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Posts Tagged ‘dopo di noi’

Dopo di Noi. Un’occasione da non perdere

Posted by PRC Muggiò su giovedì 22 dicembre 2016

Giungono voci, sempre più frequenti, di sviluppi finalmente positivi sul Dopo di Noi a Muggiò.

disabili-1Il progetto ha una storia lunga e sterile, rimpallato di amministrazione in amministrazione, oggetto di ipotesi serie come di proposte elettoralistiche.

I constanti rinvii hanno frenato a tal punto il progetto da far ritenere impercorribile la strada di creare nel breve-medio periodo dei luoghi di residenza e convivenza tra persone affette da disabilità, specie quando queste perdono l’indispensabile aiuto dei loro genitori.

Ma sembrerebbe che qualcosa ora si sia sbloccato.

Pare che sia arrivata la proposta di un privato intenzionato a donare un immobile direttamente all’Associazione Aurora, l’associazione che raggruppa i genitori dei disabili muggioresi; uno stabile dotato di notevoli metrature che, previa ristrutturazione, potrà ospitare un Dopo di Noi sul territorio comunale. La proposta è giunta all’attenzione del direttivo dell’Associazione che ha provveduto a coinvolgere i tecnici comunali, il Sindaco e lo staff del donatore, già usciti per un sopralluogo dello stabile.
L’ipotesi sembra estremamente seria, perché non si parla di un privato qualsiasi ma della vedova dell’industriale Brugola, recentemente scomparso, in possesso della Cascina Brugola, lo stabile oggetto della donazione (o dell’affido).

Come Rifondazione Comunista di Muggiò pensiamo che se davvero la vedova Brugola donasse quell’immobile direttamente all’Associazione Aurora, allora si determinerebbero le condizioni affinché il complesso meccanismo di una fondazione dedicata alla realizzazione del progetto Dopo di Noi si metta finalmente in moto. Solo a quel punto infatti i possibili attori della fondazione – Associazione Aurora, Amministrazione Comunale, vedova/azienda Brugola ed altri privati che volessero concorrere alla realizzazione – avrebbero l’interesse e si potrebbero veramente riunire con pari dignità e ruolo, senza che i diretti interessati, rappresentati dall’Aurora, vengano chiusi o incanalati in soluzioni estemporanee e/o improvvisate, senza nessuna prospettiva strategica (che politicamente è l’aspetto che più ci interessa).

La struttura, una volta resa funzionale e fruibile, potrà essere gestita da una Fondazione – come nel progetto originario – che comprenda l’Associazione Aurora, il Comune, il donatore privato e i soggetti interessati dalla proposta.

Ci saranno tanti problemi.

Ovviamente il Comune avrà tutto l’interesse a sostenere una futura fondazione, e per questo magari potrebbe dover rinunciare ad incamerare gli oneri di urbanizzazione delle opere necessarie a ristrutturare la cascina o contribuire organizzativamente e/o economicamente in qualche altra forma.

L’Associazione Aurora dovrà maturare, diventare adulta, ed accettare la sfida che la donazione di un simile bene le assegna; ma questo non può che rinsaldare la forza e la comunione d’intenti che fino ad oggi ha tenuto assieme questa fragile e delicata realtà del nostro territorio.

La vedova, ma anche i privati che successivamente dovessero farsi avanti con ulteriori donazioni e contributi, dovranno perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale, senza secondi fini di qualsiasi natura.

Oggi sono solo voci.

Ma sono voci che lasciano ben sperare! Ci auguriamo che l’Aurora accetti la donazione e che il Comune si impegni a facilitare il percorso per poi concorrere a costituire una fondazione efficiente e partecipata. Ci auguriamo che la volontà politica per il bene comune possa far superare tutti gli ostacoli tecnici ed amministrativi.

