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Posts Tagged ‘ANPI’

MATRIMONIO DI IDEALI TRA M5S E FORZA ITALIA

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 26 luglio 2017

L’estrema destra ringrazia

La seduta del Consiglio Comunale di Muggiò di giovedì 20 luglio ha approvato una mozione (QUI IL TESTO) che impegna il Comune a vietare la concessione di spazi pubblici a gruppi che si richiamano all’ideologia fascista o razzista e a farsi carico del mantenimento della memoria storica antifascista e dei valori Costituzionali con iniziative culturali nelle scuole e nei luoghi di aggregazione.

Andando con ordine:

  1. molti Comuni, in tutta Italia, hanno assunto, modificandolo, un testo base redatto da associazioni antifasciste come l’ANPI che va nella direzione di un maggiore impegno politico nel contrasto al nascere e diffondersi delle nuove destre e nell’applicazione delle leggi Scelba e Mancino e della Costituzione.
    1924_-_la_voce_del_paese_basta_al_fascismo_-_vignetta_di_gal.jpgLa preoccupazione nasce dal fatto che organizzazioni e partiti che più o meno velatamente si rifanno a ideologie fasciste, naziste e razziste, stanno compattando attorno a loro alcuni militanti, avvezzi anche ad azioni squadriste (irruzioni in Consigli Comunali, aggressioni, parate fasciste, intimidazioni, propaganda abusiva).
    Tra questi gruppi spicca – nel territorio brianzolo – Lealtà Azione, Forza Nuova, Fronte Nazionale, a loro volta “nascosti” in altrettante associazioni e Onlus legate al modo della carità e del benessere animale.
    Tale mozione in Brianza è stata presentata negli anni scorsi in vari Comuni, come Monza, Desio e Nova Milanese. A Monza hanno votato a favore 22 consiglieri su 25, contrari solo una consigliera di FI e uno della Lega, un astenuto.

  2. Nei congressi locali e provinciali l’ANPI ha invitato tutte le sezioni attive a presentare la mozione antifascista in ogni Comune. Così ha fatto anche la sezione muggiorese “Michele Robecchi”. Il testo è poi stato firmato e presentato dal PD e dalla lista civica Insieme per Muggiò.
    Rifondazione Comunista Muggiò, nel programma elettorale del 2014, propone – sulla scia delle mozioni approvate in quel periodo in tutta Italia – che “i regolamenti comunali, ove appropriato, escludano aggregazioni, manifestazioni, spazi e presenze di associazioni, circoli o gruppi di ispirazione neofascista e neonazista su tutto il territorio comunale”.

  3. Nelle città limitrofe si assiste a scene di puro squadrismo anche nei Consigli Comunali (Monza, Desio…). Muggiò ha per ora solo visto la presenza di alcuni gruppi di estrema destra senza notare azioni significative (Forza Nuova schierata per il Giorno del Ricordo il 16 febbraio 2014, mura imbrattate con svastiche su via Cattaneo e croci celtiche su altre vie, Fronte Nazionale nel settembre 2016).
    La storia di Muggiò insegna anche cosa è stato realmente il fascismo…ben prima che andasse al potere! Nel 1921 è rimasto ucciso un ventenne invalido a causa di una squadra di fascisti in “missione”, negli anni successivi ne vengono feriti molti altri. Al termine della guerra, in ritirata, i tedeschi uccidono altri nostri concittadini.

  4. Arriviamo al Consiglio Comunale del 20 luglio.
    Contrari alla mozione sono tutti i consiglieri di minoranza: Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Solo per Muggiò (quest’ultima senza dare spiegazioni sul voto).
    Forza Italia, per bocca di Pietro Zanantoni, afferma che il voto contrario è dato da alcuni semplici motivi. In primo luogo perché si tratta di vecchie polemiche che non interessano più a nessuno e poi anche perché la storia è multiforme e non è sempre chiara come si vorrebbe credere. Segue a ruota Nadio Bonfante – sempre di FI – il quale ritiene vadano presi provvedimenti contro chiunque ma solo nel momento in cui costui danneggia cose o ferisce persone.
    Massimo Bellomo, M5S, non argomenta…usa lo slogan coniato da Grillo per cui un atto del genere sarebbe liberticida (sic!). Inoltre sostiene si tratti di pura propaganda strumentale del PD, ignorando che l’iter di tutto questo percorso non parte nemmeno dalle file del PD.

  5. Detto ciò esprimiamo soddisfazione per la mozione approvata. Una prima forma di contrasto è ora stata assunta dal Comune di Muggiò a cui dovrà poi dare seguito applicando quanto scritto.
    Siamo sconcertati e parecchio delusi dalle opposizioni che dimostrano di non riconoscersi in un elemento fondante della nostra Costituzione, l’antifascismo.

  6. Biasimiamo il M5S, incapace di approfondire e confrontarsi col problema, che in questa votazione ha accentuato una deriva reazionaria rimasta più latente in altri casi. Questa scelta serva anche da monito agli elettori antifascisti e di sinistra.
    Come nostro costume, e convincimento ideale, ci regoleremo di conseguenza nei rapporti con le forze politiche che non riconoscono l’antifascismo come coscienza sociale su cui è fondata l’Italia moderna.

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Appello: basta simboli fascisti in città!

