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Posts Tagged ‘BEA’

BEA e rifiuti… la solita puzza di bruciato

Posted by PRC Muggiò su lunedì 30 novembre 2015

Ci sono novità sul bando di gara indetto da Bea per la gestione dei rifiuti: e sono novità che scottano!

Dal sito del consigliere regionale Corbetta si legge, riguardo alla convenzione stipulata da Bea con Comef a seguito di un bando di gara stipulato per la turbina dell’inceneritore di Desio:

[…] il testo della Convenzione sottoscritta con Comef è stato modificato rispetto allo Schema di Convenzione allegata al disciplinare di gara!!

La cosa è gravissima, tanto che la Convenzione stessa è viziata di nullità e giustificherebbe una risoluzione del contratto in essere con Comef!

Ma, rispetto al documento pubblicato nel bando di gara, cosa è stato cambiato? Andiamo a vedere…

Per leggere tutto l’articolo CLICCA QUI.

Già in altre occasioni Rifondazione Comunista ha sentito la puzza di bruciato e ha denunciato la gestione poco trasparente del CdA di Bea il cui indirizzo politico è chiaramente dettato dal Partito Democratico brianzolo.

Il 17 novembre 2015 è pubblicato l’articolo “Da che parte sta il Partito Democratico” e nei primi mesi del 2015 è stato distribuito un volantino sul tema.

 

Che fine ha fatto la sbandierata trasparenza e legalità delle amministrazioni comunali PD?

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DA CHE PARTE STA IL PARTITO (DEMOCRATICO)?

Posted by PRC Muggiò su martedì 17 novembre 2015

Come si legge negli articoli di stampa il C.d.A. di BEA, nella seduta del 23/10/15 ha deciso in una seduta “fantasma” di soli 6 minuti l’aumento della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti portandola da 80 a 87 euro la tonnellata.

A parte l’ipervelocità decisionale dei presenti, un primo ordine di problemi che emerge dalla vicenda è la contrazione dei tempi di finanziamento dell’investimento necessario al rinnovo tecnologico dell’inceneritore (ben 15 milioni di euro!) portandolo a 3 anni invece dei 15 originariamente previsti (vedi registrazione della seduta del Consiglio Comunale del 28/09/15).
Ciò implica una modifica sostanziale del piano industriale di BEA, con l’inevitabile intervento economico dei Comuni che forse saranno costretti a riversare sui cittadini costi che prima si diceva non li avrebbero interessati.

Ma l’aspetto più grave della vicenda è secondo noi un altro.
Facciamo notare che nella relazione di accompagnamento alla delibera del Consiglio Comunale di Muggiò del 28/09/15, quella che affida per 15 anni lo smaltimento dei rifiuti a BEA e ne recepisce il piano industriale che costituisce la base dell’affidamento, una delle ragioni principali per questa decisione è la prevista progressiva riduzione delle tariffe. (Dagli 80 euro del 2016 ai 70 del 2020; vedi pagina della relazione allegata).
DeliberaCC
CostiSmaltimentoGelsiaQuindi, ad un solo mese dalla deliberazione del Consiglio Comunale, questa previsione viene smentita dal C.d.A. di BEA! E’ evidente che qui qualcuno sta facendo il gioco delle tre carte.
Altra dimostrazione ne è la tabella dei costi di smaltimento allegata alla suddetta relazione, nella quale si vede che GELSIA ha i costi di smaltimento più bassi dei concorrenti: nonostante questo si preferisce fare la scelta tutta politica (o di corrente partitica?) della fusione con CEM.

Eppure tutto tace.
L’ Amministrazione Comunale non ha niente da dire su queste pratiche elusive delle decisioni prese dagli organi istituzionali.
Ben due membri del CdA hanno ricoperto incarichi pubblici eletti tra le fila del PD: la presidente Mazzucconi, ex parlamentare, e Alberto Suppa, già assessore per il Comune di Muggiò.
Si conferma – come abbiamo già detto – la natura tutta partitica (ed opaca aggiungiamo adesso) di una operazione giocata sugli interessi dei cittadini…. a prescindere dal colore del braccialetto indossato dal Sindaco.

