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Posts Tagged ‘PD’

COMUNICATO STAMPA

Posted by PRC Muggiò su giovedì 5 giugno 2014

TESTATA_2013_se

Ballottaggio di domenica 8 giugno.

La lista RIFONDAZIONE-COMUNISTI ITALIANI, come già preannunciato dalla stampa locale, non si apparenterà con nessun candidato sindaco.

Incoerente la richiesta del PD che, dopo aver irresponsabilmente dichiarato a febbraio come sia meglio perdere da soli piuttosto che vincere in alleanza, ci abbia voluti incontrare. Tuttavia, senza entrare nel merito dei programmi, si è limitato a fare appello al nostro senso di responsabilità.

Ma che senso ha appellarsi al senso di responsabilità, resuscitando la nostra collaborazione solo in questo delicato momento e dimenticando il programma politico del PD che ammette la privatizzazione del servizio di distribuzione dell’acqua, l’ingresso dei privati nella gestione del ciclo dei rifiuti (BEA e GELSIA), il precariato del personale AFOL e così via?

In queste condizioni, riteniamo di non poter dare indicazioni di voto; consapevoli di come i nostri elettori sapranno valutare autonomamente se i contenuti programmatici proposti da Maria FIORITO giustifichino una scelta per il meno peggio…

L’8 giugno vota secondo coscienza.

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COMUNICATO STAMPA

Posted by PRC Muggiò su martedì 27 maggio 2014

TESTATA_2013_se

ELEZIONI COMUNALI – L’esito del voto

Vogliamo ringraziare vivamente tutti gli elettori, i militanti ed i simpatizzanti che, pur consci della difficoltà della prova elettorale, con slancio e passione ci hanno confermato il loro sostegno votandoci e scegliendo anche la lista europea Per un’Altra Europa con Tsipras.
Il risultato elettorale ci consegna però una sconfitta netta per il progetto di cambiamento di un’altra Muggiò che abbiamo proposto.

Le divisioni delle forze che storicamente si richiamano alla sinistra, che pure pesano molto sulle cause di tale sconfitta (e peraltro mostrano la precarietà dello straordinario risultato del PD nel voto per le europee), non possono tuttavia essere un alibi alla mancanza complessiva di credibilità che la nostra proposta ha suscitato nella cittadinanza.

I cittadini hanno scelto “altro” perché vogliono altro.

Detto questo, la sconfitta elettorale incoraggia una riflessione e un’analisi sia sulle modalità che sui contenuti del nostro agire politico a favore della città che non ci spaventa e, anzi, ci stimola nella ricerca di maggiori relazioni con la città.

Per noi comunisti, che non siamo un comitato elettorale che si attiva nella parentesi di una campagna elettorale, le elezioni non costituiscono il fine, bensì sono uno dei tanti strumenti da affiancare alle lotte per una società libera dallo sfruttamento, giusta e solidale … la lotta continua!

VOTI AL CANDIDATO CAPIZZI: 245 su 12.719 – 1,93%

VOTI ALLA LISTA: 238 su 12.719 – 1,90%

fonte: comune.muggio.mb.it

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Intervista al candidato Sindaco Lorenzo Capizzi

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 23 aprile 2014

Clicca sull’immagine per visualizzarla nella dimensione reale e renderla più leggibile.
intervista-capizzi

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COMUNICATO STAMPA

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 12 marzo 2014

TESTATA_2013_seElezioni comunali ed europee 2014

Rifondazione Comunista partecipa alle elezioni amministrative di domenica 25 maggio 2014 per il rinnovo del Sindaco e dei consiglieri comunali di Muggiò.

Inoltre Rifondazione sostiene e appoggia la lista “L’altra Europa con Tsipras” alle elezioni europee che si terranno nella stessa giornata, per una nuova Europa sociale, contro i trattati dell’austerità, per il lavoro e l’ambiente.

A Muggiò presentiamo una lista di candidati aperta a più istanze della sinistra, agli studenti, ai lavoratori, ai pensionati, ma prima ancora aperta alla tutela dell’ambiente e agli interessi della città e dei cittadini di Muggiò: “Rifondazione Comunisti Italiani – Per un’altra Muggiò a sinistra”.

La lista è guidata dal candidato Sindaco Lorenzo Capizzi, 55 anni, attuale consigliere comunale.

Vogliamo continuare con l’intenso lavoro svolto in questi 5 anni di opposizione alla destra (spesso solitaria) volendo unire una sinistra alternativa all’immobilismo del PD, alle larghe intese e al civismo “né di destra né di sinistra”; una sinistra che si riconosce nei valori della pace, della libertà, della solidarietà, dell’uguaglianza, della trasparenza, dell’antifascismo.

Rivendichiamo infatti i nostri ideali di sinistra per una società nuova e differente, e da 20 anni, a Muggiò, offriamo concretamente e non a parole capacità amministrative e di opposizione.

Il programma elettorale –disponibile online –, partendo dalle molte limitazioni a cui sono sottoposti tutti i Comuni italiani, non rinuncia a progettare una Muggiò nuova, futura e aperta: dalle tutele per il lavoro, alla salvaguardia dei beni comuni e del territorio, alla promozione della cultura e delle Associazioni.

DALLA PARTE DEI CITTADINI, DA SEMPRE!

copertina_elezioni

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COMUNICATO STAMPA

Posted by PRC Muggiò su lunedì 17 febbraio 2014

TESTATA_2013_se

CONTRO OGNI REVISIONISMO, ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Domenica 16 febbraio 2014 Muggiò ha celebrato il Giorno del Ricordo.

