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Posts Tagged ‘appello’

Appello: basta simboli fascisti in città!

Posted by PRC Muggiò su venerdì 26 maggio 2017

APPELLO

al Sindaco, Maria Fiorito

alla Polizia Locale

alle forze politiche

alle associazioni e cittadini

Oggetto: Muggiò è antifascista, lo devono sapere anche i muri!
Da Monza entrando in Muggiò e percorrendo via Mazzini si incrocia via Cattaneo.

Il muro di cinta sito all’angolo delle due vie è imbrattato con scritte ingiuriose inneggianti al fascismo e al nazismo, con svastiche in bella mostra.

Il muro è in questo stato indecoroso da anni. Non è l’unico esempio – purtroppo – di apologia di fascismo sul nostro territorio, ma è di gran lunga il più vistoso.
Si avvicina il 27 Maggio, la prima giornata nazionale dell’antifascismo indetta dall’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Abbiamo da poco celebrato il 25 Aprile, anniversario della Liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista.

Celebreremo a breve il 70° dell’approvazione della Costituzione antifascista che vieta – supportata poi anche dalle leggi Scelba e Mancino – l’uso di simboli, gesta e propaganda propria del disciolto partito fascista e riconducibile a contenuti di odio e razzismo.

Abbiamo manifestato il 20 maggio scorso a Milano per sostenere il diritto all’accoglienza e ad una vita dignitosa, venendo attaccati mediaticamente (e non solo) da movimenti di estrema destra.

In molti comuni sono interdetti gli spazi pubblici a gruppi, partiti e associazioni che si rispecchiano negli ideali fascisti: CasaPound, Forza Nuova, Lealtà e Azione, Avanguardia Nazionale, DoRa, ecc.
Occorre ripulire il muro di via Cattaneo, subito!
È questo il biglietto da visita che mostriamo a chi entra nella nostra città?

È così che rispettiamo la nostra storia? La storia anche di Muggiò, dei suo partigiani – come Michele Robecchi – che proprio su via Mazzini svolsero importanti azioni quali posti di blocco contro i tedeschi, imboscate ai fascisti ed altri atti di resistenza.
Se è vero che il fascismo è un crimine e non un’opinione – come la pensa chi scrive – allora un po’ di buona volontà non guasta per sistemare le cose.

Quelle scritte offendono e deridono le istituzioni locali, le associazioni e i partiti cittadini, tutti i muggioresi.
Ripuliamo il muro, subito!

E lavoriamo quotidianamente per la pace, la democrazia, per gli ideali antifascisti.

Muggiò, 25 Maggio 2017

Claudio Rendina

Segretario Partito della Rifondazione Comunista

Circolo di Muggiò

prcmuggio@tiscali.it

muro

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Una firma contro il fascismo

Posted by PRC Muggiò su sabato 19 dicembre 2015

Petizione per la messa fuori legge e lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste e neonaziste

20151215_firma_contro_fascismo_234x330Brianza Popolare aderisce alla campagna per lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste e neonaziste che è partita il 12 dicembre scorso. Da subito è dunque possibile firmare on line la petizione ospitata sulla piattaforma change.org. La forma è quella di una lettera al Presidente della Repubblica e ai Presidenti di Camera e Senato, la sostanza è quella di sollevare con forza il problema della sempre più ampia tolleranza e legittimazione istituzionale di cui godono le tesi e i gruppi nazifascisti nel nostro paese. E l’obiettivo immediato è quello di superare le 100mila firme entro aprile.

Il comitato promotore della campagna è milanese e lombardo e questo non è un caso, poiché è proprio dalle nostre parti che si sente più intensamente il tentativo dei gruppi nazifascisti di acquisire nuovi spazi e nuova legittimità, complici sia la linea fascioleghista di Salvini, che la continua banalizzazione culturale operata dalle istituzioni. Concerti nazi, raduni internazionali con il peggio del razzismo e neofascismo continentale, celebrazioni in stile ventennio dei repubblichini il 25 aprile, sdoganamenti ai massimi livelli e, ovviamente, provocazioni e aggressioni contro migranti, gay e chiunque non la pensi come loro, com’è successo solo alcuni giorni fa al liceo Tenca di Milano.

