Muggiò Città@perta

Un'altra Muggiò è possibile

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

  • Giovani Comunisti Monza Brianza

  • Il PRC Muggiò su Facebook:

  • L’Altra Europa

  • SOTTOSCRIZIONE FEDERALE

    Vintage ornate card in east style. Golden Victorian floral decor. Template frame for greeting card and wedding invitation. Ornate vector border and place for your text.

  • NO alla modifica costituzionale

  • REFERENDUM SOCIALI

  • ISCRIZIONI 2015

  • Il fascismo è un crimine

  • I soldi dei caccia F35 vadano ai terremotati!

    Chiediamo che i fondi per i caccia F35 siano destinati interamente per la ricostruzione
  • SCIOPERO GENERALE

  • No alla Buona Scuola

  • In piazza con la FIOM

  • Ricordando il compagno Mandela

  • Electrolux non deve passare

  • 17 APRILE NO TRIV

  • Lotto per il 18 – iniziata la raccolta delle firme per indire il referendum

  • BASTA CEMENTO, PIU’ VERDE SUBITO! FIRMA ANCHE TU

  • ALCOA, la lotta continua

    ALCOA, la lotta continua
  • Col governo Monti cresce solo l’ingiustizia

  • Paghi chi non ha mai pagato

  • Manovra Monti – NO al governo dei banchieri

  • Manovra Monti – paghi chi non ha mai pagato

  • 2 SI per acqua bene comune

    2 SI per acqua bene comune
  • La legge è uguale per tutti: VOTA SI

    La legge è uguale per tutti: VOTA SI
  • MANDIAMOLI A CASA!

    Berlusconi e Marchionne vogliono la stessa cosa; comprimere i diritti e la democrazia a proprio vantaggio
  • A voi i profitti, a noi i lutti

  • Basta con il bipolarismo degli affari

    Basta con il bipolarismo degli affari

    Basta con il bipolarismo degli affari

  • Articoli Recenti

Archive for the ‘Lavoro’ Category

[11\07] Lavoro e lotte @Festa di Liberazione, Brugherio

Posted by PRC Muggiò su lunedì 10 luglio 2017

martedi

Posted in Lavoro, Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Leave a Comment »

LA PANEM NON È CHIUSA

Posted by PRC Muggiò su giovedì 1 giugno 2017

Si sono consumati incontri su incontri, al Ministero dello Sviluppo Economico, in Prefettura, negli uffici comunali e nelle sedi sindacali, e la voce che circola di più per Muggiò è: “ma la Panem ha chiuso?”.

No, la Panem non ha chiuso.

IMG_20170529_112406.jpgLunedi 29 maggio si è tenuta un’assemblea tra i lavoratori – alcuni con stipendi arretrati da mesi – assieme a CGIL, CISL e UIL. L’assemblea si è svolta a macchinari fermi, a causa del mancato approvvigionamento di materia prima.

I nuovi proprietari iGreco – che non investono in un piano industriale e non danno certezze ai dipendenti – attendono risposte dalle istituzioni che tergiversano e perdono tempo prezioso: Ministero, Prefettura, Tribunale fallimentare, lo stesso tribunale che ha spinto per la nuova gestione, indugiano nell’affrontare le aste giudiziarie necessarie al cambio formale di proprietà.

L’ordine del giorno dell’assemblea: preservare il lavoro, garantire la produzione, difendere i macchinari.

In pratica si propone un presidio permanente, rispettando i turni di lavoro e vigilando affinché il sito non venga dismesso nottetempo.

Ma c’è di più, una sfida più grande: riattivare la produzione, riprendere il lavoro.

Gli oltre 150 dipendenti dovranno avere il coraggio di sostenere questa piccola rivoluzione, questo atto solidaristico, riprendendosi ciò che è loro e che gli viene negato: lavoro e dignità.

Alcuni esempi di occupazioni e ripresa della produzione – come la RiMaflow di Trezzano sul Naviglio – ma anche esempi di resistenze – come la K-Flex di Roncello, possono andare in aiuto dei lavoratori Panem, spronandoli alla lotta, raccontando esperienze, pratiche e prospettive, portando solidarietà.

Le lavoratrici e i lavoratori Panem hanno di fronte una scelta difficile ma allo stesso tempo obbligata per garantire dignità e lavoro: diventare loro stessi produttori, con spirito cooperativo e solidale.

La Panem deve restare aperta!

Posted in Lavoro, Muggiò | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

[Monza, 25\5] Pensioni: riprendiamoci il maltolto!

Posted by PRC Muggiò su domenica 21 maggio 2017

20170525_ricorso_inps_monza.jpeg

Posted in Lavoro, Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Leave a Comment »

