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Posts Tagged ‘fascismo’

A Muggiò son tornati i fascisti

Posted by PRC Muggiò su sabato 9 dicembre 2017

Deve ripartire una nuova Resistenza!

Oggi 9 dicembre, in concomitanza della manifestazione antifascista a Como, CasaPound – movimento di spudoratamente fascista – ha occupato la piazza centrale del paese, la stessa dove, nel ’45 durante la Liberazione, sventolò dall’alto del campanile della chiesa la bandiera partigiana: era la fine della guerra, della tirannia e del fascismo. Oggi ci vogliono riportare nella palude e nel buio del regime mussoliniano.

Noi non ci stiamo! Chiamiamo già ora tutte e tutti gli antifascisti ad una mobilitazione collettiva!

Non solo la nostra Costituzione antifascista, ma leggi come la Scelba e la Mancino, proibiscono manifestazioni di tale sorta.

Per di più il Comune è vincolato dalla mozione antifascista, votata in Consiglio Comunale nel luglio 2017 e che impegna la macchina amministrativa ad impedire la presenza sul territorio di gruppi neofascisti, razzisti e xenofobi.

Casapound si dichiara fascista, pubblicamente, per bocca dei suoi leader, come Simone di Stefano che senza vergogna ammette: “Siamo fascisti, non è un reato” (link). Dimenticando che è proprio l’opposto: il fascismo è reato!

Attendiamo spiegazioni dall’Amministrazione e confidiamo in una futura gestione dei luoghi pubblici più accorta.

Il fascismo non passerà!

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ATTI VANDALICI, FASCISMO E POLITICA. SE SOLO SI CONTASSE FINO A 10 PRIMA DI PARLARE …

Posted by PRC Muggiò su martedì 31 ottobre 2017

Il 24 ottobre esce sul Giornale di Monza un articolo sugli atti di vandalismo in via De Gasperi. Nel danneggiare le auto parcheggiate spuntano in maniera inquietante alcune svastiche incise da chi ha commesso il raid vandalico.

Il fatto in quanto tale è grave, ma viene aggravato inoltre dai simboli nazisti che non è dato sapere se siano un espediente per depistare una intimidazione di stampo malavitoso piuttosto che per evidenziare una esplicita minaccia politica a qualche residente della zona.

Ebbene, come commenta l’accaduto la destra tramite le parole dell’ex Sindaco Zanantoni?
Il fatto “può essere derubricato in una ragazzata” dice nel suo intervento.

A noi – e a molti altri – non sembra proprio una ragazzata danneggiare auto e incidere SVASTICHE.

Ma è politicamente curiosa la lettura ed il peso che viene dato ad avvenimenti equivalenti che accadono sul nostro territorio a distanza di sole poche settimane.

Oggi per via De Gasperi, dove l’evidenza indirizza alla destra neo fascista, si sminuisce mentre ieri, sul Giornale di Monza del 19 settembre, quando si trattava di commentare l’imbrattamento “apparentemente” anarchico del monumento in piazza Cossetto, si lanciava in ardite speculazioni ed accuse sulla sinistra muggiorese (ovviamente estranea ai fatti!).

Così per piazza Cossetto si arrovellava nel’amletico dubbio: “questa è la democrazia?” e, trovando una pronta risposta nelle incontrovertibili responsabilità della sinistra si lanciava arditamente in una impressionante serie di accuse:

1) essere nemica della democrazia
2) mettere a repentaglio la libertà di espressione
3) avere un livello culturale “pari a zero”
4) violare la memoria dei caduti e mettere a tacere le idee della Destra
5) avere assoluta impunità
6) essere – indirettamente – responsabile dell’atto di vandalismo.
E lamentava ancora che Sinistra e Amministrazione perdevano tempo nel discutere come impedire ai nuovi fascismi di occupare gli spazi democratici e pubblici.

L’elenco delle accuse presenti in quella intervista si commenta da solo.

Per quello che ci riguarda, politicamente, di fronte ad un doppiopesismo così smaccatamente proclamato alla stampa, rileviamo che la mozione antifascista approvata dal Consiglio Comunale di Muggiò ha per oggetto FATTISPECIE DI REATI e comportamenti antidemocratici che devono essere perseguiti dalle istituzioni e dai cittadini che hanno a cuore i valori costituzionali fondativi, ne esce quindi rafforzata e diviene più impellente per contrastare nuovi e vecchi fascismi.

Per quanto riguarda invece comportamenti criminosi di qualsiasi natura, tra cui a maggior ragione quelli fascisti, aspettiamo fiduciosi il compimento delle indagini ed il perseguimento dei responsabili… ma non possiamo esimerci dal dire che ci fa pena quella destra interessata solo a gettare fango sugli antifascisti – minimizzando gli atti della destra fascista e razzista – per crearsi un vergognoso consenso elettorale.

zanantoni

svastica

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MATRIMONIO DI IDEALI TRA M5S E FORZA ITALIA

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 26 luglio 2017

L’estrema destra ringrazia

La seduta del Consiglio Comunale di Muggiò di giovedì 20 luglio ha approvato una mozione (QUI IL TESTO) che impegna il Comune a vietare la concessione di spazi pubblici a gruppi che si richiamano all’ideologia fascista o razzista e a farsi carico del mantenimento della memoria storica antifascista e dei valori Costituzionali con iniziative culturali nelle scuole e nei luoghi di aggregazione.

Andando con ordine:

  1. molti Comuni, in tutta Italia, hanno assunto, modificandolo, un testo base redatto da associazioni antifasciste come l’ANPI che va nella direzione di un maggiore impegno politico nel contrasto al nascere e diffondersi delle nuove destre e nell’applicazione delle leggi Scelba e Mancino e della Costituzione.
    1924_-_la_voce_del_paese_basta_al_fascismo_-_vignetta_di_gal.jpgLa preoccupazione nasce dal fatto che organizzazioni e partiti che più o meno velatamente si rifanno a ideologie fasciste, naziste e razziste, stanno compattando attorno a loro alcuni militanti, avvezzi anche ad azioni squadriste (irruzioni in Consigli Comunali, aggressioni, parate fasciste, intimidazioni, propaganda abusiva).
    Tra questi gruppi spicca – nel territorio brianzolo – Lealtà Azione, Forza Nuova, Fronte Nazionale, a loro volta “nascosti” in altrettante associazioni e Onlus legate al modo della carità e del benessere animale.
    Tale mozione in Brianza è stata presentata negli anni scorsi in vari Comuni, come Monza, Desio e Nova Milanese. A Monza hanno votato a favore 22 consiglieri su 25, contrari solo una consigliera di FI e uno della Lega, un astenuto.

  2. Nei congressi locali e provinciali l’ANPI ha invitato tutte le sezioni attive a presentare la mozione antifascista in ogni Comune. Così ha fatto anche la sezione muggiorese “Michele Robecchi”. Il testo è poi stato firmato e presentato dal PD e dalla lista civica Insieme per Muggiò.
    Rifondazione Comunista Muggiò, nel programma elettorale del 2014, propone – sulla scia delle mozioni approvate in quel periodo in tutta Italia – che “i regolamenti comunali, ove appropriato, escludano aggregazioni, manifestazioni, spazi e presenze di associazioni, circoli o gruppi di ispirazione neofascista e neonazista su tutto il territorio comunale”.

