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Leggi di Iniziativa Popolare: SI FIRMA IN COMUNE

Posted by PRC Muggiò su martedì 5 giugno 2018

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Fregati i cittadini ed i Consigli Comunali di tre città, poi ci mettono una pezza; a quando la pubblica ammenda?

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 10 giugno 2015

Hanno diffuso notizie parziali e contraddittorie ai 110.000 abitanti di Muggiò, Desio e Lissone lasciando furbescamente intendere una disponibilità di personale irrealistica (“65 agenti per pattugliare le nostre strade nelle sere della prossima estate. Una sinergia fra le Polizie Locali di tre città fra le più importanti della Brianza per offrire ai cittadini più sicurezza attraverso una presenza fino a tarda ora.“) quando invece sceglievano di presidiare un territorio di quasi 30KM quadrati con solo due macchine che si dovevano dividere la miseria di 5 agenti di polizia locale.

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Hanno suscitato la giusta indignazione del personale della polizia urbana delle tre città, trattato dalle rispettive Amministrazioni Comunali alla stregua di semplici comparse e privandolo del ruolo di attore principale che invece ha, per il semplice motivo che sono loro, i vigili, a dover affrontare emergenze e situazioni difficili che si presentano durante i turni di presidio notturno.

Hanno svilito il ruolo dei rispettivi Consigli Comunali obbligandoli a votare a occhi (e orecchie) bendati una Convenzione che era stata immediatamente smontata nei suoi contenuti dalle limpide critiche avanzate dal personale della polizia urbana e dalle sue Rappresentanze Sindacali. Respinte con arroganza anche le richieste di sospensiva della delibera, che avrebbero messo le Amministrazioni Comunali al riparo della figuraccia che ora sono costrette a patire.

Così, ad aprile, tutte le Amministrazioni coinvolte nel pasticcio hanno dato grande risalto sui rispettivi siti istituzionali di una operazione d’immagine così maldestramente orchestrata, mentre ora la stampa, nel silenzio dei siti istituzionali, conferma l’avvenuto accordo tra Organizzazioni Sindacali dei lavoratori e le Amministrazioni Comunali per modificare significativamente la delibera adottata (le pattuglie passano da due a tre ed il personale preposto da 5 a 8).
E’ chiaro che a questo punto l’accordo, per poter essere applicato legittimamente, doveva essere riportato e ridiscusso in Consiglio Comunale per modificare la Convenzione, come è stato fatto in fretta e furia lunedì 8 giugno; a quando gli annunci alla cittadinanza, nei siti delle Amministrazioni, sul cambio di rotta?

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A PROPOSITO DEL 1° MAGGIO

Posted by PRC Muggiò su venerdì 1 Mag 2015

Proprio in prossimità della festa del Primo Maggio si è tenuto un acceso Consiglio Comunale che ha visto al centro una goffa operazione d’immagine della Amministrazione di Muggiò, in assonanza con le altre amministrazioni PD di Desio e Lissone, nei confronti della cittadinanza ed a scapito del lavoratori della Polizia Locale dei tre comuni.

In perfetta continuità con le modalità operative della precedente amministrazione di centro-destra, ecco come il Sindaco Fiorito e la sua Amministrazione concepiscono la sicurezza della città e coinvolgono i lavoratori (ma anche i cittadini, e questo alla faccia del mitico braccialetto bianco rivendicato con orgoglio all’insediamento della amministrazione muggiorese) nelle (poche, a dire il vero) scelte che davvero influenzano la vita dei cittadini. Lo raccontiamo riportando le parole del comunicato unitario emesso dalle Polizie Locali dei tre comuni, a riprova che non si tratta delle posizioni estremistiche dei soliti comunisti.

E’ la stessa continuità adottata con la riaffermata volontà di realizzare un inutile caserma dei Carabinieri invece che lavorare per garantire il presidio del territorio; ma qualcuno si è mai domandato quante automobili di vigili e Carabinieri, personale compreso, potremmo mantene in circolazione con quel quasi milione di euro che sperpereremo con quella sciagurata operazione?

Qui di seguito i documenti distribuiti dalla Polizia Comunale

Il giudizio dei lavoratori della Polizia Locale
Richiesta di conciliazione ex art. 2 legge 146/90 e successive modificazioni

E qui di seguito, per maggiore chiarezza, il testo integrale.

