Muggiò Città@perta

Un'altra Muggiò è possibile

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

  • Giovani Comunisti Monza Brianza

  • Il PRC Muggiò su Facebook:

  • L’Altra Europa

  • SOTTOSCRIZIONE FEDERALE

    Vintage ornate card in east style. Golden Victorian floral decor. Template frame for greeting card and wedding invitation. Ornate vector border and place for your text.

  • NO alla modifica costituzionale

  • REFERENDUM SOCIALI

  • ISCRIZIONI 2015

  • Il fascismo è un crimine

  • I soldi dei caccia F35 vadano ai terremotati!

    Chiediamo che i fondi per i caccia F35 siano destinati interamente per la ricostruzione
  • SCIOPERO GENERALE

  • No alla Buona Scuola

  • In piazza con la FIOM

  • Ricordando il compagno Mandela

  • Electrolux non deve passare

  • 17 APRILE NO TRIV

  • Lotto per il 18 – iniziata la raccolta delle firme per indire il referendum

  • BASTA CEMENTO, PIU’ VERDE SUBITO! FIRMA ANCHE TU

  • ALCOA, la lotta continua

    ALCOA, la lotta continua
  • Col governo Monti cresce solo l’ingiustizia

  • Paghi chi non ha mai pagato

  • Manovra Monti – NO al governo dei banchieri

  • Manovra Monti – paghi chi non ha mai pagato

  • 2 SI per acqua bene comune

    2 SI per acqua bene comune
  • La legge è uguale per tutti: VOTA SI

    La legge è uguale per tutti: VOTA SI
  • MANDIAMOLI A CASA!

    Berlusconi e Marchionne vogliono la stessa cosa; comprimere i diritti e la democrazia a proprio vantaggio
  • A voi i profitti, a noi i lutti

  • Basta con il bipolarismo degli affari

    Basta con il bipolarismo degli affari

    Basta con il bipolarismo degli affari

  • Articoli Recenti

Posts Tagged ‘democrazia’

Democrazia di seconda mano

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 11 gennaio 2017

Nel 1861 si tenne la prima elezione politica del nascente Regno d’Italia, vinta a maggioranza da Camillo Benso di Cavour, esponente della Destra Storica.

Ebbero diritto di voto solo i possessori dei diritti civili e politici dei Regi Stati, di oltre 25 anni, non analfabeti, che potessero dimostrare “di pagare un annuo censo non minore di lire italiane quaranta” (Regio Decreto 20 novembre 1859, n.3778), appartenenti a determinate classi professionali.

Tale “diritto” fu assegnato a poco meno del 2% degli italiani, di essi votarono il 57%.

Nei giorni scorsi lo 0,1% degli abitanti in Provincia di Monza e Brianza – pari agli 862 consiglieri aventi diritto di voto (elezione indiretta delle Provincie, Legge Delrio 7 aprile 2014, n.56) – è stato chiamato ad eleggere il nuovo Consiglio Provinciale.

Roba da far impallidire il Re!

democrazia-tra-virgolette1Degli 862 consiglieri si sono recati a votare 697, 22 di questi hanno votato scheda bianca o nulla.

Probabilmente non si sono presentati molti consiglieri 5 Stelle che non hanno presentato una lista di candidati. Alcune schede nulle sono sicuramente un apprezzabile atto di protesta contro la truffa delle elezioni indirette e lo sbeffeggio della sovranità popolare.

Di fatto – come alcuni cronisti hanno commentato – si tratta di una casta che si auto-riproduce, superando le barriere del sistema democratico.

Uno sguardo alle cifre conferma l’affermazione.

Su 16 seggi disponibili:

  • eletti 10 consiglieri PD con 370 voti [si considerano i voti reali dei singoli consiglieri votanti, non i voti ponderati sulle dimensioni di popolazione dei comuni], il più votato ha ricevuto 70 preferenze, il secondo 54, il terzo 33;

  • eletti 4 consiglieri di centrodestra con 144 voti, il più votato ha ricevuto 45 preferenze;

  • eletti 2 consiglieri leghisti con 122 voti, il più votato ha ricevuto 60 preferenze;

  • nessun seggio alla lista delle forze civiche, che ha ricevuto 39 voti.

In percentuale il centrodestra, la Lega e le civiche hanno raccimolato più voti nei piccoli comuni mentre il PD – sempre in percentuale sui votanti – ha raccolto più preferenze nei comuni medio-grossi.

Rifondazione Comunista si schiera con chi si sente truffato da questa votazione antidemocratica e demagogica e farà di tutto per sottoporre tale processo al giudizio della Corte Costituzionale.

La sovranità è del popolo!

Posted in Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Dichiarazione della KCK (Unione delle Comunità del KURDISTAN) sul tentativo di colpo di stato in Turchia

Posted by PRC Muggiò su domenica 17 luglio 2016

da retekurdistan.it – 16 luglio 2016

La co-presidenza del Consiglio esecutivo della KCK ha rilasciato una dichiarazione relativa al tentativo di colpo di stato in Turchia.La dichiarazione afferma che: “C’è stato un tentativo di colpo di stato messo in atto da persone la cui identità e le cui motivazioni non sono ancora chiare. Cattura l’attenzione il fatto che questo tentativo arriva in un momento in cui Erdogan, secondo quanto riferito, stava per incaricare generali vicini a lui durante l’incontro del consiglio militare che avrebbe dovuto svolgersi a breve. Il fatto che questo tentativo di colpo sia stato messo in atto all’interno di un processo che testimonia discussioni sulla politica estera del governo fascista AKP è un’altra caratteristica di questo colpo.”Erdohitler-cop.jpg

Tentativo di colpo di stato è la prova della mancanza di democrazia

Nella dichiarazione della KCK si legge: “Non è rilevante all’interno di quali fattori e di quali obiettivi politici, interni o esterni, e per quale ragione una lotta di potere viene intrapresa: in questo caso non si tratta di difendere o non difendere la democrazia. Al contrario, questa situazione è la prova di mancanza di democrazia in Turchia. Tali lotte di potere e tentativi di afferrare il potere non appena se ne presenti l’opportunità sono osservati nei paesi non democratici dove un potere autoritario provoca colpi di stato per rovesciare un altro potere autoritario quando le condizioni sono propizie. Questo è quello che è successo in Turchia.

