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Posts Tagged ‘Giovani Comunisti’

Lavorare meno, lavorare tutti!

Posted by PRC Muggiò su martedì 3 maggio 2016

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Conclusa la Conferenza nazionale dei Giovani Comunisti

Posted by PRC Muggiò su martedì 27 ottobre 2015

conferenza-400x267Documento finale della V Conferenza nazionale delle/dei Giovani Comuniste/i

La nostra generazione è figlia degli ultimi trent’anni di politiche neoliberiste che hanno distrutto un senso di appartenenza collettiva, eliminando qualsiasi prospettiva di alternativa o senso critico che non fosse conforme al sistema economico dominante. Individualismo, atomizzazione ed isolamento sono la costante della vita di ogni ragazzo e ragazza nata tra la fine degli anni Ottanta e il nuovo millennio. Essere giovani comunisti/e oggi, ribellarsi a quello che sembra essere lo stato naturale delle cose, non è semplice e rappresenta in questo periodo di crisi, non soltanto economica ma anche e soprattutto democratica, sociale e valoriale un atto di coraggio.

Tuttavia il mero ribellismo o la “buona volontà” non ci basta per affrontare un nemico così invasivo e dinamico come il capitalismo. Come giovani comunisti/e abbiamo il dovere di riaffermare la nostra alternatività al sistema capitalistico e l’esigenza di una analisi che ci permetta di costruire il socialismo del ventunesimo secolo. Un’analisi che tuttavia non sia solamente di tipo storico-culturale, ma che sia in grado di fornire alla nostra generazione degli strumenti teorici e pratici per la costruzione di un’umanità liberata. In questo senso la giovanile si impegna a costruire momenti di formazione nazionale e territoriale che possano essere di stimolo anche per la creazione di momenti conflittuali. Riteniamo che la nostra organizzazione si debba confrontare, relazionare e creare rete, non solo con tutti i soggetti politici, sociali e sindacali che condividono con noi il terreno di azione e di analisi, ma anche con tutti i singoli individui che la crisi e le politiche liberiste hanno isolato all’interno della società. Contrastiamo l’idea di una società frammentata attraverso la costruzione di una organizzazione collettiva per rovesciare i rapporti di forza sfavorevoli che impediscono oggi di costruire l’alternativa a livello nazionale, europeo e globale. È necessario superare definitivamente le politiche d’austerità e il ricatto del debito per immaginare un presente e un futuro diversi, con diritti e dignità per tutti. Il punto di partenza sta nella constatazione del fatto che il Governo Renzi, in piena continuità con i due governi precedenti, con il suo falso riformismo sta provocando il drammatico aumento delle disuguaglianze nel nostro paese, restringendo al contempo gli spazi di democrazia e partecipazione.

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Gli studenti scendono in piazza!

Posted by PRC Muggiò su martedì 7 ottobre 2014

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SCACCO ALLA ‘NDRANGHETA: presentazione libro

Posted by PRC Muggiò su lunedì 30 giugno 2014

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RifondaFEST: festa di fine campagna elettorale [18/05/2014, Muggiò]

Posted by PRC Muggiò su domenica 11 maggio 2014

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Iniziativa di formazione e discussione: “Manifesto del Partito Comunista”

Posted by PRC Muggiò su lunedì 3 marzo 2014

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IL NOSTRO FUTURO – RIFLESSIONE A CURA DEI GC BRIANZOLI

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 20 marzo 2013

Le recenti elezioni regionali e nazionali deludono gli sforzi che il nostro Partito, pur in condizioni difficili, ha messo in campo con generosità. Il risultato elettorale si qualifica come una bocciatura senza appello. Il Partito risulta dunque “non pervenuto” nell’ambito della rappresentanza parlamentare.

1. Noi comunisti e il Parlamento

Il non superamento della soglia di sbarramento da parte della lista Rivoluzione Civile genera un contraccolpo psicologico assai duro per molti compagni. Nonostante ciò interroghiamoci: la reale cifra del nostro insuccesso politico è realmente rappresentato dalla distanza che intercorre tra il 2,2% conseguito e il tanto agognato 4%?

