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Archive for the ‘Muggiò’ Category

Tutti gli eventi che succedono a Muggiò

Sindaca a sua insaputa – Hotel Imperial, migranti e raccolte firme

Posted by PRC Muggiò su venerdì 15 dicembre 2017

Come in precedenti occasioni (la travagliata e tutto sommato non definitivamente risolta questione dei tagli al trasporto pubblico locale dello scorso anno ne è un buon esempio), l’Amministrazione comunale è stata “colta di sorpresa” dalla notizia che l’Agenzia per i beni confiscati ha assegnato alla Prefettura l’Hotel Imperial affinché ospiti un certo numero di migranti richiedenti asilo e protezione.

La valutazione più dettagliata di Rifondazione Comunista è meglio descritta in questo nostro precedente intervento, ma per chi non ha il tempo di approfondire gli argomenti riteniamo utile riepilogare per sommi capi la nostra posizione:

  • la raccolta firme promossa dall’Amministrazione comunale è tardiva, non risolutiva e sostanzialmente fuori tempo massimo; una amministrazione che non escher-mani-che-disegnanoimprovvisa avrebbe dovuto accompagnare la manifestazione di interesse all’utilizzo del bene sequestrato del maggio 2016 con una ampia, variegata e duratura mobilitazione cittadina a favore del suo progetto. In quel momento andavano organizzate petizioni, presidi, manifestazioni pubbliche per sostenere la richiesta, e non limitarsi a quello che oggi possiamo ritenere uno stanco atto amministrativo assunto principalmente per tacitare le legittime proteste dei lavoratori che avevano perso la loro occupazione;

  • a prescindere dal futuro utilizzo dell’Hotel Imperial, che diventi o non diventi il luogo in cui si concentrano i migranti gestiti dalla Prefettura, il tema di come gestire sul territorio comunale l’interazione dei migranti con la cittadinanza è un problema che richiede un progetto sostenuto da impegno, trasparenza e proattività. Così come a suo tempo l’Amministrazione avrebbe dovuto mettere in campo un’idea di utilizzo dell’immobile supportato da un ventaglio di iniziative che riempissero di contenuti quella proposta, oggi, di fronte alle paure e fobie dei cittadini aizzate dalle strumentalizzazioni politiche dei partiti di destra, c’è l’esigenza di dimostrare con i fatti che non siamo di fronte ad una burocratica operazione di facciata (un titolo, l’accoglienza diffusa, delegato alla buona – o cattiva – volontà degli enti che materialmente saranno a contatto dei migranti). Nel nostro precedente intervento, abbiamo abbozzato alcune idee, ci aspettiamo qualcosa di ben più strutturato da parte di una amministrazione che può contare su staff e personale pubblico dipendente.

Attenzione! Emerge in questi giorni, prepotente, l’esigenza di tutelare e garantire l’integrità dell’immobile che è oggetto di ripetuti episodi criminali e vandalici. Cosa aspettano l’Amministrazione, la polizia locale e la tanto decantata presenza dei Carabinieri sul territorio cittadino a mettere sotto tutela l’immobile? Anche questa è già una partita persa?

Abbiamo il sospetto che ci sia un preciso piano squadristico volto a rendere inagibile l’immobile, così che ci troveremo l’allucinante scenario di un bene sequestrato alla gestione malavitosa che non solo è inutilizzabile, ma addirittura necessita l’impegno di sostanziose risorse pubbliche per tornare finalmente a svolgere un ruolo sul territorio, mentre contemporaneamente le psicosi della destra frantumano in senso razzista e discriminatorio la ragione e le coscienze dei muggioresi.

E noi non lo vogliamo permettere!

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A Muggiò son tornati i fascisti

Posted by PRC Muggiò su sabato 9 dicembre 2017

Deve ripartire una nuova Resistenza!

Oggi 9 dicembre, in concomitanza della manifestazione antifascista a Como, CasaPound – movimento di spudoratamente fascista – ha occupato la piazza centrale del paese, la stessa dove, nel ’45 durante la Liberazione, sventolò dall’alto del campanile della chiesa la bandiera partigiana: era la fine della guerra, della tirannia e del fascismo. Oggi ci vogliono riportare nella palude e nel buio del regime mussoliniano.

Noi non ci stiamo! Chiamiamo già ora tutte e tutti gli antifascisti ad una mobilitazione collettiva!

Non solo la nostra Costituzione antifascista, ma leggi come la Scelba e la Mancino, proibiscono manifestazioni di tale sorta.

Per di più il Comune è vincolato dalla mozione antifascista, votata in Consiglio Comunale nel luglio 2017 e che impegna la macchina amministrativa ad impedire la presenza sul territorio di gruppi neofascisti, razzisti e xenofobi.

Casapound si dichiara fascista, pubblicamente, per bocca dei suoi leader, come Simone di Stefano che senza vergogna ammette: “Siamo fascisti, non è un reato” (link). Dimenticando che è proprio l’opposto: il fascismo è reato!

Attendiamo spiegazioni dall’Amministrazione e confidiamo in una futura gestione dei luoghi pubblici più accorta.

Il fascismo non passerà!

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Onesto albergo (3 stelle su 5)

Posted by PRC Muggiò su martedì 5 dicembre 2017

L’Hotel Imperial, confiscato alla mafia, sarà assegnato alla Prefettura che ospiterà dei migranti. Il Comune scende in campo, ma con troppo ritardo. Una ricostruzione dei fatti e delle scelte politiche. Le chiavi per una convivenza pacifica.

Scarica la versione pdf stampabile: clicca qui
comune

Locandina del Comune

Il 29 novembre 2017 abbiamo assistito all’incontro pubblico1 organizzato dalla giunta comunale per rendere evidente ai molti cittadini presenti (se solo ci fosse così tanta partecipazione anche per altre tematiche … ) l’utilizzo che se ne farà dell’Hotel Imperial, confiscato e quindi di proprietà dello Stato.

Le notizie sono state veicolate in primo luogo sui social, poi sulla stampa locale.

Forza Italia è tra le prime forze politiche a sollevare la questione; tramite Zanantoni2 giunge la voce che “l’Hotel Imperial […] sia stato assegnato alla Prefettura di Monza che ha pensato di destinarlo ai migranti africani”, attendendo “nelle prossime settimane uno sbarco massiccio a Muggiò di ospiti”.

Probabilmente dal Villoresi, sottolineiamo ironicamente.

Poco prima che la notizie raggiungesse i canali mediatici è stato appiccato un incendio3 che ha coinvolto due piani dell’immobile ma che non ha causato danni ingenti.

Intimidazione?

Torniamo all’incontro pubblico.

Siamo gli unici a ritenere che una serata del genere andasse fatta ben prima?

È bene ricordare che trattasi di un bene confiscato alla criminalità organizzata. Confiscato 2 volte!

La prima, nel ‘97, con le accuse al proprietario di riciclaggio, contrabbando, usura.

La seconda, recente, nel 2013, per estorsione.

Noi avremmo proposto delle sedute pubbliche a seguito di ognuna delle due confische, per spiegare ai cittadini come si presentano i fatti e per studiare assieme buone pratiche per allontanare e indebolire la criminalità organizzata e per definire il ruolo del Comune nella gestione di tali beni confiscati.

In primis va chiarito come sia stato possibile rilasciare le licenze a Francesco Consolazio, ora in carcere, per l’apertura dell’hotel, sequestrato di lì a poco.

Dagli articoli di giornale4 se ne evince lo stupore: “senza contare la lunga lista di carichi pendenti a suo carico [a carico di Consolazio] che in Comune pare non abbiano letto quando è stato dato il via libera all’apertura dell’attività. La SCIA era stata presentata nel 2013”. Attività alla cui inaugurazione venne invitato l’allora sindaco Zanantoni, come ebbe a dire in una intervista5 a fine luglio 2013.