Posted by PRC Muggiò su venerdì 26 maggio 2017

APPELLO

al Sindaco, Maria Fiorito

alla Polizia Locale

alle forze politiche

alle associazioni e cittadini

Oggetto: Muggiò è antifascista, lo devono sapere anche i muri!
Da Monza entrando in Muggiò e percorrendo via Mazzini si incrocia via Cattaneo.

Il muro di cinta sito all’angolo delle due vie è imbrattato con scritte ingiuriose inneggianti al fascismo e al nazismo, con svastiche in bella mostra.

Il muro è in questo stato indecoroso da anni. Non è l’unico esempio – purtroppo – di apologia di fascismo sul nostro territorio, ma è di gran lunga il più vistoso.
Si avvicina il 27 Maggio, la prima giornata nazionale dell’antifascismo indetta dall’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Abbiamo da poco celebrato il 25 Aprile, anniversario della Liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista.

Celebreremo a breve il 70° dell’approvazione della Costituzione antifascista che vieta – supportata poi anche dalle leggi Scelba e Mancino – l’uso di simboli, gesta e propaganda propria del disciolto partito fascista e riconducibile a contenuti di odio e razzismo.

Abbiamo manifestato il 20 maggio scorso a Milano per sostenere il diritto all’accoglienza e ad una vita dignitosa, venendo attaccati mediaticamente (e non solo) da movimenti di estrema destra.

In molti comuni sono interdetti gli spazi pubblici a gruppi, partiti e associazioni che si rispecchiano negli ideali fascisti: CasaPound, Forza Nuova, Lealtà e Azione, Avanguardia Nazionale, DoRa, ecc.
Occorre ripulire il muro di via Cattaneo, subito!
È questo il biglietto da visita che mostriamo a chi entra nella nostra città?

È così che rispettiamo la nostra storia? La storia anche di Muggiò, dei suo partigiani – come Michele Robecchi – che proprio su via Mazzini svolsero importanti azioni quali posti di blocco contro i tedeschi, imboscate ai fascisti ed altri atti di resistenza.
Se è vero che il fascismo è un crimine e non un’opinione – come la pensa chi scrive – allora un po’ di buona volontà non guasta per sistemare le cose.

Quelle scritte offendono e deridono le istituzioni locali, le associazioni e i partiti cittadini, tutti i muggioresi.
Ripuliamo il muro, subito!

E lavoriamo quotidianamente per la pace, la democrazia, per gli ideali antifascisti.

Muggiò, 25 Maggio 2017

Claudio Rendina

Segretario Partito della Rifondazione Comunista

Circolo di Muggiò

prcmuggio@tiscali.it

muro

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25 Aprile a Monza

Posted by PRC Muggiò su domenica 9 aprile 2017

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FUORI I FASCISTI DALLE NOSTRE CITTA’!

Posted by PRC Muggiò su sabato 8 aprile 2017

Giovedi 6 aprile in concomitanza con l’iniziativa nazionale ANPI a Roma “Continuando il buon cammino”, gruppi neofascisti, neonazisti e razzisti hanno provocato e minacciato la convivenza democratica nei nostri comuni.
antifaA Desio Forza Nuova e Polo Sovranista hanno interrotto il consiglio comunale a passo squadrista, insultando i consiglieri.
Nella notte striscioni e manifesti di Casapound hanno imbrattato la Stazione ferroviaria di Monza e vie contigue (leggi il comunicato ANPI MB).
Nelle settimane scorse ad Arcore, Meda e ancora Monza, si sono date appuntamento forze della galassia nera, nostalgiche del boia Mussolini.
Altri ancora provocano in vista della Festa di Liberazione, il 25 aprile.
Quante camionette di squadristi vogliono sopportare le amministrazioni? Stanno aspettando che qualcuno ci rimetta la pelle, come nel passato?
Chiudere subito le loro sedi e i loro covi, negare ogni forma di spazio pubblico e privato, denunciare e condannare fascisti e nazisti a piede libero, ristabilire l’ordine democratico e sociale, ridare dignità ai valori della Resistenza: questi gli imperativi!

Applichiamo la legge Scelba (20 giugno 1952 n.645): LEGGI

Applichiamo la legge Mancino (25 giugno 1993 n.205): LEGGI

Blocchiamo la galassia nera del’estrema destra: CONSULTA IL LAVORO ANPI

Applichiamo ai regolamenti comunali clausole antifasciste: LEGGI ESEMPIO

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Staffetta partigiana per il NO

Posted by PRC Muggiò su venerdì 28 ottobre 2016

staffetta

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[16\5 Monza] NO alla riforma costituzionale

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 4 maggio 2016

noriforma

Zagrebelsky: i 15 motivi per dire NO alla ‘riforma’ Renzi

Nella campagna per il referendum costituzionale i fautori del Sì useranno alcuni slogan. Noi, i fautori del NO, risponderemo con argomenti. Loro diranno, ma noi diciamo.