Il sentimento comune che si è progressivamente rafforzato farebbe propendere per un “si” deciso.

Vi è infatti chi, all’indomani del fallimento elettorale, pone in discussione, apertamente o in maniera più velata, la ragione ad esistere di un Partito Comunista in Italia. Ciò a fronte della sua, ormai pluriennale, incapacità a far eleggere rappresentanti.

Ivi sta per noi l’errore: la rappresentanza parlamentare non può e non deve essere l’obiettivo “finale” del nostro agire. I comunisti, in tutto il mondo, non si pongono l’obiettivo di eleggere deputati e senatori. Al contrario si pongono l’obiettivo del superamento della società capitalista e la presa del potere da parte della classe lavoratrice attraverso un laborioso processo di organizzazione della stessa. Pertanto il Parlamento si qualifica come strumento, in alcune fasi utile, ma mai indispensabile per il proseguire dell’attività politica. Per noi comunisti in Italia non può essere diversamente.

Tale considerazione è utile a sgomberare il campo dalle congetture di opportunisti che, lontani dalla prospettiva della carriera istituzionale, con profondo senso di smarrimento personale, gettano scompiglio tra le nostre fila. A costoro, che talvolta vanno cercando nuovi approdi, desideriamo dire che le nostre sezioni hanno bisogno come il pane di nuovi militanti per distribuire volantini e fare attività politica sui territori.

La nostra ragione di esistere, organizzarci e lottare è invece profondamente interconnessa alla natura stessa del capitalismo e alla sua incapacità ineluttabile di rispondere alle esigenze dei lavoratori: per questo motivo non verranno mai a mancare, finchè non cambieremo regime economico e sociale, i motivi per proseguire nei nostri intenti.

2. Le nostre debolezze

Se non verranno a mancare le motivazioni genetiche del nostro esistere, altrettanto non verranno a mancare le opportunità per raccogliere consenso, il quale si rifletterà, se lavoreremo bene, nelle elezioni a venire, con buona pace di quanti comunque ad ora ne sono particolarmente sensibili.
Perchè ciò accada è però necessario concentrare le nostre energie in tre direzioni:

a) Studiare la realtà economica e sociale che sta intorno a noi e capire in quali condizioni e con quali bisogni di cambiamento vive il salariato del ventunesimo secolo in Italia. E su tali esigenze basare l’elaborazione del nostro agire politico per un’uscita progressiva dal capitalismo. Per far ciò si rivela indispensabile una rinnovata formazione teorica del nostro corpo militante e un rinnovato processo di indagine. Il fatto stesso che il nostro Partito non abbia previsto minimamente le tendenze di opinione del corpo votante rivela la debolezza sia nelle chiavi di lettura sia nei rapporti con le masse. Altro elemento a riprova delle tesi sopra esposte è l’assenza di un programma ben definito del nostro Partito che possa essere, nei tratti fondamentali, facilmente comunicato ai lavoratori con cui ci interfacciamo; quest’ultima non è solo una debolezza comunicativa, altresì è indice di disattenzione all’elaborazione teorico-strategica.

b) Valorizzare la nostra comunità politica massimizzando l’efficienza e l’efficacia del suo agire nei territori. Perchè gli attivisti siano messi però nelle condizioni di lavorare con profitto serve una linea politica chiara che non sia schiava di volatili tatticismi, il cui solo fine sia rimettere piedi in Parlamento. Di qui l’esigenza del programma. Altrimenti, privi di una nostra agenda politica, non potremo che alimentare il codismo a movimenti che, dall’essere egemonizzati, finiranno per egemonizzarci, costringendoci a visioni parziali e spesso distorte, allontanandoci dai nostri obiettivi.

c) Superare le divisioni correntizie che troppo spesso hanno paralizzato l’attività politica, finendo per fungere da comitati di spartizione cencelliana degli organismi dirigenti, dopo aver perso la funzione di propulsori di un vivace dibattito interno. Gli organi collegiali devono riprendere il ruolo di spazio di riflessione ed elaborazione collettiva: per troppo tempo si sono trasformati in ratificatori di decisioni, sfortunatamente fallimentari, calate dall’alto.

