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COMUNICATO STAMPA

Posted by PRC Muggiò su martedì 10 giugno 2014

TESTATA_2013_se

Rosso un fiore in petto c’è Fiorito?

Maria Fiorito e la coalizione di Centrosinistra hanno vinto le elezioni locali ottenendo il 53,2% dei voti al ballottaggio, sconfiggendo la Destra di Zanantoni.

Prendiamo atto del risultato elettorale e auguriamo buon lavoro alla squadra di governo (di cui però non si conoscono ancora i nomi e chi ne sarà il formatore). Ci duole però constatare come sia in allarmante aumento l’astensionismo: meno della metà degli elettori han votato al ballottaggio; più di 4.000 cittadini, che hanno partecipato al primo turno, hanno preferito non votare al ballottaggio. Il vincitore, volente o nolente, rappresenta quindi solo un quarto di tutta la popolazione cittadina.
Giudicheremo, comunque, la nuova amministrazione in merito ai fatti e alla capacità di rappresentare sufficientemente lo spirito di cambiamento e di buona gestione della cosa pubblica, di cui Muggiò veramente necessita.

Ci batteremo affinché le proposte programmatiche che avanzammo per dare valore alle istanze della Sinistra vengano realmente accettate e attuate: dalla gestione totalmente pubblica della rete idrica, al blocco delle vendite ai privati delle azioni delle società responsabili del ciclo dei rifiuti; dalla lotta alla precarietà a partire dai dipendenti Afol, alla realizzazione di una nuova e degna Biblioteca.
Queste elezioni segnano una pesante sconfitta della coalizione Destra-Lega e dei suoi programmi: 853 elettori in meno rispetto al primo turno e, se consideriamo gli elettori di Solo per Muggiò, la cifra sale a 1.958.

scheda-elettorale2Zanantoni perde voti in tutti i seggi (anche nella roccaforte del centro); al contrario, Fiorito guadagna quasi in tutti i seggi, in particolare alla Taccona.
Il Centrosinistra porta a casa 408 voti in più rispetto al voto del 25 maggio; anche se, sommando le preferenze di Sel e Ora per Muggiò, avrebbe in realtà perso 157 voti.

Nell’ottica di ottenere istanze di concreto cambiamento, riteniamo possibile attuare – considerando nel merito le questioni – prove di dialogo, pur consci della nostra radicale alternatività e differenza dalla progettualità del PD (anche per questo motivo, non abbiamo dato indicazione di voto al ballottaggio); manifestando la volontà di proseguire una risoluta attività politica comunista e di sinistra in città.

Continueremo a lottare sul territorio; speranzosi, dopo l’inaspettato risultato alle Europee, di rappresentare nuovamente un punto di riferimento per i lavoratori e i cittadini tutti.  

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COMUNICATO STAMPA

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 12 marzo 2014

TESTATA_2013_seElezioni comunali ed europee 2014

Rifondazione Comunista partecipa alle elezioni amministrative di domenica 25 maggio 2014 per il rinnovo del Sindaco e dei consiglieri comunali di Muggiò.

Inoltre Rifondazione sostiene e appoggia la lista “L’altra Europa con Tsipras” alle elezioni europee che si terranno nella stessa giornata, per una nuova Europa sociale, contro i trattati dell’austerità, per il lavoro e l’ambiente.

A Muggiò presentiamo una lista di candidati aperta a più istanze della sinistra, agli studenti, ai lavoratori, ai pensionati, ma prima ancora aperta alla tutela dell’ambiente e agli interessi della città e dei cittadini di Muggiò: “Rifondazione Comunisti Italiani – Per un’altra Muggiò a sinistra”.

La lista è guidata dal candidato Sindaco Lorenzo Capizzi, 55 anni, attuale consigliere comunale.

Vogliamo continuare con l’intenso lavoro svolto in questi 5 anni di opposizione alla destra (spesso solitaria) volendo unire una sinistra alternativa all’immobilismo del PD, alle larghe intese e al civismo “né di destra né di sinistra”; una sinistra che si riconosce nei valori della pace, della libertà, della solidarietà, dell’uguaglianza, della trasparenza, dell’antifascismo.

Rivendichiamo infatti i nostri ideali di sinistra per una società nuova e differente, e da 20 anni, a Muggiò, offriamo concretamente e non a parole capacità amministrative e di opposizione.

Il programma elettorale –disponibile online –, partendo dalle molte limitazioni a cui sono sottoposti tutti i Comuni italiani, non rinuncia a progettare una Muggiò nuova, futura e aperta: dalle tutele per il lavoro, alla salvaguardia dei beni comuni e del territorio, alla promozione della cultura e delle Associazioni.

