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GIU’ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!

Posted by PRC Muggiò su venerdì 20 gennaio 2012

SOTTOSCRIVI E FAI SOTTOSCRIVERE L’APPELLO “GIU’ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!”

Rispettate il risultato del REFERENDUM!

Il risultato del REFERENDUM va rispettato

Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.
Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.
A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.
Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo.

L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.
I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.
Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.
Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.
Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

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LE LIBERALIZZAZIONI SONO STATE UN FLOP

Posted by PRC Muggiò su martedì 6 dicembre 2011

Consumatori italiani beffati: solo i prezzi dei medicinali e delle tariffe dei servizi telefonici hanno subito una diminuzione. Impennata dei costi per le assicurazioni auto, per i servizi bancari/finanziari e per i trasporti ferroviari.

“Le liberalizzazioni hanno portato pochi vantaggi nelle tasche dei consumatori italiani. Anzi, nella stragrande maggioranza dei casi si è registrata una vera e propria impennata dei prezzi o delle tariffe. Tra l’anno di liberalizzazione ed il 2011, solo i medicinali e le tariffe dei servizi telefonici hanno subito una diminuzione del costo. Per tutte le altre voci del paniere preso in esame, invece, è successo il contrario. I prezzi o le tariffe sono cresciute con buona pace di chi sosteneva che un mercato più concorrenziale avrebbe favorito il consumatore finale. Purtroppo, in molti settori si è passati da una situazione di monopolio pubblico a vere e proprie oligarchie controllate dai privati”.

A denunciare questa situazione è il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, che con il suo Ufficio studi ha preso in esame l’andamento delle tariffe o dei prezzi di 11 beni e servizi che sono stati liberalizzati negli ultimi 20 anni.

Il “flop” più clamoroso è avvenuto per le assicurazioni sui mezzi di trasporto che dal 1994 ad oggi sono aumentate del +184,1%, contro un incremento dell’inflazione del +43,3% (in pratica le assicurazioni sono cresciute 4,2 volte in più rispetto al costo della vita).

Male anche i servizi bancari/finanziari (costo dei conti correnti, dei bancomat, commissioni varie, etc.). Sempre tra il 1994 ed il 2011 i costi sono aumentati mediamente del +109,2%, mentre l’incremento dell’inflazione è stato pari al +43,3% (in questo caso i costi finanziari sono aumentati 2,5 volte in più dell’inflazione).

Anche i trasporti ferroviari hanno registrato un incremento dei prezzi molto consistente: tra il 2000 ed il 2011, sono aumentati del +53,2%, contro un aumento del costo della vita pari al +27,1%.

Se per i servizi postali l’aumento del costo delle tariffe è stato del +30,6%, pressoché pari all’incremento dell’inflazione avvenuto tra il 1999 ed il 2011 (+30,3%), per l’energia elettrica la variazione delle tariffe ha subito un aumento più contenuto (+1,8%) rispetto alla crescita dell’inflazione (che tra il 2007 ed i 2011 è stata del +8,4%). Solo per i medicinali e i servizi telefonici le liberalizzazioni hanno portato dei vantaggi economici ai consumatori. Nel primo caso, tra il 1995 ed oggi i prezzi sono diminuiti del 10,9%, a fronte di un aumento del costo della vita del +43,3%. Nel secondo caso, tra il 1998 ed il 2011 le tariffe sono diminuite del 15,7%, mentre l’inflazione è aumentata del 32,5%.

“Alla luce del risultato emerso in questa analisi – conclude Giuseppe Bortolussi – invitiamo il nuovo Governo Monti a monitorare con molta attenzione quei settori che saranno prossimamente interessati da processi di deregolamentazione. Non vorremmo che tra qualche anno molti prezzi e tariffe, che prima dei processi di liberalizzazione erano controllati o comunque tenuti artificiosamente sotto controllo, registrassero aumenti esponenziali con forti ricadute negative per le tasche dei consumatori italiani”.

