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Un'altra Muggiò è possibile

Archive for the ‘manifestazione’ Category

25 Aprile a Monza

Posted by PRC Muggiò su domenica 9 aprile 2017

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[26\03] Salta in bici per manifestare contro i tagli ai bus!

Posted by PRC Muggiò su sabato 18 marzo 2017

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[8 marzo] Sciopero generale delle DONNE

Posted by PRC Muggiò su sabato 4 marzo 2017

Maggiori info: nonunadimeno

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Giorno del Ricordo o della memoria corta?

Posted by PRC Muggiò su domenica 5 febbraio 2017

Abbiamo più volte fatto notare la tragica narrazione della realtà dei terribili momenti vissuti dalle popolazioni al confine italo-jugoslavo, costruita abilmente per alimentare il sentimento nazionalista antislavo e anticomunista.

Nel 2015 è stata organizzata una mostra, realizzata con documenti storicamente autentici, che per due mesi ha occupato la galleria della Coop di Muggiò, per tentare di ridare un senso storico non distorto alla commemorazione, che come è organizzata oggi pecca di strabismo ed è lesiva della verità e della memoria di tutti coloro i quali nelle foibe ci sono finiti da innocenti, italiani o jugoslavi che fossero.

La mostra era organizzata dall’ANPI ed ha visto alla sua inaugurazione la presenza della Amministrazione comunale.

LA FOTO – NIENTE MENO CHE UN FALSO STORICO – CHE VIENE PUBBLICIZZATA QUEST’ANNO SUL MANIFESTO DELL’INIZIATIVA PER IL 10 FEBBRAIO ERA TRA QUELLE PRESENTI NELLA MOSTRA!

img_20170130_150502Questa foto, che nell’immaginario collettivo, rappresenterebbe la malvagità dei soldati slavi intenti a fucilare degli inermi istriani per poi gettarli nelle foibe,

ALTRO NON è CHE LA FUCILAZIONE, DA PARTE DEI SOLDATI ITALIANI, DI OSTAGGI SLOVENI CATTURATI DURANTE L’OCCUPAZIONE FASCISTA ITALIANA.

Molte sono state le occasioni di smentita della veridicità della foto, ma è utile ricordare quella che venne messa in onda nella trasmissione Porta a Porta condotta da Bruno Vespa per la giornata del ricordo del 2012.

Ospiti in studio, tra gli altri, gli storici Raoul Pupo e Alessandra Kersevan.

In quell’occasione, seguita da miloni di italiani emerge, con enorme disappunto di Bruno Vespa, che la foto non mostra la fucilazione di vittime italiane da parte dei feroci partigiani titini. Tutt’altro. Alessandra Kersevan, fa notare che la foto ritrae la fucilazione di cinque ostaggi sloveni da parte delle truppe italiane durante l’occupazione italiana della Slovenia (1941-1943). Raoul Pupo interviene sulla questione solo quando viene interpellato direttamente dalla Kersevan e conferma che il contenuto dell’immagine è completamente opposto a quanto viene fatto passare nella trasmissione.

Quando è costretto a prendere atto che la foto ritrae effettivamente ostaggi sloveni fucilati da un plotone d’esecuzione italiano, il conduttore si giustifica dicendo che l’immagine è tratta da un libro sloveno ma non si scusa per il macroscopico errore

In effetti la fotografia è stata scattata nel villaggio di Dane, nella Loška Dolina, a sudest di Lubiana. Si sa anche il giorno in cui la foto fu scattata, il 31 luglio 1942, e addirittura i nomi dei fucilati:
Franc Žnidaršič, Janez Kranjc, Franc Škerbec, Feliks Žnidaršič, Edvard Škerbec.

Come nella Wehrmacht e nelle SS, anche nell’Esercito italiano si documentavano stragi e crimini, salvo tenerli nascosti negli anni successivi per confermare il (finto) cliché del «buon soldato italiano».

A protestare contro il clamoroso errore è addirittura il Ministero degli esteri sloveno che segnala al Comune di Bastia Umbra l’uso improprio della fonte. Altre volte lettere giungono da storici indipendenti come Alessandra Kersevan, Claudia Cernigoi e Sandi Volk. Le reazioni sono spesso di scuse (con la conseguente rimozione del materiale iconografico da siti online), ma in alcuni casi – quali quella dell’assessore alla cultura di Bastia Umbra Rosella Aristei – si procede ad un’improbabile giustificazione dell’uso della foto come denuncia simbolica della violenza, esecrabile in tutte le sue varie forme.