DALLA PARTE DEI CITTADINI, DA SEMPRE!

copertina_elezioni

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Ucraina: è guerra civile

Posted by PRC Muggiò su venerdì 21 febbraio 2014

Scrive Paolo Ferrero, segretario nazionale, circa gli eventi di Kiev.

Lo spettro della guerra civile sta tornando in Europa.

Il drammatico susseguirsi degli eventi ucraini, è il risultato del braccio di ferro che è stato messo in atto sul futuro della collocazione internazionale dell’Ucraina, di cui portano grande e grave responsabilità l’Unione Europea e gli Usa che non hanno esitato in queste settimane ad alimentare il clima di scontro, invece di favorire le condizioni per soluzioni politiche del conflitto apertosi dopo la revoca dell’accordo di associazione.

kievL’Unione Europea, gli Usa e la Nato, mirano ad estendere la loro influenza alle porte della Russia, e con questo comportamento stanno creando le condizioni per la guerra civile col rischio di avere una nuova Siria in Europa.

La strada da seguire è stata suggerita da tempo dai comunisti ucraini – in queste ore vittime di inaccettabili intimidazioni e attacchi da parte dei neofascisti, e a cui esprimiamo la nostra solidarietà – ovvero quella di un referendum popolare che desse la possibilità al popolo ucraino di decidere sul proprio destino e sul futuro rapporto fra Ucraina e UE, assieme ad una riforma elettorale proporzionale che consentisse nuove elezioni.

Questa proposta di pace è stata purtroppo ignorata dal governo come dall’opposizione ma rappresenta l’unica via d’uscita possibile per evitare ulteriori bagni di sangue e lo smembramento di un paese, le cui conseguenze sarebbero imprevedibili.

Il PRC è impegnato, insieme alle forze del partito della Sinistra Europea, in questa direzione.

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Il nuovo che avanza…

Posted by PRC Muggiò su giovedì 30 gennaio 2014

Siamo sotto elezioni e la stampa deve rilevare i battibecchi di bugiardoni e bugiardini che pensano insolentemente di poter buggerare come sempre i poveri cittadini di Muggiò, quel 99,95% di elettori che non frequenta le stanze della politica (equamente ripartiti tra tutti gli schieramenti politici) cui si pensa di poter instillare le proprie veline elettorali.

In queste settimane è di moda la vicenda ex-Ravizza, oggetto di disinformazione e bugie spudorate da parte dell’attuale sindaco Zanantoni, cui fan riscontro le mezze verità (contro Zanantoni) e le mezze falsità (contro Rifondazione Comunista) di Carlo Fossati; saremmo accusati, così riporta la stampa, di aver impedito per ragioni ideologiche la realizzazione del P.I.I. nell’area della ex Ravizza, e che per questa colpa il PD non ci inviterà a far parte di un eventuale progetto di coalizione di centrosinistra.

Peccato che noi comunisti siamo diversi, e non sopportiamo che il 99,95% dei cittadini sia considerato alla stregua del popolo bue che si beve qualsiasi sciocchezza (salvo poi il giorno dopo il voto scoprirsi con i soli amministratori demagogici e, peggio, consiglieri inconsistenti e indifferenti ai problemi della città); a noi piacerebbe che ai cittadini fossero date tutte le informazioni affinchè essi possano fare una scelta davvero libera e consapevole, ed ecco allora ulteriori, “piccoli”, dettagli che non vengono ricordati ai cittadini nelle fantasiose ricostruzioni sulla vicenda Ravizza:

  • la prima idea dalla Giunta Fossati per quell’area fu di spostare la sede comunale con insediamento a Villa Casati del DAMS (Università dello spettacolo) di Bologna. Ci vollero 2 anni, da parte dei partiti della coalizione Fossati, per far cambiare quella ipotesi insensata e trovarne una più attinente alle necessità di Muggiò.
  • Bocciato il DAMS si elaborò il progetto di cui parla Fossati; come Rifondazione chiedemmo una cosa inaudita, chiedemmo di vedere gli atti. Decidano i cittadini se a due mesi dalla passata tornata elettorale (vedi box a fianco) Ravizzasiamo stati messi in grado, dai “nostri” amministratori, di esprimere un giudizio ponderato sull’utilità di quel progetto per la città, anche considerando che l’ultimo C.C. di quella consiliatura si svolse il 30 aprile 2009 e che dal 17 marzo in poi si votarono il PGT, lo statuto del Dopo di Noi ed altre “piccolezze” del genere.
  • Oggi, come allora, ribadiamo che non c’era un’opposizione preconcetta, ma la nostra volontà di esprimere un parere di merito su un progetto chiaro e definito, valutando costi e benefici per privato ed ente pubblico.