  3. Nelle città limitrofe si assiste a scene di puro squadrismo anche nei Consigli Comunali (Monza, Desio…). Muggiò ha per ora solo visto la presenza di alcuni gruppi di estrema destra senza notare azioni significative (Forza Nuova schierata per il Giorno del Ricordo il 16 febbraio 2014, mura imbrattate con svastiche su via Cattaneo e croci celtiche su altre vie, Fronte Nazionale nel settembre 2016).
    La storia di Muggiò insegna anche cosa è stato realmente il fascismo…ben prima che andasse al potere! Nel 1921 è rimasto ucciso un ventenne invalido a causa di una squadra di fascisti in “missione”, negli anni successivi ne vengono feriti molti altri. Al termine della guerra, in ritirata, i tedeschi uccidono altri nostri concittadini.

  4. Arriviamo al Consiglio Comunale del 20 luglio.
    Contrari alla mozione sono tutti i consiglieri di minoranza: Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Solo per Muggiò (quest’ultima senza dare spiegazioni sul voto).
    Forza Italia, per bocca di Pietro Zanantoni, afferma che il voto contrario è dato da alcuni semplici motivi. In primo luogo perché si tratta di vecchie polemiche che non interessano più a nessuno e poi anche perché la storia è multiforme e non è sempre chiara come si vorrebbe credere. Segue a ruota Nadio Bonfante – sempre di FI – il quale ritiene vadano presi provvedimenti contro chiunque ma solo nel momento in cui costui danneggia cose o ferisce persone.
    Massimo Bellomo, M5S, non argomenta…usa lo slogan coniato da Grillo per cui un atto del genere sarebbe liberticida (sic!). Inoltre sostiene si tratti di pura propaganda strumentale del PD, ignorando che l’iter di tutto questo percorso non parte nemmeno dalle file del PD.

  5. Detto ciò esprimiamo soddisfazione per la mozione approvata. Una prima forma di contrasto è ora stata assunta dal Comune di Muggiò a cui dovrà poi dare seguito applicando quanto scritto.
    Siamo sconcertati e parecchio delusi dalle opposizioni che dimostrano di non riconoscersi in un elemento fondante della nostra Costituzione, l’antifascismo.

  6. Biasimiamo il M5S, incapace di approfondire e confrontarsi col problema, che in questa votazione ha accentuato una deriva reazionaria rimasta più latente in altri casi. Questa scelta serva anche da monito agli elettori antifascisti e di sinistra.
    Come nostro costume, e convincimento ideale, ci regoleremo di conseguenza nei rapporti con le forze politiche che non riconoscono l’antifascismo come coscienza sociale su cui è fondata l’Italia moderna.

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Appello: basta simboli fascisti in città!

Posted by PRC Muggiò su venerdì 26 maggio 2017

APPELLO

al Sindaco, Maria Fiorito

alla Polizia Locale

alle forze politiche

alle associazioni e cittadini

Oggetto: Muggiò è antifascista, lo devono sapere anche i muri!
Da Monza entrando in Muggiò e percorrendo via Mazzini si incrocia via Cattaneo.

Il muro di cinta sito all’angolo delle due vie è imbrattato con scritte ingiuriose inneggianti al fascismo e al nazismo, con svastiche in bella mostra.

Il muro è in questo stato indecoroso da anni. Non è l’unico esempio – purtroppo – di apologia di fascismo sul nostro territorio, ma è di gran lunga il più vistoso.
Si avvicina il 27 Maggio, la prima giornata nazionale dell’antifascismo indetta dall’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Abbiamo da poco celebrato il 25 Aprile, anniversario della Liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista.

Celebreremo a breve il 70° dell’approvazione della Costituzione antifascista che vieta – supportata poi anche dalle leggi Scelba e Mancino – l’uso di simboli, gesta e propaganda propria del disciolto partito fascista e riconducibile a contenuti di odio e razzismo.

Abbiamo manifestato il 20 maggio scorso a Milano per sostenere il diritto all’accoglienza e ad una vita dignitosa, venendo attaccati mediaticamente (e non solo) da movimenti di estrema destra.

In molti comuni sono interdetti gli spazi pubblici a gruppi, partiti e associazioni che si rispecchiano negli ideali fascisti: CasaPound, Forza Nuova, Lealtà e Azione, Avanguardia Nazionale, DoRa, ecc.
Occorre ripulire il muro di via Cattaneo, subito!
È questo il biglietto da visita che mostriamo a chi entra nella nostra città?

È così che rispettiamo la nostra storia? La storia anche di Muggiò, dei suo partigiani – come Michele Robecchi – che proprio su via Mazzini svolsero importanti azioni quali posti di blocco contro i tedeschi, imboscate ai fascisti ed altri atti di resistenza.
Se è vero che il fascismo è un crimine e non un’opinione – come la pensa chi scrive – allora un po’ di buona volontà non guasta per sistemare le cose.

Quelle scritte offendono e deridono le istituzioni locali, le associazioni e i partiti cittadini, tutti i muggioresi.
Ripuliamo il muro, subito!

E lavoriamo quotidianamente per la pace, la democrazia, per gli ideali antifascisti.

Muggiò, 25 Maggio 2017

Claudio Rendina

Segretario Partito della Rifondazione Comunista

Circolo di Muggiò

prcmuggio@tiscali.it

muro

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FUORI I FASCISTI DALLE NOSTRE CITTA’!

Posted by PRC Muggiò su sabato 8 aprile 2017

Giovedi 6 aprile in concomitanza con l’iniziativa nazionale ANPI a Roma “Continuando il buon cammino”, gruppi neofascisti, neonazisti e razzisti hanno provocato e minacciato la convivenza democratica nei nostri comuni.
antifaA Desio Forza Nuova e Polo Sovranista hanno interrotto il consiglio comunale a passo squadrista, insultando i consiglieri.
Nella notte striscioni e manifesti di Casapound hanno imbrattato la Stazione ferroviaria di Monza e vie contigue (leggi il comunicato ANPI MB).
Nelle settimane scorse ad Arcore, Meda e ancora Monza, si sono date appuntamento forze della galassia nera, nostalgiche del boia Mussolini.
Altri ancora provocano in vista della Festa di Liberazione, il 25 aprile.
Quante camionette di squadristi vogliono sopportare le amministrazioni? Stanno aspettando che qualcuno ci rimetta la pelle, come nel passato?
Chiudere subito le loro sedi e i loro covi, negare ogni forma di spazio pubblico e privato, denunciare e condannare fascisti e nazisti a piede libero, ristabilire l’ordine democratico e sociale, ridare dignità ai valori della Resistenza: questi gli imperativi!

Applichiamo la legge Scelba (20 giugno 1952 n.645): LEGGI

Applichiamo la legge Mancino (25 giugno 1993 n.205): LEGGI

Blocchiamo la galassia nera del’estrema destra: CONSULTA IL LAVORO ANPI

Applichiamo ai regolamenti comunali clausole antifasciste: LEGGI ESEMPIO

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Muggiò: neofascisti in piazza

Posted by PRC Muggiò su giovedì 28 luglio 2016

Sabato 23 e domenica 24 luglio in centro Muggiò Fronte Nazionale ha allestito un banchetto pubblico con la presenza anche di candidati presentatisi alle ultime comunali assieme a Brianza 2009 (lista civica di centrodestra) e al Nuovo CentroDestra.

Perché segnalare il fatto?

Perché una presenza del genere suscita alcune preoccupazioni e perplessità.

Fronte Nazionale è un partito politico di estrema destra neofascista (nonostante non si vogliano configurare nei classici schieramenti destra-sinistra) nato nel 1997 e che ricorda la sigla usata da Junio Valerio Borghese, ex Decima Mas, autore del tentativo di colpo di stato del 1970 e successivamente da Le Pen in Francia. Lo stesso Le Pen viene elogiato dal Fronte Nazionale italiano, che si ritiene il degno rappresentante del Front francese.

