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Jobs act, che flop: meno assunti e più voucher nel primo trimestre I dati Istat impietosi: numeri peggiori anche rispetto al 2014

Posted by PRC Muggiò su giovedì 19 maggio 2016

19/05/2016 – Qualche segnale c’era già stato coi dati di gennaio, che segnalavano impetosamente un calo degli assunti al calare degli incentivi. Ora l’Istat ha pubblicato i dati relativi al primo trimestre 2016, e l’evidenza è ancora più amara: esauriti gli incentivi totali, diminuiti in percentuale dall’inizio dell’anno, sono crollate anche le assunzioni ‘stabili’ ma senza articolo 18 introdotte con il Jobs Act. Nei primi tre mesi del 2016 sono stati stipulati soltanto 428.584 contratti a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni) mentre le cessazioni, sempre di contratti a tempo indeterminato, sono state 377.497 con un saldo positivo di 51.087 unità.

Il dato è peggiore del 77% rispetto al saldo positivo di 224.929 contratti stabili dei primi tre mesi 2015 e risente della riduzione degli incentivi sui contratti stabili. Il dato è peggiore anche del 2014 (+87.034 posti stabili nei primi tre mesi). Il che significa che persino nel 2014, quando ancora non c’erano gli incentivi, si erano registrati più contratti stabili nuovi (con articolo 18).

NUOVI RAPPORTI – I nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato nei primi tre mesi dell’anno – sottolinea l’Inps – sono stati 321.098 (erano stati 487.469 nei primi tre mesi del 2015, con un crollo del 33,4%. ) mentre le trasformazioni di rapporti a termine sono state 79.932 (116.497 nello stesso periodo del 2015). Franate anche le trasformazioni da precari a stabili (-31,4%).§

IL BOOM DEI VOUCHER – Continua, infine, il boom dei criticatissimi voucher, i buoni per il lavoro accessorio che valgono 10 euro nominali e sono indicati dai sindacati (e non solo) come il bacino del nuovo precariato e del sommerso. Nel primo trimestre 2016 ne sono stati venduti 31,5 milioni con un boom del 45,6% rispetto al 2015. A sua volta, l’anno scorso si era già visto un balzo del 75,4% sul 2014: il trend è sempre preoccupante.

RENZI NON CI STA – Durante l’ormai settimanale appuntamento su Twitter e facebook, #matteorisponde, il premier ha contestato i dati. “Oggi hanno scritto sul lavoro clamorose balle, le cose più allucinanti” sul Jobs Act”, ha detto Renzi. “Gli incentivi hanno funzionato, è il loro compito. Hanno funzionato nel 2015. Nel giro di due anni abbiamo recuperato 400mila posti di lavoro. Abbiamo interrotto la caduta. Nel dare i dati trimestrali dell’Inps si è visto che il saldo positivo è più piccolo dello scorso anno. Non è che ci sono meno posti di lavoro – prosegue – ma siccome gli incentivi sono ridotti, è cresciuta meno l’occupazione, va meno veloce ma continua a crescere”.

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