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Posts Tagged ‘beni comuni’

A settembre: Festa della Civetta e Festa CGIL

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 26 agosto 2015

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Acqua pubblica – a Reggio Emilia il Pd ha deciso per il no. Da città modello a promessa tradita

Posted by PRC Muggiò su sabato 27 giugno 2015

Da Il Fatto Quotidiano
del 20 Giugno 2015
di Silvia Bia

il-mio-voto-va-rispettato-350x350Nella città emiliana scade il contratto con la multiutility e l’ex amministrazione aveva appoggiato la richiesta di passare a una gestione pubblica, commissionando anche uno studio di fattibilità. All’improvviso però il passo indietro votato in direzione provinciale. E sono ricominciate le proteste: “Questa non è democrazia. Buttano via un lungo percorso”. E c’è chi sospetta l’intervento da Roma dell’ex sindaco e ora ministro dei Trasporti Delrio: “Con lui era iniziato l’iter, ora non parla”

“Non può essere un partito a decidere per i cittadini. Questa non è democrazia. E’ un tradimento e basta”. Per tutta Italia, ancora prima di diventarla, Reggio Emilia era già la città simbolo del ritorno all’acqua pubblica e di un segnale di cambiamento possibile verso la ripubblicazione dei servizi. Ma dopo il sì del referendum del 12 e 13 giugno 2011 e promesse e documenti ufficiali che prevedevano di sganciarsi dal privato, al momento di fare il passo decisivo il Pd ha ingranato la retromarcia. E adesso i comitati tornano in piazza, decisi a far rispettare agli amministratori gli impegni presi quattro anni fa e a svincolarsi dalla multiutility quotata in Borsa Iren, attuale gestore del servizio idrico in scadenza. “La rabbia è che abbiamo fatto un percorso, ci sono tutte le condizioni, ma manca il ruolo della politica, che forse ha interesse a rimanere con Iren”, spiega Tommaso Dotti del comitato Acqua bene comune. “Non possono decidere di buttare tutto al vento, non possono vincolare i cittadini a un privato per altri 25 anni”.

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Lo scandalo costituzionale, quattro anni di acqua negata

Posted by PRC Muggiò su domenica 21 giugno 2015

da rifondazione.it

di Riccardo Petrella – 11 giu 2015

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

COPERTINA-NEWGen­tile Signor Pre­si­dente On. Ser­gio Mat­ta­rella, il 12 e13 giu­gno del 2011, 27 milioni di cit­ta­dini hanno detto chia­ra­mente e con immenso entu­sia­smo (la demo­cra­zia può essere felice), «no al pro­fitto con l’acqua pota­bile», abro­gando la norma che sta­bi­liva la deter­mi­na­zione della tariffa per l’erogazione dell’acqua, con­tro la remu­ne­ra­zione del capi­tale inve­stito dal gestore.

Gli ita­liani hanno coe­ren­te­mente escluso che l’accesso al diritto umano all’acqua pota­bile e per l’igiene, rico­no­sciuto come tale dalla riso­lu­zione del 28 luglio 2010 dell’Assemblea Gene­rale dell’Onu, fosse fonte di lucro.
E’ vero che i gruppi sociali domi­nanti del mondo del busi­ness e della poli­tica sono riu­sciti a ridurre l’acqua per la vita ad una merce, ma gli ita­liani hanno rotto la ten­denza e sono sem­pre più nume­rose le città in tutto il mondo che ripub­bli­ciz­zano i ser­vizi idrici o resi­stono alla mer­ci­fi­ca­zione della vita.

E milioni di cit­ta­dini hanno detto «sì all’acqua pub­blica», abro­gando la norma che con­sen­tiva di affi­dare la gestione dei ser­vizi pub­blici locali di rile­vanza eco­no­mica a sog­getti scelti con­sen­tendo la gestione “in house” solo ove ricor­re­vano situa­zioni del tutto ecce­zio­nali, che non per­met­te­vano un effi­cace ed utile ricorso al mercato.

Gli ita­liani hanno, invece, affer­mato il diritto all’esistenza della gestione pub­blica dei ser­vizi pub­blici locali (non solo, quindi dell’acqua) e non a titolo ecce­zio­nale. Nel con­te­sto del refe­ren­dum e del dibat­tito plu­ri­de­cen­nale sull’acqua, l’opzione per la mol­te­pli­cità delle forme di gestione è stata una chiara e pos­sente affer­ma­zione della scelta degli ita­liani in favore della gestione pubblica.

Ebbene, sono pas­sati quat­tro anni interi, e gli esiti dei due refe­ren­dum sono rima­sti total­mente disat­tesi da parte delle isti­tu­zioni pub­bli­che dello Stato, governo e par­la­mento com­presi, e di tutta la classe poli­tica, eco­no­mica e sociale al potere. Non solo essi sono stati igno­rati ma i poteri diri­genti non hanno fatto altro nel corso di que­sti quat­tro anni che cer­care di adot­tare misure miranti a svuo­tare di senso e annul­lare de facto i risul­tati dei referendum.