1. Diranno che “gli italiani” aspettano queste riforme da vent’anni (o trenta, o anche settanta, secondo l’estro)

Noi diciamo che da quando è stata approvata la Costituzione – democrazia e lavoro – c’è chi non l’ha mai accettata e, non avendola accettata, ha cercato in ogni modo, lecito e illecito, di cambiarla per imporre una qualche forma di regime autoritario. Chi ha un poco di memoria, ricorda i nomi Randolfo Pacciardi, Edgardo Sogno, Luigi Cavallo, Giovanni Di Lorenzo, Junio Valerio Borghese, Licio Gelli, per non parlare di quella corrente antidemocratica nascosta che di tanto in tanto fa sentire la sua presenza nella politica italiana. A costoro devono affiancarsi, senza confonderli, coloro che negli anni hanno cercato di modificare la Costituzione spostandone il baricentro a favore del governo o del leader: commissioni bicamerali varie, “saggi” di Lorenzago, “saggi” del presidente, eccetera. È vero: vi sono tanti che da tanti anni aspettano e pensano che questa sia finalmente “la volta buona”. Ma questi non sono certo “gli italiani”, i quali del resto, nella maggioranza che si è espressa nel referendum di dieci anni fa, hanno respinto col referendum un analogo tentativo, il tentativo che, più di tutti gli altri sembrava vicino al raggiungimento dello scopo. A coloro che vogliono parlare “per gli italiani”, diciamo: parlate per voi.

Continua a leggere, CLICCA QUI.

 

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Referendum: la coerenza del NO dell’ANPI

Posted by PRC Muggiò su venerdì 12 febbraio 2016

Carlo Smuraglia, Presidente nazionale ANPI – anpi.it

ANPI 11.02.2016

anpiNella riunione del Comitato nazionale dell’ANPI, del 21 gennaio, si è ampiamente ed approfonditamente discusso circa la riforma del Senato e la legge elettorale e sulla proposta di aderire ai Comitati referendari già costituiti. La discussione è stata veramente apprezzabile, per la ricchezza e la serietà delle argomentazioni e per la compostezza del confronto. Si partiva dalla proposta del Presidente di aderire ai Comitati referendari già costituiti sull’una e sull’altra legge, tutta fondata sul tema della coerenza nella intransigente difesa della Costituzione, secondo la linea perseguita dell’ANPI negli ultimi due anni.
Sulla relazione vi sono stati molti consensi e sono state manifestate alcune perplessità e preoccupazioni, che hanno contribuito – anch’esse – alla valenza complessiva del dibattito, consentendo di arrivare, alla fine, ad un voto sostanzialmente unitario (solo tre astensioni).

In effetti, proprio per il contributo della discussione e del confronto, si è pervenuti, non solo all’esito positivo già indicato, ma anche alla definizione – ai fini della chiarezza – delle modalità e delle “condizioni” che devono caratterizzare l’ingresso dell’ANPI nella compagine referendaria. Questi aspetti, resi evidenti ed esposti nelle conclusioni del Presidente, possono essere così sintetizzati:

l’ANPI aderisce alla iniziativa referendaria in stretta coerenza con la linea seguita per due anni sul tema della riforma del Senato e sulla legge elettorale, qualificata fin dalla prima manifestazione, al Teatro Eliseo di Roma, come “una questione di democrazia”. La conseguenza logica della approvazione delle due leggi in termini poco diversi rispetto a quelli iniziali, è che la parola va data alle cittadine e ai cittadini perché si esprimano liberamente, senza pressioni e soprattutto senza “ricatti”.

nell’aderire ai Comitati referendari già costituiti, l’ANPI mantiene la sua piena autonomia e la sua piena libertà di azione e di giudizio, impegnandosi peraltro a contribuire ad un efficace svolgimento della campagna referendaria, basata, prima di ogni altra cosa, su una corretta e completa informazione delle cittadine e dei cittadini sui contenuti dei provvedimenti di cui si chiederà l’abrogazione.

l’ANPI non è interessata – nel caso particolare delle riforme – ai problemi più specificamente “politici” (il “plebiscito”, la tenuta e le sorti del Governo, etc.); per la nostra Associazione il tema è solo quello dell’intransigente difesa della Costituzione da ogni “stravolgimento” che rimetta in discussione le linee portanti (anche della seconda parte) ed i valori di fondo; considera la Riforma del Senato e la legge elettorale, così come approvate dal Parlamento, un vulnus al sistema democratico di rappresentanza ed ai diritti dei cittadini, in sostanza una riduzione degli spazi di democrazia;

l’ANPI esclude la collocazione della battaglia referendaria nel recinto di un qualsiasi schieramento politico, nonché ogni altra opzione politica che non sia quella, appunto, della salvaguardia della Costituzione;

l’ANPI, che attualmente ha oltre 120.000 iscritti e un’organizzazione estesa all’intero territorio nazionale, deve godere di una rappresentatività all’interno dei Comitati referendari, adeguata a ciò che essa rappresenta, in tema di iscritti e di valori;

l’ANPI ritiene che – rispetto alle Assemblee pubbliche, pur talora necessarie – debbano essere privilegiati gli incontri e le iniziative di contatto e rapporto con i cittadini attraverso la formazione di Comitati locali, ampi ed aperti e rivolti soprattutto alla popolazione, per informare e convincere sui complessi temi in discussione;

si ritiene opportuno che i Comitati referendari, se non lo hanno già fatto, provvedano alla costituzione di esecutivi snelli e dotati di particolare autorevolezza, in grado di coordinare ed intervenire con indicazioni, suggerimenti e proposte, anche in rapporto con i comitati locali che si andranno costituendo;

l’ANPI si riserva di assumere anche iniziative autonome, ma non confliggenti con quelle dei Comitati, per informare sulla posizione assunta e sulle sue caratteristiche anche di autonomia, nonché su tutte le questioni che riguardano le due leggi in discussione.