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Scambi azionari tra BEA e CEM – vogliamo un servizio di igiene ambientale della Brianza che sia pubblico, sostenibile e partecipato. E se si trattasse solo di cordate contrapposte?

Posted by PRC Muggiò su venerdì 13 febbraio 2015

Nel Consiglio Comunale di Muggiò del 18/12/2014 si è trattato il tema del progetto di aggregazione tra Brianza Energia Ambiente (Bea) e Consorzio Est Milano (Cem Ambiente), due dei soggetti che si occupano di rifiuti nella provincia di Monza e Brianza (all’appello mancano Gelsia Ambiente e CBM, che però è in fase di liquidazione).

Il primo passaggio contemplato nel progetto di fusione era l’emissione ex novo e il successivo acquisto incrociato di un pacchetto di azioni per un valore di 750.000 euro per cui BEA si troverebbe a possedere il 4,97% del capitale di CEM e CEM il 4,76% del capitale di BEA.

Dopo tale operazione e entro la data del 31/12/2016 le due società avrebbero dovuto o dare applicazione al Piano di Aggregazione e Sviluppo, o anticipare la fusione, o decidere anche separatamente la chiusura di tale procedimento.

Sarebbe stato un passaggio importante per la Brianza, sul quale non possiamo esimerci da alcune riflessioni e valutazioni rispetto all’intero panorama che si prospettava.

È per noi un fattore positivo se si cercasse di costruire un nuovo soggetto PUBBLICO che gestisce il ciclo dei rifiuti; noi vorremmo che avesse l’obiettivo di creare una sola società a livello provinciale, e quindi che includa anche Gelsia Ambiente.

Nel delicato e complicato ciclo dei rifiuti la proprietà pubblica è per noi essenziale per poter decidere piani industriali, tipologie e priorità d’investimento che non siano funzionali alla lottizzazione di cariche amministrative ma funzionali a:

  • Ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse economiche;
  • Ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse tecnologiche;
  • Riduzione e razionalizzazione dei Consigli d’Amministrazione societari;
  • Tutela dei lavoratori e aumento dei livelli occupazionali;
  • Rilancio di politiche pubbliche volte all’innovazione più che al profitto;
  • Razionalizzazione e migliore tracciabilità del servizio di trasporto dei rifiuti;
  • Maggiori controlli e trasparenza del ciclo dei rifiuti anche attraverso la partecipazione civica dei cittadini in organismi e/o comitati di controllo societario;

  • Sostenere l’obiettivo “rifiuto zero” avviando il processo strategico che porterà alla dismissione del forno inceneritore di Desio

E qui sta uno dei punti dirimenti.

rifitiIl piano industriale di BEA non contempla un’indicazione chiara che porti in tempi ragionevoli alla dismissione della tecnologia dell’incenerimento e alla chiusura del forno di Desio, sostituendolo con altre tecnologie che consentono il recupero spinto dei rifiuti.

Non la contempla perché non accantona le risorse economiche necessarie al “decommising” del forno, ma prevede solo pochi spiccioli per studi, generici, affidati a terzi;

quindi non siamo in presenza di un accantonamento di fondi SPECIFICO, MIRATO e FINALIZZATO.

La fusione BEA-CEM (che colpevolmente esclude l’integrazione di Gelsia Ambiente), se arrivasse a compimento porterebbe si’ alla costituzione di una nuova realtà in grado di erogare il servizio integrato di gestione dei rifiuti su 60 comuni, per un totale di 750.000 abitanti e la bellezza di 372.000 T/anno di rifiuti trattati e con l’obiettivo dichiarato di una raccolta differenziata pari all’80% …. ma così resterebbe una quantità di rifiuto indifferenziato di circa 67.000 T/anno, più che sufficiente a garantire la saturazione del forno inceneritore di Desio per gli anni futuri.

Si determinerebbe quindi una condizione che garantisce un volume costante e certo di “carburante” per l’inceneritore di Desio, che quindi rischierebbe di confermare l’incenerimento come una scelta perenne.

