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Posts Tagged ‘privatizzazione’

Attacchi all’acqua pubblica su tutti i fronti

Posted by PRC Muggiò su martedì 7 luglio 2015

Abbiamo già evidenziato la brutta vicenda della regione Emilia dove, passo dopo passo, si persegue lucidamente la strada di rinnegare la scelta democratica e progressista di 27 milioni di italiani (in settimana il consiglio locale di Atersir ha votato a favore dell’apertura della gara per l’affidamento dei servizi idrici e della gestione dei rifiuti a terzi).

Non è un’eccezione nel panorama italiano, ma uno dei tanti casi nei quali, con l’insediamento del governo PD di Renzi e della sua rete di uomini di potere collusi con l’ideologia del profitto privato e del capitale, si è smarrita la missione delle forze di sinistra.

Di seguito riportiamo un interessante dibattito che è chiarificatore delle posizioni in campo.

—————————————————————–

Risposta di Emilio Molinari a Erasmo D’Angelis.

Prima dei contenuti colpisce il linguaggio di quanto scrive su il manifesto Erasmo D’Angelis, nuovo direttore dell’Unità (giornale fondato da Antonio Gramsci), rivolgendosi a Marco Bersani a proposito di privatizzazione dei servizi pubblici locali e idrici in particolare (http://ilmanifesto.info/erasmo-dangelis-lo-sblocca-italia-e-di-sinistra/). Rozzo, con paradossi estremi, nel giudicare coloro che difendono il servizio pubblico, D’Angelis dice che l’Italia è “l’ultimo paese sovietico d’Europa” e chi sostiene i servizi pubblici è fermo a Giolitti (liberale) cioè ad un Paese arretrato e miserabile, dove“la civiltà e il progresso si misuravano nella gratuità e nell’universalità dei servizi” (presumo intendesse l’universalità del diritto all’acqua potabile).

Ne discende che per l’ex presidente di Publiacqua Spa il diritto è un qualcosa che si acquista e la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica, testuali parole di D’Angelis, “si esprime comprando azioni delle imprese” e giocando in Borsa. E’ un modo di pensare che merita di essere ripreso, perché vi si possono leggere, brutalizzate, le fondamenta di quel pensiero politico e di quella cultura amministrativa che oggi, come un cancro, sta uccidendo la Comunità Europea, la Grecia, la democrazia; che strangola i Comuni, li spinge alla privatizzazione ricattandoli con lo Sblocca Italia (che per l’Erasmo è di “sinistra”, cretini noi a non capirlo) e si sta disfacendo non solo delle aziende municipalizzate ma anche delle Istituzioni.

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Io, lo confesso, sono vecchio ed ho rispetto per la storia. Penso che ci siano diritti e servizi fondamentali che attengono alla vita degli essere umani, l’accesso ai quali deve essere garantito a tutti, universalmente e gratuitamente (nel minimo) per vivere decentemente. Questa è la missione della politica dei “beni comuni” dalla Rivoluzione francese in poi. Non so se Turati e altri socialisti, oggi, avrebbero cambiato idea come dice l’Erasmo; so che questo è il pensiero della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 e delle Costituzioni italiana ed europee nate dalla Resistenza e lo è stato della politica d’ogni colore… fino all’arrivo dei Chicago Boys.

Noi, inoltre, non abbiamo mai parlato di totale gratuità per tali servizi, abbiamo detto che non si devono fare profitti e che si deve garantirne l’accesso; abbiamo detto poi che la fiscalità generale deve garantire tali servizi e la loro efficienza e che questa è una priorità superiore agli armamenti, ad Expo, alle grandi opere inutili disseminate sul territorio italico ed alle migliaia di Enti inutili.

Chiariamoci subito alcune questioni: il movimento dell’acqua non ha mai difeso gli ottomila Enti pubblici, molti dei quali inventati dalla casta.

Le domande, a questo proposito, sono altre.

Perché, se proliferano gli Enti inutili, per la casta politica che li ha generati diventa un buon pretesto per privatizzare servizi essenziali come quelli idrici, dello smaltimento dei rifiuti o del trasporto pubblico?

Perché la questione morale, l’inefficienza, la corruzione degli amministratori pubblici devono essere impugnate dagli stessi come ragione per svendere al privato il patrimonio pubblico?

Perché il Sud viene presentato come il modello corrotto ed inefficiente, dimenticando che i servizi idrici del sud (salvo Napoli e l’acquedotto pugliese in house che se la cavano) sono già stati tutti privatizzati?

