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Posts Tagged ‘Ponzoni’

Una grande opportunità per Muggiò: mandarlo a casa.

Posted by PRC Muggiò su domenica 20 aprile 2014

https://prcmuggio.files.wordpress.com/2012/04/index-php1.jpg

 

L’area di cui si parla nell’articolo precedente è quella della PAM-ANTARES ai confini con Muggiò.

Il sindaco di allora che è anche quello uscente,  Zanantoni, definì il Centro Commerciale “una grande opportunità per la città”.

 

 

 

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Condannata la squadra di Ponzoni: ci fu corruzione sul Pgt di Desio.

Posted by PRC Muggiò su domenica 20 aprile 2014

 

Monza, 19 aprile 2014 – Confermata la corruzione sull’urbanistica al Comune di Desio, che ottiene una provvisionale di 80 mila euro sul risarcimento dei danni. Così ha deciso il Tribunale di Monza, che ieri ha condannato l’ex assessore regionale lombardo Pdl Massimo Ponzoni e quella che è stata ritenuta dalla Procura di Monza la sua «squadra» per le modifiche al Piano di governo del territorio desiano per rendere edificabili terreni agricoli e favorire la realizzazione di un centro commerciale in cambio di mazzette, finanziamenti per la campagna elettorale, consulenze e poltrone in Enti e municipalizzate brianzole, fino alla nomina nella Giunta dell’allora neonata Provincia di Monza.

Una Pasqua senza risurrezione dopo il Venerdì Santo da dimenticare di ieri per Ponzoni, a cui è andata la pena più pesante, a 10 anni e mezzo di reclusione perchè imputato anche di concussione, finanziamento illecito al partito, bancarotta fraudolenta, peculato e appropriazione indebita nel processo che si è concluso dopo quasi due anni di udienze.

L’ex golden boy del Pdl in Brianza sbarcato al Pirellone come assessore e diventato segretario del presidente Formigoni fino all’arresto nel gennaio 2012, non si è presentato ieri davanti ai giudici, che l’hanno condannato anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione legale per la durata della pena e all’inabilità a cariche direttive e attività commerciali per 10 anni, oltre che al pagamento tra risarcimento dei danni e provvisionali immediatamente esecutive di oltre 2 milioni di euro complessivi anche a Regione Lombardia (120 mila euro relativi a quando Ponzoni era assessore regionale alla Protezione civile) e ai fallimenti delle società immobiliari che facevano capo all’ex assessore lombardo da cui sono partite nel 2010 le indagini a suo carico, culminate poi con l’accusa di corruzione sull’urbanistica in Brianza. I giudici hanno limato la sentenza con l’assoluzione e la prescrizione per qualche capo di imputazione minore, ma per Ponzoni la condanna è stata di 2 anni maggiore di quella chiesta dal pm Donata Costa.

Interdizione perpetua dai pubblici uffici e concorso nel pagamento del risarcimento al Comune di Desio per l’ex responsabile dell’ufficio tecnico desiano poi diventato assessore provinciale monzese Rosario Perri condannato a 5 anni e mezzo di reclusione; interdizione dai pubblici uffici per 5 anni per l’ex assessore all’urbanistica del Comune di Desio poi diventato vicepresidente della Provincia di Monza Antonino Brambilla condannato a 5 anni e anche per l’intermediario immobiliare ‘foraggiatore’ di Ponzoni, Filippo Duzioni condannato a 3 anni e 2 mesi. Tutti gli imputati dovranno pagare anche le spese del processo e quelle della detenzione in carcere.

