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Posts Tagged ‘governo’

[26\03] Salta in bici per manifestare contro i tagli ai bus!

Posted by PRC Muggiò su sabato 18 marzo 2017

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NO TRIV: per la costituzione di un coordinamento locale

Posted by PRC Muggiò su domenica 13 marzo 2016

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VENERDI 18 MARZO, ORE 21.00 PRESSO SEDE PRC DI VIA BARUSO 3, MUGGIÒ, ASSEMBLEA PUBBLICA PER LA COSTITUZIONE DI UN COORDINAMENTO LOCALE IN VISTA DEL REFERENDUM SULLE TRIVELLAZIONI IN MARE DEL 17 APRILE.

Il 17 aprile siamo chiamati a votare per il referendum per il referendum contro le trivellazioni diventate un considerevole pericolo per l’ambiente italiano anche in seguito all’apertura del governo Renzi verso nuove concessioni. Per la Lombardia siamo all’emergenza ambientale perché grandi opere inutili e dannose, crescita insostenibile di traffico privato su gamma, grandi impianti di combustione, abnorme presenza di impianti di incenerimento, prevalenza di un modello agroindustriale a base chimica, hanno reso la Lombardia uno dei territori più inquinati d’Europa con conseguenze gravissime sulla salute dei cittadini e il consumo di preziosissimo territorio agricolo.

A tutto cio oggi si aggiunge la previsione di un esteso piano di trivellazioni che introduce ulteriori rischi nell’ambiente già martoriato della nostra regione.

  • alterazione dell’equilibrio geologico del territorio
  • compromissione della sicurezza idraulica del suolo
  • gravi rischi di inquinamento della faida acquifera

La Lega di Maroni è complice di questo scempio prodotto da un modello energetico centrato sui combustibili fossili e dalla consegna ai grandi affaristi e alla speculazione di tutto ciò che e proprietà pubblica o bene comune. Per questo non ha partecipato alla richiesta di referendum contro le trivellazioni selvagge avanzata da dieci regioni.

Per gli stessi motivi il governo Renzi punta a boicottare la partecipazione dei cittadini al voto non accorpando la data del referendum e quella delle elezioni amministrative, con uno sperpero di 360 milioni di euro di risorse pubbliche.

La vittoria del si al referendum è importante per :

  • FERMARE LE TRIVELLAZIONI SELVAGGE
  • RESTITUIRE LA SOVRATNITA’ AI CITTADINI E AI TERRITORI
  • UNA POLITICA AMBIENTALE SOSTENIBILE

La Segreteria Regionale Prc/Se Lombardia – link

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NO alla modifica costituzionale!

Posted by PRC Muggiò su venerdì 19 febbraio 2016

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Acqua pubblica: passo dopo passo si torna indietro

Posted by PRC Muggiò su lunedì 21 settembre 2015

Approvata la Riforma della Pubblica Amministrazione: un ennesimo attacco del Governo ai referendum e alla volontà popolare

Passo dopo passo, si torna indietro

Ieri mattina il Senato ha licenziato in via definitiva la cosiddetta Riforma della Pubblica Amministrazione.
Nel corso dell’esame parlamentare questo disegno di legge si è trasformato in un ennesimo provvedimento omnibus con cui il Governo si arroga una serie di deleghe in bianco.

Come Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua c’interessa denunciare il fatto che con tale provvedimento il Governo avrà il potere di ridefinire la disciplina in materia di servizi pubblici locali con indicazioni esplicite volte al rilancio dei processi di privatizzazione.

Infatti, dietro la propaganda della razionalizzazione delle aziende partecipate dagli Enti Locali si cela un preoccupante disegno per l’aggiramento della volontà popolare espressa a giugno 2011 attraverso i referendum.
Diverse norme puntano a limitare drasticamente la possibilità di gestione pubblica, incentivano i processi di aggregazione, favoriscono attraverso premialità economiche la perdita del controllo pubblico dei soggetti gestori. Inoltre, si arriva addirittura a prevedere un sistema sanzionatorio per la mancata attuazione della cosiddetta razionalizzazione delle partecipate, basato sulla riduzione dei trasferimenti dello Stato alle amministrazioni inadempienti.
Non si obbliga più alla privatizzazione come fece il Governo Berlusconi nel 2009, ma si favoriscono processi che puntano ad raggiungere il medesimo obiettivo attraverso incentivi e premi o ritorsioni e rappresaglie.

In sostanza, si deve privatizzare o con le buone o con le cattive.

Dichiariamo da subito che nei prossimi mesi rilanceremo con forza la mobilitazione per far attuare l’esito referendario e ribadiamo che un’altra strada è praticabile, come dimostra l’esperienza di Napoli in cui il servizio idrico è stato ripubblicizzato e quella di Reggio Emilia dove assolutamente deve riprendere il percorso anch’esso volto ad una gestione pubblica.

Roma, 5 Agosto 2015.

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Ladri di atomi

Posted by PRC Muggiò su lunedì 21 settembre 2015

da rivoltiamonza.wordpress.com

homerIn una puntata dei Simpson il signor Burns – il vecchio e arcigno miliardario, titolare della centrale nucleare di Springfield – ricorda con nostalgia la sua infanzia, passata nella “fabbrica degli atomi” del padre nella quale gli operai martellano instancabilmente le incudini per “rompere e separare gli atomi”. Il padre di Burns, sospettoso, fruga nelle tasche di un povero operaio e – armato di lente di ingrandimento – inorridisce nel vedere la tasca piena di atomi! L’operaio sarà licenziato in tronco per il furto dei preziosi atomi prodotti.

È facile per chi si trova in posizione di potere trovare problemi dove non ci sono, esasperando la realtà e distorcendola.

La chiusura di 3 ore del Colosseo e altri siti romani degli scorsi giorni per assemblea sindacale regolarmente indetta e autorizzata (art. 20 dello Statuto dei Lavoratori) è servita a creare l’ennesimo affondo al mondo del sindacato e dei lavoratori: quante tasche di lazzaroni piene di atomi!

Ma come possono 3 ore fare così tanta notizia? Un’assemblea sindacale non la si chiede il giorno stesso, l’azienda è preallertata con largo anticipo. Eppure qualcuno ai piani alti ha voluto mettere i bastoni tra le ruote e dare un preavviso estremamente scarso – se non nullo – ai visitatori contravvenendo ai propri doveri. Chi ne dovrà rispondere, i lavoratori o il datore di lavoro?

Renzi è riuscito a fomentare il mal di pancia popolare contro i “cattivi” lavoratori, nessun interesse in realtà per la figuraccia che a suo parere avrebbe fatto l’Italia – nonostante le chiusure per assemblee sindacali di musei nazionali siano all’ordine del giorno in tutte le capitali europee…

“Dobbiamo avere più attenzione verso chi vuole bene all’Italia” dichiara alla stampa. Capito lavoratori romani? Voi sovversivi, anarchici rivoluzionari che fomentate l’odio verso il paese.

Giù le mani dagli atomi, non ve li meritate!

