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Posts Tagged ‘fascismo’

Fasci e forconi

Posted by PRC Muggiò su martedì 10 dicembre 2013

E’ stato annunciato un blocco degli autotrasportatori di 5 giorni, previsto dal 9 al 13 dicembre, da parte di una serie di movimenti e associazioni, perlopiù rappresentanti di autotrasportatori e agricoltori.

Un momento di conflitto, di partecipazione e di democrazia?
Purtroppo no.

220px-Mussolini-_the_duce_of_tractors_206Dietro a questi movimenti di protesta, apparentemente non politicizzati, si insinuano e si nascondono organizzazioni neofasciste, tra cui spicca, con un ruolo di regia occulta, Forza Nuova.

I nostalgici del Ventennio vogliono sfruttare la disperazione della gente e la voglia di conflitto sociale per rinforzare le proprie posizioni politiche violente e reazionarie. Dietro una iniziativa che parla di ripresa economica e sovranità nazionale si nasconde il tentativo di far presa sugli istinti più brutali dell’uomo, incanalati contro falsi nemici, contro i migranti, contro gli stranieri, contro vari capri espiatori, misteriosi autori di presunti complotti. Rimangono nascosti i veri problemi e le vere responsabilità.

Occorre capire che il vero responsabile di questa situazione di crisi è il potere economico-finanziario, che tramite l’azione dei governi nazionali, ormai ridotti a cassa di risonanza delle sue decisioni, ha consapevolmente operato per distruggere lo stato sociale e i diritti dei lavoratori, al solo scopo di incrementare il proprio profitto.

Per questo è importante ricostruire la solidarietà sociale, per poter lottare non contro chi è nella nostra situazione quando non peggio, ma contro gli oppressori, cioè chi ha realmente determinato questa condizione.

“Il problema è l’assenza di una guida sociale delle lotte (il sindacato) e la latitanza di un soggetto politico (il partito) che sappia assumerne la rappresentanza politica, scansando il rischio di una torsione reazionaria e di una rottura democratica dagli esiti devastanti. E’ l’assenza della lotta di classe che fa di sommosse come quelle che sempre più spesso scuotono il paese il ricettacolo, il brodo di coltura di spinte qualunquistiche su cui la destra estrema può costruire le proprie fortune e, persino, alimentare le proprie mai sopite tentazioni golpiste.” (Dino Greco)

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L’eccidio di Valaperta di Casatenovo (LECCO)

Posted by PRC Muggiò su giovedì 3 gennaio 2013

Per non dimenticare

Per non dimenticare

Il 3 gennaio 1944 le Brigate Nere di Missaglia (Lecco), comandate da Emilio Formigoni (padre di Roberto Formigoni), fucilano quattro partigiani a Valaperta di Casatenovo (Lecco).

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BLACK DAWNS – La storia non è finita!

Posted by PRC Muggiò su martedì 2 ottobre 2012

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“L’orrendo delitto dei fascisti a Muggiò”

Posted by PRC Muggiò su sabato 30 aprile 2011

In memoria delle vittime del fascismo e di Luigi Paleari, ventitreenne muggiorese mutilato di guerra, ucciso da uno squadra fascista 90 anni fa, mentre difendeva una lapide socialista in maledizione alle guerre.

Testo tratto da: LA BRIANZA – anno XXIV n. 9 – 1921


Domenica primo maggio, la folla dei lavoratori del nostro circondario si era radunata pacificamente nei propri circoli, nei propri comizi per ricordare, per rincuorarsi, per auspicare. Nulla aveva turbata la serenità della commemorazione: non un incidente, non un diverbio. Segno della educazione e della maturità delle nostre folle.

La troupe dei camions e delle automobili, giungendo a Muggiò da Lissone, (o da Monza come dicono altri) si arrestò al principio del paese. Smontarono fascisti e bloccardi: alcuni, colle rivoltelle alla mano, si avanzarono in modo da oltrepassare il Municipio, (che è appunto in principio della via S. Rocco) e da interdire che qualcuno del centro potesse arrivare. Altri penetravano nel cortile del Municipio, con una leva aprivano il portone del magazzino municipale, ne asportavano una scala, e con una chiave inglese del camion cominciavano a picchiare sulla parola “maledizione” inscritta sulla lapide ai caduti in guerra, murata appunto sulla facciata municipale. Ciò, dopo aver tentato di rimuovere con una leva (la stessa usata per lo scassinamento) la lapide stessa.

