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Posts Tagged ‘crisi’

I lavoratori del Comune di Muggiò sono INDIGNATI… e noi con loro

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 31 agosto 2011

Indignati! Manifestazione sotto il Municipio dei dipendenti comunali
La terza manovra del Governo, nell’arco di due mesi, ha rappresentato per i lavoratori pubblici uno schiaffo in pieno volto.“, così inizia il comunicato che la Funzione Pubblica CGIL del Comune di Muggiò ha inviato a Sindaco, Assessori e Consiglieri Comunali.

Vengono tratteggiate le vessazioni cui sono soggetti i lavoratori del pubblico impiego e si convoca un presidio per giovedì primo settembre dalle ore 08:00 alle ore 12:00 in Piazza Matteotti 1.

Noi siamo pienamente solidali con la loro protesta ed invitiamo tutti a partecipare, non solo al presidio del primo settembre sotto la sede Municipale, ma anche allo sciopero generale indetto dalla CGIL per la giornata del 6 settembre contro una manovra iniqua ed inefficace che addossa tutti gli oneri sulle spalle di pensionati e lavoratori, che non alloca nessuna risorsa per il rilancio dell’economia, che non persegue le banche, i grandi evasori fiscali e chi si è arricchito indecentemente con le speculazioni finanziarie a danno del mondo del lavoro.

E’ possibile mettere in campo un’altra politica economica, a partire dalle proposte della CGIL e da una patrimoniale sulle grandi (e spesso oscure) proprietà… ma bisogna mandare a casa questo Governo accecato dall’odio di classe verso il mondo del lavoro e dalla cupidigia di mantere intatti i privilegi di una ristretta “CASTA” di pseudo-liberisti, pseudo-imprenditori e corporazioni professionali.

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COSTI MAI VISTI……A MUGGIO’

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 20 luglio 2011

Costo feste estive:
Det. 185 del 19-04-2011 montaggio palco al parco Casati euro 2.368,00;
Det. 196 del 20-4-2011 lavori da elettricista palchi Superga e Casati euro 1.320;
Det. 230 del 09-5-2011 montaggio palco Superga euro 4.400.
det. 249 del 12-5-2011 acquisto materiali ignifughi per palchi: euro 1280;
det. 269 del 19-5-2011 spese per palco al Superga euro 690;
det. 294 del 01-6-2011 estate a Muggiò euro 21.783;
det. 317 del 09-6-2011 nolo fari per ufficio sport euro 540;
in totale fanno:
euro 21.783 per gli spettacoli;
euro 10.058 per montaggio e varie palchi.
E smontaggio palchi, Siae, personale comunale, ecc. cosa ci costeranno?
SPENDERE COSI’ 40.000 EURO E’ PROPRIO UNA VERGOGNA!!!!!

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La rivoluzione in Europa: non pagare il debito – Giorgio Cremaschi

