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Posts Tagged ‘legge’

FUORI I FASCISTI DALLE NOSTRE CITTA’!

Posted by PRC Muggiò su sabato 8 aprile 2017

Giovedi 6 aprile in concomitanza con l’iniziativa nazionale ANPI a Roma “Continuando il buon cammino”, gruppi neofascisti, neonazisti e razzisti hanno provocato e minacciato la convivenza democratica nei nostri comuni.
antifaA Desio Forza Nuova e Polo Sovranista hanno interrotto il consiglio comunale a passo squadrista, insultando i consiglieri.
Nella notte striscioni e manifesti di Casapound hanno imbrattato la Stazione ferroviaria di Monza e vie contigue (leggi il comunicato ANPI MB).
Nelle settimane scorse ad Arcore, Meda e ancora Monza, si sono date appuntamento forze della galassia nera, nostalgiche del boia Mussolini.
Altri ancora provocano in vista della Festa di Liberazione, il 25 aprile.
Quante camionette di squadristi vogliono sopportare le amministrazioni? Stanno aspettando che qualcuno ci rimetta la pelle, come nel passato?
Chiudere subito le loro sedi e i loro covi, negare ogni forma di spazio pubblico e privato, denunciare e condannare fascisti e nazisti a piede libero, ristabilire l’ordine democratico e sociale, ridare dignità ai valori della Resistenza: questi gli imperativi!

Applichiamo la legge Scelba (20 giugno 1952 n.645): LEGGI

Applichiamo la legge Mancino (25 giugno 1993 n.205): LEGGI

Blocchiamo la galassia nera del’estrema destra: CONSULTA IL LAVORO ANPI

Applichiamo ai regolamenti comunali clausole antifasciste: LEGGI ESEMPIO

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Renzi e il PD: 27 milioni sono pochi

Posted by PRC Muggiò su venerdì 18 marzo 2016

da ilmanifesto

di Antonio Sciotto – 16\03\2016

Blitz del Pd, e ciao all’acqua pubblica

renzi-scemo-690681_210x210Commissione Ambiente. Ok all’emendamento che apre alla gestione dei privati. M5S e Sinistra Italiana lasciano i lavori per protesta: “Traditi 27 milioni di cittadini che votarono il referendum nel 2011”. Lo scontro adesso si sposta in Aula. In tutte le città dove i servizi idrici sono stati privatizzati le tariffe sono cresciute esponenzialmente

L’ultimo regalo del Pd agli italiani riguarda l’acqua: il “blitz” è avvenuto ieri in Commissione Ambiente della Camera, dove è stato approvato un emendamento – a firma Enrico Borghi – che ha abrogato l’articolo 6 del progetto di legge sull’acqua, e con esso l’obbligo che la gestione dei servizi idrici sia pubblica. «È stato eliminato il cuore della legge, tradendo così i 27 milioni di cittadini che hanno votato il referendum del 2011. Noi ritiriamo la nostra firma», hanno protestato M5S e Sinistra italiana, che avevano sostenuto la proposta di legge di iniziativa popolare sottoscritta da 400 mila persone dopo il referendum.

L’articolo 6, in ossequio ai risultati del voto di cinque anni fa (il 95% dei votanti si era espresso contro la privatizzazione), definiva il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e ne disponeva quindi l’affidamento esclusivo a enti di diritto pubblico. Di conseguenza la norma, così come era stata approntata in accordo con il Forum Acqua bene comune, vietava l’acquisizione di quote azionarie di società di gestione del servizio idrico integrato. Ma essendo stato abrogato l’obbligo, si riaprono ora le porte ai privati: porte in realtà mai del tutto chiuse, visto che in molte città la gestione è già passata di mano a imprese non pubbliche. La legge avrebbe dovuto appunto recepire gli esiti del referendum e definire regole uniformi su tutto il territorio nazionale.

