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Conclusa la Conferenza nazionale dei Giovani Comunisti

Posted by PRC Muggiò su martedì 27 ottobre 2015

conferenza-400x267Documento finale della V Conferenza nazionale delle/dei Giovani Comuniste/i

La nostra generazione è figlia degli ultimi trent’anni di politiche neoliberiste che hanno distrutto un senso di appartenenza collettiva, eliminando qualsiasi prospettiva di alternativa o senso critico che non fosse conforme al sistema economico dominante. Individualismo, atomizzazione ed isolamento sono la costante della vita di ogni ragazzo e ragazza nata tra la fine degli anni Ottanta e il nuovo millennio. Essere giovani comunisti/e oggi, ribellarsi a quello che sembra essere lo stato naturale delle cose, non è semplice e rappresenta in questo periodo di crisi, non soltanto economica ma anche e soprattutto democratica, sociale e valoriale un atto di coraggio.

Tuttavia il mero ribellismo o la “buona volontà” non ci basta per affrontare un nemico così invasivo e dinamico come il capitalismo. Come giovani comunisti/e abbiamo il dovere di riaffermare la nostra alternatività al sistema capitalistico e l’esigenza di una analisi che ci permetta di costruire il socialismo del ventunesimo secolo. Un’analisi che tuttavia non sia solamente di tipo storico-culturale, ma che sia in grado di fornire alla nostra generazione degli strumenti teorici e pratici per la costruzione di un’umanità liberata. In questo senso la giovanile si impegna a costruire momenti di formazione nazionale e territoriale che possano essere di stimolo anche per la creazione di momenti conflittuali. Riteniamo che la nostra organizzazione si debba confrontare, relazionare e creare rete, non solo con tutti i soggetti politici, sociali e sindacali che condividono con noi il terreno di azione e di analisi, ma anche con tutti i singoli individui che la crisi e le politiche liberiste hanno isolato all’interno della società. Contrastiamo l’idea di una società frammentata attraverso la costruzione di una organizzazione collettiva per rovesciare i rapporti di forza sfavorevoli che impediscono oggi di costruire l’alternativa a livello nazionale, europeo e globale. È necessario superare definitivamente le politiche d’austerità e il ricatto del debito per immaginare un presente e un futuro diversi, con diritti e dignità per tutti. Il punto di partenza sta nella constatazione del fatto che il Governo Renzi, in piena continuità con i due governi precedenti, con il suo falso riformismo sta provocando il drammatico aumento delle disuguaglianze nel nostro paese, restringendo al contempo gli spazi di democrazia e partecipazione.

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