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Posts Tagged ‘Comune’

Sindaca a sua insaputa – Hotel Imperial, migranti e raccolte firme

Posted by PRC Muggiò su venerdì 15 dicembre 2017

Come in precedenti occasioni (la travagliata e tutto sommato non definitivamente risolta questione dei tagli al trasporto pubblico locale dello scorso anno ne è un buon esempio), l’Amministrazione comunale è stata “colta di sorpresa” dalla notizia che l’Agenzia per i beni confiscati ha assegnato alla Prefettura l’Hotel Imperial affinché ospiti un certo numero di migranti richiedenti asilo e protezione.

La valutazione più dettagliata di Rifondazione Comunista è meglio descritta in questo nostro precedente intervento, ma per chi non ha il tempo di approfondire gli argomenti riteniamo utile riepilogare per sommi capi la nostra posizione:

  • la raccolta firme promossa dall’Amministrazione comunale è tardiva, non risolutiva e sostanzialmente fuori tempo massimo; una amministrazione che non escher-mani-che-disegnanoimprovvisa avrebbe dovuto accompagnare la manifestazione di interesse all’utilizzo del bene sequestrato del maggio 2016 con una ampia, variegata e duratura mobilitazione cittadina a favore del suo progetto. In quel momento andavano organizzate petizioni, presidi, manifestazioni pubbliche per sostenere la richiesta, e non limitarsi a quello che oggi possiamo ritenere uno stanco atto amministrativo assunto principalmente per tacitare le legittime proteste dei lavoratori che avevano perso la loro occupazione;

  • a prescindere dal futuro utilizzo dell’Hotel Imperial, che diventi o non diventi il luogo in cui si concentrano i migranti gestiti dalla Prefettura, il tema di come gestire sul territorio comunale l’interazione dei migranti con la cittadinanza è un problema che richiede un progetto sostenuto da impegno, trasparenza e proattività. Così come a suo tempo l’Amministrazione avrebbe dovuto mettere in campo un’idea di utilizzo dell’immobile supportato da un ventaglio di iniziative che riempissero di contenuti quella proposta, oggi, di fronte alle paure e fobie dei cittadini aizzate dalle strumentalizzazioni politiche dei partiti di destra, c’è l’esigenza di dimostrare con i fatti che non siamo di fronte ad una burocratica operazione di facciata (un titolo, l’accoglienza diffusa, delegato alla buona – o cattiva – volontà degli enti che materialmente saranno a contatto dei migranti). Nel nostro precedente intervento, abbiamo abbozzato alcune idee, ci aspettiamo qualcosa di ben più strutturato da parte di una amministrazione che può contare su staff e personale pubblico dipendente.

Attenzione! Emerge in questi giorni, prepotente, l’esigenza di tutelare e garantire l’integrità dell’immobile che è oggetto di ripetuti episodi criminali e vandalici. Cosa aspettano l’Amministrazione, la polizia locale e la tanto decantata presenza dei Carabinieri sul territorio cittadino a mettere sotto tutela l’immobile? Anche questa è già una partita persa?

Abbiamo il sospetto che ci sia un preciso piano squadristico volto a rendere inagibile l’immobile, così che ci troveremo l’allucinante scenario di un bene sequestrato alla gestione malavitosa che non solo è inutilizzabile, ma addirittura necessita l’impegno di sostanziose risorse pubbliche per tornare finalmente a svolgere un ruolo sul territorio, mentre contemporaneamente le psicosi della destra frantumano in senso razzista e discriminatorio la ragione e le coscienze dei muggioresi.

E noi non lo vogliamo permettere!

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Alberi tagliati: la risposta dell’Amministrazione

Posted by PRC Muggiò su martedì 3 ottobre 2017

Dopo il nostro articolo (LEGGI QUI) e la nostra lettera inviata alle Istituzioni locali, dopo le pubblicazioni sui mezzi di stampa (LEGGI QUI), ecco la risposta del Comune.

Pubblichiamo interamente il testo.