Con lavoratrici e i lavoratori della K-Flex, no alle delocalizzazioni

Posted by PRC Muggiò su venerdì 19 maggio 2017

18156349_447456482263615_1458476569620252577_o.jpgRipartiamo dalla vertenza K-FLEX per definire al più presto una legge nazionale che difenda
il lavoro dalle delocalizzazioni, per il ripristino art.18 e contro il jobs-act.
Con l’accordo firmato in tribunale a Monza si chiude la vicenda della K-FLEX. Dal 24 gennaio 2017
le lavoratrici e i lavoratori della ISOLANTE K-FLEX di Roncello (MB) sono rimasti in presidio davanti
alla fabbrica, in sciopero e senza stipendio. Una lunga e durissima lotta, una lunga e durissima
vertenza sindacale. Giorno e notte per impedire la delocalizzazione di impianti e produzione in
Polonia e bloccare gli annunciati 187 licenziamenti.
Una scelta industriale miope ed arrogante con l’unico scopo dichiarato di ulteriori e maggiori
profitti. Senza alcuno scrupolo del danno sociale ed economico che crea ai propri dipendenti e al
tessuto produttivo del territorio. Senza alcun rispetto per l’articolo 41 della nostra Costituzione
sulla “responsabilità sociale d’impresa”.
Il caso della K-FLEX non è purtroppo un caso isolato. L’intero territorio della Brianza è pieno di
aziende piccole grandi o multinazionali, conosciute e sconosciute alle cronache che sono state
tutte pesantemente toccate da processi di de-industrializzazione e de-localizzazione che hanno
portato a chiusure, esuberi, licenziamenti e cassa integrazione. Basterebbe citare IBM, Celestica
Bames-Sem , Alcatel-Lucent, Candy, Compel e Linkra, Yamaha, Panem ecc.
Il territorio della Brianza si sta trasformando, è sempre più vicino il rischio di un punto di non
ritorno, con un tessuto sociale in difficoltà ed in disgregazione. Ora la delocalizzazione di K-FLEX
aggrava ulteriormente la situazione.
Lunedì 15 maggio il presidio è stato rimosso. L’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici K-FLEX ,
preso atto dell’incapacità del Governo, azionista di K-FLEX tramite Cassa Depositi e Prestiti, nel
disporre un efficace intervento e bloccare la delocalizzazione in Polonia, ha deciso di accettare la
mediazione del tribunale di Monza a cui lavoratori si erano rivolti per denunciare l’azienda per
comportamento antisindacale. Una scelta difficile ma, stante la situazione, senza alternative
immediate.
Hanno lottato e fatto tutto quanto era possibile. Oltre il possibile. A loro è dovuto un grande
ringraziamento e rispetto. La loro battaglia di giustizia, per avere difeso il proprio lavoro, la dignità
del lavoro, il diritto al lavoro la vogliamo assumere come un insegnamento. La vertenza K-FLEX ha
rappresentato una grande esperienza umana e un grande momento di solidarietà tra generazioni
e di interazione tra culture diverse.
Ora sono licenziati, senza un lavoro e con pochissime prospettive.
Subiranno le penalità del Jobs Act: non avranno la mobilità ma solo la Naspi per 24 mesi con una
indennità decrescente e copertura contributiva ridotta, non avranno la CIG Straordinaria poiché il
Governo ha eliminato la causale per cessazione di attività. Chi avrà la fortuna di ricollocarsi non
avrà la tutela dell’ art. 18.
Non vogliamo dimenticare la durissima battaglia dei lavoratori e lavoratrici K-FLEX, non vogliamo
che le loro aspettative ed i loro insegnamenti siano disattesi e dimenticati.
Non si tratta di una sconfitta ma di un nuovo inizio.
Chiediamo con forza e convinzione che:
• venga assunta nella agenda politica e sindacale la definizione di una legge nazionale /
regionale che difenda il lavoro dalle delocalizzazioni e una riscrittura della normativa e dei
principi che regolano i finanziamenti pubblici;
• vengano re-introdotte le garanzie e le tutele di quello che è stato l’articolo 18;
• venga abrogata la legge del Jobs-Act del governo Renzi;
• la politica torni a parlare di lavoro nel rispetto dell’articolo 1 della nostra Costituzione.
Su questi punti precisi interroghiamo le forze politiche e sindacali nazionali partendo dalle
nostre rispettive organizzazioni e partiti impegnando le proprie strutture i rispettivi gruppi
parlamentari e dirigenti ai diversi livelli affinché assumano questo impegno come prioritario
nella propria azione politica e sociale.
Questo l’impegno che unitariamente ci assumiamo. Non possiamo mancare.
Sinistra Italiana fed. provinciale Monza e Brianza
Partito della Rifondazione Comunista fed.provinciale Monza e Brianza
I Comitati di Possibile Monza e Brianza
Articolo 1 – MDP di Monza e della Brianza
Roncello, 17 maggio 2017

Posted in Lavoro, Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

Il lavoro al nostro tempo

Posted by PRC Muggiò su martedì 7 marzo 2017

altan-da-la-repubblica-del-30-agosto-2011.jpg

Leggi il comunicato di solidarietà del PRC Muggiò.

Succede che un imprenditore voglia aprire un’attività produttiva senza assumere manodopera e che perciò si rivolga ad una “cooperativa” a cui delega tutta la gestione della produzione e del personale.

Succede però che la “cooperativa”, costituita a stragrande maggioranza da lavoratori stranieri, non applichi il contratto di lavoro previsto, non paghi malattia, straordinari e ferie ed inoltre il “responsabile” si renda colpevole di molestie sessuali.

Succede che i lavoratori si arrabbino, si organizzino in un sindacato, scioperino ed ottengano il licenziamento del “responsabile” e la sostituzione della “cooperativa”.

Succede che la nuova “cooperativa” (che non a caso si chiama Etika, con la Kappa), continui a comportarsi come la precedente, i vari incontri con le parti risultino inconcludenti e che di conseguenza continuino anche gli scioperi ed i presidi ai cancelli.

Succede allora che l’imprenditore chieda che i lavoratori iscritti al sindacato non lavorino più per lui, licenziandoli di fatto. Alla faccia del “lavoro di squadra e affiatamento” pubblicizzati negli slogan aziendali.

Succede quindi che la “cooperativa” convochi altri lavoratori in sostituzione di quelli licenziati i quali però bloccano i cancelli dell’azienda per impedirne l’accesso.

Succede che questi ultimi vengano manganellati dai carabinieri, (clicca e guarda il video) i media ne parlino ed intervengano finalmente le Autorità per tentare di trovare una soluzione condivisa.

Succede anche che in Consiglio Comunale c’è chi – tra le massime cariche cittadine – vuole salvare capra e cavoli, l’imprenditore e i lavoratori depredati dei diritti contrattuali, il manganello e il manganellato, il boia e il condannato.

Non è la sceneggiatura di un film ma è quanto avvenuto e sta avvenendo alla TONCAR di via Sondrio a Muggiò tra i 90 lavoratori organizzati dal SOL COBAS e la proprietà dell’azienda.

Una situazione che evidenzia quanto ormai il lavoro manuale non sia un valore in sé ma accessorio come tanti altri del processo di produzione e come tale venga usato. Un accessorio così come vengono considerati i lavoratori stessi, sostituibili a seconda dei capricci del padrone e delle fluttuazioni di mercato: si veda la K-Flex di Roncello e le centinaia di lavoratori in presidio contro i licenziamenti di massa e la delocalizzazione della fabbrica attuata per ridurre i costi del lavoro oppure la lotta dei mesi precedenti dei lavoratori licenziati da Marcegaglia che mise in vendita un sito produttivo a Sesto S.Giovanni per ottenere liquidità utile per operazioni finanziarie e immobiliari; o ancora l’annosa vicenda Panem, dove i litigi famigliari tra proprietari hanno bloccato un intero sito produttivo.

E’ la stessa filosofia che sta alla base del Job Act, dei voucher, delle norme sugli appalti, dell’abolizione dell’Art. 18, tutti aspetti del lavoro affrontati con la legge di iniziativa popolare ed i referendum proposti dalla CGIL dei quali però ad oggi nessuno ne parla.