A nulla sono valse le pro­te­ste, le mani­fe­sta­zioni, le peti­zioni degli ita­liani, le pres­sioni sul par­la­mento allo scopo di met­tere fine allo scan­dalo dell’illegittimità costi­tu­zio­nale nella quale si tro­vano le isti­tu­zioni pub­bli­che dello Stato a causa del loro rifiuto di rispet­tare i risul­tati dei refe­ren­dum. Anche il Suo pre­de­ces­sore, garante della Costi­tu­zione, non ha mai pro­nun­ciato una parola, non dico di sde­gno, ma di sem­plice monito rivolto alle isti­tu­zioni dello Stato affin­ché rispet­tas­sero e faces­sero rispet­tare le regole fis­sate dalla Costituzione.

Gen­tile Signor Pre­si­dente,
oggi il com­pito di far rispet­tare la Costi­tu­zione incombe alla Sua per­sona. Tocca a Lei essere il garante della Costi­tu­zione ita­liana, con­si­de­rata come una delle più belle costi­tu­zioni al mondo, ma sem­pre di più strac­ciata, vio­lata, rot­ta­mata. La prego, non lasci impu­nito ancora altri giorni, set­ti­mane e mesi il furto della nostra Costi­tu­zione rap­pre­sen­tato dal non rispetto della volontà di 27 milioni di Ita­liani. Non lasci raf­for­zarsi nell’animo degli ita­liani la disil­lu­sione demo­cra­tica e la sfi­du­cia nelle isti­tu­zioni dello Stato: a che serve la demo­cra­zia se poi quando votiamo lo Stato ed i diri­genti stessi non rispet­tano la volontà dei cit­ta­dini? Non lasci sva­nire la bella e ricca coscienza di 27 milioni di per­sone che hanno espresso con forza che il diritto umano alla vita pre­vale sulle pre­sunte esi­genze tecnico-finanziarie.

Non lasci riaf­fer­mare che il domi­nio del denaro e gli inte­ressi dei gruppi pri­vati e/o dei poteri pub­blici cor­rotti sia legge nel nostro Paese. Il 12 e 13 giu­gno 2011 27 milioni di Ita­liani hanno votato per il diritto della ed alla vita. Hanno cre­duto che l’acqua è UN BENE COMUNE essen­ziale ed inso­sti­tui­bile per la vita, hanno cre­duto nella respon­sa­bi­lità pub­blica col­let­tiva per garan­tire l’eguaglianza degli esseri umani rispetto al diritto alla vita. Hanno cre­duto nell’acqua come una delle fonti più belle e ric­che del vivere insieme, hanno cre­duto di più nella gioia del vivere che nell’arricchimento da pro­fitto, hanno dimo­strato fidu­cia nei Comuni e nelle isti­tu­zioni pub­bli­che, hanno cre­duto in un futuro per tutti. I refe­ren­dum sull’acqua sono stati la pri­ma­vera ita­liana. Un Suo inter­vento rida­rebbe luce e spe­ranza alla “primavera”.

Un grande gra­zie, con grande rispetto e fiducia.

PS. Ho osato scri­verLe da solo, aper­ta­mente. Mi per­doni per l’audacia. Essendo da più di venti anni impe­gnato atti­va­mente in Ita­lia ed altrove per l’acqua bene comune, l’acqua pub­blica, il diritto uni­ver­sale all’acqua e la par­te­ci­pa­zione dei cit­ta­dini al governo dei ser­vizi pub­blici locali, ho la pre­tesa di pen­sare che quanto espo­sto sia condiviso.

Altre informazioni: clicca quiclicca qui

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PRESENZA MCDONALD’S? COME SE ERODE FOSSE TESTIMONIAL UNICEF

Posted by PRC Muggiò su venerdì 13 marzo 2015

Dopo Nestlè, acqua ufficiale di Expo, dopo Coca Cola partner soft drink di Expo, ora sbarca alla “fiera del cibo” il simbolo stesso della cattiva alimentazione globalizzata, ovvero: McDonald’s. Sarà presente con un ristorante da 300 posti. Il più grande ristorante di Expo, e con il progetto «Fattore futuro» a sostegno della filiera italiana. Se la Expo-2015-con-McDonalds-640x426missione dichiarata dei dirigenti di Expo e dei molti, più o meno dubbiosi, aderenti a questo evento è “dare una risposta a all’esigenza vitale di garantire cibo sano, sicuro, che non produca obesità e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del pianeta e dei suoi equilibri”, rendere oggi questa missione compatibile con la partnership di McDonald’s e Coca Cola è cosa per stomaci molto forti”. Così Emilio Molinari e Vittorio Agnoletto, di Costituzione Beni comuni, esponenti entrambi dei movimenti anti globalizzazione. “Sarebbe come – proseguono – “far diventare Erode testimonial d’onore di Unicef”. E’ sufficiente ricordare, a proposito dell’industria del fast food, che gran parte del mangime di soia utilizzato per far ingrassare alla velocità della luce i polli è, infatti, coltivato in Amazzonia attraverso la distruzione di rilevanti porzioni di quella foresta che resta il principale polmone del Pianeta, e che 1Kg di carne e frattaglie tritate produce diversi Kg di anidride carbonica con un disastroso equilibrio fra rendimento alimentare ed inquinamento. Inoltre non è certo un segreto il contributo che questo tipo di alimentazione fornisce all’obesità e all’ipertensione, patologie caratteristche della nostra epoca. Speriamo sinceramente di non essere rimasti soli ad indignarci delle continue manifestazioni d’imbroglio culturale che caratterizzano Expo, dell’uso spregiudicato del termine “sostenibilità” e del furto del linguaggio dei movimenti che lo contestano, mentre si fanno scelte che vanno in direzione opposta e contraria. Sono tempi nei quali sembra non esistere più alcun tabù, ma noi vorremmo rivolgere ugualmente un appello alla riflessione a quanti, impegnati in prospettive alternative alla globalizzazione alimentare, hanno dato la loro adesione,seppure in forme diverse, al contenitore Expo, fornendole l’alibi di un impegno sociale per il bene comune del quale francamente si fatica a trovarne traccia.

