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Posts Tagged ‘comunisti’

DALLA TUA PARTE, DA SEMPRE!

Posted by PRC Muggiò su sabato 24 maggio 2014

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LA DIFFERENZA TRA I COMUNISTI ED I LIBERALI (a Muggiò)

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 2 ottobre 2013

Nel bilancio di previsione votato dal Consiglio Comunale del 1/07/2013, abbiamo proposto di:

 

1)      correggere le azioni di contrasto all’evasione fiscale, oggi pregiudizialmente limitate a controllare solo le dichiarazioni della fascia povera della popolazione (chi chiede agevolazioni ISEE)

2)      rimuovere l’ingiusta tassazione IMU sugli immobili ALER e di cooperativa assegnati in proprietà indivisa applicandogli l’aliquota per la prima casa (applicare lo 0,40% mentre oggi pagano lo 0,51%)

3)      che la “tassa sulla cassa” (esumazioni) introdotta a Febbraio dalla Giunta fosse ridotta di due terzi così da non pesare sulle famiglie dei defunti anche per importi superiori all’IMU delle seconde case

4)      rimborsare il costo della marca da bollo (16€) che assurdamente viene imposto alle Associazioni sociali, ambientali, culturali e di volontatiato per le iniziative che comportano l’occupazione del suolo pubblico 

Sono richieste sensate e non ideologiche, per accettare le quali c’erano le disponibilità economiche di bilancio … se solo non ci fosse stato il pregiudizio ideologico e politico.

Nella discussione, a proposito dell’evasione fiscale, abbiamo tra l’altro sostenuto che bisognerebbe controllare le dichiarazioni di tutti i Consiglieri Comunali; perché nel momento in cui andiamo a fare azione antielusiva, … noi dovremmo essere i primi a dare l’esempio.

 

Invece PDL, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Brianza 2009 hanno respinto tutti gli emendamenti ed anzi il sindaco Zanantoni, rispetto alle nostre affermazioni sulle azioni antielusive e l’auspicio a controllare le dichiarazioni dei redditi dei Consiglieri Comunali, ha testualmente detto: 

E’ proprio ideologicamente che è sbagliato, ma che cosa significa controllare le dichiarazioni dei redditi dei Consiglieri Comunali? E’ qua, è questa cosa che è sbagliata di fondo………. E’ questa la diversità vera, ideologica, tra noi liberali e lei comunista!

(pag. 59 del verbale del Consiglio Comunale del 01-07-2013)

 

SIAMO ORGOGLIOSI DI QUESTA DIVERSITA’ E FAREMO IN MODO CHE SI EVIDENZI SEMPRE DI PIU’, A DIFESA DEI DIRITTI E DELLA GIUSTIZIA SOCIALE DEI CITTADINI MUGGIORESI 

NB: il noto arcicomunista Governo Monti ha introdotto nel marzo 2013 l’obbligo di pubblicare, oltre alla dichiarazione dei redditi di tutti i membri del Consiglio Comunale (e, ove lo consentano, anche di tutti i loro parenti entro il secondo grado!!!):
   – tutte le somme percepite con oneri a carico della finanza pubblica,
   – i beni mobili e immobili posseduti,
   – le partecipazioni azionarie
   – gli incarichi nei Consigli di Amministrazione di qualsiasi società
…. e per evitare di introdurre l’ennesima legge “di facciata”, che poi viene amabilmente ignorata da politici e funzionari, ha previsto sanzioni pecuniarie da 500,00 a 10.000,00 euro in caso di mancata o incompleta comunicazione dei dati richiesti.
  
COME E’ POSSIBILE FAR AMMINISTRARE LA NOSTRA CITTA’ A UN SINDACO CHE PROCLAMA COSI’ SGUAIATAMENTE L’OPACITA’ AMMINISTRATIVA QUANDO ANCHE LE LEGGI DELLO STATO LIBERALE VANNO NELLA DIREZIONE OPPOSTA?

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IL NOSTRO FUTURO – RIFLESSIONE A CURA DEI GC BRIANZOLI

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 20 marzo 2013

Le recenti elezioni regionali e nazionali deludono gli sforzi che il nostro Partito, pur in condizioni difficili, ha messo in campo con generosità. Il risultato elettorale si qualifica come una bocciatura senza appello. Il Partito risulta dunque “non pervenuto” nell’ambito della rappresentanza parlamentare.

1. Noi comunisti e il Parlamento

Il non superamento della soglia di sbarramento da parte della lista Rivoluzione Civile genera un contraccolpo psicologico assai duro per molti compagni. Nonostante ciò interroghiamoci: la reale cifra del nostro insuccesso politico è realmente rappresentato dalla distanza che intercorre tra il 2,2% conseguito e il tanto agognato 4%?

Il sentimento comune che si è progressivamente rafforzato farebbe propendere per un “si” deciso.