Posted in Lavoro, Muggiò | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

[8 marzo] Sciopero generale delle DONNE

Posted by PRC Muggiò su sabato 4 marzo 2017

Maggiori info: nonunadimeno

manifesto-def-con-qr-code-nazionale.jpeg

Posted in Lavoro, manifestazione | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

TONCAR: SCIOPERARE PER I DIRITTI E’ GIUSTO!

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 1 febbraio 2017

Rifondazione Comunista sosProtesta-a-Muggio-lavoratori-Toncar-sulle-barricate-588b096d0cb8a2.jpgtiene e solidarizza con i lavoratori dell’azienda di imballaggi Toncar di Muggiò, che hanno scioperato dinanzi al luogo di lavoro con le bandiere del sindacato di base Sol Cobas.

I lavoratori rivendicano l’applicazione del contratto collettivo nazionale del loro settore, rispettando i minimi contrattuali e i diritti connessi. Si chiede inoltre che le cooperative appaltatrici tutelino i dipendenti e non li sfruttino per meri interessi economici, dettati dalle scadenze d’appalto.

Vengono denunciate per di più vessazioni e molestie sul posto di lavoro.

La situazione intollerabile è aggravata dall’intervento delle forze dell’ordine, che hanno represso la giusta protesta.

Il titolare dell’azienda dichiara che questa situazione mette “in imbarazzo l’azienda”.

L’imbarazzo più grosso però è il fatto che si continua a ottene profitti sulla pelle dei lavoratori.

Il circolo muggiorese di Rifondazione intende inviare questo breve messaggio ai lavoratori in protesta e alle sigle sindacali, appoggiando lo sciopero in corso e quelli futuri.

Posted in Lavoro, Muggiò | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , | 1 Comment »

Hotel Imperial di Muggiò: a rimetterci sono i lavoratori.

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 27 aprile 2016

La solidarietà di Rifondazione Comunista.

Sono ormai settimane che i lavoratori dell’hotel Imperial di Muggiò presidiano il posto lavoro, ormai chiuso dai sigilli a causa della mancanza di requisiti del proprietario, che aveva preso in gestEsternoione il bene confiscato.

Il circolo di Muggiò di Rifondazione Comunista ha portato la sua solidarietà agli ex dipendenti e si è reso disponibile a sostenerli nella loro battaglia.

Non solo solidarietà ma anche scambio di informazioni, sono stati infatti consegnati i testi di una interpellanza con relativa risposta scritta posta in consiglio comunale nel 2013 dal nostro consigliere comunale eletto. Già allora la questione dello stabile dell’hotel Imperial non quadrava e abbiamo interpellato l’ex assessore Vantellino in merito. I documenti sono scaricabili e consultabili. Interpellanza. Risposta.

I diritti del lavoro, calpestati ovunque, vanno ripristinati se non incrementati.

Lottare per il proprio posto e per i propri diritti è fondamentale per non lasciare che il mare dell’indifferenza e del profitto travolga le conquiste dei nostri padri.

Posted in Lavoro, Muggiò, Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Con i metalmeccanici in sciopero!

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 20 aprile 2016

LAVORO – Rifondazione Comunista sostiene lo sciopero generale unitario delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici di domani, 20 aprile.

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, e Roberta Fantozzi, responsabile Lavoro di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiarano:

Cipputi«La riuscita dello sciopero è di decisiva importanza per fermare l’attacco al contratto collettivo nazionale che nell’impostazione di Federmeccanica escluderebbe il 95% dei metalmeccanici dagli aumenti salariali, annullando uno strumento decisivo di solidarietà tra le lavoratrici e i lavoratori. Parallelamente viene richiesto un aumento dell’orario di lavoro: lavori di più, guadagni di meno! E’ un’impostazione inaccettabile con cui si vorrebbero mettere le lavoratrici e i lavoratori in competizione tra di loro, azienda per azienda. E’ un’impostazione inaccettabile a fronte di livelli salariali tra i più bassi d’Europa e orari di lavoro tra i più lunghi.
La riuscita dello sciopero di domani ha inoltre un valore generale essendo esplicito il consenso di Confindustria al ridisegno del modello contrattuale che Federmeccanica vorrebbe imporre.
Siamo sicuri che la risposta di domani sarà forte e determinata».

19 aprile 2016

Posted in Lavoro, manifestazione | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

La sicurezza sul posto di lavoro è un diritto…

Posted by PRC Muggiò su giovedì 24 marzo 2016

… ma tanto il padrone col Jobs Act può fare quello che vuole.

articolo

Posted in Lavoro, Muggiò | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

Sciopero dei medici

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 16 dicembre 2015

MILANO 15 – dicembre – 2015

COMUNICATO STAMPA

PRC/SE –  Lombardia: Sostegno convinto  allo sciopero dei medici contro la distruzione della sanità pubblica.

sciopero1Il PRC/SE  della Lombardia condivide pienamente le ragioni della lotta dei medici ospedalieri e sostiene lo sciopero del 16 dicembre indetto da tutte le sigle sindacali della categoria.
Il governo neoliberista di Renzi  persegue anche nella sanità lo smantellamento progressivo del pubblico e la fine dell’universalità dei diritti prevista dalla Costituzione.
Il taglio continuo delle risorse, il blocco del contratto, il mancato rinnovo del turno over e l’aumento del precariato, la restrizione burocratica delle prescrizioni per analisi ed esami tendono a impoverire sempre più la sanità pubblica e a ridurre progressivamente lo spazio dei servizi pubblici a vantaggio dei privati.
Non siamo di fronte solo all’ennesimo attacco ai diritti e alla dignità dei lavoratori, oramai in gioco è il diritto alla salute, la vita stessa delle persone, sempre più  discriminate nell’accesso alle cure in base alla classe di appartenenza.
E’ impressionante anche nell’eccellente Lombardia il numero  di malati che non si curano per problemi economici, di pazienti che vengono dimessi dagli ospedali ancora bisognosi di cure, mentre i ticket e  tempi d’attesa lunghissimi colpiscono in modo inaccettabile le fasce più deboli, i lavoratori e i pensionati.
Il PRC sostiene questo sciopero ed è  impegnato ad unificare le lotte di tutti i lavoratori pubblici e privati contro le privatizzazioni e lo smantellamento del ruolo pubblico nella tutela dei diritti costituzionali.

Posted in Lavoro, Politica | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

exPOI?