VALUTAZIONE dei LAVORATORI della POLIZIA LOCALE di DESIO, LISSONE, MUGGIO’ in merito alla Convenzione Proposta ed al Patto per la Sicurezza
 

In data 8 Aprile 2015 è stato comunicato ai lavoratori della Polizia Locale di Desio, Lissone e Muggio’ la decisione delle Amministrazioni Comunali dei tre Comuni interessati di attivare la convenzione per la gestione associata del servizio di polizia Locale per j servizi serali. Tale convenzione è stata affiancata da un Patto per la Sicurezza seguita da conferenza stampa per  l’informazione alla cittadinanza.

Pur non mettendo in discussione la legittimità delle scelte operate dalle tre amministrazioni coinvolte e condividendone l’obbiettivo di garantire la serenità e la sicurezza della cittadinanza, dalla discussione scaturita, ampia e articolata, sono emerse perplessità e preoccupazioni, sia per le ventilate modalità di svolgimento del servizio, che sulle modalità scelte dalle tre amministrazioni per informare la cittadinanza delle proprie intenzioni.

Il personale di Polizia Locale intervenuto all’assemblea indetta in data 30 aprile 2015, hanno fatto notare le incongruenze tra la realtà dei fatti e quanto affermato nel comunicato stampa apparso nei siti istituzionali. Ad esempio, il comunicato, in apertura, con l’affermazione “65 Agenti per pattugliare le nostre strade nelle sere della prossima estate” fa intendere al cittadino che ogni sera sarà protetto da questa massa di angeli custodi, spiegando solo nelle righe successive che si tratta di due pattuglie “miste”, composte da 5 agenti coordinate da una centrale operativa. Anche questo passaggio è poco chiaro: non specifica che i 5 agenti non si intendono per squadra ma complessivi.

Solo dal documento allegato alla nota di risposta, inviata alle OOSS in data 8 Aprile 2015, si evince che i 5 saranno suddivisi in due squadre, una da tre e una da due agenti. Due squadre che dovranno pattugliare per tre sere la settimana un territorio di circa 29 km quadrati, abitato da circa 110.000 cittadini, con un rapporto pari a 1 agente ogni 22.000 abitanti.

Il comunicato afferma anche che “il progetto dell’iniziativa si avvale della disponibilità di tutto il personale”, facendo ancora una volta intendere che il personale, gli Agenti di PL, sia perlomeno stato coinvolto nella predisposizione dell’iniziativa. Nulla di più inesatto: nessuna discussione, nessun accermo, nulla è trapelato dei propositi che si stanno mettendo in atto.

Probabilmente se Amministratori e Comandanti, avessero sentito la necessità di costruire il progetto con gli Agenti, trattandoli non da semplici comparse, ma da attori principali della vicenda, visto e considerato che sarà chiesto loro di affrontare emergenze e situazioni difficili in contesti geo-sociali spesso a loro poco noti, si sarebbero resi conto delle falle che questo progetto presenta.

Le principali criticità, oltre a quella citata sono rappresentate dall’eterogenea e insufficiente dotazione di personale, la cui incolumità, rapportata ad un territorio cosi vasto, viene messa in serio pericolo.

Non appaiono chiare le suddivisioni di competenze e le reali sinergie con le altre forze dell’ordine presenti; ogni occasione di incontro/scontro con gruppi di balordi può rappresentare un serio rischio in assenza di una reale copertura interforze di supporto.

Appare difficilmente gestibile la convivenza tra questo nuovo servizio e quelli esistenti, sia ordinari (viabilità, interventi diurni, scuole, gestione ferie e permessi), che straordinari (feste diurne e serali, servizi per altri comuni, EXPO, ecc.).

In sintesi il progetto non convince sia nei confronti dei cittadini, che, proclami a parte non avranno maggior sicurezza, né per gli Agenti, che si troveranno a gestire loro maigrado situazioni di rischio dai risvolti imprevedibili.

Per questi motivi i Lavoratori delle Polizia Locali di Desio, Lissone e Muggio’, con il pieno consenso delle RSU di riferimento ritengono necessaria la condivisione di forme di lotta unitarie e incisive, che sararmo stabilite congiuntamente, per contrastare in maniera decisa e puntuale questo modo discutibile di affrontare le problematiche della cittadinanza, scaricandone gli oneri sulle spalle dei soliti noti.

 

I LAVORATORI DELLE POLIZIE LOCALI di

DESIO – LISSONE – MUGGIO’

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Scambi azionari tra BEA e CEM – vogliamo un servizio di igiene ambientale della Brianza che sia pubblico, sostenibile e partecipato. E se si trattasse solo di cordate contrapposte?