Ci sono i buoni da una parte, quelli che “vogliono bene all’Italia”, che fanno volontariato a EXPO, che non si lamentano e non si iscrivono ai sindacati.

Alla bontà dei volontari si appella anche l’ex sopraintendente archeologico di Roma, per garantire l’apertura del Colosseo.

E ci sono i cattivi, i sindacati, i gufi, quelli da combattere: “non lasceremo la cultura ostaggio di quei sindacalisti contro l’Italia” (Renzi), quelli che vogliono essere pagati per il lavoro che fanno, quelli che esigono di vedersi riconosciuti gli straordinari, quelli che vogliono usufruire dei loro diritti, quelli del Colosseo insomma.

I cattivi che fanno vertenza nazionale e chiedono un piano organizzativo di assunzioni e di regole.

Chi è il vero ostaggio, la cultura nelle mani dei sindacati o i lavoratori, con le mani legate e la bocca imbavagliata dal Governo?

Eliminare i cattivi per tornare a crescere, ecco la soluzione: basta furti di atomi.

Seguiamo il consiglio del CODACONS, facciamo intervenire l’esercito per riaprire il Colosseo!

Ma non basta eliminare i cattivi, occorre essere più subdoli ed eliminare un intero sistema.

Succede che alcuni servizi vengono resi “essenziali” in queste occasioni e altri vengono progressivamente eliminati, perché?

Stiamo forse sostituendo i servizi pubblici coi servizi di consumo, il diritto sindacale col diritto dei consumatori e del profitto?

Renzi fa gli interessi dei grandi capitali: smantellare il welfare state per rendere l’Italia un paese flessibile e con scarso potere rivendicativo dei lavoratori.

Per fermarlo dobbiamo agire, subito!

Chiediamo che i sindacati proclamino lo sciopero contro le manovre autoritarie e recessive di Renzi, del PD e delle destre, della finanza europea.

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Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana … PENSIONI

Posted by PRC Muggiò su venerdì 8 maggio 2015

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25 aprile 2015

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 22 aprile 2015

Come si comportano nel mondo i nostri antifascisti (o presunti tali) e tutti gli altri che mai lo sono stati.

Il caso ucraino.

Rinchiusi, circondati, braccati. Stanati come si fa con le api, allontanandole col fumo e col fuoco dal proprio alveare. Peccato che l’alveare è un palazzo di 5 piani con le uscite sbarrate da un’orda di neofascisti e neonazisti ucraini, armati con spranghe e pistole.

incendio sindacato odessaCon l’incendio della Casa dei Sindacati ad Odessa la nuova Ucraina si macchia di un crimine efferato, non solo per la strage umana commessa – decine di morti, di tutte le età, donne e uomini, ardono vive – ma anche per la scelta del luogo da assaltare. Un luogo democratico, vivo, sede dei lavoratori, un luogo identico a quelle Case del Popolo bruciate dalle squadracce fasciste italiane nei decenni bui della storia italiana.

Il governo ucraino, nato dal golpe filoamericano ed europeista, formatosi nelle piazze del movimento Maidan e tra l’estrema destra, è espressione diretta delle ideologie fasciste e naziste.

I ribelli antifascisti che ancora oggi combattono nel Donbass, in particolar maniera nelle provincie di Lugansk e Donetsk, sono l’ultimo baluardo – assieme ai compagni del Partito Comunista Ucraino – di una Ucraina libera e antifascista.
In questa fase storica così tesa e annebbiata, eppure con schieramenti avversari così nettamente separati che solo per eccessiva ingenuità o malafede non si riconosce chi è il fascista e chi il compagno in armi, come si comportano i nostri rappresentanti politici istituzionali?

Il Partito Democratico, che ancora oggi si vanta di essere l’erede del PCI, anche in questo caso ha fatto dell’ipocrisia un suo biglietto da visita.

Già nel gennaio 2014 Gianni Pittella, eurodeputato PD e già vicepresidente del Parlamento Europeo, si è esposto nettamente a sostegno del progetto europeista dell’attuale governo di Kiev, divenendo uno dei primi politici occidentali a parlare sul palco del Maidan di fronte a una folla acclamante che esponeva i vessilli blu di Svoboda, partito nazionalsocialista ucraino, e quelli rosso-neri dell’UPA, esercito ucraino collaborazionista con la Germania nazista nella seconda guerra mondiale [1].

Pittella era accompagnato da Matteo Cazzulani, presunto analista politico e responsabile per i Rapporti del PD metropolitano milanese con i Partiti democratici e progressisti nel Mondo con delega alle Relazioni con il dissenso in Ucraina [2].

Per Forza Italia la questione è posta in termini di amicizia personale tra Putin e Berlusconi, desideroso – quest’ultimo – di recuperare terreno mediatico.
Nessuna posizione è presa nei confronti dei ribelli, ma non si fatica ad immaginarla da chi ha sempre sostenuto le occupazioni militari israeliane e le torture inflitte dalle forze dell’ordine italiane (vedi Sallusti e i suoi editoriali), ha più volte stretto alleanze con i neofascisti nostrani e ha revisionato la storia contro la Resistenza partigiana.

Sinistra Ecologia Libertà tace, nulla fa per sostenere la resistenza antifascista e preferisce continuare ad aggiungersi al coro di critica indiscriminata alla Russia. SEL si è in passato espressa con una mozione parlamentare sulla crisi in Ucraina. Mozione in cui – tra l’altro – si chiede che venga difesa l’integrità territoriale dello Stato ucraino…[3]

La posizione della Lega la si deve ricercare non tanto nelle dichiarazioni del delirante Salvini (che probabilmente deve ancora capire se Kiev è a nord o a sud di Roma), ma nelle azioni dei suoi compagni di merenda, i fascisti di CasaPound che hanno rapporti con l’estrema destra ucraina e nel loro organico contano dei volontari che si sono arruolati – pagandosi il biglietto dell’aereo, ci tengono a precisare – tra le fila del battaglione Azov, ovvero quel reggimento formato da bande neonaziste che combatte dalla prima ora contro i ribelli antifascisti e le opposizioni [4].

Il Movimento 5 Stelle, pur avendo persone elette e nominate in settori nevralgici della politica nazionale ed europea si limita sinora ad una campagna low profile contro la guerra.
Per essere antifascisti bisogna esserlo sempre e in tutto il globo.

Non soltanto il 25 aprile.

Non soltanto in Italia.

Non soltanto a parole.

donbass

[1] https://www.facebook.com/giannipittella/photos/pb.25923864548.-2207520000.1429453506./10152131286764549/?type=3&theater https://www.facebook.com/giannipittella/photos/a.10152131286599549.1073741896.25923864548/10152131286764549/?type=3&theater https://www.facebook.com/giannipittella/photos/a.10152131286599549.1073741896.25923864548/10152131286864549/?type=3&theater https://www.youtube.com/watch?v=q7FCeBTK6NI.