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 22 giugno 2011

Perché i lavoratori, i cittadini, il popolo greco dovrebbero impiccarsi alla corda degli strozzini di tutta Europa? Perché
la Grecia dovrebbe rinunciare a stato sociale, diritti, regole, sicurezza; vendere all’incanto i propri beni comuni, a
partire proprio dall’acqua, per far quadrare i conti delle grandi banche europee e americane? Questa è la domanda
di fondo che si pone oggi in quel paese e, a breve, in tutta Europa. Si dice che i debiti devono essere sempre pagati,
e così quello pubblico della Grecia. Tuttavia quando due anni e mezzo fa le principali banche occidentali rischiavano
il fallimento, i governi stanziarono da 3.000 a 5.000 miliardi di euro, secondo le diverse stime, per salvare le banche
private ed i loro profitti. Oggi si nega alla Grecia da un trentesimo a un cinquantesimo di quella cifra, se non vende
tutto, comprese le sue belle isole come sostengono alcuni quotidiani economici tedeschi. I banchieri e i grandi
manager occidentali hanno visto, grazie al colossale intervento pubblico, aumentare del 36% in un anno i propri già
lauti guadagni, mentre il reddito medio dei lavoratori greci è calato del 25%. Questa è la realtà su cui sproloquiano
gli innamorati dell’Europa delle banche e del rigore. Quei falsi profeti che con l’euro sono riusciti nella magica
operazione di svalutare tutte le retribuzioni dei lavoratori europei e di rivalutare tutti i profitti dei loro padroni. Sì,
certo, nelle buone intenzioni l’euro doveva servire ad unificare l’Europa. Nella pratica concreta dei patti di stabilità, di
Maastricht, delle politiche liberiste dei governi – di tutti i governi di destra e di sinistra – ha però in realtà distrutto
l’unità sociale e persino quella democratica del Continente. Oggi i governi eletti dai cittadini non decidono nulla
sull’economia. Sono i tiranni di Francoforte e di Bruxelles che decretano quello che si deve o non si deve fare.
Questo è a tal punto vero che il Belgio sta sperimentando l’assenza di un governo democratico da quasi due anni.
Ormai quel paese è direttamente amministrato dai commessi, dai funzionari, dai manager dei poteri europei.
Abbiamo già scritto che questa Europa fa schifo. Essa è in grado di fare la guerra in Libia, e su questo ha solo torto
il Presidente della Repubblica a voler andare avanti, ma non di varare una politica sociale comune, né per i migranti
né per i suoi più antichi cittadini. La più importante conquista civile e democratica dopo la sconfitta del fascismo, il
patrimonio che l’Europa oggi potrebbe consegnare all’umanità – lo stato sociale, i diritti di cittadinanza, la
partecipazione democratica – viene sacrificato sull’altare delle banche e della finanza. Questa Europa va rovesciata.
Non in nome delle piccole patrie razziste e xenofobe, delle ridicole padanie capaci solo di rivendicare targhette per i
ministeri e spietatezza con i poveri, soprattutto se vengono da fuori. L’Italia ha cominciato a liberarsi di Berlusconi e
di Bossi, ed è forse più avanti nel capire che non è il populismo razzista l’alternativa al potere liberista europeo, anzi,
è semplicemente la faccia più sporca di quella stessa medaglia. L’Italia ha cominciato a liberarsi, ma questa
liberazione sarà vera quando verrà rovesciato il potere degli usurai che in tutta Europa stanno imponendo il
massacro sociale, con il ricatto del mercato selvaggio e della globalizzazione. Occorre una rivoluzione democratica
e sociale dei popoli europei che rovesci l’Europa delle banche, della finanza, dei ricchi. Bisogna non pagare questo
debito e far invece cadere, finalmente, i costi della crisi su chi l’ha provocata. Il piccolo popolo islandese ha già
votato in un referendum il mandato ai propri governi di non pagare il debito per salvare la speculazione mondiale.
Questo chiedono gli indignados spagnoli, così come i cittadini greci davanti al loro parlamento totalmente esautorato
di ogni reale potere. Dalla Grecia, che ha inventato la parola democrazia, deve partire la riscossa democratica di tutti
i popoli d’Europa.

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YAMAHA – L’Italia che resiste

Posted by PRC Muggiò su giovedì 27 gennaio 2011

Sabato 29 GENNAIO 2011

dalle ore 18.30

Salamelle e costine solidali

Presso il presidio YAMAHA di Gerno-Lesmo

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Solidarieta’ alla Yamaha in presidio permanente

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 22 dicembre 2010

Giovedi 23 DICEMBRE 2010

dalle ore 18.30

Salamelle costine vino e solidarieta’

Presso il presidio YAMAHA di Gerno-Lesmo

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Faremo la fine della Grecia?

Posted by PRC Muggiò su domenica 2 maggio 2010

il sistema dei debiti

L’attuale crisi economica greca è preoccupante perchè da un lato assomiglia molto situazione italiana e dall’altro rischia di coinvolgere nel tracollo tutta l’economia dell’unione monetaria europea.
I grandi esperti liberisti del “mercato che regola tutto” assistono di nuovo al fatto che deve intervenire ancora la finanza pubblica (cioè i nostri soldi), per tamponare la bancarotta come era già avvenuto per le banche e le assicurazioni.
Però, mentre per queste si erano erogati prestiti a fondo perduto (il socialismo dei ricchi) , ora invece si chiedono tassi d’interesse del 5% con conseguente riduzione dei salari, delle pensioni, dell’occupazione, ecc.
Intanto mentre nelle istituzioni finanziarie tutto va avanti come prima (vedi Lemhan Brothers), nei Paesi in crisi si continuano a colpire e masse popolari invece di combattere l’enorme evasione fiscale e tassare i grandi patrimoni che infatti emigrano all’estero.
La Grecia è solo il primo di una lunga lista di nazioni europee (Portogallo, Spagna, Irlanda, Islanda, Italia) che rischiano di fallire sotto i colpi della crisi se non si cambiano le regole di base e se si continua a ritenere il capitalismo il migliore dei sistemi economici-sociali possibili.