Posted by PRC Muggiò su venerdì 13 febbraio 2015

Nel Consiglio Comunale di Muggiò del 18/12/2014 si è trattato il tema del progetto di aggregazione tra Brianza Energia Ambiente (Bea) e Consorzio Est Milano (Cem Ambiente), due dei soggetti che si occupano di rifiuti nella provincia di Monza e Brianza (all’appello mancano Gelsia Ambiente e CBM, che però è in fase di liquidazione).

Il primo passaggio contemplato nel progetto di fusione era l’emissione ex novo e il successivo acquisto incrociato di un pacchetto di azioni per un valore di 750.000 euro per cui BEA si troverebbe a possedere il 4,97% del capitale di CEM e CEM il 4,76% del capitale di BEA.

Dopo tale operazione e entro la data del 31/12/2016 le due società avrebbero dovuto o dare applicazione al Piano di Aggregazione e Sviluppo, o anticipare la fusione, o decidere anche separatamente la chiusura di tale procedimento.

Sarebbe stato un passaggio importante per la Brianza, sul quale non possiamo esimerci da alcune riflessioni e valutazioni rispetto all’intero panorama che si prospettava.

È per noi un fattore positivo se si cercasse di costruire un nuovo soggetto PUBBLICO che gestisce il ciclo dei rifiuti; noi vorremmo che avesse l’obiettivo di creare una sola società a livello provinciale, e quindi che includa anche Gelsia Ambiente.

Nel delicato e complicato ciclo dei rifiuti la proprietà pubblica è per noi essenziale per poter decidere piani industriali, tipologie e priorità d’investimento che non siano funzionali alla lottizzazione di cariche amministrative ma funzionali a:

  • Ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse economiche;
  • Ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse tecnologiche;
  • Riduzione e razionalizzazione dei Consigli d’Amministrazione societari;
  • Tutela dei lavoratori e aumento dei livelli occupazionali;
  • Rilancio di politiche pubbliche volte all’innovazione più che al profitto;
  • Razionalizzazione e migliore tracciabilità del servizio di trasporto dei rifiuti;
  • Maggiori controlli e trasparenza del ciclo dei rifiuti anche attraverso la partecipazione civica dei cittadini in organismi e/o comitati di controllo societario;

  • Sostenere l’obiettivo “rifiuto zero” avviando il processo strategico che porterà alla dismissione del forno inceneritore di Desio

E qui sta uno dei punti dirimenti.

rifitiIl piano industriale di BEA non contempla un’indicazione chiara che porti in tempi ragionevoli alla dismissione della tecnologia dell’incenerimento e alla chiusura del forno di Desio, sostituendolo con altre tecnologie che consentono il recupero spinto dei rifiuti.

Non la contempla perché non accantona le risorse economiche necessarie al “decommising” del forno, ma prevede solo pochi spiccioli per studi, generici, affidati a terzi;

quindi non siamo in presenza di un accantonamento di fondi SPECIFICO, MIRATO e FINALIZZATO.

La fusione BEA-CEM (che colpevolmente esclude l’integrazione di Gelsia Ambiente), se arrivasse a compimento porterebbe si’ alla costituzione di una nuova realtà in grado di erogare il servizio integrato di gestione dei rifiuti su 60 comuni, per un totale di 750.000 abitanti e la bellezza di 372.000 T/anno di rifiuti trattati e con l’obiettivo dichiarato di una raccolta differenziata pari all’80% …. ma così resterebbe una quantità di rifiuto indifferenziato di circa 67.000 T/anno, più che sufficiente a garantire la saturazione del forno inceneritore di Desio per gli anni futuri.

Si determinerebbe quindi una condizione che garantisce un volume costante e certo di “carburante” per l’inceneritore di Desio, che quindi rischierebbe di confermare l’incenerimento come una scelta perenne.

Ma tutta la suddetta analisi è al condizionale, perché dopo che il Consiglio Comunale di Muggiò ha votato ed approvato, primo tra i primi della classe, ecco che la meravigliosa costruzione del PD della Brianza si blocca … per supposta violazione dell’art. 2360 del Codice Civile che recita “È vietato alle società di costituire o di aumentare il capitale mediante sottoscrizione reciproca di azioni…”. Così pochi giorni dopo l’adozione della delibera muggiorese, nel silenzio imbarazzato del Sindaco e della sua obbediente maggioranza, neppure l’assemblea dei soci CEM se la sente di votare la fusione!