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Privatizzare è facile come bere un bicchier d’ACQUA!

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 17 dicembre 2014

Il governo Renzi ha deciso che il referendum del 2011 è carta straccia; basta con i valori dello “scorso secolo” secondo cui la gestione dei beni comuni e dell’acqua debbano essere pubblici, partecipati, su gestione territoriale e senza profitti!

Ben 3 manovre infatti tentano di correggere questo “eccesso di democrazia”:

  • con la “Spending Review” si vogliono razionalizzare tutte le società partecipate dagli enti locali riducendole e demansionando il ruolo della pubblica amministrazione;

  • col decreto “Sblocca Italia” si impone ai Comuni di aggregare le società del servizio idrico in un unico grande soggetto, favorendo i grandi capitali finanziari di A2A, Iren, Hera, Acea;

  • Con la Legge di Stabilità si incentivano le privatizzazioni, in modo da dare liquidità immediata ai Comuni; e sotto traccia viene eliminata dall’art.26 del Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità (votato nei mesi scorsi alla Camera), la norma che imponeva l’installazione di erogatori idrici per garantire il minimo vitale (circa 40 litri al giorno) a tutti i cittadini, anche se caduti nella morosità incolpevole per la perdita del lavoro e la crisi economica

Le conquiste ottenute negli anni scorsi con l’ampio fronte di realtà sociali coinvolte nei comitati vengono cancellate con una sequela di voti in un Parlamento di non eletti.

il mio votoChi si era esposto per la campagna referendaria del 2011 ha oggi il dovere morale tornare a mobilitarsi.

Ci sono Comuni – come Muggiò – che si sono più volte dichiarati sul tema dell’universalità dei diritti legati all’acqua. Da questi Comuni deve partire una nuova e vasta campagna.

Nel 2010 in Consiglio Comunale si votò all’unanimità una mozione che recita tra le altre cose: “l’acqua rappresenta l’esempio più evidente di un bene comune a livello mondiale, un bene comune che non si può rifiutare agli esseri umani ed alle specie viventi, un bene naturale fondamentale che non può essere sostituito da altre sostanze né si può evitare o posticiparne l’uso, non esistendo scelte alternative”.

E 5 anni prima un’altra mozione, per il “Riconoscimento dell’acqua come bene comune e patrimonio dell’umanità”, approvata a maggioranza col solo voto contrario di Zanantoni e alcuni astenuti dalla destra, impegnava l’allora Sindaco Fossati “a garantire la sicurezza dell’accesso all’acqua, nelle quantità e qualità necessarie alla vita, a tutti i membri della comunità locale, in solidarietà con le altre comunità e con le generazioni future pari a 40 litri di acqua al giorno per ogni persona”.

L’acqua doveva essere uno strumento di pace, di sviluppo umano; oggi si toglie queste diritto elementare dell’acqua quale bene comune e patrimonio dell’umanità ai tanti cittadini in difficoltà economiche!

Si può rimanere in silenzio di fronte a tale spregiudicato arretramento, oppure si può partire dalla petizione disponibile su: www.acquabenecomune.org/petizione per iniziare a rilanciare i valori che sono stati condivisi dal popolo referendario del 2011. Noi ci schieriamo con questo fronte progressista, contro la barbarie di chi vuole privatizzare i patrimoni dell’umanità; se ci sono altre persone di buona volontà che vogliono condividere questa battaglia è bene che si attivino ora.

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STOP TTIP!

Posted by PRC Muggiò su venerdì 17 ottobre 2014

Cos’è il TTIP?

Un breve video lo spiega:

Il TTIP è un Accordo Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti, che stende un tappeto rosso alle multinazionali americane ed europee.

La sete americana di nuovi profitti ha prodotto questo mostro, nel tentativo di bloccare i nascenti mercati asiatici, con un semplice scopo: rendere legale la privatizzazione selvaggia.

Come? Con dei tribunali speciali costituiti appositamente per sostenere le campagne delle grandi aziende contro le scelte dei governi popolari in merito a benessere, beni comuni, sicurezza alimentare, ambiente, istruzione…

Non lasciare tutto in mano loro, mobilitati insieme a noi!

Per info: http://stop-ttip-italia.net/

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Progetto di fusione di AEB GELSIA e ACSM AGAM… dovè la multiutility della Brianza?

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 24 settembre 2014

Grossi movimenti prima delle elezioni del prossimo anno a Seregno… è un tema che dovrebbe riguardare tutto il territorio brianzolo, ma che viene gelosamente custodito all’interno di ristretti circoli di potere.

