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Posts Tagged ‘elezioni europee’

NON CI SONO SCORCIATOIE, LA SINISTRA È LA VIA MAESTRA

Posted by PRC Muggiò su venerdì 19 aprile 2019


Il circolo di Rifondazione Comunista di Muggiò avrebbe voluto costruire una vera lista di sinistra per la tornata amministrativa del 26 Maggio, ed a tal fine ci siamo confrontati con alcune forze politiche che pensavamo potessero condividere un’idea di città che non si conformasse alla burocratica applicazione dei vincoli imposti agli enti locali dalle norme nazionali, che non attuasse pedestremente gli indirizzi abbozzati dalla corrente amministrazione, che praticasse la laicità e desse spazio alle istanze di cambiamento necessarie alle nuove generazioni.

Avremmo voluto costruire una proposta amministrativa laica, che ad esempio non delegasse l’amministrazione del Fondo Muggiò Città Solidale costituito anche con quote del 5 per mille dei cittadini, all’ organizzazione di una confessione religiosa, screditando il ruolo e la credibilità dei servizi sociali comunali.

Se fosse dipeso da noi non avremmo legato le mani al futuro Consiglio Comunale su scelte strategiche per il futuro della città con azioni che sono state a volte maldestre, a volte minimali, spesso di facciata. Si possono citare alcuni esempi: l’ammontare degli oneri di urbanizzazione dovuti per intervenire in un ipotetico progetto di riqualificazione del Multiplex nel Grugnotorto, un progetto di teleriscaldamento utile principalmente a tenere in vita l’inquinante e pericoloso inceneritore di Desio, il discutibile Piano Integrato d’Intervento sulla ex-Ravizza che svende la fascia di rispetto del Villoresi, la finta soluzione data al Dopo di Noi… e ci si potrebbe dilungare in diversi altri esempi.

Allora l’amministrazione Fiorito in 5 anni non ha fatto nulla di buono? Ovviamente non è possibile fare solo cose sbagliate o non condivisibili, come non è possibile fare solo cose giuste e condivise. Giusto per fare un paio di esempi abbiamo apprezzato il mantenimento degli impegni di spesa nei servizi sociali e sul finale della consiliatura una rinnovata attenzione ai valori antifascisti della Costituzione (regolamenti e pietre d’inciampo). Tutto da verificare l’effettivo utilizzo di importanti poste economiche che ad oggi rimangono solo annunci: la fideiussione che si vuole escutere per le opere non realizzate del PII ex-Fillattice, l’effettivo utilizzo dei 2,7ML frutto della vendita della quota azionaria di AEB.

Il PD non ha voluto discutere con noi un solo progetto amministrativo o politico, neppure ipotizzabile un confronto sulle politiche per la giustizia economica, sociale ed ambientale… non ne siamo dispiaciuti. D’altro canto, le forze politiche locali che abbiamo incontrato purtroppo si sono rivelate timorose del cambiamento, non convinte delle necessità di proporre ai cittadini un progetto autonomo di sinistra… ne siamo dispiaciuti.

Avremmo potuto quindi ripresentare candidato sindaco e lista del PRC come facemmo nel 2014… ma la nostra affermazione di coerenza, sarebbe stata capita ed utile per i muggioresi? In questo quadro rinunciatario delle forze che avrebbero potuto costruire un progetto di sinistra per il comune, in assenza di una reale spinta per il cambiamento, quest’anno preferiamo dare libertà di voto ai nostri iscritti e simpatizzanti; si sentano liberi di decidere se e come votare per l’amministrazione del comune.

Diverso è invece il quadro che si è determinato per le elezioni europee. Lì si è avviato un processo che vede la convergenza di diverse anime di sinistra: Partito della Rifondazione Comunista, Altra Europa con Tsipras, Sinistra Italiana, Convergenza Socialista, Partito del Sud, Transform Italia hanno dato vita alla lista “La Sinistra”, una lista per le elezioni europee che vuole essere uno spazio comune a disposizione di tutte le soggettività, politiche, culturali, sociali, civiche e di movimento che si richiamano ai valori e contenuti del popolo di sinistra.