Posted by PRC Muggiò su lunedì 2 novembre 2015

Expo chiude – Primo bilancio (senza retorica)

Il buio oltre le code: Expo tra debiti e banche alle costole

Il boom (finale) di Expo non copre né i debiti né le previsioni sballate

Expo-2015-con-McDonalds-640x426Mai così pochi

Alla fin della fiera l’obiettivo è stato raggiunto, alla faccia di gufi e disfattisti: Expo chiude i battenti con oltre 20 milioni di ingressi. Un trionfo, almeno per il commissario Sala, che ha la strada spianata per Palazzo Marino, per il governo Renzi e la sua retorica dell’Italia che funziona, e per il gigantesco apparato mediatico mobilitato fin dall’inizio, a suon di milioni, in una delle più straordinarie operazioni di propaganda e manipolazione dell’opinione pubblica che si ricordino.

Restano però in sospeso due domande: i numeri testimoniano un successo? E, soprattutto, alla fine chi paga?

Il successo di un grande “camouflage”

Se al di là della fanfara celebrativa si guardano i fatti, l’Expo universale di Milano ha registrato ingressi contenuti, chiude con un disastroso buco di bilancio, non ha rilanciato l’economia e lascia dietro di sé uno strascico di problemi irrisolti.

Quello milanese è stato il peggior Expo degli ultimi 50 anni. Tolti i quasi 14 mila addetti che ogni giorno si sono avvicendati nel sito, su cui i comunicati di Expo sorvolano, e la ridicola mistificazione per cui si considerano le code da sfinimento un indice di successo e non di disorganizzazione, l’esposizione milanese chiude con 18 milioni di visitatori. È la stessa cifra registrata dall’Expo di Hannover 2000, ricordato come “il flop del millennio”. Per fare peggio di così bisogna andare all’Expo di Seattle del 1962, con 9 milioni di visite.

Ma il problema non è quello del flusso di visitatori. È che per evitare un flop colossale, il management dell’Expo ha spinto sui numeri dei tornelli a scapito del conto economico, che già partiva appesantito da malaffare, clientelismi, inefficienze.

La festa coi soldi degli altri

Il risultato è che la manifestazione peserà sui contribuenti per più di un miliardo di euro.

Expo è costata, finora, 2,4 miliardi di euro: 1,3 miliardi per la costruzione del sito; 960 milioni per la gestione dell’evento (840 milioni secondo Expo, ma è un conteggio basato su magheggi contabili già censurati dalla Corte dei conti) e 160 per l’acquisto dei terreni, pagati – giusto per ricordare come è partita l’operazione – dieci volte il prezzo di mercato.
I dati sulla spesa sono provvisori, visto che sono in corso i contenziosi per gli extracosti chiesti da tutte le principali imprese che hanno lavorato sul sito: solo per il Padiglione Italia, prima trattativa conclusa, ammontano a 29 milioni.

Ed è di questi giorni la notizia che per la bonifica dell’area, rivelatasi gravemente inquinata solo dopo che era stata comprata a peso d’oro, c’è un conto da 72 milioni.
La faccenda ha dato l’avvio a un tragicomico balletto in cui Expo spa, Arexpo (proprietaria dei terreni) e gli ex proprietari (tra cui la Fondazione Fiera Milano, che però è anche socia di Arexpo) si rimpallano le responsabilità, in uno scaricabarile in cui non è difficile immaginare su chi ricadranno, ancora una volta, i costi.

Storia di una voragine finanziaria

I costi di gestione dell’Expo si sarebbero dovuti pareggiare, secondo le dichiarazioni di Sala, con i ricavi da biglietti più quelli da sponsorizzazioni, royalties e via dicendo. Il pareggio si sarebbe raggiunto vendendo 24 milioni di biglietti a un prezzo medio di 22 euro e ricavando circa 300 milioni dalle altre voci. Visti gli scarsi afflussi iniziali, tali che la società si è rifiutata per i primi tre mesi di fornire dati, in estate è stato offerto al volo un nuovo conteggio: sarebbero bastati 20 milioni di biglietti a 19 euro di costo medio; il resto lo avrebbero fatto i ricavi diversi, aumentati chissà come. Già così, si sarebbe chiuso con un deficit di gestione da 200 milioni di euro.

Il problema è che per arrivare ai 20 milioni di ingressi promessi, con annessi titoloni di giornali, si è messa in campo una politica di omaggi e prezzi stracciati. Sconti da saldo alle scolaresche, praticamente precettate dal ministero, ai dipendenti delle aziende sponsor, alle parrocchie, alle coop, agli ordini professionali e a qualsiasi organizzazione che potesse portare a Rho flussi consistenti. Biglietti a 5 euro dopo le 18, ingressi regalati ai pensionati, ai titolari di bassi redditi, a chi parcheggiava per la visita serale nelle aree di sosta del sito. Il rivenditore ufficiale della manifestazione nelle ultime settimane faceva il 70 per cento di sconto.

Expo, pur sollecitata da questo giornale, non fornisce alcun dato sul prezzo medio di vendita: ma non ci vuol molto a capire che sarà molto inferiore alla soglia di 19 euro. Vale a dire che il deficit di gestione sarà ben maggiore dei 200 milioni previsti.

Volano e fantasia

La retorica con cui si cerca di mascherare la perdita economica è soprattutto quella sull’“indotto” e sull’eredità dell’Expo; ritorni economici che giustificherebbero gli 1,3 miliardi d’investimento a fondo perduto nel sito. Qui si entra direttamente nel campo della fantasia. Gli studi con cui si cerca di far passare Expo per un volano economico sono quelli preparati da un gruppo di accademici della Bocconi finanziato da Expo. Si parla di 3,5 miliardi di spesa complessiva dei visitatori, tali da generare, per l’effetto moltiplicatore (per cui ogni euro speso genera ulteriori spese a cascata), una produzione aggiuntiva per il Paese da 10 a 30 miliardi e 191 mila nuovi occupati l’anno dal 2012 al 2020, con un picco tra il 2013 e il 2015.

È l’apoteosi del moltiplicatore economico, un campo dei miracoli dove per ogni euro sotterrato se ne ritrovano 3, o anche 10. Solo che la stima ignora il costo delle risorse usate, in termini di tasse o tagli ad altre voci del bilancio pubblico. Qualsiasi investimento valutato in quel modo darebbe un risultato positivo. Per Carlo Scarpa, ordinario di Economia all’Università di Brescia, esperto di infrastrutture, “qualche effetto moltiplicatore la spesa generata da Expo ce l’avrà, ma stimarlo è pura fantasia. Inoltre, un conto è costruire infrastrutture che restano, un altro è un investimento di pura edilizia, come l’Expo, che dopo sei mesi chiude”.

