Muggiò Città@perta

Un'altra Muggiò è possibile

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

  • Il PRC Muggiò su Facebook:

  • La Sinistra

  • Muggiò a Sinistra

  • Giovani Comunisti Monza Brianza

  • L’Altra Europa

  • SOTTOSCRIZIONE FEDERALE

  • NO alla modifica costituzionale

  • REFERENDUM SOCIALI

  • ISCRIZIONI 2015

  • Il fascismo è un crimine

  • I soldi dei caccia F35 vadano ai terremotati!

    Chiediamo che i fondi per i caccia F35 siano destinati interamente per la ricostruzione
  • SCIOPERO GENERALE

  • No alla Buona Scuola

  • In piazza con la FIOM

  • Ricordando il compagno Mandela

  • Electrolux non deve passare

  • 17 APRILE NO TRIV

  • Lotto per il 18 – iniziata la raccolta delle firme per indire il referendum

  • BASTA CEMENTO, PIU’ VERDE SUBITO! FIRMA ANCHE TU

  • ALCOA, la lotta continua

    ALCOA, la lotta continua
  • Col governo Monti cresce solo l’ingiustizia

  • Paghi chi non ha mai pagato

  • Manovra Monti – NO al governo dei banchieri

  • Manovra Monti – paghi chi non ha mai pagato

  • 2 SI per acqua bene comune

    2 SI per acqua bene comune
  • La legge è uguale per tutti: VOTA SI

    La legge è uguale per tutti: VOTA SI
  • MANDIAMOLI A CASA!

    Berlusconi e Marchionne vogliono la stessa cosa; comprimere i diritti e la democrazia a proprio vantaggio
  • A voi i profitti, a noi i lutti

  • Basta con il bipolarismo degli affari

    Basta con il bipolarismo degli affari

    Basta con il bipolarismo degli affari

  • Articoli Recenti

Posts Tagged ‘economia’

Venezuela, noi e la democrazia

Posted by PRC Muggiò su giovedì 17 dicembre 2015

di Fidel Castro Ruiz, su rifondazione.it

7 dicembre 2015

Il Venezuela ha dimostrato ieri –al contrario di quanto si è canonizzato- che non esiste democrazia con l’economia ed i mezzi di comunicazione in mani  private. È deplorevole, ma una rivoluzione sociale non può avanzare con il potere reale in mano all’oligarchia.

cuba-venezuela Con i mezzi di comunicazione ed i poteri economici contro, è impossibile fare avanzare un governo che favorisca il popolo. Sono finiti i tempi in cui prendevamo di sorpresa la destra e specialmente l’impero yanqui, che aveva il suo cortile di casa quasi alla deriva; ora ovviamente stanno rafforzando il loro accerchiamento al Sud.

La cosa peggiore della sconfitta di ieri della Rivoluzione bolivariana, non è neanche la sconfitta nelle urne, così schiacciante, il che era abbastanza prevedibile. Ma è il discorso della sinistra che fa il gioco dei concetti che ci impongono i grandi circuiti globali, ripetuti come pappagalli, come ad esempio il concetto di democrazia così come la intende l’impero.

Ripetiamo schiamazzando che ha vinto la democrazia, quando in realtà quello che si è dimostrato è che è impossibile esercitare la democrazia; la democrazia elettoralista serve solo alla destra, la sinistra in questo modo non può governare, in mezzo a un mare di poteri forti economici e mediatici in mano ad una minoranza anti-democratica.

Nel nostro telegiornale della mattina, il nostro inviato a Caracas ha detto che il popolo aveva usato il voto come castigo contro la gestione economica di Maduro. E lo stesso Maduro si trova sotto la pressione di quelle idee che gli impongono di riconoscere di non essere stato efficace, mentre la realtà è che non si può essere efficaci quando i poteri economici lanciano una guerra aperta e la colpa la pagano le vittime dell’attacco.   Come governare contro l’oligarchia nazionale ed internazionale (unita, come sognò Marx per i proletari del mondo) ?