Questi sono i connotati fondamentali e le “condizioni” dell’adesione dell’ANPI ai Comitati referendari.

Sotto il profilo interno, è evidente che questo ci impegna a dare il nostro contributo, in sede nazionale e in periferia, allo sviluppo della campagna referendaria, con iniziative, con la costituzione dei Comitati, con tutti i mezzi e gli strumenti di informazione e di convincimento.

Naturalmente, ci sono due condizioni “interne”, perché tutto questo si possa svolgere regolarmente: la prima dipende strettamente dalla concomitanza con la campagna congressuale, che culminerà nel Congresso nazionale a metà maggio. Bisogna riuscire a far bene l’una e l’altra cosa, considerando l’importanza che assume per la nostra Associazione, il Congresso, che è occasione di confronto, ma anche e soprattutto di definizione della linea che si adotterà per il futuro.

La seconda è che in una associazione pluralista come la nostra ci saranno certamente opinioni anche diverse da quella prevalsa nel Comitato nazionale; e del resto, alcune perplessità e preoccupazioni sono emerse anche in quella sede. Ebbene, la parola chiave è: “rispetto” di tutte le opinioni, pur nel contesto dell’attuazione delle decisioni assunte. Ognuno sarà libero di votare come crede, quando verrà il momento; ma oggi sono da evitare azioni ed iniziative che contrastino con la linea assunta dal massimo organo dirigente, così come devono essere – da parte di chi è convinto della bontà e della giustezza della decisione adottata – evitati toni e comportamenti che in qualche modo possano apparire prevaricatori. L’ANPI è perfettamente in grado di mantenere la sua preziosa unità se tutti rispettano le regole, le decisioni adottate e – al tempo stesso – le opinioni diverse.

C’è troppo da fare per continuare a discutere all’infinito: c’è il Congresso e ci sarà la campagna referendaria. Dunque, c’è lavoro in abbondanza è c’è, soprattutto, la convinzione e la certezza che ciò che facciamo, in piena autonomia e con assoluta attenzione all’identità ed ai valori dell’ANPI, è funzionale al bene del Paese e della collettività e soprattutto all’intransigente (e non conservatrice) salvaguardia della Costituzione.

Non escludiamo la possibilità di iniziative anche autonome, per illustrare e chiarire la nostra posizione e per indicare positivamente (lo ripeto per l’ennesima volta, non siamo per la conservazione dell’esistente a tutti i costi) ciò che si potrebbe (e si dovrebbe) fare, semmai, per superare alcuni difetti del bicameralismo “perfetto”, senza stravolgere la Costituzione, prendendo esempio anche da esperienze già realizzate in altri Paesi.

Pertanto, è opportuno “attrezzarsi”, conoscere bene la legge di riforma del Senato, conoscere bene la legge elettorale, per poterne indicare e spiegare i difetti, i limiti e le ragioni per cui ne chiediamo la cancellazione.

È un momento delicato e complesso; ancora una volta, questo costituirà motivo e stimolo per un impegno solido e convinto.

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Errare è umano, perseverare diabolico

Posted by PRC Muggiò su lunedì 1 febbraio 2016

Ancora una volta la maestra Fiorito viene bocciata in Memoria Storica.

Esattamente un anno fa pubblicammo un articolo (https://prcmuggio.wordpress.com/2015/02/11/giornata-della-memoria-e-giorno-del-ricordo-accostamento-aberrante/) per denunciare la bassezza storica dell’Amministrazione di centrosinistra, erede delle politiche “culturali” (se così si possono chiamare) della passata Amministrazione di centrodestra.

È stato pubblicizzato sui canali istituzionali e addirittura sul gruppo Facebook dell’ANPI di Muggiò un volantino che sponsorizza eventi in occasione della Giornata della Memoria (27 gennaio) e del Giorno del Ricordo (10 febbraio) come se fossero la stessa cosa!

Manca solo la firma dell’assessore alla cultura (che firmò l’anno scorso, dimissionaria oggi) e ci si presenta lo stesso volantino. Ancora si ripete quell’accostamento subdolo e aberrante denunciato da molti storici.

Riproponiamo il testo dell’articolo pubblicato un anno fa, nella speranza di mettere fine alle ipocrisie della storia e ai revisionismi interessati. Invitiamo pertanto le cittadine e i cittadini a BOICOTTARE LA SERATA teatrale del 10 febbraio 2016 (e non la presentazione del libro del 3 febbraio) organizzata dal Comune di Muggiò fintanto che le istituzioni – nate dall’immenso sacrificio della Resistenza antifascista – commettano l’errore storico di equiparazione delle due date e di revisione degli eventi storici della Resistenza e della guerra civile jugoslava.
Invitiamo inoltre i cittadini e le istituzioni a contattarci per un dibattito franco ed una discussione storica seria e non viziata da strumentalizzazioni.

La storia insegna ma non ha scolari” (Antonio Gramsci).

———————————–

Giornata della Memoria e Giorno del Ricordo, “accostamento aberrante”

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 11 febbraio 2015

Sindaco ed assessore alla cultura del comune di Muggiò hanno firmato e propagandato questo volantino:

Volantino

Due giornate nazionali accostate come se fossero equiparabili.