[2] http://pdmilano.net/new/europa/535-il-pd-per-la-democrazia-in-ucraina

[3] http://www.sinistraecologialiberta.it/notizie/ucraina-sel-unica-via-per-soluzione-e-quella-diplomatica/

[4] http://www.casapounditalia.org/2014/02/ucraina-casapound-sovranita.html http://contropiano.org/internazionale/item/26422-ucraina-fascisti-e-confusi-casapound-con-kiev-forza-nuova-con-putin http://contropiano.org/internazionale/item/24802-fascisti-italiani-insieme-ai-golpisti-di-kiev-nuove-conferme http://www.intelligonews.it/articoli/3-marzo-2014/15335/di-stefano-cpi-ucraina-bene-gli-sforzi-di-putin-per-mondo-multipolare-caso-cremona-conferma-nostre-idee-oscar-e-renzi-

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Buona scuola: ma buona a chi?

Posted by PRC Muggiò su martedì 10 marzo 2015

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Atene chiama

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 11 febbraio 2015

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Massima mobilitazione del PRC a sostegno del governo di Syriza

Ordine del giorno approvato all’unanimità dalla direzione PRC, 7-02-2015

Mobilitazione a sostegno del governo di Syriza, mercoledì 11 febbraio presidi in ogni città, sabato 14 febbraio tutti a Roma

La direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista impegna tutto il partito alla massima mobilitazione per la riuscita delle manifestazioni unitarie a sostegno del governo greco guidato dal compagno Alexis Tsipras.

Come Partito della Sinistra Europea abbiamo indetto una settimana di mobilitazione in tutti i paesi dall’11 al 17 febbraio per fare pressione sui governi affinché rispettino il voto del popolo greco e cambino le regole imposte dalla BCE e dalla Troika. Si tratta non solo di solidarietà con il paese che più ha subito le conseguenze delle politiche europee, ma di diffondere la consapevolezza che la causa greca è quella di tutti i popoli e di tutti i lavoratori e lavoratrici d’Europa.

Grazie alla vittoria di Syriza, per la prima volta in Europa c’è un governo che mette apertamente in discussione l’agenda neoliberista.

Il tentativo da parte della BCE, della Merkel e dei suoi alleati di soffocare sul nascere il governo di Syriza e di costringerlo a rinnegare il suo programma è volto a impedire che si diffonda su tutto il continente lo spettro della possibilità di uscire dalla crisi ponendo fine all’austerity neoliberista.

Il popolo greco e il suo governo in questo momento stanno difendendo i diritti di tutti i popoli europei e la stessa democrazia. E’ totalmente priva di fondamento ed inaccettabile la campagna volta a contrapporre le richieste dei greci agli interessi degli italiani come degli altri popoli.

In questo quadro la posizione del Presidente del Consiglio Matteo Renzi di sostegno al’operazione di strangolamento della Grecia decisa dalla BCE non può che essere al centro della mobilitazione in quanto è in palese contrasto con gli stessi interessi del popolo italiano e rappresenta la prosecuzione dell’offensiva che sta conducendo contro i diritti dei lavoratori e per la svendita dei beni comuni.

– Ovunque possibile vanno organizzati presidi e manifestazioni nella giornata di mercoledì 11 febbraio in concomitanza con la riunione dell’Eurogruppo dove il governo greco ufficializzerà le sue richieste.

– Tutte le strutture del partito devono impegnarsi, insieme ai comitati per L’Altra Europa con Tsipras e alle altre organizzazioni che hanno aderito a partire da Fiom e Arci, per garantire la massima partecipazione alla manifestazione nazionale unitaria “Dalla parte giusta. E’ cambiata la Grecia, cambiamo l’Europa” indetta per sabato 14 febbraio a Roma.

Non possiamo lasciare da soli i greci a combattere.

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In Grecia vince la speranza

Posted by PRC Muggiò su lunedì 26 gennaio 2015

LA VITTORIA DI TSIPRAS IN GRECIA SERVE A TUTTI NOI:

BASTA CON LE POLITICHE DI AUSTERITA’ IN GRECIA, IN ITALIA, IN EUROPA!

syrizaLa vittoria di Alexis Tsipras e di Syriza alle elezioni politiche greche è un fatto storico: il popolo greco ha detto di no alle politiche di austerità e adesso si può cambiare. Basta con i sacrifici imposti dell’Europa delle banche, degli speculatori e dei poteri forti.

E’ un messaggio di speranza che va al di là dei confini della Grecia: parla a tutte le donne e a tutti gli uomini che in questi anni hanno perso il lavoro, hanno visto ridurre i propri diritti, hanno dovuto fare i conti con un futuro sempre più precario ed incerto.

Fino ad oggi tutti i governi europei sono stati complici del Fondo Monetario Internazionale, della Commissione Europea e della Banca Centrale Europea. I governanti italiani, da Berlusconi a Monti a Letta e Renzi hanno sempre fatto i camerieri della Merkel. Hanno sbraitato un po’ ma poi con la coda tra le gambe hanno applicato i voleri dei poteri forti. Tsipras e Syriza spezzeranno questa complicità dimostrando una cosa molto semplice: non è vero che le politiche di austerità sono obbligatorie e senza alternative, si può cambiare politica e far pagare i ricchi per dare ai poveri e creare occupazione.

Adesso non bisogna lasciare da sola la Grecia: la battaglia di Tsipras per dimezzare il debito pubblico non è solo la battaglia del popolo greco ma di tutti i popoli poveri dell’Europa. In Italia non dobbiamo stare a guardare cosa succederà in Grecia ma costruire da subito un movimento di lotta che chieda al governo Renzi di appoggiare Tsipras nella trattativa con l’Europa isolando la Merkel. Oggi dalla Grecia ci viene la possibilità di rovesciare le politiche europee e occorre cogliere questa occasione: schierarsi a fianco della Grecia vuol dire battersi per cambiare radicalmente questa Europa e mettere al centro la giustizia sociale, l’uguaglianza, la creazione di posti di lavoro e il futuro dei giovani.

Rifondazione Comunista fa parte a livello europeo dello stesso partito di Alexis Tsipras: il Partito della Sinistra Europea di cui Tsipras è vicepresidente. Per questo abbiamo avanzato l’anno scorso la sua candidatura a presidente dell’Unione Europea e abbiamo partecipato alle elezioni europee – insieme a tanti altri – con la lista L’Altra Europa con Tsipras.

syriza1Ora, in Italia, bisogna prendere esempio dalla Grecia proprio perché anche qui il governo – presieduto da Renzi – bastona con il Job Act i lavoratori rendendoli sempre più precari e ricattabili, taglia brutalmente la sanità e i servizi sociali, vuole privatizzare il patrimonio abitativo pubblico, punta a svendere definitivamente i beni comuni e a stravolgere la Costituzione.

Per questo proponiamo di unire tutta la sinistra antiliberista e lavoriamo per costruire subito un coordinamento nazionale: perché anche nel nostro Paese c’è bisogno di un’alternativa, c’è bisogno di una sinistra unita che faccia gli interessi del popolo.