Un colpo di stato è stato messo in atto alle elezioni del 7 giugno

Un anno fa, Tayyip Erdogan e la Gladio del Palazzo inscenarono un colpo di stato a seguito deli risultati delle elezioni del 7 Giugno portandosi dietro il MHP, tutti i fascisti, i poteri militari nazionalisti identificati come Ergenekon e una parte dell’esercito. Questo fu un colpo operato dal potere del palazzo contro la volontà democratica del popolo manifestata dal voto della gente. Il fascismo dell’AKP fece un’alleanza con tutte le forze di stampo fascista e con una parte dell’Esercito incluso il Capo della Difesa al fine di sopprimere il Movimento di Liberazione Kurdo e le forze democratiche. Il fascismo dell’AKP condusse l’Esercito nelle città e nei villaggi curdi, fece incendiare le città radendole al suolo e massacrò centinaia di civili. Inoltre, emanò leggi per invalidare i processi dei militari per dei crimini da loro commessi.

Tentativo di colpo di stato di una fazione militare contro un’altra fazione militare

E’ già esistita una tutela militare prima del tentativo di colpo di stato fatto ieri; e questo caratterizza il caso attuale un tentativo di golpe operato da una fazione contro la fazione militare esistente. Questa è la ragione per cui coloro che vogliono che l’esercito insceni un colpo di stato, finora avevano accettato l’esistenza di una tutela militare e si erano schierati accanto ad Erdogan. Il fatto che il MHP e le cerchie nazionaliste e scioviniste si siano affiancate alla Gladio del Palazzo e i ai suoi alleati fascisti ha rivelato piuttosto chiaramente che non si tratta affatto di un incidente nella lotta tra coloro che parteggiavano per la democrazia e coloro che la osteggiavano.

Ritrarre Erdogan come democratico dopo il tentativo di colpo di stato è un approccio pericoloso

Raffigurare Tayyip Erdogan, o la dittatura fascista dell’AKP come se fossero democratici a seguito di questo tentativo di colpo di stato è un approccio anche più pericoloso del colpo di stato in sé. Immaginare la battaglia per il potere tra forze autoritarie, dispotiche e anti-democratiche come una lotta tra sostenitori e nemici della democrazia servirebbe solo a legittimare l’esistente governo di stampo fascista e dispotico.

Le forze democratiche non si schierano con nessuno dei due campi

La Turchia non ha un gruppo di civili al potere né una lotta di forze democratiche contro i cospiratori. La lotta attuale è per colui che dovrebbe guidare il sistema politico attuale che è, a sua volta, il nemico della democrazia e del popolo kurdo. Perciò, le forze democratiche non si schierano per nessuno dei due campi durante questi scontri.

Se si trattasse di un colpo di stato contro la democrazia sarebbe proprio quello portato avanti dal partito fascista AKP

Se ci fosse un colpo di stato contro la democrazia sarebbe da identificare con quello condotto dal governo fascista AKP. Il controllo del potere politico sopra quello giudiziario, l’incremento di leggi e politiche fasciste approvate dalla maggioranza parlamentare, la revoca delle immunità dei parlamentari, l’arresto di sindaci, la rimozione coatta di sindaci e co-sindaci dalle loro posizioni, l’imprigionamento di migliaia di politici appartenenti all’HDP e al DBP: sono queste le azioni che costituiscono più che un colpo di stato. Il popolo kurdo si trova sotto un attacco genocida, fascista e colonialista.

Il governo dell’AKP ha trascinato la Turchia in questi scontri

Quello che ha portato la Turchia a questo stato è il governo AKP che ha trasformato il suo governo in una guerra contro il popolo kurdo e le forze della democrazia. Con il suo carattere egemonico, assolutistico e antidemocratico ha tenuto la Turchia in stato di caos e nel conflitto. Con la sua guerra contro il popolo curdo e contro le forze democratiche ha portato la Turchia ad uno stato di guerra civile. Il recente tentativo di colpo di stato mostra che la Turchia ha bisogno di liberarsi dal governo fascista dell’AKP e avere un governo democratico. Gli ultimi sviluppi spingono con urgenza affinché la Turchia si democratizzi e si liberi da questo governo egemonico e fascista.

All’interno di questo quadro, le forze democratiche dovrebbero prendere posizione contro la legittimizzazione delle politiche del governo fascista dell’AKP mascherate come “democratiche” e dovrebbero creare un alleanza democratica che avvierebbe un processo realmente democratico in Turchia. Questo tentativo di colpo di stato ci impone di non frenare la lotta contro il fascismo dell’AKP ma al contrario potenziarla affinché il caos e gli scontri in Turchia cessino ed emerga una nuova e democratica Turchia.

Posted in Politica, Società | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Leave a Comment »

Firma per abrogare alcuni articoli della legge elettorale e per fermare la deforma costituzionale!