Sui mirabolanti effetti occupazionali, basti dire che nel 2013, nel 2014 e fino al primo semestre 2015 (ultimi dati Istat disponibili) gli occupati in Lombardia sono stati in calo.

Alla ricerca dei cinesi perduti

L’arrivo di turisti stranieri è stato al di sotto delle previsioni. Secondo uno studio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, coordinato da Jérôme Massiani, i risultati preliminari indicano una quota del 16 per cento di stranieri (soprattutto francesi e svizzeri) contro il 25 per cento previsto.

All’Expo sono andati soprattutto i lombardi (quasi il 40 per cento dei visitatori), mentre i non europei, compreso l’atteso milione di cinesi, hanno raggiunto quote irrisorie. Peccato, perché la spesa degli stranieri è quella che determina il saldo positivo per il Paese creato da Expo.

A patto che, fa notare Massiani, “nei benefici per l’economia sia contabilizzata solo la componente addizionale della spesa dei turisti”. Vale a dire quella di coloro che non sarebbero venuti in Italia se non ci fosse stata l’esposizione. Per gli esercenti milanesi e lombardi non sembra proprio che Expo sia stata una manna. Qualcuno certo ci ha guadagnato, ma per molti, come i locali del centro di Milano che hanno visto la movida serale trasferita a Rho, l’effetto è stato quello di un boomerang. Gli ultimi a manifestare la propria delusione, questa settimana, sono stati i commercianti bresciani: “Qui si perdono quattro imprese al giorno”, ha scritto un report di Confesercenti, “Expo a Brescia non si è proprio fatto sentire”.

“Carta di Milano”: fiera di buoni propositi

Dovrebbe essere il grande lascito morale di Expo. Sembra invece più che altro un esercizio d’ipocrisia. La Carta di Milano raccoglie indicazioni per risolvere i problemi mondiali dell’alimentazione, della produzione di cibo, della fame del mondo. Firmata da tutti i capi di Stato, ministri, politici, funzionari, delegati passati da Expo e da milioni di cittadini, è stata consegnata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al segretario dell’Onu Ban Ki-moon. Peccato che non sia altro che un elenco di buone intenzioni, senza vincoli né verifiche, destinata a restare lettera morta una volta spenti i riflettori sull’Expo.

Nata negli uffici della multinazionale alimentare Barilla, è stata bocciata dalle più importanti organizzazioni non governative. “Abbiamo partecipato ai lavori preparatori, ma abbiamo deciso di non firmarla perché non tocca alcuni nodi: la proprietà dei semi, l’acqua come bene comune, i cambiamenti climatici”, ha dichiarato Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia, l’organizzazione fondata da Carlin Petrini, che aggiunge: “Non prevede impegni concreti per governi e multinazionali, è generica, tra i firmatari ci sono anche alcune multinazionali e capisco che il governo italiano non abbia potuto osare di più”.

Oxfam, network internazionale di organizzazioni non governative attive in 17 Paesi, l’ha definita “lacunosa” su temi fondamentali come le politiche per l’agricoltura contadina, la speculazione finanziaria sulle materie prime alimentari, l’espropriazione delle terre e il consumo di suolo agricolo”.

Il giudizio più duro arriva però da Caritas Internationalis: “È una carta scritta dai ricchi per i ricchi”, dichiara il segretario generale Michel Roy, “un testo parziale, per i destinatari e i contenuti. Non si sente la voce dei poveri del mondo, né di quelli del Nord, né di quelli del Sud”. Perché “indica un problema – la fame nel mondo – tutto sommato noto, ma non mette a fuoco le cause e quindi le soluzioni”, ha continuato Roy. “Contiene una nobile e giusta esortazione a evitare gli sprechi, ma non parla di speculazione finanziaria, accaparramento delle terre, diffusione degli ogm, perdita della biodiversità, clima, speculazioni finanziarie sul cibo, acqua, desertificazione e biocombustibili”.

Aggiunge Luciano Gualzetti, vicedirettore di Caritas Ambrosiana e vicecommissario del padiglione della Santa Sede: “Siamo stati chiamati a partecipare alla sua stesura, ma dobbiamo constatare che il risultato non ha tenuto conto dei nostri suggerimenti, probabilmente per salvaguardare certi equilibri”.

L’area, i debiti e il rebus del dopo Expo

La vera sfida, comunque, inizia ora. Che cosa fare dell’area su cui sono stati investiti 2,4 miliardi di denaro pubblico? Il sito Expo, per ora, è solo una zavorra sui conti di Comune di Milano e Regione Lombardia, che devono restituire alle banche 200 milioni spesi per acquistarla. L’asta del novembre scorso per rivenderli, infrastrutturati, a 340 milioni, è andata deserta; ora si cerca la quadra per uscire dall’imbarazzo. In questo contesto, il rischio di lasciare una cattedrale nel deserto, destino comune a tante aree degli Expo del passato, è alto. Le idee, che sono gratis, non mancano. Così come si sprecano i nomi trendy: hub tecnologico, knowledge valley, start-up incubator.

Più difficile trasformare le idee in realtà. Tra i progetti annunciati, la realizzazione del nuovo polo delle facoltà scientifiche dell’’Università Statale di Milano, una buona idea del rettore Gianluca Vago. Ma sono necessari 540 milioni e una complessa operazione di dismissione e riqualificazione della vecchia area di Città Studi.

Il presidente di Assolombarda, Gianfelice Rocca, ha ipotizzato di aggiungerci un polo della tecnologia e dell’innovazione, Nexpo, in cui attirare aziende dell’hi-tech. Ma come pianificare una tale trasmigrazione? Con quale regia e quali soldi? Tutto ancora da decidere. Come pure l’ipotizzata realizzazione sul sito di una cittadella dell’amministrazione pubblica. E prima di tutto, qualcuno dovrà restituire alle banche i 200 milioni prestati. Di solito, la città che progetta un Expo pensa prima a che cosa fare dopo dell’area su cui fa investimenti pubblici colossali. A Rho, invece, i cancelli si chiudono senza che nessuno ancora sappia cosa ne sarà. “Non fate i ganassa”, dice Piero Bassetti, “la vera sfida inizia ora”.

Gianni Barbacetto, Marco Maroni
Milano, 31 ottobre 2015
da “Il Fatto Quotidiano” (del 31 ottobre 2015)

Posted in Ambiente, Economia, Lavoro, Società | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI IN SCIOPERO

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 28 ottobre 2015

Non è mai troppo tardi per mobilitarsi per i propri diritti!