Ora si aprono una valanga di interrogativi, dai più banali ai più complessi:

  • Ma chi ha firmato la legittimità degli atti portati in Consiglio Comunale? Il suo operato sarà valutato nel determinare il raggiungimento degli obiettivi di rendimento?

  • Ma perché si è sponsorizzato un progetto parziale ed illegittimo? La delibera votata deve essere ritirata?

  • Si crede ancora nel progetto di realizzare una gestione pubblica del ciclo integrato dei rifiuti su base provinciale (che porti allo spegnimento del forno inceneritore di Desio, aggiungiamo noi)? In caso affermativo, cosa si mette in campo per superare il problema “tecnico” che è emerso?

  • Noi siamo per una società al al 100% di proprietà pubblica; il progetto del PD prevede l’ingresso dei privati?

  • Ma l’incidente è “tecnico” o “politico”? Nel senso, il problema sarebbe emerso se nel progetto non si fosse messa all’angolo Gelsia Ambiente? E se fosse politico prima ancora che tecnico, siamo di fronte a scontri di “visione strategica” su quale sia la scelta migliore per tutelare l’ambiente, l’occupazione ed il territorio, garantendo servizi efficienti, trasparenti e di qualità alla cittadinanza… oppure a bassi scontri tra cordate che si contendono il controllo di alcune casematte del potere politico ed economico?

  • Il contratto vigente con Gelsia, che scadeva a Dicembre, è stato prorogato di 9 mesi per avere il tempo di realizzare (o bocciare) la fusione BEA-CEM; ma nelle incertezze attuali, si stanno predisponendo gli atti per svolgere un nuovo bando di gara che assegni l’appalto del servizio rifiuti? Non è che si improvviserà una decisione senza una scelta ponderata e dirimente? È già capitato, a Limbiate, che il TAR ha annullato la gara per il passaggio del servizio da Gelsia a Bea; vogliamo trovarci nelle stesse condizioni? Ed ancora, anche a prescindere da eventuali scontri di potere tra cordate contrapposte, quali sono gli obiettivi che l’Amministrazione muggiorese perseguirà nel nuovo bando in tema di tariffazione puntuale e trattamento dei rifiuti (fabbriche del riuso, riduzione produzione di rifiuti ecc.)?

Come è evidente si tratta di scelte ed opzioni fondamentali per il futuro sociale ed ambientale del nostro territorio, opzioni che richiederebbero la messa in campo di ben altre operazioni di trasparenza e partecipazione rispetto al “braccialetto bianco” di Libera rivendicato ed indossato dal nostro Sindaco.

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Una città aperta è Beni Comuni e partecipazione. [Pillole di programma]

Posted by PRC Muggiò su sabato 10 Mag 2014

Benicomunipartecipazione
I Beni Comuni, per loro definizione, non devono essere fruibili da pochi, ma da tutta la comunità, così come i loro eventuali ricavi. La cura delle strutture pubbliche deve essere costante e divenire un processo culturale.

Sosteniamo che proprietà e gestione dei Servizi Pubblici Locali debbano essere integralmente pubblici, così come affermato dalla volontà plebiscitaria registrata con il referendum sull’acqua pubblica, e così come autorizzato dai principi previsti nella normativa comunitaria e confermato dalla giurisprudenza europea:

  • il principio di autonomia delle autorità pubbliche;
  • il diritto delle autorità pubbliche di ricorrere alla “auto produzione” dei servizi da erogare ad una comunità.

Nel principio che l’acqua è un diritto inalienabile dell’umanità vogliamo che la CASA DELL’ACQUA sia realizzata e gestita da enti pubblici.

Siamo per la valorizzazione del Referendum Consultivo Cittadino per stimolare la partecipazione della collettività.

Anche la partecipazione diretta dei cittadini e delle loro associazioni alla cura ed alla crescita culturale e solidale della città è un bene comune che va incentivato e non ostacolato; per questo siamo per agevolare l’utilizzo delle sedi comunali per le associazioni locali e di volontariato e rimuovere gli ostacoli burocratico-amministrativi, a volte vessatori (ad esempio marca da bollo, tassa TOSAP ecc.), che ne limitano le potenzialità.
Siamo per la progettazione di un’area feste non invasiva, ecocompatibile e sostenibile anche a livello economico su aree comunali.

Siamo contro la svendita dei beni pubblici (alloggi o altre tipologie di patrimonio pubblico) e vorremmo piuttosto che tali beni siano sempre più riqualificati e meglio utilizzati.

Clicca qui per visionare l’intero Programma.

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