Il voto non è stato di castigo contro una gestione deficiente, ma è stato un voto di salvezza teorica, di sollievo di fronte ad un’angustia prolungata nella vita quotidiana del venezuelano; Maduro non ha avuto una gestione deficiente, bensì una impossibile.

La macchina mediatica internazionale dà la colpa a Maduro, al suo governo incluso, lo contrappone a quello di Chávez, cercando di farci credere che questo governo è un’altra cosa, e che Maduro o è un villano o un incapace, quando in realtà lo scontro è stato titanico.

Non sono neanche sicuro del fatto che con Chávez i risultati sarebbero stati diversi. Al non essere molto più radicali nelle misure, il che è difficile con le regole del gioco imposte, come impedire a mezzi di comunicazione feroci di tergiversare, disinformare, calunniare, senza pietà né etica? Come controllare una economia il cui potere è dell’oligarchia?  Come poter affrontare quella situazione economica se tra l’altro gli organismi economici internazionali sono parte del gioco?

Ci saremmo voluti rallegrare del fatto che le elezioni si svolgessero in piena calma, senza violenza, ma per me – purtroppo – era solo un cattivo sintomo. Le elezioni si svolgevano in pace perché l’opposizione sapeva di avere grandi possibilità di vincere. La campagna per non riconoscere i risultati, ed organizzare la violenza nelle strade, l’ha fatta da padrone per raggiungere il suo obiettivo, la paura.

Salvo chi ha maggiore coscienza, qualsiasi cittadino che da mesi fa code infinite, che vede i prezzi andare alle stelle, e vede sparire alcuni alimenti e a cui in più promettono giorni di forte violenza in caso di vittoria del chavismo, è chiaro che vota contro, per vedere se arriva un po’ di pace nella sua vita.

E’ questa la democrazia? Dover votare non per un progetto, ma per la paura di quello che sta succedendo in base alla guerra dell’opposizione ?

Alla TV Telesur in piena incertezza in attesa dei risultati, una sociologa ecuadoregna, ha iniziato a mettere in discussione le rivoluzioni che stiamo facendo nel continente, in quanto logorate e obbligate a rimettersi in discussione, il che mi sembra giusto come principio. Ma quando ascoltavo le sue argomentazioni, non appariva da nessuna parte la ingovernabilità a cui stanno sottoponendo le sinistre, con una campagna molto ben orchestrata a livello continentale. E sappiamo bene chi dirige questa sinfonia, i padroni del Nord.

Tutto ci viene presentato come se i governi di sinistra siano anchilosati, che in teoria debbano prefiggersi nuove mete, e una viabilità economica. Non scarto gli errori, né i ritardi nei piani, o la necessità di cercare nuove vie. Però l’essenza del problema non sta nei difetti della sinistra, ma nell’accettare le regole del gioco delle destre –nazionali e globali-  che hanno rafforzato l’accerchiamento. Il che non permette di avanzare nei progetti e ci obbliga a dedicare la maggior parte del tempo a spegnere gli incendi che impongono grazie alla loro alleanza con gli Stati Uniti.

“Russia today” denunciava gli stanziamenti di 18 milioni di dollari di finanziamento degli Stati Uniti per la guerra contro il Venezuela, 3 dei quali specificamente per le elezioni, insieme al sabotaggio economico, alla guerra mediatica. E noi chiamiamo l’effetto di tutto ciò democrazia.

(testo originale in lapupillainsomne)

Posted in Politica, Società | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

La vita prima del debito [Monza 12/05]

Posted by PRC Muggiò su giovedì 7 maggio 2015

debito

Posted in Economia | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 Comment »

LOMBARDIA e LAVORO

Posted by PRC Muggiò su venerdì 6 marzo 2015

ALLEANZA SOCIALE 07.03.2015

Posted in Lavoro | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Conferenza e dibattito “La crisi spiegata a tutti!” [7/11/14, Villasanta]

Posted by PRC Muggiò su giovedì 30 ottobre 2014

Posted in Economia, Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Chi lavora e chi guadagna

Posted by PRC Muggiò su giovedì 19 giugno 2014

capitalismo

Posted in vignette | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

IL LAVORO PRIMA DI TUTTO: successo per la serata organizzata a Muggiò

Posted by PRC Muggiò su giovedì 17 aprile 2014

Questo slideshow richiede JavaScript.

