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Posts Tagged ‘destra’

MATRIMONIO DI IDEALI TRA M5S E FORZA ITALIA

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 26 luglio 2017

L’estrema destra ringrazia

La seduta del Consiglio Comunale di Muggiò di giovedì 20 luglio ha approvato una mozione (QUI IL TESTO) che impegna il Comune a vietare la concessione di spazi pubblici a gruppi che si richiamano all’ideologia fascista o razzista e a farsi carico del mantenimento della memoria storica antifascista e dei valori Costituzionali con iniziative culturali nelle scuole e nei luoghi di aggregazione.

Andando con ordine:

  1. molti Comuni, in tutta Italia, hanno assunto, modificandolo, un testo base redatto da associazioni antifasciste come l’ANPI che va nella direzione di un maggiore impegno politico nel contrasto al nascere e diffondersi delle nuove destre e nell’applicazione delle leggi Scelba e Mancino e della Costituzione.
    1924_-_la_voce_del_paese_basta_al_fascismo_-_vignetta_di_gal.jpgLa preoccupazione nasce dal fatto che organizzazioni e partiti che più o meno velatamente si rifanno a ideologie fasciste, naziste e razziste, stanno compattando attorno a loro alcuni militanti, avvezzi anche ad azioni squadriste (irruzioni in Consigli Comunali, aggressioni, parate fasciste, intimidazioni, propaganda abusiva).
    Tra questi gruppi spicca – nel territorio brianzolo – Lealtà Azione, Forza Nuova, Fronte Nazionale, a loro volta “nascosti” in altrettante associazioni e Onlus legate al modo della carità e del benessere animale.
    Tale mozione in Brianza è stata presentata negli anni scorsi in vari Comuni, come Monza, Desio e Nova Milanese. A Monza hanno votato a favore 22 consiglieri su 25, contrari solo una consigliera di FI e uno della Lega, un astenuto.

  2. Nei congressi locali e provinciali l’ANPI ha invitato tutte le sezioni attive a presentare la mozione antifascista in ogni Comune. Così ha fatto anche la sezione muggiorese “Michele Robecchi”. Il testo è poi stato firmato e presentato dal PD e dalla lista civica Insieme per Muggiò.
    Rifondazione Comunista Muggiò, nel programma elettorale del 2014, propone – sulla scia delle mozioni approvate in quel periodo in tutta Italia – che “i regolamenti comunali, ove appropriato, escludano aggregazioni, manifestazioni, spazi e presenze di associazioni, circoli o gruppi di ispirazione neofascista e neonazista su tutto il territorio comunale”.

  3. Nelle città limitrofe si assiste a scene di puro squadrismo anche nei Consigli Comunali (Monza, Desio…). Muggiò ha per ora solo visto la presenza di alcuni gruppi di estrema destra senza notare azioni significative (Forza Nuova schierata per il Giorno del Ricordo il 16 febbraio 2014, mura imbrattate con svastiche su via Cattaneo e croci celtiche su altre vie, Fronte Nazionale nel settembre 2016).
    La storia di Muggiò insegna anche cosa è stato realmente il fascismo…ben prima che andasse al potere! Nel 1921 è rimasto ucciso un ventenne invalido a causa di una squadra di fascisti in “missione”, negli anni successivi ne vengono feriti molti altri. Al termine della guerra, in ritirata, i tedeschi uccidono altri nostri concittadini.

  4. Arriviamo al Consiglio Comunale del 20 luglio.
    Contrari alla mozione sono tutti i consiglieri di minoranza: Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Solo per Muggiò (quest’ultima senza dare spiegazioni sul voto).
    Forza Italia, per bocca di Pietro Zanantoni, afferma che il voto contrario è dato da alcuni semplici motivi. In primo luogo perché si tratta di vecchie polemiche che non interessano più a nessuno e poi anche perché la storia è multiforme e non è sempre chiara come si vorrebbe credere. Segue a ruota Nadio Bonfante – sempre di FI – il quale ritiene vadano presi provvedimenti contro chiunque ma solo nel momento in cui costui danneggia cose o ferisce persone.
    Massimo Bellomo, M5S, non argomenta…usa lo slogan coniato da Grillo per cui un atto del genere sarebbe liberticida (sic!). Inoltre sostiene si tratti di pura propaganda strumentale del PD, ignorando che l’iter di tutto questo percorso non parte nemmeno dalle file del PD.

  5. Detto ciò esprimiamo soddisfazione per la mozione approvata. Una prima forma di contrasto è ora stata assunta dal Comune di Muggiò a cui dovrà poi dare seguito applicando quanto scritto.
    Siamo sconcertati e parecchio delusi dalle opposizioni che dimostrano di non riconoscersi in un elemento fondante della nostra Costituzione, l’antifascismo.