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LEGA NORD. IL CONFLITTO D’INTERESSE NON RISOLTO

Posted by PRC Muggiò su venerdì 18 dicembre 2009

Settimana scorsa tutte le parti interessate (il Sindaco Zanantoni, il Segretario Provinciale della Lega Romeo) ci avevano dato le piu’ ampie assicurazioni che le dimissioni del Vicesindaco Galimberti erano solo un episodio circoscritto, di carattere personale, e che tutto sarebbe continuato come prima.

Dalla data delle dimissioni però il rappresentante della Lega Nord non si e’ piu’ presentato in commissione urbanistica, ed oggi (domenica 13 dicembre) ci viene comunicato che il Consiglio Comunale previsto per lunedi’ 14 dicembre sarà annullato perchè la maggioranza non è in grado di garantire il numero legale.

L’incapacità di garantire il numero legale ha l’effetto di accorciare ai minimi termini i tempi di discussione sulle osservazioni al PGT, impedendo di discutere adeguatamente delle scelte cementificatorie adottate da questa maggioranza (parco del grugnotorto, svuotamento dello strumento della perequazione, edificazione sfrenata di sottotetti e box, rimaneggiamenti nel centro storico).

Così, per oscure lotte di potere interne alla maggioranza, si mortifica il ruolo del Consiglio Comunale costretto ad assistere impotente a ciò che succede sopra la sua testa.

Se per un conflitto d’interesse così “veniale”, il presidente del CAI nella commissione sport e tempo libero, ci si dimette da vicesindaco, come mai per la Presidenza del Consiglio Comunale affidata ad un professionista edile, per la coabitazione con una lista civica presieduta da un “progettista edile-imprenditore”, per le scelte urbanistiche sul PGT tutto tace ed apparentemente nulla si muove?

MUGGIO’ NON SI MERITA QUESTO CLIMA TORBIDO. LA LEGA NORD CHIARISCA ALLA CITTADINANZA SE CONDIVIDE GLI STRAVOLGIMENTI CHE SARANNO INTRODOTTI NEL PGT CON LA VOTAZIONE DELLE OSSERVAZIONI.

—————————————————————————————

MERCOLEDI’ 16 DICEMBRE LA LEGA HA RISOLTO IL SUO CONFLITTO E SCIOLTO OGNI DUBBIO. Schiacciata dalle pressioni del suo responsabile Provinciale o per libera scelta il risultato non cambia. 

VOTA A FAVORE DI S.L.P. ED ALTEZZE ILLIMITATE NEL PROSSIMO PIANO INTEGRATO DI INTERVENTO CHE DEVASTERA’ NUOVAMENTE IL PARCO DEL GRUGNOTORTO E GALIMBERTI, PRESENTANDO UNA LETTERA DI SCUSE, RIENTRA IN GIUNTA COME SE NULLA FOSSE… I GUAI PER IL PARCO GRUGNOTORTO NON POSSONO CHE PEGGIORARE!

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Monza – 16 Dicembre 2009. Crisi e congresso della CGIL

Posted by PRC Muggiò su sabato 12 dicembre 2009

CRISI E CONGRESSO DELLA CGIL
Mercoledì 16 Dicembre 2009
ORE 21.00
c/o Federazione Rifondazione Comunista Monza e Brianza
Via Borgazzi, 9 Monza

La Federazione della Sinistra ne discute, con:
UGO BOGHETTA Segretario Regionale PRC-Lombardia

Crisi e congresso CGIL

Crisi e congresso CGIL

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Galimberti sbatte la porta. Lega Nord nel caos

Posted by PRC Muggiò su domenica 6 dicembre 2009

Le dimissioni di Mario Galimberti, Vicesindaco ed Assessore ai lavori pubblici di Muggiò della Lega Nord, rivelano la crisi della Giunta di centrodestra a soli 4 mesi dal suo insediamento.

