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Giorno del Ricordo o della memoria corta?

Posted by PRC Muggiò su domenica 5 febbraio 2017

Abbiamo più volte fatto notare la tragica narrazione della realtà dei terribili momenti vissuti dalle popolazioni al confine italo-jugoslavo, costruita abilmente per alimentare il sentimento nazionalista antislavo e anticomunista.

Nel 2015 è stata organizzata una mostra, realizzata con documenti storicamente autentici, che per due mesi ha occupato la galleria della Coop di Muggiò, per tentare di ridare un senso storico non distorto alla commemorazione, che come è organizzata oggi pecca di strabismo ed è lesiva della verità e della memoria di tutti coloro i quali nelle foibe ci sono finiti da innocenti, italiani o jugoslavi che fossero.

La mostra era organizzata dall’ANPI ed ha visto alla sua inaugurazione la presenza della Amministrazione comunale.

LA FOTO – NIENTE MENO CHE UN FALSO STORICO – CHE VIENE PUBBLICIZZATA QUEST’ANNO SUL MANIFESTO DELL’INIZIATIVA PER IL 10 FEBBRAIO ERA TRA QUELLE PRESENTI NELLA MOSTRA!

img_20170130_150502Questa foto, che nell’immaginario collettivo, rappresenterebbe la malvagità dei soldati slavi intenti a fucilare degli inermi istriani per poi gettarli nelle foibe,

ALTRO NON è CHE LA FUCILAZIONE, DA PARTE DEI SOLDATI ITALIANI, DI OSTAGGI SLOVENI CATTURATI DURANTE L’OCCUPAZIONE FASCISTA ITALIANA.

Molte sono state le occasioni di smentita della veridicità della foto, ma è utile ricordare quella che venne messa in onda nella trasmissione Porta a Porta condotta da Bruno Vespa per la giornata del ricordo del 2012.

Ospiti in studio, tra gli altri, gli storici Raoul Pupo e Alessandra Kersevan.

In quell’occasione, seguita da miloni di italiani emerge, con enorme disappunto di Bruno Vespa, che la foto non mostra la fucilazione di vittime italiane da parte dei feroci partigiani titini. Tutt’altro. Alessandra Kersevan, fa notare che la foto ritrae la fucilazione di cinque ostaggi sloveni da parte delle truppe italiane durante l’occupazione italiana della Slovenia (1941-1943). Raoul Pupo interviene sulla questione solo quando viene interpellato direttamente dalla Kersevan e conferma che il contenuto dell’immagine è completamente opposto a quanto viene fatto passare nella trasmissione.

Quando è costretto a prendere atto che la foto ritrae effettivamente ostaggi sloveni fucilati da un plotone d’esecuzione italiano, il conduttore si giustifica dicendo che l’immagine è tratta da un libro sloveno ma non si scusa per il macroscopico errore

In effetti la fotografia è stata scattata nel villaggio di Dane, nella Loška Dolina, a sudest di Lubiana. Si sa anche il giorno in cui la foto fu scattata, il 31 luglio 1942, e addirittura i nomi dei fucilati:
Franc Žnidaršič, Janez Kranjc, Franc Škerbec, Feliks Žnidaršič, Edvard Škerbec.

Come nella Wehrmacht e nelle SS, anche nell’Esercito italiano si documentavano stragi e crimini, salvo tenerli nascosti negli anni successivi per confermare il (finto) cliché del «buon soldato italiano».

A protestare contro il clamoroso errore è addirittura il Ministero degli esteri sloveno che segnala al Comune di Bastia Umbra l’uso improprio della fonte. Altre volte lettere giungono da storici indipendenti come Alessandra Kersevan, Claudia Cernigoi e Sandi Volk. Le reazioni sono spesso di scuse (con la conseguente rimozione del materiale iconografico da siti online), ma in alcuni casi – quali quella dell’assessore alla cultura di Bastia Umbra Rosella Aristei – si procede ad un’improbabile giustificazione dell’uso della foto come denuncia simbolica della violenza, esecrabile in tutte le sue varie forme.

La vicenda della foto di Dane ha il suo apice in una lettera di protesta spedita direttamente al presidente Napolitano da parte di Miro Mlinar, Presidente dell’Associazione dei combattenti per i valori della lotta di liberazione nazionale di Cerknica (Slovenia), offeso dal fatto che l’immagine fosse stata addirittura pubblicata impropriamente sul sito del Ministero degli interni italiano.

Il Presidente dell’Associazione dei combattenti slovena sostiene che è stata proprio la pubblicazione sul sito ufficiale italiano a giustificare in seguito l’uso scorretto della foto, facendola diventare uno strumento improprio per aizzare l’odio verso il popolo sloveno. Per questo suggerisce a Napolitano di spostare la data del Giorno del ricordo al 10 giugno, «data del vero inizio delle tragedie del popolo italiano.» A quanto risulta Napolitano non si è nemmeno degnato di rispondere a Mlinar.

Purtroppo la storia è piena di bufale, falsità e revisionismi e proprio per questo motivo compito delle istituzioni è di verificare con estrema attenzione le fonti delle informazioni che ricevono.

Il manifesto affisso dal Comune di Muggiò e firmato dal Sindaco Maria Fiorito va subito ritirato o sostituito e va fatta ammenda nel corso dello spettacolo stesso, nel rispetto della storia e della memoria.

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Hotel Imperial: news

Posted by PRC Muggiò su lunedì 20 giugno 2016

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Da Il Giornale di Monza del 14 giugno 2016.

Per leggere i comunicati congiunti M5S e PRC clicca qui (1) e clicca qui(2).

 

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Hotel Imperial: comunicato congiunto M5S – PRC

Posted by PRC Muggiò su venerdì 13 maggio 2016

COMUNICATO STAMPA

EsternoLa chiusura dell’Hotel Imperial di Muggiò, dopo l’arresto del proprietario Francesco Consolazio che ebbe in concessione l’uso del bene confiscato alla mafia, impone non poche riflessioni e perplessità.

Innanzitutto i gruppi politici scriventi esprimono solidarietà ai lavoratori che hanno perso il posto di lavoro da un giorno all’altro.

La loro protesta è inevitabilmente figlia di tale frustrazione e indignazione dato che tali eventi non son dipesi da loro ma sono certamente frutto di una serie di pesanti errori di valutazione.


Se l’amministrazione si professa di sinistra dovrebbe in primo luogo pensare alle possibili soluzioni per i problemi occupazionali cosi’ come anche per interventi sul sociale.

Molte sono le domande che ci si pone, sul passato e sul futuro dell’immobile.

Lo stabile può trasformarsi in un bene pubblico utile per la città di Muggiò: non solo con progetti di riutilizzo sociale ma anche solo con una più semplice messa a reddito della struttura, riattivando l’attività commerciale affidandone la gestione tramite bando pubblico e incassando gli affitti da investire nel sociale.

Perché il comune non presenta progetti? Perché non prende in considerazione di mettere a reddito il bene, evitando oneri organizzativi?

La Prefettura – interessata al bene ma che comunque non può prendere decisioni unilaterali – ha il dovere di prendere in esame le proposte progettuali degli altri enti.

Pare però che il comune di Muggiò subisca o voglia subire con inerzia decisioni altrui senza entrare nel merito della questione.

L’ente è perciò parte lesa perché perde oneri e deve farsi carico di un problema sociale generato dalla superficialità degli organi di livello superiore.

La gestione politica del Sindaco Fiorito lascia a desiderare. Pesa il ritardo nel dare risposte agli ex dipendenti e alle forze politiche.