Onesto albergo” è il titolo della recensione lasciata su TripAdvisor6 da un utente di Treviso che ha soggiornato nel 2015 all’Imperial. Lasciando un voto pari a 3 stelline su 5. Onesto l’albergo ma non l’albergatore.

tripadvisor

La recensione TripAdvisor

Vennero fatte delle interrogazioni7 in Consiglio Comunale, una da Rifondazione nel 2013 con relativa risposta8, e successivamente ripresa dal Movimento 5 Stelle nel 2016.

Pesa ancora di più la difesa e la continuità di questa amministrazione con la precedente: perché i funzionari incaricati dall’amministrazione Zanantoni (Forza Italia e Lega Nord) non sono stati chiamati in causa dall’attuale amministrazione Fiorito (Partito Democratico) per giustificare gli atti e le concessioni rilasciate negli anni precedenti? Cui prodest?” Scrivemmo in una nota congiunta9 Rifondazione Comunista e 5 Stelle nel maggio 2016.

Nella nota evidenziammo che “lo stabile può trasformarsi in un bene pubblico utile per la città di Muggiò”.

A tal proposito. Oltre all’Imperial, quanti altri bene sono sotto sequestro nel nostro Comune? E quale è o sarà il loro utilizzo? Dai dati forniti dall’Agenzia dei beni sequestrati Muggiò ha il primato di strutture sotto sequestro assieme a Seregno. Un dato allarmante sulla criminalità organizzata made in Brianza.

A chi sono appartenuti i beni sequestrati e che rapporti ci sono con le vicende di Desio, Seregno e altre amministrazioni cadute a seguito degli scandali10 per mafia?

La giunta dovrebbe essere al corrente di questi fatti e rendere realmente democratico il processo decisionale cittadino.

Detto ciò, non si è parlato del passato dell’Imperial, ma non si parlerà neanche del futuro.

L’immobile che, essendo sotto sequestro, è di proprietà dello Stato, è affidato all’Agenzia per i beni confiscati e sequestrati il cui compito consiste nell’individuare i futuri proprietari e gestori.

Nel nostro caso la Prefettura ha avuto la meglio, presentando un progetto di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo.

La scelta non deve stupire. L’emanazione governativa sta affrontando da anni la gestione del flusso migratorio che investe il Paese. I Comuni stessi per motivi di opinione pubblica e difficoltà gestionali non si muovono in prima persona per creare accoglienza e strutture idonee. La Prefettura perciò, trovandosi un bene che non necessiti di particolari costi di ristrutturazione, ottempera al suo ruolo. Da notare però che nel tempo gli sbarchi sono andati riducendosi (43% in meno rispetto a dieci anni fa11), facendo rientrare in parte la temuta emergenza migratoria, ma mantenendo attuale la questione dell’integrazione. Va diminuendo anche la criminalità (nell’arco di poco meno di dieci anni la percentuale di reati denunciati è scesa12 dell’8,2%), ma la stampa e le bufale mantengono alto lo stato d’allerta e alimentano la percezione di pericolo e insicurezza.

Alcuni Comuni – tra cui in parte Muggiò – hanno provato a gestire l’accoglienza in maniera diffusa, assegnando le quote di ospiti in appartamenti privati sfitti che stringono contratti di locazione in genere con cooperative di settore. In questo modo si è cercato di evitare la creazione di quartieri “ghetto”, invogliando al contempo residenti e ospiti ad una convivenza quotidiana pacifica.

Muggiò ad oggi ospita 17 migranti, ben al di sotto della percentuale prevista dal governo centrale (fissata al 2,5‰ della popolazione: per Muggiò è pari a 62).

Il Comune può intervenire – in fase di assegnazione del bene da parte dell’Agenzia – presentando una manifestazione di interesse e un progetto di riutilizzo.

Con delibera n. 63 del 17/05/2016 – riportata sulla stampa13 – questo viene fatto: “il Comune di Muggiò manifesta all’Agenzia per i beni confiscati e sequestrati la richiesta di assegnazione dell’immobile, al fine di effettuare un utilizzo dello stesso che non determini aggravio di oneri economico-finanziari in capo al Comune”.

Pare che anche la Guardia di Finanzia abbia presentato un progetto per assegnare degli alloggi il loco ai finanzieri.

A inizio giugno 2016 una ulteriore nota14 congiunta PRC-M5S fu lungimirante: “Chiaramente non basta la manifestazione di interesse, ma bisogna effettivamente perseguire tale interesse”.

Infatti il progetto del Comune è stato scartato e il bene assegnato alla Prefettura che, come è logico, lo utilizzerà per l’accoglienza di secondo livello.

Quanto era efficace il progetto? Quali i contenuti? Il Comune era realmente interessato al bene? Non pare sia così, giustificando questa “tiepidezza” con esosi oneri economico-finanziari.

Ad esempio sarebbe stato forse più incisivo un interesse del comune nella cogestione della struttura con la prefettura, accettando la quota di richiedenti asilo ma mantenendo un parte della struttura per finalità sociali locali, come uno spazio per le emergenze abitative, spazio per associazioni o per altri servizi. In questo modo la struttura avrebbe dato vita a integrazione ed interazione tra ospiti, territorio, quartiere e servizi.

A questo punto la Sindaca propone alla cittadinanza di organizzarsi e sostenere la battaglia contro la Prefettura, mostrandosi candida e disarmata, addirittura sostenendo di essere venuta a conoscenza dell’assegnazione sui social network! Tutto poteva essere gestito meglio, ma ormai il dado è tratto. Ora occorre vigilare su una gestione coscienziosa, efficiente e integrativa dell’accoglienza.

lega

Propaganda leghista

Il 30 novembre il presidente del Consiglio Comunale Fossati ha esortato la politica ad agire all’unisono, sponsorizzando la petizione15 scritta dal comune e rivolta al prefetto, come fu per la “multisala cinematografica”. Qualcuno gli ricordi che fine fecero le migliaia di firme raccolte.

Petizione accolta anche dai leghisti locali, che lancia la santa crociata contro i “finti profughi”. In effetti la Lega Nord è sempre stata attenta al continente africano. In particolare nel commercio di diamanti16

Senza alzare barricate.

Le barricate le vorremmo alzare contro i potenti e i padroni. Non contro i nostri simili, non contro gli ultimi, scatenando una guerra tra poveri e fomentando la speculazione politica degli ambienti più estremi della destra e dei malavitosi. Questi ultimi sono parte del problema. Questi ultimi sono i protagonisti di atti intimidatori e fascisti come quello di Como17. Fortuna vuole che, in controtendenza col resto della Brianza, tali soggetti non si sono palesati alla serata pubblica.

Anche se scontato, la leggerezza con cui si parla di guerra e profughi impone di guardare le persone negli occhi e riconoscere la sua umanità. “Restiamo umani” disse Vittorio Arrigoni, non stiamo discutendo su uno stock di merce invenduta da ricollocare, ma di esseri umani.

Esseri umani protagonisti di un fenomeno di massa – le migrazioni – che da secoli ridisegna confini e mette in discussione la dura eredità colonialista europea.

Riassumendo la questione: il Comune invita la cittadinanza a mobilitarsi contro la Prefettura dello Stato che utilizzerà l’Hotel Imperial, bene confiscato alla mafia, per l’accoglienza di rifugiati stranieri. Il Comune presentò richiesta di utilizzo della struttura ma venne rifiutata, forse per lo scarso interesse reale sempre dimostrato dalla giunta.

A nostro parere questo non è il momento delle false promesse e delle mezze verità.

Occorre essere attori consapevoli e saper gestire al meglio la situazione attuale, ponendo le basi per un futuro migliore. Per tutti.