Riproduciamo la lapide perché si sappia sin d’ora la malafede dei corrispondenti dei vari giornali borghesi, che compiacentemente si permisero di riprodurla alterata:

IN QUESTI MARMI

POSTI DAI CONCITTADINI DI MUGGIO’

AUSPICE

LA LEGA PROLETARIA FRA MUTILATI, INVALIDI

E REDUCI DI GUERRA

SONO INCISI I NOMI DEI CADUTI NELLA

GUERRA MONDIALE

COME VOTO DI FRATELLANZA INTERNAZIONALE

COME MALEDIZIONE ALLE GUERRE

La popolazione era assente. Un vecchio, qualche donna alle finestre, un giovane mutilato a qualche metro: delle ragazze, che urlando chiamavano soccorso per aver capito dal modo di agire che erano arrivati “i fascisti”. Fra tutti caratteristico il vecchio Sandrin, inserviente municipale, che, spaventato, supplicava gli eroi che desistessero dalla loro impresa. Altri fascisti invece nel contempo minacciavano colla rivoltella alla mano le ragazze e le donne, imponevano il silenzio, ne percuotevano anche alcuna, invadevano il cortile della casa in via Giovanni Sberg[1]al N. 1, sparavano dei colpi, ed infine tornavano sulla strada partecipando alla sparatoria generale, che veniva tosto iniziata, per interdire l’arrivo dei compagni che erano stati chiamati dal Circolo. Fra gli invasori della casa indicata è segnalato un mutilato monzese, con un occhio di cristallo. Chi è costui?

In questo mentre, quando per fortuna ancora nessuno dei compagni era sopraggiunto, ed i più veloci che correvano alla santa difesa della loro casa municipale e della lapide dei loro sacri caduti ancora restavano mascherati dalla svoltata della via S. Rocco, cadeva il povero mutilato Paleari Luigi, ventitreenne, mentre, spaventato dai colpi fascisti, stava traendo in salvo i minori fratelli. Venivano anche feriti altri giovani da pallottole di rimbalzo, veniva sfiorata alla fronte una bimba ottenne, che alla finestra del secondo piano gridava pazza di terrore vedendo delle ragazze inseguite dai fascisti.


[1] L’attuale via 1° Maggio

SCARICA QUI IL TESTO COMPLETO

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Il ritorno al Ventennio

Posted by PRC Muggiò su lunedì 25 ottobre 2010

da Il Fatto Quotidiano – 3 ottobre 2010

Sembrava toccato un fondo umiliante con la scuola di Adro, edificio dello Stato vandalizzato dalla Lega. E con il voto di fiducia ottenuto da Berlusconi per forzare a un atto di sottomissione chi ha già detto ad alta voce e in pubblico ciò che pensa di lui.

Ma nelle stesse ore due fatti ci hanno ricordato che, se il presente è squallido, il peggior passato italiano si sta facendo largo tra le rovine di Berlusconi e non ha più vergogna di ciò che è stato.

Fenomenologia dei tempi correnti
Ecco il primo fatto. È mercoledì 29 settembre, siamo a Milano, siamo in via Bagutta, siamo di fronte a una manifestazione di studenti, quasi tutti di scuola media e alcuni universitari che per comodità e per giustificare alcuni eventi, verranno descritti come “centri sociali”. La manifestazione è piccola ma la ragione che porta i ragazzi in strada, di fronte alla sede dell’Unione Ufficiali in congedo, è grande. Il ministro della Difesa La Russa, il sindaco di Milano Moratti e il ministro dell’Istruzione Gelmini hanno deciso che d’ora in poi mille ragazzi delle scuole milanesi parteciperanno ogni anno a un corso che si chiama “allenati per la vita”. Vuol dire armi, esercitazioni, sfide fra pattuglie, esercizio alla “frequentazione di luoghi ostili”. Vuol dire cultura di guerra a scuola. L’affermazione non è eccessiva perché un simile training non è affatto un modo di accostarsi alla vita dei soldati veri. Facile provarlo.

È evidente l’equivoco: gli metti l’arma in mano, lo fai agire come una persona armata, creando una presunzione di razza a parte, di razza superiore. Ed è evidente il pericolo: Impari i gesti ma non il senso, come insegnare a qualcuno ad usare il bisturi, col pretesto che non si sa mai, ma senza la scuola di Medicina.

Ho detto che un simile folle progetto non si ritrova mai nelle scuole del mondo democratico. Ma occorre aggiungere che era tipico del fascismo, che esercitava i ragazzi anche con armi finte (che diventavano vere dopo i 15 anni) su scala di massa.
Dunque, senza alcun dubbio, l’iniziativa è fascista, nel senso classico e antico della parola. È il fascismo di Mussolini che voleva indurire gli italiani “molli e pacifisti”.

Tutto ciò per spiegare l’evento di Milano. Questo giornale ne ha parlato accuratamente il primo ottobre. A  me preme far notare qualcosa di strano e di pericoloso nella sequenza dei fatti.

Primo, non era una grande manifestazione, i partecipanti erano pochi (pensando all’irresponsabilità di adulti come La Russa, Moratti, Gelmini, titolari del potere, viene voglia di dire “peccato”). Saranno stati rumorosi ma certo non pericolosi. Non risulta che vi siano stati contatti fisici di alcun genere.

continua

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