Pesa ancora di più la difesa e la continuità di questa amministrazione con la precedente: perché i funzionari incaricati dall’amministrazione Zanantoni (Forza Italia e Lega Nord) non sono stati chiamati in causa dall’attuale amministrazione Fiorito (Partito Democratico) per giustificare gli atti e le concessioni rilasciate negli anni precedenti? Cui prodest?

La continuità amministrativa non può coincidere con la mera attuazione di quanto deciso dalla precedente amministrazione ma deve scegliere ed indirizzarsi sulla base delle proprie prerogative.

Già nel 2013 la situazione appariva poco trasparente e Rifondazione Comunista chiese chiarimenti con un’interpellanza all’ex Assessore Vantellino. Lo stesso ha fatto recentemente il Movimento 5 Stelle, ma alla luce degli ultimi avvenimenti, ci viene il dubbio che qualcuno abbia messo la testa sotto la sabbia per non vedere la fedina penale ed i carichi pendenti, fallimenti precedenti, debiti pregressi, mancati pagamenti, fidejussioni false, assegni scoperti ecc. (cosa che per ottenere la licenza SCIA e’ un obbligo).

La complessità della faccenda richiede l’intervento di amministratori competenti e proattivi, che abbiano a cuore il benessere cittadino e le istanze dei lavoratori.

E’ altresì preoccupante sapere che un Tribunale abbia preso determinate decisioni.

Anche su questo si spera andrà fatta chiarezza.

Ma non ci pare che ciò stia avvenendo.

Muggiò, 13\05\2016

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MOVIMENTO 5 STELLE – MUGGIO’

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PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – CIRCOLO DI MUGGIO’

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Giornalino del PRC Muggiò marzo-aprile 2016

Posted by PRC Muggiò su venerdì 25 marzo 2016

giornalinoMARZO16prc2-Pagina001Clicca sull’immagine (oppure qui) per leggere il giornalino online.

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Strappi nella maggioranza

Posted by PRC Muggiò su sabato 13 febbraio 2016

Logo-Ora-per-Muggiò-Crestani-sindacoApprendiamo la decisione della lista civica Ora per Muggiò di non appoggiare più la maggioranza al governo della città. In particolare si critica l’atteggiamento del Partito Democratico, che non avrebbe rispettato gli accordi decisi un anno e mezzo fa. Dal comunicato stampa della lista – del 26 gennaio – si legge che “la maggior parte dei punti [del programma elettorale condivisi col PD] prevedeva un modo diverso di fare politica, fuori dagli schemi burocratici, con la “complicità” dei cittadini […] Poi, ad elezione avvenuta, alcune carte in tavola sono cambiate“. In pratica eccesso di “politica” da parte del PD e conseguente allontanamento dagli accordi. Dall’altra parte il PD e la lista Insieme per Muggiò rispondono una decina di giorni dopo accusando a loro volta Ora per Muggiò di un allontanamento non previsto di linea politica. Difatti il comunicato della maggioranza evidenzia che “le divergenze politiche non rendono più possibile la continuazione della collaborazione” tra i soggetti.

pd-msChe il PD locale (e non solo) stia perdendo pezzi è risaputo. Dalle dimissioni dell’assessore alla cultura e la ricerca del suo successore oltre confini comunali, alla crisi di militanza nazionale, i “democratici” assistono impotenti alle crepe delle loro alleanze e delle loro politiche di rottamazione. Non stupisce l’allontanamento della lista civica viste anche le precedenti affermazioni sconclusionate (10 luglio 2015) del Presidente del Consiglio Comunale Carlo Fossati, sui social: “[…] il PD continua a fare politica (è l’unico partito a Muggiò in attività, l’unico presente tra la gente, seriamente impegnato a trovare una via d’uscita alla grave crisi in cui ci dibattiamo) [parole sue…]. Le altre forze politiche e le numerose liste civiche invece sono andate in letargo: riappariranno alla prossima scadenza elettorale, comportandosi così per quel che in realtà sono: dei comitati elettorali!“. Salvo poi scusarsi con le liste il giorno dopo, sempre sui social, per essersi ” lasciato un po’ trascinare dalla foga dialettica“.

Detto ciò auguriamo alla lista Ora per Muggiò buon lavoro nella speranza che anche loro si siano resi conto dei limiti strutturali del PD e del centrosinistra, in viaggio sul binario del Partito della Nazione col centrodestra.

L’alternativa è fuori dal PD, fuori dal centrosinistra, per un cambiamento reale delle cose.

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Errare è umano, perseverare diabolico

Posted by PRC Muggiò su lunedì 1 febbraio 2016

Ancora una volta la maestra Fiorito viene bocciata in Memoria Storica.

Esattamente un anno fa pubblicammo un articolo (https://prcmuggio.wordpress.com/2015/02/11/giornata-della-memoria-e-giorno-del-ricordo-accostamento-aberrante/) per denunciare la bassezza storica dell’Amministrazione di centrosinistra, erede delle politiche “culturali” (se così si possono chiamare) della passata Amministrazione di centrodestra.

È stato pubblicizzato sui canali istituzionali e addirittura sul gruppo Facebook dell’ANPI di Muggiò un volantino che sponsorizza eventi in occasione della Giornata della Memoria (27 gennaio) e del Giorno del Ricordo (10 febbraio) come se fossero la stessa cosa!

Manca solo la firma dell’assessore alla cultura (che firmò l’anno scorso, dimissionaria oggi) e ci si presenta lo stesso volantino. Ancora si ripete quell’accostamento subdolo e aberrante denunciato da molti storici.

Riproponiamo il testo dell’articolo pubblicato un anno fa, nella speranza di mettere fine alle ipocrisie della storia e ai revisionismi interessati. Invitiamo pertanto le cittadine e i cittadini a BOICOTTARE LA SERATA teatrale del 10 febbraio 2016 (e non la presentazione del libro del 3 febbraio) organizzata dal Comune di Muggiò fintanto che le istituzioni – nate dall’immenso sacrificio della Resistenza antifascista – commettano l’errore storico di equiparazione delle due date e di revisione degli eventi storici della Resistenza e della guerra civile jugoslava.
Invitiamo inoltre i cittadini e le istituzioni a contattarci per un dibattito franco ed una discussione storica seria e non viziata da strumentalizzazioni.

La storia insegna ma non ha scolari” (Antonio Gramsci).

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Giornata della Memoria e Giorno del Ricordo, “accostamento aberrante”

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 11 febbraio 2015

Sindaco ed assessore alla cultura del comune di Muggiò hanno firmato e propagandato questo volantino:

Volantino

Due giornate nazionali accostate come se fossero equiparabili.

Non si tratta solo di un errore storico ma di una forma subdola ed “aberrante” – per dirla con le parole dello storico Miccoli che nel ’76 scriveva questo articolo: http://www.diecifebbraio.info/2013/05/risiera-e-foibe-un-accostamento-aberrante-articolo-di-giovanni-miccoli-del-1976/ – di revisionismo.

Riportiamo qui due articoli redatti dal gruppo Wu Ming Fundation e Dieci Febbraio Millenovecentoquarantasette che trattano il tema maldestramente cavalcato dall’amministrazione comunale.

Ci solleva il fatto che almeno non abbiamo assistito a manifestazioni nostalgiche come negli anni passati.

FOIBE O ESODO? 24 FAQ SUL GIORNO DEL RICORDO di Wu Ming Fundation: clicca qui per leggere tutto.

[…] 3. Perché la «Giornata della memoria» va bene e il «Giorno del ricordo» no?

