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Phone center: illegittima la legge lombarda… ricordate Lega Nord ed AN a Muggiò?

Posted by PRC Muggiò su sabato 1 novembre 2008

A fine 2005 la Lega Nord di Muggiò presentò in Consiglio Comunale una mozione in merito ai “phone center e internet point”, mozione che sosteneva una proposta di legge regionale punitiva, per motivi ideologici e preconcetti, di una intera categoria economica.

Alleanza Nazionale non volle apparire più moderata della Lega, ed a fine maggio 2006, tramite il suo Consigliere Comunale, interpellava l’Assessore competente chiedendo “Lo scorso Febbraio il Consiglio Regionale ha approvato la Legge sui call center. Detta legge regola gli orari di apertura e chiusura e l’abbattimento delle barriere architettoniche all’interno dei locali. Ogni centro deve rispettare tutte le norme edilizie, igienico–sanitarie e di sicurezza. Vorrei essere informato sui controlli effettuati, al fine di ottemperare alla Legge in questione.”

Il ministro della semplificazione

Il ministro della "semplificazione"

Di recente invece la Corte Costituzionale, con sentenza n. 350, ha dichiarato illegittima la famigerata legge regionale n. 6/2006 sui phone center, accogliendo dunque i numerosi ricorsi del TAR della Lombardia e dando ragione a quanti, come noi, avevano sin dall’inizio denunciato la sua palese natura discriminatoria e anticostituzionale.
Da oggi in poi, quella legge non esiste più. E questa è una buona notizia, poiché riafferma la vigenza dello stato di diritto. Ma purtroppo la legge n. 6/2006 ha già prodotto numerosi e vasti danni, visto che è stata ampiamente applicata sin dal marzo del 2007 da tanti Comuni lombardi, compreso quello di Milano, provocando la massiccia chiusura di legittime attività commerciali – passate da 2500 a 500 – e la rovina economica dei loro gestori.
La legge regionale n. 6 e la sua applicazione da parte di molti sindaci nulla c’entrava con la regolamentazione delle attività commerciali, ma intendeva unicamente alimentare, ancora una volta, le campagne d’odio tanto care a Lega e An. Infatti, la grande colpa dei phone center era semplicemente quella di essere gestiti e utilizzati soprattutto da cittadini immigrati. Insomma, una legge speciale, fuori dallo stato di diritto e contraria al principio di uguaglianza davanti alla legge e uno dei tanti casi, forse tra i più gravi in Lombardia, di xenofobia istituzionale.
Ma la cosa più ingiustificabile e disgustosa è che tutti gli attori istituzionali erano perfettamente consapevoli che la legge non avrebbe mai passato l’esame della Corte Costituzionale. Ciononostante, sia il centrodestra in Regione, che moltissimi Sindaci hanno premuto sull’acceleratore della sua applicazione, trattando come delinquenti e gettando sul lastrico centinaia e centinaia di persone e famiglie.

Attendiamo a questo punto le ennesime scuse pubbliche per i danni apportati ai gestori, a Muggiò come a livello regionale, che, come tutti capiscono, per essere credibili dovrebbero essere accompagnate da fatti concreti. In altre parole Regione Lombardia e quei Sindaci che hanno chiuso legittime attività commerciali sulla base di norme illegittime devono ora farsi di carico di garantire alle vittime un congruo e veloce risarcimento.

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