Vi è infatti chi, all’indomani del fallimento elettorale, pone in discussione, apertamente o in maniera più velata, la ragione ad esistere di un Partito Comunista in Italia. Ciò a fronte della sua, ormai pluriennale, incapacità a far eleggere rappresentanti.

Ivi sta per noi l’errore: la rappresentanza parlamentare non può e non deve essere l’obiettivo “finale” del nostro agire. I comunisti, in tutto il mondo, non si pongono l’obiettivo di eleggere deputati e senatori. Al contrario si pongono l’obiettivo del superamento della società capitalista e la presa del potere da parte della classe lavoratrice attraverso un laborioso processo di organizzazione della stessa. Pertanto il Parlamento si qualifica come strumento, in alcune fasi utile, ma mai indispensabile per il proseguire dell’attività politica. Per noi comunisti in Italia non può essere diversamente.

Tale considerazione è utile a sgomberare il campo dalle congetture di opportunisti che, lontani dalla prospettiva della carriera istituzionale, con profondo senso di smarrimento personale, gettano scompiglio tra le nostre fila. A costoro, che talvolta vanno cercando nuovi approdi, desideriamo dire che le nostre sezioni hanno bisogno come il pane di nuovi militanti per distribuire volantini e fare attività politica sui territori.

La nostra ragione di esistere, organizzarci e lottare è invece profondamente interconnessa alla natura stessa del capitalismo e alla sua incapacità ineluttabile di rispondere alle esigenze dei lavoratori: per questo motivo non verranno mai a mancare, finchè non cambieremo regime economico e sociale, i motivi per proseguire nei nostri intenti.

2. Le nostre debolezze

Se non verranno a mancare le motivazioni genetiche del nostro esistere, altrettanto non verranno a mancare le opportunità per raccogliere consenso, il quale si rifletterà, se lavoreremo bene, nelle elezioni a venire, con buona pace di quanti comunque ad ora ne sono particolarmente sensibili.
Perchè ciò accada è però necessario concentrare le nostre energie in tre direzioni:

a) Studiare la realtà economica e sociale che sta intorno a noi e capire in quali condizioni e con quali bisogni di cambiamento vive il salariato del ventunesimo secolo in Italia. E su tali esigenze basare l’elaborazione del nostro agire politico per un’uscita progressiva dal capitalismo. Per far ciò si rivela indispensabile una rinnovata formazione teorica del nostro corpo militante e un rinnovato processo di indagine. Il fatto stesso che il nostro Partito non abbia previsto minimamente le tendenze di opinione del corpo votante rivela la debolezza sia nelle chiavi di lettura sia nei rapporti con le masse. Altro elemento a riprova delle tesi sopra esposte è l’assenza di un programma ben definito del nostro Partito che possa essere, nei tratti fondamentali, facilmente comunicato ai lavoratori con cui ci interfacciamo; quest’ultima non è solo una debolezza comunicativa, altresì è indice di disattenzione all’elaborazione teorico-strategica.

b) Valorizzare la nostra comunità politica massimizzando l’efficienza e l’efficacia del suo agire nei territori. Perchè gli attivisti siano messi però nelle condizioni di lavorare con profitto serve una linea politica chiara che non sia schiava di volatili tatticismi, il cui solo fine sia rimettere piedi in Parlamento. Di qui l’esigenza del programma. Altrimenti, privi di una nostra agenda politica, non potremo che alimentare il codismo a movimenti che, dall’essere egemonizzati, finiranno per egemonizzarci, costringendoci a visioni parziali e spesso distorte, allontanandoci dai nostri obiettivi.

c) Superare le divisioni correntizie che troppo spesso hanno paralizzato l’attività politica, finendo per fungere da comitati di spartizione cencelliana degli organismi dirigenti, dopo aver perso la funzione di propulsori di un vivace dibattito interno. Gli organi collegiali devono riprendere il ruolo di spazio di riflessione ed elaborazione collettiva: per troppo tempo si sono trasformati in ratificatori di decisioni, sfortunatamente fallimentari, calate dall’alto.

3. Tattiche elettorali

La differenza tra essere comunisti ed essere settari può riscontrarsi sul piano delle alleanze. Di per sè non vi è nulla di sbagliato nel cercare sinergie con soggetti che, al par nostro, mettano in discussione il sistema capitalista. Cosa ben diversa è diventare organici a liste o aggregazioni che non si pongano l’obiettivo di superare il capitalismo stesso o che non pongano il tema del lavoro al centro del dibattito. Peraltro alleanze o accordi con settori “illuminati” della borghesia non possono che apparire sensati se non di fronte alla certezza di poter ottenere avanzamenti importanti per lavoratori e studenti: chiediamo quando ciò sia accaduto negli ultimi vent’anni.

4. Il futuro può essere nostro

A fronte pertanto dello scoramento generale vogliamo rassicurare i compagni e le compagne sul fatto che “nulla è perduto”. La nostra battaglia non si esaurisce all’interno del nostro cortile, ma coinvolge milioni e milioni di lavoratori che ogni giorno, in tutto il mondo, come noi, vincono e perdono battaglie, ma mai si arrendono.