Non può bastare certamente una raccolta firme per cambiare le cose; ben altro servirà, a partire da un rinnovato radicamento nel sociale e nella quotidianità dell’antifascismo. Né possiamo nutrire alcuna illusione circa l’atteggiamento da parte delle istituzioni, perché in Italia, ahinoi, si è chiuso un ciclo e quello che chiamavamo “antifascismo istituzionale” oggi semplicemente non esiste più, se non nella retorica da ricorrenza. Ma serve senz’altro e urgentemente una nuova battaglia culturale contro i fascismi che si diffondono. Una battaglia a viso aperto, chiamando le cose con il loro nome e cercando di parlare all’insieme dei settori popolari. Ecco perché la campagna per lo scioglimento dei gruppi nazifascisti è utile e necessaria.

Invitiamo dunque a sostenere la campagna, firmando la petizione e invitando altri e altre a fare altrettanto. La petizione si trova al seguente link: Per la messa fuori legge di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste. Per chi volesse, è disponibile anche una versione cartacea per la raccolta firme.

Questo è il testo della petizione:

“Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Al Presidente del Senato Pietro Grasso
Alla presidente della Camera Laura Boldrini

Si chiede l’immediato scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste, da Forza nuova a Casa Pound a Lealtà azione alla Comunità militante dei dodici raggi e consimili, che traggono ispirazione dal passato ventennio mussoliniano come dal nazismo e che assumono come modelli di riferimento organizzazioni terroristiche e antisemite dello scorso secolo, come la Guardia di Ferro rumena e Le croci frecciate ungheresi. Diversi esponenti di questi stessi raggruppamenti sono stati in questi anni protagonisti di atti apologetici del fascismo, violenze gravissime, spesso a sfondo razziale, e per queste ragioni condannati dalla giustizia ordinaria. La volontà da parte di dette formazioni di ricostituire nel presente il partito fascista, contravvenendo alla legge, è un dato inconfutabile. La stessa Corte di Cassazione, l’8 gennaio 2010 (sentenza 19449 Quinta sezione penale), riguardo Forza nuova, ribadiva la natura «nazifascista» dell’organizzazione. Si richiede altresì da subito il divieto alle organizzazioni citate di poter accedere a spazi pubblici, all’aperto o al chiuso, per manifestazioni, convegni, concerti, raccolta firme o altre attività a fini propagandistici.”

Il Comitato promotore lombardo ad oggi (17.12.2015) è composto dalle seguenti realtà:
ANPI Sondrio, ANPI Dongo, ANPISenago, ANPI Bujanov, ANPI Crescenzago, ARCI Milano, ARCI Lombardia, ARCI Bergamo, Coordinamento ARCI Monza Brianza, ARCI Area Carugate, ARCI Scuotivento Monza, ARCI ANPI Il Farina Cassano Valcuvia, FIOM Milano, FIOM Como, FIOM Valle Camonica, Funzione Pubblica CGIL Como, USB Lecco, USB Monza Brianza, Memoria Antifascista, Lista Deportazione Mai Più, Primarosa Pia figlia del superstite Natale Pia – Mauthausen-Gusene nipote di Vittorio Benzi morto a 17 anni a Mauthausen, Adesso Basta, Amici e Compagni di Luca Rossi, Rosa Piro Mamma di Dax, Davide Brega Presidente Associazione Dax, Associazione Dax16 Marzo 2003, Alternativa libertaria/FdCa Nord Est, Associazione Amici e Familiari di Fausto e Iaio, Associazione Culturale Punto Rosso, AssociazioneNazionaledi Amicizia Italia – Cuba, Ass. Naz Libero pensiero Giordano Bruno, Casa Rossa Milano, Casa Rossa40 Lamezia Terme, Centro Culturale Concetto Marchesi, Circolo Anarchico Ponte dellaGhisolfa, Comitato beni comuni Monza e Brianza, Collettivo Badalùc Vittorio Veneto, Haidi Giuliani, Comitato Carlo Giuliani, Collettivo PN REBEL Pordenone, Comitato mamme Roma Città Aperta, Comitato Resistenza e Costituzione Brugherio, Coordinamento noi diciamo No ai Neofascisti a Cantù, Democrazia Atea Italia, Claudia Cernigoi giornalista, La Nuova Alabarda Trieste, Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito, Martesana libera e antifascista, NO MOUS Milano, Osservatorio democratico sulle nuove destre, Osservatorio democratico sulle nuove destre Varese, Osservatorio Antifascista Cremonese, Osservatorio Antifascista Vittoriese, Osservatoriosui fascismi Trentino Alto Adige, Palestra popolare Brugherio, Per non Dimenticare Varalli e Zibecchi, Rete Antifascista Sondrio, Rete Antifascista Alto Milanese, Rete antifascista provincia di Varese, Rete della conoscenza, Ross @, Sentinelli di Milano, Zona 3 per la Costituzione.