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Una Muggiò città aperta è inclusiva. [Pillole di programma]

Posted by PRC Muggiò su martedì 20 Mag 2014

10246750_427784144023333_610041269_nA sostegno di una disabilità non discriminante proponiamo un rinnovato impegno per eliminare le barriere architettoniche presenti sul territorio.

Noi siamo convinti che ciascuno, sia esso una persona abile o disabile, è una persona in sé, con problematiche specifiche e differenti una dall’altra, ma con uguali diritti.
Quindi le persone disabili ci pongono una sfida in più, quella del “durante e dopo di noi”, sfida che vogliamo affrontare pensando in modo inclusivo alle famiglie e ai servizi che già si occupano di disabilità. Non pensiamo all’ulteriore grande struttura (che peraltro è già presente sul territorio) ma a soluzioni tipo condominii solidali o appartamenti da condividere fra persone disabili.

Anche i bambini meritano l’attenzione dovuta ai cittadini del domani, e per questo vogliamo valutare le condizioni di sostegno a famiglie con figli iscritti presso gli asili nido.

Il polo socio-sanitario

Verificheremo se è possibile la realizzazione di un polo socio sanitario, comprendente non solo una struttura per i disabili (‘Progetto dopo di noi’) ma anche il trasferimento in quell’intervento del Centro Diurno Disabili; la valutazione sulla fattibilità dell’intervento dovrà considerare una collocazione inclusiva (ad esempio anche in termini di vicinanza al comune ed ai servizi della città quali scuole, parchi, negozi e commercio), non escludendo a priori nessuna possibilità, sia essa l’area adiacente al ‘Bosco in città’ piuttosto che il recupero di un’area dismessa.

Vogliamo anche una soluzione più funzionale e rispettosa delle norme di sicurezza per gli ambulatori ASL oggi siti in via Dante, mantenendo il rapporto di contiguità tra le strutture pediatriche e il consultorio.

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Il 06 Maggio si mette la pietra tombale sul Dopo di Noi

Posted by PRC Muggiò su sabato 4 Mag 2013

Il prossimo 6 Maggio andrà in votazione la modifica alla convenzione vigente con la Soc. CESAS S.r.l. per la gestione della RSA (Casa di Riposo).

E’ una brutta pagina per il comune di Muggiò in quanto, in un colpo solo, si mette una pietra tombale alla possibilità di realizzare un Dopo di Noi dotato di risorse certe e di un futuro sostenibile mentre, al contempo, si regalano 2 milioni di euro alla società CESAS.

I conti portanti in Consiglio Comunale sono imbarazzanti: 

I numeri "addomesticati" che vengono portati in Consiglio Comunale

I numeri “addomesticati” che vengono portati in Consiglio Comunale

servono per giustificare una ristrutturazione della RSA  (facoltativa e finalizzata in pratica ad incrementare gli utili della gestione e quindi a massimizzare i profitti) fatta a totale spese degli anziani ricoverati e delle loro famiglie; servono per dire che c’è spazio solo per un misero aumento dei posti convenzionati con tariffa agevolata al 50% dai 10 attuali a 12… ma prolungando la gestione di ben 15 anni, fino al 2038, alla faccia della concorrenza che avrebbe permesso di mettere a gara la struttura nel 2024 così da massimizzare i benefici sociali dell’intervento tramite la riduzione delle tariffe, oppure tramite il raddoppio dei posti convenzionati, oppure indirizzando gli utili della gestione a sostegno del Dopo di Noi!
Non poteva mancare la demagogia di destinare 500.000€ (soldi derivanti dai servizi sociali) alla ristrutturazione della Caserma dei Carabinieri (struttura che colpevolmente Zanantoni ha fatto insediare in un immobile inadeguato e non a norma… come è il suo STILE), ma questo è un’altro discorso che si affronterà in altro ambito.