I comunisti hanno affrontato momenti ben peggiori, stretti nella caccia all’uomo durante il ventennio fascista in Italia, così come in altre epoche e altri luoghi. Sapremo uscire da questo periodo di empasse e dare il nostro contributo alla causa della classe lavoratrice, non italiana, ma di tutto il mondo.

Peraltro l’acuirsi delle contraddizioni capitalistiche durante la crisi e la manifesta mobilità nell’opinione degli elettori disegnano un teatro in cui da subito si intravvede agibilità politica.

Buon lavoro compagni, si riparte!

I Giovani Comunisti di Monza e Brianza

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Nasce la Federazione della Sinistra!

Posted by PRC Muggiò su venerdì 14 gennaio 2011

Il 20 e 21 novembre 2010 sono stati i due giorni che hanno sancito la nascita della Federazione della Sinistra.
A Roma quasi 600 delegati di tutta Italia hanno svolto un ruolo attivo nella costruzione di questo nuovo soggetto politico che unisce, senza sciogliere, i partiti e le associazioni di ispirazione anti-capitalista e comunista: Partito della Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Socialismo 2000, Lavoro-Solidarietà.

Un’unione dettata dalla voglia di invertire la tendenza alla divisione e alla frammentazione, dalla convinzione di essere una risposta chiara per i lavoratori, i disoccupati, i ricercatori e tutta la gente, di poter affermare ancora con orgoglio che la Sinistra italiana c’è, e non vuole stare a guardare, anzi, è una Sinistra propositiva e decisa, carica ancora di voglia di agire e di alti ideali (espressi nella Carta Etica degli iscritti).

Non sono mancate presenze significative come Giovanni Impastato (fratello di Peppino, ucciso dalla mafia) a cui è stata regalata una tessera della FdS.

Il cambiamento sembra spaventare l’attuale classe politica italiana, incline al “gattopardismo”; eppure, con uno sguardo mondiale aperto anche ai cambiamenti in atto nell’America Latina e nella crisi – che affonda le radici nel sistema americano – la Federazione vuole essere strumento di analisi e proposte, in vista del bene comune e degli ideali che contraddistinguono noi comunisti\e.

La difesa della Costituzione – il primo dei punto organici del programma -, la centralità del lavoro, la questione di genere, la difesa dei beni comuni, il diritto al sapere e alla cultura, la laicità dello Stato, l’attuazione della vera pace, un’Europa democratica.
Queste sono le battaglie che la Federazione intende vincere in  Italia, contro una destra sempre più eversiva.
Battaglie che possono essere combattute in squadra con tutte le forze di matrice comunista e in generale a sinistra del PD; quest’ultimo presenta troppe divergenze strutturali con la Federazione,che però non può negare il dialogo e il confrono a nessuno.
Per dirla con le parole di Ferrero (segretario PRC): “le alleanze si potranno stabilire solo con chi ha affinità programmatiche con la Federazione, ovvero con tutti i soggetti politici che hanno partecipato e aderito esplicitamente alla manifestazione del 16 ottobre con la FIOM”.

La strada è in salita e i contrasti sono inevitabili, anche all’interno della Federazione stessa, ma nella parole dei segretari dei 4 soggetti fondatori (Patta, Salvi, Ferrero e Diliberto, attuale portavoce) si percepisce una scintilla di commozione e orgoglio.
“Vi chiedo una cosa oggi in questa sala: dimentichiamo il passato, dimentichiamo le piccole divergenze. Pensiamo al futuro! Nostro e del Paese!”, così ha concluso il portavoce Diliberto (segretario PdCI) prima di cantare con tutta la platea congressuale Bella Ciao e Bandiera Rossa;

la strada è fatta, ora bisogna camminare.

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Oreno 27 Agosto – 6 Settembre. Festa dell’Unità dei Comunisti della Brianza

Posted by PRC Muggiò su giovedì 27 agosto 2009

Oreno - Festa unità dei Comunisti della Brianza

Oreno - Festa unità dei Comunisti della Brianza

Oreno - Festa unità dei Comunisti della Brianza

Oreno - Festa unità dei Comunisti della Brianza

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27 Gennaio giornata della memoria. Prima vennero per gli ebrei

Posted by PRC Muggiò su sabato 24 gennaio 2009

 

 

 

«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati».

Prima vennero per gli ebrei

 

“Prima vennero per gli ebrei

e io non dissi nulla perché

non ero ebreo.

 

Poi vennero per i comunisti

e io non dissi nulla perché

non ero comunista.

 

Poi vennero per i sindacalisti

e io non dissi nulla perché

non ero sindacalista.

 

Poi vennero a prendere me.

E non era rimasto più nessuno

che potesse dire qualcosa.”

 

Martin Niemoller

 

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