Posted by PRC Muggiò su venerdì 3 giugno 2016

13339483_10209458479209700_1855432425126026639_n

Posted in Muggiò, Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Leave a Comment »

NO TRIV: per la costituzione di un coordinamento locale

Posted by PRC Muggiò su domenica 13 marzo 2016

CopertinaNoTriv

VENERDI 18 MARZO, ORE 21.00 PRESSO SEDE PRC DI VIA BARUSO 3, MUGGIÒ, ASSEMBLEA PUBBLICA PER LA COSTITUZIONE DI UN COORDINAMENTO LOCALE IN VISTA DEL REFERENDUM SULLE TRIVELLAZIONI IN MARE DEL 17 APRILE.

Il 17 aprile siamo chiamati a votare per il referendum per il referendum contro le trivellazioni diventate un considerevole pericolo per l’ambiente italiano anche in seguito all’apertura del governo Renzi verso nuove concessioni. Per la Lombardia siamo all’emergenza ambientale perché grandi opere inutili e dannose, crescita insostenibile di traffico privato su gamma, grandi impianti di combustione, abnorme presenza di impianti di incenerimento, prevalenza di un modello agroindustriale a base chimica, hanno reso la Lombardia uno dei territori più inquinati d’Europa con conseguenze gravissime sulla salute dei cittadini e il consumo di preziosissimo territorio agricolo.

A tutto cio oggi si aggiunge la previsione di un esteso piano di trivellazioni che introduce ulteriori rischi nell’ambiente già martoriato della nostra regione.

  • alterazione dell’equilibrio geologico del territorio
  • compromissione della sicurezza idraulica del suolo
  • gravi rischi di inquinamento della faida acquifera

La Lega di Maroni è complice di questo scempio prodotto da un modello energetico centrato sui combustibili fossili e dalla consegna ai grandi affaristi e alla speculazione di tutto ciò che e proprietà pubblica o bene comune. Per questo non ha partecipato alla richiesta di referendum contro le trivellazioni selvagge avanzata da dieci regioni.

Per gli stessi motivi il governo Renzi punta a boicottare la partecipazione dei cittadini al voto non accorpando la data del referendum e quella delle elezioni amministrative, con uno sperpero di 360 milioni di euro di risorse pubbliche.

La vittoria del si al referendum è importante per :

  • FERMARE LE TRIVELLAZIONI SELVAGGE
  • RESTITUIRE LA SOVRATNITA’ AI CITTADINI E AI TERRITORI
  • UNA POLITICA AMBIENTALE SOSTENIBILE

La Segreteria Regionale Prc/Se Lombardia – link

Posted in Ambiente, Muggiò, Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Venezuela, noi e la democrazia

Posted by PRC Muggiò su giovedì 17 dicembre 2015

di Fidel Castro Ruiz, su rifondazione.it

7 dicembre 2015

Il Venezuela ha dimostrato ieri –al contrario di quanto si è canonizzato- che non esiste democrazia con l’economia ed i mezzi di comunicazione in mani  private. È deplorevole, ma una rivoluzione sociale non può avanzare con il potere reale in mano all’oligarchia.

cuba-venezuela Con i mezzi di comunicazione ed i poteri economici contro, è impossibile fare avanzare un governo che favorisca il popolo. Sono finiti i tempi in cui prendevamo di sorpresa la destra e specialmente l’impero yanqui, che aveva il suo cortile di casa quasi alla deriva; ora ovviamente stanno rafforzando il loro accerchiamento al Sud.

La cosa peggiore della sconfitta di ieri della Rivoluzione bolivariana, non è neanche la sconfitta nelle urne, così schiacciante, il che era abbastanza prevedibile. Ma è il discorso della sinistra che fa il gioco dei concetti che ci impongono i grandi circuiti globali, ripetuti come pappagalli, come ad esempio il concetto di democrazia così come la intende l’impero.

Ripetiamo schiamazzando che ha vinto la democrazia, quando in realtà quello che si è dimostrato è che è impossibile esercitare la democrazia; la democrazia elettoralista serve solo alla destra, la sinistra in questo modo non può governare, in mezzo a un mare di poteri forti economici e mediatici in mano ad una minoranza anti-democratica.

Nel nostro telegiornale della mattina, il nostro inviato a Caracas ha detto che il popolo aveva usato il voto come castigo contro la gestione economica di Maduro. E lo stesso Maduro si trova sotto la pressione di quelle idee che gli impongono di riconoscere di non essere stato efficace, mentre la realtà è che non si può essere efficaci quando i poteri economici lanciano una guerra aperta e la colpa la pagano le vittime dell’attacco.   Come governare contro l’oligarchia nazionale ed internazionale (unita, come sognò Marx per i proletari del mondo) ?

Il voto non è stato di castigo contro una gestione deficiente, ma è stato un voto di salvezza teorica, di sollievo di fronte ad un’angustia prolungata nella vita quotidiana del venezuelano; Maduro non ha avuto una gestione deficiente, bensì una impossibile.

La macchina mediatica internazionale dà la colpa a Maduro, al suo governo incluso, lo contrappone a quello di Chávez, cercando di farci credere che questo governo è un’altra cosa, e che Maduro o è un villano o un incapace, quando in realtà lo scontro è stato titanico.

Non sono neanche sicuro del fatto che con Chávez i risultati sarebbero stati diversi. Al non essere molto più radicali nelle misure, il che è difficile con le regole del gioco imposte, come impedire a mezzi di comunicazione feroci di tergiversare, disinformare, calunniare, senza pietà né etica? Come controllare una economia il cui potere è dell’oligarchia?  Come poter affrontare quella situazione economica se tra l’altro gli organismi economici internazionali sono parte del gioco?

