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Posts Tagged ‘fallimento’

“Una costruzione nel nulla”

Posted by PRC Muggiò su giovedì 2 luglio 2015

Muggiò – Fallimento del Magic Movie. Tornano in Tribunale Lo Mastro, Zaccaria e Firmano

di Pier Attilio Trivulzio

imageEsattamente dieci anni fa di questi tempo il multiplex pomposamente battezzato Magic Movie Park spegneva i 15 schermi e al piano -5 dello “scatolone” costruito dentro al parco del Grugnotorto arrivarono i commercianti cinesi. Portati da Song Zhicai e Patrizio Coppola che nello studio del notaio Luciano Quaggia avevano dato vita alla società “Cinamercato srl”. Song Zhicai possedeva un grande, fatiscente centro commerciale dietro la stazione ferroviaria di Napoli. Voleva affittare il Magic Movie; ma Felice Vittorio Zaccaria – procuratore di Tornado Gest – gli disse che no, l’immobile – inaugurato da soli sei mesi e che mai aveva acceso tutti gli schermi – era in vendita.

Il cinese versò 2,2milioni di euro e da quel momento fu costretto a fare i conti con Saverio Lo Mastro e Rocco Cristello che da un anno con la società Valedil (di Lo Mastro, Cristello e Andrea Simone Zaccaria), erano subentrati alla Coel per completare i lavori del multiplex. Dentro il Magic Movie Park aveva già messo radici la n’drangheta. Il padre di Cristello era andato anche lui dal notaio Quaggia per costituire “Cinamercato a Milano srl”, successivamente trasformata in “New Las Vegas srl”.

Felice Vittorio Zaccaria, padre di Andrea Simone, aveva fissato a 40milioni il prezzo dell’immobile. Prese un pacco di cambiali firmate da Rocco Cristello, girate ai fornitori che avevano lavorato per erigere il multiplex, finite tutte in protesto e per qualche mese gli affitti dei commercianti cinesi. Poi gli schiaffi. Le quote di Tornado Gest in mano alla Sef della famiglia Firmano passarono a Saverio Lo Mastro che nel maggio 2006 ne divenne amministratore.

Gennaio 2007 il Tribunale di Monza dichiara il fallimento di Tornado Gest.

Il processo con Italo Ghitti che legge la sua ultima sentenza prima di lasciare Monza per trasferirsi al Tribunale di Piacenza condanna Felice Vittorio Zaccaria 5 anni e la moglie, Aldina Stagnati, a 4 anni. Davanti al Gip Claudio Tranquillo Saverio Lo Mastro aveva patteggiato 4 anni, Stefano Firmano 3 anni.

Ora, sempre per il fallimento di Tornado Gest il Collegio 2 composto da Airò, Barbara e Sechi sta processando l’ex direttore di Banca Intesa di Cinisello Balsamo Giancarlo Garavaglia (difeso dall’avvocato Giuseppe Pezzotta) e Angelo Bartone, amministratore della società Hipponion (difensori avv.i Valaguzza e Maria Traverso).
Martedì 30 giugno a testimoniare il collegio ha chiamato Saverio Lo Mastro, Felice Vittorio Zaccaria e Stefano Firmano.

Lo Mastro che ha patteggiato 4 anni per Tornado Gest, nell’aprile 2009 ha accumulato un’altra condanna a 4 anni per bancarotta fraudolenta per distrazione della “Lo Mastro Costruzioni” fallita nel 2003, deve rispondere di truffa a società telefoniche ed era stato arrestato nel gennaio 2012 a Vibo Valentia su ordine della Procura di Monza, adessso si trova – incredibile ma vero – ai domiciliari a Nova Milanese presso l’abitazione del fratello e potrà raggiungere il Tribunale di Monza senza l’accompagnamento dei carabinieri!

