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Muggiò – Malaspina chiude le società e piange miseria. Mentre a Como è impegnato in un progetto da 150milioni di euro

Posted by PRC Muggiò su sabato 6 aprile 2013

Il difficile rapporto del sindaco Pietro Zanantoni con i costruttori edili. La piazza mercato di via Casati mai realizzata così come i percorsi nel verde di Tornado Gest dentro al parco del Grugnotorto
Tratto da INFONODO.ORG
di @nonymous

La caserma dei carabinieri costata 25mila euro di progetto ed altri 10mila euro tra ricorsi al Tar e parcelle legali, è rimasta nel libro dei sogni di Pietro Zanantoni.
Il campo di calcio di via XXV Aprile-I Maggio è stato realizzato – dopo un lungo stop – ma anziché essere opera a costo zero di cui doveva farsi interamente carico il costruttore Giuseppe Malaspina che stava edificando su 42mila metri cubi, 160 appartamenti nella vicina area ex Fillattice ha inciso sulle casse comunali per 1,3milioni di euro. E sono ancora aperti i contenziosi sulla conguità del primitivo progetto dell’architetto Francesco Fiorica e con il costruttore Giuseppe Malaspina che non ha realizzato la prevista area mercato annessa al condominio e neppure parcheggi, percorsi pedonali, aiuole e attrezzature sportive previste dalla convenzione.

Villa Casati ha in mano una fideiussione di 375mila euro della Silene srl che poteva essere escussa un anno fa e però Zanantoni ha deciso di tenerla in cassaforte. Semplicemente perchè “Malaspina che era un sostenitore di AN e Forza Italia e 300mila euro per chi ha un impero di centinaia di milioni sono una bazzecola”, dichiarò a verbale Pietro Zanantoni il 25 ottobre 2007 davanti alla Commissione d’indagine sui lavori del campo sportivo di via I° Maggio il cui cantiere era stato bloccato in quanto occorrevano 300mila euro per completare l’opera – che avrebbe dovuto costare 650mila euro – e sarebbero stati dati soltanto se ci fosse stato, come promesso dall’Amministrazione Zanantoni che aveva firmato la convenzione, un aumento di volumetria dell’ex Fillattice (lettera del legale della Silene avvocato Santamaria).

Nessuno allora andò a controllare; ma mentre la Commissione di Villa Casati iniziava il lavoro d’inchiesta da tre mesi, il 20 luglio, sia la Silene srl che stava realizzando il campo sportivo sia Gimal arl che edificava l’ex Fillattice ed aveva prestato fideiussioni alla Silene, erano stata cancellata dal registro della Camera di Commercio. Cinque anni dopo secondo Zanantoni “il problema vero è che in questi mesi l’imprenditore Malaspina era sparito, allora per vie traverse gli ho fatto avere un messaggio…Purtroppo non abbiamo a che fare con uno spiccato imprenditore della provincia di Monza e Brianza ma un imprenditore che, non voglio giudicarlo da un punto di vista etico, ma sicuramente è in gravi difficoltà economiche” (Consiglio comunale 21 dicembre 2012).

Peccato però che mentre con una lettera piange miseria ed offre due appartamenti e alcuni box in via Casati per evitare l’escussione della fideiussione di 375mila euro e chiudere il contenzioso per quei lavori irrealizzati per altri 700mila euro della piazza mercato, parcheggi e percorsi pedonali aiuole e attrezzature sportive che richiederebbero un investimento di circa 758mila euro, Giuseppe Malaspina, sta portando avanti con la società Due G Lario srl, capitale 100mila euro, il Piano d’Intervento Integrato da 150milioni di euro sull’ex area Albarelli a Como, al confine con la dogana di Chiasso. Un’edificazione di 240mila metri cubi con abitazioni, parcheggi per 500 auto, negozi, servizi strutture ricreative e ambulatori.

La storia di Malaspina con Villa Casati è per molti versi simile a quella di Felice Vittorio Zaccaria e della sue società Tornado Gest e Palazzo dei Conti Taccona. E sì perché secondo la testimonianza resa in aula durante il processo per il fallimento da 56milioni di euro di Tornado Gest (Zaccaria condannato in primo grado a 5 anni, la moglie Aldina Stagnati a 4 anni così come Saverio Lo Mastro e 3 anni a Stefano Firmano, pena patteggiata per Lo Mastro e Firmano) dall’architetto Giorgio Ponti, professionista nominato dalla curatela, “le opere di urbanizzazione secondaria irrealizzate da Tornado Gest ammontano a 1.881.542,89 euro”. E si tratta proprio di quelle opere che l’allora sindaco Pietro Zanantoni aveva promesso di inaugurare con una biciclettata tra il verde. L’esposizione complessiva di Tornado Gest e Palazzo dei Conti Taccona nei confronti di Villa Casati ammonta a oltre 4milioni di euro. Di cui un milione e mezzo di Ici mai pagata.

Lo “scatolone” ex multiplax a 15 schermi mai accesi tutti assieme e mai decollato, trasformato in centro di commercio dei cinesi controllato dalla n’drangheta, è una ferita che mai verrà rimarginata. L’immobile sta subendo un continuo visibile degrado. Le numerose aste sono andate deserte. L’ultimo valore attribuito è stato di 6milioni di euro. Eppure nessuno l’ha volut0.

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Arrestato consigliere PDL di Carate, spunta il nome di un muggiorese.

Posted by PRC Muggiò su giovedì 12 luglio 2012

(AGI) – Milano, 12 lug.

Maurizio Altobelli, consigliere pidiellino del Comune di Carate, provincia di Monza e Brianza, e’ stato arrestato per presunte tangenti.

L’arresto e’ avvenuto nell’ambito dell’indagine su affari e traffici in cui era coinvolto Paolo Vivacqua, imprenditore ucciso nel novembre scorso, a Desio. Mentre dell’omicidio non sono ancora stati identificati i responsabili, nell’operazione odierna, denominata ‘Carate nostra’, gli uomini del nucleo investigativo del gruppo carabinieri di Monza e della Guardia di finanza di Seregno hanno posto agli arresti domiciliari, inoltre, 4 persone. Si tratta dell’architetto Giorgio Aldeghi, 67 anni, di Carate, Giampietro Gerosa geometra 63enne di Arosio, in provincia di Como, Felice Tagliabue, 67, faccendiere di Giussano, e Massimo Pirovano, 56 anni, architetto ed ex consigliere del Comune di Carate.

A Caruso Calogero Licata, imprenditore 40enne di Muggio’, e ritenuto prestanome di Vivacqua invece, e’ stato notificato il provvedimento presso la Casa di reclusione di Opera dove si trova in seguito all’arresto eseguito nell’ambito dell’operazione ‘Precious Scraps’ (indagine che ha permesso di scoprire un’organizzazione criminale ramificata nel settore del commercio di materiale ferroso).

Secondo l’accusa, Altobelli sarebbe stato destinatario di oltre 1 milione di euro, da spartire poi con gli altri arrestati, per la modificazione, con lo strumento del piano di governo del territorio e sue varianti, della destinazione d’uso, da agricola a commerciale/residenziale, di cinque aree ed un fabbricato a Carate Brianza. Nel corso delle operazioni sono stati sottoposti a sequestro preventivo beni e quote societarie intestate agli indagati, quantificabili in 1.800.000 euro.

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