I deputati di M5S e Sinistra italiana hanno abbandonato i lavori della Commissione per protesta, lasciando che fosse approvata – dopo l’emendamento “privatizzatore” – dalla sola maggioranza, con l’accordo del governo. Va ricordato che lo stesso premier Matteo Renzi – allora era sindaco di Firenze – nel 2011 aveva annunciato il suo Sì al referendum per l’acqua pubblica, e si era speso in tweet e dichiarazioni.

il-mio-voto-va-rispettato-350x350«Oggi è il giorno in cui con un emendamento di poche righe il Pd affossa la volontà di 27 milioni di italiani – ha commentato Federica Daga, prima firmataria della proposta di legge – Cancellando l’articolo 6 della legge di iniziativa popolare si elimina l’obbligo che l’acqua, la sua gestione e le infrastrutture idriche siano pubbliche. È come se un referendum non ci fosse stato. Come se i cittadini non avessero parlato. Per questo il M5S ha ritirato la firma da questa legge porcata. Se la votassero loro. Ma non ci fermeremo. Accanto ai comitati per l’acqua pubblica ci batteremo in Aula per riportare il testo alla sua vocazione originaria, nel rispetto del referendum. E impugneremo questo testo aberrante in ogni sede e in ogni luogo».

«Quello che sta accadendo sull’acqua pubblica ha dell’incredibile – dice Nicola Fratoianni, di Sinistra italiana – C’era una proposta di legge, elaborata da SI-Sel e M5S, che definiva l’acqua come bene comune e dava seguito agli esiti del famoso referendum del 2011 in cui 27 milioni di italiani si schierarono apertamente per l’acqua pubblica. Ora in Commissione Ambiente è passato un emendamento del Pd che non obbliga alla gestione pubblica e spalanca di fatto un portone alla privatizzazione dei servizi idrici. Per questo i deputati di Sinistra Italiana hanno abbandonato la Commissione e ritirato le firme dalla proposta di legge. Se vogliono continuare a sfasciare l’esito del referendum e privatizzare l’acqua lo facciano senza il nostro aiuto».

Il Pd si difende, affermando che la legge, così come è passata in Commissione Ambiente, «conferma la proprietà pubblica dell’acqua», e «prevede invece che i privati possano partecipare alla gestione dei servizi idrici, tema mai toccato dal referendum del 2011», dice Enrico Borghi. In modo da avere «servizi più efficienti»: così che «l’acqua sia garantita a tutti, con un servizio di qualità, nel rispetto delle direttive europee e dell’autonomia comunale e a costi contenuti inseriti in tariffa e non sulla fiscalità generale». «Non ci attarderemo – conclude il deputato Pd – nel dirigismo, nella difesa dei carrozzoni e dell’aumento delle imposte come vorrebbero i grillini».

Ma secondo l’M5S le tesi del Pd e dello stesso Renzi – «che ha cambiato idea rispetto al 2011» – sono influenzate dall’«intervento delle multinazionali»: la gestione privata dei servizi idrici, affermano, in tutte le città in cui è stata sperimentata ha riservato grossi guai agli utenti. «Le privatizzazioni – spiega Federica Daga – in questi anni hanno portato una serie di problemi: 1) la riduzione del costo del lavoro, attraverso la diminuzione dell’occupazione e la precarizzazione dei contratti; 2)la riduzione degli investimenti, come già sperimentato (-19%) nell’ultimo decennio di gestioni attraverso SpA; 3) la riduzione della qualità del servizio, con meno manutenzioni e controlli; 4) l’aumento delle tariffe, che infatti salgono esponenzialmente».

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SFRATTI E PIANO CASA: MENO FESTE E PIÙ RISPOSTE

Posted by PRC Muggiò su giovedì 8 gennaio 2015

casa-bettola-diritto-alla-casaIn queste ultime settimane, a Cinisello, un gruppo di persone (donne, bambini, invalidi) sfrattati e senza casa, con l’appoggio dell’Unione Inquilini, ha occupato uno stabile pubblico, venendo sgomberati nel giro di pochi giorni alla luce del fatto che alcuni uffici erano ancora utilizzati dai servizi sociali. Questo non risolve comunque il problema di fondo di troppe famiglie condannate a vivere in strada, colpevoli forse di aver perso il lavoro e non potersi permettere di saldare affitti o mutui. Il gesto in sé non era funzionale all’interruzione di un servizio pubblico (come vuole far credere il Sindaco di Cinisello) ma è una modalità d’azione, forse l’unica rimasta, per organizzare i troppi nuclei familiari sfrattati e richiedere SUBITO una soluzione politica e pratica a questa nuova piaga.