L’Amministrazione comunale, in gran completo e al seguito del Sindaco Zanantoni, ha organizzato la celebrazione allestendo una mostra e invitando a parlare l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

Tra gli inviti spicca colei che ha chiuso la giornata con la lettura di una preghiera: Francesca Montagni Marchiori, dell’Ass. Battaglione Bersaglieri Volontari “Benito Mussolini” di nostalgica memoria.

Rifondazione Comunista ha indetto una presenza antifascista contro l’infausta scelta dell’Amministrazione di dare spazio a con chi – con un’operazione di revisionismo – strumentalizza la giornata a scopi personali e politici, dando rilievo istituzionale a chi fiancheggia ideali combattuti dai nostri Partigiani e vietati dalla Costituzione Repubblicana.

Alla presenza antifascista c’erano molte persone, e tra queste le forze sociali, a partire dall’ANPI locale e provinciale – che ha diffuso un comunicato di sdegno –, e la partecipazione di esponenti politici locali (da SEL, al M5S, al PD), fino al Comitato Beni Comuni di Monza e Brianza, rinforzando la presenza dei tanti antifascisti.

Inqualificabili le dichiarazioni del Sindaco Zanantoni, che parlando a nome della città ha utilizzato il suo ruolo per una sequela di scorrettezze storiche e politiche, atte alla riabilitazione di alcune pagine oscure della nostra storia e alla strumentalizzazione politica, lasciandosi altresì andare a gravi insulti nei confronti non solo dei partecipanti antifascisti, presenti in piazza a debita distanza, ma delle stesse istituzioni, laddove ha sostenuto che il Presidente della Repubblica in tema di foibe ha pronunciato dei falsi storici.

La protesta pacifica, sotto gli occhi attenti delle forze dell’ordine, si è conclusa sulle note di “Bella ciao”, voltando le spalle alla signora Montagni Marchiori. Alcuni militanti dell’estrema destra (4 o 5, forti anche della presenza al loro fianco di paramilitari) hanno rotto gli indugi e cercato lo scontro fisico al grido di “Assassini”, rivolto alle donne, ai giovani, ai rappresentati e ai cittadini antifascisti – muggioresi e non – presenti.

L’intervento delle Forze dell’ordine ha impedito ai quattro o cinque militanti destroidi di attaccare alle spalle gli antifascisti, ma le parole di difesa della Costituzione e di pretesa di legalità – seriamente minacciata – sono state infangate da dichiarazioni oltraggiose e di parte.

Denunciamo i fatti avvenuti a Muggiò: il Sindaco ha commesso reato di vilipendio del Presidente della Repubblica; i pochi partecipanti alla chiamata del Sindaco si sono mostrati violenti e schierati “militarmente” per la difesa di un aberrante ideale politico, sconfitto dalla storia e dalla Resistenza.

AMMINISTRATORI DI MUGGIO’, INDIGNATEVI TUTTI!

Oggi in piazza qualcuno ha ignorato la Costituzione Repubblicana, e noi abbiamo cercato di impedirlo!

Muggiò, 16 Febbraio 2014

Partito della Rifondazione Comunista

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Il nuovo che avanza…

Posted by PRC Muggiò su giovedì 30 gennaio 2014

Siamo sotto elezioni e la stampa deve rilevare i battibecchi di bugiardoni e bugiardini che pensano insolentemente di poter buggerare come sempre i poveri cittadini di Muggiò, quel 99,95% di elettori che non frequenta le stanze della politica (equamente ripartiti tra tutti gli schieramenti politici) cui si pensa di poter instillare le proprie veline elettorali.

In queste settimane è di moda la vicenda ex-Ravizza, oggetto di disinformazione e bugie spudorate da parte dell’attuale sindaco Zanantoni, cui fan riscontro le mezze verità (contro Zanantoni) e le mezze falsità (contro Rifondazione Comunista) di Carlo Fossati; saremmo accusati, così riporta la stampa, di aver impedito per ragioni ideologiche la realizzazione del P.I.I. nell’area della ex Ravizza, e che per questa colpa il PD non ci inviterà a far parte di un eventuale progetto di coalizione di centrosinistra.

Peccato che noi comunisti siamo diversi, e non sopportiamo che il 99,95% dei cittadini sia considerato alla stregua del popolo bue che si beve qualsiasi sciocchezza (salvo poi il giorno dopo il voto scoprirsi con i soli amministratori demagogici e, peggio, consiglieri inconsistenti e indifferenti ai problemi della città); a noi piacerebbe che ai cittadini fossero date tutte le informazioni affinchè essi possano fare una scelta davvero libera e consapevole, ed ecco allora ulteriori, “piccoli”, dettagli che non vengono ricordati ai cittadini nelle fantasiose ricostruzioni sulla vicenda Ravizza:

  • la prima idea dalla Giunta Fossati per quell’area fu di spostare la sede comunale con insediamento a Villa Casati del DAMS (Università dello spettacolo) di Bologna. Ci vollero 2 anni, da parte dei partiti della coalizione Fossati, per far cambiare quella ipotesi insensata e trovarne una più attinente alle necessità di Muggiò.
  • Bocciato il DAMS si elaborò il progetto di cui parla Fossati; come Rifondazione chiedemmo una cosa inaudita, chiedemmo di vedere gli atti. Decidano i cittadini se a due mesi dalla passata tornata elettorale (vedi box a fianco) Ravizzasiamo stati messi in grado, dai “nostri” amministratori, di esprimere un giudizio ponderato sull’utilità di quel progetto per la città, anche considerando che l’ultimo C.C. di quella consiliatura si svolse il 30 aprile 2009 e che dal 17 marzo in poi si votarono il PGT, lo statuto del Dopo di Noi ed altre “piccolezze” del genere.
  • Oggi, come allora, ribadiamo che non c’era un’opposizione preconcetta, ma la nostra volontà di esprimere un parere di merito su un progetto chiaro e definito, valutando costi e benefici per privato ed ente pubblico.