Non si tratta solo di un errore storico ma di una forma subdola ed “aberrante” – per dirla con le parole dello storico Miccoli che nel ’76 scriveva questo articolo: http://www.diecifebbraio.info/2013/05/risiera-e-foibe-un-accostamento-aberrante-articolo-di-giovanni-miccoli-del-1976/ – di revisionismo.

Riportiamo qui due articoli redatti dal gruppo Wu Ming Fundation e Dieci Febbraio Millenovecentoquarantasette che trattano il tema maldestramente cavalcato dall’amministrazione comunale.

Ci solleva il fatto che almeno non abbiamo assistito a manifestazioni nostalgiche come negli anni passati.

FOIBE O ESODO? 24 FAQ SUL GIORNO DEL RICORDO di Wu Ming Fundation: clicca qui per leggere tutto.

[…] 3. Perché la «Giornata della memoria» va bene e il «Giorno del ricordo» no?

La monetizzazione politica della Shoah da parte del sionismo ha sempre colpito il neoirredentismo nostrano, che ha cercato di mutuarne spregiudicatamente i meccanismi di legittimazione. Nel dopoguerra l’unico frasario disponibile per riprodurre il paradigma vittimario era quello dell’olocausto, così si iniziò a parlare di «genocidio delle genti giuliane», facendo inorridire storici come Giovanni Miccoli dell’IRSML, che lo definì un «accostamento aberrante»[3].
Poi arrivò la guerra nell’ex-Jugoslavia, il massacro di Srebrenica permise di giocare sullo stereotipo dell’atavica barbarie orientale-balcanica e così un nuovo vocabolo, la “Pulizia etnica” (ma in verità esisteva già “bonifica etnica”, usata storicamente per descrivere la snazionalizzazione della Venezia Giulia operata dal fascismo), soppiantò il genocidio che tuttavia rimase in sordina per poi riemergere proprio nel linguaggio del giorno del Ricordo, strategicamente piazzato due settimane dopo quello della Memoria a scimmiottarne nome e forma.
Lo scopo malcelato è quello di ingenerare confusione – vedasi le «Foibe Ardeatine», tragicomica crasi segnalata da Federico Tenca Montini[4] – tra due episodi incomparabili: da un lato una commemorazione mondiale dal significato universale, dall’altro una commemorazione di impianto nazionale. Uno squilibrio che si manifesta a ogni livello di questo accostamento: emigrazione equiparata a deportazione, epurazioni politiche e rese dei conti equiparate a sterminio e massacri indiscriminati.
Interessante è anche confrontare i significati simbolici dei giorni prescelti dalle due commemorazioni: mentre nella giornata della memoria si celebra la liberazione di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche – la fine del male per gli ebrei – dall’altra parte si celebra la firma del trattato di pace – l’inizio del male secondo una certa narrazione esule – un male che continua e che idealmente soltanto la restituzione delle terre sottratte o dei “beni abbandonati” potrebbe chiudere.
Se proprio si volesse prendere ad esempio la giornata della memoria si dovrebbe indicare una data che celebrasse la fine delle ostilità, magari il 10 novembre, firma del Trattato di Osimo. Nessuna associazione di esuli lo accetterebbe, quella data in zona suscita ancora malumori (riemersi persino in recenti avventure politiche, come MTL) ma se non altro significò la normalizzazione dei rapporti italo-jugoslavi e la fine definitiva delle ostilità fra i due paesi. In realtà il giorno del Ricordo non ricopia quello della memoria, ma ne è un detournement: si ricalcano gli aspetti emotivi ma si perseguono diverse finalità. […]

L’ACCOSTAMENTO TRA I GENOCIDI OPERATI DAL NAZIFASCISMO E LE COSIDDETTE “FOIBE” E’ UN ABOMINIO STORIOGRAFICO di Dieci Febbraio Millenovecentoquarantasette: clicca qui per leggere tutto.

Il parallelo che viene talvolta tracciato, in alcuni ambienti e circostanze, tra “Auschwitz” – o altri luoghi ed episodi della violenza genocidaria nazifascista – e le cosiddette “foibe”, è un abominio storiografico che va rigettato con sdegno.

Simili accostamenti sono fuorvianti dal punto di vista storico e sono profondamente diseducativi dal punto di vista didattico, quando vengono usati come espediente per inculcare negli studenti certe interpretazioni “semplificate” dei fatti accaduti nel corso della II Guerra Mondiale. Sono accostamenti insostenibili sotto il profilo morale, innanzitutto, in base ad elementari considerazioni: di carattere numerico (il “conteggio dei morti” ha una sua importanza nella storiografia, ed è ipocrita affermare il contrario); di carattere logico (non avrebbe avuto senso per il movimento partigiano e lo Stato jugoslavo nascente pianificare operazioni di “pulizia etnica” contro chicchessia, visto che quello Stato si fondava sul suo carattere multi-nazionale e internazionalista e gli italiani furono una componente importante dello stesso Esercito Popolare di Liberazione, con ben quattro Divisioni di combattenti inquadrate al suo interno); di opportunità politica (equiparare la violenza strutturale e programmatica del nazifascismo a qualsivoglia episodio criminale avvenuto ad opera delle altre parti in conflitto era e dovrebbe rimanere esclusiva dei reduci ed eredi del nazifascismo stesso).