20130000_panem_muggio_400x301Venuti a conoscenza delle mobilitazioni che dall’Umbria hanno raggiunto lo stabilimento Panem di Muggiò, il Partito della Rifondazione Comunista Federazione Monza e Brianza esprime solidarietà e attenzione ai lavoratori ed alle lavoratrici in sciopero.

Le scellerate scelte industriali del Gruppo Novelli non solo mettono a rischio un impianto produttivo che ha fatto la storia del nostro territorio ma prende in giro i tanti lavoratori che chiedono rispetto dei contratti, dignità sul lavoro e equa retribuzione.

L’assenza di un piano industriale apre le porte a nuovi scenari imprenditoriali a scapito dei lavoratori.

Non si può rischiare il posto per il capriccio di un imprenditore!

Su tutto il territorio le mobilitazioni e le agitazioni sono sempre più diffuse: dall’Alcatel di Vimercate, alla Candy di Brugherio, alla Marcegaglia di Milano, all’ST di Agrate.

Non siete soli!

I lavoratori si muovono e con loro la società e le organizzazioni sindacali e politiche.

Le istituzioni devono dare il loro contributo: dal Ministero ai Comuni si deve creare la giusta sinergia per preservare e garantire il lavoro ai dipendenti.

Sosteniamo lo sciopero, difendiamo i diritti e la dignità del lavoro.

SCARICA IL COMUNICATO

Muggio’, 27 Ottobre 2015

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Monza e Brianza    facebook

Partito della Rifondazione Comunista – Circolo di Muggiò    facebook

Posted in Lavoro | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Ladri di atomi

Posted by PRC Muggiò su lunedì 21 settembre 2015

da rivoltiamonza.wordpress.com

homerIn una puntata dei Simpson il signor Burns – il vecchio e arcigno miliardario, titolare della centrale nucleare di Springfield – ricorda con nostalgia la sua infanzia, passata nella “fabbrica degli atomi” del padre nella quale gli operai martellano instancabilmente le incudini per “rompere e separare gli atomi”. Il padre di Burns, sospettoso, fruga nelle tasche di un povero operaio e – armato di lente di ingrandimento – inorridisce nel vedere la tasca piena di atomi! L’operaio sarà licenziato in tronco per il furto dei preziosi atomi prodotti.

È facile per chi si trova in posizione di potere trovare problemi dove non ci sono, esasperando la realtà e distorcendola.

La chiusura di 3 ore del Colosseo e altri siti romani degli scorsi giorni per assemblea sindacale regolarmente indetta e autorizzata (art. 20 dello Statuto dei Lavoratori) è servita a creare l’ennesimo affondo al mondo del sindacato e dei lavoratori: quante tasche di lazzaroni piene di atomi!

Ma come possono 3 ore fare così tanta notizia? Un’assemblea sindacale non la si chiede il giorno stesso, l’azienda è preallertata con largo anticipo. Eppure qualcuno ai piani alti ha voluto mettere i bastoni tra le ruote e dare un preavviso estremamente scarso – se non nullo – ai visitatori contravvenendo ai propri doveri. Chi ne dovrà rispondere, i lavoratori o il datore di lavoro?

Renzi è riuscito a fomentare il mal di pancia popolare contro i “cattivi” lavoratori, nessun interesse in realtà per la figuraccia che a suo parere avrebbe fatto l’Italia – nonostante le chiusure per assemblee sindacali di musei nazionali siano all’ordine del giorno in tutte le capitali europee…

“Dobbiamo avere più attenzione verso chi vuole bene all’Italia” dichiara alla stampa. Capito lavoratori romani? Voi sovversivi, anarchici rivoluzionari che fomentate l’odio verso il paese.

Giù le mani dagli atomi, non ve li meritate!

Ci sono i buoni da una parte, quelli che “vogliono bene all’Italia”, che fanno volontariato a EXPO, che non si lamentano e non si iscrivono ai sindacati.

Alla bontà dei volontari si appella anche l’ex sopraintendente archeologico di Roma, per garantire l’apertura del Colosseo.

E ci sono i cattivi, i sindacati, i gufi, quelli da combattere: “non lasceremo la cultura ostaggio di quei sindacalisti contro l’Italia” (Renzi), quelli che vogliono essere pagati per il lavoro che fanno, quelli che esigono di vedersi riconosciuti gli straordinari, quelli che vogliono usufruire dei loro diritti, quelli del Colosseo insomma.

I cattivi che fanno vertenza nazionale e chiedono un piano organizzativo di assunzioni e di regole.

Chi è il vero ostaggio, la cultura nelle mani dei sindacati o i lavoratori, con le mani legate e la bocca imbavagliata dal Governo?

Eliminare i cattivi per tornare a crescere, ecco la soluzione: basta furti di atomi.

Seguiamo il consiglio del CODACONS, facciamo intervenire l’esercito per riaprire il Colosseo!

Ma non basta eliminare i cattivi, occorre essere più subdoli ed eliminare un intero sistema.

Succede che alcuni servizi vengono resi “essenziali” in queste occasioni e altri vengono progressivamente eliminati, perché?

Stiamo forse sostituendo i servizi pubblici coi servizi di consumo, il diritto sindacale col diritto dei consumatori e del profitto?

Renzi fa gli interessi dei grandi capitali: smantellare il welfare state per rendere l’Italia un paese flessibile e con scarso potere rivendicativo dei lavoratori.

Per fermarlo dobbiamo agire, subito!

Chiediamo che i sindacati proclamino lo sciopero contro le manovre autoritarie e recessive di Renzi, del PD e delle destre, della finanza europea.

Posted in Lavoro | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Fregati i cittadini ed i Consigli Comunali di tre città, poi ci mettono una pezza; a quando la pubblica ammenda?

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 10 giugno 2015

Hanno diffuso notizie parziali e contraddittorie ai 110.000 abitanti di Muggiò, Desio e Lissone lasciando furbescamente intendere una disponibilità di personale irrealistica (“65 agenti per pattugliare le nostre strade nelle sere della prossima estate. Una sinergia fra le Polizie Locali di tre città fra le più importanti della Brianza per offrire ai cittadini più sicurezza attraverso una presenza fino a tarda ora.“) quando invece sceglievano di presidiare un territorio di quasi 30KM quadrati con solo due macchine che si dovevano dividere la miseria di 5 agenti di polizia locale.

CWW6HIYK

Hanno suscitato la giusta indignazione del personale della polizia urbana delle tre città, trattato dalle rispettive Amministrazioni Comunali alla stregua di semplici comparse e privandolo del ruolo di attore principale che invece ha, per il semplice motivo che sono loro, i vigili, a dover affrontare emergenze e situazioni difficili che si presentano durante i turni di presidio notturno.