Ma tutta la suddetta analisi è al condizionale, perché dopo che il Consiglio Comunale di Muggiò ha votato ed approvato, primo tra i primi della classe, ecco che la meravigliosa costruzione del PD della Brianza si blocca … per supposta violazione dell’art. 2360 del Codice Civile che recita “È vietato alle società di costituire o di aumentare il capitale mediante sottoscrizione reciproca di azioni…”. Così pochi giorni dopo l’adozione della delibera muggiorese, nel silenzio imbarazzato del Sindaco e della sua obbediente maggioranza, neppure l’assemblea dei soci CEM se la sente di votare la fusione!

Ora si aprono una valanga di interrogativi, dai più banali ai più complessi:

  • Ma chi ha firmato la legittimità degli atti portati in Consiglio Comunale? Il suo operato sarà valutato nel determinare il raggiungimento degli obiettivi di rendimento?

  • Ma perché si è sponsorizzato un progetto parziale ed illegittimo? La delibera votata deve essere ritirata?

  • Si crede ancora nel progetto di realizzare una gestione pubblica del ciclo integrato dei rifiuti su base provinciale (che porti allo spegnimento del forno inceneritore di Desio, aggiungiamo noi)? In caso affermativo, cosa si mette in campo per superare il problema “tecnico” che è emerso?

  • Noi siamo per una società al al 100% di proprietà pubblica; il progetto del PD prevede l’ingresso dei privati?

  • Ma l’incidente è “tecnico” o “politico”? Nel senso, il problema sarebbe emerso se nel progetto non si fosse messa all’angolo Gelsia Ambiente? E se fosse politico prima ancora che tecnico, siamo di fronte a scontri di “visione strategica” su quale sia la scelta migliore per tutelare l’ambiente, l’occupazione ed il territorio, garantendo servizi efficienti, trasparenti e di qualità alla cittadinanza… oppure a bassi scontri tra cordate che si contendono il controllo di alcune casematte del potere politico ed economico?

  • Il contratto vigente con Gelsia, che scadeva a Dicembre, è stato prorogato di 9 mesi per avere il tempo di realizzare (o bocciare) la fusione BEA-CEM; ma nelle incertezze attuali, si stanno predisponendo gli atti per svolgere un nuovo bando di gara che assegni l’appalto del servizio rifiuti? Non è che si improvviserà una decisione senza una scelta ponderata e dirimente? È già capitato, a Limbiate, che il TAR ha annullato la gara per il passaggio del servizio da Gelsia a Bea; vogliamo trovarci nelle stesse condizioni? Ed ancora, anche a prescindere da eventuali scontri di potere tra cordate contrapposte, quali sono gli obiettivi che l’Amministrazione muggiorese perseguirà nel nuovo bando in tema di tariffazione puntuale e trattamento dei rifiuti (fabbriche del riuso, riduzione produzione di rifiuti ecc.)?

Come è evidente si tratta di scelte ed opzioni fondamentali per il futuro sociale ed ambientale del nostro territorio, opzioni che richiederebbero la messa in campo di ben altre operazioni di trasparenza e partecipazione rispetto al “braccialetto bianco” di Libera rivendicato ed indossato dal nostro Sindaco.

volantino_ciclorifiuti

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CICLO DEI RIFIUTI

Posted by PRC Muggiò su lunedì 31 marzo 2014

Parte 3. Che succede a Muggiò?

LEGGI LA PARTE 2
LEGGI LA PARTE 1

Nell’informatore comunale dello scorso Dicembre 2013, l’Assessore all’Igiene Ambientale vanta la crescita della percentuale di raccolta dal 58% trovato nel 2009 a 65 del 2012.