(**) Per ciascuna voce si è identificato l’anno in cui ha cominciato a svilupparsi il processo di liberalizzazione
ed è stata calcolata la variazione dei prezzi fino agli ultimi dati disponibili (2011 media primi 10 mesi)
• Assicurazioni: a partire dalla liberalizzazione del 1994
• Servizi finanziari: a partire dall’entrata in vigore del Testo Unico Bancario (1994)
• Trasporti ferroviari: a partire dall’anno di separazione tra Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana (2000)
• Trasporti urbani: a partire dalla Legge 133/2008 (conferimento gestione tramite procedure competitive)
• Gas: liberalizzazione a partire dal 1 gennaio 2003
• Pedaggi autostradali: a partire dalla privatizzazione della principale concessionaria pubblica (1999)
• Trasporti aerei: a partire dal 1997 (conclusione processo di liberalizzazione del trasporto aereo europeo)
• Servizi postali: dal recepimento della prima direttiva postale (1998-99)
• Energia elettrica: a partire dal 1 luglio 2007 (liberalizzazione per i clienti privati)
• Prodotti farmaceutici: dei medicinali a partire dal 1995.
• Servizi telefonici: a partire dall’introduzione della “Legge Maccanico” (1997-1998)

(***) Per le voci pedaggi autostradali e trasporti urbani – a causa dei cambiamenti nella
rilevazione da parte dell’ISTAT (nel 2011) – le variazioni dei prezzi nel periodo 2007 e 2011 sono state
calcolate riconducendo le voci in questione a quelle più direttamente confrontabili
(rispettivamente pedaggi e parchimetri e trasporti urbani multimodali).
Andamento delle tariffe nei settori liberalizzati
Variazioni % del prezzo/tariffe e dell’inflazione tra l’anno di liberalizzazione e il 2011 (**)

Anno di liberalizzazione (**) Var. % del prezzo o della tariffa Var. % inflazione Aumento prezzi o tariffe rispetto l’inflazione
Assicurazioni sui mezzi di trasporto (*) 1994 +184,1 +43,3 +4,2 volte
Servizi bancari/finanziari (*) 1994 +109,2 +43,3 +2,5 volte
Trasporti ferroviari 2000 +53,2 +27,1 + 2 volte
Pedaggi autostradali (***) 1999 +50,6 +30,3 +1,7 volte
Trasporti aerei 1997 +48,9 +35,1 +1,4 volte
Gas 2003 +33,5 +17,5 +1,9 volte
Servizi postali 1999 +30,6 +30,3 uguale
Trasporti urbani (***) 2009 +7,9 +4,1 +1,9 volte
Energia elettrica 2007 +1,8 +8,4 inferiore
Prodotti farmaceutici 1995 -10,9 +43,3 diminuito
Servizi telefonici 1998 -15,7 +32,5 diminuito

Elaborazione Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Istat e fonti varie

Note:
(*) Dati di partenza del prezzo e dell’inflazione riferiti al 1995.

(**) Per ciascuna voce si è identificato l’anno in cui ha cominciato a svilupparsi il processo di liberalizzazione
ed è stata calcolata la variazione dei prezzi fino agli ultimi dati disponibili (2011 media primi 10 mesi)
• Assicurazioni: a partire dalla liberalizzazione del 1994
• Servizi finanziari: a partire dall’entrata in vigore del Testo Unico Bancario (1994)
• Trasporti ferroviari: a partire dall’anno di separazione tra Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana (2000)
• Trasporti urbani: a partire dalla Legge 133/2008 (conferimento gestione tramite procedure competitive)
• Gas: liberalizzazione a partire dal 1 gennaio 2003
• Pedaggi autostradali: a partire dalla privatizzazione della principale concessionaria pubblica (1999)
• Trasporti aerei: a partire dal 1997 (conclusione processo di liberalizzazione del trasporto aereo europeo)
• Servizi postali: dal recepimento della prima direttiva postale (1998-99)
• Energia elettrica: a partire dal 1 luglio 2007 (liberalizzazione per i clienti privati)
• Prodotti farmaceutici: dei medicinali a partire dal 1995.
• Servizi telefonici: a partire dall’introduzione della “Legge Maccanico” (1997-1998)

(***) Per le voci pedaggi autostradali e trasporti urbani – a causa dei cambiamenti nella
rilevazione da parte dell’ISTAT (nel 2011) – le variazioni dei prezzi nel periodo 2007 e 2011 sono state
calcolate riconducendo le voci in questione a quelle più direttamente confrontabili
(rispettivamente pedaggi e parchimetri e trasporti urbani multimodali).

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