Il presidente e fondatore del partito è Adriano Tilgher, classe 1947, fondatore assieme a Stefano Delle Chiaie di Avanguardia Nazionale, organizzazione sciolta nel 1976 dal tribunale di Roma per ricostruzione del Partito Fascista.

tilgher-2.jpgTilgher viene inquisito per l’Italicus, la strage di Bologna, sconta 5 anni di carcere per poi essere assolto, vive il periodo dello stragismo. Dopo l’espulsione da Fiamma Tricolore fonda il Fronte Nazionale: col Fronte cerca alleanze tra i movimenti di destra, in particolare con Storace e la Mussolini, nonché con Forza Italia. I rapporti con la Lega Nord, anche se presenti, non sono organici.

Io non sono mai stato neofascista, perché non mi piacciono i neo” (maggio 2006), queste le parole di Tilgher pochi anni fa.

Nel 2013 il comune di Sesto San Giovanni ha negato l’uso di una sala pubblica per le iniziative del Fronte Nazionale e il comune di Cinisello Balsamo ha sostenuto le proteste dell’ANPI e del PRC locali contro la presenza del Fronte in città.

Chi ha concesso il permesso a Muggiò è consapevole dei soggetti richiedenti? Abbiamo intenzione di dare ancora spazi a questi movimenti neofascisti mascherati da movimenti sociali?

Siamo preoccupati dalla crescente espansione nel territorio di gruppi più o meno velatamente fascisti e razzisti: da Forza Nuova a Lealtà e Azione a Leone Crociato alla Lega Nord.

Il fatto non deve passare inosservato.

Gli spazi pubblici non devono essere occupati da organizzazioni che sono chiaramente
e nettamente vietate dalla nostra Costituzione antifascista e repubblicana.

Mai più fascismi!

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Milano antifascista

Posted by PRC Muggiò su martedì 26 gennaio 2016

Il 24 gennaio i nazi, il 28 gennaio Salvini e Le Pen

A Milano l’estrema destra assedia il Giorno della Memoria.

Milano Antifascista, Antirazzista e Meticcia, ha indetto un corteo per giovedì 28 gennaio, con partenza alle h. 18 a Pagano

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Che l’antifascismo non fosse più una cosa scontata lo sapevamo già, ma che ormai sia venuto meno anche un minimo di pudore è senz’altro un dato da evidenziare. Già, perché a Milano il Giorno della Memoria (27 gennaio) sta per essere letteralmente assediato da iniziative dell’estrema destra. Domenica 24 si tiene il convegno organizzato da un network europeo di ispirazione nazifascista, che comprende, oltre la nostrana Forza Nuova, anche organizzazioni come i tedeschi della Npd o quella banda di delinquenti che è la greca Alba Dorata. Il 28 e il 29 gennaio, poi, è il turno del fascioleghismo in salsa europea, con un evento che prevede il lancio ufficiale in Italia del coppia Salvini-Le Pen. E tutto questo senza che a livello istituzionale si siano ad oggi registrate reazioni degne di nota. Insomma, come se ormai valesse tutto.

Il Giorno della Memoria è sicuramente una commemorazione dai contorni molto istituzionali e quindi poco adatta a stimolare coinvolgimento e mobilitazione, ma è pur sempre il giorno in cui si ricorda la più grande infamia della storia del nostro continente,  cioè l’Olocausto, il genocidio di ebrei e rom, lo sterminio dei popoli “non ariani, gli  “untermenschen”, degli omosessuali, dei disabili, degli oppositori politici. Per questo si tratta di un giorno che dovrebbe di per sé tenere alla larga nazisti, fascisti, razzisti, antisemiti, xenofobi, omofobi e simili. Dovrebbe, appunto, ma evidentemente non è più così.

Il convegno del 24 gennaio è organizzato dalla rete nazifascista europea “Alliance for Peace and Freedom” (Apf) e inizialmente doveva tenersi alle Stelline, ma l’intervento dei movimenti antifascisti e dell’Anpi, che si è portata dietro un po’ di sinistra politica e sociale, ha fatto saltare la location. Hanno poi provato in Regione, ma è andata male anche lì, un po’ perché gli alleati della Lega si chiamano Casa Pound e non Forza Nuova e un po’ perché Maroni è già impegnato in altre edificanti battaglie, come quella di riuscire a trascinare il gonfalone di Regione Lombardia al Family Day. Quindi, finirà come al solito, cioè il convegno si terrà in un albergo milanese (ancora sconosciuto), grazie alla gentile intermediazione della Questura.

In ogni caso, non solo le reazioni da parte delle istituzioni del territorio, come il Comune (e gli stessi aspiranti sindaci) o la Regione (ma qui stendiamo un velo pietoso), sono state finora al di sotto del minimo sindacale, ma addirittura ci sono rappresentanti istituzionali che partecipano in prima persona al convengo del 24. A parte la grottesca consigliera regionale Baldini (a suo tempo eletta nella Lista Maroni), le locandine annunciano persino la presenza del ciellino ed ex Ministro Mario Mauro a fianco del capo di Forza Nuova.

Contro il convegno nazifascista il Comitato Permanente Antifascista ha organizzato un presidio per domenica mattina alle ore 10.00 alla Loggia dei Mercanti. Per ora ci risulta essere l’unica iniziativa in campo.

Il 28 gennaio alle 18 si terrà invece il convegno promosso dal gruppo parlamentare europeo di estrema destra, “Europa delle Nazioni e della Libertà”, costituito tra gli altri dalla Lega e dal Front National. Salvini questa volta non ha osato la piazza e tutto si svolgerà al chiuso (si entra solo con prenotazione), in una sala di Milano Congressi in FieraMilanoCity. È prevista la presenza di numerosi parlamentari europei e soprattutto dei capi dei principali partiti dell’estrema destra istituzionale del continente, a partire da Marine Le Pen. Alcuni rumours parlano anche della possibile presenza di deputati omofobi del partito di Putin. In altre parole, sarà il lancio politico, rivolto anzitutto alla stampa nazionale (conferenza stampa il 29 mattina), del fascioleghismo come opzione di governo, nazionale e continentale, e la conferma pubblica e definitiva della collocazione della Lega nell’alveo della destra radicale e xenofoba europea.

Con l’aria che tira in Europa e mentre anche qui da noi razzisti e xenofobi soffiano quotidianamente sul fuoco, se non peggio, sarebbe davvero incomprensibile se il progetto della coppia Salvini-Le Pen non incontrasse a Milano una voce contraria. Per questo diverse realtà, unite nella firma Milano Antifascista, Antirazzista e Meticcia, hanno indetto un corteo per giovedì 28 gennaio, con partenza alle h. 18 a Pagano.

Luciano Muhlbauer
Milano, 22 gennaio 2016

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I nuovi nazisti che piacciono all’Europa

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 6 gennaio 2016

Ucraina: Heil mein Nato!

L’arte della guerra. La rubrica settimanale di Manlio Dinucci

1482753La roadmap per la cooperazione tecnico-militare Nato-Ucraina, firmata in dicembre, integra ormai a tutti gli effetti le forze armate e l’industria bellica di Kiev in quelle dell’Alleanza a guida Usa. Manca solo l’entrata formale dell’Ucraina nella Nato. Il presidente Poroshenko ha annunciato a tal fine un «referendum» in data da definire, preannunciando una netta vittoria dei «sì» in base a un «sondaggio» già effettuato. Da parte sua la Nato garantisce che l’Ucraina, «uno dei partner più solidi dell’Alleanza», è «fermamente impegnata a realizzare la democrazia e la legalità».