 

Naturalmente sono aperte le adesioni individuali e di gruppo che, speriamo, siano moltissime.

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La casa del Partito

Posted by PRC Muggiò su giovedì 12 novembre 2015

La casa del partito di Monza e Brianza

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Kunduz, non è stato un incidente… e il governo PD si prepara a bombardare in Iraq

Posted by PRC Muggiò su venerdì 9 ottobre 2015

Chiedi anche tu #IndependentInvestigation

10636849_10154484383322195_3658152536376460104_oIl bombardamento USA contro l’ospedale MSF a Kunduz rappresenta la più grave perdita di vite umane mai subita dalla nostra organizzazione durante un attacco aereo: 12 operatori ‪‎MSF e 10 pazienti, tra cui 3 bambini, sono stati uccisi.

Questa mattina la presidente internazionale di MSF Joanne Liu ha tenuto un discorso al Palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra: “Non è stato solo un attacco contro il nostro ospedale, è stato un attacco contro le Convenzioni di Ginevra, stabilite per proteggere i civili nei conflitti, compresi pazienti, operatori e strutture sanitarie. È inaccettabile. Oggi diciamo basta. Anche la guerra ha delle regole”.

Chiediamo un’investigazione completa, trasparente e indipendente condotta dalla Commissione d’Inchiesta Umanitaria Internazionale, un organo che esiste ma che non è mai stato usato.

Chiediamo agli Stati firmatari di attivare la Commissione per stabilire la verità e riaffermare lo status di protezione degli ospedali nei conflitti.

Abbiamo bisogno che tu stia con noi. Dobbiamo insistere insieme per ottenere un’investigazione indipendente. Mostraci la tua solidarietà e il tuo supporto  condividendo sui social network foto e messaggi con la richiesta #IndependentInvestigation.

In Afghanistan, dove siamo dal 1980, lavoriamo esclusivamente grazie a fondi privati e non accettiamo finanziamenti da nessun governo.

————————————————————————————————————————-

Sosteniamo l’appello di Medici Senza Frontiere… e inorridiamo alla deriva del governo PD che, coerentemente con la manomissione della Costituzione che da mesi porta avanti, in questi tragici giorni macchiati dal crimine USA contro l’ospedale di Medici Senza Frontiere cerca un’ennesima foglia di fico per aggirare l’articolo 11 della Costituzione:

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali

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Primarie Lombardia – NOI SOSTENIAMO ANDREA DI STEFANO

