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Posts Tagged ‘licenziamenti’

Solidarietà e vicinanza alle lavoratrici ed ai lavoratori della Canali di Carate Brianza e a tutte/i coloro che lottano per la difesa del posto di lavoro.

Posted by PRC Muggiò su giovedì 26 ottobre 2017

pugno_chiuso_salutoOltre 130 licenziamenti alla Canali Spa di Carate Brianza.

Senza preavviso, senza avvisaglie, se non un periodo concordato di assegno di solidarietà e alcune riduzioni orarie.

L’azienda chiude, sprezzante del dialogo aperto nei mesi precedenti coi sindacati.

L’ennesimo “omicidio sociale” in Brianza, cui si aggiunge sia la beffa del finanziamento europeo milionario per lo stabilimento K-Flex polacco, costato il posto di lavoro per quasi 200 dipendenti, sia gli esuberi annunciati da Nokia.

Le tensioni sociali sono alle stelle, anche nel territorio della Brianza, dove produttività e rendita superano gli standard.

Tensioni alimentate dal governo che – con la ridicola legge di bilancio appena varata – non interviene per risolvere di netto il problema della povertà e dell’instabilità, non investe su welfare e diritti. Dopo il Jobs Act sembra di leggere la trama del solito film: abbassare il potere contrattuale dei lavoratori, impoverendoli, per favorire fantomatici investimenti delle aziende sul territorio.

La pazienza ha un limite.

Lo Stato intervenga assieme a tutte le istituzioni locali: se la Repubblica è davvero fondata sul lavoro si faccia qualcosa, si impediscano le delocalizzazioni, si nazionalizzino i settori produttivi, si elimini la povertà e la precarietà, si crei lavoro!

Occorre pianificare e investire per invertire la desertificazione produttiva, manifatturiera e industriale del territorio, per contrastare la disgregazione dei rapporti sociali.

I sindacati di base sono in fibrillazione e hanno proclamato lo sciopero generale, anche il leader CGIL ha rispolverato la parola “sciopero” dal vocabolario: noi non ignoriamo questi segnali e sosterremo le legittime rivendicazioni e proteste del mondo del lavoro.

Partito della Rifondazione Comunista

Federazione di Monza e Brianza

via Borgazzi 9, Monza 20900

www.brianzapopolare.it

Monza, 19 ottobre 2017

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Con lavoratrici e i lavoratori della K-Flex, no alle delocalizzazioni