Con quella “condivisione” del progetto le cose non funzionarono e il progetto non andò avanti, ma questo non impedì che si rinnovasse l’alleanza elettorale con centro-sinistra e Carlo Fossati e ci si presentasse uniti per rinnovare una amministrazione che aveva avuto sì limiti ma che pure aveva difeso gli interessi della città in diverse occasioni, a volte anche in situazioni eccezionali (vicenda Multiplex solo come esempio).

Senonché dopo, per 4 anni e 6 mesi, spesso soli, sempre entrando nel merito dei problemi noi abbiamo fatto coerentemente una opposizione seria ai disastri dell’amministrazione Zanantoni, e la città ha patito la mancanza di un’analoga azione da parte del centrosinistra, dimostratosi a volte inadeguato e in alcuni casi persino connivente col centrodestra.

Se oggi l’aria è cambiata, se il Pd in questi ultimi anni ha maturato scelte politiche diverse rispetto al passato è liberissimo di farlo, ma non cerchi pretesti o ci addossi colpe – che non abbiamo – per giustificarsi … è solo l’aria delle elezioni a dare alla testa? È il metodo Renzi? È questo il nuovo che avanza?

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Italicum, la grande legge elettorale per pochi elettori

Posted by PRC Muggiò su giovedì 23 gennaio 2014

Da rivoltiamonza.worpress.com

Ma nessuno si è accorto del fatto che il nome Italicum richiama la strage di Bologna e la stagione delle bombe? Ok, non è il problema principale, ma il Berlusconi-e-Renzinominalismo ha la sua importanza. Comunque la nuova legge elettorale, approvata dalla strana coppia Pd-FI, ha questo infausto nome per indicare il suo scopo: garantire governabilità. Questo termine ormai diventato dogmatico nella dialettica politica italiana, ma risulta particolarmente odioso: i peggiori regimi totalitari, le più sanguinarie dittature, le più crudeli oppressioni politiche, si basavano tutte su una perfetta governabilità, e sul fatto che in un paese ci fosse una solida maggioranza politica in grado di fucilare gli scontenti. La legge Acerbo (A.K.A. “congegno infernale”), approvata dal parlamento nel 1923, assicurò un’enorme governabilità del paese da parte del Partito Nazionale Fascista: vogliamo riproporla? Pensateci: mai più Governi che cadono, mai più maggioranze traballanti, mai più larghe intese. Se si ammette che la governabilità è un valore in sé, allora si legittimano le peggiori porcate, purché diano un solido indirizzo politico. L’opinione dei cittadini? Sarà per la prossima volta, le presenti circostanze non consentono di ascoltarla.

E certo, per garantire la governabilità bisogna ridurre le voci critiche. A lungo, stamattina, ho sperato che l’8% come soglia di sbarramento fosse uno scherzo. Come si fa a definire democratica una robaccia del genere? Riduce il Parlamento a un bivacco di manipoli (dove l’ho già sentita questa?), annulla di fatto il peso delle opposizioni parlamentari, che si ridurranno ai soli 5 stelle, spinge i partiti a entrare in enormi coalizioni di prodiana memoria, per elemosinare un 5% e il relativo pugnetto di parlamentari. Una forza politica che accumuli il 7,5% non è minoritaria all’interno del paese, non può rimanere fuori dalle istituzioni. Quasi un voto su 10 non avrebbe rappresentanza (applicato alle elezioni del 2013, Italicum avrebbe dato rappresentanza al 53.2% dei cittadini). Di sicuro tutto ciò lascerà mani libere ai partiti maggiori, che si uniranno sui grandi temi per avversare un’opposizione svuotata e monocolore, escludendo dai processi decisionali ogni forza che rifiuti lo schema delle alleanze e dei compromessi.

Una considerazione, per chiudere. È paradossale che una legge del genere venga salutata come strumento per traghettare l’Italia verso la Terza Repubblica. Il puzzo di democristianità di Italicum dà la nausea. Una legge scritta a tavolino dagli esponenti dei due grandi partiti rivali, ma talmente rivali, che poi sul grande tema si sono messi perfettamente d’accordo. Il tentativo di ricostruire un sistema di grandi alleanze parlamentari forzate, che magari litighino, ma poi come le correnti della DC, siano unite nel fronteggiare il grande nemico all’opposizione. Sul cambiamento della qualità di quel nemico non vanno spese parole, più utile ricordare che, almeno, ai tempi c’era il proporzionale puro. Lo scudo crociato ritorna, temprato dalle larghe intese, e più cattivo che mai.

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Il “job act” di Renzi: una porcata reazionaria