Ci saremmo voluti rallegrare del fatto che le elezioni si svolgessero in piena calma, senza violenza, ma per me – purtroppo – era solo un cattivo sintomo. Le elezioni si svolgevano in pace perché l’opposizione sapeva di avere grandi possibilità di vincere. La campagna per non riconoscere i risultati, ed organizzare la violenza nelle strade, l’ha fatta da padrone per raggiungere il suo obiettivo, la paura.

Salvo chi ha maggiore coscienza, qualsiasi cittadino che da mesi fa code infinite, che vede i prezzi andare alle stelle, e vede sparire alcuni alimenti e a cui in più promettono giorni di forte violenza in caso di vittoria del chavismo, è chiaro che vota contro, per vedere se arriva un po’ di pace nella sua vita.

E’ questa la democrazia? Dover votare non per un progetto, ma per la paura di quello che sta succedendo in base alla guerra dell’opposizione ?

Alla TV Telesur in piena incertezza in attesa dei risultati, una sociologa ecuadoregna, ha iniziato a mettere in discussione le rivoluzioni che stiamo facendo nel continente, in quanto logorate e obbligate a rimettersi in discussione, il che mi sembra giusto come principio. Ma quando ascoltavo le sue argomentazioni, non appariva da nessuna parte la ingovernabilità a cui stanno sottoponendo le sinistre, con una campagna molto ben orchestrata a livello continentale. E sappiamo bene chi dirige questa sinfonia, i padroni del Nord.

Tutto ci viene presentato come se i governi di sinistra siano anchilosati, che in teoria debbano prefiggersi nuove mete, e una viabilità economica. Non scarto gli errori, né i ritardi nei piani, o la necessità di cercare nuove vie. Però l’essenza del problema non sta nei difetti della sinistra, ma nell’accettare le regole del gioco delle destre –nazionali e globali-  che hanno rafforzato l’accerchiamento. Il che non permette di avanzare nei progetti e ci obbliga a dedicare la maggior parte del tempo a spegnere gli incendi che impongono grazie alla loro alleanza con gli Stati Uniti.

“Russia today” denunciava gli stanziamenti di 18 milioni di dollari di finanziamento degli Stati Uniti per la guerra contro il Venezuela, 3 dei quali specificamente per le elezioni, insieme al sabotaggio economico, alla guerra mediatica. E noi chiamiamo l’effetto di tutto ciò democrazia.

(testo originale in lapupillainsomne)

Posted in Politica, Società | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Italicum: presentati quesiti referendari. Rifondazione Comunista aderisce

Posted by PRC Muggiò su lunedì 19 ottobre 2015

PRESENTATI IN CASSAZIONE DUE QUESITI PER OTTENERE REFERENDUM ABROGATIVI DELL’ITALICUM

43-referendum_immagineQuesta mattina una delegazione del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale ha presentato alla Corte di Cassazione due quesiti per l’effettuazione di altrettanti referendum abrogativi della legge elettorale recentemente approvata dalla attuale maggioranza parlamentare (italicum).

Il CDC, sentito il parere di numerosi costituzionalisti, ritiene che la nuova legge non rispetti la sentenza della Corte Costituzionale (la n. 1 del gennaio 2014) che ha dichiarato lncostituzionale il cosiddetto ‘porcellum’ e in realta’ ne riproponga gli inaccettabili effetti distorsivi ipermaggioritari che porterebbero nuovamente alla composizione di un Parlamento non rispondente alla volontà espressa dagli elettori e dalle elettrici. Viene così tradito il principio della rappresentanza, fondamento di qualunque sistema democratico.

I quesiti presentati chiedono in particolare:

– la restituzione ai cittadini del potere di scegliere i propri rappresentanti, mediante la cancellazione della priorità assegnata alla figura dei capi-lista nei vari collegi e della facoltà loro concessa di candidature plurime (fino a 10), che consente alle segreterie di partito il potere di nominare gran parte dei deputati;

– l’abbandono del meccanismo del ‘premio’, che assegna di fatto la maggioranza assoluta alla lista (cioè al partito) che ottiene il 40% dei voti, e del ‘ballottaggio’, che amplifica gli effetti negativi del ‘premio’, assegnandolo alla lista che, pur non avendo ottenuto nemmeno il 40%, vince il secondo turno indipendentemente dal numero dei votanti; si potrebbe così assegnare un potere assolutamente sproporzionato a un partito che avesse ottenuto meno del 25% (per esempio) dei consensi. Il quesito è volto a ristabilire l’eguaglianza dei cittadini nell’esercizio del diritto di voto e ad assicurare il carattere rappresentativo della assemblea parlamentare.

Il CDC ritiene indispensabile che su un provvedimento così gravemente lesivo del dettato costituzionale, approvato da una maggioranza raccogliticcia di un Parlamento la cui legittimità è stata messa in discussione dalla citata sentenza della Corte costituzionale, siano chiamati a esprimersi gli elettori, soprattutto per le conseguenze gravissime che deriverebbero dalla eventuale approvazione anche delle modifiche costituzionali attualmente all’esame del Parlamento. Si verrebbe così a creare una intollerabile concentrazione di potere nelle mani del leader del partito vincente, privo di controlli e garanzie per le minoranze parlamentari (che rappresenterebbero però la maggioranza degli elettori).