La monetizzazione politica della Shoah da parte del sionismo ha sempre colpito il neoirredentismo nostrano, che ha cercato di mutuarne spregiudicatamente i meccanismi di legittimazione. Nel dopoguerra l’unico frasario disponibile per riprodurre il paradigma vittimario era quello dell’olocausto, così si iniziò a parlare di «genocidio delle genti giuliane», facendo inorridire storici come Giovanni Miccoli dell’IRSML, che lo definì un «accostamento aberrante»[3].
Poi arrivò la guerra nell’ex-Jugoslavia, il massacro di Srebrenica permise di giocare sullo stereotipo dell’atavica barbarie orientale-balcanica e così un nuovo vocabolo, la “Pulizia etnica” (ma in verità esisteva già “bonifica etnica”, usata storicamente per descrivere la snazionalizzazione della Venezia Giulia operata dal fascismo), soppiantò il genocidio che tuttavia rimase in sordina per poi riemergere proprio nel linguaggio del giorno del Ricordo, strategicamente piazzato due settimane dopo quello della Memoria a scimmiottarne nome e forma.
Lo scopo malcelato è quello di ingenerare confusione – vedasi le «Foibe Ardeatine», tragicomica crasi segnalata da Federico Tenca Montini[4] – tra due episodi incomparabili: da un lato una commemorazione mondiale dal significato universale, dall’altro una commemorazione di impianto nazionale. Uno squilibrio che si manifesta a ogni livello di questo accostamento: emigrazione equiparata a deportazione, epurazioni politiche e rese dei conti equiparate a sterminio e massacri indiscriminati.
Interessante è anche confrontare i significati simbolici dei giorni prescelti dalle due commemorazioni: mentre nella giornata della memoria si celebra la liberazione di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche – la fine del male per gli ebrei – dall’altra parte si celebra la firma del trattato di pace – l’inizio del male secondo una certa narrazione esule – un male che continua e che idealmente soltanto la restituzione delle terre sottratte o dei “beni abbandonati” potrebbe chiudere.
Se proprio si volesse prendere ad esempio la giornata della memoria si dovrebbe indicare una data che celebrasse la fine delle ostilità, magari il 10 novembre, firma del Trattato di Osimo. Nessuna associazione di esuli lo accetterebbe, quella data in zona suscita ancora malumori (riemersi persino in recenti avventure politiche, come MTL) ma se non altro significò la normalizzazione dei rapporti italo-jugoslavi e la fine definitiva delle ostilità fra i due paesi. In realtà il giorno del Ricordo non ricopia quello della memoria, ma ne è un detournement: si ricalcano gli aspetti emotivi ma si perseguono diverse finalità. […]

L’ACCOSTAMENTO TRA I GENOCIDI OPERATI DAL NAZIFASCISMO E LE COSIDDETTE “FOIBE” E’ UN ABOMINIO STORIOGRAFICO di Dieci Febbraio Millenovecentoquarantasette: clicca qui per leggere tutto.

Il parallelo che viene talvolta tracciato, in alcuni ambienti e circostanze, tra “Auschwitz” – o altri luoghi ed episodi della violenza genocidaria nazifascista – e le cosiddette “foibe”, è un abominio storiografico che va rigettato con sdegno.

Simili accostamenti sono fuorvianti dal punto di vista storico e sono profondamente diseducativi dal punto di vista didattico, quando vengono usati come espediente per inculcare negli studenti certe interpretazioni “semplificate” dei fatti accaduti nel corso della II Guerra Mondiale. Sono accostamenti insostenibili sotto il profilo morale, innanzitutto, in base ad elementari considerazioni: di carattere numerico (il “conteggio dei morti” ha una sua importanza nella storiografia, ed è ipocrita affermare il contrario); di carattere logico (non avrebbe avuto senso per il movimento partigiano e lo Stato jugoslavo nascente pianificare operazioni di “pulizia etnica” contro chicchessia, visto che quello Stato si fondava sul suo carattere multi-nazionale e internazionalista e gli italiani furono una componente importante dello stesso Esercito Popolare di Liberazione, con ben quattro Divisioni di combattenti inquadrate al suo interno); di opportunità politica (equiparare la violenza strutturale e programmatica del nazifascismo a qualsivoglia episodio criminale avvenuto ad opera delle altre parti in conflitto era e dovrebbe rimanere esclusiva dei reduci ed eredi del nazifascismo stesso).

Già negli anni Settanta, il professor Giovanni Miccoli ebbe occasione di intervenire con parole cristalline su questo tema, scrivendo un articolo che rimane -purtroppo- attualissimo. Diciamo “purtroppo” perché l’aria è cambiata, dagli anni Settanta ad oggi, al punto che persino l’A-B-C della Storia e della storiografia va riaffermato. Così, in troppi casi registriamo che proprio quell’accostamento aberrante (così lo definì Miccoli) viene proposto in tutte le sue più incredibili varianti […]

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Eppur si vende

Posted by PRC Muggiò su venerdì 22 gennaio 2016

Manca solo il martelletto e sembra un’asta.

asta-620x330Il martelletto ovviamente lo tiene il Presidente del Consiglio Comunale, l’ex democristiano Carlo Fossati.

La seduta del 22 dicembre 2015 – guarda – ha approvato con solo qualche astensione (della destra…mancava Zanantoni a dare indicazione di voto in effetti) e un voto contrario, l’alienazione di 4 alloggi popolari. È una delibera che con qualche aggiustamento si rinnova da almeno 8 anni.

Ok, gli appartamenti sono dispersi sul territorio.

Ok, sono situati in immobili privati.

E quindi? Quale scelta politica sottende queste logiche di vendita del patrimonio pubblico?

Non saranno queste le motivazioni strategiche che spingono un comune a vendere pezzi di patrimonio immobiliare che dovrebbe essere gestito per risolvere le sempre più diffuse emergenze abitative delle famiglie muggioresi. Duecentotre cittadini sono infatti in lista per un alloggio ERP (Edilizia Residenziale Pubblica).

Solo pochi giorni fa fece notizia la condizione di due famiglie, colpevoli di essere troppo numerose per i nuovi alloggi “Ca’ degli Orti”. Leggi la notizia.

Forse l’amministrazione non intende spendere un centesimo di più del budget destinato alle ristrutturazioni, nonostante il comune debba per legge reinvestire in edilizia economica popolare gli utili derivanti dagli affitti e da queste alienazioni. Eppure le canne fumarie in via Marx vengono rimandate dal 2008 di anno in anno, di giunta in giunta.

Gli appartamenti hanno un notevole costo” risponde l’Assessore Radaelli. Altro che scelta strategica, questa è la giustificazione! Una scelta strategica pari a quella dell’allungamento delle scadenze e l’aumento degli importi nella rinegoziazione dei mutui: ovvero oneri e debiti per le nuove generazioni.

La cassa piange e svendo la bigiotteria (i gioielli sono già andati…): che si tratti di alloggi comunali oppure quote azionarie (in particolare le quote detenute da Muggiò nella società AEB pari all’1% del totale, messe in vendita nella stessa seduta del Consiglio Comunale). Ma in entrambi i casi è lecito chiedersi: ci saranno acquirenti? E se anche ci fossero…quali opere pubbliche saranno finanziate? Ad oggi pare che si prediliga l’ampliamento della caserma dei Carabinieri (quasi 810.000 euro!) ad opere volutamente chiuse in un cassetto (Dopo di Noi, biblioteca…).

Come la prese il PD quando Zanantoni volle svendere 15 alloggi di residenza pubblica nel 2010?

Si oppose.