I fatti parlano chiaro. L’Ucraina di Poroshenko – l’oligarca arricchitosi col saccheggio delle proprietà statali, del quale il premier Renzi loda la «saggia leadership» – ha decretato per legge in dicembre la messa al bando del Partito comunista d’Ucraina, accusato di «incitamento all’odio etnico e violazione dei diritti umani e delle libertà».

Vengono proibiti per legge gli stessi simboli comunisti: cantare l’Internazionale comporta una pena di 5–10 anni di reclusione. È l’atto finale di una campagna persecutoria analoga a quelle che segnarono l’avvento del fascismo in Italia e del nazismo in Germania. Sedi di partito distrutte, dirigenti linciati, giornalisti seviziati e assassinati, attivisti bruciati vivi nella Camera del Lavoro di Odessa, inermi civili massacrati a Mariupol, bombardati col fosforo bianco a Slaviansk, Lugansk, Donetsk. Un vero e proprio colpo di stato sotto regia Usa/Nato, col fine strategico di provocare in Europa una nuova guerra fredda per colpire e isolare la Russia e rafforzare, allo stesso tempo, l’influenza e la presenza militare degli Stati uniti in Europa.

Quale forza d’assalto sono stati usati, nel putsch di piazza Maidan e nelle azioni successive, gruppi neonazisti appositamente addestrati e armati, come provano le foto di militanti di Uno-Unso addestrati nel 2006 in Estonia.

Le formazioni neonaziste sono state quindi incorporate nella Guardia nazionale, addestrata da centinaia di istruttori Usa della 173a divisione aviotrasportata, trasferiti da Vicenza in Ucraina, affiancati da altri della Nato.
L’Ucraina di Kiev è così divenuta il «vivaio» del rinascente nazismo nel cuore dell’Europa. A Kiev arrivano neonazisti da mezza Europa (Italia compresa) e dagli Usa, reclutati soprattutto da Pravy Sektor e dal battaglione Azov, la cui impronta nazista è rappresentata dall’emblema ricalcato da quello delle SS Das Reich.

Dopo essere stati addestrati e messi alla prova in azioni militari contro i russi di Ucraina nel Donbass, vengono fatti rientrare nei loro paesi con il «lasciapassare» del passaporto ucraino. Allo stesso tempo si diffonde in Ucraina l’ideologia nazista tra le giovani generazioni. Se ne occupa in particolare il battaglione Azov, che organizza campi di addestramento militare e formazione ideologica per bambini e ragazzi, ai quali si insegna anzitutto a odiare i russi.

Ciò avviene con la connivenza dei governi europei: per iniziativa di un parlamentare della Repubblica Ceca, il capo del battaglione Azov Andriy Biletsky, aspirante «Führer» dell’Ucraina, è stato invitato al Parlamento europeo quale «oratore ospite».

Il tutto nel quadro dell’«Appoggio pratico della Nato all’Ucraina», comprendente il «Programma di potenziamento dell’educazione militare» al quale hanno partecipato nel 2015 360 professori ucraini, istruiti da 60 esperti Nato.

In un altro programma Nato, «Diplomazia pubblica e comunicazioni strategiche», si insegna alle autorità a «contrastare la propaganda russa» e ai giornalisti a «generare storie fattuali dalla Crimea occupata e dall’Ucraina orientale».

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Una firma contro il fascismo

Posted by PRC Muggiò su sabato 19 dicembre 2015

Petizione per la messa fuori legge e lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste e neonaziste

20151215_firma_contro_fascismo_234x330Brianza Popolare aderisce alla campagna per lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste e neonaziste che è partita il 12 dicembre scorso. Da subito è dunque possibile firmare on line la petizione ospitata sulla piattaforma change.org. La forma è quella di una lettera al Presidente della Repubblica e ai Presidenti di Camera e Senato, la sostanza è quella di sollevare con forza il problema della sempre più ampia tolleranza e legittimazione istituzionale di cui godono le tesi e i gruppi nazifascisti nel nostro paese. E l’obiettivo immediato è quello di superare le 100mila firme entro aprile.

Il comitato promotore della campagna è milanese e lombardo e questo non è un caso, poiché è proprio dalle nostre parti che si sente più intensamente il tentativo dei gruppi nazifascisti di acquisire nuovi spazi e nuova legittimità, complici sia la linea fascioleghista di Salvini, che la continua banalizzazione culturale operata dalle istituzioni. Concerti nazi, raduni internazionali con il peggio del razzismo e neofascismo continentale, celebrazioni in stile ventennio dei repubblichini il 25 aprile, sdoganamenti ai massimi livelli e, ovviamente, provocazioni e aggressioni contro migranti, gay e chiunque non la pensi come loro, com’è successo solo alcuni giorni fa al liceo Tenca di Milano.

Non può bastare certamente una raccolta firme per cambiare le cose; ben altro servirà, a partire da un rinnovato radicamento nel sociale e nella quotidianità dell’antifascismo. Né possiamo nutrire alcuna illusione circa l’atteggiamento da parte delle istituzioni, perché in Italia, ahinoi, si è chiuso un ciclo e quello che chiamavamo “antifascismo istituzionale” oggi semplicemente non esiste più, se non nella retorica da ricorrenza. Ma serve senz’altro e urgentemente una nuova battaglia culturale contro i fascismi che si diffondono. Una battaglia a viso aperto, chiamando le cose con il loro nome e cercando di parlare all’insieme dei settori popolari. Ecco perché la campagna per lo scioglimento dei gruppi nazifascisti è utile e necessaria.

Invitiamo dunque a sostenere la campagna, firmando la petizione e invitando altri e altre a fare altrettanto. La petizione si trova al seguente link: Per la messa fuori legge di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste. Per chi volesse, è disponibile anche una versione cartacea per la raccolta firme.

Questo è il testo della petizione:

“Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Al Presidente del Senato Pietro Grasso
Alla presidente della Camera Laura Boldrini

Si chiede l’immediato scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste, da Forza nuova a Casa Pound a Lealtà azione alla Comunità militante dei dodici raggi e consimili, che traggono ispirazione dal passato ventennio mussoliniano come dal nazismo e che assumono come modelli di riferimento organizzazioni terroristiche e antisemite dello scorso secolo, come la Guardia di Ferro rumena e Le croci frecciate ungheresi. Diversi esponenti di questi stessi raggruppamenti sono stati in questi anni protagonisti di atti apologetici del fascismo, violenze gravissime, spesso a sfondo razziale, e per queste ragioni condannati dalla giustizia ordinaria. La volontà da parte di dette formazioni di ricostituire nel presente il partito fascista, contravvenendo alla legge, è un dato inconfutabile. La stessa Corte di Cassazione, l’8 gennaio 2010 (sentenza 19449 Quinta sezione penale), riguardo Forza nuova, ribadiva la natura «nazifascista» dell’organizzazione. Si richiede altresì da subito il divieto alle organizzazioni citate di poter accedere a spazi pubblici, all’aperto o al chiuso, per manifestazioni, convegni, concerti, raccolta firme o altre attività a fini propagandistici.”