Invece i conti che dimostrano la perdita di ben due milioni di euro sono presto fatti

La perdita di 2 milioni di euro per i servizi sociali e per il Dopo di Noi

La perdita di 2 milioni di euro per i servizi sociali e per il Dopo di Noi

Basta considerare che l’attuale struttura, con gli utenti, le tariffe agevolate e tutto quanto è connesso alla convenzione, sarà completamente ammortizzata nel 2024 (ma non bisogna essere dei premi nobel per capire che il rientro totale avverrà prima di quella data), e quindi questa struttura tariffaria applicata alla platea degli attuali 100 utenti genererà un utile di oltre 327.000€ annuali a partire da quella data, che proiettati sui 15 anni della proroga generano una plusvalenza di quasi 5 milioni di euro.

Ci sono quindi larghissimi margini non solo per attuare la ristrutturazione dell’immobile, ma per distribuire alla collettività un tesoretto che permette di aggiungere non i due miseri posti aggiuntivi previsti da Zanantoni, bensì UNDICI posti aggiuntivi… oppure per dirottare le risorse disponibili sul Dopo di Noi, e se fosse toccato a noi avremmo fatto questa scelta.

Da domani chiederemo coerenza a tutte le forze politiche che voteranno questa bassa speculazione imprenditoriale… l’anno prossimo cancellate dai vostri programmi elettorali la voce “progetto Dopo di Noi”, e ditelo chiaramente ai vostri sostenitori!

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Il “Dopo di noi” nazionale muore…

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 30 Mag 2012

… e quello di Muggiò non nasce.
Zanantoni ha detto a chiare lettere che con la sua amministrazione il Dopo di Noi deliberato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Muggiò non si farà più (almeno come era stato ipotizzato all’unanimità), ma tace ed è latitante su quale possa essere il SUO Dopo di Noi.
Si è assunto unilateralmente una grave responsabilità estromettendo la maggioranza Consiliare che aveva progettato l’intervento, diventata nel 2009 minoranza politica, ma tornata in questi mesi maggioranza nel paese, dalla condivisione del progetto.
Sarà che l’unica esperienza amministrativa che conosciamo di Zanantoni siano i danni per la collettività che rappresenta (vedi Multiplex, vedi Campo 25 Aprile, vedi bond argentini, vedi i “derivati” ecc. ecc.), ma iniziamo a sentire puzza di bruciato, la stessa puzza che si leva della notizia nazionale che segue.

Il governo boccia il fondo per i disabili. L’assistenza a carico delle famiglie

di Adele Lapertosa

Che fine farà mio figlio quando io non ci sarò più? Chi lo assisterà? E’ questa una delle domande angoscianti che si pongono tutti i genitori che hanno un figlio disabile, in particolare con disabilità psichiche. La risposta, per ora, non verrà senz’altro dal Governo, che ha bocciato l’istituzione di un fondo ad hoc, da 150 milioni di euro, per i disabili gravi nel momento in cui restano senza familiari che li possano accudire, anche ribattezzato fondo per il ‘dopo di noi’. Nell’ultima audizione della commissione Affari sociali infatti, Cecilia Guerra, sottosegretario alle Politiche sociali, ha dato parere negativo al provvedimento che è all’esame dei deputati dal 2010.