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ECCO CHE SPUNTA IL NOME DELL’EX ASSESSORE ALL’URBANISTICA DI MUGGIO’ ED ORA PRESIDENTE DELL’ALER: SISLER

Posted by PRC Muggiò su martedì 28 agosto 2012

I magistrati hanno indagato l’ex capogruppo Pdl Antonino Brambilla per il ruolo di consigliere nella vicenda
Sequestrati beni per altri 60 milioni di euro, tra cui il cavallo spagnolo Pintor IV

di Pier Attilio Trivulzio da l’Esagono

Generoso Paolo Vivacqua lo era di sicuro. Con il Comune di Ravanusa a cui aveva pagato il restauro del muro di cinta del cimitero e fatto costruire la grande statua col Cristo a braccia aperte che richiama l’identica scultura che t’accoglie quando arrivi a Rio de Janeiro. E poi la palificazione del tratto di strada che conduce al Monte Saraceno, affinché la gente potesse percorrerla, illuminata, anche d’inverno la sera tardi. Aveva donato l’organo alla chiesa e s’era impegnato a pagare il conto di una vetrata che è stata da poco inaugurata. A chi, povero, gli chiedeva un sussidio qualche decina di euro li allungava. Era fatto così. Aveva il cuore d’oro. Aveva invece il braccio corto quando si trattava di pagare le consulenze per i molti affari – anche poco puliti – che trattava. Lo dichiara ai magistrati che l’interrogano l’indagato, ancora agli arresti domiciliari nella sua casa di Paina, Felice Tagliabue, a cui non sono mai state pagate consulenze per 600mila euro per l’intermediazione sui terreni che hanno consentito l’operazione Bricoman Italia in via Marengo, a ridosso della Valassina.

Con Vivacqua, Tagliabue si sarebbe dovuto incontrare il 15 novembre. L’incontro non ci fu perché il giorno prima l’industriale dei rottami e delle false fatturazioni era stato freddato da un killer con cinque colpi di revolver calibro 7,65. All’appuntamento con Vivacqua, Felice Tagliabue si sarebbe presentato con il cognato Mario Riva e il nipote Fausto Terranno. La fissazione dell’incontro è documentata dalla email spedita da Tagliabue a Vivacqua proprio il giorno in cui l’ex rotamat di Ravanusa è stato ucciso. “Paolo Vivacqua – dice Fausto Terranno – aveva promesso di far partecipare mio zio (Tagliabue –ndr) agli utili finali dell’operazione Bricoman, però, ad operazione conclusa, alla sua richiesta d’essere liquidato Vivacqua aveva iniziato a dilazionare nel tempo le spettanze dovutegli”. Dall’affare Bricoman Paolo Vivacqua ha incassato 5,1milioni di euro. Somma che dopo essere stata depositata sui conti delle società Loviro srl e Immobiliare V.L.B. srl è stata ritirata per contanti; la Guardia di finanza sta cercando di capire dove siano finiti.

Ai primi di agosto le “fiamme gialle” sono riuscite ad operare sequestri per altri 60milioni di euro tra terreni a Campobello di Licata e Ravanusa, immobili, a Desio, sette moto d’epoca e perfino tre animali: “Pintor IV” cavallo spagnolo di 9 anni dal manto grigio figlio di Impetuoso VIII e Acurela III adatto anche ai concorsi; il pony “Mah” e il frisone “Feoris”. Mentre i carabinieri stanno cercando di dare un volto al killer che ha ucciso il rotamat appena concluso l’affare che gli avrebbe dovuto cambiare la vita. E sì, perché con quei 5,1milioni di euro Vivacqua avrebbe smesso il traffico delle false fatture, chiuso l’impianto di rottamazione di Gessate e si sarebbe goduto la vita assieme alla compagna rumena Lavinia Mihalache. Come dargli torto. Abbandonate le false fatturazioni dopo l’incriminazione della Procura di Brescia, per sei anni Vivacqua aveva deciso di investire i proventi delle illecite fatturazioni nell’acquisto di terreni. Soprattutto quelli di via Marengo a Carate Brianza. Un grosso affare iniziato con rilevare nel 2006 dai fratelli Premarini la Loviro srl che possedeva i terreni di via Marengo e quindi quelli della Edil Casa ceduti alla Edil V.L.B. Quattro anni di trattativa e impegno finanziario che aveva portato alla stipula di un contratto preliminare di compravendita “subordinata all’approvazione in un piano di lottizzazione del comune di Carate”.

