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LA DIFFERENZA TRA I COMUNISTI ED I LIBERALI (a Muggiò)

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 2 ottobre 2013

Nel bilancio di previsione votato dal Consiglio Comunale del 1/07/2013, abbiamo proposto di:

 

1)      correggere le azioni di contrasto all’evasione fiscale, oggi pregiudizialmente limitate a controllare solo le dichiarazioni della fascia povera della popolazione (chi chiede agevolazioni ISEE)

2)      rimuovere l’ingiusta tassazione IMU sugli immobili ALER e di cooperativa assegnati in proprietà indivisa applicandogli l’aliquota per la prima casa (applicare lo 0,40% mentre oggi pagano lo 0,51%)

3)      che la “tassa sulla cassa” (esumazioni) introdotta a Febbraio dalla Giunta fosse ridotta di due terzi così da non pesare sulle famiglie dei defunti anche per importi superiori all’IMU delle seconde case

4)      rimborsare il costo della marca da bollo (16€) che assurdamente viene imposto alle Associazioni sociali, ambientali, culturali e di volontatiato per le iniziative che comportano l’occupazione del suolo pubblico 

Sono richieste sensate e non ideologiche, per accettare le quali c’erano le disponibilità economiche di bilancio … se solo non ci fosse stato il pregiudizio ideologico e politico.

Nella discussione, a proposito dell’evasione fiscale, abbiamo tra l’altro sostenuto che bisognerebbe controllare le dichiarazioni di tutti i Consiglieri Comunali; perché nel momento in cui andiamo a fare azione antielusiva, … noi dovremmo essere i primi a dare l’esempio.

 

Invece PDL, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Brianza 2009 hanno respinto tutti gli emendamenti ed anzi il sindaco Zanantoni, rispetto alle nostre affermazioni sulle azioni antielusive e l’auspicio a controllare le dichiarazioni dei redditi dei Consiglieri Comunali, ha testualmente detto: 

E’ proprio ideologicamente che è sbagliato, ma che cosa significa controllare le dichiarazioni dei redditi dei Consiglieri Comunali? E’ qua, è questa cosa che è sbagliata di fondo………. E’ questa la diversità vera, ideologica, tra noi liberali e lei comunista!

(pag. 59 del verbale del Consiglio Comunale del 01-07-2013)

 

SIAMO ORGOGLIOSI DI QUESTA DIVERSITA’ E FAREMO IN MODO CHE SI EVIDENZI SEMPRE DI PIU’, A DIFESA DEI DIRITTI E DELLA GIUSTIZIA SOCIALE DEI CITTADINI MUGGIORESI 

NB: il noto arcicomunista Governo Monti ha introdotto nel marzo 2013 l’obbligo di pubblicare, oltre alla dichiarazione dei redditi di tutti i membri del Consiglio Comunale (e, ove lo consentano, anche di tutti i loro parenti entro il secondo grado!!!):
   – tutte le somme percepite con oneri a carico della finanza pubblica,
   – i beni mobili e immobili posseduti,
   – le partecipazioni azionarie
   – gli incarichi nei Consigli di Amministrazione di qualsiasi società
…. e per evitare di introdurre l’ennesima legge “di facciata”, che poi viene amabilmente ignorata da politici e funzionari, ha previsto sanzioni pecuniarie da 500,00 a 10.000,00 euro in caso di mancata o incompleta comunicazione dei dati richiesti.
  
COME E’ POSSIBILE FAR AMMINISTRARE LA NOSTRA CITTA’ A UN SINDACO CHE PROCLAMA COSI’ SGUAIATAMENTE L’OPACITA’ AMMINISTRATIVA QUANDO ANCHE LE LEGGI DELLO STATO LIBERALE VANNO NELLA DIREZIONE OPPOSTA?