Parallelamente invece, a Sesto S. Giovanni, gli sfratti sono stati bloccati fino a maggio 2015 utilizzando le possibilità offerte dal decreto attuativo dell’art 6, comma 5, del Decreto Legge del 31/08/2013 n.102 che permette di graduare gli sfratti esecutivi per “morosità incolpevole” contenuti in una lista compilata dal Comune e comunicata al Prefetto. Tale decreto stanzia anche dei fondi regionali, da ripartire tra i Comuni, da utilizzare per i rinnovi dei contratti d’affitto o per il pagamento delle caparre ai proprietari.

DECRETO LEGGE 31/08/2013 N.102

Art. 5 Priorità nella concessione dei contributi

1. I provvedimenti comunali di cui al presente decreto sono destinati alla concessione di contributi in favore: a) di inquilini, nei cui confronti sia stato emesso provvedimento di rilascio esecutivo per morosità incolpevole, che sottoscrivano con il proprietario dell’alloggio un nuovo contratto a canone concordato; b) di inquilini la cui ridotta capacità economica non consenta il versamento di un deposito cauzionale per stipulare un nuovo contratto di locazione. In tal caso il comune prevede le modalità per assicurare che il contributo sia versato contestualmente alla consegna dell’immobile; c) di inquilini, ai fini del ristoro, anche parziale, del proprietario dell’alloggio, che dimostrino la disponibilità di quest’ultimo a consentire il differimento dell’esecuzione del provvedimento di rilascio dell’immobile.

Art. 6 Graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica

1. I comuni adottano le misure necessarie per comunicare alle Prefetture – Uffici territoriali del Governo l’elenco dei soggetti richiedenti che abbiano i requisiti per l’accesso al contributo, per le valutazioni funzionali all’adozione delle misure di graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica nell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto.

Due modi opposti per affrontare lo stesso problema.

A questo proposito saremmo curiosi di sapere come si pensa di affrontare la questione nel Comune di Muggiò.

E’ stata fatta un’inchiesta sulla situazione degli sfratti a Muggiò e in caso affermativo quali sono i risultati?

E’ stata redatta la lista dei “morosi incolpevoli” di Muggiò da trasmettere al Prefetto?

Quanti sono i fondi statali a disposizione dell’Amministrazione Comunale per interventi di sostegno agli inquilini in difficoltà?

Dalle risposte a queste domande si potrà capire che tipo di atteggiamento assumerà la nostra Amministrazione rispetto al “problema casa” che potrebbe assumere aspetti preoccupanti alla luce del “Piano Casa” renziano che prevede la cessione a i privati degli alloggi comunali e ALER, oppure alla luce delle norme del decreto Lupi che prevede la chiusura totale dell’erogazione di acqua potabile (in netto contrasto con le normative internazionali che garantiscono i minimi vitali di circa 40 litri al giorno), luce e gas agli inquilini occupanti, che rischiano anche di vedersi revocata la residenza.

Il PD vara questo tipo di manovre e al contempo si dichiara vicino agli ultimi…siamo forse gli unici a vedere una grossa contraddizione?