Per seguire le pratiche Vivacqua aveva scelto l’avvocato bolognese Loreno Magni e l’architetto Giorgio Aldeghi. E soltanto dopo l’approvazione del piano di lottizzazione, il 12 settembre 2011, aveva firmato il contratto definitivo. Ma per arrivare a questo atto finale era stato necessario distribuire mazzette alla “cooperativa”. Che era riuscita ad organizzare anche un “Consiglio straordinario” composto da Sandro Sisler, Silvio Citterio, Paolo Bertacco, Carlo Camesasca, Maurizio Altobelli, l’architetto Giancarlo Parma, responsabile dell’ufficio Urbanistica e Davide Aldeghi in rappresentanza dello Studio Aldeghi. “Riunione ristretta ad hoc di cui ti comunico in via riservata i rappresentanti”, scrive Giorgio Aldeghi nell’email inviata all’indomani all’avvocato Loviro Magni ed aggiunge: “Ho sentito l’avvocato Antonino Brambilla (ora agli arresti domiciliari per l’affare Ponzoni e ultimo indagato nell’operazione Carate Nostra della magistratura monzese – ndr) e mi ha detto che possiamo inserire le superfici e i parcheggi come previsti dall’opzione e con l’aggiunta: aumentabili sia nella superficie coperta che nei parcheggi in conformità a quanto previsto nella planimetria allegata, che ha ottenuto l’assenso dell’amministrazione comunale di Carate Brianza nella riunione tenutasi presso il municipio il giorno 22 novembre 2010”.

A fronte di un maggior impegno di 200mila euro Bricoman – che garantisce 5,3milioni di euro – chiede la costruzione di un edificio di 5.315 mq di cui 275 mq all’ammezzato per uffici; area esterna drive di almeno 2.040 mq, ulteriore area esterna di 1.120 mq. Con una superficie coperta dei fabbricati di 5920 mq con edificio principale di 5.040, parcheggi per 250/260 posti ed apertura centro commerciale di 2.490 mq di vendita complessiva di cui 2.235 coperta e 255 di vendita drive in”. Questa opzione ottiene parere preventivo il 12 ottobre 2010. Però il Cda di Bricoman non s’accontenta: vuole 116 mq in più di SLP dell’edificio, area drive in di 3.175, ulteriore area scoperta di 1.340 mq e 70 ulteriori posti auto. Tallardo, incaricato di Bricoman riesce a far convocare il “Consiglio” straordinario ristretto di novembre che dà parere positivo ufficioso. Ed è poi così che in Consiglio il progetto viene definitivamente approvato.

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Lombardia – Ponzoni via dalla Regione al suo posto nominato consigliere Antonio Romeo, ex sindaco di Limbiate