Posted by PRC Muggiò su giovedì 26 dicembre 2013

Pubblicato il 23 dic 2013

di Dino Greco

Ve ne erano tutte le premese e noi ne eravamo certi. Lo strombazzato “Job act”, il piano per il lavoro con cui Renzi vorrebbe imprimere un deciso impulso al rilancio dell’occupazione in Italia non è che pubblicità ingannevole. Si tratta della bersani-renzi-profumo-sinistrariesumazione raccogliticcia del vecchio progetto di Pietro Ichino, vale a dire la definitiva riduzione dei lavoratori a forza lavoro precaria, a basso costo, priva di diritti esigibili, licenziabile ad nutum (al cenno) entro i primi tre anni di lavoro, a prescindere dalla motivazione con cui il padrone decida di rescindere il rapporto. Ma – in definitiva – anche dopo, considerato che l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, dopo la cura Fornero, non esiste più, poiché la reintegrazione nel posto di lavoro è stata sostituita dall’elargizione di una mancia, anche ove il licenziamento sia intimato senza giusta causa e giudicato illegittimo da un magistrato. La stabilizzazione dei rapporti di lavoro (a tutela progressiva nel tempo) esiste dunque solo nel titolo del progetto, ma non nella realtà. Tutti i contratti di lavoro, anche se formalmente riuniti in un’unica fattispecie, sono infatti “a tempo”: l’azienda, e solo essa, è titolata a decidere sino a quando tenere in forza un lavoratore o quando invece sia giunto il momento, o l’oppotunità o, semplicemente, il desiderio di disfarsene. Non occorre scomodare sofisticate argomentazioni per comprendere che il lavoratore il cui rapporto di lavoro è in ogni momento appeso alla discrezionale volontà (più prosaicamente: agli umori) del suo datore di lavoro non è una persona libera, ma soggiogata dal ricatto implicito nell’asimmetria di forze fra i due soggetti e nell’impossibilità di fare valere qualsivoglia diritto, in quanto ciò potrebbe costargli molto caro. La stessa forza contrattuale dei sindacati, già ridotta al lumicino, scomparirebbe del tutto. In effetti, a ben guardare, questo progetto unifica davvero il balcanizzatissimo mondo del lavoro. Lo fa mettendo tutti sullo stesso piano: quello più basso.

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Il Pd fa fuori la Tobin tax: la speculazione e le banche ringraziano

Posted by PRC Muggiò su domenica 22 dicembre 2013

Pubblicato il 19 dic 2013

di Dino Greco – liberazione.it

images2Qualche giorno fa, Marco Panara scriveva su la Repubblica che dal primo marzo scorso, quando è entrata in vigore, al 31 dicembre del 2013, la Tobin-tax avrebbe dovuto portare nelle casse dello Stato un miliardo e 88 milioni di euro, mentre ne arriveranno, forse, 200. Panara derivava questa previsione dall’ultimo dato disponibile, quello dell’ottobre scorso, quando nelle casse del Tesoro di milioni ne erano entrati solo 159, circa 20 al mese per ciascuno degli otto mesi di vita dell’ imposta. Se, come altamente probabile, la media si mantenesse, tra novembre e dicembre – osservava Panara – ne dovrebbero arrivare altri 40, per un totale, appunto, di 200. Quasi 900 in meno delle previsioni del governo e quindi 900 milioni di buco nel bilancio dello Stato. Il flop era non soltanto prevedibile, ma probabilmente premeditato, come avevano subito segnalato gli operatori più accorti (e meno asserviti ai potentati finanziari e alle banche) che lo avevano segnalato, inascoltati, a governo e Parlamento. “La ragione per la quale nella formulazione varata dal governo Monti la Tobin non ha neanche lontanamente raggiunto i suoi obiettivi di gettito – spiegava ancora Panara – è che di fatto esenta il 98 per cento dei 12 mila miliardi di transazioni finanziarie che ogni anno avvengono in Italia o hanno per oggetto titoli emessi da soggetti italiani. Non la pagano infatti day trader (che ormai rappresentano quasi il 40% degli scambi a Piazza Affari) e market makers, speculatori in cambi (il volume delle operazioni in questo settore è pari a 6 volte quello della bilancia commerciale, il che vuol dire che si tratta in gran parte di operazioni speculative), venditori e acquirenti di obbligazioni, speculatori sui tassi, sui credit default swap e via elencando”. Dunque, per andare al sodo, è rimasto nella rete solo chi ha acquistato azioni per tenerle in portafoglio per un periodo medio lungo, ovvero la parte, diciamo così, più sana del mercato, quella che concorre al finanziamento dell’economia reale e non persegue obiettivi puramente speculativi. Chi ha messo all’incasso il risultato da questa pessima formulazione della legge – proseguiva Panara – “sono state soprattutto le banche, alcuni intermediari e la Borsa stessa, che hanno ottenuto di sottrarre alla tassazione i clienti che fanno guadagnare loro le maggiori commissioni”. A fronte del buco nelle entrate, nell’ambito della legge di Stabilità era stato presentato un emendamento (primo firmatario Biobba, Pd, con l’ adesione di parlamentari di Scelta Civica, Nuovo Centro Destra, Sel e Lega) che prevedeva una sostanziale revisione dell’ imposta, ridotta a un decimo di quella attuale (dallo 0,1 allo 0,01%) ma estesa a tutte le transazioni, escluse quelle sui titoli di Stato. “Applicando lo 0,01% al venditore e all’acquirente in ogni transazione sul volume totale annuo di circa 12 mila miliardi di controvalore – concludeva Panara – si avrebbe un gettito di 2,4 miliardi; esentando i titoli di stato si supera comunque il miliardo, ottenendo così il gettito che con la Tobin si intendeva raggiungere. L’emendamento avrebbe dovuto essere discusso ieri sera per entrare nella legge di stabilità. Peccato che il Pd l’abbia abbandonato, dandola vinta alle lobby interessate a lasciare le cose così come stanno. Mentre ogni sorta di balzello viene architettato per drenare quattrini dalle tasche dei lavoratori e dei cittadini onesti, i Democratici spengono anche la tenue speranza di vedere leggermente, molto leggermente, limato il grasso che si accumula nei forzieri della grande speculazione. L’argomento è stato formalmente congelato, con la classica formula farisaica del rinvio, affidando alla commissione Bilancio, nel prossimo mese di gennaio, il compito di “affrontare il tema in modo più vasto e organico durante il semestre italiano di Presidenza del Consiglio Europeo”.