L’immobile qualora verrà affidato alla Prefettura sarà oggetto di bando o assegnazione diretta per la gestione dei rifugiati. Il Comune non deve essere un escluso, e qui può far sentire la sua voce e fare davvero la differenza. Può vigilare ed esporre esigenze sull’operato della cooperativa che potrebbe vincere l’appalto, individuando cooperative sociali con personale esperto, slegate dal mondo degli affari e dei palazzinari. Il Comune può richiedere di coprogettare con Prefettura e cooperative le modalità di controllo e integrazione, rendendo il territorio, le associazioni e i servizi partecipi e attori consapevoli. Ricordiamo che si sta parlando di accoglienza di 2° livello, per cui orientata a soggiorni lunghi in attesa della decisione della Commissione per il rilascio dello status di rifugiato. Soggiorni lunghi che permettono di creare più facilmente contatti tra i residenti e gli ospiti.

Inoltre accoglienza di 2° livello significa anche ingresso nel paese di persone che hanno già avuto visite e cure mediche, persone che possono cercare legalmente un lavoro, persone che stanno già imparando la lingua, persone seguite da personale specializzato e da servizi dedicati. Nulla a che fare con l’orda invasiva degli esaltati di destra.

Buone pratiche esistono e se ne può fare tesoro.

I residenti milanesi del quartiere della caserma Montello (con capacità di 300 posti d’accoglienza) hanno risposto18 degnamente all’indegna manifestazione razzista di CasaPound, nel novembre 2016, organizzando una festa di quartiere, animata dai residenti locali, dagli stranieri di lunga data e dai nuovi arrivi, famiglie e bambini, giovani e anziani.

Un significato profondo si annida in un gesto come quello della festa: superare la parole integrazione – che prevede un integrato dominante e uno da integrare a forza – e sostituirla con interazione, ovvero condivisione di aspettative ed esperienza, ma anche di regole e controllo reciproco.

Controllo e accoglienza. Le chiavi in mano ai cittadini per costruire dal basso una città serena.

Alcuni (tristi) commenti facebook:

 

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NOTE

1 http://www.ilgiorno.it/monza-brianza/cronaca/muggio-profughi-1.3571967

2 https://quibrianzanews.com/migranti-zanantoni-arrivo-massiccio-allhotel-imperial/

3 http://giornaledimonza.it/cronaca/incendio-muggio-fiamme-hotel-imperial/

4 https://prcmuggio.wordpress.com/2016/06/20/hotel-imperial-news/

5 http://www.ilgiorno.it/monza/cronaca/2013/07/26/925310-hotel-muggio-misteri-autorizzazioni-abusivo.shtml

6 https://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g1996997-d5416366-Reviews-Hotel_Imperial_Residence-Muggio_Province_of_Monza_and_Brianza_Lombardy.html

7 https://prcmuggio.files.wordpress.com/2009/10/hotel-imperial.pdf

8 https://prcmuggio.files.wordpress.com/2016/04/risposta-interrogazione-prot-num-25287.pdf

9 https://prcmuggio.wordpress.com/2016/05/13/hotel-imperial-comunicato-congiunto-m5s-prc/

10http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/09/26/news/_ndrangheta_maxioperazione_in_lombardia_infiltrazioni_nella_politica_e_nelle_imprese-176510578/

11 https://ilmanifesto.it/in-10-anni-cala-limmigrazione-triplica-lemigrazione-degli-italiani/

12 http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2017/12/01/censis-cresce-litalia-del-rancore_158a2e38-0541-4b16-997d-a9958814a446.html

13 https://prcmuggio.wordpress.com/2016/06/20/hotel-imperial-news/

14 https://prcmuggio.wordpress.com/2016/06/05/hotel-imperial-nota-congiunta-m5s-prc/

15 http://www.comune.muggio.mb.it/tool/home.php?s=0,1,7,312&dfa=do1838&pg=&diditem=11266

16 http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-04-03/bonifici-tanzania-coprire-soldi-212741.shtml?uuid=Ab9Y9eIF

17 http://www.ansa.it/lombardia/notizie/2017/11/29/irruzione-naziskin-a-riunione-migranti_c4c38557-9d33-4f49-a1db-7d3f90a42be2.html

18 http://www.milanotoday.it/cronaca/profughi-accoglienza-caserma-montello.html

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Muggiò accessibile (?)

Posted by PRC Muggiò su lunedì 4 dicembre 2017

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Viabilità e accessibilità. Due termini spesso associati nei programmi di opere pubbliche e nelle proposte politiche, ma che rimangono termini spesso dissociati nella realtà cittadine.

Alessandro Mauri, ottantenne energico e lucido, ci sollecita nel riaccendere il dibattito.

Lui stesso, qualche anno fa, fu protagonista di un articolo di giornale, apparso su Il Giorno, nel quale si tentò di estendere la problematica delle barriere architettoniche e degli incroci pericolosi a tutto il territorio muggiorese.

Mauri è stato vittima in passato di un grave incidente alla gamba che lo ha costretto a convivere con i rischi e gli ostacoli stradali che limitano – a volte addirittura impediscono – il passaggio di persone con difficoltà motorie.

Lo ringraziamo per la sollecitazione e raccogliamo lo stimolo.

Abbiamo recuperato l’articolo in questione e ci domandiamo se e quanto sia cambiata la situazione a distanza di qualche anno.

L’assessore Testa, intervistato anch’egli in quell’articolo de Il Giorno, elencava i lavori in corso e in programma per l’abbattimento delle barriere: asilo Brodolini, via Baruso, via S. Rocco e via XXV Aprile…. ma le barriere architettoniche che ostruiscono e limitano gli spostamenti di chi, per svariati motivi ha problemi di mobilità (diversamente abili, mamme con carrozzine per bambini, infortunati, anziani…), sono così diffusi e pervasivi che non è sufficiente individuare alcuni casi eclatanti da indicare all’opinione pubblica.

Pur comprendendo le difficoltà che le amministrazioni comunali devono affrontare in questo periodo di ristrettezze economiche (lo sapete, siamo comunisti… vi ricordiamo che le ristrettezze sono figlie delle politiche liberiste nazionali ed europee), ci piacerebbe però fare chiarezza su alcuni quesiti, che rivolgiamo all’amministrazione.

E’ mai stata fatta una mappatura delle barriere architettoniche, fotografando lo stato di fatto, classificando gli interventi in base alla rilevanza delle barriere e individuando le aree più critiche? Solo in questo modo potremo raffrontare l’elenco dei lavori in corso con la totalità del problema senza dimenticare quanto ancora è in attesa di risoluzione; magari, e ripetiamo “magari”, si potrebbe addirittura rispondere ai cittadini che si rivolgono alla pubblica amministrazione per segnalare una barriera, guardi signora/e, conosciamo quella situazione e considerando anche tutte le altre barriere il suo intervento pensiamo di farlo tra ….

In secondo luogo è necessario che – in nome della trasparenza – si conosca la quota di bilancio destinata ad opere di tal genere… ma noi chiediamo di più.

I Sindaci, gli Assessori, solitamente parlano delle somme messe a bilancio per l’abbattimento delle barriere architettoniche riferendosi ai lavori programmati sulle strutture pubbliche e, a volte, ai rifacimenti complessivi di strade e marciapiedi; somme necessarie, ma che non aggrediscono la miriade di barriere diffuse nel territorio che rendono una impresa gli spostamenti di chi ha problemi di mobilità.

Bisognerebbe invece distinguere quella che è la spesa storica e ricorrente da quello che è uno sforzo aggiuntivo, reso disponibile da entrate che sono variabili ed estemporanee.