Posted by PRC Muggiò su giovedì 31 maggio 2012

di Stefania Totaro da il Giorno

MASSIMO PONZONI è stato sospeso dalla carica di consigliere regionale, al suo posto verrà nominato l’ex sindaco di Limbiate Antonio Romeo come primo dei non eletti.
Lo ha deciso la presidenza del Consiglio dei ministri con un decreto che è stato notificato ieri. L’ex assessore all’Ambiente lombardo, primo degli eletti in Brianza per il Pdl alle elezioni regionali, si era dimesso dalla carica di segretario della presidenza del Consiglio regionale, ma non da quella di consigliere regionale per cui percepiva ancora uno stipendio. Neanche dopo l’arresto avvenuto il 17 gennaio scorso con le accuse di concussione, corruzione, finanziamento illecito al partito, bancarotta fraudolenta, peculato e appropriazione indebita nell’inchiesta della Procura di Monza sulle modifiche di destinazione sospette di due terreni nei Pgt di Desio e Giussano per permettere la realizzazione di altrettanti centri commerciali. Modifiche per cui Ponzoni, secondo l’accusa, ha ottenuto 310 mila euro, oltre ad altri 295 mila euro per le spese delle campagne elettorali dal consulente immobiliare Filippo Duzioni, anche lui ancora detenuto in carcere. In cambio avrebbe fatto avere consulenze e poltrone alla Provincia di Monza e Brianza, in qualità di coordinatore provinciale del Pdl, all’ex assessore all’urbanistica di Desio Antonino Brambilla (diventato vicepresidente della Provincia monzese), all’ex responsabile dell’ufficio tecnico desiano Rosario Perri (diventato assessore provinciale) e all’ex sindaco di Giussano Franco Riva (all’ultimo momento escluso da una carica di assessore provinciale). Brambilla, Perri e Riva si trovano agli arresti domiciliari. Per tutti il processo per questa vicenda si apre il 13 giugno al Tribunale di Monza.

LA SOSPENSIONE di Ponzoni verrà ufficializzata nella seduta del Consiglio regionale del 6 giugno. Al posto di Ponzoni, sospeso perchè non può partecipare ai lavori del Consiglio regionale in quanto in carcere, verrà nominato Antonio Romeo come primo dei non eletti nelle liste del Pdl. Lo ha deciso ieri la riunione dei capigruppo in Regione dopo avere ricevuto la notifica del decreto di sospensione di Ponzoni.
Una procedura che parte d’ufficio e che ci ha messo mesi ad arrivare perchè fa un giro largo dalla Prefettura fino al Consiglio dei ministri. A Ponzoni verrà sospeso anche lo stipendio.

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GUARDA CHI SI VEDE! Il sindaco Zanantoni col suo amico Ponzoni. Chissà, ora che è in galera, se gli porta le arance?

Posted by PRC Muggiò su sabato 21 aprile 2012

Campagna elettorale 2009

(Pasticceria Mariani Muggiò)

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EDILIZIA BRIANZOLA E PGT

Posted by PRC Muggiò su lunedì 16 gennaio 2012

16 gennaio 2012
La magistratura monzese ha emesso un provvedimento di arresto per l’ex assessore regionale (ora all’ufficio di presidenza della Regione Lombardia) PDL Massimo Ponzoni e altre quattro persone per bancarotta nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento della società Pellicano. In manette altri politici e un imprenditore: l’ex assessore provinciale Rosario Perri; Franco Riva, ex sindaco di Giussano (centro-sinistra); il vicepresidente della provincia di Monza-Brianza, Antonino Brambilla (PDL), e l’imprenditore Filippo Duzzoni…
Antonino Brambilla aveva addirittura minacciato di querela il segretario provinciale del PRC, Stefano Forleo, per una serie di manifestazioni  contro la sua permanenza in consiglio comunale a Carate Brianza e nella carica di vice presidente della provincia di Monza e Brianza (ndr).
 E’ stata denominata «Operazione Pellicano» quella che dalle prime ore di questa mattina ha visto impegnati gli uomini della guardia di finanza della tenenza di Paderno Dugnano e del nucleo di polizia tributaria di Milano. I militari hanno effettuato numerose perquisizioni dando esecuzione alle cinque ordinanze di custodia.

Ad essere colpiti da provvedimento restrittivo in carcere, il consigliere regionale Massimo Ponzoni, non reperibile, il vicepresidente della Provincia di Monza e Brianza, Antonino Brambilla e l’imprenditore Filippo Duzioni, quest’ultimo, secondo gli investigatori, il faccendiere che, a capo di un gruppo di aziende di consulenza, avrebbe veicolato ingenti somme di denaro frutto di corruzione. Agli arresti domiciliari, invece, l’ex assessore provinciale Rosario Perri e Franco Riva, ex sindaco di Giussano, commercialista a Cesano Maderno.