rifiutiEsatto il secondo dato inesatto il primo, i dati in nostro possesso ci raccontano che nel 2009 la percentuale di differenziata sfiorava il 60%. Il dato citato dall’Assessore è comunque discreto, non ottimo. Ottimo sarebbe stato il raggiungimento della percentuale programmata e fortemente voluta dal precedente Assessore con l’inserimento nel capitolato rifiuti di importanti innovazioni, tra le quali vale la pena ricordare: fornitura dei sacchi per umido e multileggero, con lo scopo di incentivare la differenziazione del rifiuto; istituzionalizzazione, con individuazione di cifre certe da investire ogni anno, delle attività di informazione nelle scuole, che in precedenza erano lasciate al buon cuore della Azienda; Pesa in piattaforma ecologica con sistema di accesso tramite CRS, per evitare furbate e diminuire la quantità di rifiuto conferito (che nel 2008 assommava la stratosferica cifra di circa 1.000 tonnellate).

Della pesa abbiamo avuto notizia consultando l’albo pretorio del Comune, in cui è stato pubblicato il progetto preliminare per la messa in funzione del sistema. Ma come? A tre mesi dalla scadenza del contratto (e 5 dalle elezioni) viene programmata l’installazione di una attrezzatura che doveva essere lì dal dicembre 2009?

In conclusione, l’Assessore non ci ha messo nulla del suo: ha semplicemente svolto il compitino lasciato dalla Giunta accusata di presunta incapacità mentre, peggio, quando avrebbe dovuto dire la sua sul ciclo dei rifiuti, vedi BEA, sì è astenuto.

Muggiò ha bisogno del ritorno (o dell’arrivo), di una classe politica competente e capace, che sappia guidare la città nelle difficili scelte che la aspettano per il futuro e che qui cercheremo di riepilogare:

1) a livello provinciale aderire fortemente al progetto di creazione di un grande multi utility della Brianza che, con regole trasparenti gestisca pubblicamente la cosa pubblica. Ci pare che l’ubriacatura privatistica abbia fatto il proprio tempo. Chi si propone per la gestione della cosa pubblica abbia passione, onestà e competenza.

2) A livello nazionale aderire al consorzio dei comuni virtuosi, con l’obiettivo di creare una massa critica utile ad affrontare il confronto con professionisti del rifiuto, con lo scopo di massimizzare i risultati, ad esempio, nell’ambito della sempre maggiore riduzione dei rifiuti non riciclabili, incrementare il riconoscimenti economici CONAI avvicinandoli a quelli degli altri stati europei.

3) A livello locale affinare e incentivare la differenziata con premi (scuole, condomini), sconti sulla tassa rifiuti (chi fa il compostaggio domestico è giusto che paghi tariffa piena?), una cultura diversa per obiettivi quali il “Rifiuto Zero”.

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CICLO DEI RIFIUTI

Posted by PRC Muggiò su venerdì 21 marzo 2014

Parte 2. La situazione in Brianza

LEGGI LA PARTE 1

Rifondazione Comunista lotta per il controllo pubblico e trasparente del ciclo dei rifiuti.

I_rifiuti

Cosa rileviamo oggi? L’Assenza totale della Provincia ( emblematica l’astensione sul piano finanziario di BEA: se ne sono lavati le mani) e mancanza di un piano d’ambito, mancanza di programmazione, assenza totale dell’azione dei Sindaci nell’indicare una strategia per la gestione del ciclo dei rifiuti in Brianza, mancanza di trasparenza.
Tre consorzi di smaltimento in concorrenza al ribasso tra di loro (BEA-CEM e Consorzio Provinciale della Brianza Milanese)
Sei aziende per la raccolta e la pulizia.
Cosa fare per il prossimo futuro per assicurare un reale controllo pubblico all’insegna della trasparenza, della partecipazione dei cittadini, rispetto delle norme vigenti e l’applicazione della sentenza della corte costituzionale di luglio 2012 n°199 (bocciatura della norma sulla privatizzazione dei servizi pubblici)?

Noi proponiamo:
1. Accorpamento per fusione dei tre consorzi di smaltimento depurati da eventuali presenze dei privato;
2. creazione delle premesse per la costituzione di un gestore unitario;
3. ridefinire il ruolo del pubblico oggi minoritario nella gestione dei rifiuti;
4. introduzione del controllo analogo nella gestione dei rifiuti.

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