Posted by PRC Muggiò su sabato 1 dicembre 2012

Quello che ci serve

Quello che ci serve

Noi cittadine e cittadini che abitano la Brianza sosteniamo con convinzione la candidatura di Andrea Di Stefano.
Il nostro territorio deve essere riconsegnato alla buona politica, alle persone che in questi anni hanno messo in pratica le migliori prassi di sostenibilità sociale, economica e ambientale.
Andrea è un candidato autorevole, credibile, etico ed “eretico”, capace di rappresentare il bisogno diffuso di discontinuità e rinnovamento.
La Lombardia deve voltare pagina dopo vent’anni di dittatura ideologica, da luogo di promozione e sperimentazione del neoliberismo estremo, affaristico e clientelare, può divenire un esempio di innovazione e buon governo, dove il lavoro, la salute, l’ambiente, il territorio siano fattori di vivibilità, benessere, redistribuzione ed equità e non ambiti di sfruttamento e di depredazione economico/finanziaria.
Andrea esprime dei valori e dei vincoli programmatici nei quali ci riconosciamo: difesa dei beni comuni e dei diritti universali, trasparenza e bilancio regionale partecipato, welfare con più risorse, nuovo piano socio sanitario per garantire i livelli essenziali di assistenza sociale, lavoro e reddito minimo garantito, economia responsabile e solidale, stop al consumo del suolo e piano energetico regionale, scuola pubblica e progressivo cambiamento nella distribuzione delle risorse, nuovo piano regionale mobilità controllo del traffico e incremento trasporti regionali pubblici.
Andrea propone una visione della Lombardia che può rappresentare generi, generazioni, soggettività, culture ed etnie.
Invitiamo le donne e gli uomini che credono che la politica si rinnova col contributo di tutti a sottoscrivere l’appello, ad attivarsi e attivare altre persone, usando i pochi giorni che ci separano dalle primarie del 15 dicembre per affermare un’altra Lombardia economicamente equa e socialmente solidale.

Appuntamenti:

Riunione dei Comitato Brianzolo a sostegno di Andrea Di Stefano

Venerdi 7 Dicembre alle ore 21 presso il Circolo Libertà in Corso Libertà 33 a Monza

 

Andrea Di Stefano incontra La Brianza: assemblea pubblica con il candidato.

Lunedì 10  Dicembre alle ore 21 presso il Circolo Libertà in Corso Libertà 33 a Monza

Ci trovi su fb  Comitato brianzolo a sostegno di Andrea Di Stefano

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GIU’ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!

Posted by PRC Muggiò su venerdì 20 gennaio 2012

SOTTOSCRIVI E FAI SOTTOSCRIVERE L’APPELLO “GIU’ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!”

Rispettate il risultato del REFERENDUM!

Il risultato del REFERENDUM va rispettato

Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.
Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.
A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.
Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo.

L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.
I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.
Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.
Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.
Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

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Lo SPI di Muggiò aderisce all’appello contro la cementificazione del Parco del Grugnotorto

Posted by PRC Muggiò su giovedì 5 gennaio 2012

“Anche noi dello Spi aderiamo all’appello contro un progetto che prevede di edificare nel parco un’area feste sovradimensionata rispetto alle esigenze di una comunità come quella muggiorese  rendendo inoltre possibile il consumo di un’altra parte del parco per la costruzione di un capannone industriale.

Per noi il consumo spregiudicato del territorio non può che costituire un peggioramento delle condizioni di vita di una comunità.

Siamo invece del tutto favorevoli a interventi a basso impatto ambientale che migliorino il grado di usufruibilità delle aree del parco Spi Muggiò.”

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Sì ai diritti, No ai ricatti – La società civile con la Fiom

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 5 gennaio 2011

La società civile con la Fiom: “Sì ai diritti, No ai ricatti”.
Firma l’appello di Camilleri, Flores d’Arcais e Hack

Il diktat di Marchionne, che Cisl e Uil hanno firmato, contiene una clausola inaudita, che nemmeno negli anni dei reparti-confino di Valletta era stata mai immaginata: la cancellazione dei sindacati che non firmano l’accordo, l’impossibilità che abbiano una rappresentanza aziendale, la loro abrogazione di fatto. Questo incredibile annientamento di un diritto costituzionale inalienabile non sta provocando l’insurrezione morale che dovrebbe essere ovvia tra tutti i cittadini che si dicono democratici. Eppure si tratta dell’equivalente funzionale, seppure in forma post-moderna e soft (soft?), dello squadrismo contro le sedi sindacali, con cui il fascismo distrusse il diritto dei lavoratori a organizzarsi liberamente.

