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Un'altra Muggiò è possibile

“L’orrendo delitto dei fascisti a Muggiò”

Posted by PRC Muggiò su sabato 30 aprile 2011

In memoria delle vittime del fascismo e di Luigi Paleari, ventitreenne muggiorese mutilato di guerra, ucciso da uno squadra fascista 90 anni fa, mentre difendeva una lapide socialista in maledizione alle guerre.

Testo tratto da: LA BRIANZA – anno XXIV n. 9 – 1921


Domenica primo maggio, la folla dei lavoratori del nostro circondario si era radunata pacificamente nei propri circoli, nei propri comizi per ricordare, per rincuorarsi, per auspicare. Nulla aveva turbata la serenità della commemorazione: non un incidente, non un diverbio. Segno della educazione e della maturità delle nostre folle.

La troupe dei camions e delle automobili, giungendo a Muggiò da Lissone, (o da Monza come dicono altri) si arrestò al principio del paese. Smontarono fascisti e bloccardi: alcuni, colle rivoltelle alla mano, si avanzarono in modo da oltrepassare il Municipio, (che è appunto in principio della via S. Rocco) e da interdire che qualcuno del centro potesse arrivare. Altri penetravano nel cortile del Municipio, con una leva aprivano il portone del magazzino municipale, ne asportavano una scala, e con una chiave inglese del camion cominciavano a picchiare sulla parola “maledizione” inscritta sulla lapide ai caduti in guerra, murata appunto sulla facciata municipale. Ciò, dopo aver tentato di rimuovere con una leva (la stessa usata per lo scassinamento) la lapide stessa.

Riproduciamo la lapide perché si sappia sin d’ora la malafede dei corrispondenti dei vari giornali borghesi, che compiacentemente si permisero di riprodurla alterata:

IN QUESTI MARMI

POSTI DAI CONCITTADINI DI MUGGIO’

AUSPICE

LA LEGA PROLETARIA FRA MUTILATI, INVALIDI

E REDUCI DI GUERRA

SONO INCISI I NOMI DEI CADUTI NELLA

GUERRA MONDIALE

COME VOTO DI FRATELLANZA INTERNAZIONALE

COME MALEDIZIONE ALLE GUERRE

La popolazione era assente. Un vecchio, qualche donna alle finestre, un giovane mutilato a qualche metro: delle ragazze, che urlando chiamavano soccorso per aver capito dal modo di agire che erano arrivati “i fascisti”. Fra tutti caratteristico il vecchio Sandrin, inserviente municipale, che, spaventato, supplicava gli eroi che desistessero dalla loro impresa. Altri fascisti invece nel contempo minacciavano colla rivoltella alla mano le ragazze e le donne, imponevano il silenzio, ne percuotevano anche alcuna, invadevano il cortile della casa in via Giovanni Sberg[1]al N. 1, sparavano dei colpi, ed infine tornavano sulla strada partecipando alla sparatoria generale, che veniva tosto iniziata, per interdire l’arrivo dei compagni che erano stati chiamati dal Circolo. Fra gli invasori della casa indicata è segnalato un mutilato monzese, con un occhio di cristallo. Chi è costui?

In questo mentre, quando per fortuna ancora nessuno dei compagni era sopraggiunto, ed i più veloci che correvano alla santa difesa della loro casa municipale e della lapide dei loro sacri caduti ancora restavano mascherati dalla svoltata della via S. Rocco, cadeva il povero mutilato Paleari Luigi, ventitreenne, mentre, spaventato dai colpi fascisti, stava traendo in salvo i minori fratelli. Venivano anche feriti altri giovani da pallottole di rimbalzo, veniva sfiorata alla fronte una bimba ottenne, che alla finestra del secondo piano gridava pazza di terrore vedendo delle ragazze inseguite dai fascisti.


[1] L’attuale via 1° Maggio

SCARICA QUI IL TESTO COMPLETO

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