Cosa fa oggi? Copia il centrodestra. Nessuna sorpresa, la coerenza non è il suo forte.

Sorprende però che si vogliano prendere in giro i cittadini. Il programma che ha convinto gli elettori a votare per il centro-sinistra nel 2014 impegna la giunta ad “agire con le leve decisionali, in materia urbanistica e fiscale, che il comune detiene, per dare una risposta ad una domanda reale di alloggi”. Tolto il completamento degli alloggi “Ca’ degli Orti”, deliberato da Zanantoni, non rimane nussun progetto di questa amministrazione.

Eppur si vende!

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DA CHE PARTE STA IL PARTITO (DEMOCRATICO)?

Posted by PRC Muggiò su martedì 17 novembre 2015

Come si legge negli articoli di stampa il C.d.A. di BEA, nella seduta del 23/10/15 ha deciso in una seduta “fantasma” di soli 6 minuti l’aumento della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti portandola da 80 a 87 euro la tonnellata.

A parte l’ipervelocità decisionale dei presenti, un primo ordine di problemi che emerge dalla vicenda è la contrazione dei tempi di finanziamento dell’investimento necessario al rinnovo tecnologico dell’inceneritore (ben 15 milioni di euro!) portandolo a 3 anni invece dei 15 originariamente previsti (vedi registrazione della seduta del Consiglio Comunale del 28/09/15).
Ciò implica una modifica sostanziale del piano industriale di BEA, con l’inevitabile intervento economico dei Comuni che forse saranno costretti a riversare sui cittadini costi che prima si diceva non li avrebbero interessati.

Ma l’aspetto più grave della vicenda è secondo noi un altro.
Facciamo notare che nella relazione di accompagnamento alla delibera del Consiglio Comunale di Muggiò del 28/09/15, quella che affida per 15 anni lo smaltimento dei rifiuti a BEA e ne recepisce il piano industriale che costituisce la base dell’affidamento, una delle ragioni principali per questa decisione è la prevista progressiva riduzione delle tariffe. (Dagli 80 euro del 2016 ai 70 del 2020; vedi pagina della relazione allegata).
DeliberaCC
CostiSmaltimentoGelsiaQuindi, ad un solo mese dalla deliberazione del Consiglio Comunale, questa previsione viene smentita dal C.d.A. di BEA! E’ evidente che qui qualcuno sta facendo il gioco delle tre carte.
Altra dimostrazione ne è la tabella dei costi di smaltimento allegata alla suddetta relazione, nella quale si vede che GELSIA ha i costi di smaltimento più bassi dei concorrenti: nonostante questo si preferisce fare la scelta tutta politica (o di corrente partitica?) della fusione con CEM.

Eppure tutto tace.
L’ Amministrazione Comunale non ha niente da dire su queste pratiche elusive delle decisioni prese dagli organi istituzionali.
Ben due membri del CdA hanno ricoperto incarichi pubblici eletti tra le fila del PD: la presidente Mazzucconi, ex parlamentare, e Alberto Suppa, già assessore per il Comune di Muggiò.
Si conferma – come abbiamo già detto – la natura tutta partitica (ed opaca aggiungiamo adesso) di una operazione giocata sugli interessi dei cittadini…. a prescindere dal colore del braccialetto indossato dal Sindaco.

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MUGGIÒ CITTÀ SOLIDALE…MA LAICA

Posted by PRC Muggiò su martedì 13 ottobre 2015

Siamo alle fasi operative del fondo “Muggiò città solidale, una iniziativa voluta dal PD muggiorese – attuata dall’Amministrazione – a favore dei cittadini che versano in stato di disagio socio-economico e/o di bisogno.

FondosolidaleIl fondo, che è una novità veramente positiva per la città di Muggiò, parte con una dotazione economica pubblica del 95,4%…. e confessionale del 4,6%.

La quota pubblica iniziale destinata al fondo ammonta infatti a 41.242,88€ (dei quali ben 31.439,94€ provenienti dai fondi che i cittadini hanno destinato al comune con il loro 5Xmille, ed i rimanenti 9.802,94€ provenienti dalla auto-riduzione degli emolumenti di Sindaco e Giunta municipale).

Per contro gli altri promotori del fondo

  •  Parrocchia Santi Pietro e Paolo, Parrocchia San Carlo Borromeo, Parrocchia San Francesco d’Assisi, Parrocchia San Giuseppe Taccona,
  • Associazione S. Vincenzo Taccona e S. Vincenzo S. Carlo, “Conferenze” locali appartenenti all’Associazione Società di San Vincenzo De Paoli Consiglio Centrale di Monza

contribuiscono alla dotazione economica iniziale con soli 2.000€ (cumulativi tra tutti loro).

Da notare che la dotazione pubblica, in virtù della auto-riduzione degli emolumenti di Sindaco e Giunta è destinata ad incrementarsi di non meno di 12.000€ annui.

Ciò premesso destano stupore le modalità gestionali e di trasparenza che l’Amministrazione ha sottoscritto con i rappresentanti delle Parrocchie e delle San Vincenzo.

Modalità gestionali

  • Il fondo “Muggiò Città Solidale” è retto da un Consiglio di Gestione composto al 25% dalla parte pubblica e al 75% da quella confessionale (4 membri di cui uno in rappresentanza dell’Amministrazione e 3 in rappresentanza di Parrocchie e San Vincenzo di Monza).
  • Il conto corrente dove affluiscono i contributi è intestato al Legale Rappresentante del Consiglio Centrale Monza della San Vincenzo
  • Il Tesoriere è nominato dalla San Vincenzo di Monza
  • Alla scadenza del Fondo il Consiglio di Gestione deciderà la destinazione sociale della eventuale somma giacente
  • È istituita una Commissione per l’attività del Fondo composta al 20% dalla parte pubblica e al 80% da quella confessionale (5 membri di cui uno in rappresentanza dell’Amministrazione e 4 in rappresentanza di Parrocchie e San Vincenzo)
  • La Commissione opera sulla base del suddetto Regolamento e riferisce trimestralmente al Consiglio di Gestione
  • I cittadini che sono in stato di disagio e vorrebbero chiedere un sostegno economico telefonano ad un numero della Commissione (presumibilmente della San Vincenzo) ed espongono il loro caso

Trasparenza del Fondo

  • Il Consiglio di Gestione redige ed approva il Regolamento per l°attività del Fondo,
  • Il Consiglio di Gestione verifica l’attuazione del Regolamento da parte della Commissione ed apporta le eventuali modifiche al Regolamento stesso
  • Non è dato sapere se il Regolamento sarà reso pubblico
  • Non è dato sapere se ci sarà o meno un registro delle telefonate ricevute
  • Non è dato sapere se gli elenchi dei beneficiati, con i relativi importi, sarà reso pubblico
  • Non c’è menzione di controlli degli uffici pubblici né sui contenuti né sull’attuazione del Regolamento, così come non c’è menzione di alcuna rendicontazione da fornire ai pubblici uffici

Attenzione, lo stupore non è un giudizio prevenuto dell’iniziativa (che ribadiamo qui di apprezzare nella sostanza).

Lo stupore nasce dal constatare l’ incapacità degli Amministratori locali di assumersi la responsabilità di organizzare un servizio pubblico capace di intervenire efficacemente sui fenomeni di povertà e disagio che vengono invece delegati alle associazioni cattoliche.

Lo stupore nasce dal constatare che agli occhi dei cittadini in condizione di rischio di povertà, che lo costringe a chiedere letteralmente la carità, l’ente pubblico non esisterà; esisterà la parrocchia che può erogargli quel sussidio o integrazione che i Servizi Sociali gli negano.