L’indagine è stata avviata a fine 2009 e si è sviluppata su due fronti investigativi: il primo, per reati contro il patrimonio e finanziamento illecito a esponenti politici, il secondo per reati contro la pubblica amministrazione. Il primo filone, «appropriazione indebita sfociata anche in ipotesi di bancarotta fraudolenta», vedrebbe protagonista Massimo Ponzoni per il quale sarebbero state sostenute spese per la campagna elettorale e personali attraverso varie società riconducibili sempre allo stesso ex assessore regionale «anche attraverso false fatturazioni». In quest’ambito rientrano i fallimenti delle società immobiliari desiane Il Pellicano srl e Mais srl.

Lo stesso Ponzoni, e di qui il secondo filone dell’indagine, avrebbe in parte «determinato i contenuti dei Pgt di Desio e Giussano, assicurando ad imprenditori a lui vicini cambi di destinazione di terreni da agricoli a edificabili grazie ai legami influenti e al posizionamento di propri uomini di fiducia in ruoli chiave delle varie amministrazioni, a loro volta destinatari di denaro e/o altri vantaggi anche solo in termini politico elettorali».

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Ndrangheta – Incontri con i faccendieri e favori, le mani sugli appalti

Posted by PRC Muggiò su venerdì 16 luglio 2010

Ndrangheta – Incontri con i faccendieri e favori, le mani sugli appalti

da il Giorno

Ponzoni «capitale sociale dell’organizzazione», l’ex assessore regionale Pisani coi calabresi prima del Gp
di STEFANIA TOTARO

— MONZA —
ANCORA MASSIMO PONZONI, ma anche il consigliere regionale Domenico Pisani e il consigliere comunale monzese Rosario Adamo. Altri nomi della politica appaiono tra le pagine di un’altra ordinanza relativa alla maxinchiesta della Dda

di Milano, quella firmata dal gip del Tribunale di Milano Giuseppe Gennari.
Il gip riserva un capitolo ai «Rapporti politici ed istituzionali» dove esordisce: «È chiaro che, se l’obiettivo dei nostri è quello di mettere le mani su appalti pubblici, avere ottimi rapporti con esponenti politici rappresenta un capitale aggiunto di notevole valore e considerevole interesse. Ciò lo si dice, ovviamente, a prescindere dal tipo di “risposta“ del soggetto istituzionale di rife

rimento che talvolta, come nel caso di Oliverio, ma anche di Santomauro e di Ponzoni – si presenta incredibilmente spregiudicata mentre, in altri casi, può essere del tutto neutra. Insomma, queste relazioni altro non sono che parte di quello che il pm, nella richiesta di misura cautelare, definisce il capitale sociale dell’organizzazione criminale. E in questo caso è notevole osservare che è proprio Ivano Perego (presidente della Perego Strade dichiarata fallita dal Tribunale di Lecco nel settembre 2009 e uno degli arrestati) il principale strumento di accesso a quel mondo».
«Per l’ex assessore regionale lombardo Ponzoni – continua il gip – si registra immediatamente un salto di qualità rispetto ai due faccendieri Oliverio e Santomauro. Il percorso attraverso il quale Perego arriva a Ponzoni è esattamente inverso a quello fino ad ora visto. Sono i calabresi che “forzano” un appuntamento con Ponzoni su richiesta di Santomauro; è personalmente Strangio (Salvatore Strangio, anche lui arrestato nella maxioperazione) che procura un appuntamento tra Perego e l’assessore. Ciò a dire che Ponzoni fa parte del capitale sociale della organizzazione indipendentemente e da prima dell’ingresso di Perego e delle sue relazioni (Pavone -uomo di fiducia di Strangio: ti ricordi che domani hai un appuntamento con Ponzoni Massimo alle 16.30?; Perego: si quello della Regione delle cave, lo conosco, va bene..); Pavone: via Taramelli 22 a Milano – una delle sedi della Regione Lombardia)».
Un servizio di appostamento degli inquirenti conferma che in via Taramelli si sono recati Strangio, Perego e Pasquale Nocera, altro uomo di fiducia di Strangio.