Per questo ci sembra che la richiesta di sciopero generale, avanzata dalla Fiom, sia sacrosanta e vada appoggiata in ogni modo. L’inaudito attacco della Fiat ai diritti dei lavoratori è un attacco ai diritti di tutti i cittadini, poiché mette a repentaglio il valore fondamentale delle libertà democratiche. Ecco perché riteniamo urgente che la società civile manifesti la sua più concreta e attiva solidarietà alla Fiom e ai lavoratori metalmeccanici: ne va delle libertà di tutti.

Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Margherita Hack

Primi firmatari:

don Andrea Gallo, Antonio Tabucchi, Dario Fo, Gino Strada, Franca Rame, Luciano Gallino, Giorgio Parisi, Fiorella Mannoia, Ascanio Celestini, Moni Ovadia, Lorenza Carlassarre, Sergio Staino, Gianni Vattimo, Furio Colombo, Marco Revelli, Piergiorgio Odifreddi, Massimo Carlotto, Valerio Magrelli, Enzo Mazzi, Valeria Parrella, Sandrone Dazieri, Angelo d’Orsi, Lidia Ravera, Domenico Gallo, Marcello Cini, Alberto Asor Rosa.

(4 gennaio 2011)

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Io sto con Emergency !

Posted by PRC Muggiò su martedì 13 aprile 2010

Aderisci all’appello:  http://www.emergency.it/appello/form.php?ln=It

 

Tre dipendenti italiani di Emergency – un medico e altri due cooperanti – sono stati arrestati a Lashkar Gah, nel Sud  dell’Afghanistan, insieme ad altre sei persone del posto, con l’accusa (secondo quanto riporta l’agenzia Associated Press) di aver partecipato a un complotto per uccidere il governatore della provincia di Helmand. Ne dà notizia Emergency, precisando che l’arresto è stato effettuato dal contingente Nato-Isaf e dallla National Security afgana.

“Si tratta di una sporca e oscura manovra. Ma la cosa più sconvolgente è che l’Italia da otto anni ha truppe in Afghanistan per sostenere un governo che muove accuse contro medici italiani e li arresta e non c’è un rigo di commento, una presa di posizione, una richiesta di liberazione immediata o una nota di protesta da parte della diplomazia italiana”. Gino Strada prova a trattenere la rabbia per le accuse “assurde” mosse contro gli operatori italiani arrestati ieri nell’ospedale di Emergency a Lashkar Gah, ma non ci riesce. Ancor di più, “con tutto quello che l’organizzazione fa da anni per la popolazione afgana”, lo lascia perplesso il silenzio del governo italiano.

da Repubblica.it

ALCUNE ADESIONI


  • Maurizio Costanzo, giornalista
  • Generale Fabio Mini
  • Don Gino Rigoldi
  • Ettore Mo, giornalista
  • Fabio Fazio, giornalista
  • Lella Costa, attrice
  • Inge Feltrinelli, editore
  • Carlo Feltrinelli, editore
  • Amanda Sandrelli, attrice
  • Giovanni Soldini, velista
  • Vauro, vignettista e scrittore
  • Frankie Hi Nrg, musicista
  • Fiorella Mannoia, cantante
  • Piero Colaprico, giornalista
  • Marco Santin
  • Cisco, musicista
  • Banda Osiris
  • Claudio Martini, ex presidente Regione Toscana
  • Paola Turci, cantante
  • Giorgio Poidomani
  • Bebo Storti, attore
  • Gianni Mura, giornalista
  • Milly Moratti, consigliere comunale di Milano
  • Diego Cugia, giornalista e scrittore
  • Nichi Grauso, imprenditore
  • Paolo Serventi Longhi, ex segretario FNSI
  • Alessandro Gassman e tutta la compagnia teatrale di roman e il suo cucciolo
  • Carla Gravina, attrice
  • Massimiliano Fuksas, architetto
  • Enrico Mentana, Giornalista
  • Filippo Rossi, direttore Fare Futuro Online
  • Sandro Ruotolo, giornalista
  • Marco Travaglio, giornalista
  • Serena Dandini, conduttrice Tv
  • Dario Vergassola, attore
  • Nichi Vendola, presidente Regone Puglia
  • Marco Berrì, Illusionista e Conduttore televisivo
  • Maurizio Maggiani, Giornalista
  • Moni Ovadia, Attore
  • Blas Roca Rey, Attore
  • Paolo Hendel, Attore
  • Gaspare e Zuzzurro, Attori
  • Giorgio Cordini, Musicista
  • Enrico Deaglio, Giornalista
  • Elio e le Storie Tese, Musicisti
  • Antonio Cornacchione, Comico
  • Samuele Bersani, musicista
  • Mario Pondero, fotografo
  • Neri Marcorè, attore
  • Gigi Manconi, politico
  • Massimo Cirri, giornalista
  • Lella Ravasi, psicoterapeuta
  • Silvia Vegetti Finzi, psicologa e scrittrice
  • Francesca Fornaio, giornalista
  • Ottavia Piccolo, attrice
  • Claudio Bisio, attore e presentatore televisivo
  • Stefano Bollani, musicista