Passato lo stupore, quindi, chiediamo per il fondo “Muggiò città solidale” la massima laicità e trasparenza amministrativa, ad esempio fissando nel Regolamento che i cittadini che chiedono a qualsiasi titolo di accedere alle prestazioni del fondo siano tenuti a contattare esclusivamente i Servizi Sociali i quali, dopo aver verificato le problematiche, la sussistenza dei requisiti e l’impossibilità a intervenire direttamente, attivano la collaborazione del fondo e ne monitorizzano le pratiche.

Sono gli oltre 31.000€ del 5Xmille dei cittadini che richiedono la massima trasparenza amministrativa, a prescindere dal colore dei braccialetti che indossa il Sindaco.

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Goodbye and Goodluck

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 23 settembre 2015

IL TAGLIO DEI SERVIZI SANITARI COLPISCE ANCHE MUGGIÒ E IL SINDACO PROTESTA…MA CONTRO CHI?

L’UONPIA di Muggiò (Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza) ha chiuso i battenti, si trasferisce a Desio.

È arrivata come un fulmine a ciel sereno, a fine agosto, la notizia che la neuropsichiatria infantile, che ha in carico i bambini di 200 famiglie, viene ricollocata a Desio in conformità ad un piano di ristrutturazione più ampio dell’Azienda Ospedaliera .

spending-review-sanita_01La mobilitazione dei genitori ha indotto anche i rappresentanti istituzionali ad esprimersi: sono state presentate delle interrogazioni in Regione dal M5S e dal PD. Il Sindaco Maria Fiorito ha espresso più volte la sua contrarietà al trasferimento.

Rifondazione Comunista si unisce allo sdegno e alla preoccupazione di tante famiglie e tanti ragazzi che da un giorno all’altro vedono sparire dal proprio territorio un servizio così delicato nel sostegno ai bambini che soffrono di disturbi di questa natura.

Non è accettabile ridurre i servizi, creando disagi e danni e per di più dandone scarsissimo preavviso, sulla base si sole valutazioni ragionieristiche.

Ma la riflessione deve essere più ampia.

Il manager dell’Azienda Ospedaliera ha chiaramente dichiarato che il progetto ha una genesi di vecchia data e non c’è nulla di nuovo sotto il cielo.

Stiamo “solo” assistendo al realizzarsi di un’opera imponente quanto discriminante di razionalizzazione dei servizi sanitari in Lombardia.

Maroni, sostenuto dalla Lega Nord e dalle destre, applica senza fiatare e senza nessuna analisi di merito sui “danni collaterali” che vengono arrecati agli utenti, i diktat di riduzione della spesa pubblica, in particolare nella sanità.

Tagli le cui linee guida sono già state dettate a livello nazionale da governi di destra ai tempi di Berlusconi e Lega, da Renzi e PD adesso.

Muggiò non è un’isola felice.

Anche la nostra città inizia a subire il contraccolpo di questi attacchi al sistema dei servizi pubblici. Una politica dannosa, che va combattuta per riaffermare il diritto ad una sanità pubblica e universale.

Ma qualcosa stride nelle dichiarazioni politiche locali…

L’ipocrisia è insopportabile: chi a livello nazionale teorizza e applica i criteri della spending review, a livello locale partecipa ai presidi contro i suoi effetti dannosi.

Il PD segue le linee marcate dalla destra nei tagli alla spesa pubblica e il Sindaco di Muggiò scende in piazza a protestare…

A questo punto se il Sindaco non è in grado di difendere i servizi pubblici di Muggiò è meglio che si dimetta.

Rifondazione sostiene la battaglia per la difesa dei diritti, chiamando a raccolta chi non ne può più di tutta questa ipocrisia.

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Giornalino del PRC Muggiò giugno 2015

Posted by PRC Muggiò su martedì 23 giugno 2015

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Clicca sull’immagine (oppure qui) per leggere il giornalino completo

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Eccolo di nuovo, il multiplex!

Posted by PRC Muggiò su martedì 16 giugno 2015

MuggioApprendiamo da notizie di stampa (C.d.S. del 24/5/15) che sul tavolo dell’Amministrazione Comunale muggiorese ci sono 4 proposte di riutilizzo del Multiplex Magic Movie:

  • Campus Universitario
  • Parco giochi per bambini
  • Cittadella dello sport
  • Outlet commerciale

Dopo 11 anni di spreco di denaro e risorse pubbliche, si tenta di riesumare un cadavere di cemento che non avrebbe ma i dovuto vedere la luce.

Rifondazione Comunista è sempre stata per un riuso pubblico della struttura ma nessun organismo pubblico si è mai proposto per il suo riutilizzo.

Alcune proposte potrebbero essere anche interessanti, ma tra il progetto, la realizzazione pratica e la gestione c’è sempre di mezzo il … mare.

Anche perché con la modifica dei vincoli previsti dal P.G.T. per quell’area, deliberati dalla precedente Giunta Zanantoni e mai revocati, c’è il pericolo di un notevole aumento di volumetrie.

Riappare poi tra le proposte quella di un uso commerciale dell’immobile con ciò che ne consegue.

Tale ipotesi, esclusa finora dalla convenzione comunale in essere, si scontrerebbe anche con la moratoria regionale all’apertura di nuovi centri commerciali in atto.

Vogliamo rischiare di vedere attuato l’unico progetto fattibile (e decisamente non interessante né utile), e cioè il centro commerciale?

Comunque si concluda la vicenda, resta sempre da stabilire che tipo di risarcimento avranno Muggiò e i suoi cittadini alla fine di questa sciagurata avventura, voluta da politici miopi e speculatori arroganti, che ha arrecato solo danni alla comunità cittadina.

Quando il Comune siederà al tavolo per scrivere una nuova trattativa col privato sarebbe segno di responsabilità e intelligenza fare proprie alcune richieste e proposte che abbiamo anche scritto nel programma elettorale, come la copertura del tetto con pannelli fotovoltaici oppure l’interramento di metà dei parcheggi per ridare uno spazio verde al Parco oppure ancora utilizzare i parchegghi nell’ottica di un interscambio con la metrotramvia.

ULTIME NOTIZIE DA Infonodo.org: Muggiò – Confermata in appello la condanna a Felice Zaccaria per il fallimento di Tornado Gest – 15/06/2015

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Scambi azionari tra BEA e CEM – vogliamo un servizio di igiene ambientale della Brianza che sia pubblico, sostenibile e partecipato. E se si trattasse solo di cordate contrapposte?

Posted by PRC Muggiò su venerdì 13 febbraio 2015

Nel Consiglio Comunale di Muggiò del 18/12/2014 si è trattato il tema del progetto di aggregazione tra Brianza Energia Ambiente (Bea) e Consorzio Est Milano (Cem Ambiente), due dei soggetti che si occupano di rifiuti nella provincia di Monza e Brianza (all’appello mancano Gelsia Ambiente e CBM, che però è in fase di liquidazione).

Il primo passaggio contemplato nel progetto di fusione era l’emissione ex novo e il successivo acquisto incrociato di un pacchetto di azioni per un valore di 750.000 euro per cui BEA si troverebbe a possedere il 4,97% del capitale di CEM e CEM il 4,76% del capitale di BEA.

Dopo tale operazione e entro la data del 31/12/2016 le due società avrebbero dovuto o dare applicazione al Piano di Aggregazione e Sviluppo, o anticipare la fusione, o decidere anche separatamente la chiusura di tale procedimento.