La vicenda della foto di Dane ha il suo apice in una lettera di protesta spedita direttamente al presidente Napolitano da parte di Miro Mlinar, Presidente dell’Associazione dei combattenti per i valori della lotta di liberazione nazionale di Cerknica (Slovenia), offeso dal fatto che l’immagine fosse stata addirittura pubblicata impropriamente sul sito del Ministero degli interni italiano.

Il Presidente dell’Associazione dei combattenti slovena sostiene che è stata proprio la pubblicazione sul sito ufficiale italiano a giustificare in seguito l’uso scorretto della foto, facendola diventare uno strumento improprio per aizzare l’odio verso il popolo sloveno. Per questo suggerisce a Napolitano di spostare la data del Giorno del ricordo al 10 giugno, «data del vero inizio delle tragedie del popolo italiano.» A quanto risulta Napolitano non si è nemmeno degnato di rispondere a Mlinar.

Purtroppo la storia è piena di bufale, falsità e revisionismi e proprio per questo motivo compito delle istituzioni è di verificare con estrema attenzione le fonti delle informazioni che ricevono.

Il manifesto affisso dal Comune di Muggiò e firmato dal Sindaco Maria Fiorito va subito ritirato o sostituito e va fatta ammenda nel corso dello spettacolo stesso, nel rispetto della storia e della memoria.

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[Milano 14\1] Presidio antifascista

Posted by PRC Muggiò su venerdì 13 gennaio 2017

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No Renzi day: a Roma 21 e 22 ottobre

Posted by PRC Muggiò su lunedì 17 ottobre 2016

Pubblicato il 14 ott 2016 su rifondazione.it

Si comincia a definire il programma della due giorni per il No Renzi Day

Venerdi 21 ottobre

9ccee2f26dgiornata dello sciopero generale indetto da USB, UNICOBAS, USI  ci saranno iniziative territoriali in tutta Italia.

Dalle ore 16.00 a Roma in P.zza San Giovanni“accampata” di lotta con dibattiti su Europa e riforme

dalle 21 concerti di Banda Bassotti, Assalti frontali, Pugni in tasca, The Conspirators, Los 3 altos, Skasso,  intermezzi con Giordano Deplano, Cristian Raimo ed altri. Parteciperà anche Rikom Carnera con il suo rap per Abd Elsalam. La serata è intitolata ad Abd Elsalam, operaio ucciso mentre lottava per i diritti di tutti.

Sabato 22 ottobre  ore 14.00 corteo nazionale da piazza San Giovanni

la pagina facebook dell’evento: https://www.facebook.com/events/198463470588390/

……………………………

Ripubblichiamo l’appello con l’elenco aggiornato delle adesioni:

NO RENZI DAY

NO ALLA CONTRORIFORMA E AL GOVERNO RENZI

L’appello del Coordinamento per il NO Sociale alla Controriforma Costituzionale:

No-_Renziday.pngIl governo Renzi dopo infiniti ritardi ha fissato la data del voto referendario per il 4 dicembre. Organizzazioni sindacali di base, movimenti civili e sociali, organizzazioni politiche militanti della lotta per la democrazia, il lavoro e l’ambiente, partigiani, hanno dato vita al COORDINAMENTO PER UN NO SOCIALE ALLA CONTRORIFORMA COSTITUZIONALE che propone due scadenze nelle quali far sentire le ragioni sociali del NO:

– Il 21 ottobre il coordinamento sostiene lo SCIOPERO GENERALE proclamato sinora da USB, UNICOBAS, USI per la difesa dei diritti del lavoro e dello stato sociale, per difendere ed applicare la Costituzione del 1948, per dire basta al governo Renzi e al massacro sociale. Lo sciopero si svolgerà con iniziative diffuse in tutto il paese.

– Il 22 ottobre il COORDINAMENTO indice il NORENZIDAY, manifestazione nazionale a Roma per dire NO alla Controriforma Costituzionale ed a tutti i suoi autori nel nome del popolo sfruttato, precario, senza lavoro, impoverito, avvelenato.