In un momento in cui sarebbe necessario intervenire con politiche attive di sostegno ai lavoratori delle aziende in crisi, ai disoccupati ed ai precari, questa Giunta non trova di meglio che azzuffarsi per dei posti nelle commissioni comunali!

Noi ci siamo chiesti da subito come avrebbero fatto a convivere coloro che avevano promosso un referendum cittadino sulla candidatura Zanantoni, alludendo alla sua pessima amministrazione e poca trasparenza, con chi ne difendeva a spada tratta l’operato. Oppure chi diceva di aver sempre difeso il parco del Grugnotorto con chi l’aveva pesantemente devastato con l’operazione multiplex.

Evidentemente le soluzioni imposte dall’esterno, basate sulla spartizione di posti di potere, non hanno ottenuto il risultato sperato ma anzi si sono dimostrate controproducenti e deleterie per la comunità cittadina.

Ognuno si assuma le proprie responsabilità e si chieda se è adeguato per amministrare la città di Muggiò.

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Milano – 9 Novembre 2009. PRIMO: IL LAVORO

Posted by PRC Muggiò su sabato 7 novembre 2009

09/11/2009
Milano
Auditorium del Consiglio Regionale – via Filzi n.29
ore 17.30

Dibattito sulle due petizioni popolari per chiedere l’approvazione di provvedimenti a tutela del lavoro salariato e a sostegno dei disoccupati e dei precari.

  • Petizione popolare per l’approvazione di una legge regionale a difesa dell’occupazione nella piccola e media impresa, contro le delocalizzazioni.

     

  • Petizione popolare per l’approvazione di leggi regionali che prevedano il blocco dei licenziamenti, l’estensione dell’indennità di disoccupazione e il riconoscimento di un reddito sociale.

    Per aderire a queste petizioni potete inviare una mail a petizionilavoro@prclombardia.it indicando nome, cognome, indirizzo.

     

  • Primo: il lavoro

    Dibattito sulle petizioni a sostegno delle leggi regionali proposte dal PRC

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    Carnate – 21 Novembre 2009. PRIMO: IL LAVORO!

    Posted by PRC Muggiò su giovedì 5 novembre 2009

    21/11/2009
    Carnate
    c/o Coop. Guido Rossa – via Giovanni XXIII n.7
    ore 20.00

    Cena di finanziamento per contribuire alla cassa di resistenza dei lavoratori e delle lavoratrici delle fabbriche in crisi.

    PRIMO: IL LAVORO!

    PRIMO: IL LAVORO!

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    E’ crisi, anche a Muggiò!

    Posted by PRC Muggiò su giovedì 5 novembre 2009

    E' crisi! Anche a Muggiò

    E' crisi! Anche a Muggiò

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    E’ crisi! Anche a Muggiò.

    Posted by PRC Muggiò su mercoledì 16 settembre 2009

    E' crisi! Anche a Muggiò

    E' crisi! Anche a Muggiò

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    Relazione Draghi; uno Stato folle

    Posted by PRC Muggiò su sabato 30 maggio 2009

    Relazione di Draghi
    di Viviana Vivarelli

    Ha detto il Governatore di Bankitalia: “Se non si faranno riforme, gli altri paesi europei usciranno dalla crisi, noi no.”

    Ma riforme strutturali non se ne vedono e quelle che sono state richieste dal Pd sono state respinte. Poi però si continua a dire che il Pd di proposte non ne fa.
    L’Italia ha preso a scivolare in basso molto prima della crisi. Sono 15 anni che B passa da un governo a un altro e sono 20 anni che le imprese sono ferme e non investono, aumentano i profitti solo riducendo i salari e i diritti del lavoro e usando a man basso i precari. La gente non ha soldi da spendere ma le tasse restano le più alte d’Europa con salari che sono i più bassi d’Europa e un sistema perverso che falcidia gli onesti e i meritevoli e usa il lavoro come leva elettorale-

    Forse B intende abbassare le tasse, o aiutare i disoccupati? Forse vuole aumentare gli ammortizzatori sociali e incentivare i salari e dunque far riprendere i consumi? Non ci pare. Forse ha un solido piano di investimenti in opere pubbliche di grande necessità? Nemmeno. Ha imboccato la via obamiana di scuola, ricerca e energie verdi? Manco per idea. Forse sta aiutando il credito a riaprirsi? Non lo ha fatto. Il futuro è nero e, grazie a lui, è più nero che nel resto d’Europa. E allora come fa a parlare in modo così sgangherato di relazione berlusconiana? Di Draghi ottimista? Ma gli fuma il cervello con tutta la coca e le donnine che consuma?