Con quella “condivisione” del progetto le cose non funzionarono e il progetto non andò avanti, ma questo non impedì che si rinnovasse l’alleanza elettorale con centro-sinistra e Carlo Fossati e ci si presentasse uniti per rinnovare una amministrazione che aveva avuto sì limiti ma che pure aveva difeso gli interessi della città in diverse occasioni, a volte anche in situazioni eccezionali (vicenda Multiplex solo come esempio).

Senonché dopo, per 4 anni e 6 mesi, spesso soli, sempre entrando nel merito dei problemi noi abbiamo fatto coerentemente una opposizione seria ai disastri dell’amministrazione Zanantoni, e la città ha patito la mancanza di un’analoga azione da parte del centrosinistra, dimostratosi a volte inadeguato e in alcuni casi persino connivente col centrodestra.

Se oggi l’aria è cambiata, se il Pd in questi ultimi anni ha maturato scelte politiche diverse rispetto al passato è liberissimo di farlo, ma non cerchi pretesti o ci addossi colpe – che non abbiamo – per giustificarsi … è solo l’aria delle elezioni a dare alla testa? È il metodo Renzi? È questo il nuovo che avanza?

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Italicum, la grande legge elettorale per pochi elettori

Posted by PRC Muggiò su giovedì 23 gennaio 2014

Da rivoltiamonza.worpress.com

Ma nessuno si è accorto del fatto che il nome Italicum richiama la strage di Bologna e la stagione delle bombe? Ok, non è il problema principale, ma il Berlusconi-e-Renzinominalismo ha la sua importanza. Comunque la nuova legge elettorale, approvata dalla strana coppia Pd-FI, ha questo infausto nome per indicare il suo scopo: garantire governabilità. Questo termine ormai diventato dogmatico nella dialettica politica italiana, ma risulta particolarmente odioso: i peggiori regimi totalitari, le più sanguinarie dittature, le più crudeli oppressioni politiche, si basavano tutte su una perfetta governabilità, e sul fatto che in un paese ci fosse una solida maggioranza politica in grado di fucilare gli scontenti. La legge Acerbo (A.K.A. “congegno infernale”), approvata dal parlamento nel 1923, assicurò un’enorme governabilità del paese da parte del Partito Nazionale Fascista: vogliamo riproporla? Pensateci: mai più Governi che cadono, mai più maggioranze traballanti, mai più larghe intese. Se si ammette che la governabilità è un valore in sé, allora si legittimano le peggiori porcate, purché diano un solido indirizzo politico. L’opinione dei cittadini? Sarà per la prossima volta, le presenti circostanze non consentono di ascoltarla.

E certo, per garantire la governabilità bisogna ridurre le voci critiche. A lungo, stamattina, ho sperato che l’8% come soglia di sbarramento fosse uno scherzo. Come si fa a definire democratica una robaccia del genere? Riduce il Parlamento a un bivacco di manipoli (dove l’ho già sentita questa?), annulla di fatto il peso delle opposizioni parlamentari, che si ridurranno ai soli 5 stelle, spinge i partiti a entrare in enormi coalizioni di prodiana memoria, per elemosinare un 5% e il relativo pugnetto di parlamentari. Una forza politica che accumuli il 7,5% non è minoritaria all’interno del paese, non può rimanere fuori dalle istituzioni. Quasi un voto su 10 non avrebbe rappresentanza (applicato alle elezioni del 2013, Italicum avrebbe dato rappresentanza al 53.2% dei cittadini). Di sicuro tutto ciò lascerà mani libere ai partiti maggiori, che si uniranno sui grandi temi per avversare un’opposizione svuotata e monocolore, escludendo dai processi decisionali ogni forza che rifiuti lo schema delle alleanze e dei compromessi.

Una considerazione, per chiudere. È paradossale che una legge del genere venga salutata come strumento per traghettare l’Italia verso la Terza Repubblica. Il puzzo di democristianità di Italicum dà la nausea. Una legge scritta a tavolino dagli esponenti dei due grandi partiti rivali, ma talmente rivali, che poi sul grande tema si sono messi perfettamente d’accordo. Il tentativo di ricostruire un sistema di grandi alleanze parlamentari forzate, che magari litighino, ma poi come le correnti della DC, siano unite nel fronteggiare il grande nemico all’opposizione. Sul cambiamento della qualità di quel nemico non vanno spese parole, più utile ricordare che, almeno, ai tempi c’era il proporzionale puro. Lo scudo crociato ritorna, temprato dalle larghe intese, e più cattivo che mai.

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