Nel corso dell’ultima udienza il maresciallo Antonio Carotenuto della Guardia di finanza di Monza, su domande del pubblico ministero Donata Costa ha ricostruito la genesi dell’indagine partita da una ipotesi di bancarotta e sviluppatasi poi nella triangolazione Tornado Gest-Sef-Coel per recuperare quel finanziamento soci, rivelatosi fittizio, che Mediocredito aveva richiesto per erogare 18 milioni di euro (17,5 versati) necessari per la costruzione del multiplex di Muggiò sul terreno acquistato da Zaccaria per 1,6 miliardi di lire.

L’arrivo della Valedil di Lo Mastro Cristello è stata la chiave di volta per gestire il riciclaggio di soldi della n’drangheta”, ha spiegato il teste ricordando il lavoro di monitoraggio effettuato al “Giardino degli Ulivi” di Carate.

Il Giardino era di fatto il centro della n’drina che Rocco Cristello si era creato. E’ qui che avvenivano i summit, da noi seguiti grazie all’installazione di telecamere e cimici per captare le conversazioni. Dopo l’arresto l’8 luglio 2006 e alcuni mesi di carcere a Monza, Cristello era stato dimesso in regime di semilibertà e affidato durante il giorno al Giardino degli Ulivi”.

E’ al “Giardino degli Ulivi”, gestito da Tommaso Calello, che Lo Mastro, Antonio Stagno, Antonino Belnome, Salvatore Strangio e Andrea Pavone s’incontravano; all’indomani dell’uccisione di Rocco Cristello (27 marzo 2008) davanti alla sua villetta di Verano Brianza la perquisizione del “Giardino” porta a scoprire, sotterrato, un vero e proprio arsenale d’armi.

Riferisce anche dell’attività tecnica svolta nel novembre 2007 nei confronti di Giancarlo Garavaglia . “L’attività è durata poco. Garavaglia non era più dipendente di Banca Intesa, si occupava di tre società, che operavano nel settore immobiliare. Unici elementi di rilievo le conversazioni con Marika Vassalli (vice direttrice ex collega, anch’essa poi dimessasi dalla banca – ndr) durante le quali parlano di Tornado Gest, di Coel e della società Delle Grazie. Garavaglia cercava la documentazione. Che è sta stata da noi trovata ed acquisita presso la sua abitazione e le società che fanno riferimento a lui”.

Donata Costa, che sostiene la pubblica accusa, chiede al maresciallo Carotenuto di spiegare il ruolo di Angelo Bartone. “Era titolare di una società che si occupava di movimento terra, nel 2006 era stato nominato amministratore unico della Hipponion srl, carica passata l’anno dopo a Saverio Lo Mastro nato a Vibo Valentia”. “Hipponion è l’antico nome della località che dal 1932 ha avuto la denominazione latina di Vibo Valentia”, chiosa il presidente Giuseppe Airò.

Tornado Gest ha accumulato un passivo di 52milioni di euro”, esordisce Emanuele Gentili, uno dei curatori nominati dal Tribunale che hanno fatto un lavoro certosino di controllo dei conti, spesso ritrovandosi con documenti mancanti. “Sull’immobile c’è un credito ipotecario di 18 milioni generato da un contratto del 2003 che prevedeva un’ipoteca sul terreno. Il Comune di Muggiò è tra i creditori privilegiati. La Cassazione è stata chiara in merito. Finanziamento soci? Tornado Gest aveva un socio unico: la Sef che non aveva nulla e non era in grado finanziare. Mediocredito però aveva posto una precisa clausola: aveva chiesto ai soci il finanziamento di 10milioni. Dalle verifiche è risultato che esisteva una vera e propria triangolazione: c’era interrelazione tra Tornado Gest, Sef e il fornitore Coel. In più occasioni Tornado Gest faceva affluire risorse proprie come pagamento fatture pagate con Riba e bonifico. Abbiamo scoperto estratti conti non veritieri di Banca Intesa filiale di Cinisello dove direttore era Garavaglia e Tornado Gest, Sef e Coel avevano i loro conti”.