Sarebbe stato un passaggio importante per la Brianza, sul quale non possiamo esimerci da alcune riflessioni e valutazioni rispetto all’intero panorama che si prospettava.

È per noi un fattore positivo se si cercasse di costruire un nuovo soggetto PUBBLICO che gestisce il ciclo dei rifiuti; noi vorremmo che avesse l’obiettivo di creare una sola società a livello provinciale, e quindi che includa anche Gelsia Ambiente.

Nel delicato e complicato ciclo dei rifiuti la proprietà pubblica è per noi essenziale per poter decidere piani industriali, tipologie e priorità d’investimento che non siano funzionali alla lottizzazione di cariche amministrative ma funzionali a:

  • Ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse economiche;
  • Ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse tecnologiche;
  • Riduzione e razionalizzazione dei Consigli d’Amministrazione societari;
  • Tutela dei lavoratori e aumento dei livelli occupazionali;
  • Rilancio di politiche pubbliche volte all’innovazione più che al profitto;
  • Razionalizzazione e migliore tracciabilità del servizio di trasporto dei rifiuti;
  • Maggiori controlli e trasparenza del ciclo dei rifiuti anche attraverso la partecipazione civica dei cittadini in organismi e/o comitati di controllo societario;

  • Sostenere l’obiettivo “rifiuto zero” avviando il processo strategico che porterà alla dismissione del forno inceneritore di Desio

E qui sta uno dei punti dirimenti.

rifitiIl piano industriale di BEA non contempla un’indicazione chiara che porti in tempi ragionevoli alla dismissione della tecnologia dell’incenerimento e alla chiusura del forno di Desio, sostituendolo con altre tecnologie che consentono il recupero spinto dei rifiuti.

Non la contempla perché non accantona le risorse economiche necessarie al “decommising” del forno, ma prevede solo pochi spiccioli per studi, generici, affidati a terzi;

quindi non siamo in presenza di un accantonamento di fondi SPECIFICO, MIRATO e FINALIZZATO.

La fusione BEA-CEM (che colpevolmente esclude l’integrazione di Gelsia Ambiente), se arrivasse a compimento porterebbe si’ alla costituzione di una nuova realtà in grado di erogare il servizio integrato di gestione dei rifiuti su 60 comuni, per un totale di 750.000 abitanti e la bellezza di 372.000 T/anno di rifiuti trattati e con l’obiettivo dichiarato di una raccolta differenziata pari all’80% …. ma così resterebbe una quantità di rifiuto indifferenziato di circa 67.000 T/anno, più che sufficiente a garantire la saturazione del forno inceneritore di Desio per gli anni futuri.

Si determinerebbe quindi una condizione che garantisce un volume costante e certo di “carburante” per l’inceneritore di Desio, che quindi rischierebbe di confermare l’incenerimento come una scelta perenne.

Ma tutta la suddetta analisi è al condizionale, perché dopo che il Consiglio Comunale di Muggiò ha votato ed approvato, primo tra i primi della classe, ecco che la meravigliosa costruzione del PD della Brianza si blocca … per supposta violazione dell’art. 2360 del Codice Civile che recita “È vietato alle società di costituire o di aumentare il capitale mediante sottoscrizione reciproca di azioni…”. Così pochi giorni dopo l’adozione della delibera muggiorese, nel silenzio imbarazzato del Sindaco e della sua obbediente maggioranza, neppure l’assemblea dei soci CEM se la sente di votare la fusione!

Ora si aprono una valanga di interrogativi, dai più banali ai più complessi:

  • Ma chi ha firmato la legittimità degli atti portati in Consiglio Comunale? Il suo operato sarà valutato nel determinare il raggiungimento degli obiettivi di rendimento?

  • Ma perché si è sponsorizzato un progetto parziale ed illegittimo? La delibera votata deve essere ritirata?

  • Si crede ancora nel progetto di realizzare una gestione pubblica del ciclo integrato dei rifiuti su base provinciale (che porti allo spegnimento del forno inceneritore di Desio, aggiungiamo noi)? In caso affermativo, cosa si mette in campo per superare il problema “tecnico” che è emerso?

  • Noi siamo per una società al al 100% di proprietà pubblica; il progetto del PD prevede l’ingresso dei privati?

  • Ma l’incidente è “tecnico” o “politico”? Nel senso, il problema sarebbe emerso se nel progetto non si fosse messa all’angolo Gelsia Ambiente? E se fosse politico prima ancora che tecnico, siamo di fronte a scontri di “visione strategica” su quale sia la scelta migliore per tutelare l’ambiente, l’occupazione ed il territorio, garantendo servizi efficienti, trasparenti e di qualità alla cittadinanza… oppure a bassi scontri tra cordate che si contendono il controllo di alcune casematte del potere politico ed economico?

  • Il contratto vigente con Gelsia, che scadeva a Dicembre, è stato prorogato di 9 mesi per avere il tempo di realizzare (o bocciare) la fusione BEA-CEM; ma nelle incertezze attuali, si stanno predisponendo gli atti per svolgere un nuovo bando di gara che assegni l’appalto del servizio rifiuti? Non è che si improvviserà una decisione senza una scelta ponderata e dirimente? È già capitato, a Limbiate, che il TAR ha annullato la gara per il passaggio del servizio da Gelsia a Bea; vogliamo trovarci nelle stesse condizioni? Ed ancora, anche a prescindere da eventuali scontri di potere tra cordate contrapposte, quali sono gli obiettivi che l’Amministrazione muggiorese perseguirà nel nuovo bando in tema di tariffazione puntuale e trattamento dei rifiuti (fabbriche del riuso, riduzione produzione di rifiuti ecc.)?

Come è evidente si tratta di scelte ed opzioni fondamentali per il futuro sociale ed ambientale del nostro territorio, opzioni che richiederebbero la messa in campo di ben altre operazioni di trasparenza e partecipazione rispetto al “braccialetto bianco” di Libera rivendicato ed indossato dal nostro Sindaco.

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Giornata della Memoria e Giorno del Ricordo, “accostamento aberrante”

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 11 febbraio 2015

Sindaco ed assessore alla cultura del comune di Muggiò hanno firmato e propagandato questo volantino:

Volantino

Due giornate nazionali accostate come se fossero equiparabili.

Non si tratta solo di un errore storico ma di una forma subdola ed “aberrante” – per dirla con le parole dello storico Miccoli che nel ’76 scriveva questo articolo: http://www.diecifebbraio.info/2013/05/risiera-e-foibe-un-accostamento-aberrante-articolo-di-giovanni-miccoli-del-1976/ – di revisionismo.

Riportiamo qui due articoli redatti dal gruppo Wu Ming Fundation e Dieci Febbraio Millenovecentoquarantasette che trattano il tema maldestramente cavalcato dall’amministrazione comunale.

Ci solleva il fatto che almeno non abbiamo assistito a manifestazioni nostalgiche come negli anni passati.

FOIBE O ESODO? 24 FAQ SUL GIORNO DEL RICORDO di Wu Ming Fundation: clicca qui per leggere tutto.

[…] 3. Perché la «Giornata della memoria» va bene e il «Giorno del ricordo» no?