Perché non si denuncia che in Italia gli investimenti nei servizi sono 10 euro per persona all’anno contro gli 80/120 in Europa ?

Chi non investe sono coloro che tagliano la spesa pubblica e strangolano i Comuni e tutti quei privati a cui è stata affidata la gestione del 50% dei servizi idrici italiani (in particolare Acea, Iren, A2A, Hera, Suez, Veolia, tutte quotate in borsa). Vorrei fare una scommessa, sicuro di vincerla: sono convinto che tutti gli amministratori indagati per corruzione siano stati sostenitori delle privatizzazioni!!!

Perché non si vuole vedere quali disastri hanno fatto nel nostro Paese i privati: Parmalat, Cirio, Fiat, Ilva e poi Telecom, Alitalia ecc.?

Provi, D’Angelis, ad andare in Liguria ed a chiedere ai cittadini un po’ anziani cosa pensano di Iren, o provi a Milano a chiedere come funziona la quotata in borsa A2A; vedrà quanta nostalgia per la vecchia municipalizzata AEM che funzionava benissimo.

E’ immorale, questo sì, sentire tanta furia privatizzatrice e tanto accanimento contro ogni gestione pubblica da chi ricopre da anni ruoli di amministratore della cosa pubblica.

Erasmo D’Angelis è stato: Consigliere regionale, Presidente di Publiacqua, Presidente della Commissione Ambiente, Sottosegretario alle infrastrutture e trasporti e infine responsabile dell’unità contro il dissesto idrogeologico. E’ mai possibile che uno che ha ricoperto tante cariche pubbliche e gestito direttamente aziende pubbliche, debba essere l’accusatore della mala gestione e si permetta di definire i movimenti ed i 27 milioni di cittadini che hanno votato per la ripubblicizzazione come retrogradi sovietici?

Viene spontaneo chiedersi: ma dove ha vissuto e dove vive costui?

Dove si è costruito una simile lettura del passato e del presente, dell’Italia e dell’Europa?

In Europa e nel mondo le cose vanno in modo diverso da quanto D’Angelis sostiene: Parigi, Bordeaux, Nizza, Stoccarda, Berlino, Napoli, hanno ripubblicizzato; in Olanda ed in Belgio non hanno mai privatizzato; l’Irlanda è stata percorsa da manifestazioni per l’acqua pubblica; la Commissione del Parlamento europeo ha di recente votato per l’acqua diritto umano e aperto la discussione sul bene comune non mercificabile.

Dal marzo 2000 al marzo 2015 si sono verificati nel mondo 235 casi di rimunicipalizzazione dell’acqua in 37 Paesi diversi, per un totale di più di 100 milioni di persone; la maggioranza delle città sono in Francia (94) e negli USA (58, tra cui Atlanta e Houston); in Colombia Bogotà, in Argentina Santa Fè, Rosario, Mendoza, la provincia di Buenos Aires, in Guinea Conakry, in Uganda Kampala, in Mali Bamako, in SudAfrica Johannesburg, in Malesia Kuala Lumpur, ecc.

Tutti bolscevichi? Tutti non hanno capito la “modernità”?

I ricercatori dell’Università di Greenwich hanno anche indicano le ragioni di insoddisfazione per la gestione privata: scarsi investimenti in infrastrutture; degrado nella qualità dell’acqua; mancanza di trasparenza sui costi e sull’aumento delle tariffe; crescita esponenziale dei costi; rischi ambientali; non trasparenza finanziaria; riduzione dei posti di lavoro e prestazione di servizi scadenti.

Infine mi chiedo: ma il nostro detrattore della cosa pubblica si è accorto che anche il Papa è uno degli ultimi sovietici?

Ha letto l’Enciclica dove si dichiara, senza se e senza ma, che l’acqua potabile è un diritto umano e non si deve privatizzare né mercificare?

Che facciamo, rottamiamo anche il Papa?