Inizia così la campagna elettorale per la lista “Rifondazione Comunisti Italiani – Per un’altra Muggiò a Sinistra”, parlando di lavoro e di crisi, per l’organizzazione dei lavoratori contro un modello di sviluppo economico e politico a loro ostile.

Martedì 15 aprile, Muggiò. Sala piena, solo posti in piedi: un grande successo che si trasforma in buono auspicio per le prossime elezioni comunali (ed europee) del 25 maggio.

Presenti molti cittadini, rappresentanti politici e sindacali, lavoratori e giovani.

La serata viene aperta e moderata dal candidato Sindaco Lorenzo Capizzi, 55 anni, siciliano di nascita, tecnico informatico e militante politico da lunghi anni, conosciuto a Muggiò per le molte battaglie in Consiglio Comunale (Consiglio da lui in precedenza anche presieduto) e per il suo costante impegno nell’associazionismo ambientalista.

Parla quindi Gaia Schiavon, dottoressa in Servizio Sociale neolaurata con tesi di indagine sociale sul fenomeno degli esodati nel Nord Milano: molti i disagi percepiti e poche le risposte delle istituzioni, risulta sempre più necessario unire i servizi (sociali, sindacali, psicologici) per affrontare uno dei peggiori scempi dei governi di larghe intese.

Simone Pulici – della Segreteria provinciale della CGIL – risponde enumerando le tante realtà in crisi sul territorio: la Brianza non è più quel polo d’eccellenza che è stata in passato, sempre più aziende chiudono, delocalizzano e licenziano (pensiamo alla Cartonstrong, alla Panem, alle Officine Monzesi, alla Carrier, alla Marcegaglia, alla Yamaha, all’Alcatel…).

Infine Giusy Di Blasi, educatrice in asilo nido pubblico e delegata sindacale USB, nonché candidata in lista, racconta quanto sia necessario oggi un sindacato forte e rivendicativo, che sappia essere conflittuale.

Si accende il dibattito e la serata acquista sempre più valore.

Ringraziando i relatori e tutti i presenti, invitiamo i cittadini a seguire le attività della lista in campagna elettorale.

Queste le nostre proposte per Una Muggiò Città Aperta, per il diritto al lavoro contro la crisi economica:

volantino1

Posted in Lavoro, Muggiò, Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Sindaco rimandato a Settembre

Posted by PRC Muggiò su domenica 13 novembre 2011

I PRINCIPI DELL’ECONOMIA SMANTELLANO IL PROGETTO AREA FESTE.

Settemila m.q. di Parco Grugnotorto – parco agricolo di interesse sovracomunale, “polmone verde” della Brianza – trasformati in capannoni industriali sono il prezzo da pagare per edificare su trentaduemila m.q. di Parco la faraonica Area Feste.

Forse il Sindaco ha dimenticato ciò che ha studiato e i princìpi dell’economia.
L’ambiente è considerato una “risorsa collettiva“, ovvero un bene gratuito che i singoli individui però, senza apposite regolamentazioni, possono sfruttare senza limiti: “quando un individuo sfrutta una risorsa collettiva, impedisce ad altri di goderne nella stessa misura” (G. Mankiw, 2011).
Lo sfruttamento ad uso industriale di aree pubbliche del Parco (7000 m.q., pari a più di un campo da calcio!) da parte del privato distrugge l’interesse di tutti i cittadini.

Chiediamo all’amministrazione di invertire rotta e di pensare finalmente agli interessi della collettività.
Chiediamo regolamentazioni più ferree a favore del Parco e del verde, a partire dall’annullamento del progetto Area Feste (a fronte anche delle motivazioni espresse dall’appello lanciato dall’Associazione Amici del Parco Grugnotorto).
Chiediamo un grande salto in avanti, considerando l’ambiente non solo una risorsa collettiva, ma un bene pubblico, cioè gratuito e usufruibile da tutti, senza possibilità di sfruttamento.
Chiediamo una moratoria per bloccare tutte le nuove edificazioni o aumenti volumetrici nel Parco Grugnotorto.