Una decisione che, oltre a suscitare le critiche bipartisan dei membri della commissione, ha lasciato di stucco tutti quei genitori che attendevano una risposta. E non sono pochi. In Italia, secondo i dati del Censis, ci sono 4,1 milioni di persone disabili, pari al 6,7% della popolazione, e 2,6 milioni sono in condizioni particolarmente gravi, di cui oltre 200mila residenti in presidi socio-sanitari. “Le famiglie di questi ragazzi – spiega Pietro Barbieri, presidente della Fish (Federazione italiana superamento handicap – vorrebbero che i figli, una volta che loro non ci sono più, fossero seguiti in strutture di tipo familiare, con 6-8 posti letto, e non in residenze socio assistenziali (rsa) per anziani, dove ci sono molte più persone”. Finora in Italia sono sorte alcune case per il ‘dopo di noi’, ma in numero insufficiente al fabbisogno. I finanziamenti nazionali hanno dato il via “a start up – continua Barbieri – ma se ne sono sviluppate poche, perchè gli enti locali non hanno contribuito. Di fatto, mentre da Roma in su esistono delle reti, dalla capitale in giù c’è praticamente il deserto, o molto poco”. Il problema del dopo di noi riguarderebbe, secondo le stime della Fish, una parte dei 2,6 milioni di disabili gravi, composti per due terzi da anziani e per un terzo da giovani. “La questione coinvolge soprattutto quest’ultimo gruppo – continua Barbieri – pari a circa 860mila persone. Senza contare che, quando i loro genitori invecchiano, spesso diventano disabili anche loro e le difficoltà aumentano”.

Ma il sottosegretario, pur riconoscendo il “grande rilievo” del tema affrontato dal provvedimento, ha dato parere negativo perchè non è “stato seguito il metodo giusto” per risolvere il problema dell’assistenza a queste persone e ha chiesto un ripensamento alla Commissione sull’istituzione del fondo, perché è un tema molto importante “da affrontare però nell’ambito di una politica di programmazione più generale”. Parole ambigue, secondo i deputati, che avrebbero preferito una maggiore chiarezza e che il sottosegretario riconoscesse esplicitamente che non ci sono risorse sufficienti. Da qui l’invito dei democratici all’esecutivo “a ripensare il parere negativo” e a “tornare in commissione con una proposta”.

E mentre Giovanni Pagano, presidente della Fand (Federazione fra le associazioni nazionali dei disabili) si dice “profondamente deluso” e spera ancora che il governo cambi idea, magari grazie all’incontro che hanno chiesto proprio con il sottosegretario Guerra, per Pietro Barbieri ormai “il fondo per il dopo di noi è defunto. Anche perchè dal 2013 non dovrebbero più esserci fondi nazionali per le politiche sociali, in virtù del federalismo fiscale. E quindi o si provvederà con una quota percentuale tramite il federalismo fiscale, o il sostegno alla disabilità potrà contare solo sulla sensibilità dei Comuni”.

Il problema è che servono politiche sociali degne di questo nome, “visto che in questo momento, per via dei tagli decisi dagli ex ministri Tremonti e Sacconi, c’è il 37% delle risorse in meno – aggiunge – Hanno infatti sforbiciato il fondo per le politiche sociali, passato da 929,3 milioni di euro nel 2008 a meno di 220 milioni nel 2011, e non finanziato quello per la non autosufficienza con un taglio netto di 400 milioni. E gli effetti iniziano già a vedersi. Il comune di Torino sta tagliando il 30% dei servizi sociali, così come la Lombardia, mentre in Campania e nelle altre regioni meridionali si rischia di arrivare al 70% di tagli. La sostanza è che dallo Stato non arriva più un euro e la spesa per le politiche sociali che coinvolgono disabili, anziani, minori, rom, ecc ammonta solo allo 0,4% del Pil”.

da ilfattoquotidiano.it

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Bilancio di previsione 2011 – scarsa trasparenza e demagogia

Posted by PRC Muggiò su venerdì 1 aprile 2011

Martedì 28 marzo è stato approvato il bilancio di previsione 2011; un programma opaco e non veritiero (nel senso della incompletezza degli importi allocati rispetto ai programmi annunciati dall’Amministrazione, eclatante la partita delle opere pubbliche), che assorbe sempre più risorse dei cittadini muggioresi, aumenta indiscriminatamente i costi di molti servizi sociali e taglia ingiustificatamente la manutenzione degli immobili comunali di edilizia economica popolare.