Il Comitato promotore lombardo ad oggi (17.12.2015) è composto dalle seguenti realtà:
ANPI Sondrio, ANPI Dongo, ANPISenago, ANPI Bujanov, ANPI Crescenzago, ARCI Milano, ARCI Lombardia, ARCI Bergamo, Coordinamento ARCI Monza Brianza, ARCI Area Carugate, ARCI Scuotivento Monza, ARCI ANPI Il Farina Cassano Valcuvia, FIOM Milano, FIOM Como, FIOM Valle Camonica, Funzione Pubblica CGIL Como, USB Lecco, USB Monza Brianza, Memoria Antifascista, Lista Deportazione Mai Più, Primarosa Pia figlia del superstite Natale Pia – Mauthausen-Gusene nipote di Vittorio Benzi morto a 17 anni a Mauthausen, Adesso Basta, Amici e Compagni di Luca Rossi, Rosa Piro Mamma di Dax, Davide Brega Presidente Associazione Dax, Associazione Dax16 Marzo 2003, Alternativa libertaria/FdCa Nord Est, Associazione Amici e Familiari di Fausto e Iaio, Associazione Culturale Punto Rosso, AssociazioneNazionaledi Amicizia Italia – Cuba, Ass. Naz Libero pensiero Giordano Bruno, Casa Rossa Milano, Casa Rossa40 Lamezia Terme, Centro Culturale Concetto Marchesi, Circolo Anarchico Ponte dellaGhisolfa, Comitato beni comuni Monza e Brianza, Collettivo Badalùc Vittorio Veneto, Haidi Giuliani, Comitato Carlo Giuliani, Collettivo PN REBEL Pordenone, Comitato mamme Roma Città Aperta, Comitato Resistenza e Costituzione Brugherio, Coordinamento noi diciamo No ai Neofascisti a Cantù, Democrazia Atea Italia, Claudia Cernigoi giornalista, La Nuova Alabarda Trieste, Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito, Martesana libera e antifascista, NO MOUS Milano, Osservatorio democratico sulle nuove destre, Osservatorio democratico sulle nuove destre Varese, Osservatorio Antifascista Cremonese, Osservatorio Antifascista Vittoriese, Osservatoriosui fascismi Trentino Alto Adige, Palestra popolare Brugherio, Per non Dimenticare Varalli e Zibecchi, Rete Antifascista Sondrio, Rete Antifascista Alto Milanese, Rete antifascista provincia di Varese, Rete della conoscenza, Ross @, Sentinelli di Milano, Zona 3 per la Costituzione.

 

Naturalmente sono aperte le adesioni individuali e di gruppo che, speriamo, siano moltissime.

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[12\12] Seregno non commemori i fascisti!

Posted by PRC Muggiò su venerdì 4 dicembre 2015

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No ai fascisti a Meda!

Posted by PRC Muggiò su domenica 27 settembre 2015

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Il fascismo non passerà!

Posted by PRC Muggiò su giovedì 27 agosto 2015

Le ragioni in più per una mobilitazione ininterrotta contro i vecchi e nuovi fascismi.

Invitiamo compagni e compagne, cittadini e cittadine amanti della Costituzione italiana nata dalla Resistenza a partecipare domenica 30 agosto ad Agrate al presidio antifascista indetto dall’ANPI dalle ore 9 alle ore 12 per contrastare l’iniziativa che il gruppo neofascista di Forza Nuova terrà in una piazza del Comune e il 12 settembre alle 21 a Cantù alla assemblea di protesta e denuncia per dire No al festival neonazista che è convocato in quei giorni.

Saranno i primi impegni di una stagione difficile, che richiede una mobilitazione ininterrotta contro i vecchi e nuovi fascismi.

Il presidio di Forza Nuova ad Agrate e il raduno neonazista di Cantù non sono solo rievocazioni di fantasmi passati, ma fenomeni politici pericolosissimi ben radicati nel presente, e accelerati da un apparato mediatico ignorante e bugiardo, che fomenta odio e razzismo (oggi una testata di destra diceva che i soldi dei disabili non ci sono perchè con quelli si paga il vitto ai rifugiati).

Che fascisti e i nazisti si possano impunemente radunare e fare la loro propaganda è di per sè una offesa alla Costituzione e ai martiri della Resistenza e dell’Olocausto e ora che, con la progressiva scomparsa degli ultimi superstiti dei campi e della Resistenza italiana ed europea, più subdola e pericolosa è la funzione del revisionismo storico, del negazionismo e dell’invito alla conciliazione o all’oblio, maggiore è la nostra responsabilità nella tenuta e nella qualificazione dell’antifascismo, sganciato dalla retorica e capace di far fronte ai problemi del presente.

il-fascismoOggi infatti quelle ideologie e quelle tendenze svolgono una funzione precisa nel quadro europeo, in una crisi senza fine e dentro scelte politiche della UE che gettano in povertà interi paesi europei (come la Grecia), precarizzano il lavoro, distruggono lo stato sociale, imponendo politiche di austerità.

L’Europa fa i conti anche con le politiche guerrafondaie che ha condotto negli ultimi 20 anni, con le conseguenze della guerra in Irak, in Afganisthan, con l’ultima impresa neocoloniale libica, con le politiche di spoliazione che le multinazionali hanno condotto in Africa: l’immigrazione di massa è un dato strutturale e le sue cause si moltiplicano: guerra, fame, disoccupazione, speranza di una vita migliore.

Mentre migliaia di uomini, donne e bambini muoiono nel mediterraneo annegato o soffocati nelle stive o stremati dalle violenze e dalle fatiche, altri riescono sbarcare in italia, in qualche isola greca e ora si aprono la strada in Europa anche attraverso la Macedonia e la Serbia, la politica neoliberista della EU, incapace di progettare una europa accogliente, multiculturale, aiutata dai migranti a uscire dalla crisi e dalla stagnazione alimenta il rinascere delle destre naziste e razziste, da Salvini a Forza Nuova.
Per questo è irresponsabile politicamente che prefetti e questori e sindaci non capiscano la novità della situazione e il suo carettere eccezionale. Le istituzioni non possono essere neutrali in uno scontro politico epocale.

Antifascismo ora e sempre come antidoto alla barbarie.

Giovanna Capelli
Segretaria Federazione di Monza

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9 Maggio – Giornata della Vittoria sul nazifascimo

Posted by PRC Muggiò su sabato 9 maggio 2015

9maggio

La liberazione di Berlino da parte delle truppe sovietiche, nel maggio 1945, è il segnale della vittoria dei popoli nella Seconda Guerra Mondiale e della sconfitta del nazi-fascismo – la più violenta forma di dominio di classe generata dal capitalismo e causa diretta della guerra e della morte di decine di milioni di esseri umani.

Il ruolo decisivo nella Vittoria del 9 maggio spettò all’Unione Sovietica, al suo popolo e all’Esercito Rosso, sotto la direzione del loro Partito Comunista. Fu sul Fronte Orientale che si svolsero le grandi battaglie che decisero l’esito della Seconda Guerra Mondiale. Celebrare il 70° anniversario della Vittoria è ricordare ed esaltare l’eroismo, il coraggio e la determinazione di milioni di uomini e donne sovietici che, a costo di enormi sacrifici e più di 27 milioni di morti, resistettero e lottarono, dando il contributo determinante alla sconfitta della barbarie nazi-fascista. Celebrare il 70° anniversario della Vittoria è ricordare ed esaltare l’eroismo, il coraggio e la determinazione di altri milioni di resistenti e combattenti antifascisti di tutto il mondo che hanno dedicato e offerto le proprie vite alla lotta per la Vittoria.

Il nazi-fascismo è stato uno strumento brutale di imposizione del potere del grande capitale, di fronte alla profonda crisi del capitalismo che era seguita alla Prima Guerra Mondiale, in particolare dopo la grande crisi del 1929, e le ripercussioni della Rivoluzione d’Ottobre. L’anticomunismo sempre è stato il tratto distintivo del nazi-fascismo. Dovunque, il movimento operaio, e i comunisti in particolar modo, furono le sue prime vittime. Dovunque i comunisti furono sulla prima linea della resistenza al fascismo, rappresentando l’avanguardia della resistenza di massa e armata che portò alla liberazione.