I temi della mobilitazione saranno:

PER L’APPLICAZIONE DEI PRINCIPI E DEI DIRITTI DELLA COSTITUZIONE DEL1948: IL LAVORO,  LA FORMAZIONE E LA SCUOLA PUBBLICA, LA CASA,  IL REDDITO,  LO STATO SOCIALE E I BENI COMUNI IN MANO PUBBLICA, L’AMBIENTE E LA DEMOCRAZIA, LA DEMOCRAZIA E LA SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO. LA LIBERTÀ E LA SOVRANITÀ DEMOCRATICA DEL POPOLO ITALIANO, OGGI SOTTOPOSTA AD UN VERGOGNOSO ATTACCO DA PARTE DEI GOVERNI DEGLI USA, DELLA GERMANIA E DALLA BUROCRAZIA DELLA UE.

NO ALLA CONTRORIFORMA COSTITUZIONALE DEL GOVERNO, DELLA CONFINDUSTRIA,  DELLE BANCHE E DELL’ UNIONE EUROPEA.

NO AL JOBSACT, ALLA PRECARIETA’ SOCIALE, ALLA BUONA SCUOLA, ALLA LEGGE FORNERO, AL DECRETO MADIA, ALLA TAV E ALLE GRANDI OPERE, ALLA PERSECUZIONE DEI MIGRANTI, ALLA DISTRUZIONE DELLO STATO SOCIALE, ALLE PRIVATIZZAZIONI, AI TAGLI ALLA SANITA’, AGLI INTERVENTI SULLE PENSIONI A FAVORE DELLE BANCHE, AL TTIP ED AL CETA.

NO ALLA GUERRA, ALLA NATO, ALLE SPESE E ALLE MISSIONI MILITARI, ALLA REPRESSIONE PADRONALE, POLIZIESCA E GIUDIZIARIA.

DOPO LO SCIOPERO GENERALE DEL 21 OTTOBRE LA MOBILITAZIONE CONVERGERÀ DAL POMERIGGIO DEL 21 IN PIAZZA SAN GIOVANNI PER UNA ACCAMPATA DI PROTESTA DA CUI PARTIRÀ IL 22 OTTOBRE IL CORTEO DEL NORENZIDAY

 

Lidia Menapace partigiana Bruna, Umberto Lorenzoni partigiano Eros, Paolo Maddalena, Luigi De Magistris, Nicoletta Dosio, Moni Ovadia, Valerio Evangelisti, Dino Greco, Pino Marziale, Antonio Distasi, Mimmo Mignano, Stefano Fassina, Franco Russo, Giorgio Cremaschi, Fabrizio Tomaselli, Luciano Vasapollo, Carlo Formenti, Ernesto Screpanti, Sergio Cararo, Paolo Ferrero, Manuela Palermi, Mauro Casadio, Paolo Leonardi, Giovanni Russo Spena, Emiddia Papi, Paola Palmieri, Guido Lutrario, Eleonora Forenza, Claudia Candeloro, Carlo Guglielmi, Franco Turigliatto, Moreno Pasquinelli, Stefano D’Errico, Fabio Frati, Maurizio Acerbo, Andrea Ferroni, Roberta Fantozzi, Rosa Rinaldi, Laura Di Lucia Coletti, Ciccio Auletta, Marco Bersani, Roberto Musacchio, Cesare Antetomaso, Massimo Rossi, Italo Di Sabato, Haidi Giuliani, Francesco Caruso, Emilio Molinari, Alfio Nicotra, Fabio Alberti

 

Prime adesioni: USB, UNICOBAS, USI, CUB Trasporti Lazio, Eurostop, Movimento No TAV Val di Susa, Forum Diritti Lavoro, Contropiano, Carovana delle periferie Roma, Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, Partito della Rifondazione Comunista, Rossa, Rete dei Comunisti, Sinistra Anticapitalista, Partito Comunista Italiano, Noi Restiamo, L’Altra Europa con Tsipras, Militant Roma, CONUP (pensionati), Centro Sociale 28 Maggio Brescia, USI Cons,  FGCI, Giovani Comunisti,  Sinistra No Euro, CARC,  Circolo Agorà Pisa, Centro internazionale Crocevia, Rete NOWAR, Per un’altra città – Laboratorio Politico Firenze, Fronte Popolare Milano, Partito Comunista dei Lavoratori, P101, Economia Per I Cittadini, Comitato per il No di Roma, Coord. Per la Democrazia Costituzionale (comitato per il NO) Napoli, Comitato della Franciacorta per il NO, ATTAC Italia, Partigiani della Scuola Pubblica, MGA (associazione avvocati), Collettivo Comunista (M-L) Nuoro, Sinistra per Roma, Giuristi democratici, centro sociale Zona 22 (San Vito Ch),  Osservatorio sulla repressione, Controlacrisi

