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Posts Tagged ‘Gaza’

In piazza per la Palestina

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 24 settembre 2014

Volantino-Palestina

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Obama Bin Laden. Come e perché gli Usa hanno creato l’ISIS

Posted by PRC Muggiò su martedì 2 settembre 2014

RIVOLTIAMONZA

ISIS_flag_madeUSA-300x199La drammatica e apparentemente inarrestabile ascesa dell’Isis ha riportato l’attenzione mediatica sul martoriato Iraq, caduto nel dimenticatoio dopo il ritiro delle truppe americane. I mezzi di informazione sono prodighi di informazioni nel descrivere le atrocità del Califfato, ma reticenti nel raccontare chi siano i suoi membri e quale sia la sua origine. Lo Stato Islamico di Iraq e Siria (questo il nome completo) non è una forza apparsa improvvisamente dal nulla, ma il figlio diretto delle politiche dell’imperialismo americano in Medio Oriente che ha le sue radici nel conflitto siriano e nel caos dell’Iraq post-Saddam. Per capire meglio qual è il ruolo dell’Isis è necessario fare una breve analisi sulla strategia americana nel mondo arabo negli ultimi 30 anni.

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Dall’Ucraina alla Palestina la Resistenza continua!

Posted by PRC Muggiò su sabato 19 luglio 2014

Domenica 20 luglio dalle ore 9.00 in Piazza Garibaldi a sostegno della Resistenza ucraina e palestinese.

palestinaucraina-Pagina001

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Dalla parte dei mondi offesi. Restiamo umani

Posted by PRC Muggiò su lunedì 25 aprile 2011

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Bruno Steri commemora Vittorio Arrigoni

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Portare Israele davanti alla Corte penale internazione

Posted by PRC Muggiò su venerdì 23 gennaio 2009

Alla violenza deve rispondere la giustizia

Alla violenza deve rispondere la giustizia

Dopo la devastazione di Gaza da parte del governo Israeliano è giunto il momento di portare il suo governo davanti alla Corte Penale Internazionale; alla violenza deve rispondere la giustizia. Di seguito un intervento illuminante di Gerard Kaufman alla Camera dei Comuni inglese.

P.S.: chi vuole sentire le parole del deputato deve attivare la visione del video presente a questo link)

tradotto in italiano:
Gerald Kaufman
, deputato laburista. 15 gennaio 2009.
Sono stato cresciuto come un ebreo ortodosso e un sionista. Su una mensola in cucina c’era una scatola di latta per il
Fondo nazionale ebraico, dentro la quale mettevamo le monete per aiutare i pionieri a costruire una presenza ebraica in Palestina.

Sono andato la prima volta in Israele nel 1961 e v i sono stato innumerevoli volte. Ho avuto familiari in Israele e ho amici in Israele. Uno di essi ha combattuto nelle guerre del 1956, 1967 e 1973 ed è stato ferito in due di esse. Il distintivo che indosso viene da una decorazione sul campo a lui insignita, che mi ha regalato.

Ho conosciuto la maggior parte dei primi ministri di Israele, a partire dal Primo ministro fondatore David Ben-Gurion. Golda Meir era mia amica, così come lo è stato Yigal Allon, vice primo ministro, che, da generale, conquistò il Negev per Israele nella guerra del 1948 per l’indipendenza.

I miei genitori vennero in Gran Bretagna come rifugiati provenienti dalla Polonia. La maggior parte dei loro familiari sono stati in seguito uccisi dai nazisti nell’olocausto. Mia nonna era a letto malata, quando i nazisti giunsero alla sua città natale, Staszow. Un soldato tedesco la uccise sparandole nel suo letto.

Mia nonna non è morta per fornire la copertura ai soldati israeliani che ammazzano le nonne palestinesi a Gaza. L’attuale governo israeliano sfrutta spietatamente e cinicamente il continuo senso di colpa tra i gentili per la strage degli ebrei nell’olocausto per giustificare la sua uccisione di palestinesi. L’implicazione è che la vita degli ebrei sia preziosa, ma la vita dei palestinesi non conti.

Su Sky News pochi giorni fa, al portavoce dell’esercito israeliano, il Maggiore Leibovich, è stato chiesto in merito all’uccisione da parte israeliana di, in quel momento, 800 palestinesi (il totale è ora di 1000). Ha risposto all’istante che «500 di questi erano militanti».

Questa era la risposta di un nazista. Suppongo che gli ebrei che lottavano per la loro vita nel ghetto di Varsavia avrebbero potuto essere denigrati in quanto militanti.

Il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, afferma che il suo governo non avrà rapporti con Hamas, perché sono terroristi. Il padre di Tzipi Livni era Eitan Livni, il capo delle operazioni dell’organizzazione terroristica Irgun Zvai Leumi, che ha organizzato l’attentato esplosivo dell’Hotel King David di Gerusalemme, in cui perirono 91 vittime, di cui quattro ebrei.