Posted by PRC Muggiò su venerdì 19 maggio 2017

18156349_447456482263615_1458476569620252577_o.jpgRipartiamo dalla vertenza K-FLEX per definire al più presto una legge nazionale che difenda
il lavoro dalle delocalizzazioni, per il ripristino art.18 e contro il jobs-act.
Con l’accordo firmato in tribunale a Monza si chiude la vicenda della K-FLEX. Dal 24 gennaio 2017
le lavoratrici e i lavoratori della ISOLANTE K-FLEX di Roncello (MB) sono rimasti in presidio davanti
alla fabbrica, in sciopero e senza stipendio. Una lunga e durissima lotta, una lunga e durissima
vertenza sindacale. Giorno e notte per impedire la delocalizzazione di impianti e produzione in
Polonia e bloccare gli annunciati 187 licenziamenti.
Una scelta industriale miope ed arrogante con l’unico scopo dichiarato di ulteriori e maggiori
profitti. Senza alcuno scrupolo del danno sociale ed economico che crea ai propri dipendenti e al
tessuto produttivo del territorio. Senza alcun rispetto per l’articolo 41 della nostra Costituzione
sulla “responsabilità sociale d’impresa”.
Il caso della K-FLEX non è purtroppo un caso isolato. L’intero territorio della Brianza è pieno di
aziende piccole grandi o multinazionali, conosciute e sconosciute alle cronache che sono state
tutte pesantemente toccate da processi di de-industrializzazione e de-localizzazione che hanno
portato a chiusure, esuberi, licenziamenti e cassa integrazione. Basterebbe citare IBM, Celestica
Bames-Sem , Alcatel-Lucent, Candy, Compel e Linkra, Yamaha, Panem ecc.
Il territorio della Brianza si sta trasformando, è sempre più vicino il rischio di un punto di non
ritorno, con un tessuto sociale in difficoltà ed in disgregazione. Ora la delocalizzazione di K-FLEX
aggrava ulteriormente la situazione.
Lunedì 15 maggio il presidio è stato rimosso. L’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici K-FLEX ,
preso atto dell’incapacità del Governo, azionista di K-FLEX tramite Cassa Depositi e Prestiti, nel
disporre un efficace intervento e bloccare la delocalizzazione in Polonia, ha deciso di accettare la
mediazione del tribunale di Monza a cui lavoratori si erano rivolti per denunciare l’azienda per
comportamento antisindacale. Una scelta difficile ma, stante la situazione, senza alternative
immediate.
Hanno lottato e fatto tutto quanto era possibile. Oltre il possibile. A loro è dovuto un grande
ringraziamento e rispetto. La loro battaglia di giustizia, per avere difeso il proprio lavoro, la dignità
del lavoro, il diritto al lavoro la vogliamo assumere come un insegnamento. La vertenza K-FLEX ha
rappresentato una grande esperienza umana e un grande momento di solidarietà tra generazioni
e di interazione tra culture diverse.
Ora sono licenziati, senza un lavoro e con pochissime prospettive.
Subiranno le penalità del Jobs Act: non avranno la mobilità ma solo la Naspi per 24 mesi con una
indennità decrescente e copertura contributiva ridotta, non avranno la CIG Straordinaria poiché il
Governo ha eliminato la causale per cessazione di attività. Chi avrà la fortuna di ricollocarsi non
avrà la tutela dell’ art. 18.
Non vogliamo dimenticare la durissima battaglia dei lavoratori e lavoratrici K-FLEX, non vogliamo
che le loro aspettative ed i loro insegnamenti siano disattesi e dimenticati.
Non si tratta di una sconfitta ma di un nuovo inizio.
Chiediamo con forza e convinzione che:
• venga assunta nella agenda politica e sindacale la definizione di una legge nazionale /
regionale che difenda il lavoro dalle delocalizzazioni e una riscrittura della normativa e dei
principi che regolano i finanziamenti pubblici;
• vengano re-introdotte le garanzie e le tutele di quello che è stato l’articolo 18;
• venga abrogata la legge del Jobs-Act del governo Renzi;
• la politica torni a parlare di lavoro nel rispetto dell’articolo 1 della nostra Costituzione.
Su questi punti precisi interroghiamo le forze politiche e sindacali nazionali partendo dalle
nostre rispettive organizzazioni e partiti impegnando le proprie strutture i rispettivi gruppi
parlamentari e dirigenti ai diversi livelli affinché assumano questo impegno come prioritario
nella propria azione politica e sociale.
Questo l’impegno che unitariamente ci assumiamo. Non possiamo mancare.
Sinistra Italiana fed. provinciale Monza e Brianza
Partito della Rifondazione Comunista fed.provinciale Monza e Brianza
I Comitati di Possibile Monza e Brianza
Articolo 1 – MDP di Monza e della Brianza
Roncello, 17 maggio 2017

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Il lavoro al nostro tempo

Posted by PRC Muggiò su martedì 7 marzo 2017

altan-da-la-repubblica-del-30-agosto-2011.jpg

Leggi il comunicato di solidarietà del PRC Muggiò.

Succede che un imprenditore voglia aprire un’attività produttiva senza assumere manodopera e che perciò si rivolga ad una “cooperativa” a cui delega tutta la gestione della produzione e del personale.

Succede però che la “cooperativa”, costituita a stragrande maggioranza da lavoratori stranieri, non applichi il contratto di lavoro previsto, non paghi malattia, straordinari e ferie ed inoltre il “responsabile” si renda colpevole di molestie sessuali.

Succede che i lavoratori si arrabbino, si organizzino in un sindacato, scioperino ed ottengano il licenziamento del “responsabile” e la sostituzione della “cooperativa”.

Succede che la nuova “cooperativa” (che non a caso si chiama Etika, con la Kappa), continui a comportarsi come la precedente, i vari incontri con le parti risultino inconcludenti e che di conseguenza continuino anche gli scioperi ed i presidi ai cancelli.

Succede allora che l’imprenditore chieda che i lavoratori iscritti al sindacato non lavorino più per lui, licenziandoli di fatto. Alla faccia del “lavoro di squadra e affiatamento” pubblicizzati negli slogan aziendali.

Succede quindi che la “cooperativa” convochi altri lavoratori in sostituzione di quelli licenziati i quali però bloccano i cancelli dell’azienda per impedirne l’accesso.

Succede che questi ultimi vengano manganellati dai carabinieri, (clicca e guarda il video) i media ne parlino ed intervengano finalmente le Autorità per tentare di trovare una soluzione condivisa.

Succede anche che in Consiglio Comunale c’è chi – tra le massime cariche cittadine – vuole salvare capra e cavoli, l’imprenditore e i lavoratori depredati dei diritti contrattuali, il manganello e il manganellato, il boia e il condannato.

Non è la sceneggiatura di un film ma è quanto avvenuto e sta avvenendo alla TONCAR di via Sondrio a Muggiò tra i 90 lavoratori organizzati dal SOL COBAS e la proprietà dell’azienda.

