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E’ STATO APPROVATO LO “SBLOCCA-ITALIA”. Ecco cosa significa…

Posted by PRC Muggiò su giovedì 6 novembre 2014

1) La prima resistenza allo Sblocca Italia passa attraverso la conoscenza, l’informazione, la possibilità di farsi un’opinione e di farla valere.
Discutendone nelle piazze e nei teatri, nelle televisioni e alla radio.
E, se necessario, anche ricorrendo al referendum: se questo sciagurato decreto “Rottama-Italia” diventerà legge dello Stato.

2) Paolo Maddalena: Fuori dalla Costituzione

Il decreto non difende affatto il territorio, né dalla devastazione ambientale provocata dall’edilizia, dalle cementificazioni e dalle impermeabilizzazioni stradali, né tanto meno dalle privatizzazioni ed alienazioni a privati (anche stranieri).
Il “territorio”, elemento costitutivo della comunità , non è un bene liberamente disponibile da parte del governo o di amministratori locali, ma è nella “superproprietà ” del popolo, a titolo di sovranità .

3) Giovanni Losavio – Una legge illegale

Questa legge è incostituzionale! E tale illegittimità è insuperabile!
Stupisce che il Presidente della Repubblica non abbia colto, visti gli eterogenei provvedimenti qui appaiati, la palese violazione del principio per cui il contenuto dei decreti legge deve essere “specifico, omogeneo e corrispondente al titolo”.
Qui ci sono ben 24 articoli uno più illegittimo dell’altro.

4) Massimo Bray: Sblocca-regole

Sbloccare l’Italia.
Facile a dirsi, abbiamo tutti la necessità di un forte cambiamento che ridia competitività al nostro Paese, ma con questo provvedimento siamo di fronte all’ennesimo intervento
emergenziale e derogatorio con cui si bypassa il dibattito parlamentare.
Se vogliamo realmente cambiare il Paese ingessato dalla burocrazia rivediamo pure le procedure e le responsabilità, ma senza usare le solite vie d’urgenza, che troppe volte hanno favorito la corruzione.

5) Edoardo Salzano: Il cemento un vizio di famiglia

Craxi, Berlusconi, Renzi. Tre autori del disastro.
Con Craxi appare l’“urbanistica contrattata” e la deroga continua alla pianificazione.
Per Berlusconi: “Ciascuno è padrone a casa sua” Renzi: E’ in piena continuità . A quella dei due maestri Matteo aggiunge qualcosa di suo: coglie l’occasione offerta dall’austerity
della troika europea. “L’Europa lo chiede” è uno slogan che supera la necessità di ricorrere alle occasionali “emergenze” spesso artatamente provocate da Bettino e da Silvio.

6) Paolo Berdini: Mani sulla città

Il decreto legge Stordisci-Italia interviene sul territorio con tre linee di azione.
– Con le “Misure per la semplificazione burocratica”, perfeziona il dominio del sistema finanziario sulle grandi opere e sulle città.
– Cancella il principio di civiltà che obbligava i costruttori ad eseguire in forma unitaria le opere di urbanizzazione.
– Infine completa la distruzione delle regole urbanistiche.

7) Vezio De Lucia: Bagnoli negata

Diciamoci la verità , il progetto Bagnoli non è mai piaciuto a chi conta davvero a Napoli e in Italia, e cioè al mondo della finanza e degli interessi immobiliari.
Il parco di oltre cento ettari, in una città nota per la totale assenza di verde pubblico, è stato considerato uno spreco e una follia degna di Erasmo da Rotterdam.
A far piazza pulita del sogno napoletano di un grande spazio pubblico sul mare ci ha pensato Matteo Renzi: l’articolo 33 è il deprofundis della bonifica ambientale e della rigenerazione urbana di Bagnoli e Coroglio.

8) Salvatore Settis: Silenzio-assenso

ll principio del “silenzio-assenso” , così come introdotto nella materia urbanistica e paesaggistica, è contrario alla giurisprudenza della Corte Costituzionale. Lo Sventra-Italia:
– cancella del tutto l’autorizzazione paesaggistica per le telecomunicazioni.
– rimuove le autorizzazioni per “interventi minori privi di rilevanza paesaggistica”.
– sostituisce la “denuncia di inizio attività ”con una autocerficazione insindacabile;
– e si inventa un “permesso di costruire convenzionato”, vera e propria “licenza di uccidere” che affida al negoziato fra privati e Comune l’intero processo.

9) Tomaso Montanari: Svendi-Italia

Il decreto Svilisci-Italia lascia alla fantasia di ciascuno degli 8.057 comuni italiani ogni eventuale progetto per cambiare destinazione agli immobili del demanio statale non utilizzati.
Il governo “Renzusconi” non ha nessun progetto sociale per lo spazio pubblico  inutilizzato.
L’unico progetto è fare cassa. Avevamo sperato di vedere le caserme trasformate in scuole, musei, biblioteche, asili pubblici, centri culturali per i bambini, i giovani e gli  anziani.
E invece no: saranno outlet, resort di lusso, supermercati, sale giochi.

10) Luca Martinelli: Il diavolo nel comma, la Orte-Mestre

Per la Orte-Mestre, Lupi (ministro delle infra-storture) ha confezionato un apposito comma: via libera alla più insensata tra le grandi opere, che attraverserebbe una fetta di territorio di circa 400 chilometri, dal Lazio al Veneto.
Lo Sfigura-Italia riapre la possibilità di accedere al “finanziamento pubblico indiretto”.
Lo Stato, cioè , potrà di nuovo farsi carico di una parte dei costi di realizzazione di questa autostrada “scontando” al concessionario l’IVA, l’IRES e l’IRAP! Mentre i cittadini pagano tutto senza sconti.