Oggi, la riapparizione della minaccia del fascismo e i pericoli di una nuova guerra di grandi proporzioni sono reali e sempre più grandi. Di nuovo, nel quadro dell’approfondimento della crisi del capitalismo – risultato delle sue contraddizioni irrisolvibili – il grande capitale cerca di uscire dalla crisi con la forza, imponendo livelli brutali di sfruttamento e aggredendo la sovranità dei popoli e l’indipendenza degli Stati, in tutti i continenti. Le grandi potenze imperialiste cercano di imporre la loro egemonia planetaria per via militare, moltiplicando le guerre di aggressione. L’Ucraina soffre le conseguenze dell’azione fascista, con l’appoggio attivo degli USA e dell’Unione Europea – e del loro braccio armato, la NATO. In nome della “lotta al comunismo”, il revisionismo e la falsificazione della storia, con la vergognosa equiparazione di fascismo e comunismo, promuovono la riabilitazione del fascismo.

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25 aprile 2015

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 22 aprile 2015

Come si comportano nel mondo i nostri antifascisti (o presunti tali) e tutti gli altri che mai lo sono stati.

Il caso ucraino.

Rinchiusi, circondati, braccati. Stanati come si fa con le api, allontanandole col fumo e col fuoco dal proprio alveare. Peccato che l’alveare è un palazzo di 5 piani con le uscite sbarrate da un’orda di neofascisti e neonazisti ucraini, armati con spranghe e pistole.

incendio sindacato odessaCon l’incendio della Casa dei Sindacati ad Odessa la nuova Ucraina si macchia di un crimine efferato, non solo per la strage umana commessa – decine di morti, di tutte le età, donne e uomini, ardono vive – ma anche per la scelta del luogo da assaltare. Un luogo democratico, vivo, sede dei lavoratori, un luogo identico a quelle Case del Popolo bruciate dalle squadracce fasciste italiane nei decenni bui della storia italiana.

Il governo ucraino, nato dal golpe filoamericano ed europeista, formatosi nelle piazze del movimento Maidan e tra l’estrema destra, è espressione diretta delle ideologie fasciste e naziste.

I ribelli antifascisti che ancora oggi combattono nel Donbass, in particolar maniera nelle provincie di Lugansk e Donetsk, sono l’ultimo baluardo – assieme ai compagni del Partito Comunista Ucraino – di una Ucraina libera e antifascista.
In questa fase storica così tesa e annebbiata, eppure con schieramenti avversari così nettamente separati che solo per eccessiva ingenuità o malafede non si riconosce chi è il fascista e chi il compagno in armi, come si comportano i nostri rappresentanti politici istituzionali?

Il Partito Democratico, che ancora oggi si vanta di essere l’erede del PCI, anche in questo caso ha fatto dell’ipocrisia un suo biglietto da visita.

Già nel gennaio 2014 Gianni Pittella, eurodeputato PD e già vicepresidente del Parlamento Europeo, si è esposto nettamente a sostegno del progetto europeista dell’attuale governo di Kiev, divenendo uno dei primi politici occidentali a parlare sul palco del Maidan di fronte a una folla acclamante che esponeva i vessilli blu di Svoboda, partito nazionalsocialista ucraino, e quelli rosso-neri dell’UPA, esercito ucraino collaborazionista con la Germania nazista nella seconda guerra mondiale [1].

Pittella era accompagnato da Matteo Cazzulani, presunto analista politico e responsabile per i Rapporti del PD metropolitano milanese con i Partiti democratici e progressisti nel Mondo con delega alle Relazioni con il dissenso in Ucraina [2].

Per Forza Italia la questione è posta in termini di amicizia personale tra Putin e Berlusconi, desideroso – quest’ultimo – di recuperare terreno mediatico.
Nessuna posizione è presa nei confronti dei ribelli, ma non si fatica ad immaginarla da chi ha sempre sostenuto le occupazioni militari israeliane e le torture inflitte dalle forze dell’ordine italiane (vedi Sallusti e i suoi editoriali), ha più volte stretto alleanze con i neofascisti nostrani e ha revisionato la storia contro la Resistenza partigiana.

Sinistra Ecologia Libertà tace, nulla fa per sostenere la resistenza antifascista e preferisce continuare ad aggiungersi al coro di critica indiscriminata alla Russia. SEL si è in passato espressa con una mozione parlamentare sulla crisi in Ucraina. Mozione in cui – tra l’altro – si chiede che venga difesa l’integrità territoriale dello Stato ucraino…[3]

La posizione della Lega la si deve ricercare non tanto nelle dichiarazioni del delirante Salvini (che probabilmente deve ancora capire se Kiev è a nord o a sud di Roma), ma nelle azioni dei suoi compagni di merenda, i fascisti di CasaPound che hanno rapporti con l’estrema destra ucraina e nel loro organico contano dei volontari che si sono arruolati – pagandosi il biglietto dell’aereo, ci tengono a precisare – tra le fila del battaglione Azov, ovvero quel reggimento formato da bande neonaziste che combatte dalla prima ora contro i ribelli antifascisti e le opposizioni [4].

Il Movimento 5 Stelle, pur avendo persone elette e nominate in settori nevralgici della politica nazionale ed europea si limita sinora ad una campagna low profile contro la guerra.
Per essere antifascisti bisogna esserlo sempre e in tutto il globo.

Non soltanto il 25 aprile.

Non soltanto in Italia.

Non soltanto a parole.

donbass

[1] https://www.facebook.com/giannipittella/photos/pb.25923864548.-2207520000.1429453506./10152131286764549/?type=3&theater https://www.facebook.com/giannipittella/photos/a.10152131286599549.1073741896.25923864548/10152131286764549/?type=3&theater https://www.facebook.com/giannipittella/photos/a.10152131286599549.1073741896.25923864548/10152131286864549/?type=3&theater https://www.youtube.com/watch?v=q7FCeBTK6NI.

[2] http://pdmilano.net/new/europa/535-il-pd-per-la-democrazia-in-ucraina

[3] http://www.sinistraecologialiberta.it/notizie/ucraina-sel-unica-via-per-soluzione-e-quella-diplomatica/

[4] http://www.casapounditalia.org/2014/02/ucraina-casapound-sovranita.html http://contropiano.org/internazionale/item/26422-ucraina-fascisti-e-confusi-casapound-con-kiev-forza-nuova-con-putin http://contropiano.org/internazionale/item/24802-fascisti-italiani-insieme-ai-golpisti-di-kiev-nuove-conferme http://www.intelligonews.it/articoli/3-marzo-2014/15335/di-stefano-cpi-ucraina-bene-gli-sforzi-di-putin-per-mondo-multipolare-caso-cremona-conferma-nostre-idee-oscar-e-renzi-

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Ci prepariamo così al 25 Aprile?

Posted by PRC Muggiò su sabato 28 marzo 2015

Ci stiamo preparando così al 25 Aprile, Festa della Liberazione dal nazifascismo?

Questo indegno murales è stato fotografato su un muro privato in via Cattaneo a Muggiò, ben visibile dalla strada (la trafficata Monza-Saronno), da anni presente e mai rimosso.

Già una volta – dopo la nostra segnalazione – è stata rimossa una croce celtica, simbolo caro ai fascisti, dipinta su di un muro di via Galvani, speriamo succeda la stessa cosa anche in questo caso.

Possibile che nessuno si sia mai accorto negli anni di questo scempio e infame provocazione? Possibile che nessuno – nè il privato nè l’amministrazione pubblica – abbia pensato di rimuovere le scritte?