    Abbiamo in cassa integrazione già l’8,5% dei lavoratori e se B e Tremonti continueranno a non far niente e ad occuparsi solo di favorire la mafia e far salire i vantaggi presidenziali, saliranno al 10%. Altro che fiducia e ottimismo! Altro che venirci a dire che siamo già fuori dalla crisi!Il nostro sistema di protezione sociale fa schifo. Negli altri paesi d’Europa un disoccupato è aiutato. Da noi no. B ha da pensare a donnine e festini. Si occupa solo dei giudici che possono incriminarlo per pedofilia e corruzione. E’ troppo concentrato sui suoi vizi e reati per occuparsi del paese.

    Dunque aspettiamoci altri disoccupati, altre imprese che chiudono, altro calo dei consumi, altro dolore sociale. B non ha tempo di occuparsene, deve fare festini da basso impero, deve rifarsi il trucco e la faccia, deve raccontare balle al paese, deve attaccare i giudici come “grumi eversivi”, quando qui l’unico eversore visibile è lui che rifiuta le riforme che salvano il paese, che offende la legge morale e penale, che deruba il fisco, che affossa l’Italia, che distrugge la democrazia.Non ci pare che Draghi copi affatto l’ottimismo berlusconiano. La sua relazione è tragica. Le sue richieste sono identiche a quelle di Franceschini: occorrono ammortizzatori e subito perché “ci sono 1,6 milioni di lavoratori che non avranno diritto ad alcun sostegno se licenziati”. Occorre migliorare le attuali difese sociali, che in Italia sono peggiori del resto dell’UE. “La crisi ha reso più evidenti le vecchie manchevolezze del nostro sistema di protezione sociale che è frammentato” e lascia troppi scoperti.

    Draghi chiede un intervento sulle banche dell’indegno Tremonti che le spinga a dar credito alle imprese sane, soprattutto quelle piccole, con meno di 20 dipendenti, che sono centinaia di migliaia e che chiuderanno se non si riaprono i cordoni del credito (a loro e non ai grossi carrozzoni insolventi amici del potere).
    E’ poi necessario che lo stato riduca la sua spesa corrente (gli sprechi della casta che B e Tremonti non intendono affatto toccare).
    Draghi chiede purtroppo ancora di alzare l’età pensionabile a 65 anni, quando l’Istat ci dice che l’italiano medio ha tra i 40 e 50 anni ed è disoccupato. Quale pensione avrà chi è disoccupato?

    Per risanarci c’è un sistema infallibile: combattere l’evasione che nasconde il 15% dell’attività economica.
    Ma chi dovrebbe farlo? Un premier indagato per evasione fiscale?! Per aver corrotto un testimone e portare nei suoi paradisi fiscali i miliardi che ruba al popolo italiano? E per avere alle spalle una serie di processi a cui è scampato con mezzi illeciti e in cui compare come imputato di evasione? Non ci pare proprio la persona più adatta.

    Draghi dice chiaramente che se si vuole essere più competitivi, occorre “elevare la qualità e quantità del capitale umano e delle infrastrutture fisiche”. Ma se B ha tagliato scuole, università e ricerca! Non è esattamente il contrario di quel che si deve fare?