Movimento Nazionale Antifascista per la Difesa Integrale e il Rilancio della Costituzione, Comitato per “Un NO per la democrazia sociale”, Comitato per il ‘NO’ di Civitavecchia,  Comitato Nazionale Lipscuola, Comitato Ligure La Scuola per il NO, Rete per l’autorganizzazione popolare, collettivo politico della Casa del Popolo Giuseppe Tanas, Facciamosinistra, CSOA TERRA ROSSA Lecce, Università Popolare Asylum,  Arsave – Laboratorio per la città che vogliamo, PMLI, Lavoro e Salute, Forum Insegnanti, Partito di Alternativa Comunista, Associazione Politico Culturale “La Rossa” di Lari (PI), Commissione Audit sul debito pubblico di Parma, Fronte di Lotta No Austerity, autoconvocatiscuoleroma

Mario Agostinelli, Carlo Andreini, Carlo Barbiani, Gaetano Bucci, Giovanni Caggiati, Ciampi Angelo, Chirico Domenico, Gabriele Visco Gialardi, Enzo Lanini, Arianna Roggeri, Angelo Ruggeri, Paolo Andreozzi, Mario Eustachio de Bellis, Marina Boscaino, Alfredo Toppi, Stefano Galieni,  Fabio de Nardis,  Carla Maria Ruffini, Sergio Cesaratto, Angelo Di Naro

 

Coordinamento per NO Sociale alla Controriforma Costituzionale

Per informazioni, adesioni e contatti: coordinamentonosociale@gmail.com

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Festa Nazionale PRC

Posted by PRC Muggiò su martedì 30 agosto 2016

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[23\5 Seregno] Fiaccolata antimafia

Posted by PRC Muggiò su lunedì 16 maggio 2016

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Con i metalmeccanici in sciopero!

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 20 aprile 2016

LAVORO – Rifondazione Comunista sostiene lo sciopero generale unitario delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici di domani, 20 aprile.

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, e Roberta Fantozzi, responsabile Lavoro di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiarano:

Cipputi«La riuscita dello sciopero è di decisiva importanza per fermare l’attacco al contratto collettivo nazionale che nell’impostazione di Federmeccanica escluderebbe il 95% dei metalmeccanici dagli aumenti salariali, annullando uno strumento decisivo di solidarietà tra le lavoratrici e i lavoratori. Parallelamente viene richiesto un aumento dell’orario di lavoro: lavori di più, guadagni di meno! E’ un’impostazione inaccettabile con cui si vorrebbero mettere le lavoratrici e i lavoratori in competizione tra di loro, azienda per azienda. E’ un’impostazione inaccettabile a fronte di livelli salariali tra i più bassi d’Europa e orari di lavoro tra i più lunghi.
La riuscita dello sciopero di domani ha inoltre un valore generale essendo esplicito il consenso di Confindustria al ridisegno del modello contrattuale che Federmeccanica vorrebbe imporre.
Siamo sicuri che la risposta di domani sarà forte e determinata».

19 aprile 2016

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Se 25 anni di guerra vi sembran pochi…

Posted by PRC Muggiò su domenica 10 gennaio 2016

10360715_1659121627687105_4172175936595311809_nIl Partito della Rifondazione Comunista aderisce alle manifestazioni contro la guerra indette per il 16 gennaio dall’Assemblea Eurostop.

I 25 anni che ci separano dalla prima guerra del golfo sono stati anni di guerra permanente, con un escalation che continua a salire negli anni.

Dopo l’attacco all’Iraq del 1991,infatti, decine sono i conflitti che si sono succeduti e quelle aree del mondo sono state trasformate in un mattatoio. Il tentativo da parte degli USA e della NATO di creare un nuovo ordine mondiale unipolare ha dato vita a scontri sempre più gravi in cui il nostro Paese è direttamente e indirettamente coinvolto.