Il CDC intende quanto prima procedere alla attivazione del comitato referendario, invitando alla collaborazione tutte le organizzazioni e i cittadini che condividono le sue preoccupazioni e intendono far valere la sovranità assegnata loro dall’articolo 1 della Costituzione.

Roma, 16 ottobre 2015

Il Partito della Rifondazione Comunista aderisce e sostiene la campagna referendaria. Auspichiamo che si definiscano al più presto con sindacati, movimenti, associazioni e altre formazioni della sinistra quesiti su scuola, jobs act e ambiente da affiancare a quelli depositati oggi su legge elettorale. 

Posted in Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Leave a Comment »

Lo scandalo costituzionale, quattro anni di acqua negata

Posted by PRC Muggiò su domenica 21 giugno 2015

da rifondazione.it

di Riccardo Petrella – 11 giu 2015

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

COPERTINA-NEWGen­tile Signor Pre­si­dente On. Ser­gio Mat­ta­rella, il 12 e13 giu­gno del 2011, 27 milioni di cit­ta­dini hanno detto chia­ra­mente e con immenso entu­sia­smo (la demo­cra­zia può essere felice), «no al pro­fitto con l’acqua pota­bile», abro­gando la norma che sta­bi­liva la deter­mi­na­zione della tariffa per l’erogazione dell’acqua, con­tro la remu­ne­ra­zione del capi­tale inve­stito dal gestore.

Gli ita­liani hanno coe­ren­te­mente escluso che l’accesso al diritto umano all’acqua pota­bile e per l’igiene, rico­no­sciuto come tale dalla riso­lu­zione del 28 luglio 2010 dell’Assemblea Gene­rale dell’Onu, fosse fonte di lucro.
E’ vero che i gruppi sociali domi­nanti del mondo del busi­ness e della poli­tica sono riu­sciti a ridurre l’acqua per la vita ad una merce, ma gli ita­liani hanno rotto la ten­denza e sono sem­pre più nume­rose le città in tutto il mondo che ripub­bli­ciz­zano i ser­vizi idrici o resi­stono alla mer­ci­fi­ca­zione della vita.

E milioni di cit­ta­dini hanno detto «sì all’acqua pub­blica», abro­gando la norma che con­sen­tiva di affi­dare la gestione dei ser­vizi pub­blici locali di rile­vanza eco­no­mica a sog­getti scelti con­sen­tendo la gestione “in house” solo ove ricor­re­vano situa­zioni del tutto ecce­zio­nali, che non per­met­te­vano un effi­cace ed utile ricorso al mercato.

Gli ita­liani hanno, invece, affer­mato il diritto all’esistenza della gestione pub­blica dei ser­vizi pub­blici locali (non solo, quindi dell’acqua) e non a titolo ecce­zio­nale. Nel con­te­sto del refe­ren­dum e del dibat­tito plu­ri­de­cen­nale sull’acqua, l’opzione per la mol­te­pli­cità delle forme di gestione è stata una chiara e pos­sente affer­ma­zione della scelta degli ita­liani in favore della gestione pubblica.

Ebbene, sono pas­sati quat­tro anni interi, e gli esiti dei due refe­ren­dum sono rima­sti total­mente disat­tesi da parte delle isti­tu­zioni pub­bli­che dello Stato, governo e par­la­mento com­presi, e di tutta la classe poli­tica, eco­no­mica e sociale al potere. Non solo essi sono stati igno­rati ma i poteri diri­genti non hanno fatto altro nel corso di que­sti quat­tro anni che cer­care di adot­tare misure miranti a svuo­tare di senso e annul­lare de facto i risul­tati dei referendum.

A nulla sono valse le pro­te­ste, le mani­fe­sta­zioni, le peti­zioni degli ita­liani, le pres­sioni sul par­la­mento allo scopo di met­tere fine allo scan­dalo dell’illegittimità costi­tu­zio­nale nella quale si tro­vano le isti­tu­zioni pub­bli­che dello Stato a causa del loro rifiuto di rispet­tare i risul­tati dei refe­ren­dum. Anche il Suo pre­de­ces­sore, garante della Costi­tu­zione, non ha mai pro­nun­ciato una parola, non dico di sde­gno, ma di sem­plice monito rivolto alle isti­tu­zioni dello Stato affin­ché rispet­tas­sero e faces­sero rispet­tare le regole fis­sate dalla Costituzione.

Gen­tile Signor Pre­si­dente,
oggi il com­pito di far rispet­tare la Costi­tu­zione incombe alla Sua per­sona. Tocca a Lei essere il garante della Costi­tu­zione ita­liana, con­si­de­rata come una delle più belle costi­tu­zioni al mondo, ma sem­pre di più strac­ciata, vio­lata, rot­ta­mata. La prego, non lasci impu­nito ancora altri giorni, set­ti­mane e mesi il furto della nostra Costi­tu­zione rap­pre­sen­tato dal non rispetto della volontà di 27 milioni di Ita­liani. Non lasci raf­for­zarsi nell’animo degli ita­liani la disil­lu­sione demo­cra­tica e la sfi­du­cia nelle isti­tu­zioni dello Stato: a che serve la demo­cra­zia se poi quando votiamo lo Stato ed i diri­genti stessi non rispet­tano la volontà dei cit­ta­dini? Non lasci sva­nire la bella e ricca coscienza di 27 milioni di per­sone che hanno espresso con forza che il diritto umano alla vita pre­vale sulle pre­sunte esi­genze tecnico-finanziarie.