    Ma come si fa a essere più razionali e competitivi, come dice Draghi, se le opere pubbliche sono furti colossali protetti dallo Stato? Se “un km di autostrada può costare più del doppio che in Francia o in Spagna”!
    Se, malgrado l’enorme scandalo delle discariche, degli abusi, dello scempio del territorio, Bertolaso insiste a calpestare piani regolatori e poteri degli enti locali per salvare imprenditori disonesti e procede a man bassa allo stupro di tutto quello che c’è?
    Se si continua con poteri speciali e piani obiettivo per favorire amici degli amici, mafiosi e inquisiti!Se si eliminano i magistrati scomodi che indagano sui furti pubblici, sulle opere pubbliche, sugli intrallazzi di stato! Se quando appare un critico o un moralizzatore della grande corruzione pubblica, lo si aggredisce immediatamente come comunista? E se un giudice vuol fare chiarezza, ci si mette addirittura il CSM a castrarlo e ad avocargli inchiesta e poteri?
    Ma come si fa a sperare in una uscita dalla crisi in queste condizioni da basso impero con gli organi di controllo ormai gravemente compromessi nel marcio generale, quando lo stesso Presidente della Repubblica firma con sconcertante rapidità un Lodo Alfano che è una bestemmia urlante verso la democrazia e la Corte Costituzionale si prende addirittura un anno per esaminarlo, ignorando i processi a un premier fortemente sospetto che sono sospesi in attesa di poterlo imputare di delitti che altrove lo avrebbero cacciato al solo nominarli?
    Come si fa in un paese così ridotto a non trovare tra mille parlamentari 63 che votino la mozione di sfiducia a Berlusconi? Come si fa ad assistere impotenti alla resa miserevole della stampa, della magistratura, dell’opposizione, della chiesa persino di fronte a tanto massacro?

    Occorre ristabilire la fiducia. E come? Con un premier che pensa solo ai suoi vizi privati e incrementa le storture pubbliche? Basterebbe vedere Catania. O gli sprechi delle regioni a statuto speciale. O la scelta dei candidati del Pdl. O le veline al rango di ministri. O i pregiudicati in Parlamento. O Scajola col suo aereo privato di Stato! O le infinite e costose pagliacciate di Berlusconi!
    Roma muore e ride mentre Nerone ne canta la distruzione sulla chitarra, tra un’orgia e l’altra, un book e l’altro, mostrando al mondo in che sprofondo può arrivare un paese in mano a un incapace corrotto.

    Di nuovo Draghi batte sull’aumento dell’età pensionabile!? Ce ne vuole di faccia a ripetere questo

    • quando non si separa assistenza da previdenza;
    • quando l’assistenza delle pensioni sociali non è a carico dello Stato ma degli stessi lavoratori;
    • quando non esistono in Italia ammortizzatori sociali per chi un lavoro non ce l’ha;
    • quando si proteggono 200 miliardi di evasione e si rifiuta un fisco trasparente con carico e scarico, mettendo tutto sulle spalle dei lavoratori dipendenti;
    • quando si medita un 2° rientro dei capitali sporchi per aiutare criminali ed evasori;
    • quando si agisce solo con condoni e cartolarizzazioni;
    • quando abbiamo un livello così alto di evasori totali;
    • quando chi evade oggi non andrà mai in prigione domani e patteggiando avrà una riduzione del carico fiscale;
    • quando gli evasori sono premiati dalle stesse leggi del premier che stravolge i processi e attacca la magistratura;
    • quando costui attacca come “grumi eversivi” proprio quei magistrati che scoprono di
    • quanto egli partecipa al grande saccheggio, del grande furto ai cittadini;
    • quando, per favorire gli evasori, è pronto a stravolgere la legge e ad asservire la magistratura;
    • quando non pone limiti allo spreco del potere ma anzi modifica la Corte dei Conti affinché non metta il veto alle leggi senza copertura finanziaria;
    • quando intende metter mano a un federalismo già respinto dagli italiani che raddoppierà il carrozzone di stato;
    • quando non pensa nemmeno ad abolire le province o gli enti inutili
    • quando si fanno leggi per proteggere i ladri di stato e al vertice ci sta proprio il più grande….

    E con questo quadro alle spalle, Draghi parla ancora di ridurre l’età pensionabile!!?? Ma questo è diabolico! E risponde solo a quel grande neoliberismo, fallito su tutta la linea, micidiale e perverso, ma che persiste nella conduzione europea senza alcun limite o freno anche se è responsabile della crisi mondiale.

    Si intende penalizzare ancora una volta i lavoratori!?!? Mai i banchieri, mai i politici, mai gli economisti, mai i magnati, i ladri, gli assassini della vita degli altri, i responsabili dei morti sul lavoro, i vili imprenditori, gli estorsori, gli schiavisti.. mai chi ruba l’onestà e il merito.. . sempre e solo i lavoratori!!!