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COMUNICATO STAMPA

Posted by PRC Muggiò su giovedì 19 dicembre 2013

TESTATA_2013_se

Leggiamo sul Giornale di Monza di martedi 17 dicembre 2013 un articolo d’analisi sulle prossime elezioni amministrative che coinvolge anche Rifondazione Comunista.
Pur essendo lieti di venire citati e coinvolti sulla stampa locale, è nostro dovere anche dare maggiori informazioni e correttezza.
In primo luogo vorremmo spendere qualche parola sulle certe o presunte coalizioni elettorali: il dato di fatto su cui si basa l’agire politico (elettorale o meno) di Rifondazione è quello della difesa del mondo del lavoro, dell’ambiente e della legalità, il contrasto alle destre e la netta alternatività al centrosiarticolonistra e alle larghe intese.
Una posizione ribadita anche nel Documento Politico Federale e Nazionale (espressione finale del recente Congresso di Partito) disponibile su brianzapopolare.it e su prcmuggio.wordpress.com.
Dopo questa precisazione è però corretto chiarire che a livello locale Rifondazione Comunista è in attesa di un confronto programmatico-elettorale con il centro sinistra e le altre forze politiche alternative, confronto già richiesto dal neo-Segretario Rendina, per definire se ci sono eventuali convergenze programmatiche che giustificano una aggregazione più ampia, capace di proporre alla città di Muggiò quello scenario di cambiamento che l’attuale gestione amministrativa di centrodestra richiederebbe.
Indipendentemente da questa verifica programmatica l’ipotesi che l’ex assessore Dossola – che diversi cittadini ricordano per il positivo operato nella Giunta Fossati e che da tre anni non è tesserato al nostro partito – possa rappresentarci in qualità di candidato Sindaco o svolgere per noi un qualche ruolo amministrativo nella prossima consiliatura è destituita di ogni fondamento; Dossola esprime da tempo, con la legittima libertà che è data ad ogni cittadino, posizioni strettamente personali.
Per concludere possiamo dichiarare che il Circolo di Muggiò di Rifondazione Comunista si è già dotato di un programma elettorale per le amministrative 2014 e tale programma sarà la base di discussioni programmatiche anche con altre forze politiche e definirà l’agire politico del Partito a Muggiò.

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CIRCOLO PRC DI MUGGIO’ COMUNICATO STAMPA

Posted by PRC Muggiò su martedì 22 ottobre 2013

Abbiamo letto sul CITTADINO di sabato 5/10/13 un articolo inerente alle prossime elezioni amministrative di Muggiò.

A tale proposito vorremmo precisare quanto segue:

E’ verissimo che Rifondazione Comunista ha fatto un’opposizione diversa da altri in Consiglio Comunale ma ciò è solo la logica conseguenza della coerenza col programma elettorale sottoscritto dalla coalizione di centrosinistra.

Questo però non significa che Rifondazione Comunista abbia già deciso di presentarsi alle prossime elezioni da sola, ma anzi è disponibile ad allearsi con chi ritenga di discutere, confrontarsi e condividere i principi fondamentali del suo programma elettorale, che è  disponibile, da subito, per chiunque ne fosse interessato e del quale alleghiamo la prima pagina come quadro di riferimento per la discussione.

IL QUADRO DI RIFERIMENTO

Siamo aperti alla costruzione di una lista comunale e di un programma capace di aggregare forze ed esponenti della società civile e delle forze politiche che si collocano a sinistra, che con rinnovata convinzione collocano la trasparenza amministrativa, la questione sociale e la sostenibilità ambientale, la democrazia partecipata, la questione morale, al centro di un progetto di cambiamento che guadagni il consenso dei cittadini e delle cittadine, dei lavoratori, dei giovani, degli immigrati e delle famiglie.

Un progetto che pur con i vincoli imposti dalle leggi finanziarie e dal patto di stabilità interna – vincoli il cui superamento è fondamentale – sia caratterizzato dalla volontà di tutelare la funzione sociale dell’ente locale e rilanciare e se possibile estendere i beni comuni, selezionando con attenzione le priorità. Ciò significa, in primo luogo, che dovremo considerare fondamentale la difesa dei servizi pubblici, evitarne la restrizione, impedire che ne sia ridotto l’accesso attraverso aumenti delle tariffe.

Rifondazione  Comunista si schiera per la valorizzazione del ruolo delle autonomie locali, optando per un eventuale e futuro accorpamento in consorzi dei Comuni; in questa ottica è per noi prioritario:

  • l’assunzione della difesa delle persone colpite dalla crisi attraverso l’attivazione di adeguate scelte in tema di servizi pubblici, politiche tariffarie ed assistenza sociale;
  • l’assunzione di criteri rigorosi in tema di rispetto della legalità nell’amministrazione pubblica, di trasparenza e di controllo;
  • la tutela del patrimonio pubblico;
  • la salvaguardia delle funzioni pubbliche e il rifiuto delle privatizzazioni in tema di servizi pubblici locali (SPL) a partire dall’acqua;
  • la difesa rigorosa del patrimonio ambientale e del territorio, anche attraverso strategie di mobilità e viabilità sostenibili;
  • il rifiuto di scelte in materia di sicurezza del territorio, ispirate a logiche discriminatorie, razziste, xenofobe;
  • l’allargamento delle pratiche partecipative e la valorizzazione delle assemblee elettive nelle scelte politiche locali;
  • la difesa e la valorizzazione della Costituzione a partire dai principi antifascisti;
  • apertura alle esigenze del mondo giovanile e sostegno attivo alle istanze culturali del territorio;

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IL CONSIGLIO COMUNALE… MA HAI VISTO?

Posted by PRC Muggiò su venerdì 28 giugno 2013

Ho visto cose che voi umani mai avreste immaginato…

Ho visto il PD per l’ennesima volta garantire il  numero legale in una sessione di bilancio invece di mettere in difficoltà la maggioranza.