Per noi la lotta per la pace è il fondamentale punto di partenza per mettere in discussione lo stato di cose presenti, dove la guerra non è altro che il barbarico prolungamento delle ingiustizie sociali e dei conflitto per l’accaparramento delle risorse naturali. Per questo è necessario rilanciare una larga mobilitazione di massa contro la guerra, di cui anche il terrorismo dell’Isis è parte, che sconfigga il clima di paura, la militarizzazione dei nostri Paesi, la passivizzazione sociale ed il dilagare della xenofobia.

CONTRO LA GUERRA E LA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLE MISSIONI BELLICHE PER I DIRITTI DEI POPOLI E PER LA DEMOCRAZIA
Rifondazione comunista il 16 gennaio sara’ in piazza.

La segreteria nazionale del Partito della Rifondazione Comunista
Roma, 7/1/2016

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No ai fascisti a Meda!

Posted by PRC Muggiò su domenica 27 settembre 2015

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Il fascismo non passerà!

Posted by PRC Muggiò su giovedì 27 agosto 2015

Le ragioni in più per una mobilitazione ininterrotta contro i vecchi e nuovi fascismi.

Invitiamo compagni e compagne, cittadini e cittadine amanti della Costituzione italiana nata dalla Resistenza a partecipare domenica 30 agosto ad Agrate al presidio antifascista indetto dall’ANPI dalle ore 9 alle ore 12 per contrastare l’iniziativa che il gruppo neofascista di Forza Nuova terrà in una piazza del Comune e il 12 settembre alle 21 a Cantù alla assemblea di protesta e denuncia per dire No al festival neonazista che è convocato in quei giorni.

Saranno i primi impegni di una stagione difficile, che richiede una mobilitazione ininterrotta contro i vecchi e nuovi fascismi.

Il presidio di Forza Nuova ad Agrate e il raduno neonazista di Cantù non sono solo rievocazioni di fantasmi passati, ma fenomeni politici pericolosissimi ben radicati nel presente, e accelerati da un apparato mediatico ignorante e bugiardo, che fomenta odio e razzismo (oggi una testata di destra diceva che i soldi dei disabili non ci sono perchè con quelli si paga il vitto ai rifugiati).

Che fascisti e i nazisti si possano impunemente radunare e fare la loro propaganda è di per sè una offesa alla Costituzione e ai martiri della Resistenza e dell’Olocausto e ora che, con la progressiva scomparsa degli ultimi superstiti dei campi e della Resistenza italiana ed europea, più subdola e pericolosa è la funzione del revisionismo storico, del negazionismo e dell’invito alla conciliazione o all’oblio, maggiore è la nostra responsabilità nella tenuta e nella qualificazione dell’antifascismo, sganciato dalla retorica e capace di far fronte ai problemi del presente.

il-fascismoOggi infatti quelle ideologie e quelle tendenze svolgono una funzione precisa nel quadro europeo, in una crisi senza fine e dentro scelte politiche della UE che gettano in povertà interi paesi europei (come la Grecia), precarizzano il lavoro, distruggono lo stato sociale, imponendo politiche di austerità.

L’Europa fa i conti anche con le politiche guerrafondaie che ha condotto negli ultimi 20 anni, con le conseguenze della guerra in Irak, in Afganisthan, con l’ultima impresa neocoloniale libica, con le politiche di spoliazione che le multinazionali hanno condotto in Africa: l’immigrazione di massa è un dato strutturale e le sue cause si moltiplicano: guerra, fame, disoccupazione, speranza di una vita migliore.

Mentre migliaia di uomini, donne e bambini muoiono nel mediterraneo annegato o soffocati nelle stive o stremati dalle violenze e dalle fatiche, altri riescono sbarcare in italia, in qualche isola greca e ora si aprono la strada in Europa anche attraverso la Macedonia e la Serbia, la politica neoliberista della EU, incapace di progettare una europa accogliente, multiculturale, aiutata dai migranti a uscire dalla crisi e dalla stagnazione alimenta il rinascere delle destre naziste e razziste, da Salvini a Forza Nuova.
Per questo è irresponsabile politicamente che prefetti e questori e sindaci non capiscano la novità della situazione e il suo carettere eccezionale. Le istituzioni non possono essere neutrali in uno scontro politico epocale.

Antifascismo ora e sempre come antidoto alla barbarie.