    Sarebbe l’ora di piantarla! Abbiamo visto abbondantemente quanto sono stati bravi i grande politici, i grandi strateghi, i grandi analisti, i grandi controllori, i grandi economisti neoliberisti! Non uno di loro ha fatto quel che doveva fare! E ora si intende scaricare di nuovo tutto sui lavoratori!!??

    E noi dovremmo anche andare a votare per un Comunità Europa che ha tarpato i diritti dei popoli, che è arrivata a ordinare la privatizzazione dell’acqua e la riduzione dei diritti del lavoro, che ha pensato solo a ingrassare e proteggere le proprie banche, i propri grandi affari, il lucro dei propri grandi magnati, le grandi multinazionali, i grandi traffici di armi, le guerre?
    Non c’è qualcosa di troppo, che ormai sfora insopportabilmente da questa relazione di Draghi?
    Qualcosa che dovrebbe essere cacciato tra i rifiuti, come tante operazioni perverse di questi distruttori dell’uomo, che hanno già abbastanza rovinato il mondo in nome di un mercato governato da pochi squali, e che hanno dimenticato da tempo quali sono i diritti umani, in nome dei profitti di un capitale che peggio di così non poteva essere e più danni di così non poteva fare?..

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    PIL, I DATI DISASTROSI COLPA DELLE POLITICHE SBAGLIATE DEL GOVERNO

    Posted by PRC Muggiò su venerdì 15 maggio 2009

    La truffa del DDL sicurezza

    La truffa del DDL sicurezza

    I dati del Pil in caduta libera (-5,9% solo nei primi tre mesi!) resi noti dall’Istat fanno capire perché il governo parla tanto di sicurezza e immigrazione, cercando di distogliere l’attenzione degli italiani dalla drammatica crisi economica in cui siamo: si tratta di una pura operazione di depistaggio e di una vera presa in giro degli italiani. I dati del Pil indicano un vero disastro economico per il nostro Paese, messo peggio di praticamente tutti gli altri Paesi dell’Unione europea.

    Ciò accade a causa delle politiche economiche antipopolari di Berlusconi, che salva i suoi amici banchieri e industriali mentre taglia salari, pensioni e spesa sociale.

    Dalla crisi in cui siamo se ne esce solo con una profonda operazione di redistribuzione del reddito, con l’aumento di salari e pensioni, con tasse ai ricchi e benestanti… L’esatto contrario della politica economica di questa destra.

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    I PRECARI ABBANDONATI

    Posted by PRC Muggiò su sabato 14 marzo 2009

    C’è una parte del mondo del lavoro senza tutele e senza rappresentanza: i precari.
    Per coprire con una foglia di fico questa vergogna il governo ha deciso di portare dal 10% al 20% della retribuzione annuale, l’indennità una tantum destinata ai parasubordinati che verranno licenziati: si tratta, secondo i calcoli della Cgil di passare da circa 800 a 1600 euro medi (il ministro Sacconi parla di una somma che va da 1000 a 2600 euro). Soldi che questi lavoratori, dopo anni di sfruttamento, riceveranno in un’unica tranche, per rimanere sostanzialmente a piedi per tutti i mesi a venire. Ma non basta, perché i requisiti per poter accedere al sussidio sono molto restrittivi e non saranno affatto tutti gli 836 mila parasubordinati del Paese a ricevere la cifra, ma al massimo un 10% (calcola la Cgil), cioè circa 80-90 mila persone. La cifra stanziata dal governo, d’altra parte, è molto bassa: cento milioni di euro.

    L’elemosina è stata raddoppiata, ma resta sempre un’elemosina.
    Raffaele Bonanni invece plaude al pacchetto del governo e vaneggia: secondo lui «Il dialogo paga».

    «Ragionevolmente prorogheremo anche nel 2010 la misura ma attualmente la copertura è per il 2009» dice il Governo, confermando quindi che neppure il nuovo anno porterà la ripresa economica.

