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L’analisi del dopo voto

Posted by PRC Muggiò su martedì 6 aprile 2010

Dopo voto. Accelerare la costruzione della Federazione e l’offensiva a sinistra

di EDOARDO BELMONTE

Parola d’ordine: accelerare
Accelerare. Questa la parola d’ordine risuonata nel corso della riunione fiume del Consiglio nazionale della Federazione della sinistra, riunito venerdì 2 aprile nella sala Libertini della direzione nazionale del Prc a Roma per esaminare i risultati elettorali e trarne le prime indicazioni politiche e conseguenze pratiche.
Accelerare non una, non due, nemmeno tre, ma quattro volte: accelerare la costruzione effettiva della Federazione, accelerare l’offensiva unitaria verso la sinistra, accelerare la mobilitazione comune di tutte le opposizioni contro il governo Berlusconi, accelerare i referendum su acqua, nucleare, precarietà. E non per sfuggire l’obbligo di approfondire con acume critico, e autocritico, il risultato elettorale e l’annosa crisi delle sinistre in cui si colloca, bensì per cercare di coniugare l’elaborazione con l’iniziativa politica e viceversa.

Analisi del voto
Il verdetto negativo delle urne è inconfutabile. Da qualunque punto lo si osservi: l’affermazione, apparentemente incontrovertibile, della maggioranza berlusconiana e l’ulteriore, inquietante avanzata della Lega; l’emorragia costante di consensi di una sinistra che non riguadagna efficacia e fiducia alla propria azione politica; l’evolvere quasi simmetrico dell’astensionismo per un verso e del populismo per un altro; la disaffezione nei confronti di una politica percepita come sempre più assorta in interessi particolari e distolta dai problemi reali. Tutte quante condizioni che son quasi incallite. E su cui la discussione interna può innestare un catalogo di osservazioni e puntualizzazioni tra loro differenti e persino distanti.
C’è chi legge nel Movimento 5 stelle di Beppe Grillo un tratto marcatamente antipolitico e populista, inclinato verso il giustizialismo di destra, e chi vi ravvisa piuttosto una sorta di “astensionismo attivo” che invia segnali anche alla sinistra. C’è chi nell’impinguarsi dell’astensione pesa la disaffezione verso una politica incapace di intervenire sui problemi reali e strozzata da un bipolarismo sempre più omologato oltreché ricattatorio per mezzo del voto utile. C’è chi osserva come nel caso italiano il populismo si ammanti di sinistra in modo mistificatorio, evocando bisogno di giustizia ma trascurando del tutto quella sociale. C’è chi considera il reinsediamento sociale e territoriale come sola condizione per recuperare consenso e chi mette in guardia circa il rischio di ripiegamento dottrinario senza adottare un vocabolario completamente nuovo. (E ancora altre osservazioni e analisi i cui argomenti vorremmo poter rendere fruibili meglio e nella loro interezza attraverso il dibattito e gli interventi su questo sito).

continua …

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