Emilio Molinari

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Acqua pubblica – a Reggio Emilia il Pd ha deciso per il no. Da città modello a promessa tradita

Posted by PRC Muggiò su sabato 27 giugno 2015

Da Il Fatto Quotidiano
del 20 Giugno 2015
di Silvia Bia

il-mio-voto-va-rispettato-350x350Nella città emiliana scade il contratto con la multiutility e l’ex amministrazione aveva appoggiato la richiesta di passare a una gestione pubblica, commissionando anche uno studio di fattibilità. All’improvviso però il passo indietro votato in direzione provinciale. E sono ricominciate le proteste: “Questa non è democrazia. Buttano via un lungo percorso”. E c’è chi sospetta l’intervento da Roma dell’ex sindaco e ora ministro dei Trasporti Delrio: “Con lui era iniziato l’iter, ora non parla”

“Non può essere un partito a decidere per i cittadini. Questa non è democrazia. E’ un tradimento e basta”. Per tutta Italia, ancora prima di diventarla, Reggio Emilia era già la città simbolo del ritorno all’acqua pubblica e di un segnale di cambiamento possibile verso la ripubblicazione dei servizi. Ma dopo il sì del referendum del 12 e 13 giugno 2011 e promesse e documenti ufficiali che prevedevano di sganciarsi dal privato, al momento di fare il passo decisivo il Pd ha ingranato la retromarcia. E adesso i comitati tornano in piazza, decisi a far rispettare agli amministratori gli impegni presi quattro anni fa e a svincolarsi dalla multiutility quotata in Borsa Iren, attuale gestore del servizio idrico in scadenza. “La rabbia è che abbiamo fatto un percorso, ci sono tutte le condizioni, ma manca il ruolo della politica, che forse ha interesse a rimanere con Iren”, spiega Tommaso Dotti del comitato Acqua bene comune. “Non possono decidere di buttare tutto al vento, non possono vincolare i cittadini a un privato per altri 25 anni”.

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO

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Difendiamo la scuola della Costituzione dagli attacchi di Renzi e dei padroni!

Posted by PRC Muggiò su martedì 30 settembre 2014

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Progetto di fusione di AEB GELSIA e ACSM AGAM… dovè la multiutility della Brianza?

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 24 settembre 2014

Grossi movimenti prima delle elezioni del prossimo anno a Seregno… è un tema che dovrebbe riguardare tutto il territorio brianzolo, ma che viene gelosamente custodito all’interno di ristretti circoli di potere.

Rifondazione-Comunisti Italiani chiedono che si apra il dibattito.

 

Mozione avente per oggetto: Rinvio a dopo un ampio dibattito pubblico delle decisioni relative al progetto di fusione di AEB GELSIA e ACSM AGAM

Mozione avente per oggetto: Rinvio a dopo un ampio dibattito pubblico delle decisioni relative al progetto di fusione di AEB GELSIA e ACSM AGAM

 

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GIU’ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!

Posted by PRC Muggiò su venerdì 20 gennaio 2012

SOTTOSCRIVI E FAI SOTTOSCRIVERE L’APPELLO “GIU’ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!”

Rispettate il risultato del REFERENDUM!

Il risultato del REFERENDUM va rispettato

Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.
Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.
A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.
Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo.

L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.
I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.
Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.
Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.
Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

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Il Consiglio Comunale ha votato: NON DATE DA BERE AGLI ASSETATI

Posted by PRC Muggiò su sabato 21 novembre 2009

Centrodestra contro l'acqua pubblica

Anche a Muggiò il forte appello che Rifondazione ed il centro-sinistra ha rivolto alla maggioranza di destra, con una mozione per dichiarare l’acqua un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, è stato respinto.

Paradossalmente la maggioranza di Zanantoni ha espresso un giudizio negativo sui suoi stessi rappresentanti che oggi gestiscono il ciclo dell’acqua in Brianza: Brianza Acque ed ALSI infatti hanno entrambe una maggioranza di centro-destra nei loro Consigli di Amministrazione.

La mozione da noi proposta ha ricevuto 7 voti favorevoli (R-CI, PD, 1 voto dalla Lega), 3 astenuti (1 lega, 2 PDL) e 9 voti contrari (Zanantoni ed il resto del centrodestra).

In ogni caso le mobilitazioni di questi giorni, promosse dai movimenti per l’acqua, hanno registrato un crescente successo di partecipazione e di discussione. Per questo la lotta per il riconoscimento dell’acqua quale Diritto umano universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico deve proseguire.

Non possiamo fermarci solo perché gli invasati della mercificazione ad ogni costo, a partire dai parlamentari fino ai sottomessi consiglieri comunali, sono proni alle logiche del profitto.L’acqua deve essere sottratta a queste spregiudicate logiche mercantili fatte a scapito della collettività.

E quello della battaglia sull’acqua pubblica sarà uno dei terreni sui quali si misurerà l’utilità della Federazione della Sinistra (Prc, Pdci, Lavoro e Solidarietà e Socialismo 2000), in prima linea nella promozione di un referendum per bloccare ogni ipotesi di privatizzazione.

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