ShinyStat

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NDAHAR – Tre dipendenti italiani di Emergency – un medico e altri due cooperanti – sono stati arrestati a Lashkar Gah, nel Sud  dell’Afghanistan, insieme ad altre sei persone del posto, con l’accusa (secondo quanto riporta l’agenzia Associated Press) di aver partecipato a un complotto per uccidere il governatore della provincia di Helmand. Ne dà notizia Emergency, precisando che l’arresto è stato effettuato dal contingente Nato-Isaf e dallla National Security afgana.

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Appello degli intellettuali: «No al ritorno in Europa delle leggi razziali»

Posted by PRC Muggiò su venerdì 3 luglio 2009

Le cose accadute in Italia hanno sempre avuto, nel bene e nel male, una straordinaria influenza sulla intera società europea, dal Rinascimento italiano al fascismo. Non sempre sono state però conosciute in tempo. In questo momento c’è una grande attenzione sui giornali europei per alcuni aspetti della crisi che sta investendo il nostro paese, riteniamo,
però, un dovere di quanti vivono in Italia richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica europea su altri aspetti rimasti oscuri. Si tratta di alcuni passaggi della politica e della legislazione italiana che, se non si riuscirà ad impedire, rischiano di sfigurare il volto dell’Europa e di far arretrare la causa dei diritti umani nel mondo intero.
Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l’adozione di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano dai tempi delle leggi razziali. È stato sostituito il soggetto passivo della discriminazione, non più gli ebrei bensì la popolazione degli immigrati irregolari, che conta centinaia di migliaia di persone; ma non sono stati cambiati gli istituti previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti.
Con tale divieto si impedisce, in ragione della nazionalità, l’esercizio di un diritto fondamentale quale è quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani. Con una norma ancora più lesiva della dignità e della stessa qualità umana, è stato inoltre introdotto il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati. Pertanto in forza di una tale decisione politica di una maggioranza transeunte, i figli generati dalle madri straniere irregolari diverranno per tutta la vita figli di nessuno, saranno sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato. Neanche il fascismo si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali introdotte da quel regime nel 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all’aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato.
Non ci rivolgeremmo all’opinione pubblica europea se la gravità di queste misure non fosse tale da superare ogni confine nazionale e non richiedesse una reazione responsabile di tutte le persone che credono a una comune umanità. L’Europa non può ammettere che uno dei suoi Paesi fondatori regredisca a livelli primitivi di convivenza, contraddicendo le leggi internazionali e i principi garantisti e di civiltà giuridica su cui si basa la stessa costruzione politica europea. È interesse e onore di tutti noi europei che ciò non accada.
La cultura democratica europea deve prendere coscienza della patologia che viene dall’Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare in Europa. A ciascuno la scelta delle forme opportune per manifestare e far valere la propria opposizione.

Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini, Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Maurizio Scaparro, Gianni Amelio.

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