. Durante la festa PR.E.GIO (Protagonismo giovanile), nel Parco Casati, viene chiesto, su indicazione del sindaco, al rappresentante di un’associazione giovanile, che era stata invitata e che intendeva raccogliere le firme per il referendum, prima di eliminare gli striscioni sull’acqua pubblica e poi di uscire dal parco per raccogliere le firme.
- 23 MAGGIO 2010. Il comitato presenta una richiesta di occupazione del suolo per la raccolta firme in p.za Matteotti. L’autorizzazione ad occupare quell’area viene negata dalla Polizia Locale perché all’interno del parco (ma non in piazza!) si svolgeva una festa della lista civica Brianza 2009.
- 5 GIUGNO 2010. Giornata mondiale dell’Ambiente, presso il Parco Superga. Un’associazione ambientalista, membro del comitato, presenzia la festa su invito del Comune e decide di raccogliere le firme. L’assessore allo sport, benessere e tempo libero impone che vengano tolti i manifesti sull’acqua e alla richiesta di maggiori spiegazioni rivendica prima la neutralità politica della festa, poi ammette di aver invitato l’associazione malvolentieri perché ritenuta – a confronto con gli altri invitati – l’unica schierata a “sinistra”.
- L’Art. 75 della Costituzione italiana recita al comma 3 che “Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.”
È stato violato palesemente un diritto costituzionale, ostacolando il diritto di partecipazione ai cittadini interessati.
- Al comma 5 dello stesso articolo si legge che: “La legge determina le modalità di attuazione del referendum.” Tali leggi indicano quali sono i casi in cui può essere vietata una raccolta firme e i casi sono unicamente riconducibili all’ordine pubblico: non può essere vietata quindi una raccolta firme per motivi politici, dato che peraltro la raccolta firme per un referendum non è considerata attività di propaganda politica (come al contrario è stato affermato dalle alte cariche muggioresi).
Non sono mai state violate inoltre le regolamentazioni riguardo al Codice della Strada (art.20) e del regolamento TOSAP, riguardanti entrambe l’occupazione del suolo pubblico ed eventuali tasse … e non il permesso o meno di effettuare una raccolta firme.
- Negli eventi sopra descritti per giustificare il divieto alla raccolta firme sono state addotte motivazioni sempre differenti (motivi politici, di concomitanza con altre feste …) da quelli stabiliti per legge: risultano quindi atteggiamenti illegali e passibili di abuso di potere (come riferitoci da fonti giudiziarie).
Per chiarire meglio il clima da “Big Brother” orwelliano che si è instaurato, in cui un capo vede e decide tutto per tutti, riferiamo di seguito alcune frasi dell’assessore Scuppilliti il 5 giugno 2010 al Parco Superga:
- “A casa tua fai quello che vuoi, a casa mia decido io!” (Casa sua = Giornata MONDIALE dell’Ambiente pagata dai contribuenti); “Ma cosa credete di fare? Nonostante io avessi saputo la vostra connotazione politica vi ho invitato! Basta vedere i vostri iscritti”; “Il Comune ha deciso che si tratta di un’attività politica!”; ecc.
Comitato referendario per l’acqua pubblica
Muggiò, 12\6\2010
comitatoacquamuggio@yahoo.it