Lì non ci sono ambiguità né scelte rinunciatarie, non c’è il devastante “turarsi il naso” per scegliere il male minore. Lì, alle elezioni europee, il nostro appoggio chiaro e forte va a “La Sinistra”!

http://www.sinistraeuropea.eu/

http://www.sinistraeuropea.eu/index.php/manifesto/

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DALLA TUA PARTE, DA SEMPRE!

Posted by PRC Muggiò su sabato 24 maggio 2014

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RifondaFEST: festa di fine campagna elettorale [18/05/2014, Muggiò]

Posted by PRC Muggiò su domenica 11 maggio 2014

manifesto_festa-2

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Cinisello – Domenica 31 maggio: Cambiamo musica!

Posted by PRC Muggiò su venerdì 29 maggio 2009

In Piazza Italia, a partire dalle ore 15.00, una giornata di musica live

con Joe Valeriano, Rockodrilli, Malapizzica

alle ore 21.00

INCONTRO  PUBBLICO CON PAOLO FERRERO

Cambiamo musica!

Cambiamo musica!

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Gli spot audio delle elezioni europee

Posted by PRC Muggiò su sabato 23 maggio 2009

mp3Manca il lavoro, brucia l’ambiente, spariscono i diritti

mp3Cambiare l’europa per cambiare l’Italia. Senza di noi nessuna opposizione

mp3La crisi ti ha tolto tutto, anche la parola?

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Stare dentro o chiamarsi fuori: perché ho scelto di candidarmi nel PRC

Posted by PRC Muggiò su venerdì 15 maggio 2009

Non sono iscritta a nessun partito da vent’anni e non ho avuto mai nessuna responsabilità amministrativa in nessuna istituzione. Ho vissuto attivamente la politica nel movimento delle donne, nel femminismo, in quel tessuto orizzontale che ha saputo cambiare la società italiana non solo conquistando leggi inclusive dei diritti civili, ma soprattutto nell’agire quotidiano, nelle relazioni più intime, tra donne e uomini, tra generazioni, tra popolazioni, allargando le possibilità di immaginare il futuro, affermando la libertà di esistere per ognuna e ognuno secondo i propri talenti e inclinazioni.

Un tessuto che non ha costruito leaders, ma molte autorevolezze che durano nella memoria e vengono ancora trasmesse nonostante l’oscuramento informativo e l’oscurantismo dei poteri costituiti.

Sono già stata candidata nel ’94 dall’ancora unitario PDS e l’anno scorso dall’Arcobaleno. Guardo la sinistra agire come i polli di Renzo, di manzoniana memoria, mentre nel mondo spadroneggiano i Bravi e penso che da qualsiasi posizione si possa trovare un’alleanza pulita, tranne che dalla parte di Don Abbondio. Quello che ho visto muoversi sulla cosiddetta scena politica, sempre più scena nel senso della costruzione di fiction mediatica, non mi corrisponde nelle forme, nell’agire, nei progetti, nel modo di rappresentarsi e di rappresentare.

Potrei dire che non ho bisogno della politica, per lavorare, per vivere, per continuare ad essere e fare, pensare e agire. Potrei facilmente chiamarmi fuori.

Perché allora accetto di essere dentro? Perché accetto di mettermi in un ingranaggio che so di non poter dirigere né tanto meno influenzare in questo momento, di “metterci la faccia” in una situazione di frammentazione così profonda e spesso intimamente dolorosa, di malumori e piccinerie così diffusi, in un impasto di paure e cinismo, fedeltà mortificate e calcolo, che rischiano di rendere opaco qualsiasi volto e sospetta qualsiasi proposta?

Perché sono una cittadina appena inclusa. Quando sono nata le donne in Italia avevano conquistato il diritto di voto da pochi anni, nella civile Europa da poco più tempo e non in tutti i Paesi, e molte leggi erano ancora espressione del potere patriarcale che vuole le donne subalterne nella divisione del lavoro, assoggettate nella sessualità, limitate nell’accesso politico, cancellate nella trasmissione della cultura, derubate nell’elaborazione del pensiero e complici nella conservazione della loro stessa servitù attraverso un abile dosaggio di concessione di privilegi, ricatti affettivi, manipolazione dell’immaginario, minacce, violenze, assassinio.