11) Anna Donati: Blocca-città

Nel decreto Sotterra-Italia ci sono molte autostrade (47% dei fondi), qualche ferrovia (25%) , poche reti tramviarie e metropolitane (8,8%), NIENTE per l’acquisto di autobus e treni per i pendolari.
La solita lista di grandi opere che vengono direttamente dal passato a base di asfalto, cemento, petrolio, consumo di suolo.
Dunque la politica del governo Renzi sulla mobilità e le infrastrutture non “cambia verso”.
I pendolari dovranno aspettare il prossimo treno del cambiamento!

12) Maria Pia Guermandi: I predatori del territorio perduto

Lo Sfigura-Italia è la negazione in radice delle pratiche di pianificazione, fino a sospendere la valenza di piani urbanistici e paesistici, e delle loro garanzie di tutela.
L’intervento degli organismi di tutela è compromesso: quasi ospiti indesiderati, subentrano (e pure poco..) solo a “cose fatte”, mai a livello progettuale. Anche in fase di verifica successiva la loro azione può essere di “mitigazione del danno”, mai di opposizione radicale.
Invece che inserire, come vorrebbe la Convenzione di Malta, gli organismi di tutela fin nelle prime fasi progettuali, lo Sfiducia-Italia li espelle dai tavoli decisionali, confinandoli ad un ruolo marginale e mai inappellabile.

13) Pietro Dommarco: Come raschiare il fondo del barile

Con lo Stronca-Italia Renzi ha deciso di tendere una grande mano alle compagnie petrolifere. La prospezione, ricerca ed estrazione di idrocarburi in terraferma ed in mare (compresi i nostri stupendi Golfi e le Isole Egadi), le infrastrutture dedicate al trasporto, alla rigassificazione ed allo stoccaggio sotterraneo del gas, comprese quelle di “servitù ” per l’Europa avranno “carattere di interesse strategico […] di pubblica utilità , urgenti e indifferibili”.
Se dovessero andare in porto tutti i progetti, magari in deroga ai poteri statali, la Basilicata passerebbe da un 35% di territorio interessato ad un 64%, l’Abruzzo dal 26% all’86%, l’Emilia Romagna dal 44% al 70%…

14) Domenico Finiguerra: Sblocca-inceneritori

Soffoca-Italia : “Entro 90 giorni il presidente del Consiglio dei ministri, […] individua gli impianti di recupero di energia e di smaltimento dei rifiuti urbani e speciali, esistenti o da realizzare per attuare un sistema integrato e moderno (SIC) di gestione di tali rifiuti atto a conseguire la sicurezza nazionale nell’ autosufficienza e superare le procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore”.
Non è vero! Non esiste alcuna Direttiva europea che ci obblighi ad incenerire una quota dei nostri rifiuti! Mentre tutti i Paesi europei abbandonano lo smaltimento dei rifiuti in
forno, imboccando la strada del riciclo nel rispetto dell’ambiente, della salute ed anche di riduzione dello spreco vista la scarsità delle risorse, il governo Renzi impone la  realizzazione di nuovi impianti.
E chissenemporta delle migliaia di firme per la Legge RIFIUTI ZERO contro gli inceneritori!

15) Anna Maria Bianchi: Carne da mattone

1) Lo slogan “tempi più rapidi” è il primo passepartout perché permette di comprimere il periodo necessario ad effettuare le verifiche per prendere decisioni circostanziate.
2) “la semplificazione burocratica”: si aggirano le regole e si riduce la gestione democratica delle decisioni.
3) Il terzo atto è lo spostamento sul soggetto privato di tutta una serie di poteri che dovrebbero restare in capo all’amministrazione pubblica.
DUE gli“effetti collaterali”: la ormai residuale partecipazione dei cittadini alla  trasformazione del territorio, e la mancanza di trasparenza sulle decisioni.

16) Antonello Caporale: Sblocca-corruzione

Lo Strozza-Italia sblocca anzitutto l’idea che la velocità sia il valore supremo. Fare  qualunque cosa, e in fretta!
Alla velocità la filosofia renziana aggiunge la voracità: fare a prescindere.
Ha a che fare col cemento, con la cultura del predominio del costruito sul restaurato, dell’opera grande, grandissima, e visibile, maestosa. Bisogna far girare le betoniere e impastare i soldi che non ci sono.
Ecco che la Sinistra che ieri era allarmata da una cosı̀ estrema virtù del “fatto”, oggi è silente. Stordita, non interessata più di dare alla propria storia e alle proprie battaglie un senso logico, una dignità e una coerenza.

17) Carlo Petrini: Un’altra idea di sviluppo

Nello Storta-Italia non vi è traccia di zero consumo di suolo e delle relative iniziative, non vi è nemmeno traccia degli obiettivi europei in termini di gestione del territorio: per Bruxelles si dovrà raggiungere l’occupazione di terreno pari a zero entro il 2050.
Anziché fermare la colata di cemento, qui la si rilancia!
Questo decreto è cosı̀ surreale e fuori dal tempo che è quasi impossibile scacciare il pensiero che a scriverlo sia stato un manipolo di lobbisti disperati, che non ha minimamente a cuore il destino della comunità che vive in questa povera Patria, non ha nessuna lungimiranza per il suo futuro, per la sopravvivenza dei nostri figli, per la bellezza che i loro occhi hanno il sacrosanto diritto di vedere nonostante le nostre ambizioni di produzione interna lorda!

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