Si evince che il taglio viene giustificato da una potatura sbilanciata che poteva mettere a rischio la sicurezza dei passanti.

Attendiamo con ansia la piantumazione di nuovi alberi sul territorio come promesso.

Screenshot_2017-09-29-11-31-44.png

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MATRIMONIO DI IDEALI TRA M5S E FORZA ITALIA

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 26 luglio 2017

L’estrema destra ringrazia

La seduta del Consiglio Comunale di Muggiò di giovedì 20 luglio ha approvato una mozione (QUI IL TESTO) che impegna il Comune a vietare la concessione di spazi pubblici a gruppi che si richiamano all’ideologia fascista o razzista e a farsi carico del mantenimento della memoria storica antifascista e dei valori Costituzionali con iniziative culturali nelle scuole e nei luoghi di aggregazione.

Andando con ordine:

  1. molti Comuni, in tutta Italia, hanno assunto, modificandolo, un testo base redatto da associazioni antifasciste come l’ANPI che va nella direzione di un maggiore impegno politico nel contrasto al nascere e diffondersi delle nuove destre e nell’applicazione delle leggi Scelba e Mancino e della Costituzione.
    1924_-_la_voce_del_paese_basta_al_fascismo_-_vignetta_di_gal.jpgLa preoccupazione nasce dal fatto che organizzazioni e partiti che più o meno velatamente si rifanno a ideologie fasciste, naziste e razziste, stanno compattando attorno a loro alcuni militanti, avvezzi anche ad azioni squadriste (irruzioni in Consigli Comunali, aggressioni, parate fasciste, intimidazioni, propaganda abusiva).
    Tra questi gruppi spicca – nel territorio brianzolo – Lealtà Azione, Forza Nuova, Fronte Nazionale, a loro volta “nascosti” in altrettante associazioni e Onlus legate al modo della carità e del benessere animale.
    Tale mozione in Brianza è stata presentata negli anni scorsi in vari Comuni, come Monza, Desio e Nova Milanese. A Monza hanno votato a favore 22 consiglieri su 25, contrari solo una consigliera di FI e uno della Lega, un astenuto.

  2. Nei congressi locali e provinciali l’ANPI ha invitato tutte le sezioni attive a presentare la mozione antifascista in ogni Comune. Così ha fatto anche la sezione muggiorese “Michele Robecchi”. Il testo è poi stato firmato e presentato dal PD e dalla lista civica Insieme per Muggiò.
    Rifondazione Comunista Muggiò, nel programma elettorale del 2014, propone – sulla scia delle mozioni approvate in quel periodo in tutta Italia – che “i regolamenti comunali, ove appropriato, escludano aggregazioni, manifestazioni, spazi e presenze di associazioni, circoli o gruppi di ispirazione neofascista e neonazista su tutto il territorio comunale”.

  3. Nelle città limitrofe si assiste a scene di puro squadrismo anche nei Consigli Comunali (Monza, Desio…). Muggiò ha per ora solo visto la presenza di alcuni gruppi di estrema destra senza notare azioni significative (Forza Nuova schierata per il Giorno del Ricordo il 16 febbraio 2014, mura imbrattate con svastiche su via Cattaneo e croci celtiche su altre vie, Fronte Nazionale nel settembre 2016).
    La storia di Muggiò insegna anche cosa è stato realmente il fascismo…ben prima che andasse al potere! Nel 1921 è rimasto ucciso un ventenne invalido a causa di una squadra di fascisti in “missione”, negli anni successivi ne vengono feriti molti altri. Al termine della guerra, in ritirata, i tedeschi uccidono altri nostri concittadini.