La libertà di pensare e pensarci che abbiamo conquistato, più generazioni di donne e un pezzetto per volta, viene ancora continuamente aggredita. Veniamo aggredite singolarmente, nei modi feroci o subdoli che mirano a rompere, nell’immaginario, vicinanze e solidarietà, a esporre le differenze individuali censurando sempre le specificità politiche.

Nel mondo la maggior parte delle donne non ha diritti politici, libertà civili, opportunità e spesso nemmeno possibilità di sopravvivenza. L’intreccio spaventoso di storie locali, poteri coloniali e monopoli economici chiede la nostra azione politica, non possiamo lavarci la coscienza con le briciole di un volontarismo caritativo che non rappezza nemmeno le toppe.

Abbiamo di volta in volta costituito il movimento delle donne intorno a progetti concreti, cercando il terreno di una mediazione che non potesse mai diventare prevaricazione, inventando e allargando quel terreno democratico che non può esistere se non vive in luoghi agibili da tutte e tutti.

Misurarsi con la concretezza significa imparare la democrazia nel corpo a corpo delle storie diverse, nella fatica di allargare le opportunità sul terreno istituzionale, confrontando desideri e speranze con la durezza dell’esistente. Mi sento forte di questa esperienza e mi fido della mia storia, per questo ho accettato la proposta venuta dal Forum delle donne di Rifondazione.

Conosco il crescente maschilismo, la multiforme vendetta del patriarcato, che nessun uomo riesce ancora a dichiarare nemico dell’umano multiforme esistere e so che queste donne hanno dovuto predisporre una lotta, pacifica e democratica, ma lotta, per proporre e “far passare” il mio nome e quello di altre.

Ho imparato, leggendo e rileggendo le parole di Rosa Luxemburg, che ci sono momenti in cui bisogna mettere da parte la complessità delle proprie idee, l’orgoglio della propria limpidezza e scegliere da che parte stare, anche se il luogo in cui decidiamo di stare è inospitale e le persone, prevalentemente gli uomini, farebbero magari volentieri a meno della nostra presenza.

Non mi chiamo fuori dalla politica, anche se vedo solo cose che mi sembrano sbagliate o sospette, perché continuo a considerare il diritto di voto, allargato a quante più istituzioni possibili, una strada ineludibile per la democrazia.

Non credo si possa ricostituire una sinistra monoidentitaria, su simboli significativi per la memoria di un pezzo del mondo del lavoro oggi così profondamente cambiato: è una storia da cui abbiamo qualcosa da imparare solo se possiamo leggerla dentro il muoversi di altri soggetti fondamentali e primo fra tutti il movimento femminista, solo se possiamo rileggerla negli errori e connivenze del passato, così come nelle grandi conquiste di civiltà in tutta la storia del pensiero socialista e pacifista.

Sento la necessità di mettermi contro il capitalismo, la logica perversa del mercato e del profitto che alimenta povertà e guerre, perché credo che un altro mondo sia possibile e sono certa che già vive nei semi di pensieri e vite che ci sono sconosciuti e non solo negli straordinari laboratori politici di quell’altro mondo che noi europei abbiamo perseguitato, colonizzato, disprezzato, ma anche qui, in mezzo al nostro devastante sviluppo, tra le pieghe del nostro infelice benessere.

Penso che la frammentazione dei ceti dirigenti, più o meno colti, più o meno fascinosi, è la rappresentazione della fine di una forma politica e non saranno le logiche della rincorsa ai posti o le parole politiche più o meno azzeccate, volte a catturate il voto smarrito della sinistra, a fermarlo.

Non penso che la mia presenza possa modificare processi in atto, incardinati in logiche che mi sono estranee, ma resto convinta che la politica, al fondo, non può mai prescindere dalle piccole scelte di ognuno e per quanto mi riguarda faccio quello che posso.

Le donne sembrano talvolta più sprovvedute perché si muovono con poca dimestichezza nei meccanismi istituzionali, sbagliano valutazioni per ingenuità, buona fede, o convinte ad utilizzare le tradizionali strategie di adattamento, mimetizzazione, piccolo cabotaggio che hanno rappresentato possibilità di sopravvivenza e inevitabile complicità nella lunga storia dei generi.