Si avvicina il 25 Aprile…forse dovremmo armarci di pittura e pennello.

muro

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Giornata della Memoria e Giorno del Ricordo, “accostamento aberrante”

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 11 febbraio 2015

Sindaco ed assessore alla cultura del comune di Muggiò hanno firmato e propagandato questo volantino:

Volantino

Due giornate nazionali accostate come se fossero equiparabili.

Non si tratta solo di un errore storico ma di una forma subdola ed “aberrante” – per dirla con le parole dello storico Miccoli che nel ’76 scriveva questo articolo: http://www.diecifebbraio.info/2013/05/risiera-e-foibe-un-accostamento-aberrante-articolo-di-giovanni-miccoli-del-1976/ – di revisionismo.

Riportiamo qui due articoli redatti dal gruppo Wu Ming Fundation e Dieci Febbraio Millenovecentoquarantasette che trattano il tema maldestramente cavalcato dall’amministrazione comunale.

Ci solleva il fatto che almeno non abbiamo assistito a manifestazioni nostalgiche come negli anni passati.

FOIBE O ESODO? 24 FAQ SUL GIORNO DEL RICORDO di Wu Ming Fundation: clicca qui per leggere tutto.

[…] 3. Perché la «Giornata della memoria» va bene e il «Giorno del ricordo» no?

La monetizzazione politica della Shoah da parte del sionismo ha sempre colpito il neoirredentismo nostrano, che ha cercato di mutuarne spregiudicatamente i meccanismi di legittimazione. Nel dopoguerra l’unico frasario disponibile per riprodurre il paradigma vittimario era quello dell’olocausto, così si iniziò a parlare di «genocidio delle genti giuliane», facendo inorridire storici come Giovanni Miccoli dell’IRSML, che lo definì un «accostamento aberrante»[3].
Poi arrivò la guerra nell’ex-Jugoslavia, il massacro di Srebrenica permise di giocare sullo stereotipo dell’atavica barbarie orientale-balcanica e così un nuovo vocabolo, la “Pulizia etnica” (ma in verità esisteva già “bonifica etnica”, usata storicamente per descrivere la snazionalizzazione della Venezia Giulia operata dal fascismo), soppiantò il genocidio che tuttavia rimase in sordina per poi riemergere proprio nel linguaggio del giorno del Ricordo, strategicamente piazzato due settimane dopo quello della Memoria a scimmiottarne nome e forma.
Lo scopo malcelato è quello di ingenerare confusione – vedasi le «Foibe Ardeatine», tragicomica crasi segnalata da Federico Tenca Montini[4] – tra due episodi incomparabili: da un lato una commemorazione mondiale dal significato universale, dall’altro una commemorazione di impianto nazionale. Uno squilibrio che si manifesta a ogni livello di questo accostamento: emigrazione equiparata a deportazione, epurazioni politiche e rese dei conti equiparate a sterminio e massacri indiscriminati.
Interessante è anche confrontare i significati simbolici dei giorni prescelti dalle due commemorazioni: mentre nella giornata della memoria si celebra la liberazione di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche – la fine del male per gli ebrei – dall’altra parte si celebra la firma del trattato di pace – l’inizio del male secondo una certa narrazione esule – un male che continua e che idealmente soltanto la restituzione delle terre sottratte o dei “beni abbandonati” potrebbe chiudere.
Se proprio si volesse prendere ad esempio la giornata della memoria si dovrebbe indicare una data che celebrasse la fine delle ostilità, magari il 10 novembre, firma del Trattato di Osimo. Nessuna associazione di esuli lo accetterebbe, quella data in zona suscita ancora malumori (riemersi persino in recenti avventure politiche, come MTL) ma se non altro significò la normalizzazione dei rapporti italo-jugoslavi e la fine definitiva delle ostilità fra i due paesi. In realtà il giorno del Ricordo non ricopia quello della memoria, ma ne è un detournement: si ricalcano gli aspetti emotivi ma si perseguono diverse finalità. […]

L’ACCOSTAMENTO TRA I GENOCIDI OPERATI DAL NAZIFASCISMO E LE COSIDDETTE “FOIBE” E’ UN ABOMINIO STORIOGRAFICO di Dieci Febbraio Millenovecentoquarantasette: clicca qui per leggere tutto.

Il parallelo che viene talvolta tracciato, in alcuni ambienti e circostanze, tra “Auschwitz” – o altri luoghi ed episodi della violenza genocidaria nazifascista – e le cosiddette “foibe”, è un abominio storiografico che va rigettato con sdegno.

Simili accostamenti sono fuorvianti dal punto di vista storico e sono profondamente diseducativi dal punto di vista didattico, quando vengono usati come espediente per inculcare negli studenti certe interpretazioni “semplificate” dei fatti accaduti nel corso della II Guerra Mondiale. Sono accostamenti insostenibili sotto il profilo morale, innanzitutto, in base ad elementari considerazioni: di carattere numerico (il “conteggio dei morti” ha una sua importanza nella storiografia, ed è ipocrita affermare il contrario); di carattere logico (non avrebbe avuto senso per il movimento partigiano e lo Stato jugoslavo nascente pianificare operazioni di “pulizia etnica” contro chicchessia, visto che quello Stato si fondava sul suo carattere multi-nazionale e internazionalista e gli italiani furono una componente importante dello stesso Esercito Popolare di Liberazione, con ben quattro Divisioni di combattenti inquadrate al suo interno); di opportunità politica (equiparare la violenza strutturale e programmatica del nazifascismo a qualsivoglia episodio criminale avvenuto ad opera delle altre parti in conflitto era e dovrebbe rimanere esclusiva dei reduci ed eredi del nazifascismo stesso).

Già negli anni Settanta, il professor Giovanni Miccoli ebbe occasione di intervenire con parole cristalline su questo tema, scrivendo un articolo che rimane -purtroppo- attualissimo. Diciamo “purtroppo” perché l’aria è cambiata, dagli anni Settanta ad oggi, al punto che persino l’A-B-C della Storia e della storiografia va riaffermato. Così, in troppi casi registriamo che proprio quell’accostamento aberrante (così lo definì Miccoli) viene proposto in tutte le sue più incredibili varianti […]

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Muggiò non ci sta!

Posted by PRC Muggiò su giovedì 13 febbraio 2014

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IL COMUNICATO DELL’ANPI DI MUGGIÒ AL SINDACO:

Oggetto: celebrazioni ufficiali del giorno del ricordo a Muggiò

(16 febbraio ore 10:00)

All’att.ne del Sindaco, Dott. Pietro Stefano Zanantoni.

Con la presente, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Muggiò – sezione “”Michele Robecchi”, vuole dimostrare lo sdegno per la scelta effettuata dall’Amministrazione comunale, da Lei presieduta, di invitare, in occasione delle celebrazioni per la “Giornata del Ricordo”, la signora Francesca Montagni Marchiori, vicepresidente dell’associazione battaglioni bersaglieri volontari “Benito Mussolini” e vicina alle posizioni dell’organizzazione nazifascista denominata “Unione per il Socialismo nazionale “RSI”.

Rammentiamo ancora una volta che l‘apologia delfascismo è un reato previsto dalla legge n. 645 del 1952 che vieta ad un’associazione, movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque il perseguimento di finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.

I nostri Padri costituenti nelle disposizioni transitorie e finali della Carta Costituzionale repubblica del 1948 sancirono a chiare lettere il divieto perentorio di ricostituzione, sotto qualsiasi forma, del defunto partito fascista.