  4. Arriviamo al Consiglio Comunale del 20 luglio.
    Contrari alla mozione sono tutti i consiglieri di minoranza: Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Solo per Muggiò (quest’ultima senza dare spiegazioni sul voto).
    Forza Italia, per bocca di Pietro Zanantoni, afferma che il voto contrario è dato da alcuni semplici motivi. In primo luogo perché si tratta di vecchie polemiche che non interessano più a nessuno e poi anche perché la storia è multiforme e non è sempre chiara come si vorrebbe credere. Segue a ruota Nadio Bonfante – sempre di FI – il quale ritiene vadano presi provvedimenti contro chiunque ma solo nel momento in cui costui danneggia cose o ferisce persone.
    Massimo Bellomo, M5S, non argomenta…usa lo slogan coniato da Grillo per cui un atto del genere sarebbe liberticida (sic!). Inoltre sostiene si tratti di pura propaganda strumentale del PD, ignorando che l’iter di tutto questo percorso non parte nemmeno dalle file del PD.

  5. Detto ciò esprimiamo soddisfazione per la mozione approvata. Una prima forma di contrasto è ora stata assunta dal Comune di Muggiò a cui dovrà poi dare seguito applicando quanto scritto.
    Siamo sconcertati e parecchio delusi dalle opposizioni che dimostrano di non riconoscersi in un elemento fondante della nostra Costituzione, l’antifascismo.

  6. Biasimiamo il M5S, incapace di approfondire e confrontarsi col problema, che in questa votazione ha accentuato una deriva reazionaria rimasta più latente in altri casi. Questa scelta serva anche da monito agli elettori antifascisti e di sinistra.
    Come nostro costume, e convincimento ideale, ci regoleremo di conseguenza nei rapporti con le forze politiche che non riconoscono l’antifascismo come coscienza sociale su cui è fondata l’Italia moderna.

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Hotel Imperial: nota congiunta M5S-PRC

Posted by PRC Muggiò su domenica 5 giugno 2016

UNA SPERANZA PER LE SORTI DELL’HOTEL IMPERIAL?

Un primo passo sembra che si sia compiuto.

Dopo le polemiche sui giornali locali, le interrogazioni e i comunicati politici, finalmente un segnale – anche se in sordina– dell’Amministrazione Comunale.

Il 17 maggio infatti la Giunta di Muggiò delibera per la manifestazione di interesse all’assegnazione dell’immobile confiscato in via Mazzini, l’Hotel Imperial (delibera numero 63).

imm.png

Un primo passo verso il riutilizzo sociale dell’immobile vuoto e una speranza per gli ex dipendenti disoccupati?

Chiaramente non basta la manifestazione di interesse, ma bisogna effettivamente perseguire tale interesse: vigileremo affinché si raggiunga l’obiettivo.
La delibera arriva 4 giorni dopo la pubblicazione del comunicato congiunto del Movimento 5 Stelle e Rifondazione Comunista in merito alla vicenda.

Il comunicato chiedeva perché il comune non avesse presentato progetti e non avesse preso in considerazione di mettere il bene a reddito: ci auguriamo che queste domande abbiamo risposte positive a partire dalla delibera citata sopra.

Ma alcuni dei dubbi posti col nostro precedente comunicato non hanno avuto risposta:

perché i funzionari incaricati dall’amministrazione Zanantoni (Forza Italia e Lega Nord) non sono stati chiamati in causa dall’attuale amministrazione Fiorito (Partito Democratico) per giustificare gli atti e le concessioni rilasciate negli anni precedenti?

Ed ancora piu’ grave: perche’ un personaggio con una sfilza lunghissima di precedenti penali

ha ricevuto da un Tribunale l’affidamento della gestione dell’immobile ed ha potuto operare per ben 4 anni ?

Rimangono ancora aperte molte domande sulla vicenda, ma confidiamo che almeno da parte del nostro Comune ,vi sia in futuro una gestione più intelligente e lungimirante.

L’iter congiunto con l’Agenzia Nazionale dei beni sequestrati e confiscati intervenga in modo che la faccenda si risolva nel modo più veloce possibile dal momento che l’immobile e’ gia’ oggetto di intrusioni abusive e di danni all’interno della struttura.