Il pm chiede a quanto ammonti il passivo della Hipponion. La risposta è: “Stranamente Hipponinon non è fallita”, risponde Ester Palermo che con Emanuele Gentili e Maurizio Oggioni ha avuto l’incarico dal Tribunale. E racconta di quell’incredibile falso ordito da Saverio Lo Mastro per entrare nel fallimento con una falsa cambiale da 10milioni di euro.
Avremmo ammesso la Sef al chirografaro per 9.936.535 euro e però non essendoci il documento originale e la fideiussione bancaria l’avevamo ammessa al chirografo postergato per 7.800.000 euro. Il 5 maggio 2008 Hipponion s’insinua nel fallimento vantando un credito di 10 milioni. Abbiamo chiesto la cambiale originale e l’abbiamo chiusa in cassaforte. Emerge che il 18 maggio 2006 Lo Mastro acquista il 100% delle quote Sef e amministra Tornado Gest. Ci siamo rivolti alla Guardia di finanza per capire quale rapporto causale c’era tra Hipponion e Sef. Ci arriva una lettera firmata da Angelo Bartone, non sottoscritta da Saverio Lo Mastro, nella quale si dice “che il titolo cambiario è a totale ristoro delle cifre elargite”e che “Hipponion riceve il titolo cambiario di 10 milioni da Tornado Gest che era presso Sef”.

Ad un attento esame della Gdf la lettera firmata da Bartone presenta il timbro della posta di Muggiò contraffatto. “Per quale motivo Hipponion attende oltre i termini per insinuarsi nel fallimento? Ci siamo posti la domanda ben sapendo che Hipponion non aveva rapporti di lavoro con Tornado Gest e quindi abbiamo interessato il giudice delegato affinché venisse verificato il titolo che, stranamente, non aveva assolta l’imposta di bollo. Il risultato: la cambiale era una fotocopia! In seguito è saltato fuori l’originale che comunque non era titolo esecutivo non essendo stata pagata l’imposta di bollo. Nè Sef né Hipponion sono state poi ammesse al passivo” testimonia Emanuele Gentili.
Guido Zambetti si è occupato del fallimento della società Coel. Depone in aula.
Coel è fallita il 9 novembre 2006, un anno prima di Tornado Gest lasciando un passivo di 38milioni. L’amministratrice Paola Baitieri e Giovanni Bono hanno patteggiato mentre Carlo Alberto Longo ha avuto la pena di 3 anni e 6 mesi (a cui si è aggiunta quella per la vicenda Blu Call -ndr) che la Corte di Cassazione ha confermato. Di fatto Coel grazie al gioco delle doppie Riba ha finanziato il socio Sef Tornado Gest per 10.129.000 euro che in realtà erano 5.022.000. E non ha pagato 2milioni di euro di lavori fatti nel multiplex e con altre società di Felice Vittorio Zaccaria. Acquario Gest, Palazzo dei Conti Taccona e Delle Grazie”.

Chiede Donata Costa se c’erano anomalie nei pagamenti anche in altre società di Zaccaria. Risposta: “Sì, in Acquario Gest. Che aveva un consulente mai identificato”. Il legale di Garavaglia chiede: “Questo consulente poteva essere Gerosa?”. “No. Il soggetto che io ho incontrato appena insediato nel fallimento presente Giuseppe Bono non era Gerosa. Era persona che aveva forti aderenze con le banche ed aveva costruito un complesso immobiliare a San Govanni Bianco mai completato e da anni abbandonato”.

Si scopre poi che questo factotum è Maurizio Cerea, già chiamato a deporre nel fallimento con Tornado Gest dal pubblico ministero Giordano Baggio.

Concordi i curatori e il consulente della Procura col presidente Giuseppe Airò che chiede: “A vostro giudizio questa operazione del multiplex di Muggiò non doveva proprio partire perchè non c’era nulla di imprenditoriale in questa operazione”. “” è la lapidaria risposta.

Tornado Gest non aveva mai costruito prima, non aveva soldi. Zaccaria non aveva ancora firmato la convenzione con il Comune, non c’era la strada per raggiungere l’immobile. Una costruzione nel nulla”.