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Il punto politico del 23 dicembre 2014

Posted by PRC Muggiò su sabato 27 dicembre 2014

di Paolo Ferrero

www.rifondazione.it

1) Il peggior Presidente che la Repubblica abbia mai avuto continua a far danni. Ieri in versione revisionista, Giorgio Napolitano ha detto che “il bicameralismo perfetto è stato il principale passo falso dell’Assemblea Costituente”. Questa affermazione serve unicamente a giustificare la manomissione della Costituzione in ogni sua parte. E’ infatti evidente che se l’Assemblea costituente ha fatto un passo falso principale, ne avrà fatti molti altri secondari… Napolitano, come ogni pentito, è utilissimo per il capitalismo ademocratico che ci governa: ha la determinazione della scuola comunista messa a disposizione dei padroni del vapore. Un vero nichilista. Ogni mattina prego di non diventare mai come lui.

napolitano-garante-mercati-costituzione2) Il JOBS ACT è varato definitivamente con gli elementi contenuti nella legge di Stabilità: l’articolo 18 non c’è più ed in Italia si torna agli anni ’50, dove la discriminazione politica, sindacale, culturale permetterà ai padroni di ristabilire livelli di sfruttamento oggi relegati ai margini del processo produttivo. Chi pensa che la storia vada avanti in una direzione di progresso si sbaglia di grosso. La storia va anche indietro a la modernizzazione reazionaria di Renzi – come il fascismo – determina una clamorosa regressione sociale, culturale, democratica e civile. Il tutto avviene in un contesto di forte innovazione che giustifica tutto: l’estetica dell’esercizio del potere di decidere da parte dell’uomo forte e della velocità, come il futurismo. Non a caso la prima pagina di repubblica ci comunica che Philippe Daverio ha appenda dato alle stampe “il secolo spezzato delle avanguardie”.

3) Continua la crisi del Movimento 5 Stelle, che ci parla di due fatti rilevanti. In primo luogo appena ricomincia la lotta di classe perde di mordente la protesta populista teatralizzata. In secondo luogo viene messo in evidenza come l’autoritarismo sia oggi incompatibile con qualsiasi forma di aggregazione. Gli uomini della provvidenza affascinano ma dopo un po’ rompono le scatole. A tutti, anche a molti degli innamorati della prima ora. Si tratta di un fatto rilevante e positivo, che parla di una crescita sociale e che ci differenzia significativamente dal clima culturale degli anni 20 del secolo scorso, in cui la prima guerra mondiale aveva costruito una antropologia abituata ad obbedire. Oggi non è così, ed è un bene.

4) Il piano Junker non è solo una bufala perché i 300 miliardi non ci sono. Il vero problema è che il piano si basa sull’idea che i soldi pubblici serviranno a smuovere soldi privati. Per ogni miliardo pubblico 15 miliardi privati. Questo significa che questo piano attiverà unicamente lavori che producano significativi profitti (altrimenti il capitale privato non sarebbe remunerato). Il piano junker quindi non produrrà posti di lavoro, non farà i lavori utili (come il riassetto del territorio), ma servirà a devastare l’ambiente garantendo i profitti. E’ del tutto evidente che i settori che rispondono alle caratteristiche del piano junker sono i settori in cui il pubblico paga e il privato guadagna: autostrade, ferrovie, rigassificatori, etc. Occorre chiarire bene che il piano junker non ha nulla a che vedere con l’intervento pubblico ma è semplicemente una forma legale per distribuire mazzette alle grandi imprese di costruzione.

5) Scomparsi: Come tutti i giorni in cui non vi sono scioperi generali oppure suicidi od omicidi di massa, la classe lavoratrice scompare dalla scena: sui giornali non c’è. La distruzione della soggettività della classe lavoratrice è il principale obiettivo del capitale globalizzato, che non vuole avversari ma solo sudditi. In questa battaglia il mondo dell’informazione è quasi per intero il servo scemo del capitale. Per questo ci battiamo per la costruzione di una soggettività antagonista, per la solidarietà di classe, perché sappiamo che with a little help from my friends ce la possiamo fare.

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21 Novembre: la festa dimenticata degli alberi

Posted by PRC Muggiò su martedì 9 dicembre 2014

giornata_alberi_2014_logoNel gennaio 2013 una legge nazionale istituiva la Festa dell’Albero da tenersi ogni 21 novembre.

Non solo. Prevede tuttora che ogni anno si piantino tanti alberelli quanti nuovi neonati sul territorio; inoltre si obbliga le Amministrazioni a pubblicare il censimento arboreo del proprio Comune entro la scadenza del mandato.