Muggiò, 01\06\2016

MOVIMENTO 5 STELLE – MUGGIÒ

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – CIRCOLO DI MUGGIÒ

logo_rifoLogo_M5S_2015-11-18

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PANEM ET CIRCENSES

Posted by PRC Muggiò su sabato 23 maggio 2015

Intervista al segretario FLAI-CGIL di Monza e Brianza – Matteo Casiraghi, a cura del Partito della Rifondazione Comunista di Muggiò.

flai_cgil-2Ne è passato di tempo dal 2013, quando al Gruppo Novelli venne assegnata la gestione della Panem di Muggiò, con lo scopo di garantire la continuità produttiva e lavorativa.

Gestione che però ha visto brusche frenate dal Gruppo stesso che ha ostacolato in parte il piano industriale che oggi – pare – stia dando alcuni risultati.

“Il caso della Panem – afferma il segretario provinciale Flai-Cgil Matteo Casiraghi – non ha precedenti in Italia. La cassa integrazione per esempio è durata ben 5 anni e lo scorso anno è stata rinnovata dopo il suo esaurimento”.

Nel dicembre di quest’anno scadranno i mandati dei tecnici che avrebbero dovuto risollevare l’azienda, ma allo stato di cose attuali non si esclude che il prossimo anno veda l’ingresso di finanziarie e banche se non si presenteranno industriali convinti ad investire.

Il rischio è l’ennesima esternalizzazione della produzione, e qui i giochi si possono fare duri, panem et circenses appunto, “pane e giochi”.

Su oltre 100 dipendenti almeno il 20% è composto da muggioresi. Alcuni sono andati in pensione, altri cercano lavoro, molti restano attivi nella Rappresentanza Sindacale Unitaria, la situazione sembra però ormai meno critica rispetto agli anni passati, opinione condivisa anche dal sindacalista Cgil: “da settembre non ci sarà più cassa integrazione, anche grazie al fatto che la produzione è pressoché raddoppiata”.

Rimane un’incognita, uno scoglio che i lavoratori dovranno ancora superare, e cioè quel che avverrà nel gennaio 2016, quando scadrà il mandato dei tecnici – che, come ricordato prima, gestiscono di fatto il piano industriale.

“I lavoratori ed il sindacato chiedono tutele, la tenuta del lavoro è imprescindibile”, queste le richieste che arrivano dalla Flai, richieste che erano state esposte già un paio di anni fa alla Amministrazione Comunale guidata dal centrodestra, che ha lasciato cadere nel nulla questa voce collettiva.

logo“Bisogna parlare della Panem – continua Casiraghi – i lavoratori non devono più sentirsi soli, isolati dal paese”. Per di più la crisi ha costruito nuovi problemi sociali per i lavoratori cassaintegrati, il mutuo, l’affitto, la scuola dei figli e la spesa…urgenze quotidiane a cui far fronte.

Da questa intervista la proposta di Rifondazione: se i lavoratori sono soli vanno riconnessi col tessuto cittadino e amministrativo, il comune potrebbe perciò essere promotore nelle molte feste di quartiere che organizza, di uno spazio riservato alle aziende locali in crisi – tra cui Panem – per creare coscienza tra i cittadini, dare nuovi spazi sociali ai lavoratori e contribuire ad affrontare la crisi assieme ai lavoratori e alle piccole-medie aziende. Una proposta del genere nasce dall’evidenza dei fatti, buona parte delle aziende presenti sul nostro territorio hanno chiuso: Kerry, Meroni, Officine Monzesi…solo per citarne alcune.

La proposta dovrebbe partire in prima battuto dal sindacato stesso, impegnato nella difesa dei diritti dei lavoratori, diritti sotto attacco da tutti i fronti, in particolare dalle manovre economiche nazionali.

Noi non vogliamo stare a guardare né vogliamo tantomeno tacere sui delitti perpetrati dal Governo Renzi a danno del lavoro, dallo smantellamento dello Statuto dei Lavoratori, al demansionamento, alla legalizzazione e proliferazione della precarietà, soprattutto giovanile, al Jobs Act, all’attacco ai sindacati: il lavoro non è una merce, è un diritto!

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Nuovo CdA, vecchia Multiservizi: a chi serve?