  6. Biasimiamo il M5S, incapace di approfondire e confrontarsi col problema, che in questa votazione ha accentuato una deriva reazionaria rimasta più latente in altri casi. Questa scelta serva anche da monito agli elettori antifascisti e di sinistra.
    Come nostro costume, e convincimento ideale, ci regoleremo di conseguenza nei rapporti con le forze politiche che non riconoscono l’antifascismo come coscienza sociale su cui è fondata l’Italia moderna.

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Muggiò: neofascisti in piazza

Posted by PRC Muggiò su giovedì 28 luglio 2016

Sabato 23 e domenica 24 luglio in centro Muggiò Fronte Nazionale ha allestito un banchetto pubblico con la presenza anche di candidati presentatisi alle ultime comunali assieme a Brianza 2009 (lista civica di centrodestra) e al Nuovo CentroDestra.

Perché segnalare il fatto?

Perché una presenza del genere suscita alcune preoccupazioni e perplessità.

Fronte Nazionale è un partito politico di estrema destra neofascista (nonostante non si vogliano configurare nei classici schieramenti destra-sinistra) nato nel 1997 e che ricorda la sigla usata da Junio Valerio Borghese, ex Decima Mas, autore del tentativo di colpo di stato del 1970 e successivamente da Le Pen in Francia. Lo stesso Le Pen viene elogiato dal Fronte Nazionale italiano, che si ritiene il degno rappresentante del Front francese.

Il presidente e fondatore del partito è Adriano Tilgher, classe 1947, fondatore assieme a Stefano Delle Chiaie di Avanguardia Nazionale, organizzazione sciolta nel 1976 dal tribunale di Roma per ricostruzione del Partito Fascista.

tilgher-2.jpgTilgher viene inquisito per l’Italicus, la strage di Bologna, sconta 5 anni di carcere per poi essere assolto, vive il periodo dello stragismo. Dopo l’espulsione da Fiamma Tricolore fonda il Fronte Nazionale: col Fronte cerca alleanze tra i movimenti di destra, in particolare con Storace e la Mussolini, nonché con Forza Italia. I rapporti con la Lega Nord, anche se presenti, non sono organici.

Io non sono mai stato neofascista, perché non mi piacciono i neo” (maggio 2006), queste le parole di Tilgher pochi anni fa.

Nel 2013 il comune di Sesto San Giovanni ha negato l’uso di una sala pubblica per le iniziative del Fronte Nazionale e il comune di Cinisello Balsamo ha sostenuto le proteste dell’ANPI e del PRC locali contro la presenza del Fronte in città.

Chi ha concesso il permesso a Muggiò è consapevole dei soggetti richiedenti? Abbiamo intenzione di dare ancora spazi a questi movimenti neofascisti mascherati da movimenti sociali?

Siamo preoccupati dalla crescente espansione nel territorio di gruppi più o meno velatamente fascisti e razzisti: da Forza Nuova a Lealtà e Azione a Leone Crociato alla Lega Nord.

Il fatto non deve passare inosservato.

Gli spazi pubblici non devono essere occupati da organizzazioni che sono chiaramente
e nettamente vietate dalla nostra Costituzione antifascista e repubblicana.

Mai più fascismi!

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Lega ladrona

Posted by PRC Muggiò su giovedì 17 settembre 2015

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA / SINISTRA EUROPEA
LOMBARDIA

MILANO 17 – SETTEMBRE – 2015

COMUNICATO STAMPA

REGIONE LOMBARDIA: LEGA E DESTRE PUNISCONO GLI ALBERGATORI NON RAZZISTI

In Lombardia tira una brutta aria di regime e di intolleranza verso chi non si adegua al pensiero razzista e xenofobo delle destre al governo della regione.
E’ tutto qui il senso brutalmente repressivo della decisione delle destre al governo in Regione di sanzionare quegli esercenti che, come da accordi presi con le Prefetture e il ministero dell’interno, ospiteranno i migranti all’interno delle proprie strutture alberghiere.
Verranno infatti esclusi dal beneficio dei fondi regionali per il turismo quegli albergatori che non potranno dimostrare di aver fatturato soltanto attraverso attività turistica ma abbiano utilizzato anche le convenzioni. Triste ironia della sorte il provvedimento è stato approvato col voto del partito del ministro dell’interno l’Ncd!
E agli albergatori è già andata bene perché la proposta leghista prevedeva multe fino a dieci mila euro per gli albergatori colpevoli del reato di accoglienza.
E’ questo il modo in cui la Lega, messa in difficoltà dalla grande ondata di solidarietà di fronte all’emergenza umanitaria in atto, prova a uscire dall’angolo facendo l’ennesima miserabile operazione demagogica contro i migranti, fregandosene alla grande dei diritti umani universali e costituzionali.
Questi fatti ci spingono a impegnarci con sempre maggior forza nella difesa dei valori di giustizia, solidarietà e accoglienza senza i quali muoiono la democrazia e lo stato di diritto.

