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Un'altra Muggiò è possibile

L’appello delle donne per l’8 marzo

Posted by PRC Muggiò su lunedì 23 febbraio 2015

“[…] Nel villaggio un’altra ragazza era stata spietatamente costretta al matrimonio a suon di ceffoni. Non era che una contadina, ma non si piegò alla volontà di quell’uomo e scappò via. La prima volta che ci incontrammo mi pregò di insegnarle a leggere e scrivere. Ripenso spesso a lei, alla mia impotenza in quella situazione. Le dissi due parole di conforto: con mio grande dispiacere non potevo fare per lei nulla di più.

Allora non avevo nessun potere. Oggi in qualche modo, con il mio tentativo di cambiare la società, rendo giustizia a quella ragazza. Sarebbe bello se questo tipo di relazioni sociali non fossero mai esistite. Nella società per cui mi batto e che spero di vedere non ci saranno più donne costrette in questi ruoli. Una donna che si trova a dipendere dai vecchi rapporti di potere fra i sessi non può che risultare perdente. Per me oggi una donna esiste sono nella misura in cui è libera. Se dipende dal suo uomo non può essere sé stessa. Secondo me una donna ha perso nel momento stesso in cui a proprio rischio si piega alla dipendenza e rinuncia a fare i conti con questione della propria libertà personale. La donna è sempre stata idealizzata, ma l’ideale può realizzarsi solo nella libertà.”

Abdullah Ocalan, Roma 1999, in “Kurdistan. Storia di un popolo e della sua lotta” di Namo Aziz, manifestolibri 2000

Comunicato della Rappresentanza Internazionale del Movimento delle Donne Curde

buupibriyamljnyL‘8 marzo 2015, 104 anni dopo la proclamazione della Giornata Internazionale delle Donne, le donne di tutto il mondo combattono ancora contro il sistema di dominio patriarcale.
In ricordo delle lavoratrici tessili a New York che hanno perso la vita nella loro resistenza, in occasione della 2a Conferenza Internazionale delle Donne nel 1910 su proposta di Clara Zetkin è stata istituita la giornata dell‘8 marzo come simbolo per la lotta e la resistenza delle donne. Questo movimento e questo grido risuonano ancora nelle strade. La rivoluzione contro disuguaglianza, sessismo e ogni forma di violenza è arrivata fino a oggi e continua a difendere tutti i valori umani.
Come risultato della grinta e capacità delle donne nel 1977 l‘8 marzo è stato proclamato dall’ONU Giornata Mondiale delle Donne, ma nonostante questo non è riconosciuto in nessuno a livello ufficiale in alcuno degli stati membri. Oggi come allora le donne sono esposte a diverse forme di discriminazione e pensieri e azioni patriarcali. Più le donne ne prendono coscienza e più si organizzano, più aumenta la forza con la quale vengono sistematicamente attaccate. Gli attacchi contro le donne che si organizzano e lottano diventano sempre più profondi e si sviluppano in un femminicidio sistematico della cui esistenza non c’è consapevolezza e che non viene riconosciuto come tale. Questo femminicidio viene brutalmente portato avanti a livello mondiale, dall‘Europa fino all‘Africa, dal Medio Oriente fino all’America Latina. Contro le donne viene condotta una vera e propria guerra non dichiarata. Con lo sfruttamento e la violenza si mira a intimidire sistematicamente le donne come gruppo sociale. Senza dubbio le donne hanno fatto resistenza contro questi brutali attacchi, si sono organizzate e hanno portato avanti la loro lotta con costanza.

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