L’ennesima bocciatura della giunta Zanantoni…

Posted in Ambiente, Economia, Muggiò | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Leave a Comment »

GIORGIO CREMASCHI- Marcegaglia e Marchionne lasciati soli? Ma “ci facci il piacere”!

Posted by PRC Muggiò su venerdì 15 aprile 2011

La presidente della Confindustria e l’amministratore delegato della Fiat si sono in questi giorni lamentati di essere stati lasciati soli dal governo. Quale incredibile sfacciataggine.Non c’è un solo provvedimento in questi mesi da parte del governo che non sia andato incontro ai desideri più profondi del sistema delle imprese. Dal collegato lavoro, ai contratti separati, alla politica fiscale, tutto ha favorito e ha risposto le scelte della Confindustria e della Fiat. E’ vero che in Italia non c’è alcuna politica industriale e che i due ministri che si sono succeduti al Ministero dello Sviluppo economico, Scajola e Romani, hanno brillato per la loro assoluta assenza. Ma né la Fiat né la Confindustria hanno mai proposto politiche industriali degne di questo nome, anzi hanno fatto fronte a ogni tentativo di coordinare le scelte delle imprese. Bisogna purtroppo dare ragione a Tremonti, quando sostiene che sul caso Parmalat è inutile parlare di dirigismo del governo, che non c’è, quando nessuna grande impresa privata italiana si è fatta viva, prima dei francesi.

Marcegaglia - gli industriali sono stati lasciati soli

Marcegaglia - gli industriali sono stati lasciati soli

D’altra parte il salotto buono delle imprese italiane, il loro autentico parlamento, il consiglio di amministrazione delle “Generali”, ha sfiduciato Geronzi, il banchiere più vicino oggi a Berlusconi, non certo per costruire un progetto di sviluppo per il paese, ma per sostituire, nella stessa politica, un gruppo di potere all’altro.
Gli unici ad essere stati soli sono stati gli operai di Mirafiori e Pomigliano, che si sono visti scagliati contro una campagna mediatica e ideologica senza precedenti. E’ vero che questa campagna ha avuto un effetto contrario sull’immagine della Fiat. Come lo hanno per Berlusconi gli eccessi di Emilio Fede e dei suoi fan. Ma questo è solo un effetto non voluto di un disegno che comunque è stato e viene perseguito. Lo dimostra il fatto che sul futuro della Fiat, sui fantomatici 20 miliardi di investimento, sui programmi produttivi colossali privi di qualsiasi aggancio con la realtà, non c’è alcun confronto critico nelle istituzioni e nella grande comunicazione.
Sono rimasti soli i lavoratori e i precari di fronte a una stagnazione economica e a una crescita delle ingiustizie sociali che fa pagare a loro tutti i costi della crisi. Che la ripresa sia una sostanziale invenzione, che milioni di disoccupati o sottooccupati incombano sulla stagnazione economica e nella crisi è un dato della realtà che Berlusconi, Marchionne e Marcegaglia hanno fatto il possibile per nascondere finora.
Il fatto che ora il sistema cominci a scricchiolare e l’oggettivo indebolimento di Berlusconi spinga i padroni a trovare una carta di ricambio, non cancella di un millimetro le loro responsabilità. Per questo fa grande tristezza vedere gran parte dell’opposizione politica, in particolare il terzo polo e il Partito Democratico, entusiasmarsi per le battute della presidente della Confindustria e dell’amministratore delegato della Fiat. Costoro, sul piano sociale ed economico almeno, criticano da destra il governo: vorrebbero una politica ancora più brutale verso il mondo del lavoro. E quindi non possono essere gli interlocutori di una reale alternativa a Berlusconi.
L’Italia riprenderà a crescere socialmente e civilmente, e anche economicamente, quando si saprà rispondere a Marcegaglia e Marchionne che lamentano di esser lasciati soli, come avrebbe fatto Totò: “ma ci facci il piacere!”.
Giorgio Cremaschi
(13 aprile 2011)

Posted in Economia, Lavoro, Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | Leave a Comment »