Sembrano più disinvolte le donne della destra, ma utilizzano l’esito delle lotte femministe, mai condivise, per ottenere posti conformandosi ai modelli classisti e spesso senza sottrarsi alle tradizionali subalternità.

Non importa, da questo non si può prescindere se è la dimensione del reale, da questo ci si può distinguere se la nostra vita testimonia di noi. Non si tratta di interrogarsi su quanto siano credibili i partiti, ma di pretendere che lo siano i candidati, come lo sono moltissime donne e uomini nella loro vita di tutti i giorni.

Vivo queste elezioni come possibilità etica e gesto responsabile da parte di una donna più che adulta nei confronti delle tante donne incontrate, degli uomini che si sono messi in cammino per un’altra storia, delle giovani generazioni di ragazze e ragazzi che mi sono cresciute accanto; non porto altro che la mia goccia d’acqua perché troppi incendi sono stati appiccati in Europa e dall’Europa e oggi siamo più che mai a rischio di aridità.

Rosangela Pesenti

10 maggio 2009 

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Una lista unitaria della sinistra anticapitalista in Europa contro le politiche di Maastricht e di Lisbona

Posted by PRC Muggiò su domenica 29 marzo 2009

Simbolo europee 2009
Simbolo europee 2009

Oggi abbiamo presentato il simbolo e dato vita a una lista di sinistra, anticapitalista che unisce quattro forze politiche (Prc, Pdci, Socialismo 2000, Consumatori uniti) in una comune proposta politica per l’Europa.
Lo abbiamo fatto e continuereremo a farlo anche attraverso il contributo e le candidature di molti esponenti della sinistra, del mondo del lavoro e sindacale, del movimento femministra e ambientalista, del movimento lgbtq e pacifista. Questa lista, che lavora per un’uscita dalla crisi fondata sulla democrazia economia, sulla giustizia sociale e sulla solidarietà, rappresenterà un importante raggruppamento anticapitalista, comunista, socialista di sinistra, ambientalista in Italia e in Europa, e si ritrova intorno ai valori e ai simboli storici del movimento operaio italiano.

Chi vota la nostra lista saprà da subito dove andranno a sedere i nostri eletti e rappresentanti: nel gruppo del Gue/Ngl e nella Sinistra Europea, e cioè all’opposizione delle politiche liberiste di Maastricht e di Lisbona che hanno prodotto l’attuale devastante crisi economica europea e mondiale, politiche che vengono da molti anni votate e sostenute da tutti gli altri gruppi politici eletti in Europa, dai popolari ai socialisti passando per i liberali. Una vera “grande coalizione” liberista e antipopolare che vede e vedrà unite tutte quelle forze politiche che oggi fanno finta di contrapporsi in Italia, dalla Pdl di Fini e Berlusconi al Pd di Franceschini, passando per Di Pietro e Casini.

Chi vota la nostra lista invece vuole uscire da sinistra dalla crisi in Italia come in Europa da sinistra, tenendo assieme diritti sociali e diritti civili, chiedendo il pieno rispetto delle libertà dell’individuo nel campo sessuale come in quello etico insieme a un forte intervento pubblico in economia e alla nazionalizzazione delle banche, lottando per un’Europa libera, giusta e socialmente avanzata, ma anche per un’Europa neutrale e pacifista in politica estera, non asservita alle politiche della Nato, per una politica di pace e di democrazia.

Il nostro dunque non è un cartello elettorale ma una proposta politica precisa: riteniamo che si possa uscire dalla crisi, in Italia e in Europa, promuovendo più libertà e più eguaglianza, contro le politiche di un governo di destra che invece punta al totale e sfrenato liberismo e deregulation in economia ma che promuove politiche anti-liberali e totalitarie nel campo dei diritti civili.

A tal fine le quattro forze politiche che hanno dato vita a questa lista hanno deciso di riunirsi in un coordinamento che proseguirà anche dopo le elezioni.

28/3/2009 – Paolo Ferrero : Dichiarazione sulla presentazione della lista per le elezioni europee

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