COSTRUIAMO L’OPPOSIZIONE AL GOVERNO RENZI, CHE STA ROTTAMANDO IL LAVORO, I DIRITTI E LA SPERANZA

COSTRUIAMO IN ITALIA, COME IN GRECIA, UNA SINISTRA UNITA E FORTE. PER CAMBIARE L’ITALIA E PER CAMBIARE L’EUROPA

Partito della Rifondazione Comunista
www.rifondazione.it

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Milleproroghe: niente proroga agli sfratti, occorre mobilitarsi!

Posted by PRC Muggiò su sabato 3 gennaio 2015

SFRATTI: IL NO ALLA PROROGA DEGLI SFRATTI PER FINITA LOCAZIONE AI DANNI DELLE FAMIGLIE DISAGIATE E’ UN CRIMINE SOCIALE. LE GIUSTIFICAZIONI DEL GOVERNO SONO RIDICOLE.

IL PARLAMENTO RIPARI A QUESTA ASSURDA INIQUITA’.

PER GENNAIO L’UNIONE INQUILINI PROMUOVE MOBILITAZIONI DAVANTI A TUTTE LE PREFETTURE, IN PARLAMENTO E SOTTO LE SEDI DEL GOVERNO, INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE.

Dichiarazione di Walter De Cesaris, segretario nazionale Unione Inquilini

“Ci sono pesanti omissioni sulla comunicazione in merito agli sfratti e alla mancata proroga nel decreto mille proroghe.

In Italia non vige alcuna sospensione generalizzata dell’esecuzione degli sfratti.

La sospensione valeva solo per gli sfratti per finita locazione e ai danni di particolari categorie di nuclei familiari con gravi disagi.

Per parlare seriamente della gravissima questione sociale degli sfratti occorre partire dai dati reali: negli ultimi 6 anni sono stati circa 350 mila, di questi circa il 90% sono per morosità, per i quali non c’è alcuna sospensione.

In Italia si eseguono ogni anno, con l’intervento della forza pubblica, oltre 30 mila sfratti senza che vi sia, nell’80% dei casi, un qualsiasi intervento pubblico che possa permettere un accompagnamento sociale verso un altro alloggio a costi compatibili con il reddito.

Per godere della sospensione dello sfratto per finita locazione occorreva essere in una condizione di forte disagio economico e familiare.

Infatti, la legge, disponeva la proroga solo per i nuclei con reddito lordo complessivo inferiore ai 29 mila euro e contemporanea presenza di aTessera_2015lmeno una delle seguenti condizioni: presenza di anziani con più di 65 anni, minori, portatori di handicap gravi, malati terminali.

Nella grande maggioranza dei casi, valutabile in almeno il 70%, in questa tipologia di sfratti sono coinvolti anziani con reddito di sola pensione.

La misera giustificazione del Ministero delle Infrastrutture consiste nell’affermare che con una recente legge i fondi per la morosità incolpevole e per il cosiddetto fondo sociale sono stati incrementati.

Si tratta di una cosa che non si regge in piedi: la ragione dei fondi di sostegno è quella di cercare di impedire che si realizzino ulteriori sfratti, sostenendo le famiglie “border line” ma non hanno alcuna incidenza su sfratti già emessi ed esecutivi per finita locazione. Lì la sentenza già c’è stata e non è dovuta al fatto che l’inquilino non pagava l’affitto. Anche sulle cifre, il governo continua a fare il gioco delle tre carte: tira fuori dei numeri senza senso perché somma gli stanziamenti fino ai prossimi 7 anni, dando invece per intendere che siano quelli immediatamente a disposizione. La realtà è che il fondo sociale per glia affitti che nel 1998 (anno in cui gli sfratti erano la metà di oggi) era, tradotto in euro, di 300 milioni, oggi è di due terzi inferiore, arrivando a 100 milioni.

Il governo smentisca questo dato, se è capace!

Si rimane allibiti leggendo la cinica esultanza del Presidente di Confedilizia: “Finalmente si è interrotta la liturgia delle proroghe”.

L’unica liturgia che occorrerebbe interrompere è quella dello stillicidio di 150 sfratti eseguiti con la polizia ogni giorno lavorativo e che spezza nuclei familiari e crea drammi sociali.

Quello dovrebbe essere in particolare il cruccio del governo, non quello di incrementare gli sfratti, estendendolo ai nuclei con pesanti disagi e senza risorse e mezzi di reperire un alloggio alternativo.

Il Parlamento ora ripari a questo disastro, emendando il testo in sede di conversione in legge del decreto e reinserendo la proroga.

Noi promuoveremo una vasta campagna di mobilitazione.

Per il mese di gennaio abbiamo indetto una vasta mobilitazione unitaria anche con un presidio di fronte al Senato e contemporaneamente chiederemo alle Prefetture delle città che non venga assegnata al forza pubblica per quella tipologia di sfratti.

In ogni caso, faremo picchetti antisfratto per impedire, anche con l’interposizione non violenta, che anziani, portatori di handicap, malati terminali, minori possano essere buttati sul marciapiede.”

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12 DICEMBRE SCIOPERO GENERALE: DIRITTI, LAVORO, REDDITO

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 3 dicembre 2014

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Roma, 29 novembre: manifestazione nazionale L’Altra Europa

Posted by PRC Muggiò su domenica 23 novembre 2014

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14 Novembre SCIOPERO SOCIALE: scendiamo in piazza contro il Governo e il Jobs Act!

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 12 novembre 2014

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E’ STATO APPROVATO LO “SBLOCCA-ITALIA”. Ecco cosa significa…

Posted by PRC Muggiò su giovedì 6 novembre 2014

1) La prima resistenza allo Sblocca Italia passa attraverso la conoscenza, l’informazione, la possibilità di farsi un’opinione e di farla valere.
Discutendone nelle piazze e nei teatri, nelle televisioni e alla radio.
E, se necessario, anche ricorrendo al referendum: se questo sciagurato decreto “Rottama-Italia” diventerà legge dello Stato.

2) Paolo Maddalena: Fuori dalla Costituzione

Il decreto non difende affatto il territorio, né dalla devastazione ambientale provocata dall’edilizia, dalle cementificazioni e dalle impermeabilizzazioni stradali, né tanto meno dalle privatizzazioni ed alienazioni a privati (anche stranieri).
Il “territorio”, elemento costitutivo della comunità , non è un bene liberamente disponibile da parte del governo o di amministratori locali, ma è nella “superproprietà ” del popolo, a titolo di sovranità .

3) Giovanni Losavio – Una legge illegale

Questa legge è incostituzionale! E tale illegittimità è insuperabile!
Stupisce che il Presidente della Repubblica non abbia colto, visti gli eterogenei provvedimenti qui appaiati, la palese violazione del principio per cui il contenuto dei decreti legge deve essere “specifico, omogeneo e corrispondente al titolo”.
Qui ci sono ben 24 articoli uno più illegittimo dell’altro.

4) Massimo Bray: Sblocca-regole

Sbloccare l’Italia.
Facile a dirsi, abbiamo tutti la necessità di un forte cambiamento che ridia competitività al nostro Paese, ma con questo provvedimento siamo di fronte all’ennesimo intervento
emergenziale e derogatorio con cui si bypassa il dibattito parlamentare.
Se vogliamo realmente cambiare il Paese ingessato dalla burocrazia rivediamo pure le procedure e le responsabilità, ma senza usare le solite vie d’urgenza, che troppe volte hanno favorito la corruzione.