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Eccolo di nuovo, il multiplex!

Posted by PRC Muggiò su martedì 16 giugno 2015

MuggioApprendiamo da notizie di stampa (C.d.S. del 24/5/15) che sul tavolo dell’Amministrazione Comunale muggiorese ci sono 4 proposte di riutilizzo del Multiplex Magic Movie:

  • Campus Universitario
  • Parco giochi per bambini
  • Cittadella dello sport
  • Outlet commerciale

Dopo 11 anni di spreco di denaro e risorse pubbliche, si tenta di riesumare un cadavere di cemento che non avrebbe ma i dovuto vedere la luce.

Rifondazione Comunista è sempre stata per un riuso pubblico della struttura ma nessun organismo pubblico si è mai proposto per il suo riutilizzo.

Alcune proposte potrebbero essere anche interessanti, ma tra il progetto, la realizzazione pratica e la gestione c’è sempre di mezzo il … mare.

Anche perché con la modifica dei vincoli previsti dal P.G.T. per quell’area, deliberati dalla precedente Giunta Zanantoni e mai revocati, c’è il pericolo di un notevole aumento di volumetrie.

Riappare poi tra le proposte quella di un uso commerciale dell’immobile con ciò che ne consegue.

Tale ipotesi, esclusa finora dalla convenzione comunale in essere, si scontrerebbe anche con la moratoria regionale all’apertura di nuovi centri commerciali in atto.

Vogliamo rischiare di vedere attuato l’unico progetto fattibile (e decisamente non interessante né utile), e cioè il centro commerciale?

Comunque si concluda la vicenda, resta sempre da stabilire che tipo di risarcimento avranno Muggiò e i suoi cittadini alla fine di questa sciagurata avventura, voluta da politici miopi e speculatori arroganti, che ha arrecato solo danni alla comunità cittadina.

Quando il Comune siederà al tavolo per scrivere una nuova trattativa col privato sarebbe segno di responsabilità e intelligenza fare proprie alcune richieste e proposte che abbiamo anche scritto nel programma elettorale, come la copertura del tetto con pannelli fotovoltaici oppure l’interramento di metà dei parcheggi per ridare uno spazio verde al Parco oppure ancora utilizzare i parchegghi nell’ottica di un interscambio con la metrotramvia.

ULTIME NOTIZIE DA Infonodo.org: Muggiò – Confermata in appello la condanna a Felice Zaccaria per il fallimento di Tornado Gest – 15/06/2015

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FALLIMENTO PANEM

Posted by PRC Muggiò su venerdì 19 luglio 2013

Mezzo di invio: e-mail Monza, 16 luglio 2013

Spett. li

COMUNE di Muggiò

Sindaco Zanantoni

E p.c. PREFETTURA Monza e Brianza

E p.c. ARIFL Regione Lombardia

Dottor Bianchessi

E p.c. PROVINCIA di Monza e Brianza

Dott.ssa Zoppè

Come già fatto in passato vorremmo aggiornarvi sulla crisi aziendale di PANEM ITALIA-NUOVA PANEM. Il 16 luglio abbiamo assistito all’esito di “non aggiudicazione” dell’udienza della gara per individuazione del miglior offerente convocata dalla Dott.ssa Giovanetti in data 18 giugno 2013 come documentabile attraverso pubblicazioni su http://www.fallimentimonza.com/

Siamo stati informati della presentazione di due offerte tra cui anche quella di LOGICOMPANY 3 Srl di Gubbio. Come avevamo già evidenziato ribadiamo di interesse prevalente e predeterminante un piano di prospettiva industriale e di tenuta occupazionale e sociale che non possa prescindere dal mantenimento degli attuali addetti. Cosa, pur sofferta e complicata, in gestione con gli accordi sindacali sottoscritti con Nuova Panem.