Antonello Patta – Segretario regionale P.R.C. Lombardia

lega-svizzera-1a

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Buona scuola: ma buona a chi?

Posted by PRC Muggiò su martedì 10 marzo 2015

scuola

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Giornata della Memoria e Giorno del Ricordo, “accostamento aberrante”

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 11 febbraio 2015

Sindaco ed assessore alla cultura del comune di Muggiò hanno firmato e propagandato questo volantino:

Volantino

Due giornate nazionali accostate come se fossero equiparabili.

Non si tratta solo di un errore storico ma di una forma subdola ed “aberrante” – per dirla con le parole dello storico Miccoli che nel ’76 scriveva questo articolo: http://www.diecifebbraio.info/2013/05/risiera-e-foibe-un-accostamento-aberrante-articolo-di-giovanni-miccoli-del-1976/ – di revisionismo.

Riportiamo qui due articoli redatti dal gruppo Wu Ming Fundation e Dieci Febbraio Millenovecentoquarantasette che trattano il tema maldestramente cavalcato dall’amministrazione comunale.

Ci solleva il fatto che almeno non abbiamo assistito a manifestazioni nostalgiche come negli anni passati.

FOIBE O ESODO? 24 FAQ SUL GIORNO DEL RICORDO di Wu Ming Fundation: clicca qui per leggere tutto.

[…] 3. Perché la «Giornata della memoria» va bene e il «Giorno del ricordo» no?

La monetizzazione politica della Shoah da parte del sionismo ha sempre colpito il neoirredentismo nostrano, che ha cercato di mutuarne spregiudicatamente i meccanismi di legittimazione. Nel dopoguerra l’unico frasario disponibile per riprodurre il paradigma vittimario era quello dell’olocausto, così si iniziò a parlare di «genocidio delle genti giuliane», facendo inorridire storici come Giovanni Miccoli dell’IRSML, che lo definì un «accostamento aberrante»[3].
Poi arrivò la guerra nell’ex-Jugoslavia, il massacro di Srebrenica permise di giocare sullo stereotipo dell’atavica barbarie orientale-balcanica e così un nuovo vocabolo, la “Pulizia etnica” (ma in verità esisteva già “bonifica etnica”, usata storicamente per descrivere la snazionalizzazione della Venezia Giulia operata dal fascismo), soppiantò il genocidio che tuttavia rimase in sordina per poi riemergere proprio nel linguaggio del giorno del Ricordo, strategicamente piazzato due settimane dopo quello della Memoria a scimmiottarne nome e forma.
Lo scopo malcelato è quello di ingenerare confusione – vedasi le «Foibe Ardeatine», tragicomica crasi segnalata da Federico Tenca Montini[4] – tra due episodi incomparabili: da un lato una commemorazione mondiale dal significato universale, dall’altro una commemorazione di impianto nazionale. Uno squilibrio che si manifesta a ogni livello di questo accostamento: emigrazione equiparata a deportazione, epurazioni politiche e rese dei conti equiparate a sterminio e massacri indiscriminati.
Interessante è anche confrontare i significati simbolici dei giorni prescelti dalle due commemorazioni: mentre nella giornata della memoria si celebra la liberazione di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche – la fine del male per gli ebrei – dall’altra parte si celebra la firma del trattato di pace – l’inizio del male secondo una certa narrazione esule – un male che continua e che idealmente soltanto la restituzione delle terre sottratte o dei “beni abbandonati” potrebbe chiudere.
Se proprio si volesse prendere ad esempio la giornata della memoria si dovrebbe indicare una data che celebrasse la fine delle ostilità, magari il 10 novembre, firma del Trattato di Osimo. Nessuna associazione di esuli lo accetterebbe, quella data in zona suscita ancora malumori (riemersi persino in recenti avventure politiche, come MTL) ma se non altro significò la normalizzazione dei rapporti italo-jugoslavi e la fine definitiva delle ostilità fra i due paesi. In realtà il giorno del Ricordo non ricopia quello della memoria, ma ne è un detournement: si ricalcano gli aspetti emotivi ma si perseguono diverse finalità. […]

L’ACCOSTAMENTO TRA I GENOCIDI OPERATI DAL NAZIFASCISMO E LE COSIDDETTE “FOIBE” E’ UN ABOMINIO STORIOGRAFICO di Dieci Febbraio Millenovecentoquarantasette: clicca qui per leggere tutto.