È LEGATO INVECE ad Oliverio il passaggio in cui nell’ordinanza si fa riferimento a Domenico Pisani, nato a Stilo (RC), ex assessore regionale, ora consigliere regionale e già candidato alla Provincia di Monza e Brianza. «Il giorno 2 settembre 2009 Perego interessa Oliverio per procurarsi dei biglietti omaggio per il Gran Premio di Formula Uno: con l’occasione, Oliverio propone a Perego di far visita a Pisani con il quale fissa un appuntamento per il giorno successivo. Infatti si incontrano presso la concessionaria di auto di Vedano al Lambro di proprietà di Pisani».
Ancora il 2 settembre 2009 Oliverio «riceve conferma da Perego riguardo all’appuntamento fissato presso gli uffici della Perego con il Consigliere Comunale di Monza Rosario Adamo: Perego precisa di averlo concordato il giorno precedente con il politico, il quale, a causa dell’ignoranza di Perego, a volte viene indicato in alcune conversazioni come Assessore, in altre addirittura come Sindaco di Monza». Sempre il 2 settembre Perego contatta Egidio R., dirigente di una società di costruzioni: «I due discorrono dei lavori di scavo che il primo sta compiendo a Monza, nell’area adiacente a quella dove da poco l’altra società si é aggiudicata l’appalto per la realizzazione del nuovo Polo Istituzionale della Provincia Monza – Brianza. Perego si propone per lo scavo, accennando in tono ironico che si sarebbe servito dei propri influenti appoggi politici per aggiudicarselo (Perego: noi per lo scavo… mica me lo faccio portare via da un altro… chiamo l’assessore della Provincia di Monza… gli dico di chiamare la vostra società…(risata)… gli dico alla politica di dire: guarda che lo scavo lo deve fare Ivano lì…). Poi Perego comunica a Oliverio il suo imminente incontro con Adamo: lo stesso manifesta poi l’intenzione di attivare quest’ultimo, per indirizzare l’assegnazione dello scavo in suo favore. Oliverio approva, prospettandogli l’opportunità di organizzare anche un futuro incontro con “l’Assessore”, che potrebbe individuarsi in Pisani, che i due incontreranno il giorno successivo. Perego non tarda ad informare Pavone degli esiti del suddetto incontro, riferendo di aver incontrato anche il Sindaco di Monza, circostanza da lui riportata che però sembra essere priva di fondamento e che, pare debba essere ricondotta all’incontro con Adamo».

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Nasce il COMITATO CITTADINO NO PAM!

Posted by PRC Muggiò su giovedì 27 maggio 2010

NASCE IL COMITATO DEI CITTADINI CONTRO IL CENTRO COMMERCIALE PAM

Comunicato Stampa

In data 25 maggio ci siamo riuniti per la prima volta, cittadini provenienti da diversi comuni, per costituire il comitato cittadino contro il progetto di costruzione di un centro commerciale al termine di via Mascagni a Desio, al confine con Muggiò, vicino all’uscita Desio Sud della Nuova Valassina ed al cavalcavia che porta a Lissone.

Il progetto è previsto dalla pianificazione urbanistica del PGT di Desio approvato, senza trasparenza e partecipazione, lo scorso anno. Il Pam-Antares, capace di occupare fino 35 mila metri quadrati di su

perficie utile di pavimentazione, su un’area di 104 mila metri quadrati comunque cementificati con parcheggi coperti e altri servizi. Svetta su tutto il complesso una torre di 80 metri d’altezza. Il secondo grattacielo che nascerà a Desio, dopo quello da 90 metri rimasto incompleto ed invenduto al Polo Tecnologico.