Ho visto l’ex sindaco Fossati chiedere il rispetto dei tempi stabiliti dal Regolamento Comunale, quando si discuteva una interpellanza scritta sul costo delle esumazioni; solo perché lui doveva fare un’interpellanza (urgente?) sulla caduta  di un albero a Taccona.

Ho visto il pubblico applaudire un consigliere quando ha accusato il sindaco Zanantoni di utilizzare denaro, funzionari e giornali pubblici per la sua propaganda privata.

Ho visto il sindaco Zanantoni arrampicarsi sui vetri per giustificare la pubblicazione, in deroga ai tempi ma a sua insaputa (è la giustifica!), dell’articolo diffamatorio nei confronti di RCI, pubblicato su “ Muggiò Viva” a firma  di una lista civica di destra il cui consigliere era naturalmente assente. ( Anche se fosse stato presente, nessuno se ne sarebbe accorto visto il suo apporto ai lavori del Consiglio).

Ho visto il PD votare a favore del conferimento del ciclo idrico a Brianzacque (società senza i requisiti di legge fino al 6 giugno 2013 … e ancora da verificare dopo quella data) senza che nessun consigliere abbia mai visto lo Statuto di questa società.

Ho visto il PD votare contro un  emendamento di RCI che chiedeva l’estensione del contratto a tempo indeterminato ai lavoratori delle cooperative  impiegati nell’asilo nido comunale.

Ho visto l’appoggio e la solidarietà  di illuminati esponenti del PD  all’assessore Vantellino e al sindaco Zanantoni, durante la discussione della mozione RCI di censura per la mancata realizzazione delle rotonde da parte dell’ANAS, l’uscita anticipata di 2 consiglieri di minoranza e il  voto finale, del PD, identico a quello della destra.

Ho visto il “fratello d’Italia” junior fare un intervento in difesa del padre usando le stesse parole dell’articolo  diffamatorio di cui sopra… e ho capito chi l’aveva scritto.

Ho visto un centrodestra come al solito indifferente a problemi e ai bisogni della città e il PD sostenere con onesta rassegnazione lo status quo esistente.

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Odore di sinistra…

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 12 dicembre 2012

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Acqua pubblica? Bersani dice sì. Ma mezzo Comitato per il no è del Pd

Posted by PRC Muggiò su lunedì 6 giugno 2011

Il Movimento 5 Stelle attacca frontalmente il partito di Bersani: “Hanno cambiato idea nell’arco di pochi mesi e mantengono interessi nelle aziende multiutility. La loro è una posizione opportunistica”
Bersani ora non ha dubbi. E invita gli elettori del Pd a votare ‘sì’ a tutti e quattro i referendum. Compresi i due quesiti sull’acqua. Ma sei dei 13 fondatori del comitato per il ‘no’ “Acqua libera tutti”, che vuole che il decreto Ronchi sulla privatizzazione della risorsa idrica resti in vigore, sono iscritti proprio al suo partito. Accanto a vecchie conoscenze del Pdl, come Piercamillo Falasca ed i deputati Giuliano Cazzola, Benedetto Della Vedova di Fli, spuntano infatti anche i nomi di Luigi Antonio Madeo, membro dell’ assemblea nazionale del Pd, Fabio Santoro, autorevole esponente dei democratici napoletani, Giacomo d’Arrigo rappresentante del Pd e responsabile di Anci Giovani, Massimiliano Dolce, presidente del consiglio comunale del Comune di Palestrina, Antonio Iannamorelli, consigliere comunale Pd a Sulmona (Aquila), Giusy Gallotto, dirigente del Pd di Salerno già collaboratrice del ministro agli affari regionali Lanzillotta nel governo Prodi.

“La posizione del Pd in merito ai referendum è ambigua: prima erano contrari, oggi sono a favore, domani non sappiamo”, accusa il consigliere regionale in Emilia Romagna del Movimento 5 Stelle, Giovanni Favia. Molti di coloro che hanno raccolto le firme si ricordano che lo scorso anno i Democratici non avevano aderito all’iniziativa. Era il 22 aprile 2010 quando Bersani aveva detto: “Noi non abbiamo una strategia referendaria perché in 15 anni si sono persi 24 referendum e poi perché il referendum manca dell’aspetto propositivo. Detto ciò noi guardiamo con simpatia a tutti coloro che si stanno muovendo contro la privatizzazione forzata dell’acqua pubblica”.

Una simpatia che ora non salva il segretario dalle accuse del Movimento 5 Stelle: quella di volere salire sul carro dei vincitori, ora che, dopo il flop di Berlusconi alle amministrative, il quorum sembra più raggiungibile. “I due sì, indicati dal Pd per l’acqua pubblica, hanno il sapore dell’opportunismo e della vecchia politica fatta solo di slogan e convenienze – dice Favia -. I referendum infatti, sono vere e proprie martellate ai modelli di gestione affermati proprio dal Pd nelle varie Hera Spa ed Iren Spa per non parlare delle leggi pro acqua privata presentate da Bersani a novembre”.

Il riferimento è a una proposta di legge presentata il 16 novembre 2010 da Bersani, con altri quarantanove deputati da Franceschini a D’Antoni passando per Sposetti, Colaninno e Boccia. L’idea era quella di superare il decreto Ronchi in tema di gestione delle risorse idriche senza passare per il referendum, ma all’articolo 2 comma 4 si affermava testualmente: “L’acqua è un bene di rilevanza economica”. Proprio il concetto che il secondo quesito del referendum vorrebbe oggi abolire. Una frase che al comitato per il ‘no’ era piaciuta visto che il commento fu: “Per il Partito Democratico l’acqua è un servizio a rilevanza economica e può essere gestita da privati. Questo c’è scritto nella proposta presentata stamattina: il Pd di fatto si schiera contro i referendum truffa. Anche il Partito Democratico, quindi, prende atto che l’acqua deve gestirsi in maniera industriale e che gli investimenti vanno finanziati con la tariffa e non con nuove tasse. Oggi si consuma la Caporetto dei referendari e dei comitati per la statalizzazione dell’acqua. Speriamo in un confronto bipartisan per far fallire i referendum. La proposta del Pd va in questa direzione”.