Il parallelo che viene talvolta tracciato, in alcuni ambienti e circostanze, tra “Auschwitz” – o altri luoghi ed episodi della violenza genocidaria nazifascista – e le cosiddette “foibe”, è un abominio storiografico che va rigettato con sdegno.

Simili accostamenti sono fuorvianti dal punto di vista storico e sono profondamente diseducativi dal punto di vista didattico, quando vengono usati come espediente per inculcare negli studenti certe interpretazioni “semplificate” dei fatti accaduti nel corso della II Guerra Mondiale. Sono accostamenti insostenibili sotto il profilo morale, innanzitutto, in base ad elementari considerazioni: di carattere numerico (il “conteggio dei morti” ha una sua importanza nella storiografia, ed è ipocrita affermare il contrario); di carattere logico (non avrebbe avuto senso per il movimento partigiano e lo Stato jugoslavo nascente pianificare operazioni di “pulizia etnica” contro chicchessia, visto che quello Stato si fondava sul suo carattere multi-nazionale e internazionalista e gli italiani furono una componente importante dello stesso Esercito Popolare di Liberazione, con ben quattro Divisioni di combattenti inquadrate al suo interno); di opportunità politica (equiparare la violenza strutturale e programmatica del nazifascismo a qualsivoglia episodio criminale avvenuto ad opera delle altre parti in conflitto era e dovrebbe rimanere esclusiva dei reduci ed eredi del nazifascismo stesso).

Già negli anni Settanta, il professor Giovanni Miccoli ebbe occasione di intervenire con parole cristalline su questo tema, scrivendo un articolo che rimane -purtroppo- attualissimo. Diciamo “purtroppo” perché l’aria è cambiata, dagli anni Settanta ad oggi, al punto che persino l’A-B-C della Storia e della storiografia va riaffermato. Così, in troppi casi registriamo che proprio quell’accostamento aberrante (così lo definì Miccoli) viene proposto in tutte le sue più incredibili varianti […]

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Fermate quella oratrice!

Posted by PRC Muggiò su giovedì 6 febbraio 2014

Il 16 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo.

L’amministrazione comunale, non sappiamo se per dabbenaggine oppure per voluta strumentalizzazione di una giornata di riflessione su un periodo funesto della storia italiana, mette in campo una manifestazione pubblica nella quale interverranno esponenti nostalgici dell’oppressione nazifascista, con l’effetto pratico di riabilitare l’ideologia degli irriducibili fascisti che dall’8 settembre 1943 fino alla giornata della Liberazione hanno combattuto a fianco dei tedeschi contro le forze alleate e partigiane.

Ci riferiamo in particolare al ruolo pubblico svolto dalla signora Francesca Montagni Marchiori, che svolge con sollecitudine e vivo attivismo il ruolo di Vicepresidente dell’Associazione Battaglione Bersaglieri Volontari “Benito Mussolini”, ed in tale veste animatrice di siti internet dove si tramanda l’ideologia dell’estrema destra che tanti lutti ha prodotto a centinaia di migliaia di italiani.

La signora Francesca Montagni Marchiori, in qualità di Vicepresidente dell’Associazione Battaglione Bersaglieri Volontari “Benito Mussolini”, è intervenuta più volte nella pagina che l’Associazione Nazionale Bersaglieri ha, incautamente secondo noi, riservato a questo Battaglione nero (http://www.bersaglieri.net/default.aspx?S=1&L=1&D=293&idF=17&idM=62936 ), pagina che getta discredito agli innumerevoli meriti acquisiti in ben altre situazioni e con ben altre finalità dal Corpo dei Bersaglieri.

In questa pagina internet troviamo le motivazioni “simboliche” che hanno portato alla costituzione di questo Battaglione nero:

Questi ragazzi poi erano stati cresciuti nel sogno dell’uomo nuovo e della grande Nazione, non hanno potuto sopportare il tradimento di Casa Savoia e hanno portato fino all’estremo sacrificio il loro giuramento. Loro hanno tutto il mio amore, la mia stima e la mia missione” scrive accorato il Presidente dell’Associazione Battaglione “Benito Mussolini”, e successivamente, lo stesso Presidente dell’ Associazione Battaglione “Benito Mussolini” ricostruisce la nascita del Battaglione ripercorrendo le vicende del fondatore con queste parole:

Veneziano di nascita, volontario a 18 anni nella guerra di Spagna e poi in un Battaglione “M” nella Seconda Guerra mondiale, Cozzarini, sorpreso a Milano dall’armistizio e rientrato immediatamente nella sua caserma di Caserta, che trovò deserta, non si rassegnò agli eventi e riuscì a raccogliere attorno a se militari sbandati e volontari di ogni età ed estrazione, prima formando un plotone, poi una compagnia, infine – con una forza di circa 700 uomini – un Battaglione, denominato poi anch’esso Battaglione Mussolini, inquadrato nelle Forze armate tedesche, e impiegato nel settore operativo Falciano – Mondragone.