Una situazione che evidenzia quanto ormai il lavoro manuale non sia un valore in sé ma accessorio come tanti altri del processo di produzione e come tale venga usato. Un accessorio così come vengono considerati i lavoratori stessi, sostituibili a seconda dei capricci del padrone e delle fluttuazioni di mercato: si veda la K-Flex di Roncello e le centinaia di lavoratori in presidio contro i licenziamenti di massa e la delocalizzazione della fabbrica attuata per ridurre i costi del lavoro oppure la lotta dei mesi precedenti dei lavoratori licenziati da Marcegaglia che mise in vendita un sito produttivo a Sesto S.Giovanni per ottenere liquidità utile per operazioni finanziarie e immobiliari; o ancora l’annosa vicenda Panem, dove i litigi famigliari tra proprietari hanno bloccato un intero sito produttivo.

E’ la stessa filosofia che sta alla base del Job Act, dei voucher, delle norme sugli appalti, dell’abolizione dell’Art. 18, tutti aspetti del lavoro affrontati con la legge di iniziativa popolare ed i referendum proposti dalla CGIL dei quali però ad oggi nessuno ne parla.

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No alla delocalizzazione, no ai licenziamenti

Posted by PRC Muggiò su venerdì 3 marzo 2017

da brianzapopolare.it

La K-Flex, dopo aver intascato 7 milioni di euro di finanziamenti, vorrebbe delocalizzare in Polonia lo stabilimento di Roncello.
“Noi lavoratori abbiamo contribuito a rendere grande la società e ora questo è il ringraziamento”

Chiediamo l’intervento dello stato per impedire il trasferimento degli impianti.

170144290-7fd047fb-ebf6-4161-a0b6-f4d35f555b08.jpgLa vertenza K-flex, di Roncello (MB) si può risolvere: lo può fare il governo, che, invece di perdere tempo a trovare i modi per evitare i referendum sui vaucher e appalti, impedisca questa delocalizzazione in Polonia di una azienda italiana in espansione, che dopo aver usufruito di un finanziamento agevolato di 7 milioni di euro e di circa 700 mila euro a fondo perso, mette sul lastrico 187 uomini e donne.

La loro giusta lotta dura da settimane e fa i conti con una ingiustizia di fondo che va denunciata ed eliminata: grande è la solidarietà intorno a questa lotta, comprese le autorità locali, ma miseri per ora sono i risultati.

Tutto è nelle mani dei lavoratori che hanno dovuto vigilare anche sulla integrità della fabbrica impedendo con presenza di massa, la mobilitazione sindacale e popolare la sottrazione illegittima di materiale per la produzione.

In realtà chi dovrebbe essere perseguita è la proprietà che agisce contro l’interesse nazionale e collettivo, in spregio alla Costituzione. Alle parola seguano i fatti: No alla delocalizzazione, no ai licenziamenti.

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La sicurezza sul posto di lavoro è un diritto…

Posted by PRC Muggiò su giovedì 24 marzo 2016

… ma tanto il padrone col Jobs Act può fare quello che vuole.

articolo

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Solidarietà ai lavoratori Carrier

Posted by PRC Muggiò su domenica 12 gennaio 2014

NO alla delocalizzazione della Carrier di Villasanta

Solidarietà ai 212 lavoratori della Carrier di Villasanta e alla loro lotta. La multinazionale Carrier, nonostante i bilanci in attivo, vuole chiudere lo stabilimento brianzolo e delocalizzare in Repubblica Ceca e Francia. Con i lavoratori: difendiamo la Carrier, difendiamo il lavoro in Brianza.

Il territorio brianzolo si sta trasformado drammaticamente in un deserto produttivo ed industriale.

Carrier Villasanta

Rifondazione Comunista è con le ragioni e le giuste rivendicazioni dei lavoratori/lavoratrici della Carrier di villasanta che chiedono il ritiro di un pesante piano di dismissione e delocalizzazoione che, nonostante i bilanci in attivo, vuole chiudere lo stabilimento brianzolo e delocalizzare in Repubblica Ceca e Francia.

Una delocalizzazione questa che rappresenta una ulteriore pesante e drammatica distruzione di posti di lavoro, professionalità, competenze, presidi industriali siti produttivi nel nostro territorio e nel nostro paese.

La situazione è drammatica. Il nostro territorio si sta trasformado drammaticamente in un deserto produttivo ed industriale, casse integrazioni di ogni ordine e grado, esuberi. Dismissioni e delocalizzazioni di siti produttivi ed industrili. Esodati.