C’è stata un’ “ambiguità” del Pd, dicono i 5 Stelle. Secondo loro, il motivo è pure che in una miriade di società multiservizi oggi quotate in borsa siedono uomini indicati dai Democratici. I dividendi di queste società arrivano poi a Comuni governati anche da Pd e alleati. Un piccolo, ma eloquente esempio: nella bassa modenese, a Finale Emilia a fine 2010 è scoppiato il “caso Sorgea” dove con voto del centrosinistra, Pd in primis, è stato privatizzato il 40% della società idrica. Unico voto contrario quello del consigliere locale del Prc-Federazione della Sinistra.

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CHI HA TRADITO VERAMENTE

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 15 dicembre 2010

NON SI PUO’ RITRADIRE
 
Sull’esito del voto alla Camera di ieri si sono sprecati ettolitri di inchiostro per governare il pallotoliere impazzito. Ma quanto pare se ne sprecherà altro. 314 SI ALLA FIDUCIA 311 NO: tre voti di scarto. Nella stampa “democratica” dall’Unità a Radio Popolare tutti si accaniscono sui tre deputati di FLI che avrebbero tradito, dimenticando, i 2 IDV (Scilipoti e Razzi) e 1 PD Calearo. Ma i 3 di FLI erano già nel PDL e semmai avevano tradito passando a FLI; avevano tradito e si sono “ravveduti”; non hanno ritradito.
 
Come mai questa democratica amnesia? Semplice: perchè nonostante la defezione dei 3 FLI se i 3 killer del centrosinistra non avessero “tradito” l’esito finale sarebbe stato 314 SI ALLA SFIDUCIA contro 311 NO. Questi si hanno tradito
 
Morale: la forza del berlusconismo sta tutta ancora nell’inadeguatezza di quegli scranni della cosiddetta opposizione.
L’opposizione scaturita dal voto utile al PD e del voto di protesta a IDV.
 
PIU’ CHE VOTO UTILE APPARE UN BEL VOTO INUTILE.
 

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Norme anti scioperi (anti Costituzione). Il PD approva.

Posted by PRC Muggiò su sabato 28 febbraio 2009

Tiziano Treu:
Riforma da fare, ma non per delega

Cesare Damiano:
“Per parte nostra – spiega Damiano – abbiamo criticato il ministro per il ricorso allo strumento della delega, perché é più appropriato una proposta di legge da discutere in Parlamento. Noi vogliamo che sia evitato un’intervento legislativo che invadesse il campo dell’autonomia sindacale.”

Pierluigi Bersani:
“Siamo di fronte a temi di profilo costituzionale rilevante … Tuttavia – ha aggiunto l’esponente del Pd – noi siamo pronti a discutere.”

Enrico Letta:
“Il diritto di sciopero va regolamentato e non compresso … Per arrivare ad una riforma davvero utile ai cittadini, ai sindacati più rappresentativi e alla produttività del paese, … è necessaria una discussione libera in Parlamento e un buon lavoro di concertazione. Di conseguenza è sbagliato, a nostro avviso, lo strumento della legge delega.”

Il PD, invece di invertire la rotta per far fronte alla frustrazione del suo popolo gabbato dal voto (in)utile di aprile 2008, persevera nella sua equidistanza tra imprenditori e lavoratori facendone solo una questione di “metodo”, e quindi approvando il “merito” delle scelte berlusconiane.

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Piombo fuso… su ogni ipotesi di pace!

Posted by PRC Muggiò su sabato 10 gennaio 2009

Per il nostro governo la responsabilità è solo di Hamas:
“Qui non c’è nessuno che vince e nessuno che perde, gli israeliani esercitano il loro diritto all’autodifesa, Hamas è la vera responsabile della situazione.” (Franco Frattini, ministro degli Esteri italiano).

Postazione mobile dell artiglieria israeliana - Copyright © 2009 Reuters - Tutti i diritti riservati

Postazione mobile dell artiglieria israeliana


Per il PD è meglio non schierarsi e non prendere posizione:
“Il Partito Democratico – ha sottolineato Veltroni – che da sempre considera la pace in Medio Oriente una priorità della sua agenda politica, continuerà a sviluppare fin dai prossimi giorni, in Italia e sul piano internazionale, un programma di iniziative e di incontri con l’obiettivo di restituire parola alla politica e alla ricerca di un’intesa tra le parti”.
Bombardata una scuola Onu; 30 morti

Bombardata una scuola Onu; 30 morti

Carri israeliani in attesa di entrare in azione

Carri israeliani in attesa di entrare in azione


Terroristi palestinesi... lanciano sassi

Terroristi palestinesi lanciano sassi


Per noi comunisti invece, riprendendo le dichiarazioni del Segretario Paolo Ferrero, non è un caso che “proprio nel giorno in cui il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha trovato un accordo su una risoluzione per chiedere il cessate il fuoco in Palestina, sempre le Nazioni unite hanno denuciato l’ennesima strage di civili compiuta a Gaza da parte dell’esercito israeliano, dove in più di cento civili, ammassati in una casa, sono stati bombardati e uccisi.
L’invasione e la guerra lanciata da Israele a Gaza deve fermarsi e subito. Stiamo assistendo a dei veri e propri crimini di guerra e la situazione umanitaria è ormai al collasso. Di fronte alla decisione di Israele di continuare la guerra , nonostante le centinaia di vittime innocenti, la comunità internazionale deve prevedere anche sanzioni per rendere cogenti le sue richieste. Altrimenti, il rischio è che tutto rimaga sulla carta, come accaduto fino ad oggi.”
Miliziani di Hamas