Ci pare di aver compreso indirettamente, anche attraverso documentazioni sindacali a noi disponibili, che tale LOGICOMPANY 3 Srl abbia come missione industriale investimenti nel settore dei trasporti svolgendo attività di trasporto merci in ambito nazionale nel settore della grande distribuzione organizzata.

Chiediamo al COMUNE di Muggiò, e gli enti in lettura laddove preposti, a salvaguardare la destinazione industriale del sito di Via Pavia in Muggiò affinché sia impedita qualunque ipotesi speculativa. Chiediamo al COMUNE di Muggiò a verificare presso gli organismi della procedura concorsuale tale situazione.

Cordiali Saluti.

per FAI Cisl FLAI Cgil UILA Uil

Vincenzo Nisi Matteo Casiraghi Paolo Castiglioni

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Multiplex e curatela fallimentare; le premesse per un nuovo contenzioso

Posted by PRC Muggiò su sabato 27 marzo 2010

E’ evidente che il progetto dei “curatori” è marketing puro, propedeutico alla gara d’asta con cui si procederà alla vendita dell’immobile. Si tratta di mettere in bella mostra le potenzialità speculative che un ipotetico compratore potrà in futuro sfruttare (potenzialità che, detto per inciso, alla luce della deregulation introdotta dall’amministrazione Zanantoni con le modifiche alle norme del PGT dal punto di vista dei curatori adesso sono assolutamente legittime e reali).

Preoccupa particolarmente la posizione supina di Zanantoni che enfatizza le ipotesi dei curatori senza fare menzione alcuna alle compensazione ambientali a suo tempo sottoscritte da Tornado Gest (e mai rispettate):

  • che fine hanno fatto le previste piantumazioni, sistemazione a verde, nonché la realizzazione di percorsi pedonali?
  • che fine ha fatto la prevista munutenzione decennale delle suddette aree sistemate a verde?
  • che fine hanno fatto il previsto laghetto artificiale e la club house?
  • che fine ha fatto la prevista realizzazione di 19.200 mq di parcheggi?

Oggi Zanantoni non dice pubblicamente se la sua amministrazione chiederà il rispetto delle pattuizioni mai onorate da Tornado Gest e non avanza nessuna esigenza di indennizzo ambientale (per il bene del parco) a seguito della ulteriore cementificazione permessa dalle sue modifiche al PGT.
Perchè nessuno dice che mettendo mano a quell’intervento sarebbe pubblico interesse che almeno la metà dei parcheggi previsti venissero interrati?
Se un domani Zanantoni vorrà difendere gli interessi pubblici sta creando le premesse per un nuovo contenzioso con il futuro acquirente dell’immobile, se invece ha già deciso di svendere gli interessi pubblici … è un’altro discorso. 

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Lo scudo fiscale di Giulio Tremonti in soccorso di Felice Zaccaria?

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 15 luglio 2009

Lo scudo fiscale della vergogna, ideato da questa destra demagogica e dalla Lega Nord a protezione degli evasori fiscali (quando va bene) e dei malavitosi (potenzialmente, quando va male), è un provvedimento che si estenderà fino al dicembre 2007… sarà un colpo di spugna anche sui reati societari: dal falso in bilancio alla bancarotta fraudolenta.
Come cittadini muggioresi dovremmo essere molto interessati a capire quali nefandezze saranno condonate con questo provvedimento incivile, perchè la nostra cittadina ha un ben triste primato in questo campo. Ricordiamo solo alcuni casi:

Vuoi vedere che il nostro “felice“, casualmente, rimpatria dall’estero un pacco di quattrini della cui provenienza nessuno sa (e nessuno saprà mai) ed a quel punto, forte dello scudo tremontiano dovremo non solo chiedere scusa … ma pure ringraziarlo di aver contribuito alla ricostruzione dell’Abruzzo?

E in questo scenario da incubo… sarà Zanantoni a ridare dignità e decoro al Parco del Grugnotorto violentato, al Diritto ed alle Istituzioni offese, a cittadini e società di capitali truffati per milioni di euro?

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