Già negli anni Settanta, il professor Giovanni Miccoli ebbe occasione di intervenire con parole cristalline su questo tema, scrivendo un articolo che rimane -purtroppo- attualissimo. Diciamo “purtroppo” perché l’aria è cambiata, dagli anni Settanta ad oggi, al punto che persino l’A-B-C della Storia e della storiografia va riaffermato. Così, in troppi casi registriamo che proprio quell’accostamento aberrante (così lo definì Miccoli) viene proposto in tutte le sue più incredibili varianti […]

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[12\12] Seregno non commemori i fascisti!

Posted by PRC Muggiò su venerdì 4 dicembre 2015

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Nel mio Paese nessuno è straniero

Posted by PRC Muggiò su lunedì 9 novembre 2015

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No ai fascisti a Meda!

Posted by PRC Muggiò su domenica 27 settembre 2015

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Il fascismo non passerà!

Posted by PRC Muggiò su giovedì 27 agosto 2015

Le ragioni in più per una mobilitazione ininterrotta contro i vecchi e nuovi fascismi.

Invitiamo compagni e compagne, cittadini e cittadine amanti della Costituzione italiana nata dalla Resistenza a partecipare domenica 30 agosto ad Agrate al presidio antifascista indetto dall’ANPI dalle ore 9 alle ore 12 per contrastare l’iniziativa che il gruppo neofascista di Forza Nuova terrà in una piazza del Comune e il 12 settembre alle 21 a Cantù alla assemblea di protesta e denuncia per dire No al festival neonazista che è convocato in quei giorni.

Saranno i primi impegni di una stagione difficile, che richiede una mobilitazione ininterrotta contro i vecchi e nuovi fascismi.

Il presidio di Forza Nuova ad Agrate e il raduno neonazista di Cantù non sono solo rievocazioni di fantasmi passati, ma fenomeni politici pericolosissimi ben radicati nel presente, e accelerati da un apparato mediatico ignorante e bugiardo, che fomenta odio e razzismo (oggi una testata di destra diceva che i soldi dei disabili non ci sono perchè con quelli si paga il vitto ai rifugiati).

Che fascisti e i nazisti si possano impunemente radunare e fare la loro propaganda è di per sè una offesa alla Costituzione e ai martiri della Resistenza e dell’Olocausto e ora che, con la progressiva scomparsa degli ultimi superstiti dei campi e della Resistenza italiana ed europea, più subdola e pericolosa è la funzione del revisionismo storico, del negazionismo e dell’invito alla conciliazione o all’oblio, maggiore è la nostra responsabilità nella tenuta e nella qualificazione dell’antifascismo, sganciato dalla retorica e capace di far fronte ai problemi del presente.

il-fascismoOggi infatti quelle ideologie e quelle tendenze svolgono una funzione precisa nel quadro europeo, in una crisi senza fine e dentro scelte politiche della UE che gettano in povertà interi paesi europei (come la Grecia), precarizzano il lavoro, distruggono lo stato sociale, imponendo politiche di austerità.

L’Europa fa i conti anche con le politiche guerrafondaie che ha condotto negli ultimi 20 anni, con le conseguenze della guerra in Irak, in Afganisthan, con l’ultima impresa neocoloniale libica, con le politiche di spoliazione che le multinazionali hanno condotto in Africa: l’immigrazione di massa è un dato strutturale e le sue cause si moltiplicano: guerra, fame, disoccupazione, speranza di una vita migliore.

Mentre migliaia di uomini, donne e bambini muoiono nel mediterraneo annegato o soffocati nelle stive o stremati dalle violenze e dalle fatiche, altri riescono sbarcare in italia, in qualche isola greca e ora si aprono la strada in Europa anche attraverso la Macedonia e la Serbia, la politica neoliberista della EU, incapace di progettare una europa accogliente, multiculturale, aiutata dai migranti a uscire dalla crisi e dalla stagnazione alimenta il rinascere delle destre naziste e razziste, da Salvini a Forza Nuova.
Per questo è irresponsabile politicamente che prefetti e questori e sindaci non capiscano la novità della situazione e il suo carettere eccezionale. Le istituzioni non possono essere neutrali in uno scontro politico epocale.

Antifascismo ora e sempre come antidoto alla barbarie.

Giovanna Capelli
Segretaria Federazione di Monza

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“Testa per dente” – presso la COOP di viale Lombardia

Posted by PRC Muggiò su lunedì 6 aprile 2015

Crimini fascisti in Jugoslavia 1941/1945
IMMAGINI e TESTI dai TERRITORI OCCUPATI
e dai campi di concentramento italiani per civili slavi

Testa per Dente alla COOP Lombardia

Lo scopo della mostra è fornire uno strumento didattico e culturale che serva da stimolo per colmare un grave “vuoto” di informazione nella memoria storica collettiva, soprattutto presso i giovani.
Le verità sulle tragiche vicende legate alle avventure imperialiste del fascismo italiano (in particolare quelle verso la sponda orientale dell’Adriatico), pur essendo note da tempo fra gli studiosi più attenti, sembrano essere continuamente rimosse (per non dire censurate) da parte degli organi più o meno ufficiali di informazione e divulgazione nella nostra Repubblica.
In questa mostra si vuole rappresentare la violenza e i soprusi del regime fascista perpetrati in Jugoslavia nel periodo dal 1941 al 1945 dopo il quale la sete di vendetta e la deprecabile violenza popolare scaturì nella barbarie delle foibe.