Noi chiediamo che i proventi delle riscossioni derivate dalle sanzioni per violazione del Codice della Strada, somme che tipicamente sono estemporanee e variabili nel tempo, per la quota non vincolata dalle destinazioni di legge siano in quota aggiuntiva, distinta dalla spesa storica, investiti per almeno il 33% nell’abbattimento di tutte le barriere architettoniche e nella messa in sicurezza delle strade e degli attraversamenti.

Nel Rendiconto 2016 il totale delle riscossioni relative alle multe superava i 600.000 euro, raggiungendo quota 700.000 se sommate nell’intera voce “Controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti”. Se le somme non vincolate per legge ammontassero al 50%, si tratterebbe di destinare non meno di 100.000€ aggiuntivi all’eliminazione capillare delle barriere architettoniche!

Ma questa amministrazione è in grado di fare scelte di questa natura?

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ATTI VANDALICI, FASCISMO E POLITICA. SE SOLO SI CONTASSE FINO A 10 PRIMA DI PARLARE …

Posted by PRC Muggiò su martedì 31 ottobre 2017

Il 24 ottobre esce sul Giornale di Monza un articolo sugli atti di vandalismo in via De Gasperi. Nel danneggiare le auto parcheggiate spuntano in maniera inquietante alcune svastiche incise da chi ha commesso il raid vandalico.

Il fatto in quanto tale è grave, ma viene aggravato inoltre dai simboli nazisti che non è dato sapere se siano un espediente per depistare una intimidazione di stampo malavitoso piuttosto che per evidenziare una esplicita minaccia politica a qualche residente della zona.

Ebbene, come commenta l’accaduto la destra tramite le parole dell’ex Sindaco Zanantoni?
Il fatto “può essere derubricato in una ragazzata” dice nel suo intervento.

A noi – e a molti altri – non sembra proprio una ragazzata danneggiare auto e incidere SVASTICHE.

Ma è politicamente curiosa la lettura ed il peso che viene dato ad avvenimenti equivalenti che accadono sul nostro territorio a distanza di sole poche settimane.

Oggi per via De Gasperi, dove l’evidenza indirizza alla destra neo fascista, si sminuisce mentre ieri, sul Giornale di Monza del 19 settembre, quando si trattava di commentare l’imbrattamento “apparentemente” anarchico del monumento in piazza Cossetto, si lanciava in ardite speculazioni ed accuse sulla sinistra muggiorese (ovviamente estranea ai fatti!).

Così per piazza Cossetto si arrovellava nel’amletico dubbio: “questa è la democrazia?” e, trovando una pronta risposta nelle incontrovertibili responsabilità della sinistra si lanciava arditamente in una impressionante serie di accuse:

1) essere nemica della democrazia
2) mettere a repentaglio la libertà di espressione
3) avere un livello culturale “pari a zero”
4) violare la memoria dei caduti e mettere a tacere le idee della Destra
5) avere assoluta impunità
6) essere – indirettamente – responsabile dell’atto di vandalismo.
E lamentava ancora che Sinistra e Amministrazione perdevano tempo nel discutere come impedire ai nuovi fascismi di occupare gli spazi democratici e pubblici.

L’elenco delle accuse presenti in quella intervista si commenta da solo.

Per quello che ci riguarda, politicamente, di fronte ad un doppiopesismo così smaccatamente proclamato alla stampa, rileviamo che la mozione antifascista approvata dal Consiglio Comunale di Muggiò ha per oggetto FATTISPECIE DI REATI e comportamenti antidemocratici che devono essere perseguiti dalle istituzioni e dai cittadini che hanno a cuore i valori costituzionali fondativi, ne esce quindi rafforzata e diviene più impellente per contrastare nuovi e vecchi fascismi.

Per quanto riguarda invece comportamenti criminosi di qualsiasi natura, tra cui a maggior ragione quelli fascisti, aspettiamo fiduciosi il compimento delle indagini ed il perseguimento dei responsabili… ma non possiamo esimerci dal dire che ci fa pena quella destra interessata solo a gettare fango sugli antifascisti – minimizzando gli atti della destra fascista e razzista – per crearsi un vergognoso consenso elettorale.

zanantoni

svastica

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Alberi tagliati: la risposta dell’Amministrazione

Posted by PRC Muggiò su martedì 3 ottobre 2017

Dopo il nostro articolo (LEGGI QUI) e la nostra lettera inviata alle Istituzioni locali, dopo le pubblicazioni sui mezzi di stampa (LEGGI QUI), ecco la risposta del Comune.

Pubblichiamo interamente il testo.

Si evince che il taglio viene giustificato da una potatura sbilanciata che poteva mettere a rischio la sicurezza dei passanti.

Attendiamo con ansia la piantumazione di nuovi alberi sul territorio come promesso.

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Alberi abbattuti … per errore di potatura!

Posted by PRC Muggiò su lunedì 18 settembre 2017

Da Il Giornale di Monza del 5 settembre 2017.

Risponde l’Assessore sulla stampa locale, per ora ancora nessuna risposta risposta ufficiale alle nostre domande inviate alle Istituzioni.

Per maggiori informazioni: CLICCA QUI e leggi l’articolo

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Amministrazione comunale serial killer di alberi

Posted by PRC Muggiò su sabato 9 settembre 2017

57608754-Psycho-KillerDalla data del 29 agosto sono iniziati dei lavori non meglio definiti – di manutenzione o urbanistici, probabilmente riguardanti il rifacimento dei marciapiedi in via Casati – che hanno comportato il taglio di decine di grandi alberi in apparenza sani.

Perché questo sterminio?

Il circolo PRC di Muggiò ha segnalato subito i fatti (LEGGI QUI) chiedendo spiegazioni al Sindaco Fiorito e agli Assessori competenti, ma senza avere pronta risposta.

La dozzina di alberi tagliati in via Casati, sommati ad altri grossi tagli come quello in via I Maggio (davanti alla scuola), quello in centro (nel cortile del Palazzo Isimbardi) e quelli rimossi nel Parco Casati mesi or sono, sono uno sfregio.

Un danno ambientale – se non giustificato dalla morte o dalla malattia delle piante – che si traduce in danno al bene comune, alla cittadinanza.

La salute e il benessere della natura sono la certezza di un luogo e di un futuro migliore per le prossime generazioni e per uno sviluppo sostenibile.

Esigiamo spiegazioni.

In primo luogo vogliamo sapere – noi e molti altri cittadini che ci hanno contattato – quale tipologia di intervento urbanistico risulta così invasivo da permettere di abbattere un albero dopo l’altro.

In secondo luogo ci chiediamo se fosse realmente necessario questo sterminio del verde, in relazione alla dimensione della pianta, del ruolo svolto dagli alberi nell’abbattimento della CO2 nell’aria, del complesso storico rappresentato dal viale stesso.

In terzo luogo ci auguriamo che i nostri amministratori abbiamo a cuore lo sviluppo sostenibile della nostra città, garantendo la ripiantumazione di tanti alberi quanti ne sono stati abbattuti e applicando la legge che dal 2013 impone di posare un nuovo albero per ogni nuovo nato sul suolo cittadino.

Il 21 novembre sarà la Giornata Nazionale degli Alberi (LEGGI QUI). Come la festeggeremo quest’anno?

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MATRIMONIO DI IDEALI TRA M5S E FORZA ITALIA

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 26 luglio 2017

L’estrema destra ringrazia

La seduta del Consiglio Comunale di Muggiò di giovedì 20 luglio ha approvato una mozione (QUI IL TESTO) che impegna il Comune a vietare la concessione di spazi pubblici a gruppi che si richiamano all’ideologia fascista o razzista e a farsi carico del mantenimento della memoria storica antifascista e dei valori Costituzionali con iniziative culturali nelle scuole e nei luoghi di aggregazione.