Non lasci riaf­fer­mare che il domi­nio del denaro e gli inte­ressi dei gruppi pri­vati e/o dei poteri pub­blici cor­rotti sia legge nel nostro Paese. Il 12 e 13 giu­gno 2011 27 milioni di Ita­liani hanno votato per il diritto della ed alla vita. Hanno cre­duto che l’acqua è UN BENE COMUNE essen­ziale ed inso­sti­tui­bile per la vita, hanno cre­duto nella respon­sa­bi­lità pub­blica col­let­tiva per garan­tire l’eguaglianza degli esseri umani rispetto al diritto alla vita. Hanno cre­duto nell’acqua come una delle fonti più belle e ric­che del vivere insieme, hanno cre­duto di più nella gioia del vivere che nell’arricchimento da pro­fitto, hanno dimo­strato fidu­cia nei Comuni e nelle isti­tu­zioni pub­bli­che, hanno cre­duto in un futuro per tutti. I refe­ren­dum sull’acqua sono stati la pri­ma­vera ita­liana. Un Suo inter­vento rida­rebbe luce e spe­ranza alla “primavera”.

Un grande gra­zie, con grande rispetto e fiducia.

PS. Ho osato scri­verLe da solo, aper­ta­mente. Mi per­doni per l’audacia. Essendo da più di venti anni impe­gnato atti­va­mente in Ita­lia ed altrove per l’acqua bene comune, l’acqua pub­blica, il diritto uni­ver­sale all’acqua e la par­te­ci­pa­zione dei cit­ta­dini al governo dei ser­vizi pub­blici locali, ho la pre­tesa di pen­sare che quanto espo­sto sia condiviso.

Altre informazioni: clicca quiclicca qui

Posted in Ambiente | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Più democrazia e più diritti per tutti. Siamo tutti Charlie Hebdo

Posted by PRC Muggiò su domenica 11 gennaio 2015

Milano, Piazza Duomo e Palazzo Marino, 10.01.2015
Contro il terrorismo, contro le guerre, contro il razzismo, per la solidarietà, per l’uguaglianza, per la pace.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Posted in manifestazione, Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Solidarietà all’ANPI di Muggiò

Posted by PRC Muggiò su martedì 28 ottobre 2014

Venuti a sapere dell’attacco subito dall’ANPI locale, i compagni del circolo di Muggiò di Rifondazione Comunista intendono esprimere la propria vicinanza e solidarietà all’associazione antifascista e ai suoi membri.

Non è da escludersi una matrice politica in questo gesto e questo fatto ci rende ancora più sconcertati e vigili.antifa

Il territorio brianzolo, Monza in primis, si è spesso dimostrato un terreno fertile per il proliferare delle nuove (e vecchie) destre fasciste, naziste e razziste.

Troppe formazioni (da Casapound, a Lealtà Azione, a Leone Crociato) presidiano e agiscono a macchia di leopardo sul nostro territorio, chi con azioni politiche, chi culturali, chi violente.

L’occupazione di Piazza Duomo a Milano – nel corso della manifestazione xenofoba della Lega – è la lampante dichiarazione d’intenti di una nuova pericolosa formazione politica.

Anche a Muggiò abbiamo registrato la massiccia presenza di forzanuovisti nel corso della celebrazione del Giorno del Ricordo dello scorso anno a supporto di una relatrice fin troppo invischiata nei salotti dell’estrema destra.

Rifondazione sostiene l’antifascismo e invita quindi tutti i sinceri antifascisti ad essere vigili sul proprio territorio e promotori della cultura democratica nata in seno alla Resistenza.

Leggi il comunicato ANPI

Posted in Muggiò | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Leave a Comment »

STOP TTIP!

Posted by PRC Muggiò su venerdì 17 ottobre 2014

Cos’è il TTIP?

Un breve video lo spiega:

Il TTIP è un Accordo Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti, che stende un tappeto rosso alle multinazionali americane ed europee.

La sete americana di nuovi profitti ha prodotto questo mostro, nel tentativo di bloccare i nascenti mercati asiatici, con un semplice scopo: rendere legale la privatizzazione selvaggia.

Come? Con dei tribunali speciali costituiti appositamente per sostenere le campagne delle grandi aziende contro le scelte dei governi popolari in merito a benessere, beni comuni, sicurezza alimentare, ambiente, istruzione…

Non lasciare tutto in mano loro, mobilitati insieme a noi!

Per info: http://stop-ttip-italia.net/

141010ttip

Posted in Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Italicum, la grande legge elettorale per pochi elettori

Posted by PRC Muggiò su giovedì 23 gennaio 2014

Da rivoltiamonza.worpress.com

Ma nessuno si è accorto del fatto che il nome Italicum richiama la strage di Bologna e la stagione delle bombe? Ok, non è il problema principale, ma il Berlusconi-e-Renzinominalismo ha la sua importanza. Comunque la nuova legge elettorale, approvata dalla strana coppia Pd-FI, ha questo infausto nome per indicare il suo scopo: garantire governabilità. Questo termine ormai diventato dogmatico nella dialettica politica italiana, ma risulta particolarmente odioso: i peggiori regimi totalitari, le più sanguinarie dittature, le più crudeli oppressioni politiche, si basavano tutte su una perfetta governabilità, e sul fatto che in un paese ci fosse una solida maggioranza politica in grado di fucilare gli scontenti. La legge Acerbo (A.K.A. “congegno infernale”), approvata dal parlamento nel 1923, assicurò un’enorme governabilità del paese da parte del Partito Nazionale Fascista: vogliamo riproporla? Pensateci: mai più Governi che cadono, mai più maggioranze traballanti, mai più larghe intese. Se si ammette che la governabilità è un valore in sé, allora si legittimano le peggiori porcate, purché diano un solido indirizzo politico. L’opinione dei cittadini? Sarà per la prossima volta, le presenti circostanze non consentono di ascoltarla.