La monetizzazione politica della Shoah da parte del sionismo ha sempre colpito il neoirredentismo nostrano, che ha cercato di mutuarne spregiudicatamente i meccanismi di legittimazione. Nel dopoguerra l’unico frasario disponibile per riprodurre il paradigma vittimario era quello dell’olocausto, così si iniziò a parlare di «genocidio delle genti giuliane», facendo inorridire storici come Giovanni Miccoli dell’IRSML, che lo definì un «accostamento aberrante»[3].
Poi arrivò la guerra nell’ex-Jugoslavia, il massacro di Srebrenica permise di giocare sullo stereotipo dell’atavica barbarie orientale-balcanica e così un nuovo vocabolo, la “Pulizia etnica” (ma in verità esisteva già “bonifica etnica”, usata storicamente per descrivere la snazionalizzazione della Venezia Giulia operata dal fascismo), soppiantò il genocidio che tuttavia rimase in sordina per poi riemergere proprio nel linguaggio del giorno del Ricordo, strategicamente piazzato due settimane dopo quello della Memoria a scimmiottarne nome e forma.
Lo scopo malcelato è quello di ingenerare confusione – vedasi le «Foibe Ardeatine», tragicomica crasi segnalata da Federico Tenca Montini[4] – tra due episodi incomparabili: da un lato una commemorazione mondiale dal significato universale, dall’altro una commemorazione di impianto nazionale. Uno squilibrio che si manifesta a ogni livello di questo accostamento: emigrazione equiparata a deportazione, epurazioni politiche e rese dei conti equiparate a sterminio e massacri indiscriminati.
Interessante è anche confrontare i significati simbolici dei giorni prescelti dalle due commemorazioni: mentre nella giornata della memoria si celebra la liberazione di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche – la fine del male per gli ebrei – dall’altra parte si celebra la firma del trattato di pace – l’inizio del male secondo una certa narrazione esule – un male che continua e che idealmente soltanto la restituzione delle terre sottratte o dei “beni abbandonati” potrebbe chiudere.
Se proprio si volesse prendere ad esempio la giornata della memoria si dovrebbe indicare una data che celebrasse la fine delle ostilità, magari il 10 novembre, firma del Trattato di Osimo. Nessuna associazione di esuli lo accetterebbe, quella data in zona suscita ancora malumori (riemersi persino in recenti avventure politiche, come MTL) ma se non altro significò la normalizzazione dei rapporti italo-jugoslavi e la fine definitiva delle ostilità fra i due paesi. In realtà il giorno del Ricordo non ricopia quello della memoria, ma ne è un detournement: si ricalcano gli aspetti emotivi ma si perseguono diverse finalità. […]

L’ACCOSTAMENTO TRA I GENOCIDI OPERATI DAL NAZIFASCISMO E LE COSIDDETTE “FOIBE” E’ UN ABOMINIO STORIOGRAFICO di Dieci Febbraio Millenovecentoquarantasette: clicca qui per leggere tutto.

Il parallelo che viene talvolta tracciato, in alcuni ambienti e circostanze, tra “Auschwitz” – o altri luoghi ed episodi della violenza genocidaria nazifascista – e le cosiddette “foibe”, è un abominio storiografico che va rigettato con sdegno.

Simili accostamenti sono fuorvianti dal punto di vista storico e sono profondamente diseducativi dal punto di vista didattico, quando vengono usati come espediente per inculcare negli studenti certe interpretazioni “semplificate” dei fatti accaduti nel corso della II Guerra Mondiale. Sono accostamenti insostenibili sotto il profilo morale, innanzitutto, in base ad elementari considerazioni: di carattere numerico (il “conteggio dei morti” ha una sua importanza nella storiografia, ed è ipocrita affermare il contrario); di carattere logico (non avrebbe avuto senso per il movimento partigiano e lo Stato jugoslavo nascente pianificare operazioni di “pulizia etnica” contro chicchessia, visto che quello Stato si fondava sul suo carattere multi-nazionale e internazionalista e gli italiani furono una componente importante dello stesso Esercito Popolare di Liberazione, con ben quattro Divisioni di combattenti inquadrate al suo interno); di opportunità politica (equiparare la violenza strutturale e programmatica del nazifascismo a qualsivoglia episodio criminale avvenuto ad opera delle altre parti in conflitto era e dovrebbe rimanere esclusiva dei reduci ed eredi del nazifascismo stesso).

Già negli anni Settanta, il professor Giovanni Miccoli ebbe occasione di intervenire con parole cristalline su questo tema, scrivendo un articolo che rimane -purtroppo- attualissimo. Diciamo “purtroppo” perché l’aria è cambiata, dagli anni Settanta ad oggi, al punto che persino l’A-B-C della Storia e della storiografia va riaffermato. Così, in troppi casi registriamo che proprio quell’accostamento aberrante (così lo definì Miccoli) viene proposto in tutte le sue più incredibili varianti […]

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Propaganda e affissioni pubbliche: cosa non torna

Posted by PRC Muggiò su martedì 3 febbraio 2015

Di seguito riportiamo gli articoli del Giornale di Monza di martedì 3 febbraio 2015 e del Cittadino di sabato 7 febbraio 2015.

Clicca qui per leggere il testo completo dell’esposto.

espostoClicca qui per leggere il testo completo dell’esposto.

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Clicca qui per leggere il testo completo dell’esposto.

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SFRATTI E PIANO CASA: MENO FESTE E PIÙ RISPOSTE

Posted by PRC Muggiò su giovedì 8 gennaio 2015

casa-bettola-diritto-alla-casaIn queste ultime settimane, a Cinisello, un gruppo di persone (donne, bambini, invalidi) sfrattati e senza casa, con l’appoggio dell’Unione Inquilini, ha occupato uno stabile pubblico, venendo sgomberati nel giro di pochi giorni alla luce del fatto che alcuni uffici erano ancora utilizzati dai servizi sociali. Questo non risolve comunque il problema di fondo di troppe famiglie condannate a vivere in strada, colpevoli forse di aver perso il lavoro e non potersi permettere di saldare affitti o mutui. Il gesto in sé non era funzionale all’interruzione di un servizio pubblico (come vuole far credere il Sindaco di Cinisello) ma è una modalità d’azione, forse l’unica rimasta, per organizzare i troppi nuclei familiari sfrattati e richiedere SUBITO una soluzione politica e pratica a questa nuova piaga.

Parallelamente invece, a Sesto S. Giovanni, gli sfratti sono stati bloccati fino a maggio 2015 utilizzando le possibilità offerte dal decreto attuativo dell’art 6, comma 5, del Decreto Legge del 31/08/2013 n.102 che permette di graduare gli sfratti esecutivi per “morosità incolpevole” contenuti in una lista compilata dal Comune e comunicata al Prefetto. Tale decreto stanzia anche dei fondi regionali, da ripartire tra i Comuni, da utilizzare per i rinnovi dei contratti d’affitto o per il pagamento delle caparre ai proprietari.

DECRETO LEGGE 31/08/2013 N.102

Art. 5 Priorità nella concessione dei contributi

1. I provvedimenti comunali di cui al presente decreto sono destinati alla concessione di contributi in favore: a) di inquilini, nei cui confronti sia stato emesso provvedimento di rilascio esecutivo per morosità incolpevole, che sottoscrivano con il proprietario dell’alloggio un nuovo contratto a canone concordato; b) di inquilini la cui ridotta capacità economica non consenta il versamento di un deposito cauzionale per stipulare un nuovo contratto di locazione. In tal caso il comune prevede le modalità per assicurare che il contributo sia versato contestualmente alla consegna dell’immobile; c) di inquilini, ai fini del ristoro, anche parziale, del proprietario dell’alloggio, che dimostrino la disponibilità di quest’ultimo a consentire il differimento dell’esecuzione del provvedimento di rilascio dell’immobile.

Art. 6 Graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica

1. I comuni adottano le misure necessarie per comunicare alle Prefetture – Uffici territoriali del Governo l’elenco dei soggetti richiedenti che abbiano i requisiti per l’accesso al contributo, per le valutazioni funzionali all’adozione delle misure di graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica nell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto.