Chiediamo quindi a Lei, signor Sindaco, di tornare sui suoi passi e di ripensarci, ricordandole come tale scelta si scontri con gli esempi di resistenza e di libertà che hanno saputo dare molti cittadini muggioresi durante l’occupazione nazifascista dell’Italia centrosettentrionale.

I nomi di alcuni di quei nostri eroi sono scolpiti su una lapide proprio nel cortile interno della Villa Municipale e rappresentano un tassello fondamentale della nostra storia comune e non sarà certamente un improvvido comizio a scalfire la memoria e l’identità collettiva dei muggioresi che rimane profondamente radicata nei valori di libertà e democrazia.

In occasione della celebrazione della “Giornata del Ricordo”, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia parteciperà alla manifestazione con una forma di protesta silenziosa per rispetto di tutti coloro che sono stati ingiustamente e barbaramente uccisi e gettati nelle foibe perché siamo convinti che nessun uomo abbia il diritto di decidere della vita o della morte di un altro uomo.

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Genova 2001, le vittime attendono ancora le scuse dallo Stato

Posted by PRC Muggiò su domenica 5 gennaio 2014

di Vittorio Agnoletto

violenze-alla-diazIn un Paese nor­male non ci sarebbe nulla per cui ral­le­grarsi: chi è con­dan­nato, deve espiare una pena; ed è altret­tanto ovvio che tutti i cit­ta­dini siano uguali di fronte alla legge.

Non è così in Ita­lia, dove l’impunità è troppo spesso stata garan­tita a coloro che indos­sano una divisa, soprat­tutto quando i reati com­messi sono con­tro donne e uomini che mani­fe­stano per la difesa della democrazia.

Per que­ste ragioni sto­ri­che non deve pas­sare sotto silen­zio la deci­sione dei magi­strati che il 31 dicem­bre hanno arre­stato per fatti con­nessi alla «macel­le­ria mes­si­cana» della Diaz, tre dei poli­ziotti più alti in grado pre­senti a Genova durante il G8. Sono stati con­dan­nati agli arre­sti domi­ci­liari ed è stata rifiu­tata la loro richie­sta di essere inviati ai ser­vizi sociali.

Tutto il cir­cuito main­stream ha evi­tato di darne noti­zia; tanto più che Spar­taco Mor­tola, Gio­vanni Luperi e Fran­ce­sco Grat­teri non sono poli­ziotti qua­lun­que. Già nel 2001 rico­pri­vano inca­ri­chi di mas­sima impor­tanza: il primo capo della Digos geno­vese, il secondo ex diri­gente dell’Ucigos e Fran­ce­sco Grat­teri che era il numero tre della poli­zia ita­liana con la non velata aspi­ra­zione di diven­tarne il capo. Men­tre i magi­strati li inqui­si­vano, i super­po­li­ziotti veni­vano pro­mossi ad inca­ri­chi sem­pre più impor­tanti con l’approvazione bipar­ti­san del Par­la­mento. Nes­suno ha mai sen­tito la neces­sità, nem­meno dopo le con­danne di primo e secondo grado, di rimuo­verli dai loro inca­ri­chi; non è que­sta un’eccezione, infatti ci risulta che ad oggi la poli­zia non abbia avviato alcun pro­ce­di­mento interno nei con­fronti dei non pochi poli­ziotti con­dan­nati. Sono tutti ancora rego­lar­mente in sevi­zio, tranne quelli con­dan­nati dai magi­strati all’interdizione ai pub­blici uffici.

La deci­sone dei magi­strati è stata pos­si­bile pro­prio per l’indipendenza dal potere poli­tico che la Costi­tu­zione garan­ti­sce alla magi­stra­tura. Certo, l’arresto avviene a quasi dodici anni dai fatti, ma….meglio tardi che mai. Agli arre­sti domi­ci­liari reste­ranno per pochi mesi, gran parte della pena è stata can­cel­lata dal prov­vi­den­ziale indulto del 2006 ma le deci­sione del tri­bu­nale è comun­que impor­tante per­ché prova, tra mille dif­fi­coltà, a riba­dire un prin­ci­pio fon­da­men­tale: non ci sono zone fran­che, non ci sono impu­nità garan­tite dalla divisa che si indossa.

Le vit­time della Diaz stanno ancora aspet­tando da dodici anni una parola di scuse dalle nostre isti­tu­zioni; che finora non c’è stata. L’ultima occa­sione l’ha persa, pro­prio poche ore dopo gli arre­sti, nel discorso di fine anno, colui che dovrebbe rap­pre­sen­tare la nostra Costi­tu­zione cal­pe­stata e sospesa nelle gior­nate geno­vesi. Eppure aveva a dispo­si­zione ben più di una let­tera invia­ta­gli in que­sti lun­ghi anni da chi chie­deva che lo Stato si assu­messe le pro­prie respon­sa­bi­lità per la «macel­le­ria mes­si­cana». Ma si sa, ci sono let­tere e let­tere, alcune si pos­sono citare, altre è più sag­gio ignorarle.

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Fasci e forconi

Posted by PRC Muggiò su martedì 10 dicembre 2013

E’ stato annunciato un blocco degli autotrasportatori di 5 giorni, previsto dal 9 al 13 dicembre, da parte di una serie di movimenti e associazioni, perlopiù rappresentanti di autotrasportatori e agricoltori.

Un momento di conflitto, di partecipazione e di democrazia?
Purtroppo no.

220px-Mussolini-_the_duce_of_tractors_206Dietro a questi movimenti di protesta, apparentemente non politicizzati, si insinuano e si nascondono organizzazioni neofasciste, tra cui spicca, con un ruolo di regia occulta, Forza Nuova.

I nostalgici del Ventennio vogliono sfruttare la disperazione della gente e la voglia di conflitto sociale per rinforzare le proprie posizioni politiche violente e reazionarie. Dietro una iniziativa che parla di ripresa economica e sovranità nazionale si nasconde il tentativo di far presa sugli istinti più brutali dell’uomo, incanalati contro falsi nemici, contro i migranti, contro gli stranieri, contro vari capri espiatori, misteriosi autori di presunti complotti. Rimangono nascosti i veri problemi e le vere responsabilità.

Occorre capire che il vero responsabile di questa situazione di crisi è il potere economico-finanziario, che tramite l’azione dei governi nazionali, ormai ridotti a cassa di risonanza delle sue decisioni, ha consapevolmente operato per distruggere lo stato sociale e i diritti dei lavoratori, al solo scopo di incrementare il proprio profitto.

Per questo è importante ricostruire la solidarietà sociale, per poter lottare non contro chi è nella nostra situazione quando non peggio, ma contro gli oppressori, cioè chi ha realmente determinato questa condizione.

“Il problema è l’assenza di una guida sociale delle lotte (il sindacato) e la latitanza di un soggetto politico (il partito) che sappia assumerne la rappresentanza politica, scansando il rischio di una torsione reazionaria e di una rottura democratica dagli esiti devastanti. E’ l’assenza della lotta di classe che fa di sommosse come quelle che sempre più spesso scuotono il paese il ricettacolo, il brodo di coltura di spinte qualunquistiche su cui la destra estrema può costruire le proprie fortune e, persino, alimentare le proprie mai sopite tentazioni golpiste.” (Dino Greco)

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L’eccidio di Valaperta di Casatenovo (LECCO)

Posted by PRC Muggiò su giovedì 3 gennaio 2013

Per non dimenticare

Per non dimenticare

Il 3 gennaio 1944 le Brigate Nere di Missaglia (Lecco), comandate da Emilio Formigoni (padre di Roberto Formigoni), fucilano quattro partigiani a Valaperta di Casatenovo (Lecco).

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