E certo, per garantire la governabilità bisogna ridurre le voci critiche. A lungo, stamattina, ho sperato che l’8% come soglia di sbarramento fosse uno scherzo. Come si fa a definire democratica una robaccia del genere? Riduce il Parlamento a un bivacco di manipoli (dove l’ho già sentita questa?), annulla di fatto il peso delle opposizioni parlamentari, che si ridurranno ai soli 5 stelle, spinge i partiti a entrare in enormi coalizioni di prodiana memoria, per elemosinare un 5% e il relativo pugnetto di parlamentari. Una forza politica che accumuli il 7,5% non è minoritaria all’interno del paese, non può rimanere fuori dalle istituzioni. Quasi un voto su 10 non avrebbe rappresentanza (applicato alle elezioni del 2013, Italicum avrebbe dato rappresentanza al 53.2% dei cittadini). Di sicuro tutto ciò lascerà mani libere ai partiti maggiori, che si uniranno sui grandi temi per avversare un’opposizione svuotata e monocolore, escludendo dai processi decisionali ogni forza che rifiuti lo schema delle alleanze e dei compromessi.

Una considerazione, per chiudere. È paradossale che una legge del genere venga salutata come strumento per traghettare l’Italia verso la Terza Repubblica. Il puzzo di democristianità di Italicum dà la nausea. Una legge scritta a tavolino dagli esponenti dei due grandi partiti rivali, ma talmente rivali, che poi sul grande tema si sono messi perfettamente d’accordo. Il tentativo di ricostruire un sistema di grandi alleanze parlamentari forzate, che magari litighino, ma poi come le correnti della DC, siano unite nel fronteggiare il grande nemico all’opposizione. Sul cambiamento della qualità di quel nemico non vanno spese parole, più utile ricordare che, almeno, ai tempi c’era il proporzionale puro. Lo scudo crociato ritorna, temprato dalle larghe intese, e più cattivo che mai.

Posted in Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

DON PAOLO FARINELLA – La foto simbolo della democrazia assassinata

Posted by PRC Muggiò su martedì 27 marzo 2012

pfarinellaL’ambiente è il salotto di rappresentanza di Palazzo Chigi, sede del governo del paese. Il giorno è giovedì 15 marzo 2012, data da stampigliare a caratteri di fuoco negli annali della decadenza della democrazia. Sulla destra c’è un orologio d’epoca che scandisce il tempo morto della politica seppellita, sullo sfondo un angolo con una luce abbagliante: potrebbe sembrare una finestra luminosa, invece è una luce artificiale che fa massa e mette in risalto lo scuro indecente in primo piano della Troichetta più il cavalier servente.

Nulla, infatti, accade per caso e ciò che accade è sempre espressione di una realtà che supera la fantasia. Il gruppo in primo piano sembra un gruppo, ma non lo è. Si distinguono tre mondi, apparentemente insieme, ma lontani anni luce da loro stessi.

casinitwitterSul lato destro (poteva essere diverso, oibòh!) troviamo Casini e Alfano, accoppiati come natura li ha creati. Sono nati per stare insieme e fanno finta di essere divisi, ma cultura, mentalità, sistema, corruzione e delinquenza interiore li aiutano a correre l’uno verso l’altro come finiranno. Li accomuna anche il fatto che tutti e due dicono di essere «moderati» (scusate se mi viene da ridere) e «cattolici» (perdonatemi se mi sbellico dalle risate).

Sul lato sinistro (per lui è quasi una condanna previa!) si trova Bersani, seduto, ma sbilanciato verso il biunvirato Alfa-Casi, segno che la tendenza è verso quella parte lì. Costui sta separato dagli altri e quasi fa mondo a sé perché apparentemente vorrebbe essere diverso, ma non ci riesce e sorride, forse sorpreso della sua stessa esistenza: «ci sono anche io e questa volta senza nemmeno la birra davanti». Bersani e Casini sorridono convinti, mentre Alfano è serioso, pensando che chi lo guarda non troverà in lui il «quid» necessario a farne un uomo politico parchè ha coscienza di essere un passa carte, anzi un passa ordini in perenne schiavitù del Mefistofile di Arcore. I tre stanno seduti, abbastanza comodamente in poltrone.

Infine c’è il capo del governo che sta in mezzo, tra Bersani e Alfa-Casi, ma sbilanciato a destra che è la sua vera collocazione etica, geografica, storica e culturale. Il capo del governo sta in piedi, quasi colto di sorpresa, come un cameriere che non ha fatto in tempo a lasciare il vassoio di servizio e ad andare via. La Trimurti sta seduta, il capo del governo in piedi a fare da cameriere a loro e a servire i piatti del lavoro, della giustizia e della Rai. Sulla destra-destra della foto, non si vede, ma con una forte immaginazione, non si fa fatica a scorgerla, c’è un’altra poltrona, anzi un trono su misura e vi sta appollaiato e abbarbicato il nano di Arcore che comanda a bacchetta la Trimurti e il cameriere Monti-Battista, pronto a servire con acconcio stile sobrio il menu alla carta: guai a toccare la Rai che è il vero patrimonio del «de cuius»; guai a toccare la legge sulla corruzione perché chi vuole essere onesto ha sbagliato paese e il governo non si azzardi a fare il finto tonto; guai a mettere sul mercato le frequenze tv perché quelle le ha avute in eredità dalla mamma e poi non si era stabilito che il Paese pagasse lui perché si è sacrificato a governare?

amici-miei-1La foto è l’emblema della realtà. Due facce di bronzo (indovinate chi?) e un utile idiota (indovinate chi?) con un finto presidente in servile atteggiamento atto a giustificare tutto ciò che è indecente mascherato da decenza. Certo la presenza in Europa oggi è riscattata, ma si è stravolta la realtà. Prima di Monti sapevamo con chi prendercela perché era lotta e si riusciva a anche a bloccare la legge bavaglio e quella orribile sulle intercettazioni.