    Invece ci vogliono ben altre proposte per uscire da questo pantano: innanzitutto il salario sociale per tutti i disoccupati e l’estensione della cassa integrazione a chiunque perda il posto di lavoro, indipendentemente dalla dimensione dell’azienda di provenienza e dalla tipologia contrattuale. E’ l’unico modo per riunificare lavoratori stabili e precari; nessuno deve restare solo nella crisi. In secondo luogo è necessario rilanciare la spesa pubblica con grandi investimenti nella ricerca, nelle tecnologie eco-sostenibili, nei settori ad alta tecnologia, avendo un disegno industriale del nostro paese di lungo respiro, capace di guardare al futuro del Paese. Insomma, l’opposto delle scelte operate da questo governo.
    Ma per varare misure così importanti servono risorse, e le risorse non vanno prese dalle tasche dei pensionati o dei lavoratori che in questo caso si dividerebbero reciprocamente la miseria. I costi della crisi devono progressivamente ricadere su chi è più abbiente e su chi finora ha fatto il furbetto. Si può fare con l’aumento delle tasse sopra i 100 mila euro, la patrimoniale, la tassa di successione per i grandi patrimoni, la tassazione delle rendite finanziarie e rilanciando una vera lotta all’evasione. Bisogna fare cioè esattamente come sta proponendo il presidente degli Usa Obama: togliere ai ricchi per dare ai disoccupati, ai precari ed ai cassintegrati.
    Rifondazione Comunista sostiene queste proposte e per queste si vuole battere; sta ai lavoratori scegliere tra la “carità pelosa” di questo governo e la riscoperta della propria forza e dei propri diritti.

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    Decreto anticrisi inefficace. Chi ci rimette è il lavoro.

    Posted by PRC Muggiò su sabato 17 gennaio 2009

    Il 50% del totale dei dipendenti italiani (non considerando il pubblico impiego) non ha diritto a nessuna misura di sostegno al reddito. Lo studio dell’associazione artigiani e piccole imprese (Cgia) di Mestre, mostra tutta l’inadeguadezza del nostro sistema di ammortizzatori sociali. Oltre a quella del cosiddetto «decreto anticrisi» del governo che non stanzia un euro in più per fare fronte alla gravità della crisi.

    Il 2009 sarà un anno record di cassa integrazione, ha detto il presidente dell’Inps alcuni giorni fa, soprattutto di quella «ordinaria» (che si applica ai settori dell’industria, dell’edilizia e dell’agricoltura e che risponde a crisi di carattere transitorio) e di quella «in deroga» (che si applica a quei settori e tipologie di aziende che a norma di legge non ne avrebbero diritto). Solo a dicembre le richieste di cig sono aumentate, su base annuale, del 500%. L’impatto sociale è esplosivo. Per chi ne ha diritto, la cassa integrazione significa campare con non più di 800 euro al mese nella gran parte dei casi. Ma sono in molti a non avere diritto a nessuna misura di protezione. I precari a vario titolo innazitutto – i primi a ‘saltare’ – una giungla contrattuale che è andata infoltendosi negli ultimi anni e che oggi conta poco meno di 5 milioni di persone: secondo alcune stime sarebbero 350 mila i precari che, per effetto della crisi, ogni mese corrono il rischio di non vedersi rinnovato il contratto.

    Ma anche tra i dipendenti sono in moltissimi – la metà del totale, secondo quanto indica l’indagine degli artigiani di Mestre – a non avere diritto a nessuna forma di protezione. La maggior parte di costoro (2,3 milioni) lavora nei servizi e poi, a seguire, nelle piccole e medie imprese del commercio (1,9 milioni), nell’artigianato (889 mila), nel settore del turismo (870 mila tra alberghi e ristoranti), nel credito e assicurazione (544 mila) e nella comunicazione (338 mila dipendenti). Se questo è l’ordine di grandezza dei numeri, appaiono a dir poco inadeguate le misure messe in campo dal governo.
    “Di fronte alla drammatica crisi finanziaria ed economica in atto, il governo Berlusconi – commenta Ferrero – approva solo oggi un decreto che non serve a nulla. Non aumenta stipendi e pensioni, tantomeno allarga gli ammortizzatori sociali a tutti quelli che perdono il loro posto di lavoro“.

    Servono invece misure radicali e che incidano in profondità, a partire da un PIANO PER IL LAVORO che garantisca un reddito a chiunque perda il posto di lavoro e un forte intervento pubblico a favore dell’occupazione, del rilancio industriale e di una seria riconversione ambientale dell’economia stessa.

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