Andando con ordine:

  1. molti Comuni, in tutta Italia, hanno assunto, modificandolo, un testo base redatto da associazioni antifasciste come l’ANPI che va nella direzione di un maggiore impegno politico nel contrasto al nascere e diffondersi delle nuove destre e nell’applicazione delle leggi Scelba e Mancino e della Costituzione.
    1924_-_la_voce_del_paese_basta_al_fascismo_-_vignetta_di_gal.jpgLa preoccupazione nasce dal fatto che organizzazioni e partiti che più o meno velatamente si rifanno a ideologie fasciste, naziste e razziste, stanno compattando attorno a loro alcuni militanti, avvezzi anche ad azioni squadriste (irruzioni in Consigli Comunali, aggressioni, parate fasciste, intimidazioni, propaganda abusiva).
    Tra questi gruppi spicca – nel territorio brianzolo – Lealtà Azione, Forza Nuova, Fronte Nazionale, a loro volta “nascosti” in altrettante associazioni e Onlus legate al modo della carità e del benessere animale.
    Tale mozione in Brianza è stata presentata negli anni scorsi in vari Comuni, come Monza, Desio e Nova Milanese. A Monza hanno votato a favore 22 consiglieri su 25, contrari solo una consigliera di FI e uno della Lega, un astenuto.

  2. Nei congressi locali e provinciali l’ANPI ha invitato tutte le sezioni attive a presentare la mozione antifascista in ogni Comune. Così ha fatto anche la sezione muggiorese “Michele Robecchi”. Il testo è poi stato firmato e presentato dal PD e dalla lista civica Insieme per Muggiò.
    Rifondazione Comunista Muggiò, nel programma elettorale del 2014, propone – sulla scia delle mozioni approvate in quel periodo in tutta Italia – che “i regolamenti comunali, ove appropriato, escludano aggregazioni, manifestazioni, spazi e presenze di associazioni, circoli o gruppi di ispirazione neofascista e neonazista su tutto il territorio comunale”.

  3. Nelle città limitrofe si assiste a scene di puro squadrismo anche nei Consigli Comunali (Monza, Desio…). Muggiò ha per ora solo visto la presenza di alcuni gruppi di estrema destra senza notare azioni significative (Forza Nuova schierata per il Giorno del Ricordo il 16 febbraio 2014, mura imbrattate con svastiche su via Cattaneo e croci celtiche su altre vie, Fronte Nazionale nel settembre 2016).
    La storia di Muggiò insegna anche cosa è stato realmente il fascismo…ben prima che andasse al potere! Nel 1921 è rimasto ucciso un ventenne invalido a causa di una squadra di fascisti in “missione”, negli anni successivi ne vengono feriti molti altri. Al termine della guerra, in ritirata, i tedeschi uccidono altri nostri concittadini.

  4. Arriviamo al Consiglio Comunale del 20 luglio.
    Contrari alla mozione sono tutti i consiglieri di minoranza: Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Solo per Muggiò (quest’ultima senza dare spiegazioni sul voto).
    Forza Italia, per bocca di Pietro Zanantoni, afferma che il voto contrario è dato da alcuni semplici motivi. In primo luogo perché si tratta di vecchie polemiche che non interessano più a nessuno e poi anche perché la storia è multiforme e non è sempre chiara come si vorrebbe credere. Segue a ruota Nadio Bonfante – sempre di FI – il quale ritiene vadano presi provvedimenti contro chiunque ma solo nel momento in cui costui danneggia cose o ferisce persone.
    Massimo Bellomo, M5S, non argomenta…usa lo slogan coniato da Grillo per cui un atto del genere sarebbe liberticida (sic!). Inoltre sostiene si tratti di pura propaganda strumentale del PD, ignorando che l’iter di tutto questo percorso non parte nemmeno dalle file del PD.

  5. Detto ciò esprimiamo soddisfazione per la mozione approvata. Una prima forma di contrasto è ora stata assunta dal Comune di Muggiò a cui dovrà poi dare seguito applicando quanto scritto.
    Siamo sconcertati e parecchio delusi dalle opposizioni che dimostrano di non riconoscersi in un elemento fondante della nostra Costituzione, l’antifascismo.

  6. Biasimiamo il M5S, incapace di approfondire e confrontarsi col problema, che in questa votazione ha accentuato una deriva reazionaria rimasta più latente in altri casi. Questa scelta serva anche da monito agli elettori antifascisti e di sinistra.
    Come nostro costume, e convincimento ideale, ci regoleremo di conseguenza nei rapporti con le forze politiche che non riconoscono l’antifascismo come coscienza sociale su cui è fondata l’Italia moderna.

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LA PANEM NON È CHIUSA

Posted by PRC Muggiò su giovedì 1 giugno 2017

Si sono consumati incontri su incontri, al Ministero dello Sviluppo Economico, in Prefettura, negli uffici comunali e nelle sedi sindacali, e la voce che circola di più per Muggiò è: “ma la Panem ha chiuso?”.

No, la Panem non ha chiuso.

IMG_20170529_112406.jpgLunedi 29 maggio si è tenuta un’assemblea tra i lavoratori – alcuni con stipendi arretrati da mesi – assieme a CGIL, CISL e UIL. L’assemblea si è svolta a macchinari fermi, a causa del mancato approvvigionamento di materia prima.

I nuovi proprietari iGreco – che non investono in un piano industriale e non danno certezze ai dipendenti – attendono risposte dalle istituzioni che tergiversano e perdono tempo prezioso: Ministero, Prefettura, Tribunale fallimentare, lo stesso tribunale che ha spinto per la nuova gestione, indugiano nell’affrontare le aste giudiziarie necessarie al cambio formale di proprietà.

L’ordine del giorno dell’assemblea: preservare il lavoro, garantire la produzione, difendere i macchinari.

In pratica si propone un presidio permanente, rispettando i turni di lavoro e vigilando affinché il sito non venga dismesso nottetempo.

Ma c’è di più, una sfida più grande: riattivare la produzione, riprendere il lavoro.

Gli oltre 150 dipendenti dovranno avere il coraggio di sostenere questa piccola rivoluzione, questo atto solidaristico, riprendendosi ciò che è loro e che gli viene negato: lavoro e dignità.

Alcuni esempi di occupazioni e ripresa della produzione – come la RiMaflow di Trezzano sul Naviglio – ma anche esempi di resistenze – come la K-Flex di Roncello, possono andare in aiuto dei lavoratori Panem, spronandoli alla lotta, raccontando esperienze, pratiche e prospettive, portando solidarietà.

Le lavoratrici e i lavoratori Panem hanno di fronte una scelta difficile ma allo stesso tempo obbligata per garantire dignità e lavoro: diventare loro stessi produttori, con spirito cooperativo e solidale.

La Panem deve restare aperta!

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Appello: basta simboli fascisti in città!

Posted by PRC Muggiò su venerdì 26 maggio 2017

APPELLO

al Sindaco, Maria Fiorito

alla Polizia Locale

alle forze politiche

alle associazioni e cittadini

Oggetto: Muggiò è antifascista, lo devono sapere anche i muri!
Da Monza entrando in Muggiò e percorrendo via Mazzini si incrocia via Cattaneo.

Il muro di cinta sito all’angolo delle due vie è imbrattato con scritte ingiuriose inneggianti al fascismo e al nazismo, con svastiche in bella mostra.

Il muro è in questo stato indecoroso da anni. Non è l’unico esempio – purtroppo – di apologia di fascismo sul nostro territorio, ma è di gran lunga il più vistoso.
Si avvicina il 27 Maggio, la prima giornata nazionale dell’antifascismo indetta dall’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Abbiamo da poco celebrato il 25 Aprile, anniversario della Liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista.