5) Edoardo Salzano: Il cemento un vizio di famiglia

Craxi, Berlusconi, Renzi. Tre autori del disastro.
Con Craxi appare l’“urbanistica contrattata” e la deroga continua alla pianificazione.
Per Berlusconi: “Ciascuno è padrone a casa sua” Renzi: E’ in piena continuità . A quella dei due maestri Matteo aggiunge qualcosa di suo: coglie l’occasione offerta dall’austerity
della troika europea. “L’Europa lo chiede” è uno slogan che supera la necessità di ricorrere alle occasionali “emergenze” spesso artatamente provocate da Bettino e da Silvio.

6) Paolo Berdini: Mani sulla città

Il decreto legge Stordisci-Italia interviene sul territorio con tre linee di azione.
– Con le “Misure per la semplificazione burocratica”, perfeziona il dominio del sistema finanziario sulle grandi opere e sulle città.
– Cancella il principio di civiltà che obbligava i costruttori ad eseguire in forma unitaria le opere di urbanizzazione.
– Infine completa la distruzione delle regole urbanistiche.

7) Vezio De Lucia: Bagnoli negata

Diciamoci la verità , il progetto Bagnoli non è mai piaciuto a chi conta davvero a Napoli e in Italia, e cioè al mondo della finanza e degli interessi immobiliari.
Il parco di oltre cento ettari, in una città nota per la totale assenza di verde pubblico, è stato considerato uno spreco e una follia degna di Erasmo da Rotterdam.
A far piazza pulita del sogno napoletano di un grande spazio pubblico sul mare ci ha pensato Matteo Renzi: l’articolo 33 è il deprofundis della bonifica ambientale e della rigenerazione urbana di Bagnoli e Coroglio.

8) Salvatore Settis: Silenzio-assenso

ll principio del “silenzio-assenso” , così come introdotto nella materia urbanistica e paesaggistica, è contrario alla giurisprudenza della Corte Costituzionale. Lo Sventra-Italia:
– cancella del tutto l’autorizzazione paesaggistica per le telecomunicazioni.
– rimuove le autorizzazioni per “interventi minori privi di rilevanza paesaggistica”.
– sostituisce la “denuncia di inizio attività ”con una autocerficazione insindacabile;
– e si inventa un “permesso di costruire convenzionato”, vera e propria “licenza di uccidere” che affida al negoziato fra privati e Comune l’intero processo.

9) Tomaso Montanari: Svendi-Italia

Il decreto Svilisci-Italia lascia alla fantasia di ciascuno degli 8.057 comuni italiani ogni eventuale progetto per cambiare destinazione agli immobili del demanio statale non utilizzati.
Il governo “Renzusconi” non ha nessun progetto sociale per lo spazio pubblico  inutilizzato.
L’unico progetto è fare cassa. Avevamo sperato di vedere le caserme trasformate in scuole, musei, biblioteche, asili pubblici, centri culturali per i bambini, i giovani e gli  anziani.
E invece no: saranno outlet, resort di lusso, supermercati, sale giochi.

10) Luca Martinelli: Il diavolo nel comma, la Orte-Mestre

Per la Orte-Mestre, Lupi (ministro delle infra-storture) ha confezionato un apposito comma: via libera alla più insensata tra le grandi opere, che attraverserebbe una fetta di territorio di circa 400 chilometri, dal Lazio al Veneto.
Lo Sfigura-Italia riapre la possibilità di accedere al “finanziamento pubblico indiretto”.
Lo Stato, cioè , potrà di nuovo farsi carico di una parte dei costi di realizzazione di questa autostrada “scontando” al concessionario l’IVA, l’IRES e l’IRAP! Mentre i cittadini pagano tutto senza sconti.

11) Anna Donati: Blocca-città

Nel decreto Sotterra-Italia ci sono molte autostrade (47% dei fondi), qualche ferrovia (25%) , poche reti tramviarie e metropolitane (8,8%), NIENTE per l’acquisto di autobus e treni per i pendolari.
La solita lista di grandi opere che vengono direttamente dal passato a base di asfalto, cemento, petrolio, consumo di suolo.
Dunque la politica del governo Renzi sulla mobilità e le infrastrutture non “cambia verso”.
I pendolari dovranno aspettare il prossimo treno del cambiamento!

12) Maria Pia Guermandi: I predatori del territorio perduto

Lo Sfigura-Italia è la negazione in radice delle pratiche di pianificazione, fino a sospendere la valenza di piani urbanistici e paesistici, e delle loro garanzie di tutela.
L’intervento degli organismi di tutela è compromesso: quasi ospiti indesiderati, subentrano (e pure poco..) solo a “cose fatte”, mai a livello progettuale. Anche in fase di verifica successiva la loro azione può essere di “mitigazione del danno”, mai di opposizione radicale.
Invece che inserire, come vorrebbe la Convenzione di Malta, gli organismi di tutela fin nelle prime fasi progettuali, lo Sfiducia-Italia li espelle dai tavoli decisionali, confinandoli ad un ruolo marginale e mai inappellabile.

13) Pietro Dommarco: Come raschiare il fondo del barile

Con lo Stronca-Italia Renzi ha deciso di tendere una grande mano alle compagnie petrolifere. La prospezione, ricerca ed estrazione di idrocarburi in terraferma ed in mare (compresi i nostri stupendi Golfi e le Isole Egadi), le infrastrutture dedicate al trasporto, alla rigassificazione ed allo stoccaggio sotterraneo del gas, comprese quelle di “servitù ” per l’Europa avranno “carattere di interesse strategico […] di pubblica utilità , urgenti e indifferibili”.
Se dovessero andare in porto tutti i progetti, magari in deroga ai poteri statali, la Basilicata passerebbe da un 35% di territorio interessato ad un 64%, l’Abruzzo dal 26% all’86%, l’Emilia Romagna dal 44% al 70%…

14) Domenico Finiguerra: Sblocca-inceneritori

Soffoca-Italia : “Entro 90 giorni il presidente del Consiglio dei ministri, […] individua gli impianti di recupero di energia e di smaltimento dei rifiuti urbani e speciali, esistenti o da realizzare per attuare un sistema integrato e moderno (SIC) di gestione di tali rifiuti atto a conseguire la sicurezza nazionale nell’ autosufficienza e superare le procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore”.
Non è vero! Non esiste alcuna Direttiva europea che ci obblighi ad incenerire una quota dei nostri rifiuti! Mentre tutti i Paesi europei abbandonano lo smaltimento dei rifiuti in
forno, imboccando la strada del riciclo nel rispetto dell’ambiente, della salute ed anche di riduzione dello spreco vista la scarsità delle risorse, il governo Renzi impone la  realizzazione di nuovi impianti.
E chissenemporta delle migliaia di firme per la Legge RIFIUTI ZERO contro gli inceneritori!