Rifondazione-Comunisti Italiani chiedono che si apra il dibattito.

 

Mozione avente per oggetto: Rinvio a dopo un ampio dibattito pubblico delle decisioni relative al progetto di fusione di AEB GELSIA e ACSM AGAM

Mozione avente per oggetto: Rinvio a dopo un ampio dibattito pubblico delle decisioni relative al progetto di fusione di AEB GELSIA e ACSM AGAM

 

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Una città aperta è Beni Comuni e partecipazione. [Pillole di programma]

Posted by PRC Muggiò su sabato 10 maggio 2014

Benicomunipartecipazione
I Beni Comuni, per loro definizione, non devono essere fruibili da pochi, ma da tutta la comunità, così come i loro eventuali ricavi. La cura delle strutture pubbliche deve essere costante e divenire un processo culturale.

Sosteniamo che proprietà e gestione dei Servizi Pubblici Locali debbano essere integralmente pubblici, così come affermato dalla volontà plebiscitaria registrata con il referendum sull’acqua pubblica, e così come autorizzato dai principi previsti nella normativa comunitaria e confermato dalla giurisprudenza europea:

  • il principio di autonomia delle autorità pubbliche;
  • il diritto delle autorità pubbliche di ricorrere alla “auto produzione” dei servizi da erogare ad una comunità.

Nel principio che l’acqua è un diritto inalienabile dell’umanità vogliamo che la CASA DELL’ACQUA sia realizzata e gestita da enti pubblici.

Siamo per la valorizzazione del Referendum Consultivo Cittadino per stimolare la partecipazione della collettività.

Anche la partecipazione diretta dei cittadini e delle loro associazioni alla cura ed alla crescita culturale e solidale della città è un bene comune che va incentivato e non ostacolato; per questo siamo per agevolare l’utilizzo delle sedi comunali per le associazioni locali e di volontariato e rimuovere gli ostacoli burocratico-amministrativi, a volte vessatori (ad esempio marca da bollo, tassa TOSAP ecc.), che ne limitano le potenzialità.
Siamo per la progettazione di un’area feste non invasiva, ecocompatibile e sostenibile anche a livello economico su aree comunali.

Siamo contro la svendita dei beni pubblici (alloggi o altre tipologie di patrimonio pubblico) e vorremmo piuttosto che tali beni siano sempre più riqualificati e meglio utilizzati.

Clicca qui per visionare l’intero Programma.

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Una città aperta è trasparenza, legalità, lotta alle mafie. [Pillole di programma]

Posted by PRC Muggiò su giovedì 8 maggio 2014

trasparenzalegalitàantimafia
La questione morale si può affrontare seriamente combattendo le scelte politiche sbagliate che ne sono all’origine.

La realtà è, infatti, che ogni volta che a livello di Enti locali si discute di esternalizzazioni, privatizzazioni, norme derogatorie di piani regolatori ecc. non solo si mina la democrazia della rappresentanza degli interessi pubblici, ma si apre un varco alla possibilità di corruzione degli amministratori.

L’immoralità e l’opacità amministrativa emerge quando si promuovono o grandi operazioni immobiliari a vantaggio dei privati o complessi interventi di trasformazione territoriale (piani esecutivi, risanamenti ambientali, ristrutturazioni urbanistiche ed edilizie complesse) o esternalizzazioni di servizi pubblici. Muggiò non ne è esente, vedi il Multiplex nel parco del Grugnotorto, oppure la vicenda EX-Fillattice o i tanti fatti più o meno eclatanti che hanno caratterizzato le vicende muggioresi.

Ecco perché richiediamo per la nostra lista (e per la coalizione con cui eventualmente ci alleiamo), l’adozione di un codice etico da parte di ogni candidato, basato su alcuni principi a tutela della moralità pubblica:

  • nessun candidato, consigliere, rappresentante dell’amministrazione o amministratore inquisito;
  • impegno ad evitare, nell’ambito della propria attività istituzionale, ogni possibile conflitto d’interesse.

Una delle forme attraverso cui si può avere la ragionevole certezza dell’esclusione di ogni interesse privato è quella, di berlingueriana memoria, del distacco dalla gestione dei casi concreti: all’Amministrazione compete l’indirizzo politico, aifunzionari spetterà tradurre in atti concreti.

Separazione tra indirizzo e gestione significa riconoscere la prevalenza dell’indirizzo politico ed il conseguente rifiuto di assessori esclusivamente “tecnici”.

Ma non basta chiedere amministratori con le “mani pulite”: sosteniamo infatti criteri trasparenti per le nomine e le trattative private, per affidamenti di opere e di servizi, siamo per la limitazione delle consulenze esterne, e – nel caso siano indispensabili – si ricorra a bandi di evidenza pubblica.

Per rafforzare i valori di trasparenza amministrativa e creare un corretto bilanciamento dei poteri tra la Giunta ed il Consiglio Comunale, sosteniamo il principio che la Presidenza del Consiglio Comunale deve essere lasciata alla minoranza.