La mostra è consultabile anche online a questo link.

Altro materiale utile a ricostruire la memoria storica è il video Fascist Legacy (“L’eredità del fascismo”), un documentario in due parti sui crimini di guerra commessi dagli italiani durante la seconda guerra mondiale, realizzato dalla BBC e mandato in onda nei giorni 1 ed 8 novembre 1989.
Il video, e alcuni dei crimini italiani in Jugoslavia, sono documentati (a questo indirizzo) a partire dal minuto 16:40.

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Esposizione in Brianza della mostra “TESTA per DENTE”

Posted by PRC Muggiò su venerdì 20 marzo 2015

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Solidarietà all’ANPI di Muggiò

Posted by PRC Muggiò su martedì 28 ottobre 2014

Venuti a sapere dell’attacco subito dall’ANPI locale, i compagni del circolo di Muggiò di Rifondazione Comunista intendono esprimere la propria vicinanza e solidarietà all’associazione antifascista e ai suoi membri.

Non è da escludersi una matrice politica in questo gesto e questo fatto ci rende ancora più sconcertati e vigili.antifa

Il territorio brianzolo, Monza in primis, si è spesso dimostrato un terreno fertile per il proliferare delle nuove (e vecchie) destre fasciste, naziste e razziste.

Troppe formazioni (da Casapound, a Lealtà Azione, a Leone Crociato) presidiano e agiscono a macchia di leopardo sul nostro territorio, chi con azioni politiche, chi culturali, chi violente.

L’occupazione di Piazza Duomo a Milano – nel corso della manifestazione xenofoba della Lega – è la lampante dichiarazione d’intenti di una nuova pericolosa formazione politica.

Anche a Muggiò abbiamo registrato la massiccia presenza di forzanuovisti nel corso della celebrazione del Giorno del Ricordo dello scorso anno a supporto di una relatrice fin troppo invischiata nei salotti dell’estrema destra.

Rifondazione sostiene l’antifascismo e invita quindi tutti i sinceri antifascisti ad essere vigili sul proprio territorio e promotori della cultura democratica nata in seno alla Resistenza.

Leggi il comunicato ANPI

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Lutto per la morte del partigiano Carlo FANTIN

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 9 aprile 2014

I partigiani Margherita Redetti e Carlo Fantin

I partigiani Margherita Redetti e Carlo Fantin

  Esprimiamo cordoglio per la scomparsa del partigiano Carlo Fantin e solidarietà ai suoi familiari.

  Dopo l’otto settembre 1943, seguito dallo sbandamento dell’esercito nazionale, nel marzo del 1944 Carlo si unisce ad un battaglione partigiano di Giustizia e Libertà con il nome di battaglia “SCAFFA”, e lì combatte per la Libertà fino al 25 aprile 1945.

  Rifondazione Comunista lo ricorda con gratitudine oltre che per aver partecipato alla lotta di Liberazione, anche perchè ha sempre contribuito a mantenere vivo presso le generazioni che si sono soccedute lo spirito antifascista che lo ha animato.

 

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COMUNICATO STAMPA

Posted by PRC Muggiò su lunedì 17 febbraio 2014

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CONTRO OGNI REVISIONISMO, ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Domenica 16 febbraio 2014 Muggiò ha celebrato il Giorno del Ricordo.

L’Amministrazione comunale, in gran completo e al seguito del Sindaco Zanantoni, ha organizzato la celebrazione allestendo una mostra e invitando a parlare l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

Tra gli inviti spicca colei che ha chiuso la giornata con la lettura di una preghiera: Francesca Montagni Marchiori, dell’Ass. Battaglione Bersaglieri Volontari “Benito Mussolini” di nostalgica memoria.

Rifondazione Comunista ha indetto una presenza antifascista contro l’infausta scelta dell’Amministrazione di dare spazio a con chi – con un’operazione di revisionismo – strumentalizza la giornata a scopi personali e politici, dando rilievo istituzionale a chi fiancheggia ideali combattuti dai nostri Partigiani e vietati dalla Costituzione Repubblicana.

Alla presenza antifascista c’erano molte persone, e tra queste le forze sociali, a partire dall’ANPI locale e provinciale – che ha diffuso un comunicato di sdegno –, e la partecipazione di esponenti politici locali (da SEL, al M5S, al PD), fino al Comitato Beni Comuni di Monza e Brianza, rinforzando la presenza dei tanti antifascisti.

Inqualificabili le dichiarazioni del Sindaco Zanantoni, che parlando a nome della città ha utilizzato il suo ruolo per una sequela di scorrettezze storiche e politiche, atte alla riabilitazione di alcune pagine oscure della nostra storia e alla strumentalizzazione politica, lasciandosi altresì andare a gravi insulti nei confronti non solo dei partecipanti antifascisti, presenti in piazza a debita distanza, ma delle stesse istituzioni, laddove ha sostenuto che il Presidente della Repubblica in tema di foibe ha pronunciato dei falsi storici.

La protesta pacifica, sotto gli occhi attenti delle forze dell’ordine, si è conclusa sulle note di “Bella ciao”, voltando le spalle alla signora Montagni Marchiori. Alcuni militanti dell’estrema destra (4 o 5, forti anche della presenza al loro fianco di paramilitari) hanno rotto gli indugi e cercato lo scontro fisico al grido di “Assassini”, rivolto alle donne, ai giovani, ai rappresentati e ai cittadini antifascisti – muggioresi e non – presenti.