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 3 settembre 2014

E’ previsto, nelle prossime settimane, il rinnovo del C.d.A. della Azienda Comunale Multiservizi  che attualmente si occupa della gestione delle mense scolastiche e delle farmacie comunali.
Finora l’Azienda è sopravvissuta grazie alle Amministrazioni Comunali che hanno sempre ripianato i deficit della gestione delle mense.

Rifondazione Comunista pensa che questa modalità di lavoro debba cambiare e che quindi si assumano tutte le azioni necessarie affinché, ad esempio, il Ministero della Pubblica Istruzione paghi finalmente la quota di sua spettanza del costo della mensa degli insegnanti operanti nel nostro Comune. Oggi invece a pagare sono i cittadini muggioresi.
farmaciaL’altra causa del deficit, dovuta alle agevolazioni ai cittadini con basso reddito, dovrebbe e potrebbe essere affrontata in modo diverso: ad esempio tutti gli utenti della mensa potrebbero pagare lo stesso prezzo e contemporaneamente dovrebbero essere sostenute economicamente le famiglie a basso reddito con voucher specifici. In questo modo l’Azienda avrebbe entrate sicure e certificate e non dovrebbe più dipendere dal bilancio delle Amministrazioni.
Un’altra questione riguarda la missione e il ruolo della Multiservizi.
Ciò che traspare dal suo agire è l’immagine di un’Azienda asfittica e senza prospettive di sviluppo.
Bisogna invece avere il coraggio di vedere più lontano e immaginare nuove competenze e servizi: come – a titolo esemplificativo – la gestione delle pulizie degli edifici di proprietà comunale, la gestione del calore e del raffreddamento degli edifici pubblici, la gestione delle palestre e dei campi sportivi comunali, la gestione della manutenzione generale degli edifici comunali, la gestione della manutenzione di computer, stampanti, fotocopiatrici degli uffici comunali, la gestione dell’ amministrazione degli appartamenti comunali.

In conclusione se la Multiservizi non cambia radicalmente la sua funzione sociale ne risulta fortemente penalizzata, per cui si renderebbe necessario lo scioglimento del CdA e il passaggio delle sue funzioni ai rispettivi assessorati.

La nuova Amministrazione ha facoltà di scegliere tra continuità nella vecchia gestione e rilancio su basi completamente nuove.

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Cronistoria di un ecomostro

Posted by PRC Muggiò su martedì 6 maggio 2014

Tratto da infonodo.org

Submitted by Izz on 304\2014

Di Pier Attilio Trivulzio

Muggiò – Lo Stile Zanantoni. La gestione urbanistica del candidato sindaco che corre per il terzo mandato

zann2Tra Ici non pagata e ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, il “cubo di cemento” fatto costruire dall’amministrazione Zanantoni dentro al parco del Grugnotorto alla società Tornado Gest di Felice Vittorio Zaccaria – dichiarata fallita dal Tribunale di Monza nel gennaio 2010 con debiti per 56milioni di euro – è finora costato ai muggioresi oltre 2,5milioni di euro, ma il conto finale rischia d’essere ancor più salato.

Per il fallimento della Tornado Gest, Zaccaria è stato condannato in primo grado a 5 anni, la moglie, Aldina Stagnati, amministratrice della società, a 4 annni.

Saverio Lo Mastro, subentrato alla Stagnati nella proprietà – di fatto trasformando il multisala in una lavatrice della ’ndrangheta – e Stefano Firmano che a Lo Mastro aveva ceduto le quote societarie, hanno patteggiato rispettivamente a 4 e a 3 anni di reclusione.

Assolto invece il cinese Song Zhicai che a Zaccaria aveva versato 2,6 milioni di euro, primo anticipo per entrare nella proprietà dell’immobile trasformato nel frattempo in un Cinamercato.
In autunno è previsto a Milano il processo d’appello.

Storia lunghissima quella della costruzione del multisala, immaginato da Felice Zaccaria (procuratore della società) già nel 1990 dopo aver acquistato da Bozzi e Falsone i terreni agricoli che erano stati dei marchesi Casati Stampa.

CONTINUA A LEGGERE.

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