Due modi opposti per affrontare lo stesso problema.

A questo proposito saremmo curiosi di sapere come si pensa di affrontare la questione nel Comune di Muggiò.

E’ stata fatta un’inchiesta sulla situazione degli sfratti a Muggiò e in caso affermativo quali sono i risultati?

E’ stata redatta la lista dei “morosi incolpevoli” di Muggiò da trasmettere al Prefetto?

Quanti sono i fondi statali a disposizione dell’Amministrazione Comunale per interventi di sostegno agli inquilini in difficoltà?

Dalle risposte a queste domande si potrà capire che tipo di atteggiamento assumerà la nostra Amministrazione rispetto al “problema casa” che potrebbe assumere aspetti preoccupanti alla luce del “Piano Casa” renziano che prevede la cessione a i privati degli alloggi comunali e ALER, oppure alla luce delle norme del decreto Lupi che prevede la chiusura totale dell’erogazione di acqua potabile (in netto contrasto con le normative internazionali che garantiscono i minimi vitali di circa 40 litri al giorno), luce e gas agli inquilini occupanti, che rischiano anche di vedersi revocata la residenza.

Il PD vara questo tipo di manovre e al contempo si dichiara vicino agli ultimi…siamo forse gli unici a vedere una grossa contraddizione?

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Privatizzare è facile come bere un bicchier d’ACQUA!

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 17 dicembre 2014

Il governo Renzi ha deciso che il referendum del 2011 è carta straccia; basta con i valori dello “scorso secolo” secondo cui la gestione dei beni comuni e dell’acqua debbano essere pubblici, partecipati, su gestione territoriale e senza profitti!

Ben 3 manovre infatti tentano di correggere questo “eccesso di democrazia”:

  • con la “Spending Review” si vogliono razionalizzare tutte le società partecipate dagli enti locali riducendole e demansionando il ruolo della pubblica amministrazione;

  • col decreto “Sblocca Italia” si impone ai Comuni di aggregare le società del servizio idrico in un unico grande soggetto, favorendo i grandi capitali finanziari di A2A, Iren, Hera, Acea;

  • Con la Legge di Stabilità si incentivano le privatizzazioni, in modo da dare liquidità immediata ai Comuni; e sotto traccia viene eliminata dall’art.26 del Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità (votato nei mesi scorsi alla Camera), la norma che imponeva l’installazione di erogatori idrici per garantire il minimo vitale (circa 40 litri al giorno) a tutti i cittadini, anche se caduti nella morosità incolpevole per la perdita del lavoro e la crisi economica

Le conquiste ottenute negli anni scorsi con l’ampio fronte di realtà sociali coinvolte nei comitati vengono cancellate con una sequela di voti in un Parlamento di non eletti.

il mio votoChi si era esposto per la campagna referendaria del 2011 ha oggi il dovere morale tornare a mobilitarsi.

Ci sono Comuni – come Muggiò – che si sono più volte dichiarati sul tema dell’universalità dei diritti legati all’acqua. Da questi Comuni deve partire una nuova e vasta campagna.

Nel 2010 in Consiglio Comunale si votò all’unanimità una mozione che recita tra le altre cose: “l’acqua rappresenta l’esempio più evidente di un bene comune a livello mondiale, un bene comune che non si può rifiutare agli esseri umani ed alle specie viventi, un bene naturale fondamentale che non può essere sostituito da altre sostanze né si può evitare o posticiparne l’uso, non esistendo scelte alternative”.

E 5 anni prima un’altra mozione, per il “Riconoscimento dell’acqua come bene comune e patrimonio dell’umanità”, approvata a maggioranza col solo voto contrario di Zanantoni e alcuni astenuti dalla destra, impegnava l’allora Sindaco Fossati “a garantire la sicurezza dell’accesso all’acqua, nelle quantità e qualità necessarie alla vita, a tutti i membri della comunità locale, in solidarietà con le altre comunità e con le generazioni future pari a 40 litri di acqua al giorno per ogni persona”.

L’acqua doveva essere uno strumento di pace, di sviluppo umano; oggi si toglie queste diritto elementare dell’acqua quale bene comune e patrimonio dell’umanità ai tanti cittadini in difficoltà economiche!

Si può rimanere in silenzio di fronte a tale spregiudicato arretramento, oppure si può partire dalla petizione disponibile su: www.acquabenecomune.org/petizione per iniziare a rilanciare i valori che sono stati condivisi dal popolo referendario del 2011. Noi ci schieriamo con questo fronte progressista, contro la barbarie di chi vuole privatizzare i patrimoni dell’umanità; se ci sono altre persone di buona volontà che vogliono condividere questa battaglia è bene che si attivino ora.

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21 Novembre: la festa dimenticata degli alberi

Posted by PRC Muggiò su martedì 9 dicembre 2014

giornata_alberi_2014_logoNel gennaio 2013 una legge nazionale istituiva la Festa dell’Albero da tenersi ogni 21 novembre.

Non solo. Prevede tuttora che ogni anno si piantino tanti alberelli quanti nuovi neonati sul territorio; inoltre si obbliga le Amministrazioni a pubblicare il censimento arboreo del proprio Comune entro la scadenza del mandato.

L’Amministrazione Zanantoni, lungi dall’essere attenta al benessere ambientale della città, ha sorvolato su ognuno degli obblighi di legge previsti:

  • nessun albero è stato piantato in occasione della giornata nazionale in relazione ai neonati, anzi, oltre al danno la beffa, l’allora Assessore Mazza (Lega Nord) ha dichiarato nel settembre 2013 (testuali parole) di essersi attivato per valutare “la possibilità di poter aumentare gli spazi a verde. Il risultato fu che di spazi adatti non ne abbiamo.” (clicca qui) In sintesi per la Lega Nord a Muggiò non ci sono spazi liberi per nuove piantumazioni (avranno dimenticato l’esistenza del Grugnotorto, del Bosco in Città, dei parchetti, delle sponde del Villoresi…).

  • nessun censimento arboreo è stato depositato, nemmeno dopo che il nostro Consigliere Comunale ha iscritto all’ordine del giorno nel marzo 2014 una interpellanza per richiedere all’allora Sindaco Zanantoni se e quando avesse ottemperato agli obblighi di legge (clicca qui). Ad oggi l’unico censimento risale al 2007-2008 per opera dell’ex Assessore Dossola.

È cambiata Amministrazione ma non sono cambiate le osservazioni:

  • il 21 novembre 2014 è trascorso senza nessuna iniziativa significativa per Muggiò, ci siamo già dimenticati della nuova festa nazionale dell’albero?

  • L’Amministrazione Fiorito ritiene che Muggiò abbia aree pubbliche adatte alla piantumazione? O vuole chiudere gli occhi come la precedente Amministrazione? Quando verranno piantati i nuovi alberi per i neonati nel 2014?

  • Esiste un censimento arboreo o comunque una sua fase d’attuazione per rispettare la legge infranta dalla scorsa Amministrazione?

Queste e altre domande poniamo agli amministratori pubblici, nella speranza che la cura e la salvaguardia dell’ambiente non rimangano slogan elettorali.

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Dopo i primi mesi di amministrazione Fiorito i voti alla maestra li diamo noi (Il Giornale di Monza, martedì 28 ottobre 2014).

Posted by PRC Muggiò su giovedì 30 ottobre 2014

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Giornalino del PRC Muggiò ottobre-novembre 2014

Posted by PRC Muggiò su giovedì 23 ottobre 2014

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