Con il dopo Monti invece, abbiamo un loden verde che fa da paravento al debosciato che si guarda bene dall’apparire perché non gli è andata mai bene come in questo tempo: nessuno lo contesta, nessuno lo denigra, nessuno lo accusa di produrre «leges ad personam», ma in compenso ha il senator servente che gli ha tolto tutte le castagnacce dal fuoco, gli risolve tutti i problemi, gli sta preparando un salvacondotto definitivo per lui e gli amici degli amici come Dell’Utri mamma santissima, gli sta preparando il regalo delle frequenze tv, facendole apparire come aiuto per mantenere i posti di lavoro a Mediaset e, cosa più importante, gli offre la possibilità di prepararsi a dovere al Quirinale, una volta scaduto Re Giorgio de Napolitano, presidente migliorista e garantista super partes, cioè pendente da quella parte, fino ad imporre al Sancho Panza Bersani di portare acqua al mulino dell’emergenza e della crisi senza fiatare e senza rompere le uova nel paniere del volemose bene nazionale.

Il pranzo è servito, Signori disonorevoli deputati e segretari di partiti. Noi non accettiamo questo inciucio in nome di niente e vogliamo che un governo democratico senta le ragioni dei No-Tav e ripensi un progetto di 20 anni fa che si realizzerà nei prossimi 20 anni, quando anche non si saprà se esisterà ancora la possibilità di viaggiare, visto come hanno ridotto i treni e le ferrovie.

Intanto la legge elettorale che si preannuncia è l’ultimo colpo in canna alla democrazia perché mira a salvare quanto è possibile dell’indecenza dei partiti, eliminando i piccoli e i portatori di una opposizione che, sebbene frammentaria, ha comunque diritto di essere espressa.

La sora Fornero ha un incubo: depennare l’articolo 18 dallo Statuto dei lavoratori e metterli in balia delle imprese senza se e senza ma. La sora era anche gradita al Pd: lungimiranza mirabile. Costei starnazza di giorno e piange di notte perché si emoziona nello scaricare il peso di tutta la controriforma del lavoro sui lavoratori, o almeno nel campionario che resta, visto che ormai la classe operaia non solo non è andata in paradiso, ma è stata liquidata con la partecipazione attiva del Pd e compagnia cantante. Riforma? No! Come licenziare meglio.

Tutti parlano di «riforma del lavoro», nessuno che abbia mai e che nomini mai «i lavoratori», le loro famiglie, i loro figli, i loro impegni e doveri e obblighi come pagare l’affitto, le utenze, il mutuo, le medicine, la scuola. La benzina è arrivata a quota due euro per cui gli operai devono anche andare a piedi. Forse si arriverà a costringerli a camminare in ginocchio, magari con i ceci sotto e dovranno anche cantare perché la crisi lo esige, l’Europa lo chiede e dobbiamo preparare il futuro dei nostri figli. Avete inteso bene, «dei nostri figli» perché ai loro ci hanno già pensato e non soffrono né crisi, né recessione, né futuro: hanno avuto tutto fin dal grembo materno, anzi, prima ancora che fossero concepiti erano già destinati perché figli di mammà e papà.

Signore e Signore, l’ultima della giornata è che Berlusconi nel 2011 ha guadagnato puliti puliti 48 milioni di euro. Puliti, si fa per dire perché sono sporchi sporchi come sporca è la sua faccia, la sua coscienza e come sucidi sono coloro che lo appoggiano ancora. E’ un cancro e come tale deve essere estirpato con tutte le frattaglie cangerogene di contorno.

(22 marzo 2012)

Posted in Politica | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Berlusconi vattene! Elezioni subito con un fronte democratico.

Posted by PRC Muggiò su venerdì 11 febbraio 2011

Squallido teatrino quello che quotidianamente Berlusconi esibisce contro i magistrati che, svolgendo il loro dovere, stanno indangando nei suoi confronti per concussione e prostituzione minorile.

Se fosse per lui lo spettacolo indegno dato in Senato poco tempo fà dalla leghista Rosi Mauro sarebbe il suo modello di democrazia, tramite il quale approverebbe “processo breve“, “legittimo impedimento“, “immunità parlamentare“, divieto di intercettazioni e qualsiasi altra diavoleria utile a garantirgli impunità di fronte alla Legge.

Berlusconi è come Mubarak: privo di legittimità, asserragliato nel palazzo ma non molla e continua a fare danni. Per cacciarlo occorre trasformare in un movimento di popolo l’indignazione popolare. Per questo invitiamo tutte e tutti a partecipare alla manifestazione del 13 a cui saremo presenti.

Noi proponiamo che la richiesta di elezioni immediate si accompagni con la scelta chiara da parte del PD di abbandonare le fantasie centriste al fine di costruire insieme alle forze di sinistra un fronte democratico che possa sconfiggere le destre sulla base del rilancio e l’attuazione della Costituzione.

Posted in Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , | Leave a Comment »