L’Amministrazione Zanantoni, lungi dall’essere attenta al benessere ambientale della città, ha sorvolato su ognuno degli obblighi di legge previsti:

  • nessun albero è stato piantato in occasione della giornata nazionale in relazione ai neonati, anzi, oltre al danno la beffa, l’allora Assessore Mazza (Lega Nord) ha dichiarato nel settembre 2013 (testuali parole) di essersi attivato per valutare “la possibilità di poter aumentare gli spazi a verde. Il risultato fu che di spazi adatti non ne abbiamo.” (clicca qui) In sintesi per la Lega Nord a Muggiò non ci sono spazi liberi per nuove piantumazioni (avranno dimenticato l’esistenza del Grugnotorto, del Bosco in Città, dei parchetti, delle sponde del Villoresi…).

  • nessun censimento arboreo è stato depositato, nemmeno dopo che il nostro Consigliere Comunale ha iscritto all’ordine del giorno nel marzo 2014 una interpellanza per richiedere all’allora Sindaco Zanantoni se e quando avesse ottemperato agli obblighi di legge (clicca qui). Ad oggi l’unico censimento risale al 2007-2008 per opera dell’ex Assessore Dossola.

È cambiata Amministrazione ma non sono cambiate le osservazioni:

  • il 21 novembre 2014 è trascorso senza nessuna iniziativa significativa per Muggiò, ci siamo già dimenticati della nuova festa nazionale dell’albero?

  • L’Amministrazione Fiorito ritiene che Muggiò abbia aree pubbliche adatte alla piantumazione? O vuole chiudere gli occhi come la precedente Amministrazione? Quando verranno piantati i nuovi alberi per i neonati nel 2014?

  • Esiste un censimento arboreo o comunque una sua fase d’attuazione per rispettare la legge infranta dalla scorsa Amministrazione?

Queste e altre domande poniamo agli amministratori pubblici, nella speranza che la cura e la salvaguardia dell’ambiente non rimangano slogan elettorali.

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21 Novembre: prima Giornata Nazionale degli Alberi

Posted by PRC Muggiò su giovedì 21 novembre 2013

giornata_alberi_2013_logoIn occasione di questa giornata abbiamo chiesto con un’interpellanza, nel Consiglio Comunale del 30 Settembre 2013, se l’Amministrazione intendesse applicare la legge che prevede la piantumazione di un nuovo albero per ogni bambino nato nel corso dell’anno e il relativo censimento arboreo di tutte le piante su suolo pubblico (Legge 10 del 14/01/2013).

La risposta dell’Assessore Mazza, interrogato sulla questione, ci ha lasciato ridicolmente sorpresi:

…torniamo agli spazi che potremmo andare a piantumare. Oggi di spazi utili non ne abbiamo. Nel Novembre del 2011 incontrai dei funzionari dell’ERSAF [Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste] proprio per valutare con loro la possibilità di poter aumentare gli spazi a verde. Il risultato fu che di spazi adatti non ne abbiamo. Purtroppo viviamo in Provincia di Monza e Brianza e non in Finlandia, lo spazio è ridotto per tutti”.

(verbale del Consiglio Comunale del 30/09/2013)

Come si fa a dire che a Muggiò non c’è spazio per piantumare senza tenere conto delle aree verdi pubbliche del Parco del Grugnotorto, del Bosco in Città, dei numerosi parchetti cittadini, delle piste ciclabili, delle sponde del Villoresi, delle aree di mitigazione, ecc?

Ma come si possono fare affermazioni del genere senza nessun legame con la realtà?

Evidentemente la questione non importa assolutamente nulla agli amministratori locali che quindi si chiudono gli occhi per convincersi che non esiste nessun problema.

Rifondazione Comunista continuerà a battersi, come ha sempre fatto, per preservare il verde cittadino che è un bene pubblico e un patrimonio collettivo nell’ottica di un suo sostanziale aumento e valorizzazione.

Beati finlandesi…

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