Giovanna Capelli
Segretaria Federazione di Monza

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A settembre: Festa della Civetta e Festa CGIL

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 26 agosto 2015

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Una vittoria amara – Arnaldo Cestaro ha fatto condannare l’Italia a Strasburgo per tortura

Posted by PRC Muggiò su martedì 7 aprile 2015

Dal sito dell’Huffington Post.

Arnaldo Cestaro è l’uomo che ha fatto ricorso alla Corte europea dei diritti dell’Uomo per vedere riconosciuto quello che da anni testimoniava, e cioè di essere stato vittima di tortura durante l’irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. Ha vinto, e ora riceverà 45mila euro dallo Stato italiano come risarcimento.

All’epoca Cestaro, originario di Agugliaro (Vicenza), aveva 61 anni. Era partito per Genova con gli amici delle sezioni di Rifondazione comunista di Vicenza e Montecchio Maggiore e mai avrebbe pensato di finire nel mezzo di un vero e proprio massacro a opera delle forze dell’ordine.

La sera del 21 luglio, dopo aver manifestato tutta la giornata, aveva trovato un posto dove dormire all’interno della Diaz, messa a disposizione dal Genoa Social Forum e dal Comune di Genova. Stanco, si era addormentato al piano terra dell’edificio ma si era svegliato improvvisamente per il rumore dei celerini che erano entrati con violenza nell’edificio.

Spaventato, si era messo contro il muro con le braccia alzate. Qui, inerme, aveva ricevuto colpi alla testa, sulla testa e sulle gambe che gli provocarono fratture multiple. Racconta che gli agenti continuarono a manganellarlo nonostante gridasse: “Fermatevi, sono un uomo vecchio e pacifico!”.

Diaz: Corte Strasburgo condanna Italia per tortura

È lui “l’uomo anziano con i capelli bianchi” citato anni dopo dal vicequestore Michelangelo Fournier davanti ai giudici, quando definì l’operazione alla Diaz “macelleria messicana”. Fournier raccontò che gridò ai celerini “Basta!” quando li vide picchiare Cestaro, che in effetti aveva un’età incompatibile con quella dei manifestanti ritenuti “facinorosi”.

L’uomo fu operato nell’immediato all’ospedale di Genova e qualche anno più tardi di nuovo al Careggi di Firenze. Le ferite, riferisce la Corte, gli hanno procurato danni permanenti, con debolezza persistente del braccio e della gamba destri.

I soldi non risarciscono il male che è stato fatto. È vero, è un primo passo quello di oggi, ma mi sentirò davvero risarcito solo quando lo Stato introdurrà il reato di tortura“, è il primo commento di Cestaro dopo la sentenza.

Poi ha aggiunto: “Oggi ho 75 anni ma non cancellerò mai l’orrore vissuto. Ho visto il massacro in diretta, ho visto l’orrore del nostro Stato. Dopo quindici anni, le scuse migliori sono le risposte reali, non i soldi. Il reato di tortura è una cosa legale”.

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E sempre da sito dell’Huffington Post, il suo avvocato denuncia:

G8 Genova: Emanuele Tambuscio, avvocato di 93 persone picchiate a Bolzaneto: “14 anni e ancor nessun risarcimento”

Alcuni di loro non sono mai più voluti tornare in Italia, perché il ricordo di quei giorni infernali è ancora vivo nella loro mente, ha provocato traumi e ferite profondissime, che nemmeno anni di terapie sono riusciti a curare. Altri, invece, hanno perso la fiducia nelle forze di polizia e nelle istituzioni. In quello Stato che ancora oggi, dopo 14 anni, oltre a doverli risarcire, “non vuole spiegare se sono stati presi dei provvedimenti disciplinari verso gli agenti responsabili di fatti che finalmente oggi la corte di Strasburgo chiama con il proprio nome: tortura”.

Emanuele Tambuscio, genovese, è l’avvocato che da fin dall’inizio dell’odissea giudiziaria sui fatti del G8 ha difeso i manifestanti picchiati a sangue dalle forze dell’ordine alla scuola Diaz di Genova, la notte del 21 luglio 2001, in un blitz notturno talmente feroce che la stessa polizia arrivò a definire “una macelleria messicana”. E che oggi, pur soddisfatto per la condanna dell’Italia da parte dei giudici europei, ricorda che per le vittime la strada verso la piena giustizia è ancora lunga.

Quante sono le parti civili del blitz alla scuola Diaz che stanno ancora aspettando i risarcimenti definitivi?