Celebreremo a breve il 70° dell’approvazione della Costituzione antifascista che vieta – supportata poi anche dalle leggi Scelba e Mancino – l’uso di simboli, gesta e propaganda propria del disciolto partito fascista e riconducibile a contenuti di odio e razzismo.

Abbiamo manifestato il 20 maggio scorso a Milano per sostenere il diritto all’accoglienza e ad una vita dignitosa, venendo attaccati mediaticamente (e non solo) da movimenti di estrema destra.

In molti comuni sono interdetti gli spazi pubblici a gruppi, partiti e associazioni che si rispecchiano negli ideali fascisti: CasaPound, Forza Nuova, Lealtà e Azione, Avanguardia Nazionale, DoRa, ecc.
Occorre ripulire il muro di via Cattaneo, subito!
È questo il biglietto da visita che mostriamo a chi entra nella nostra città?

È così che rispettiamo la nostra storia? La storia anche di Muggiò, dei suo partigiani – come Michele Robecchi – che proprio su via Mazzini svolsero importanti azioni quali posti di blocco contro i tedeschi, imboscate ai fascisti ed altri atti di resistenza.
Se è vero che il fascismo è un crimine e non un’opinione – come la pensa chi scrive – allora un po’ di buona volontà non guasta per sistemare le cose.

Quelle scritte offendono e deridono le istituzioni locali, le associazioni e i partiti cittadini, tutti i muggioresi.
Ripuliamo il muro, subito!

E lavoriamo quotidianamente per la pace, la democrazia, per gli ideali antifascisti.

Muggiò, 25 Maggio 2017

Claudio Rendina

Segretario Partito della Rifondazione Comunista

Circolo di Muggiò

prcmuggio@tiscali.it

muro

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[2\4] Biciclettata nel Grugnotorto

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 29 marzo 2017

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[26\03] Salta in bici per manifestare contro i tagli ai bus!

Posted by PRC Muggiò su sabato 18 marzo 2017

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Quando si parla di coerenza…

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 15 marzo 2017

zanantoniPietro Zanantoni , ex sindaco di Muggiò ed esponente di Forza Italia, si è lasciato sfuggire durante il Consiglio Comunale del 7 marzo una frase, apparentemente insignificante.

L’argomento era la modifica del Regolamento cimiteriale.

Anzitutto va rammentata l’esigenza di nuovi loculi nel cimitero comunale, un annoso problema che ha impegnato le vecchie come le nuove giunte.

Zanantoni ha voluto ricordare la posa dei colombari in vetroresina nel 2010 in risposta alle richieste di tumulazione, dopo aver paradossalmente bocciato il progetto che la giunta Fossati, redatto assieme al PRC, di ampliamento degli spazi cimiteriali.

Opera che dalla bocca del suo primo sostenitore viene definita “sotto un certo profilo abbastanza un obbrobrio”.

All’epoca scoppiarono feroci polemiche: si fa la cresta sui morti, la struttura non è consona né rispettosa, si segnalano fuga di gas, liquami e cattivi odori.

Nel bilancio di mandato 2009-2013 il lavoro viene così giustificato:

[…] la realizzazione di nuovo corpo colombari presso il cimitero comunale, platea di fondazione ed opere accessorie e n. 60 nuovi loculi in vetroresina. Nell’ambito dei lavori di ampliamento capienza del cimitero comunale si è reso necessario un intervento definibile di “urgenza” derivante dalla pressante richiesta di nuovi colombari che di fatto risultavano essere in esaurimento. Pertanto, sorta tale necessità, sono stati realizzati i nuovi loculi con un approccio innovativo sia nei materiali che nella costruzione permettendo di ottemperare alla esigenza in tempi molto rapidi. Risorse impiegate: € 112.000, circa.

Costi però lievitati. Come si osserva su infonodo.org:

[…] Carlo Fossati perse le elezioni e Pietro Zanantoni tornò a sedersi sulla poltrona di sindaco.
Come prima cosa chiese al funzionario di essere ragguagliato sull’urgenza relativa al cimitero. Avuto il report dalla funzionaria De Martini, lo mise in un cassetto per diversi mesi decidendo poi (la Giunta) di acquistare dalla ditta Bosisio i loculi in vetroresina. Costo pattuito 78mila euro che diventano 112mila quando sette mesi dopo i loculi vengono consegnati. Col tempo, per rendere decente “il pollaio” vengono spesi altri soldi per un totale di circa 150mila euro.

150 mila euro. Per un “obbrobrio”.

I Comuni hanno spesso le mani legate dai patti di stabilità, ma anche dove si intentano piccoli interventi la cattiva amministrazione e le politiche miopi vengono alla luce, magari dopo anni e magari dalla bocca dei responsabili stessi!

Muggiò merita di meglio, merita amministratori capaci e proposte lungimiranti e sostenibili.

La proposta di Rifondazione Comunista è esposta a chiare lettere nel programma elettorale:

[…]Vogliamo una maggiore cura del cimitero, luogo della memoria di tutti, laici e credenti, che ad oggi conosce solo aumenti tariffari; anche le parti esterne del cimitero devono avere il decoro che compete a questa struttura a partire dalla messa in sicurezza dei muri di cinta e dei vialetti e la realizzazione del giardino delle rimembranze (previsto dalla Legge Regionale e dal Piano Cimiteriale) che potrà servire per la dispersione delle ceneri.
Siamo per l’abbattimento degli inadeguati loculi in vetroresina trasferendo le salme in spazi più decorosi a spese del Comune.

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Il lavoro al nostro tempo

Posted by PRC Muggiò su martedì 7 marzo 2017

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Leggi il comunicato di solidarietà del PRC Muggiò.

Succede che un imprenditore voglia aprire un’attività produttiva senza assumere manodopera e che perciò si rivolga ad una “cooperativa” a cui delega tutta la gestione della produzione e del personale.

Succede però che la “cooperativa”, costituita a stragrande maggioranza da lavoratori stranieri, non applichi il contratto di lavoro previsto, non paghi malattia, straordinari e ferie ed inoltre il “responsabile” si renda colpevole di molestie sessuali.

Succede che i lavoratori si arrabbino, si organizzino in un sindacato, scioperino ed ottengano il licenziamento del “responsabile” e la sostituzione della “cooperativa”.

Succede che la nuova “cooperativa” (che non a caso si chiama Etika, con la Kappa), continui a comportarsi come la precedente, i vari incontri con le parti risultino inconcludenti e che di conseguenza continuino anche gli scioperi ed i presidi ai cancelli.

Succede allora che l’imprenditore chieda che i lavoratori iscritti al sindacato non lavorino più per lui, licenziandoli di fatto. Alla faccia del “lavoro di squadra e affiatamento” pubblicizzati negli slogan aziendali.

Succede quindi che la “cooperativa” convochi altri lavoratori in sostituzione di quelli licenziati i quali però bloccano i cancelli dell’azienda per impedirne l’accesso.

Succede che questi ultimi vengano manganellati dai carabinieri, (clicca e guarda il video) i media ne parlino ed intervengano finalmente le Autorità per tentare di trovare una soluzione condivisa.

Succede anche che in Consiglio Comunale c’è chi – tra le massime cariche cittadine – vuole salvare capra e cavoli, l’imprenditore e i lavoratori depredati dei diritti contrattuali, il manganello e il manganellato, il boia e il condannato.

Non è la sceneggiatura di un film ma è quanto avvenuto e sta avvenendo alla TONCAR di via Sondrio a Muggiò tra i 90 lavoratori organizzati dal SOL COBAS e la proprietà dell’azienda.