Israele è stato partorito dal terrorismo ebraico. Terroristi ebraici impiccarono due sergenti britannici e fecero esplodere i loro cadaveri. Irgun, insieme con la banda terrorista Stern, nel 1948 massacrò 254 palestinesi nel villaggio di Deir Yassin. Oggi, gli attuale governanti israeliani indicano che sarebbero disposti, in circostanze per loro accettabili, a negoziare con il presidente palestinese Abbas, di al-Fatah. È troppo tardi per farlo. Essi avrebbero potuto negoziare con il precedente leader di al-Fatah, Yasser Arafat, che era un mio amico. Invece, lo assediarono in un bunker a Ramallah, dove lo visitai. A causa dei fallimenti di al-Fatah, a partire dalla morte di Arafat, Hamas ha vinto le elezioni palestinesi nel 2006. Hamas è una organizzazione sgradevolissima, ma è stata democraticamente eletta, ed è quel che passa il convento. Il boicottaggio di Hamas, anche da parte del nostro governo, è stato un errore colpevole, dal quale sono derivate terribili conseguenze.

Il grande ministro degli Esteri israeliano Abba Eban, con il quale ho fatto campagna per la pace da molte tribune, ha dichiarato: «Fate la pace se parlate con i vostri nemici.»

Per quanti palestinesi gli israeliani possano uccidere a Gaza, non possono risolvere questo problema esistenziale con mezzi militari. Quando e qualora i combattimenti finissero, ci sarebbero ancora un milione e mezzo di palestinesi a Gaza e altri due milioni e mezzo in Cisgiordania. Essi sono trattati alla stregua di immondizia da parte degli israeliani, con centinaia di blocchi stradali e con gli orrendi abitatori degli insediamenti ebraici illegali che li molestano. Verrà il momento, non molto lontano da ora, in cui supereranno la popolazione ebraica in Israele.

È giunto il momento per il nostro governo di render chiaro al governo israeliano che la sua condotta e la sua politica sono inaccettabili, e di imporre un divieto totale di esportare armi a Israele. È l’ora della pace, ma la pace vera, non la soluzione attraverso il soggiogamento che è il vero obiettivo degli israeliani, ma che è impossibile per loro da raggiungere. Essi non sono semplicemente dei criminali di guerra, sono stupidi.

Gerald Kaufman (Manchester, Gorton, Labour) | Hansard source

I was brought up as an orthodox Jew and a Zionist. On a shelf in our kitchen, there was a tin box for the Jewish National Fund, into which we put coins to help the pioneers building a Jewish presence in Palestine.

I first went to Israel in 1961 and I have been there since more times than I can count. I had family in Israel and have friends in Israel. One of them fought in the wars of 1956, 1967 and 1973 and was wounded in two of them. The tie clip that I am wearing is made from a campaign decoration awarded to him, which he presented to me.

I have known most of the Prime Ministers of Israel, starting with the founding Prime Minister David Ben-Gurion. Golda Meir was my friend, as was Yigal Allon, Deputy Prime Minister, who, as a general, won the Negev for Israel in the 1948 war of independence.

My parents came to Britain as refugees from Poland. Most of their families were subsequently murdered by the Nazis in the holocaust. My grandmother was ill in bed when the Nazis came to her home town of Staszow. A German soldier shot her dead in her bed.

My grandmother did not die to provide cover for Israeli soldiers murdering Palestinian grandmothers in Gaza. The current Israeli Government ruthlessly and cynically exploit the continuing guilt among gentiles over the slaughter of Jews in the holocaust as justification for their murder of Palestinians. The implication is that Jewish lives are precious, but the lives of Palestinians do not count.

On Sky News a few days ago, the spokeswoman for the Israeli army, Major Leibovich, was asked about the Israeli killing of, at that time, 800 Palestinians—the total is now 1,000. She replied instantly that

“500 of them were militants.”

That was the reply of a Nazi. I suppose that the Jews fighting for their lives in the Warsaw ghetto could have been dismissed as militants.

The Israeli Foreign Minister Tzipi Livni asserts that her Government will have no dealings with Hamas, because they are terrorists. Tzipi Livni’s father was Eitan Livni, chief operations officer of the terrorist Irgun Zvai Leumi, who organised the blowing-up of the King David hotel in Jerusalem, in which 91 victims were killed, including four Jews.

Israel was born out of Jewish terrorism. Jewish terrorists hanged two British sergeants and booby-trapped their corpses. Irgun, together with the terrorist Stern gang, massacred 254 Palestinians in 1948 in the village of Deir Yassin. Today, the current Israeli Government indicate that they would be willing, in circumstances acceptable to them, to negotiate with the Palestinian President Abbas of Fatah. It is too late for that. They could have negotiated with Fatah’s previous leader, Yasser Arafat, who was a friend of mine. Instead, they besieged him in a bunker in Ramallah, where I visited him. Because of the failings of Fatah since Arafat’s death, Hamas won the Palestinian election in 2006. Hamas is a deeply nasty organisation, but it was democratically elected, and it is the only game in town. The boycotting of Hamas, including by our Government, has been a culpable error, from which dreadful consequences have followed.

The great Israeli Foreign Minister Abba Eban, with whom I campaigned for peace on many platforms, said:

“You make peace by talking to your enemies.”

However many Palestinians the Israelis murder in Gaza, they cannot solve this existential problem by military means. Whenever and however the fighting ends, there will still be 1.5 million Palestinians in Gaza and 2.5 million more on the west bank. They are treated like dirt by the Israelis, with hundreds of road blocks and with the ghastly denizens of the illegal Jewish settlements harassing them as well. The time will come, not so long from now, when they will outnumber the Jewish population in Israel.

It is time for our Government to make clear to the Israeli Government that their conduct and policies are unacceptable, and to impose a total arms ban on Israel. It is time for peace, but real peace, not the solution by conquest which is the Israelis’ real goal but which it is impossible for them to achieve. They are not simply war criminals; they are fools.

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