Un progetto mastodontico che oltre a consumare territorio e depauperare il paesaggio, porterà danni al già congestionato traffico cittadino ed ai piccoli commercianti, già sotto la scure della crisi, che rischieranno di chiudere i battenti.

Facciamo dunque appello a tutte le forze politiche e civiche ad una mobilitazione incisiva per fermare questo progetto che rischia di compromettere, insieme ad altri grossi interventi urbanistici, le ultime aree verdi rimaste, quelle che dovrebbero costituire una cintura non edificata tra un centro abitato ed un altro.

Esiste già un comitato che si oppone al progetto nel quartiere S. Carlo di Muggiò, rispetto al quale il comitato costituendo non intende assolutamente essere alternativo e con cui, anzi, si cercherà una collaborazione su questo fronte.

Le vie da intraprendere sono infatti la sensibilizzazione, il coinvolgimento, la mobilitazione dei cittadini, consumatori e commercianti, e la via istituzionale, cioè attraverso tutti gli strumenti democratici e di controllo in mano ai consiglieri comunali, provinciali, regionali che hanno aderito ed che aderiranno ed attraverso la partecipazione pubblica ai momenti decisionali istituzionali.

Desio – 26 maggio 2010

CITTADINI CONTRO IL CENRTRO COMMERCIALE PAM – CCCCP Desio – Muggiò – Lissone

Prime adesioni dalle realtà locali in ordine alfabetico:

  • Amici del Parco del Grugnotorto Muggiò
  • Amici di Beppe Grillo Desio
  • Federazione della Sinistra Desio
  • Federazione della sinistra Monza
  • Federazione della sinistra Muggiò
  • Gruppo consigliare PD provinciale
  • Italia dei Valori Muggiò
  • Legambiente Desio
  • Lista Civica Alternativa Verde per Desio
  • Lista Civica “con Fossati per Muggiò”
  • Listone di Lissone
  • Partito Comunista dei Lavoratori
  • PD Desio
  • Sinistra e Ambiente per Desio
  • Sinistra e Libertà Muggiò

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Lega NORD, PDL ed AN cementificano il corridoio ecologico

Posted by PRC Muggiò su sabato 15 novembre 2008

Con l’approvazione del PGT di Desio, Lega NORD, PDL ed AN devastano le aree agricole che costituivano un importante corridoio ecologico in corrispondenza dei confini comunali tra Desio, Muggiò e Lissone, e come se non bastasse compromettono irrimediabilmente l’ambiente del quartiere San Carlo ed il commercio al dettaglio di Muggiò.

PTCP con corridoio ecologico

PTCP con corridoio ecologico

Lo sfascio introdotto dal progetto è impressionante: un centro commerciale di 22.000 metri quadri con accanto un edificio direzionale per ospitare (forse) funzioni sovracomunali, il tutto per un totale di 37.500mq di SLP su una superfice di 102.000 mq.; e l’intervento, giusto per essere ancora più illogico e devastante, tronca il corridoio ecologico previsto dal PTCP della provincia per impedire la saldatura edificatoria dei territori comunali tra Muggiò e Desio.

L'area devastata dal centro commerciale

la zona devastata adiacente a San Carlo

Non è un progetto nuovo, si tratta del famoso progetto PAM-Antares, quello che ipocritamente le stesse forze politiche della destra muggiorese dicevano di non volere nel 2003, e che in questi giorni si affannano a far credere che non vogliono distribuendo volantini mistificatori.

Ma le bugie hanno le gambe corte, ed i fatti dimostrano che Lega NORD, PDL ed AN di Muggiò non hanno mosso un dito (e non muoveranno un dito) nei confronti dei loro affiliati del comune di Desio.

Ora tutti i danni della speculazione rischiano di cadere sui cittadini di Muggiò e del quartiere San Carlo, e solo una netta affermazione di Rifondazione Comunista alle prossime comunali del 2009, con la conseguente sconfitta di questa destra, può dare la possibilità di rimediare ai danni degli affaristi di professione.

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