Hanno svilito il ruolo dei rispettivi Consigli Comunali obbligandoli a votare a occhi (e orecchie) bendati una Convenzione che era stata immediatamente smontata nei suoi contenuti dalle limpide critiche avanzate dal personale della polizia urbana e dalle sue Rappresentanze Sindacali. Respinte con arroganza anche le richieste di sospensiva della delibera, che avrebbero messo le Amministrazioni Comunali al riparo della figuraccia che ora sono costrette a patire.

Così, ad aprile, tutte le Amministrazioni coinvolte nel pasticcio hanno dato grande risalto sui rispettivi siti istituzionali di una operazione d’immagine così maldestramente orchestrata, mentre ora la stampa, nel silenzio dei siti istituzionali, conferma l’avvenuto accordo tra Organizzazioni Sindacali dei lavoratori e le Amministrazioni Comunali per modificare significativamente la delibera adottata (le pattuglie passano da due a tre ed il personale preposto da 5 a 8).
E’ chiaro che a questo punto l’accordo, per poter essere applicato legittimamente, doveva essere riportato e ridiscusso in Consiglio Comunale per modificare la Convenzione, come è stato fatto in fretta e furia lunedì 8 giugno; a quando gli annunci alla cittadinanza, nei siti delle Amministrazioni, sul cambio di rotta?

Posted in Lavoro, Muggiò, Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Leave a Comment »

PANEM ET CIRCENSES

Posted by PRC Muggiò su sabato 23 maggio 2015

Intervista al segretario FLAI-CGIL di Monza e Brianza – Matteo Casiraghi, a cura del Partito della Rifondazione Comunista di Muggiò.

flai_cgil-2Ne è passato di tempo dal 2013, quando al Gruppo Novelli venne assegnata la gestione della Panem di Muggiò, con lo scopo di garantire la continuità produttiva e lavorativa.

Gestione che però ha visto brusche frenate dal Gruppo stesso che ha ostacolato in parte il piano industriale che oggi – pare – stia dando alcuni risultati.

“Il caso della Panem – afferma il segretario provinciale Flai-Cgil Matteo Casiraghi – non ha precedenti in Italia. La cassa integrazione per esempio è durata ben 5 anni e lo scorso anno è stata rinnovata dopo il suo esaurimento”.

Nel dicembre di quest’anno scadranno i mandati dei tecnici che avrebbero dovuto risollevare l’azienda, ma allo stato di cose attuali non si esclude che il prossimo anno veda l’ingresso di finanziarie e banche se non si presenteranno industriali convinti ad investire.

Il rischio è l’ennesima esternalizzazione della produzione, e qui i giochi si possono fare duri, panem et circenses appunto, “pane e giochi”.

Su oltre 100 dipendenti almeno il 20% è composto da muggioresi. Alcuni sono andati in pensione, altri cercano lavoro, molti restano attivi nella Rappresentanza Sindacale Unitaria, la situazione sembra però ormai meno critica rispetto agli anni passati, opinione condivisa anche dal sindacalista Cgil: “da settembre non ci sarà più cassa integrazione, anche grazie al fatto che la produzione è pressoché raddoppiata”.

Rimane un’incognita, uno scoglio che i lavoratori dovranno ancora superare, e cioè quel che avverrà nel gennaio 2016, quando scadrà il mandato dei tecnici – che, come ricordato prima, gestiscono di fatto il piano industriale.

“I lavoratori ed il sindacato chiedono tutele, la tenuta del lavoro è imprescindibile”, queste le richieste che arrivano dalla Flai, richieste che erano state esposte già un paio di anni fa alla Amministrazione Comunale guidata dal centrodestra, che ha lasciato cadere nel nulla questa voce collettiva.

logo“Bisogna parlare della Panem – continua Casiraghi – i lavoratori non devono più sentirsi soli, isolati dal paese”. Per di più la crisi ha costruito nuovi problemi sociali per i lavoratori cassaintegrati, il mutuo, l’affitto, la scuola dei figli e la spesa…urgenze quotidiane a cui far fronte.

Da questa intervista la proposta di Rifondazione: se i lavoratori sono soli vanno riconnessi col tessuto cittadino e amministrativo, il comune potrebbe perciò essere promotore nelle molte feste di quartiere che organizza, di uno spazio riservato alle aziende locali in crisi – tra cui Panem – per creare coscienza tra i cittadini, dare nuovi spazi sociali ai lavoratori e contribuire ad affrontare la crisi assieme ai lavoratori e alle piccole-medie aziende. Una proposta del genere nasce dall’evidenza dei fatti, buona parte delle aziende presenti sul nostro territorio hanno chiuso: Kerry, Meroni, Officine Monzesi…solo per citarne alcune.

La proposta dovrebbe partire in prima battuto dal sindacato stesso, impegnato nella difesa dei diritti dei lavoratori, diritti sotto attacco da tutti i fronti, in particolare dalle manovre economiche nazionali.

Noi non vogliamo stare a guardare né vogliamo tantomeno tacere sui delitti perpetrati dal Governo Renzi a danno del lavoro, dallo smantellamento dello Statuto dei Lavoratori, al demansionamento, alla legalizzazione e proliferazione della precarietà, soprattutto giovanile, al Jobs Act, all’attacco ai sindacati: il lavoro non è una merce, è un diritto!

Posted in Lavoro, Muggiò | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana … PENSIONI

Posted by PRC Muggiò su venerdì 8 maggio 2015

pensioniA5

Posted in Lavoro | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 Comment »

A PROPOSITO DEL 1° MAGGIO

Posted by PRC Muggiò su venerdì 1 maggio 2015

Proprio in prossimità della festa del Primo Maggio si è tenuto un acceso Consiglio Comunale che ha visto al centro una goffa operazione d’immagine della Amministrazione di Muggiò, in assonanza con le altre amministrazioni PD di Desio e Lissone, nei confronti della cittadinanza ed a scapito del lavoratori della Polizia Locale dei tre comuni.

In perfetta continuità con le modalità operative della precedente amministrazione di centro-destra, ecco come il Sindaco Fiorito e la sua Amministrazione concepiscono la sicurezza della città e coinvolgono i lavoratori (ma anche i cittadini, e questo alla faccia del mitico braccialetto bianco rivendicato con orgoglio all’insediamento della amministrazione muggiorese) nelle (poche, a dire il vero) scelte che davvero influenzano la vita dei cittadini. Lo raccontiamo riportando le parole del comunicato unitario emesso dalle Polizie Locali dei tre comuni, a riprova che non si tratta delle posizioni estremistiche dei soliti comunisti.

