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Posts Tagged ‘gas’

NO TRIV: per la costituzione di un coordinamento locale

Posted by PRC Muggiò su domenica 13 marzo 2016

CopertinaNoTriv

VENERDI 18 MARZO, ORE 21.00 PRESSO SEDE PRC DI VIA BARUSO 3, MUGGIÒ, ASSEMBLEA PUBBLICA PER LA COSTITUZIONE DI UN COORDINAMENTO LOCALE IN VISTA DEL REFERENDUM SULLE TRIVELLAZIONI IN MARE DEL 17 APRILE.

Il 17 aprile siamo chiamati a votare per il referendum per il referendum contro le trivellazioni diventate un considerevole pericolo per l’ambiente italiano anche in seguito all’apertura del governo Renzi verso nuove concessioni. Per la Lombardia siamo all’emergenza ambientale perché grandi opere inutili e dannose, crescita insostenibile di traffico privato su gamma, grandi impianti di combustione, abnorme presenza di impianti di incenerimento, prevalenza di un modello agroindustriale a base chimica, hanno reso la Lombardia uno dei territori più inquinati d’Europa con conseguenze gravissime sulla salute dei cittadini e il consumo di preziosissimo territorio agricolo.

A tutto cio oggi si aggiunge la previsione di un esteso piano di trivellazioni che introduce ulteriori rischi nell’ambiente già martoriato della nostra regione.

  • alterazione dell’equilibrio geologico del territorio
  • compromissione della sicurezza idraulica del suolo
  • gravi rischi di inquinamento della faida acquifera

La Lega di Maroni è complice di questo scempio prodotto da un modello energetico centrato sui combustibili fossili e dalla consegna ai grandi affaristi e alla speculazione di tutto ciò che e proprietà pubblica o bene comune. Per questo non ha partecipato alla richiesta di referendum contro le trivellazioni selvagge avanzata da dieci regioni.

Per gli stessi motivi il governo Renzi punta a boicottare la partecipazione dei cittadini al voto non accorpando la data del referendum e quella delle elezioni amministrative, con uno sperpero di 360 milioni di euro di risorse pubbliche.

La vittoria del si al referendum è importante per :

  • FERMARE LE TRIVELLAZIONI SELVAGGE
  • RESTITUIRE LA SOVRATNITA’ AI CITTADINI E AI TERRITORI
  • UNA POLITICA AMBIENTALE SOSTENIBILE

La Segreteria Regionale Prc/Se Lombardia – link

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Progetto di fusione di AEB GELSIA e ACSM AGAM… dovè la multiutility della Brianza?

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 24 settembre 2014

Grossi movimenti prima delle elezioni del prossimo anno a Seregno… è un tema che dovrebbe riguardare tutto il territorio brianzolo, ma che viene gelosamente custodito all’interno di ristretti circoli di potere.

Rifondazione-Comunisti Italiani chiedono che si apra il dibattito.

 

Mozione avente per oggetto: Rinvio a dopo un ampio dibattito pubblico delle decisioni relative al progetto di fusione di AEB GELSIA e ACSM AGAM

Mozione avente per oggetto: Rinvio a dopo un ampio dibattito pubblico delle decisioni relative al progetto di fusione di AEB GELSIA e ACSM AGAM

 

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APPELLO: Se vuoi la pace, prepara la pace. #paceinsiria

Posted by PRC Muggiò su domenica 1 settembre 2013

GuerraSiria

Il popolo siriano è vittima quotidiana delle peggiori atrocità in una guerra civile che – secondo le Nazioni Unite – ha già fatto centomila morti e milioni di sfollati.
La situazione in Siria è drammatica, ma un intervento militare non servirà a pacificare il Paese. L’ultimo decennio ha mostrato che le guerre alimentano ed esasperano violenza e fondamentalismi di ogni tipo. È sufficiente guardare la Libia, l’Afghanistan, o l’Iraq “pacificato”, dove attentati e vittime civili continuano a essere all’ordine del giorno nell’indifferenza generale.
La guerra causa sempre vittime innocenti: più del 90 per cento civili inermi. Per questi motivi l’Italia ripudia la guerra. E la Costituzione non dice che l’Italia può cedere sovranità per fare guerre ma, anzi, afferma che il nostro Paese pur di assicurare pace e giustizia tra le Nazioni è disposta a «cedere parte della sua sovranità».
Nessuno lavora sulla prevenzione dei conflitti e sul rispetto dei diritti umani, l’unica vera via per costruire la pace. Al contrario, la storia ci insegna che le grandi potenze soffiano sul fuoco per alleanze politiche o interessi economici, anche legati alla vendita di armi, ignorano le violazioni di diritti umani quando queste vengono commesse dai propri alleati.
Sarà il popolo siriano a fare le spese del prossimo intervento militare. Quel popolo ha bisogno della comunità internazionale, ma non dall’alto di un bombardiere: ha bisogno che sia la diplomazia, in tutte le sue facce, a farsi avanti, a costruire un tavolo di proposte con dei mediatori davvero credibili. Ha bisogno che la comunità internazionale smetta di considerare la guerra come opzione possibile: per costruire la pace è necessario praticare i diritti.
Un intervento armato non porterà soluzioni, ma un crescendo di lutti e disastri.
L’Italia si metta a lavorare per costruire nel mondo pace e diritti e si chiami fuori da questa guerra, chiunque decida di farla.

PRIMI FIRMATARI:
Stefano Rodotà
Maurizio Landini
Maso Notarianni
Marcello Guerra
Cecilia Strada
Christian Elia
Fiorella Mannoia
Alessandro Gilioli
Alessandro Robecchi
Massimo Torelli
Guido Viale
Marco Revelli
Frankie HI-NRG MC
Stefano Corradino
Raniero la Valle
Luciana Castellina

 

 

Il 6 maggio Carla Del Ponte diceva: «I gas? Li usano i “ribelli”»

Era il 6 maggio di quest’anno, quando Carla Del Ponte, ex procuratore del Tribunale penale internazionale ed ora membro della commissione Onu sulla violazione dei diritti umani in Siria, rendeva noti in un’intervista a Euronews i risultati della indagine condotta in Siria proprio sull’uso delle armi chimiche. Del Ponte riferiva che i principali sospettati di aver utilizzato il gas “Sarin” erano i cosiddetti ribelli, e non il regime di Damasco. «Stando alle testimonianze che abbiamo raccolto – spiegava Del Ponte nell’intervista – sono state utilizzate armi chimiche, in particolare gas nervino. Dalla nostra indagine emergerebbe che sono state usate dagli oppositori, dai ribelli».
Sorge spontanea la domanda: che fine ha fatto la relazione di quella commissione? 
Obama dormiva o stava lucidando il suo premio nobel per la pace? 
O semplicemente forse non era adatta allo “scopo”…?

L’intervista di Euronews

 

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