Intendiamo adottare, con la partecipazione delle Organizzazioni Sindacali ed anche di altre rappresentanze sociali, un Accordo Quadro “Zero Illegalità – Diritti al Lavoro” che prevenga e argini infiltrazioni criminose nell’assegnazione degli Appalti Pubblici tali da pregiudicare i diritti contrattuali dei lavoratori.

Un segnale di rinnovamento e trasparenza può giungere anche con le dirette streaming online delle sedute del Consiglio Comunale oppure, se fattibile, portando i Consigli Comunali nelle Piazze cittadine.

Serve riorganizzare la macchina comunale per limitare gli sprechi, migliorare i servizi offerti alla cittadinanza e la loro efficacia, migliorare la sinergia tra le diverse Unità organizzative. Proponiamo di rimuovere la figura dei Dirigenti perché inefficace e fonte di spesa ingiustificata per la realtà muggiorese.

Siamo per reintrodurre una figura analoga al Difensore Civico così da supportare con un parere terzo le istanze tra i cittadini e l’Amministrazione.

Dopo l’operazione Infinito non si assiste più al processo di infiltrazione mafiosa ma ad una costante “colonizzazione” del tessuto sociale ed economico di realtà criminali organizzate. Colonizzazione anche culturale che viene contrastata – in Brianza – da pochi soggetti.

Gli ambiti mafiosi di intervento possono essere riassunti in:

  1. gestione del territorio, quindi urbanistica;
  2. trasparenza della Pubblica Amministrazione;
  3. Beni Comuni, in particolare ciclo dei rifiuti e acqua.

Sulla base di questi dati è fondamentale costruire una lotta alle Mafie che parta dalla capacità di amministrare il territorio e dalla cultura della legalità.
Vogliamo che il Comune aderisca alla Carta di Pisa, modificando il proprio Statuto, in modo da adottare un codice etico che promuova la cultura della legalità e della trasparenza negli Enti Locali.

Preoccupano le infiltrazioni mafiose a Muggiò, come in tutto il territorio circostante (300 condanne in Brianza tra cui vertici politici), ormai constatabili come un dato di fatto. Occorre sviluppare la consapevolezza di un tessuto fertile all’economia criminale e indagare le forme di economia che partoriscono illegalità.

Per questo sosteniamo una commissione Legalità e Antimafia territoriale al cui vaglio sottoporre tutti gli atti significativi delle città; e vogliamo sensibilizzare la cittadinanza con eventi culturali, attività e laboratori di partecipazione attiva.

Sempre in tema di contrasto ai fenomeni mafiosi, riteniamo che – qualora non si presentino i presupposti per una confisca – si possa agire con l’acquisizione del Multiplex impegnando le istituzioni, a partire dai Comuni fino alla Regione, per il riutilizzo sociale dell’immobile.


Clicca qui
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La cura dei beni comuni per l’amministrazione Zanantoni

Posted by PRC Muggiò su venerdì 2 maggio 2014

Ecco lo stato indecente in cui questa Amministrazione ha ridotto gli alloggi comunali.
Da quando si è insediata nel 2009, su questo stesso immobile, la giunta Zanantoni rinvia il rifacimento delle canne fumarie (che pure era già stato finanziato dalla precedente Amministrazione) esponendo gli assegnatari ai rischi conseguenti alla presenza di strutture non a norma di legge.

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COMUNICATO STAMPA

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 12 marzo 2014

TESTATA_2013_seElezioni comunali ed europee 2014

Rifondazione Comunista partecipa alle elezioni amministrative di domenica 25 maggio 2014 per il rinnovo del Sindaco e dei consiglieri comunali di Muggiò.

Inoltre Rifondazione sostiene e appoggia la lista “L’altra Europa con Tsipras” alle elezioni europee che si terranno nella stessa giornata, per una nuova Europa sociale, contro i trattati dell’austerità, per il lavoro e l’ambiente.

A Muggiò presentiamo una lista di candidati aperta a più istanze della sinistra, agli studenti, ai lavoratori, ai pensionati, ma prima ancora aperta alla tutela dell’ambiente e agli interessi della città e dei cittadini di Muggiò: “Rifondazione Comunisti Italiani – Per un’altra Muggiò a sinistra”.

La lista è guidata dal candidato Sindaco Lorenzo Capizzi, 55 anni, attuale consigliere comunale.

Vogliamo continuare con l’intenso lavoro svolto in questi 5 anni di opposizione alla destra (spesso solitaria) volendo unire una sinistra alternativa all’immobilismo del PD, alle larghe intese e al civismo “né di destra né di sinistra”; una sinistra che si riconosce nei valori della pace, della libertà, della solidarietà, dell’uguaglianza, della trasparenza, dell’antifascismo.

Rivendichiamo infatti i nostri ideali di sinistra per una società nuova e differente, e da 20 anni, a Muggiò, offriamo concretamente e non a parole capacità amministrative e di opposizione.

Il programma elettorale –disponibile online –, partendo dalle molte limitazioni a cui sono sottoposti tutti i Comuni italiani, non rinuncia a progettare una Muggiò nuova, futura e aperta: dalle tutele per il lavoro, alla salvaguardia dei beni comuni e del territorio, alla promozione della cultura e delle Associazioni.

DALLA PARTE DEI CITTADINI, DA SEMPRE!