3. Tattiche elettorali

La differenza tra essere comunisti ed essere settari può riscontrarsi sul piano delle alleanze. Di per sè non vi è nulla di sbagliato nel cercare sinergie con soggetti che, al par nostro, mettano in discussione il sistema capitalista. Cosa ben diversa è diventare organici a liste o aggregazioni che non si pongano l’obiettivo di superare il capitalismo stesso o che non pongano il tema del lavoro al centro del dibattito. Peraltro alleanze o accordi con settori “illuminati” della borghesia non possono che apparire sensati se non di fronte alla certezza di poter ottenere avanzamenti importanti per lavoratori e studenti: chiediamo quando ciò sia accaduto negli ultimi vent’anni.

4. Il futuro può essere nostro

A fronte pertanto dello scoramento generale vogliamo rassicurare i compagni e le compagne sul fatto che “nulla è perduto”. La nostra battaglia non si esaurisce all’interno del nostro cortile, ma coinvolge milioni e milioni di lavoratori che ogni giorno, in tutto il mondo, come noi, vincono e perdono battaglie, ma mai si arrendono.

I comunisti hanno affrontato momenti ben peggiori, stretti nella caccia all’uomo durante il ventennio fascista in Italia, così come in altre epoche e altri luoghi. Sapremo uscire da questo periodo di empasse e dare il nostro contributo alla causa della classe lavoratrice, non italiana, ma di tutto il mondo.

Peraltro l’acuirsi delle contraddizioni capitalistiche durante la crisi e la manifesta mobilità nell’opinione degli elettori disegnano un teatro in cui da subito si intravvede agibilità politica.

Buon lavoro compagni, si riparte!

I Giovani Comunisti di Monza e Brianza

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BLACK DAWNS – La storia non è finita!

Posted by PRC Muggiò su martedì 2 ottobre 2012

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Brindisi, una strage da non dimenticare.

Posted by PRC Muggiò su lunedì 28 maggio 2012

Brindisi, 19 Maggio 2012.

Come prassi quotidiana arriva un autobus da Mesagne, ferma nei pressi dell’Istituto Falcone Morvillo. Le studentesse scese dal mezzo ignorano totalmente che da lì a poco saranno catapultate tragicamente nelle cronache.
Fin dalle prime ore è iniziato un susseguirsi incessante e disordinato di notizie, smentite e ipotesi.
Sarebbero state tre bombole di gpl fatte deflagrare da remoto ad aver causato il forte scoppio che ha coinvolto svariate studentesse, tra cui la deceduta Melissa Bassi.
In un primo momento l’ipotesi di un attacco terroristico-mafioso si è delineata come la più probabile a causa di inusuali coincidenze: la scuola, particolarmente attiva nell’antimafia, dedicata al magistrato Falcone e la moglie Francesca Morvillo, l’imminente arrivo in città della Carovana della Legalità, il ventesimo anniversario della strage di Capaci alle porte. Di lì a poco si è abbandonata la pista mafiosa e si è imputata la strage all’azione di un folle, non coinvolto in organizzazioni di stampo criminale e mafioso.
Con il susseguirsi delle indagini, ogni ipotesi precedente è stata scartata e gli inquirenti brancolano letteralmente nel buio.
A prescindere dal reale esecutore, la strage è un messaggio forte e chiaro che deve necessariamente essere contrastato dalla società civile, dal mondo del lavoro e, ultimo ma non per importanza, dal mondo della scuola. Colpire la scuola e i simboli di un Paese che vuole cambiare è un atto intimidatorio, di becero opportunismo e vigliaccheria inaudita.
All’intimidazione deve necessariamente corrispondere una reazione contraria, un rifiuto netto della violenza e della mentalità mafiosa, in nome di un bene comune e di una giustizia sociale che sono incessantemente sotto l’attacco dei poteri forti coadiuvati da governi di tecnici.
Oggi più che mai è di fondamentale importanza lanciare un segnale forte, amplificando la voce di coloro i quali non accettano più di sottostare a logiche oppressive e terroristiche.
La reazione è giunta immediatamente, la mobilitazione è stata corale.