Ma al di la delle vicende specifiche del Battaglione “Benito Mussolini”, la signora Marchiori, sempre in veste di Vicepresidente, in occasione della morte del ex “presidente onorario” dell’Associazione di volontari “Benito Mussolini”, il 13 Agosto 2013 non ha mancato di far avere il suo saluto di commiato al sito di un’organizzazione politica denominata Unione per il Socialismo Nazionale – R.S.I. (http://socialismonazionale.wordpress.com/2013/08/21/presente-3/ dove R.S.I. è il triste acronimo che per riprodurre le iniziali della Repubblica Sociale Italiana aggiunge alla sua denominazione la specifica di Raggruppamento Sociale Italiano, questo il simbolo adottato).

L’ organizzazione politica Unione per il Socialismo Nazionale – R.S.I., al

Il simbolo di ispirazione nazi-fascista dell'Unione per il Socialismo Nazionale

Il simbolo di ispirazione nazi-fascista dell’Unione per il Socialismo Nazionale

fine riteniamo di aggirare le norme Costituzionali di divieto di ricostituzione del Partito Nazionale Fascista, rifugge dall’utilizzare in qualsiasi suo atto statutario il termine “fascista”… ma non si fa problemi di allegare allo Statuto (http://socialismonazionale.wordpress.com/statuto/) di detta organizzazione politica un ALLEGATO 2 denominato “Tavola dei valori” dove, tra l’altro, si legge:

  • Promulgazione di una Nuova Costituzione Repubblicana in sostituzione della attuale Costituzione ormai desueta e antistorica.
  • Tutela dell’integrità nazionale territoriale e amministrativa da tutte le mire da localistiche foriere di minacce secessioniste
  • Creazione di una Repubblica Presidenziale a Partecipazione Popolare
  • Riconquista della Sovranità Nazionale: militare, culturale, monetaria economica, politica.
  • Ricostruzione dell’integrità morale del cittadino italiano
  • Riforma del sistema scolastico come istituzione educativa nazionale
  • Ricostruzione del nucleo familiare come pilastro fondamentale della società.

ed altre amenità del genere.

Ebbene, questa signora Marchiori è stata chiamata dal Sindaco Zanantoni a chiudere la celebrazione della Giornata del Ricordo con una lettura pubblica che si terrà domenica 16 nella piazza della Ex Filattice.

Ripetiamo, non sappiamo se questa operazione è il frutto di dabbenaggine politica oppure se sia un’operazione imbastita di nostalgia ed indice di una pressante strumentalizzazione in chiave nazionalista di eventi storici, le foibe in primis, utilizzata al solo fine di riabilitare i criminali nazisti e i loro fiancheggiatori fascisti, ma la nostra conoscenza delle scelte politiche di questo Sindaco ci fanno propendere per questa seconda interpretazione, e riteniamo pertanto urgente schierarci per l’ennesima volta a difesa della Costituzione TUTTA, compreso il suo ineliminabile monito antifascista.

Nel fare questa dichiarazione richiamiamo le forze democratiche ad analogo atteggiamento di ripulsa del revisionismo fascista; è urgente e non più rinviabile l’azione delle forze democratiche, progressiste e antifasciste nel porre un argine a questi tentativi di giustificazione e di mitizzazione di coloro che si sono indegnamente alleati all’oppressore nazista.

Se invece dovesse essere uno “svarione” politico verificatosi ad “insaputa” del Sindaco siamo ancora in tempo a porre rimedio; il Sindaco si dissoci da questa presenza dequalificata e ne rifiuti non solo l’intervento pubblico ma anche la sua partecipazione alla manifestazione!
In caso contrario invitiamo gli antifascisti e tutti i democratici a non partecipare alla manifestazione e a prendere posizione, anche con azioni pubbliche di protesta, su un tema così pressante come la strumentalizzazione personale e politica della storia e di passaggi fondativi della democrazia italiana.

La locandina della celebrazione ufficiale

La locandina della celebrazione ufficiale

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