15) Anna Maria Bianchi: Carne da mattone

1) Lo slogan “tempi più rapidi” è il primo passepartout perché permette di comprimere il periodo necessario ad effettuare le verifiche per prendere decisioni circostanziate.
2) “la semplificazione burocratica”: si aggirano le regole e si riduce la gestione democratica delle decisioni.
3) Il terzo atto è lo spostamento sul soggetto privato di tutta una serie di poteri che dovrebbero restare in capo all’amministrazione pubblica.
DUE gli“effetti collaterali”: la ormai residuale partecipazione dei cittadini alla  trasformazione del territorio, e la mancanza di trasparenza sulle decisioni.

16) Antonello Caporale: Sblocca-corruzione

Lo Strozza-Italia sblocca anzitutto l’idea che la velocità sia il valore supremo. Fare  qualunque cosa, e in fretta!
Alla velocità la filosofia renziana aggiunge la voracità: fare a prescindere.
Ha a che fare col cemento, con la cultura del predominio del costruito sul restaurato, dell’opera grande, grandissima, e visibile, maestosa. Bisogna far girare le betoniere e impastare i soldi che non ci sono.
Ecco che la Sinistra che ieri era allarmata da una cosı̀ estrema virtù del “fatto”, oggi è silente. Stordita, non interessata più di dare alla propria storia e alle proprie battaglie un senso logico, una dignità e una coerenza.

17) Carlo Petrini: Un’altra idea di sviluppo

Nello Storta-Italia non vi è traccia di zero consumo di suolo e delle relative iniziative, non vi è nemmeno traccia degli obiettivi europei in termini di gestione del territorio: per Bruxelles si dovrà raggiungere l’occupazione di terreno pari a zero entro il 2050.
Anziché fermare la colata di cemento, qui la si rilancia!
Questo decreto è cosı̀ surreale e fuori dal tempo che è quasi impossibile scacciare il pensiero che a scriverlo sia stato un manipolo di lobbisti disperati, che non ha minimamente a cuore il destino della comunità che vive in questa povera Patria, non ha nessuna lungimiranza per il suo futuro, per la sopravvivenza dei nostri figli, per la bellezza che i loro occhi hanno il sacrosanto diritto di vedere nonostante le nostre ambizioni di produzione interna lorda!

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L’attacco ai dipendenti pubblici del Governo Renzi

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 17 settembre 2014

VOL-DIP-PUBBLICI sett2014

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Per la pace e la giustizia in Palestina

Posted by PRC Muggiò su giovedì 4 settembre 2014

PROPOSTA DI MOZIONE PER LA PACE E LA GIUSTIZIA IN PALESTINA INVIATA AI CONSIGLIERI COMUNALI.

Una tregua duratura nel conflitto israelo-palestinese sembra essere stata raggiunta.

840b3e0cde_1883198_medNonostante ciò questo estremo conflitto non troverà facilmente una via d’uscita, se prima non si individuano le chiare e prestabilite responsabilità dello stato israeliano.

Prerogative assolute per la pace sono la fine dell’occupazione illegittima, la cessazione della vendita di armamenti (anche italiani), il riconoscimento delle direttive ONU e la costituzione del libero stato della Palestina, nonchè un vero negoziato di pace alla pari.

Non è più tempo di assistere impotenti all’usurpazione dei diritti della gente palestinese e al rischio di perdere ogni forma di sostentamento della popolazione civile: occorre mobilitarsi per la pace.

Se Rifondazione Comunista fosse stata rappresentata nel Consiglio Comunale di Muggiò, avrebbe letto e proposto al voto questa mozione allegata, per la giustizia e la pace in Palestina.

Non essendo fisicamente presenti con un nostro consigliere eletto, inviamo il testo ai consiglieri comunali eletti, con l’augurio che questo scritto venga discusso e approvato nel prossimo Consiglio Comunale.

Di seguito il testo della mozione.

 

 

Mozione per pace e giustizia in Palestina

 

Visto quanto è accaduto nella striscia di Gaza, con l’uccisione di oltre 2000 persone, in maggioranza civili, il ferimento di 11000, la distruzione di migliaia case e di infrastrutture civili indispensabili per la vita e la sicurezza umana della popolazione;

visto che la popolazione civile, non solo palestinese, è in serio pericolo di vita;

visto che non ci può essere soluzione alla questione palestinese e non ci può essere pace per il popolo israeliano e palestinese se non attraverso la condanna dell’occupazione come origine del conflitto, e il congelamento dell’espansione delle colonie come precondizione per la ripresa dei colloqui di pace;

visto che l’Italia è il principale esportatore europeo di sistemi militari a Israele, principalmente a causa di una commessa di aerei da addestramento e combattimento M-346, che il gruppo Finmeccanica ha iniziato a fornire a Israele il 9 luglio 2014, a bombardamenti su Gaza iniziati;

considerato che, dal 1947 ad oggi, sono oltre 60 le Risoluzioni ONU violate da Israele.

 

Il Consiglio Comunale di Muggiò

esprime il proprio orrore per quanto sta accadendo nella striscia di Gaza, nei territori della Palestina occupata e in Israele, e condanna ogni uso della violenza sulla popolazione civile;

esprime la propria speranza affinché la tregua duratura annunciata nei giorni scorsi non si interrompa e sia momento di seria riflessione e dialogo internazionale;

esprime la propria vicinanza e solidarietà con il popolo palestinese soggetto da anni a massacri e deprivazioni di territorio, in violazione delle risoluzioni Onu, senza che ne sia stato riconosciuto lo stato di nazione autonoma e indipendente.

 

Il Consiglio Comunale di Muggiò

impegna il sindaco Maria Arcangela Fiorito a chiedere al Ministro degli Esteri Federica Mogherini e al Governo Italiano tutto:

  • a pronunciarsi per l’apertura immediata di un corridoio umanitario che consenta ai soccorsi di arrivare a Gaza anche via mare, superando quindi l’inutile embargo;
  • a interrompere immediatamente ogni fornitura di armi e sistemi militari a Israele, in ottemperanza alla legge 185/90, e di promuovere analoga misura in sede UE;
  • a attivarsi per la riapertura di un reale negoziato di pace, oggi drammaticamente incrinato, per la fine dell’embargo che dal 2007 colpisce la Striscia di Gaza, e che rende le condizioni di vita della popolazione civile sempre più insostenibili e per la realizzazione di 2 stati per 2 popoli;

impegna l’assessore Monica Perez Gila, quale assessore alla cultura, sport, tempo libero e cooperazione internazionale:

  • a studiare e attivare iniziative sul territorio di informazione e solidarietà con i popoli occupati e per una cultura di pace.