Rifondazione Comunista Federazione Monza e Brianza è attenta e partecipe nel sostenere tutte le lotte e le iniziative dei lavoratori/lavoratrici della Carrier di Villasanta, della propria RSU nel comune intento di difendere il lavoro, il sito industriale in Italia e le competenze.

Esprimiamo, con convinzione, tutta la nostra vicinanza e solidarietà ai 212 lavoratori e lavoratrici della Carrier di Villasanta ed alla loro lotta.

Con i lavoratori e le lavoratrici: NO alla delocalizzazione della Carrier di Villasanta, difendiamo il presidio industriale, il lavoro in Brianza. Il diritto al lavoro. La dignità del lavoro.

Rifondazione Comunista Federazione Monza e Brianza – Dipartimento Lavoro.
Monza 10 gennaio 2014
brianzapopolare.it

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Yamaha, accordo raggiunto. Per un 2010 di pace, lavoro e progresso

Posted by PRC Muggiò su giovedì 24 dicembre 2009

Hanno segnato un punto a loro favore gli operai della Yamaha di Lesmo in lotta; l’azienda si è impegnata definitivamente a chiedere la cassa integrazione straordinaria.

Un Natale più sereno per loro… ed un auspicio per un 2010 di pace, lavoro e progresso per tutto il mondo del lavoro.

Modena City Ramblers – canto di natale

Signora dei vicoli scuri non mollare la lotta
Verranno momenti migliori il tempo è una ruota che gira
Vedremo le rive del mare in un giorno assolato d’estate
Scoleremo cinquanta bottiglie al riparo di un cielo lontano
Ti ricordi c’incontrammo in un giorno di neve e di freddo
E stasera ce ne andremo a ballare per strade e a brindare un saluto
E un cordiale fanculo ad un altro Natale

Per un 2010 di pace, lavoro e progresso

Per un 2010 di pace, lavoro e progresso

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Lesmo – 23 Dicembre 2009. Durissima la lotta dei lavoratori Yamaha

Posted by PRC Muggiò su martedì 22 dicembre 2009

Solidarietà alla durissima lotta dei lavoratori Yamaha

Solidarietà alla durissima lotta dei lavoratori Yamaha

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Ancora sul tetto; niente cassa integrazione straordinaria per gli operai Yamaha Motor

Posted by PRC Muggiò su sabato 19 dicembre 2009

Impegnati a difendere i loro posti di lavoro (66 licenziamenti nello stabilimento Yamaha di Lesmo) gli operai hanno inviato una lettera anche a Valentino Rossi, ma dal campione del mondo della MotoGp nessuna risposta; «Lavora qui accanto a noi, a dieci metri di distanza, ci aspettavamo almeno un minimo di solidarietà.La cosa più assurda di tutta la vicenda è che noi abbiamo appreso dei nostri licenziamenti il giorno dopo che Yamaha ha vinto quattro titoli mondiali» ha detto un’operaio.

Il ministero ha proposto all’azienda un percorso che prevede l’utilizzo della cassa integrazione straordinaria, mobilità di accompagnamento, percorsi di ricollocazioni e riqualificazione, chiedendo alla direzione aziendale di fare una “riflessione”. Ma l’azienda ha un atteggiamento ondivago e nel tempo ha rilasciato dichiarazioni alterne, passando dall’ affermazione di “non ritenere percorribile la strada della cassa integrazione straordinaria” ad una dilatoria  disponibilità a fare una verifica da sottoporre alla casa madre. Gli operai valutano non adeguata la risposta della dirigenza, in particolare per i tempi di risposta della casa madre giudicati troppo lunghi (si ipotizza il 28 di dicembre) e restano sul tetto.

Invitiamo tutti i lavoratori a portare la loro solidarietà ai lavoratori partecipando al presidio (copritevi bene, fa molto freddo) e a seguire lo sviluppo della protesta.

COME ARRIVARE AL PRESIDIO

  • Imboccare la Tangenziale Est in direzione A4-VENEZIA, seguendo le indicazioni per VIMERCATE/LECCO.
  • Alla barriera, prendere le uscite per VIMERCATE/LECCO
  • All’altezza di VIMERCATE, imboccare la direzione per ARCORE/VILLASANTA/LESMO
  • Passato un grande centro commerciale (sulla sinistra), proseguire in direzione LESMO
  • Superati due semafori, alla prima rotonda girare a sinistra in direzione TRIUGGIO (a questo punto il nostro complesso già è visibile)
  • Prendere la prima via sulla destra e subito dopo la prima via a sinistra

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E’ crisi, anche a Muggiò!

Posted by PRC Muggiò su giovedì 5 novembre 2009

E' crisi! Anche a Muggiò

E' crisi! Anche a Muggiò

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