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Primarie Lombardia – NOI SOSTENIAMO ANDREA DI STEFANO

Posted by PRC Muggiò su sabato 1 dicembre 2012

Quello che ci serve

Quello che ci serve

Noi cittadine e cittadini che abitano la Brianza sosteniamo con convinzione la candidatura di Andrea Di Stefano.
Il nostro territorio deve essere riconsegnato alla buona politica, alle persone che in questi anni hanno messo in pratica le migliori prassi di sostenibilità sociale, economica e ambientale.
Andrea è un candidato autorevole, credibile, etico ed “eretico”, capace di rappresentare il bisogno diffuso di discontinuità e rinnovamento.
La Lombardia deve voltare pagina dopo vent’anni di dittatura ideologica, da luogo di promozione e sperimentazione del neoliberismo estremo, affaristico e clientelare, può divenire un esempio di innovazione e buon governo, dove il lavoro, la salute, l’ambiente, il territorio siano fattori di vivibilità, benessere, redistribuzione ed equità e non ambiti di sfruttamento e di depredazione economico/finanziaria.
Andrea esprime dei valori e dei vincoli programmatici nei quali ci riconosciamo: difesa dei beni comuni e dei diritti universali, trasparenza e bilancio regionale partecipato, welfare con più risorse, nuovo piano socio sanitario per garantire i livelli essenziali di assistenza sociale, lavoro e reddito minimo garantito, economia responsabile e solidale, stop al consumo del suolo e piano energetico regionale, scuola pubblica e progressivo cambiamento nella distribuzione delle risorse, nuovo piano regionale mobilità controllo del traffico e incremento trasporti regionali pubblici.
Andrea propone una visione della Lombardia che può rappresentare generi, generazioni, soggettività, culture ed etnie.
Invitiamo le donne e gli uomini che credono che la politica si rinnova col contributo di tutti a sottoscrivere l’appello, ad attivarsi e attivare altre persone, usando i pochi giorni che ci separano dalle primarie del 15 dicembre per affermare un’altra Lombardia economicamente equa e socialmente solidale.

Appuntamenti:

Riunione dei Comitato Brianzolo a sostegno di Andrea Di Stefano

Venerdi 7 Dicembre alle ore 21 presso il Circolo Libertà in Corso Libertà 33 a Monza

 

Andrea Di Stefano incontra La Brianza: assemblea pubblica con il candidato.

Lunedì 10  Dicembre alle ore 21 presso il Circolo Libertà in Corso Libertà 33 a Monza

Ci trovi su fb  Comitato brianzolo a sostegno di Andrea Di Stefano

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La Corte Costituzionale fa saltare le privatizzazioni di acqua e servizi pubblici locali

Posted by PRC Muggiò su sabato 21 luglio 2012

Oggi, 20 Luglio, la Corte Costituzionale restituisce la voce ai cittadini italiani e la democrazia al nostro Paese.
Lo fa dichiarando incostituzionale, quindi inammissibile, l’articolo 4 del decreto legge 138 del 13 Agosto 2011, con il quale, il Governo Berlusconi, calpestava il risultato referendario e rintroduceva la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Questa sentenza blocca anche tutte le modificazioni successive, compresa quelle del Governo Monti.

La sentenza esplicita chiaramente il vincolo referendario infranto con l’articolo 4 e dichiara che la legge approvata dal Governo Berlusconi violava l’articolo 75 della Costituzione. Viene confermato quello che sostenemmo un anno fa, cioè come quel provvedimento reintroducesse la privatizzazione dei servizi pubblici e calpestasse la volontà dei cittadini.

La sentenza ribadisce con forza la volontà popolare espressa il 12 e 13 giugno 2011 e rappresenta un monito al Governo Monti e a tutti i poteri forti che speculano sui beni comuni. Dopo la straordinaria vittoria referendaria costruita dal basso, oggi è chiarito una volta per tutte che deve deve essere rispettato quello che hanno scelto 27 milioni di italiani: l’acqua e i servizi pubblici devono essere pubblici.

Si scrive acqua, si legge democrazia!

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Monza bene comune: Acqua pubblica e un’ altra economia.

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 18 aprile 2012

Monza bene comune: Acqua pubblica e un' altra economia

martedì 24 aprile 2012 – Sala Maddalena

Partecipano:
Emilio Molinari
Presidente Comitato italiano Contratto Mondiale sull’acqua.

Andrea Di Stefano
Direttore della rivista “Valori”

Presenta:
Francesco Beretta
Capolista Federazione della Sinistra- Noi un altra Monza

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Sindaco rimandato a Settembre

Posted by PRC Muggiò su domenica 13 novembre 2011

I PRINCIPI DELL’ECONOMIA SMANTELLANO IL PROGETTO AREA FESTE.

Settemila m.q. di Parco Grugnotorto – parco agricolo di interesse sovracomunale, “polmone verde” della Brianza – trasformati in capannoni industriali sono il prezzo da pagare per edificare su trentaduemila m.q. di Parco la faraonica Area Feste.