E’ la stessa continuità adottata con la riaffermata volontà di realizzare un inutile caserma dei Carabinieri invece che lavorare per garantire il presidio del territorio; ma qualcuno si è mai domandato quante automobili di vigili e Carabinieri, personale compreso, potremmo mantene in circolazione con quel quasi milione di euro che sperpereremo con quella sciagurata operazione?

Qui di seguito i documenti distribuiti dalla Polizia Comunale

Il giudizio dei lavoratori della Polizia Locale
Richiesta di conciliazione ex art. 2 legge 146/90 e successive modificazioni

E qui di seguito, per maggiore chiarezza, il testo integrale.

VALUTAZIONE dei LAVORATORI della POLIZIA LOCALE di DESIO, LISSONE, MUGGIO’ in merito alla Convenzione Proposta ed al Patto per la Sicurezza
 

In data 8 Aprile 2015 è stato comunicato ai lavoratori della Polizia Locale di Desio, Lissone e Muggio’ la decisione delle Amministrazioni Comunali dei tre Comuni interessati di attivare la convenzione per la gestione associata del servizio di polizia Locale per j servizi serali. Tale convenzione è stata affiancata da un Patto per la Sicurezza seguita da conferenza stampa per  l’informazione alla cittadinanza.

Pur non mettendo in discussione la legittimità delle scelte operate dalle tre amministrazioni coinvolte e condividendone l’obbiettivo di garantire la serenità e la sicurezza della cittadinanza, dalla discussione scaturita, ampia e articolata, sono emerse perplessità e preoccupazioni, sia per le ventilate modalità di svolgimento del servizio, che sulle modalità scelte dalle tre amministrazioni per informare la cittadinanza delle proprie intenzioni.

Il personale di Polizia Locale intervenuto all’assemblea indetta in data 30 aprile 2015, hanno fatto notare le incongruenze tra la realtà dei fatti e quanto affermato nel comunicato stampa apparso nei siti istituzionali. Ad esempio, il comunicato, in apertura, con l’affermazione “65 Agenti per pattugliare le nostre strade nelle sere della prossima estate” fa intendere al cittadino che ogni sera sarà protetto da questa massa di angeli custodi, spiegando solo nelle righe successive che si tratta di due pattuglie “miste”, composte da 5 agenti coordinate da una centrale operativa. Anche questo passaggio è poco chiaro: non specifica che i 5 agenti non si intendono per squadra ma complessivi.

Solo dal documento allegato alla nota di risposta, inviata alle OOSS in data 8 Aprile 2015, si evince che i 5 saranno suddivisi in due squadre, una da tre e una da due agenti. Due squadre che dovranno pattugliare per tre sere la settimana un territorio di circa 29 km quadrati, abitato da circa 110.000 cittadini, con un rapporto pari a 1 agente ogni 22.000 abitanti.

Il comunicato afferma anche che “il progetto dell’iniziativa si avvale della disponibilità di tutto il personale”, facendo ancora una volta intendere che il personale, gli Agenti di PL, sia perlomeno stato coinvolto nella predisposizione dell’iniziativa. Nulla di più inesatto: nessuna discussione, nessun accermo, nulla è trapelato dei propositi che si stanno mettendo in atto.

Probabilmente se Amministratori e Comandanti, avessero sentito la necessità di costruire il progetto con gli Agenti, trattandoli non da semplici comparse, ma da attori principali della vicenda, visto e considerato che sarà chiesto loro di affrontare emergenze e situazioni difficili in contesti geo-sociali spesso a loro poco noti, si sarebbero resi conto delle falle che questo progetto presenta.

Le principali criticità, oltre a quella citata sono rappresentate dall’eterogenea e insufficiente dotazione di personale, la cui incolumità, rapportata ad un territorio cosi vasto, viene messa in serio pericolo.

Non appaiono chiare le suddivisioni di competenze e le reali sinergie con le altre forze dell’ordine presenti; ogni occasione di incontro/scontro con gruppi di balordi può rappresentare un serio rischio in assenza di una reale copertura interforze di supporto.

Appare difficilmente gestibile la convivenza tra questo nuovo servizio e quelli esistenti, sia ordinari (viabilità, interventi diurni, scuole, gestione ferie e permessi), che straordinari (feste diurne e serali, servizi per altri comuni, EXPO, ecc.).

In sintesi il progetto non convince sia nei confronti dei cittadini, che, proclami a parte non avranno maggior sicurezza, né per gli Agenti, che si troveranno a gestire loro maigrado situazioni di rischio dai risvolti imprevedibili.

Per questi motivi i Lavoratori delle Polizia Locali di Desio, Lissone e Muggio’, con il pieno consenso delle RSU di riferimento ritengono necessaria la condivisione di forme di lotta unitarie e incisive, che sararmo stabilite congiuntamente, per contrastare in maniera decisa e puntuale questo modo discutibile di affrontare le problematiche della cittadinanza, scaricandone gli oneri sulle spalle dei soliti noti.

 

I LAVORATORI DELLE POLIZIE LOCALI di

DESIO – LISSONE – MUGGIO’

Posted in Lavoro, Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | 1 Comment »

1 Maggio 2015 per il lavoro, contro Jobs Act e Expo, con la Grecia contro l’austerità

Posted by PRC Muggiò su martedì 28 aprile 2015

1MaggioDiLotta

Posted in Lavoro, Volantini | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Giusta la denuncia del FORUM DIRITTI LAVORO contro il lavoro gratuito della società EXPO

Posted by PRC Muggiò su venerdì 10 aprile 2015

NoLavoroGratisCiò che la società EXPO intende creare è niente altro che una enorme riserva di lavoro subordinato, dequalificato e saltuario – per un evento tutto e solo imprenditoriale che presumibilmente genererà elevati profitti – senza alcun diritto, e per un costo del lavoro pari ad un quinto di quello imposto da leggi e contratti per svolgere le mansioni di ordinaria assistenza fieristica.

Con queste poche parole si può riassumere il senso dell’esposto del Forum Diritti Lavoro, esposto che condividiamo.

Attendiamo che un risveglio di dignità possa scuotere le coscenze di tanta classe economica, politica e sindacale che ha potuto pensare di svilire fino a questo punto la dignità di tanti giovani e precari.

Qui il testo dell’esposto.

Lavoro-gratuito

Posted in appello, Economia, Lavoro, Società | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | Leave a Comment »