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CICLO DEI RIFIUTI

Posted by PRC Muggiò su domenica 9 marzo 2014

Parte 1. La situazione generale

Il settore rifiuti è da tempo il grande business che stimola appetiti sempre più consistenti, leciti ed illeciti. I primi si traducono anche nella nascita di società pubbliche o private che fatturano milioni di euro.

rifitiLa rilevanza economica del settore fa sì che le società a capitale pubblico siano diventate veri e propri centri di potere: nomina di consigli di amministrazione (con le relative prebende), assunzioni di personale, assegnazione in appalto o sub appalto di commesse, costituisco motivo di grande interesse per politici locali e nazionali, troppo spesso interessati solo al proprio tornaconto personale che al bene pubblico. Degli interessi illeciti, consistenti troppo spesso in collusioni tra politici, funzionari corrotti e grande malavita organizzata abbiamo notizia oramai quotidiana: chi non ricorda la cava di Via Molinara a Desio, gestita da anni dalla ndrangheta (possibile che in tanti anni nessuno si fosse accorto di nulla?).

E’ poi emblematica la triste vicenda di Michele Liguori il Vigile (eroe) ambientale di Acerra, cittadina malata della terra dei fuochi, la zona tra Caserta e Napoli in cui negli anni sono state sversate milioni di tonnellate di rifiuti tossici, perlopiù provenienti dalle aziende del nord, e poi date alle fiamme. Liguori verificava, fotografava, denunciava, ma nulla. Nessuna istituzione muoveva un dito, erano troppo occupati a tenere gli occhi chiusi e le orecchie ben tappate (per personale tornaconto). Ad Acerra le «esenzioni ticket per soggetti affetti da patologie neoplastiche maligne» (tumori maligni) erano 427 nel 2009, sono diventate 774 nel 2012 (+81,2%). Il sindaco ripete a tutti la stessa litania: «Mancano i soldi per la bonifica». Anche se la ditta incaricata di smaltire almeno i fusti interrati in località Calabricito ha già preso i soldi, senza mai eseguire il lavoro.

La stragrande maggioranza dei cittadini fa finta di nulla per non avere problemi, siamo in Italia!

Il Governo, nonostante la raccomandazione della Corte Costituzionale del 2008 non ha ritenuto di introdurre nell’ordinamento penale il reato di disastro ambientale anche per i rifiuti, ma solamente quello di illecita combustione di rifiuti.

Si vede che la salute dei cittadini non è ritenuta prioritaria.

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Devo congratularmi con “Mario Il Grigio” (Monti)

Posted by PRC Muggiò su lunedì 9 gennaio 2012

Articolo pubblicato su: http://www.aldogiannuli.it/

Non stupitevi: devo proprio congratularmi con il senatore Monti. Non per la manovra economica (per carità!), che è un disastro: botte da orbi a ceti popolari e medi, diminuzione delle garanzie sociali, grandinata di tasse su immobili e consumi. E tutto senza nessun risultato, nè vicino nè lontano: lo spread continua ad impazzare, il rischio di fare default  è intatto, perchè non si sa come sostenere interessi al 7% su un debito arrivato al 120% del Pil, ripresa economica sempre meno vicina e credibilità internazionale al punto di prima: zero. Sotto questo aspetto va detto che il bilancio non  potrebbe essere peggiore: avevamo chiamato San Giorgio per abbattere il Drago e il Drago continua a farla da padrone senza neanche filarsi San Giorgio. Dunque non è per questo che ci congratuliamo.

E neanche per la gestione dell’ordine pubblico (che, come dimostrano gli episodi di Torino, Firenze e Roma) resta molto degradato; e neppure per un qualche sussulto di presenza in politica estera dove l’Italia continua a pesare quanto Andorra. Non parliamo poi della struttura del governo fatta con il “nuovo manuale Cencelli” ad uso di logge e curie. Persino il “Corriere della Sera”, primo artefice della candidatura Monti, ha da ridire in proposito.
Un voto scolastico ai primi 50 giorni del Presidente Monti? 3 meno meno ed, aggiungiamo, “per incoraggiamento”.

Ma allora, per cosa ci dobbiamo congratulare?
Ma per la capacità comunicativa, naturalmente! Anzi of course (come direbbe l’anglofono Monti). “Mario il grigio” è un genio della comunicazione e della guerra psicologica, che ha lungamente studiato il suo predecessore surclassandolo. Si, perchè, in fondo, il Cavaliere, con tutta la sua collezione di ville e miliardi, i suoi stuoli di escort  e giullari, alla fine, resta sempre un parvenu, un “commesso viaggiatore di successo“, come lo definiva Montanelli. Il populismo per lui è stato una tecnica di governo, ma anche un modo di essere, perchè lui non è niente di diverso dall’armata di borghesi piccoli piccoli che lo adora. Con tutti i suoi soldi resta un uomo della lunpeborghesia con lo stesso gusto trash, la stessa sottocultura da stadio, lo stesso umorismo da caserma.

Mario il Grigio no, lui è davvero un signore con una inappuntabile chioma grigio-argento, che veste in perfetto “grigio fumo di Londra”, ha una oratoria anche essa grigio “fumo di Londra”. E poi, fa la fila davanti ai musei con impeccabile understatement, sa stare a tavola e servirsi delle posate d’argento senza mettersene qualcuna in tasca e fa eleganti banciamano ad ogni signora che non si sognerebbe di definire “culona inchiavabile”. E questo lo rende assai più accetto nei salotti internazionali del suo sgangherato predecessore.  Ma è anche un grande uomo di comunicazione, che sa rendersi gradito anche a quella base populista che si spande fra la Lega ed il Pd. Volete qualche esempio? Pensate ai recentissimi bliz della guardia di Finanza a Cortina d’Ampezzo, a Portofino, Chiavari, Genova dove finalmente sono state snidate mandrie di evasori fiscali con il suv e la barca, in alberghi da 1.000 euro a notte e che dichiarano si e no 25.000 euro l’anno. Finalmente alla berlina i “ricchi”, che paghino anche loro!

Riflettiamoci un po’, siamo proprio sicuri che hanno beccato i ”ricchi”? Certo chi marcia in superberline, va in certi alberghi e al casinò è uno che, probabilmente, ha qualche milione di euro e se dichiara cifre di quel tipo è un maiale che merita di essere fatto nero (nulla da eccepire su questo, se non il fatto che i governi precedenti, compresi quelli di Prodi, D’Alema e Amato, potevano pensarci già da molto tempo). Ma se questi sono i ricchi, come classifichiamo i Berlusconi, i Tronchetti Provera, i Della Valle, gli Elkann ecc. che hanno fortune calcolate in miliardi e miliardi di euro? Ripeto, non milioni di euro, ma miliardi. Ricordiamo che nel solo caso della lite ereditaria dell’Avv. Agnelli la contesa riguardò fondi off shore -e sottratti alla successione- per circa 1 miliardo di euro (ed, all’epoca si pagavano ancora le tasse di successione).