Novantatrè parti offese. Fino a oggi hanno ottenuto solo provvisionali ridicole, in sede di primo grado. Cifre che vanno dai diecimila ai trentamila euro. E’ stato considerato un danno morale molto basso rispetto a quelli che sono stati realmente i fatti, che oggi la corte di Strasburgo definisce “tortura”. Le cause civili per i risarcimenti sono ancora in corso, ma sono cause singole e dunque hanno tempi lunghissimi. C’è però un dato positivo: il ministero ha comunicato la volontà di arrivare alle transazioni, che speriamo siano soddisfacenti.

Per quanto riguarda i fatti alla caserma di Bolzaneto, invece?

Anche lì ci furono torture e tremende violazioni dei diritti umani. Anche lì i ricorsi sono ancora pendenti. Stiamo ancora aspettando il pagamento delle provvisionali dopo la sentenza di primo grado del 2010. Il ministero ci ha assicurato che avrebbe disposto il pagamento, ma non è ancora arrivato.

Quali sono i punti ancora dolenti della vicenda alla scuola Diaz?

Sono essenzialmente tre, e la sentenza di Strasburgo li mette in chiaro tutti. Innanzitutto, la prescrizione che ha “salvato” i vertici della polizia condannati. Poi l’assenza di identificazione degli autori materiali del blitz alla scuola Diaz, molto bene evidenziata al punto 214 della sentenza. Infine, un fatto gravissimo: Strasburgo ha espressamente chiesto allo Stato italiano se fossero stati presi dei provvedimenti disciplinari nei confronti dei poliziotti ritenuti responsabili delle violenze. E lo Stato non ha risposto. Questo ci porta a pensare che nessun provvedimento verso di loro sia stato preso.

Ancora oggi inoltre rimangono sconosciuti i nomi degli agenti del Reparto Mobile che presero parte al blitz.

Questo è un altro punto centrale: si conoscevano i nomi degli agenti del nucleo antisommossa ma non si sono potute attribuire le singole responsabilità e il numero esatto di chi mise piede in quella scuola. Non potendo accertare chi avesse fatto cosa, tutto fu archiviato. Oggi la sentenza ce lo chiede: anche l’Italia si deve adeguare alle targhette di identificazione sulle divise degli agenti.

Lei ha seguito questa vicenda fin dall’inizio, accompagnando le vittime passo dopo passo in interminabili e dolorosi processi. Come vivono oggi?
Chi ha avuto danni maggiori sono stati quelli che allora erano soltanto ragazzi. C’è fra di loro, per esempio, una ragazza che aveva 20 anni appena, passata attraverso i pestaggi alla scuola Diaz e le torture di Bolzaneto, che ha avuto danni psicologici importanti, non è più tornata la stessa. Qualcuno di loro, fra i ragazzi stranieri, non è mai più voluto tornare in Italia. Non si fidano più della polizia, della nostra in particolare. Immaginate cosa significa subire trattamenti del genere in un Paese straniero, lontano da casa. E’ stato devastante.

E lei, da avvocato, ha mai sentito vacillare la sua fiducia nelle forze dell’ordine?

Le sembrerà strano, ma a provocarmi la delusione maggiore in tutta questa vicenda non sono state le forze dell’ordine. Ma lo Stato, le risposte ministeriali e soprattutto il modo in cui la politica ha affrontato il problema. Sono loro che mi hanno fatto perdere la fiducia.

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In piazza con la FIOM

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 25 marzo 2015

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Manifestazione nazionale antifascista #EMILIORESISTI

Posted by PRC Muggiò su giovedì 22 gennaio 2015

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Più democrazia e più diritti per tutti. Siamo tutti Charlie Hebdo

Posted by PRC Muggiò su domenica 11 gennaio 2015

Milano, Piazza Duomo e Palazzo Marino, 10.01.2015
Contro il terrorismo, contro le guerre, contro il razzismo, per la solidarietà, per l’uguaglianza, per la pace.

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12 DICEMBRE SCIOPERO GENERALE: DIRITTI, LAVORO, REDDITO

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 3 dicembre 2014

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Roma, 29 novembre: manifestazione nazionale L’Altra Europa

Posted by PRC Muggiò su domenica 23 novembre 2014

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14 Novembre SCIOPERO SOCIALE: scendiamo in piazza contro il Governo e il Jobs Act!

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 12 novembre 2014

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