L’intervento delle Forze dell’ordine ha impedito ai quattro o cinque militanti destroidi di attaccare alle spalle gli antifascisti, ma le parole di difesa della Costituzione e di pretesa di legalità – seriamente minacciata – sono state infangate da dichiarazioni oltraggiose e di parte.

Denunciamo i fatti avvenuti a Muggiò: il Sindaco ha commesso reato di vilipendio del Presidente della Repubblica; i pochi partecipanti alla chiamata del Sindaco si sono mostrati violenti e schierati “militarmente” per la difesa di un aberrante ideale politico, sconfitto dalla storia e dalla Resistenza.

AMMINISTRATORI DI MUGGIO’, INDIGNATEVI TUTTI!

Oggi in piazza qualcuno ha ignorato la Costituzione Repubblicana, e noi abbiamo cercato di impedirlo!

Muggiò, 16 Febbraio 2014

Partito della Rifondazione Comunista

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Muggiò non ci sta!

Posted by PRC Muggiò su giovedì 13 febbraio 2014

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IL COMUNICATO DELL’ANPI DI MUGGIÒ AL SINDACO:

Oggetto: celebrazioni ufficiali del giorno del ricordo a Muggiò

(16 febbraio ore 10:00)

All’att.ne del Sindaco, Dott. Pietro Stefano Zanantoni.

Con la presente, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Muggiò – sezione “”Michele Robecchi”, vuole dimostrare lo sdegno per la scelta effettuata dall’Amministrazione comunale, da Lei presieduta, di invitare, in occasione delle celebrazioni per la “Giornata del Ricordo”, la signora Francesca Montagni Marchiori, vicepresidente dell’associazione battaglioni bersaglieri volontari “Benito Mussolini” e vicina alle posizioni dell’organizzazione nazifascista denominata “Unione per il Socialismo nazionale “RSI”.

Rammentiamo ancora una volta che l‘apologia delfascismo è un reato previsto dalla legge n. 645 del 1952 che vieta ad un’associazione, movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque il perseguimento di finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.

I nostri Padri costituenti nelle disposizioni transitorie e finali della Carta Costituzionale repubblica del 1948 sancirono a chiare lettere il divieto perentorio di ricostituzione, sotto qualsiasi forma, del defunto partito fascista.

Chiediamo quindi a Lei, signor Sindaco, di tornare sui suoi passi e di ripensarci, ricordandole come tale scelta si scontri con gli esempi di resistenza e di libertà che hanno saputo dare molti cittadini muggioresi durante l’occupazione nazifascista dell’Italia centrosettentrionale.

I nomi di alcuni di quei nostri eroi sono scolpiti su una lapide proprio nel cortile interno della Villa Municipale e rappresentano un tassello fondamentale della nostra storia comune e non sarà certamente un improvvido comizio a scalfire la memoria e l’identità collettiva dei muggioresi che rimane profondamente radicata nei valori di libertà e democrazia.

In occasione della celebrazione della “Giornata del Ricordo”, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia parteciperà alla manifestazione con una forma di protesta silenziosa per rispetto di tutti coloro che sono stati ingiustamente e barbaramente uccisi e gettati nelle foibe perché siamo convinti che nessun uomo abbia il diritto di decidere della vita o della morte di un altro uomo.

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BLACK DAWNS – La storia non è finita!

Posted by PRC Muggiò su martedì 2 ottobre 2012

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Lutto per la morte del partigiano Umberto DIEGOLI

Posted by PRC Muggiò su sabato 14 gennaio 2012

DIEGOLI UMBERTO PARTIGIANO COMBATTENTE DELLA 3° GAP RUBINI (Brigate Garibaldi), ex deportato politico nel campo di concentramento di Mauthausen  è deceduto la notte del 13 gennaio 2012.

I funerali si svolgeranno a Muggiò in piazza Garibaldi, presso la chiesa S. Pietro e Paolo, lunedì 16 gennaio alle ore 15,30.

Esprimiamo al figlio Marco ed ai familiari  i nostri sinceri sentimenti di cordoglio e di solidarietà.

Il partigiano Umberto Diegoli

Il partigiano Umberto Diegoli

Nato a Monza il 23 maggio 1926. 
Professione: operaio ribattitore presso la Breda (sezione V: Aeronautica) di Sesto.

Arrestato la mattina del 13 febbraio 1944 presso la sua abitazione, a Monza, per aver preso parte, a 17 anni, ad un’azione partigiana (attentato alla Casa del Fascio di Sesto del 10 febbraio 1944). 
In un rapporto del febbraio 1944 del Gabinetto di Prefettura di è scritto: Diegoli Umberto, classe 1926 – “Confessa di aver lanciato due bombe e di aver partecipato ad altri attentati”. 

Incarcerato a Monza, trasferito poi a S. Vittore, trasferito a Fossoli il 27 aprile 1944.  
Inviato il 21 giugno 1944 a Mauthausen, e lì giunto il 24 giugno 1944.
Trasferito il 5 luglio 1944 a Wels presso la fabbrica ” Flugzeugwerke Wels”. 
Trasferito quindi a Linz.
Evaso da Linz il 10 aprile 1945 con Antonio Paleari.

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