Opaco e non completo

cerca di nascondere l’assenza di contenuti dietro la demagogica bandiera degli aiuti ai lavoratori in crisi occupazionale… peccato che i fondi a disposizione sono costituiti da un residuo di ben 35.000€ del bilancio 2010 e solo 3.000€ vengono stanziati nel 2011; il residuo è conseguenza diretta

  • della discriminazione tra lavoratori in crisi (ad esempio esclude i giovani con contratti a termine che non viene rinnovato ed esclude gli extra comunitari con permesso di soggiorno inferiore a 5 anni)
  • della assoluta insufficienza degli importi erogati (praticamente un obolo)
  • dalla bocciatura degli emendamenti di Rifondazione-Comunisti Italiani, con l’incomprensibile astensione del PD, volti ad estendere la platea dei beneficiari e degli importi erogati

il risultato è una regolamentazione di facciata che impedisce di erogare somme dignitose rispetto al problema che si dice di voler affrontare; si potrebbero stanziare anche 100.000€, tanto è impossibile erogarli.
Sempre in tema di trasparenza e completezza analizziamo il programma delle opere pubbliche; il Sindaco ha parlato di

  • lavori urgentissimi per rifacimento del manto stradale pari a 250.000€… nessuna traccia all’interno del programma OOPP 2011 anche se c’è l’obbligo di inserimento delle opere il cui importo supera i 100.000€ (si aggira la legge?)
  • progetto strategico per collocare il “Dopo di noi” all’interno dell’area ex-Ravizza (udite utite, all’interno della ex-Ravizza in cambio di modifica della destinazione d’uso industriale e di volumetrie esorbitanti; ma non è stato un cavallo di battaglia elettorale di Lega e PDL che quell’area doveva rimanere industriale? E che dire dell’idea di ghettizzare dei cittadini deboli come saranno gli utenti del “Dopo di noi” in un luogo inospitale, senza verde e saturo di palazzoni?) con un impegno pubblico di 4-5 milioni di euro… nessuna traccia all’interno del programma OOPP 2011-2013
  • progetto strategico per realizzare 47 appartamenti di edilizia economica al posto del “cubo” di via gandhi con un impegno pubblico (della provincia) di 3 milioni di euro… nessuna traccia all’interno del programma OOPP 2011-2013
  • progetto di risanamento nel 2013 della parte interna del cortile di palazzo Brusa per un importo di 900.000€… ma come? fino al 22 febbraio 2011 l’opera era stimata in 1.500.000€ e poi, “per ovvie ragioni di quadratura contabile” sparisce un costo di ben 600.000€?

Assorbe sempre più risorse

tagliati i fondi per laboratori scolastici, acquisti della biblioteca, contributi alle associazioni locali….

Aumenta indiscriminatamente i costi di molti servizi

inutile commentare, le cifre parlano da sole

  • +85,0% servizio trasporto disabili
  • +10,5% assistenza scolastica pre-post scuola
  • +13,5% centri estivi
  • +7,2% Asilo nido
  • +1,7% assistenza domiciliare
  • ticket per ogni pratica del servizio alloggi
  • +1,7% tutta l’area Promozione, Sport ed Eventi

Taglio alla manutenzione degli immobili ERP

sebbene gli inquilini delle case popolari versino, solo per gli affitti, circa 240.000€ annui (e con il recupero delle spese si superano i 300.000€), gli importi delle manutenzioni ordinarie sono state tagliati annualmente dalla giunta Zanantoni, passando

  • da 116.991€ del 2009,
  • a 91.700€ nel 2010 (ma pagati i fornitori solo per 10.000€, come mai?)
  • per scendere alla vergognosa previsione 2011 di 50.000€;

cos’è, gli affittuari delle case popolari sono diventati una nuova gallina dalle uova d’oro per il bilancio comunale? E come se non bastasse oltre al danno la beffa; si procede alla vendita degli immobili ERP con atti la cui legittimità è ancora tutta da verificare

Un piatto veramente indigesto; il nostro voto è stato contrario!

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