Una situazione che evidenzia quanto ormai il lavoro manuale non sia un valore in sé ma accessorio come tanti altri del processo di produzione e come tale venga usato. Un accessorio così come vengono considerati i lavoratori stessi, sostituibili a seconda dei capricci del padrone e delle fluttuazioni di mercato: si veda la K-Flex di Roncello e le centinaia di lavoratori in presidio contro i licenziamenti di massa e la delocalizzazione della fabbrica attuata per ridurre i costi del lavoro oppure la lotta dei mesi precedenti dei lavoratori licenziati da Marcegaglia che mise in vendita un sito produttivo a Sesto S.Giovanni per ottenere liquidità utile per operazioni finanziarie e immobiliari; o ancora l’annosa vicenda Panem, dove i litigi famigliari tra proprietari hanno bloccato un intero sito produttivo.

E’ la stessa filosofia che sta alla base del Job Act, dei voucher, delle norme sugli appalti, dell’abolizione dell’Art. 18, tutti aspetti del lavoro affrontati con la legge di iniziativa popolare ed i referendum proposti dalla CGIL dei quali però ad oggi nessuno ne parla.

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Giorno del Ricordo o della memoria corta?

Posted by PRC Muggiò su domenica 5 febbraio 2017

Abbiamo più volte fatto notare la tragica narrazione della realtà dei terribili momenti vissuti dalle popolazioni al confine italo-jugoslavo, costruita abilmente per alimentare il sentimento nazionalista antislavo e anticomunista.

Nel 2015 è stata organizzata una mostra, realizzata con documenti storicamente autentici, che per due mesi ha occupato la galleria della Coop di Muggiò, per tentare di ridare un senso storico non distorto alla commemorazione, che come è organizzata oggi pecca di strabismo ed è lesiva della verità e della memoria di tutti coloro i quali nelle foibe ci sono finiti da innocenti, italiani o jugoslavi che fossero.

La mostra era organizzata dall’ANPI ed ha visto alla sua inaugurazione la presenza della Amministrazione comunale.

LA FOTO – NIENTE MENO CHE UN FALSO STORICO – CHE VIENE PUBBLICIZZATA QUEST’ANNO SUL MANIFESTO DELL’INIZIATIVA PER IL 10 FEBBRAIO ERA TRA QUELLE PRESENTI NELLA MOSTRA!

img_20170130_150502Questa foto, che nell’immaginario collettivo, rappresenterebbe la malvagità dei soldati slavi intenti a fucilare degli inermi istriani per poi gettarli nelle foibe,

ALTRO NON è CHE LA FUCILAZIONE, DA PARTE DEI SOLDATI ITALIANI, DI OSTAGGI SLOVENI CATTURATI DURANTE L’OCCUPAZIONE FASCISTA ITALIANA.

Molte sono state le occasioni di smentita della veridicità della foto, ma è utile ricordare quella che venne messa in onda nella trasmissione Porta a Porta condotta da Bruno Vespa per la giornata del ricordo del 2012.

Ospiti in studio, tra gli altri, gli storici Raoul Pupo e Alessandra Kersevan.

In quell’occasione, seguita da miloni di italiani emerge, con enorme disappunto di Bruno Vespa, che la foto non mostra la fucilazione di vittime italiane da parte dei feroci partigiani titini. Tutt’altro. Alessandra Kersevan, fa notare che la foto ritrae la fucilazione di cinque ostaggi sloveni da parte delle truppe italiane durante l’occupazione italiana della Slovenia (1941-1943). Raoul Pupo interviene sulla questione solo quando viene interpellato direttamente dalla Kersevan e conferma che il contenuto dell’immagine è completamente opposto a quanto viene fatto passare nella trasmissione.

Quando è costretto a prendere atto che la foto ritrae effettivamente ostaggi sloveni fucilati da un plotone d’esecuzione italiano, il conduttore si giustifica dicendo che l’immagine è tratta da un libro sloveno ma non si scusa per il macroscopico errore

In effetti la fotografia è stata scattata nel villaggio di Dane, nella Loška Dolina, a sudest di Lubiana. Si sa anche il giorno in cui la foto fu scattata, il 31 luglio 1942, e addirittura i nomi dei fucilati:
Franc Žnidaršič, Janez Kranjc, Franc Škerbec, Feliks Žnidaršič, Edvard Škerbec.

Come nella Wehrmacht e nelle SS, anche nell’Esercito italiano si documentavano stragi e crimini, salvo tenerli nascosti negli anni successivi per confermare il (finto) cliché del «buon soldato italiano».

A protestare contro il clamoroso errore è addirittura il Ministero degli esteri sloveno che segnala al Comune di Bastia Umbra l’uso improprio della fonte. Altre volte lettere giungono da storici indipendenti come Alessandra Kersevan, Claudia Cernigoi e Sandi Volk. Le reazioni sono spesso di scuse (con la conseguente rimozione del materiale iconografico da siti online), ma in alcuni casi – quali quella dell’assessore alla cultura di Bastia Umbra Rosella Aristei – si procede ad un’improbabile giustificazione dell’uso della foto come denuncia simbolica della violenza, esecrabile in tutte le sue varie forme.

La vicenda della foto di Dane ha il suo apice in una lettera di protesta spedita direttamente al presidente Napolitano da parte di Miro Mlinar, Presidente dell’Associazione dei combattenti per i valori della lotta di liberazione nazionale di Cerknica (Slovenia), offeso dal fatto che l’immagine fosse stata addirittura pubblicata impropriamente sul sito del Ministero degli interni italiano.

Il Presidente dell’Associazione dei combattenti slovena sostiene che è stata proprio la pubblicazione sul sito ufficiale italiano a giustificare in seguito l’uso scorretto della foto, facendola diventare uno strumento improprio per aizzare l’odio verso il popolo sloveno. Per questo suggerisce a Napolitano di spostare la data del Giorno del ricordo al 10 giugno, «data del vero inizio delle tragedie del popolo italiano.» A quanto risulta Napolitano non si è nemmeno degnato di rispondere a Mlinar.

Purtroppo la storia è piena di bufale, falsità e revisionismi e proprio per questo motivo compito delle istituzioni è di verificare con estrema attenzione le fonti delle informazioni che ricevono.

Il manifesto affisso dal Comune di Muggiò e firmato dal Sindaco Maria Fiorito va subito ritirato o sostituito e va fatta ammenda nel corso dello spettacolo stesso, nel rispetto della storia e della memoria.

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TONCAR: SCIOPERARE PER I DIRITTI E’ GIUSTO!

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 1 febbraio 2017

Rifondazione Comunista sosProtesta-a-Muggio-lavoratori-Toncar-sulle-barricate-588b096d0cb8a2.jpgtiene e solidarizza con i lavoratori dell’azienda di imballaggi Toncar di Muggiò, che hanno scioperato dinanzi al luogo di lavoro con le bandiere del sindacato di base Sol Cobas.

I lavoratori rivendicano l’applicazione del contratto collettivo nazionale del loro settore, rispettando i minimi contrattuali e i diritti connessi. Si chiede inoltre che le cooperative appaltatrici tutelino i dipendenti e non li sfruttino per meri interessi economici, dettati dalle scadenze d’appalto.

Vengono denunciate per di più vessazioni e molestie sul posto di lavoro.

La situazione intollerabile è aggravata dall’intervento delle forze dell’ordine, che hanno represso la giusta protesta.

Il titolare dell’azienda dichiara che questa situazione mette “in imbarazzo l’azienda”.

L’imbarazzo più grosso però è il fatto che si continua a ottene profitti sulla pelle dei lavoratori.

Il circolo muggiorese di Rifondazione intende inviare questo breve messaggio ai lavoratori in protesta e alle sigle sindacali, appoggiando lo sciopero in corso e quelli futuri.