Va bene, quelli di Cortina sono i “ricchi”, ma questi altri signori, allora, sono i ricchissimi. Il bliz di Cortina non sposterà di un millimetro la situazione del nostro fisco. Per fare qualcosa di serio occorrerebbe mettere le mani addosso ai ricchissimi, quelli con conti da miliardi di euro. Ma contro i ricchissimi, il governo Monti non ha alzato paglia: nessun discorso sui grandissimi patrimoni finanziari depositati, probabilmente, in qualche paradiso fiscale. E questi non li scoviamo andando a Cortina o Portofino dove non vanno, perchè posseggono intere isole tropicali o parchi di ettari in Engandina; ma se anche ne avessimo trovato uno a Cortina, non gli avremmo fatto nulla, perchè sicuramente quei consumi sarebbero stati compatibili con il reddito che, per quanto sotto dichiarato rispetto alla  realtà, sarà stato sicuramente di diversi milioni di euro e, dunque: “Tutto in regola Commendatore. Ossequi alla signora” e mano tesa alla visiera.

Non è attraverso i consumi che sapremo mai quanto sottodichiarano i ricchissimi e se pure qualcosa emergesse, al massimo gli toglieremmo un po’ di cipria dal naso.

Dunque, contro i “ricchissimi”, questo governo non ha osato neppure fare un fiato, così come sulle esenzioni fiscali agli enti economici della chiesa: Monti chiede meno di quanto il cardinal Bagnasco si dichiara pronto a concedere. Di tagli o rinvii ai programmi di spesa per la Difesa non ne parliamo nemmeno, a partire dai velivoli da combattimento Jsf.

Però, e qui sta la trovata geniale, diamo la sensazione che finalmente è arrivato il castigamatti che non guarda in faccia a nessuno. Un altro esempio? La decisione di tassare nuovamente i “fondi scudati”, quelli che rientrarono in Italia grazie al condono di Tremonti e contro il quale, per la verità, il Pd non fece nessuna vera opposizione. D’accordo, quella fu una cosa immonda ed i signori vennero condonati per un piatto di riso. Però, piaccia o no, il condono ci fu e giuridicamente è una pazzia rimetterlo in discussione. Sarebbe come dire: “Si l’amnistia te l’ho data e sei uscito, ma ora che ci penso era troppo generosa. Dai: vatti a fare altri sei mesi di galera!” Oppure chiedere una aggiunta alla cifra già versata per un condono edilizio. Giuridicamente la cosa non sta in piedi e, con ogni probabilità, se qualcuno porrà la questione alla Corte Costituzionale, questo provvedimento verrà cassato. Ed è un follia ancor di più sul piano economico, perchè, se domani si dovesse procedere ad un condono di qualsiasi genere, non ci crederebbe più nessuno. Non che i condoni siano una cosa degna di un paese civile, ma può sempre rendersi necessario farne qualcuno e, in questa maniera ci siamo bruciati i ponti dietro le spalle. Ma questo non ha nessunissima importanza per Monti, il cui problema è quello di galleggiare sulla crisi, arrivando a fine legislatura con un capitale di consenso popolare. Poi alle elezioni presentiamo un bel centro neo Dc.

Questi sono gli spot di una campagna elettorale che può durare da tre a quindici mesi. Per ora servono a far mandare giù le misure antipopolari assunte.

Semmai, il problema per Monti è un altro: che molte cose sono fuori dai suoi poteri e se l’Italia farà default o meno  ormai non dipende più da noi ma dalla Merkel: o si fa il fondo salvastati e la Bce compera i bond rimasti invenduti stampando moneta, oppure qui si va a fondo e con noi va a fondo anche l’Euro. E questo lo decide la Merkel, da sola, neppure con Sarkozy. Punto e basta. Non a caso Monti ha chiesto con Sarkozy misure “entro marzo”: perchè l’asta del 29 dicembre, a fatica è andata in porto, quella del 15 febbraio, con qualche fatica in più (sono il triplo della scadenza precedente), può essere retta, ma le altre due, marzo ed aprile (più o meno ciascuna di pari entità della precedente) potrebbero davvero affondare la barca. E, se non c’è lo scudo europeo, c’è da scommettere che  la “speculazione internazionale” (questo fantasma dietro cui si celano Wall street e la Casa Bianca) si accanirà per dare il colpo finale, all’Italia ed all’Euro.

Se questo dovesse succedere, fra le altre cose, sarebbe la fine del tentativo di “Mario il Grigio”. Ma anche qui l’uomo si è preparato una brillante via d’uscita: se le cose dovessero mettersi male già nelle prossime settimane, meglio arrivare alla rottura e far cadere il governo. Un voto contrario all’indirizzo di politica generale del governo ne provocherebbe le dimissioni, dopo di che non resterebbe che andare a nuove elezioni. Default per  default, tanto vale farlo  scaricando la colpa sulla irresponsabilità della classe politica. E alle elezioni, una lista che definiremmo “tecnico-centrista” vincerebbe facilmente. Ma per ottenere questo risultato, occorre che il Parlamento faccia un passo falso su un tema che susciti l’indignazione popolare. E l’occasione c’è: il taglio agli stipendi dei parlamentari. Tema che suscita la più profonda antipatia popolare verso i “politici” visti – a ragione- come dei parassiti e delle sanguisughe. Peraltro, questi sono anche dei morti di fame che piuttosto che rinunciare a mille euro al mese, venderebbero la madre e la nonna al mercato degli schiavi, per cui stanno mettendo tutti due i piedi nella trappola. E Monti ha già dichiarato che ritiene il provvedimento qualificante, aggiungendo “Questo governo non ha il problema di durare”. Come dire: “Se non vi tagliate gli stipendi, vi porto sparati al voto”.

Non so se i pezzenti di Montecitorio e di Palazzo Madama ci cadranno (sono abbastanza stupidi per farlo), ma se dovesse succedere sarebbero le elezioni e sia Pdl che Lega e Pd sarebbero massacrati a favore del “centro-tecnico”.

E voi dite che “Mario il Grigio” non è bravo? Come economista non vale granché, come statista vale ancora meno, ma come illusionista è un genio. Congratulazioni vivissime.

Aldo Giannuli

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CHI HA TRADITO VERAMENTE

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 15 dicembre 2010

NON SI PUO’ RITRADIRE
 
Sull’esito del voto alla Camera di ieri si sono sprecati ettolitri di inchiostro per governare il pallotoliere impazzito. Ma quanto pare se ne sprecherà altro. 314 SI ALLA FIDUCIA 311 NO: tre voti di scarto. Nella stampa “democratica” dall’Unità a Radio Popolare tutti si accaniscono sui tre deputati di FLI che avrebbero tradito, dimenticando, i 2 IDV (Scilipoti e Razzi) e 1 PD Calearo. Ma i 3 di FLI erano già nel PDL e semmai avevano tradito passando a FLI; avevano tradito e si sono “ravveduti”; non hanno ritradito.
 
Come mai questa democratica amnesia? Semplice: perchè nonostante la defezione dei 3 FLI se i 3 killer del centrosinistra non avessero “tradito” l’esito finale sarebbe stato 314 SI ALLA SFIDUCIA contro 311 NO. Questi si hanno tradito
 
Morale: la forza del berlusconismo sta tutta ancora nell’inadeguatezza di quegli scranni della cosiddetta opposizione.
L’opposizione scaturita dal voto utile al PD e del voto di protesta a IDV.
 
PIU’ CHE VOTO UTILE APPARE UN BEL VOTO INUTILE.
 

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