Forse il Sindaco ha dimenticato ciò che ha studiato e i princìpi dell’economia.
L’ambiente è considerato una “risorsa collettiva“, ovvero un bene gratuito che i singoli individui però, senza apposite regolamentazioni, possono sfruttare senza limiti: “quando un individuo sfrutta una risorsa collettiva, impedisce ad altri di goderne nella stessa misura” (G. Mankiw, 2011).
Lo sfruttamento ad uso industriale di aree pubbliche del Parco (7000 m.q., pari a più di un campo da calcio!) da parte del privato distrugge l’interesse di tutti i cittadini.

Chiediamo all’amministrazione di invertire rotta e di pensare finalmente agli interessi della collettività.
Chiediamo regolamentazioni più ferree a favore del Parco e del verde, a partire dall’annullamento del progetto Area Feste (a fronte anche delle motivazioni espresse dall’appello lanciato dall’Associazione Amici del Parco Grugnotorto).
Chiediamo un grande salto in avanti, considerando l’ambiente non solo una risorsa collettiva, ma un bene pubblico, cioè gratuito e usufruibile da tutti, senza possibilità di sfruttamento.
Chiediamo una moratoria per bloccare tutte le nuove edificazioni o aumenti volumetrici nel Parco Grugnotorto.

L’ennesima bocciatura della giunta Zanantoni…

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BENI COMUNI ANCORA IN VENDITA

Posted by PRC Muggiò su sabato 5 novembre 2011

Lo Stato, le Regioni, le Provincie, i Comuni devono garantire e promuovere gli interessi e il bene della collettività, di tutto il popolo: devono difendere i Beni Comuni.

I Beni Comuni sono tali perché tutti ne devono trarre beneficio.
Sono Beni Comuni l’acqua, l’aria, il suolo, il paesaggio e l’ambiente, il lavoro, la pace, l’arte, la scienza e la cultura.

Il Governo Berlusconi invece gioca con gli interessi pubblici per affari privati, proponendo per esempio di ignorare la bocciatura referendaria del Decreto Ronchi con una nuova legge (14/9/2011 n.148).

Non cessa perciò la politica anti-sociale di svendita di Beni Comuni adottata dal governo Berlusconi e quindi fedelmente attuata nel nostro Comune dalla cerchia Zanantoni.

Vogliamo ricordare alcuni esempi:

  • Il progetto Area Feste (clicca qui) : in cui 40.000 mq (quasi 7 campi da calcio!) di aree verdi del Parco Grugnotorto saranno ricoperti da una colata di cemento, in modo da ospitare nuovi capannoni industriali e un’improponibile Area Feste
  • Il congelamento dei rapporti con il Comitato cittadino per l’Acqua Pubblica: di fatto l’Amministrazione ostenta disinteresse nei confronti del Comitato a cui non vengono concessi colloqui, inoltre rimane sospeso nel vuoto l’iter per la costruzione della Casa dell’Acqua

QUESTA POLITICA NON DIFENDE GLI INTERESSI COMUNI, MA SI FONDA SUGLI INTERESSI PRIVATI!
ORA BASTA!

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Fermiamo la Legge Regionale 76 e salviamo i parchi lombardi!

Posted by PRC Muggiò su lunedì 18 luglio 2011

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Acqua pubblica? Bersani dice sì. Ma mezzo Comitato per il no è del Pd

Posted by PRC Muggiò su lunedì 6 giugno 2011

Il Movimento 5 Stelle attacca frontalmente il partito di Bersani: “Hanno cambiato idea nell’arco di pochi mesi e mantengono interessi nelle aziende multiutility. La loro è una posizione opportunistica”
Bersani ora non ha dubbi. E invita gli elettori del Pd a votare ‘sì’ a tutti e quattro i referendum. Compresi i due quesiti sull’acqua. Ma sei dei 13 fondatori del comitato per il ‘no’ “Acqua libera tutti”, che vuole che il decreto Ronchi sulla privatizzazione della risorsa idrica resti in vigore, sono iscritti proprio al suo partito. Accanto a vecchie conoscenze del Pdl, come Piercamillo Falasca ed i deputati Giuliano Cazzola, Benedetto Della Vedova di Fli, spuntano infatti anche i nomi di Luigi Antonio Madeo, membro dell’ assemblea nazionale del Pd, Fabio Santoro, autorevole esponente dei democratici napoletani, Giacomo d’Arrigo rappresentante del Pd e responsabile di Anci Giovani, Massimiliano Dolce, presidente del consiglio comunale del Comune di Palestrina, Antonio Iannamorelli, consigliere comunale Pd a Sulmona (Aquila), Giusy Gallotto, dirigente del Pd di Salerno già collaboratrice del ministro agli affari regionali Lanzillotta nel governo Prodi.

“La posizione del Pd in merito ai referendum è ambigua: prima erano contrari, oggi sono a favore, domani non sappiamo”, accusa il consigliere regionale in Emilia Romagna del Movimento 5 Stelle, Giovanni Favia. Molti di coloro che hanno raccolto le firme si ricordano che lo scorso anno i Democratici non avevano aderito all’iniziativa. Era il 22 aprile 2010 quando Bersani aveva detto: “Noi non abbiamo una strategia referendaria perché in 15 anni si sono persi 24 referendum e poi perché il referendum manca dell’aspetto propositivo. Detto ciò noi guardiamo con simpatia a tutti coloro che si stanno muovendo contro la privatizzazione forzata dell’acqua pubblica”.