Una Risposta to “LA DIFFERENZA TRA I COMUNISTI ED I LIBERALI (a Muggiò)”

  1. Sulla questione Redditi degli Amministratori ci sono tuttavia dei problemi di non poco conto che conviene evidenziare. La Federazione della Sinistra di Seregno ha cercato di raccoglierli in una mozione presentata nel Consiglio Comunale di Seregno e che verrà prossimamente discussa. Questo è il testo:

    Mozione avente per oggetto: Osservazioni in merito al DL 14.03.2013 n° 33 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”

    Il Consiglio Comunale di Seregno
    1. Premesso
    che, in data 05.04.2013 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 14.03.2013 n° 33 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”.
    2. Constatato
    che tale DL riguarda anche i Consiglieri Comunali e loro parenti fino al secondo grado.
    3. Presa visione delle osservazioni del Garante per la privacy (7 febbraio 2013)
    il quale rileva:
    • che sia necessario introdurre maggiori garanzie per evitare una diffusione sproporzionata di informazioni lesive dei diritti dei cittadini;
    • che per quanto riguarda i dati personali, non devono mai essere diffusi sui siti web delle pubbliche amministrazioni dati supersensibili, idonei cioè a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale;
    • che i dati identificativi dei destinatari di provvedimenti relativi ad esempio a benefici per persone disabili o prestazioni sociali collegate al reddito oppure ancora contributi per vittime di violenza sessuale devono pertanto essere esclusi dalla pubblicazione on line;
    • che vale in ogni caso per qualsiasi dato personale contenuto in atti o documenti da pubblicare on line, il principio di pertinenza e non eccedenza rispetto alle finalità per le quali i dati sono raccolti e successivamente trattati, stabilito dall’art. 11, comma 1, lettera d), del D.Lgs. n. 196/2003 cd. Codice privacy;
    • che informazioni quali l’indirizzo di casa, il codice fiscale o la ripartizione degli assegnatari secondo le fasce ISEE, se non pertinenti rispetto alle finalità perseguite, non devono essere diffuse;
    • che per quanto riguarda i titolari di incarichi politici e cariche elettive, sia necessario che il contenuto delle dichiarazioni dei redditi da pubblicare fosse circoscritto alle sole notizie risultanti dal quadro riepilogativo delle dichiarazioni stesse, evitando così la diffusione di dati anche sensibili, come ad esempio la scelta del contribuente sulla destinazione del 5 per mille;
    • che relativamente ai soggetti “terzi” (coniuge e figli conviventi), estranei cioè all’incarico pubblico, poiché il consenso che deve essere richiesto prima della pubblicazione dei dati reddituali deve essere libero e reso in assenza di condizionamenti, deve conseguentemente essere soppressa la disposizione in base alla quale viene data evidenza al mancato consenso, condizione peraltro nemmeno prevista dalla Legge n. 190 del 2012 recante disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione.

    • 4. Constatato
    che nessuna delle osservazioni del Garante per la privacy è stata accolta nel DL approvato e che anzi vengono estesi anche ai parenti “non conviventi” (!) gli obblighi contenuti nella bozza del DL presentata al Garante.
    5. Constatato
    che il DL obbliga di fatto i Consiglieri Comunali a trasformarsi in inquisitori col richiedere e ottenere consensi (o non consensi) ai parenti non avendone alcuna autorità e ad esporre gli stessi, attraverso la pubblicazione di dati anagrafici, a problemi anche seri nella loro vita sociale e lavorativa.
    Ritiene perciò
    che l’applicazione di tale DL presenti notevoli criticità riguardanti numerosi aspetti giuridici generali ed in particolare quelli inerenti al diritto alla privacy delle persone terze rispetto ai Consiglieri Comunali.
    Decide pertanto
    • di assumere le osservazioni elencate ai punti, 3, 4, 5;
    • di dar loro adeguata pubblicità anche sul sito del Comune;
    • di ricorrere avverso l’applicazione del DL 14.03.2013 n° 33 nelle sedi opportune.
    Giuseppina Minotti
    (capogruppo della FdS)
    Seregno, 25 settembre 2013

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