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Tagli al trasporto pubblico

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 25 gennaio 2017

La demenziale decisione della giunta provinciale di Monza e Brianza di eliminare le linee di autobus z225 e z227 e’ figlia di una concezione del trasporto pubblico locale non come un servizio essenziale su cui investire in ossequio all’art.3 della Costituzione (e’ compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese), ma come un ramo secco da tagliare.

Non importa se a pagarne le conseguenze saranno migliaia di persone che vedranno peggiorare le loro condizioni di vita, l’importante è far quadrare i bilanci.

Secondo noi diverse linee pubbliche, per le loro caratteristiche specifiche, non saranno mai in attivo ma avranno sempre bisogno del sostegno della fiscalità generale.

Il pasticcio della cosiddetta “eliminazione delle province”, con conseguente ridimensionamento delle funzioni e taglio dei fondi a favore dello Stato, rende ancora piu’ confusa la situazione perche’ chiama in causa Governo e Regione Lombardia in un balletto nel quale gli interessi dei cittadini sono i primi ad essere sacrificati… noi non dimentichiamo che la regione preferisce stanziare centinaia di milioni per finanziare la BREBEMI, la Pedemontana o il gran premio di Monza piuttosto che investire nel trasporto pubblico, mentre il governo, dopo aver fatto cassa con la finta abolizione delle province ha trovato in pochi giorni 20 miliardi per le banche!

Ciò genera contraddizioni anche all’interno delle istituzioni locali, tra la provincia e i sindaci dei comuni interessati, tutti a guida PD, e c’è voluta la correttezza della senatrice PD Ricchiuti per andare alla radice del problema, con una interrogazione al ministro dei trasporti Delrio..

Ad oggi solo la continua e costante mobilitazione dei cittadini permetterà di far cambiare idea alle istituzioni tutte, Provincia, Regione e Stato, e per quanto possibile il P.R.C. sara’ in prima linea a sostenere le ragioni del bene comune.

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Dopo di Noi. Un’occasione da non perdere

Posted by PRC Muggiò su giovedì 22 dicembre 2016

Giungono voci, sempre più frequenti, di sviluppi finalmente positivi sul Dopo di Noi a Muggiò.

disabili-1Il progetto ha una storia lunga e sterile, rimpallato di amministrazione in amministrazione, oggetto di ipotesi serie come di proposte elettoralistiche.

I constanti rinvii hanno frenato a tal punto il progetto da far ritenere impercorribile la strada di creare nel breve-medio periodo dei luoghi di residenza e convivenza tra persone affette da disabilità, specie quando queste perdono l’indispensabile aiuto dei loro genitori.

Ma sembrerebbe che qualcosa ora si sia sbloccato.

Pare che sia arrivata la proposta di un privato intenzionato a donare un immobile direttamente all’Associazione Aurora, l’associazione che raggruppa i genitori dei disabili muggioresi; uno stabile dotato di notevoli metrature che, previa ristrutturazione, potrà ospitare un Dopo di Noi sul territorio comunale. La proposta è giunta all’attenzione del direttivo dell’Associazione che ha provveduto a coinvolgere i tecnici comunali, il Sindaco e lo staff del donatore, già usciti per un sopralluogo dello stabile.
L’ipotesi sembra estremamente seria, perché non si parla di un privato qualsiasi ma della vedova dell’industriale Brugola, recentemente scomparso, in possesso della Cascina Brugola, lo stabile oggetto della donazione (o dell’affido).

Come Rifondazione Comunista di Muggiò pensiamo che se davvero la vedova Brugola donasse quell’immobile direttamente all’Associazione Aurora, allora si determinerebbero le condizioni affinché il complesso meccanismo di una fondazione dedicata alla realizzazione del progetto Dopo di Noi si metta finalmente in moto. Solo a quel punto infatti i possibili attori della fondazione – Associazione Aurora, Amministrazione Comunale, vedova/azienda Brugola ed altri privati che volessero concorrere alla realizzazione – avrebbero l’interesse e si potrebbero veramente riunire con pari dignità e ruolo, senza che i diretti interessati, rappresentati dall’Aurora, vengano chiusi o incanalati in soluzioni estemporanee e/o improvvisate, senza nessuna prospettiva strategica (che politicamente è l’aspetto che più ci interessa).

La struttura, una volta resa funzionale e fruibile, potrà essere gestita da una Fondazione – come nel progetto originario – che comprenda l’Associazione Aurora, il Comune, il donatore privato e i soggetti interessati dalla proposta.

Ci saranno tanti problemi.

Ovviamente il Comune avrà tutto l’interesse a sostenere una futura fondazione, e per questo magari potrebbe dover rinunciare ad incamerare gli oneri di urbanizzazione delle opere necessarie a ristrutturare la cascina o contribuire organizzativamente e/o economicamente in qualche altra forma.

L’Associazione Aurora dovrà maturare, diventare adulta, ed accettare la sfida che la donazione di un simile bene le assegna; ma questo non può che rinsaldare la forza e la comunione d’intenti che fino ad oggi ha tenuto assieme questa fragile e delicata realtà del nostro territorio.

La vedova, ma anche i privati che successivamente dovessero farsi avanti con ulteriori donazioni e contributi, dovranno perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale, senza secondi fini di qualsiasi natura.

Oggi sono solo voci.

Ma sono voci che lasciano ben sperare! Ci auguriamo che l’Aurora accetti la donazione e che il Comune si impegni a facilitare il percorso per poi concorrere a costituire una fondazione efficiente e partecipata. Ci auguriamo che la volontà politica per il bene comune possa far superare tutti gli ostacoli tecnici ed amministrativi.

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VINCE IL NO: il comunicato del Comitato per il NO di Muggiò

Posted by PRC Muggiò su sabato 10 dicembre 2016

REFERENDUM, HA VINTO ANCORA LA COSTITUZIONE

L’espressione della sovranità popolare è netta e inequivocabile: la Costituzione fondata sull’equilibrio tra i poteri dello Stato è salva ancora una volta. Un grande esercizio di democrazia ha respinto una riforma che avrebbe pesantemente minato le fondamenta della Carta Costituzionale conquistata dalla Resistenza.

riformaNonostante una campagna che da subito è stata plasmata dal governo stesso come plebiscito sulla sua tenuta, utilizzando modalità sprezzanti per un sistema democratico, che è stata condotta sovente con vuoti slogan propagandistici, che ha esulato dai contenuti reali della riforma, siamo orgogliosi di aver mantenuto un profilo rigoroso di discussione e dibattito nel merito.

Nella nostra città come in tutto il Paese, siamo scesi nelle piazze, abbiamo organizzato momenti di sensibilizzazione e abbiamo promosso il dibattito con un unico fine: far vivere e diffondere i principi di libertà, eguaglianza e giustizia della nostra Costituzione e dimostrare gli effetti deleteri che questa riforma avrebbe comportato.

L’ottimo risultato ottenuto nella competizione referendaria, che a Muggiò ha visto una netta affermazione del “no” con il 56,59% dei voti a fronte di un’affluenza del 76,28%, non esaurisce il nostro compito.

Come abbiamo chiarito sin dal principio, a nostro giudizio i problemi del nostro Paese non scaturiscono dalla Carta Costituzionale, bensì dalla sua mancata applicazione da parte di una classe politica distante dai bisogni diffusi.
Urge un rinnovamento democratico, etico e qualitativo.

I nostri più sentiti ringraziamenti a tutte le cittadine e a tutti i cittadini che hanno scelto ancora una volta la Costituzione repubblicana e antifascista, e a tutti i militanti delle associazioni che con il loro incessante lavoro hanno permesso di ottenere questo risultato straordinario.

Viva la Costituzione, viva la democrazia!

Comitato per il NO Referendum Costituzionale – Muggiò

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