Miliziani di Hamas

Noi non sottovalutiamo che i governo istraeliano occupa da 40 anni un territorio non suo ed impedisce, con i posti di blocco, il normale spostamento di persone e merci che dovrebbero attraversare i valichi da/e verso i territori palestinesi. La durata dell’occupazione e la costante prevaricazione dei diritti storico/economici del popolo palestinese (a solo titolo di esempio in base alla risoluzione Onu 194 gli abitanti di Najd (Sderot) e Al-Jura (Ashkelon) hanno il diritto di ritornare ad abitare nelle loro personali proprietà e al loro villaggio nativo) tradiscono invece l’intento dei governanti istraeliani di affamare e colpire collettivamente una popolazione che si è scelta dei rappresentanti a lei non graditi.

Manifesto elettorale della Lega Nord

Manifesto elettorale della Lega Nord

Anche in Italia, durante l’occupazione nazi/fascista, ci furono frange armate (le ricordate? Si chiamavano partigiani) che combatterono contro chi occupava il nostro territorio; sarebbe interessante capire come si comporterebbe la Lega Nord se fosse insediata nei territori palestinesi!
Un padre disperato scappa con la sua bambina ferita alla testa e al corpo dopo l'esplosione di un missile nel campo profughi di Jabaliya.

Un padre disperato scappa con la sua bambina ferita alla testa e al corpo dopo l'esplosione di un missile nel campo profughi di Jabaliya.

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Sciopero generale CGIL del 12 dicembre: il PD è neutrale!

Posted by PRC Muggiò su giovedì 20 novembre 2008

12 Dicembre Sciopero Generale

12 Dicembre Sciopero Generale

Noi non pagheremo la vostra crisi” è il grido di lotta che dai trasporti, dalla scuola, dall’università, dagli ospedali e dalle fabbriche si diffonde nelle strade e nelle piazze nel Paese.

Ma nel Pd spunta l’ala filo Cisl che dichiara senza mezzi termini essere un errore la mobilitazione Cgil. Massimo Calearo, ex presidente di Federmeccanica ora deputato del Pd, la mette giù dura: «La Cgil non è il sindacato, ma un sindacato», con il sott’inteso che Governo, Confindustria, CISL e UIL possono benissimo andare avanti e fare a meno della CGIL.

E fare a meno della CGIL vuole dire che il PD non sosterrà lo sciopero generale del 12 Dicembre 2008 ed anzi, suoi autorevoli esponenti come Fioroni rilasciano dichiarazioni del tipo
«Non è che si può esaltare Obama e poi andare appresso a vecchi riti comunisti. Bisogna togliere le incrostazioni, la Cgil non è la cinghia di trasmissione del Pd e il suo leader non può fare come Giosuè e dire: “fermati sole”».

Va da sé che la risposta dei lavoratori deve essere all’altezza dello scontro che si avvicina. Proprio per questo riteniamo che la Cgil, ed al suo interno la Rete 28 Aprile, deve battersi per l’unificazione delle vertenze in una serie di grandi giornate di lotta e di sciopero generale, oltre che porsi l’obiettivo di rilanciare la convergenza con tutto il sindacalismo conflittuale (Rdb Cub, C. Cobas, Sdl) a partire dalle lotte del movimento degli studenti e dei lavoratori della scuola.

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Dal capitalismo straccione … al “lobbista” straccione

Posted by PRC Muggiò su giovedì 2 ottobre 2008

Ancora non troppo tempo fa si è parlato del Capitalismo italiano come di un “capitalismo straccione”, ed internet è pieno di riferimenti a situazioni patetiche nelle quali i capitalisti italiani si sono distinti per la pateticità delle loro strategie imprenditoriali.
Ancora di recente si sono visti titoli quali:

Ma che si giunga adesso al paradosso per cui gli epigoni della sinistra (rapresentati da Veltroni, il loro segretario), pur di “apparire” utili agli italiani si attribuiscano ruoli immaginifici che ben poco hanno a che spartire con la realtà delle cose è davvero deprimente.

  • “Il segretario del Pd, Valter Veltroni, sostiene che il negoziato (per Alitalia – ndr) si è sbloccato grazie alle sue telefonate a Colaninno e al segretario generale della CGIL Guglielmo Epifani” riportano i giornali;
  • “Veltroni chiama Marcegaglia; Evitiamo lo scontro sociale” titolava la Repubblica alcuni giorni fa (in merito alla decisione della CGIL secondo cui la trattativa con Confindustria ha esaurito il suo significato – ndr).

Ma fuori dal teatrino della politica restano le macerie sociali e cose ben più serie a cui pensare: «Chiusa la trattativa con la Cai – osserva Alessandra Tibaldi, assessora al Lavoro della Regione Lazio – restano sul terreno dei costi sociali elevatissimi. Rimangono a carico della Regione Lazio il problema dei migliaia di esuberi, del mancato rinnovo contrattuale del personale precario e delle negative ricadute occupazionali sull’indotto diretto ed indiretto di un accordo che depotenzia la compagnia di volo e l’hub di Fiumicino».

E per quanto riguarda l’equidistanza del PD tra gli sfruttatori di Confindustria e gli sfruttati della CGIL, c’è da dubitare che gli appelli ad evitare lo scontro sociale o che il lavoro di “lobbing” nei confronti delle forze sociali portino alla fine del conflitto di classe che il padronato esercita quotidianamente contro i lavoratori.

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