Noi eravamo presenti in forze la domenica successiva all’attacco dinanzi al comune di Muggiò. Anche qui in città, nonostante la pioggia incessante, è stato organizzato un presidio per portare sostegno a chi nell’attacco ha perso la vita e per esprimere a gran voce, ancora una volta, la voglia di cambiamento, di legalità, di alternativa. Una voce che spesso viene screditata dai poteri forti, dallo scarso sostegno di alcune istituzioni, dall’apatia dei giovani e meno giovani, che però non manca mai di farsi sentire e di ergersi a sostegno di un cambiamento, di un’alternativa al puzzo del compromesso morale e al decadimento della società.

Il nostro impegno non si è fermato al presidio della domenica, ma è continuato Mercoledì 23 a sostegno dell’iniziativa “Un fiore contro le mafie”, promossa da Libera Monza Brianza con il supporto di CGIL CISL UIL nei pressi del Tribunale di Monza. Ci è stata offerta l’occasione di portare la nostra esperienza e di far sentire nostra voce in presenza delle istituzioni, rappresentante dal Procuratore della Repubblica Carnevali, dalla Presidente del Tribunale di Monza Di Oreste, dal sindaco Scanagatti e dall’assessore all’istruzione della provincia Colombo. Rimarcare il messaggio di legalità e di antimafia sociale che quotidianamente è nostro appannaggio, si è rivelato quanto più necessario in concomitanza dell’anniversario della strage di Capaci e dell’attentato di Brindisi.

Noi giovani comunisti abbiamo voluto esserci, abbiamo voluto e vogliamo lanciare un segnale di speranza, di cambiamento, che sia effettivo e non effimero.
Noi giovani comunisti abbiamo voluto esserci e vogliamo esserci perché siamo coscienti che il futuro passa dalle nostre mani.
Noi giovani comunisti abbiamo voluto esserci perché senza legalità e giustizia sociale, il futuro non ha ragion d’essere.

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I Giovani Comunisti alla Commissione Europa e Nord America della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica

Posted by PRC Muggiò su martedì 6 marzo 2012

ImmagineIl 25 e 26 febbraio si è tenuta a Londra la prima riunione della Commissione Europa e Nord America (CENA) dopo la 18^ Assemblea Generale della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (WFDY) tenuta lo scorso Novembre a Lisbona.
È stato senza dubbio un momento di grande importanza per le organizzazioni giovanili comuniste occidentali, impegnate nelle lotte contro le misure di austerità e i tagli alla spesa pubblica attuati dai Governi di tutta Europa e bisognose di scambiarsi i punti di vista sull’analisi della fase e sulle proposte politiche.
Nel corso dell’incontro si è ribadita la necessità di un rilancio del WFDY in Europa e Nord America e la Gioventù Comunista Portoghese, nuovo presidente del CENA, è stata incaricata di sviluppare proposte concrete d’iniziativa comune da condividere tra tutte le organizzazioni.
Per parte nostra abbiamo esposto schematicamente la nostra linea programmatica per i prossimi mesi, rilanciando l’idea di una gioventù comunista punto di riferimento per tutti i giovani della sinistra anticapitalista.
A livello internazionale i GC sono impegnati a stretto contatto tanto con tutte le giovanili comuniste del mondo quanto con le altre organizzazioni generazionali di movimento con cui abbiamo costruito la prossima Assemblea dell’ENDYL del 1 e 4 marzo.

Di seguito l’intervento dei GC a Londra:

Cari compagni,

sono felice di portavi il saluto dei Giovani Comunisti, l’organizzazione giovanile del Partito della Rifondazione Comunista.

Noi tutti sappiamo che è un momento difficile per i giovani nordamericani ed europei, e, per quanto ci riguarda, la nostra generazione si trova sempre più in difficoltà anche in Italia.