Una simpatia che ora non salva il segretario dalle accuse del Movimento 5 Stelle: quella di volere salire sul carro dei vincitori, ora che, dopo il flop di Berlusconi alle amministrative, il quorum sembra più raggiungibile. “I due sì, indicati dal Pd per l’acqua pubblica, hanno il sapore dell’opportunismo e della vecchia politica fatta solo di slogan e convenienze – dice Favia -. I referendum infatti, sono vere e proprie martellate ai modelli di gestione affermati proprio dal Pd nelle varie Hera Spa ed Iren Spa per non parlare delle leggi pro acqua privata presentate da Bersani a novembre”.

Il riferimento è a una proposta di legge presentata il 16 novembre 2010 da Bersani, con altri quarantanove deputati da Franceschini a D’Antoni passando per Sposetti, Colaninno e Boccia. L’idea era quella di superare il decreto Ronchi in tema di gestione delle risorse idriche senza passare per il referendum, ma all’articolo 2 comma 4 si affermava testualmente: “L’acqua è un bene di rilevanza economica”. Proprio il concetto che il secondo quesito del referendum vorrebbe oggi abolire. Una frase che al comitato per il ‘no’ era piaciuta visto che il commento fu: “Per il Partito Democratico l’acqua è un servizio a rilevanza economica e può essere gestita da privati. Questo c’è scritto nella proposta presentata stamattina: il Pd di fatto si schiera contro i referendum truffa. Anche il Partito Democratico, quindi, prende atto che l’acqua deve gestirsi in maniera industriale e che gli investimenti vanno finanziati con la tariffa e non con nuove tasse. Oggi si consuma la Caporetto dei referendari e dei comitati per la statalizzazione dell’acqua. Speriamo in un confronto bipartisan per far fallire i referendum. La proposta del Pd va in questa direzione”.

C’è stata un’ “ambiguità” del Pd, dicono i 5 Stelle. Secondo loro, il motivo è pure che in una miriade di società multiservizi oggi quotate in borsa siedono uomini indicati dai Democratici. I dividendi di queste società arrivano poi a Comuni governati anche da Pd e alleati. Un piccolo, ma eloquente esempio: nella bassa modenese, a Finale Emilia a fine 2010 è scoppiato il “caso Sorgea” dove con voto del centrosinistra, Pd in primis, è stato privatizzato il 40% della società idrica. Unico voto contrario quello del consigliere locale del Prc-Federazione della Sinistra.

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RIFONDAZIONE COMUNISTA, SINISTRA E COMUNI HANNO VINTO LA BATTAGLIA DELL’ACQUA PUBBLICA

Posted by PRC Muggiò su sabato 7 febbraio 2009

La determinata azione politica dal Gruppo Regionale del Prc per modificare la legge regionale 26/2003, assunta unanimemente dalle forze del centrosinistra,  segna la sconfitta della linea politica di chi, non solo nel centrodestra, aveva sin qui perseguito l’obiettivo della privatizzazione dei servizi idrici lombardi.

Una vittoria limpida degli enti locali che non ha riscontro nel passato, una difesa trasversale di un bene pubblico fondamentale che aveva portato ben 144 Comuni a schierarsi per il referendum abrogativo della l.r. 26/2003.

Tre i punti fondamentali della nuova legge, approvata dal Consiglio Regionale: le reti e gli impianti di distribuzione devono ora rimanere di proprietà interamente pubblica, non c’è più obbligo di separazione tra gestione ed erogazione e, infine, i Comuni sono liberi di scegliere la gestione pubblica (in house) del servizio di erogazione dell’acqua.

Rifondazione Comunista e l’amministrazione di Muggiò hanno concorso in prima fila al raggiungimento di questo importante obiettivo, prima approvando una mozione per il “RICONOSCIMENTO DELL’ACQUA COME BENE COMUNE E PATRIMONIO DELL’UMANITA’” (C.C. n. 23 del 19.05.2005), e poi approvando la RICHIESTA DI REFERENDUM REGIONALE ABROGATIVO PARZIALE DELLA LEGGE REGIONALE N. 26 DEL 12 DICEMBRE 2003 (C.C. n. 10 del 19.09.2007).

Ora il nostro impegno prosegue sul territorio brianzolo, in modo che la libertà di scelta dei dei nostri comuni possa concretizzarsi e dispiegarsi pienamente, contro la speculazione e gli interessi speculativi dei privati.

Ma non tutti i consiglieri comunali di Muggiò pensano che l’acqua sia un bene comune inalienabile, patrimonio irrinunciabile dell’umanità; a Maggio 2005 Messina (F.I.), Castellana (A.N.), Galimberti (Lega Nord) si astennero mentre il lungimirante Zanantoni (F.I.) votò contro. La destra non si smentì nel Settembre 2007, quando Galimberti (Lega Nord) si astenne mentre Messina + Rizzato (F.I.), Castellana (A.N.), Piazzalunga (U.D.C.) votarono contro.

Ripetiamo una domanda già fatta lo scorso numero: E QUESTI SAREBBERO I SIGNORI CHE SI CANDIDANO ALLA GUIDA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE?

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