La crisi agitata dai gruppi finanziari occidentali sta spingendo le élite politiche a creare convergenze tra i maggiori partiti per attuare una definitiva riforma liberista del sistema: attaccano i diritti del lavoro, l’occupazione, lo stato sociale, i beni comuni. Il tutto, come se non bastasse, accompagnato da un’odiosa riscrittura revisionista della Storia, da una pesante campagna anticomunista e dalla legittimazione della destra sciovinista, reazionaria e xenofoba.

Per i giovani tutto ciò significa precarietà, disoccupazione, difficoltà d’accesso all’istruzione superiore e, come spesso accade nel nostro Mezzogiorno, l’arruolamento militare.

L’attuazione da parte dell’antidemocratico Governo Monti, espressione diretta del Gruppo Bilderberg, delle direttive europee sul lavoro e sull’istruzione, sostenute dalla destra populista e dal centro-sinistra liberaldemocratico, significa lo smantellamento di diritti conquistati col sangue e con la lotta e la totale subalternità del nostro Paese alle scelte della Troika (UE, BCE, FMI).

Con le misure d’austerità l’Italia si è condannata da sola alla recessione, e ciò sta trascinando centinaia di migliaia di giovani nella disperazione e nell’individualismo. In questo contesto si insinua l’opera militante dei Giovani Comunisti: lavoro, istruzione, antifascismo e pace sono tra i temi che abbiamo recentemente rilanciato con delle massicce campagne nazionali.

Il lavoro, contro Governo e organizzazioni padronali che ce lo vogliono togliere, e nelle lotte per i diritti del lavoro. Contro la flessibilità in entrata e in uscita (un esempio di linguaggio ipocrita borghese) e per il diritto al posto fisso e alla pensione. Contro la contrattazione individuale e arbitraria, e per la tutela del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

L’istruzione, contro il Processo di Bologna che la vuole privatizzare, e a fianco dei movimenti studenteschi per la scuola e l’università pubbliche e gratuite. Contro l’aziendalizzazione dell’istruzione, e per un rilancio del ruolo educativo e formativo dei saperi. Contro le leggi che stanno smantellando il ruolo sociale dei ricercatori, e per l’implementazione dei fondi pubblici per la ricerca.

L’antifascismo, contro le leggi di revisionismo storico che sdoganano organizzazioni nazi-fasciste, e nelle reti di quartiere e dei comitati contro il razzismo e la violenza. Contro chi sfrutta il malcontento popolare e il disagio delle classi lavoratrici per fomentare nuclei di rivoluzionari conservatori, e per il rafforzamento della solidarietà popolare e l’attuazione della nostra Costituzione progressiva. Contro la militarizzazione poliziesca delle città e dei territori, e per la salvaguardia delle lotte popolari e delle organizzazioni dei lavoratori.

La pace, contro gli interessi dell’imperialismo occidentale che continuano a promuovere le guerre cosiddette umanitarie, e in testa ai movimenti contro la guerra. Contro gli interventi militari della Nato (di cui l’Italia ospita importanti basi aeree e navali), e per una politica internazionale di pace e tutela della sovranità dei popoli. Contro la propaganda dell’esportazione della democrazia borghese, e a fianco dei popoli che lottano per la costruzione del socialismo, come il popolo di Cuba, o per l’indipendenza e l’autodeterminazione, come i popoli Palestinese e Sahrawi.

Bene compagni, queste lotte non le vogliamo solo combattere, ma anche vincere. È per questo che la nostra organizzazione è impegnata in un’opera contestuale di radicamento dei conflitti e di catalizzazione dei movimenti: come gioventù comunista sentiamo il dovere di unire i movimenti anticapitalisti e di costruire un ampio fronte giovanile rivoluzionario e di sinistra. Coscienza di classe e chiarezza ideologica per fronteggiare le politiche liberiste e l’avanzata della destra.

A tal proposito ricordiamo le celebri parole dell’indimenticato compagno Antonio Gramsci, fondatore e capo del Partito Comunista d’Italia, ucciso dalla repressione fascista:

“Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.”

 

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