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LA PANEM NON È CHIUSA

Posted by PRC Muggiò su giovedì 1 giugno 2017

Si sono consumati incontri su incontri, al Ministero dello Sviluppo Economico, in Prefettura, negli uffici comunali e nelle sedi sindacali, e la voce che circola di più per Muggiò è: “ma la Panem ha chiuso?”.

No, la Panem non ha chiuso.

IMG_20170529_112406.jpgLunedi 29 maggio si è tenuta un’assemblea tra i lavoratori – alcuni con stipendi arretrati da mesi – assieme a CGIL, CISL e UIL. L’assemblea si è svolta a macchinari fermi, a causa del mancato approvvigionamento di materia prima.

I nuovi proprietari iGreco – che non investono in un piano industriale e non danno certezze ai dipendenti – attendono risposte dalle istituzioni che tergiversano e perdono tempo prezioso: Ministero, Prefettura, Tribunale fallimentare, lo stesso tribunale che ha spinto per la nuova gestione, indugiano nell’affrontare le aste giudiziarie necessarie al cambio formale di proprietà.

L’ordine del giorno dell’assemblea: preservare il lavoro, garantire la produzione, difendere i macchinari.

In pratica si propone un presidio permanente, rispettando i turni di lavoro e vigilando affinché il sito non venga dismesso nottetempo.

Ma c’è di più, una sfida più grande: riattivare la produzione, riprendere il lavoro.

Gli oltre 150 dipendenti dovranno avere il coraggio di sostenere questa piccola rivoluzione, questo atto solidaristico, riprendendosi ciò che è loro e che gli viene negato: lavoro e dignità.

Alcuni esempi di occupazioni e ripresa della produzione – come la RiMaflow di Trezzano sul Naviglio – ma anche esempi di resistenze – come la K-Flex di Roncello, possono andare in aiuto dei lavoratori Panem, spronandoli alla lotta, raccontando esperienze, pratiche e prospettive, portando solidarietà.

Le lavoratrici e i lavoratori Panem hanno di fronte una scelta difficile ma allo stesso tempo obbligata per garantire dignità e lavoro: diventare loro stessi produttori, con spirito cooperativo e solidale.

La Panem deve restare aperta!

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PANEM ET CIRCENSES

Posted by PRC Muggiò su sabato 23 maggio 2015

Intervista al segretario FLAI-CGIL di Monza e Brianza – Matteo Casiraghi, a cura del Partito della Rifondazione Comunista di Muggiò.

flai_cgil-2Ne è passato di tempo dal 2013, quando al Gruppo Novelli venne assegnata la gestione della Panem di Muggiò, con lo scopo di garantire la continuità produttiva e lavorativa.

Gestione che però ha visto brusche frenate dal Gruppo stesso che ha ostacolato in parte il piano industriale che oggi – pare – stia dando alcuni risultati.

“Il caso della Panem – afferma il segretario provinciale Flai-Cgil Matteo Casiraghi – non ha precedenti in Italia. La cassa integrazione per esempio è durata ben 5 anni e lo scorso anno è stata rinnovata dopo il suo esaurimento”.

Nel dicembre di quest’anno scadranno i mandati dei tecnici che avrebbero dovuto risollevare l’azienda, ma allo stato di cose attuali non si esclude che il prossimo anno veda l’ingresso di finanziarie e banche se non si presenteranno industriali convinti ad investire.

Il rischio è l’ennesima esternalizzazione della produzione, e qui i giochi si possono fare duri, panem et circenses appunto, “pane e giochi”.

Su oltre 100 dipendenti almeno il 20% è composto da muggioresi. Alcuni sono andati in pensione, altri cercano lavoro, molti restano attivi nella Rappresentanza Sindacale Unitaria, la situazione sembra però ormai meno critica rispetto agli anni passati, opinione condivisa anche dal sindacalista Cgil: “da settembre non ci sarà più cassa integrazione, anche grazie al fatto che la produzione è pressoché raddoppiata”.

Rimane un’incognita, uno scoglio che i lavoratori dovranno ancora superare, e cioè quel che avverrà nel gennaio 2016, quando scadrà il mandato dei tecnici – che, come ricordato prima, gestiscono di fatto il piano industriale.

“I lavoratori ed il sindacato chiedono tutele, la tenuta del lavoro è imprescindibile”, queste le richieste che arrivano dalla Flai, richieste che erano state esposte già un paio di anni fa alla Amministrazione Comunale guidata dal centrodestra, che ha lasciato cadere nel nulla questa voce collettiva.

logo“Bisogna parlare della Panem – continua Casiraghi – i lavoratori non devono più sentirsi soli, isolati dal paese”. Per di più la crisi ha costruito nuovi problemi sociali per i lavoratori cassaintegrati, il mutuo, l’affitto, la scuola dei figli e la spesa…urgenze quotidiane a cui far fronte.

Da questa intervista la proposta di Rifondazione: se i lavoratori sono soli vanno riconnessi col tessuto cittadino e amministrativo, il comune potrebbe perciò essere promotore nelle molte feste di quartiere che organizza, di uno spazio riservato alle aziende locali in crisi – tra cui Panem – per creare coscienza tra i cittadini, dare nuovi spazi sociali ai lavoratori e contribuire ad affrontare la crisi assieme ai lavoratori e alle piccole-medie aziende. Una proposta del genere nasce dall’evidenza dei fatti, buona parte delle aziende presenti sul nostro territorio hanno chiuso: Kerry, Meroni, Officine Monzesi…solo per citarne alcune.

La proposta dovrebbe partire in prima battuto dal sindacato stesso, impegnato nella difesa dei diritti dei lavoratori, diritti sotto attacco da tutti i fronti, in particolare dalle manovre economiche nazionali.

Noi non vogliamo stare a guardare né vogliamo tantomeno tacere sui delitti perpetrati dal Governo Renzi a danno del lavoro, dallo smantellamento dello Statuto dei Lavoratori, al demansionamento, alla legalizzazione e proliferazione della precarietà, soprattutto giovanile, al Jobs Act, all’attacco ai sindacati: il lavoro non è una merce, è un diritto!

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Multiplex all’asta? Dannosa l’espansione volumetrica

Posted by PRC Muggiò su giovedì 27 maggio 2010

Non serve nessuna espansione volumetrica per dare una nuova chance economica a quel cubo di cemento (se solo ci fosse la volontà politica!); si può lasciare inalterata la struttura attuale utilizzandone tetto e pareti per realizzare una centrale per la produzione industriale di energia elettrica da pannelli fotovoltaici.

Dai dati presenti in uno studio di fattibilità di un Ingegnere iscritto all’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, emergono i seguenti dati:                       

un pannello fotovoltaico ha dimensioni tipiche di 1.6 x 1.0 mt e, in condizioni ottimali, genera circa 245W.

PRIMO SCENARIO: 9.600mq sul tetto attuale del Multiplex
Supponendo di avere a disposizione una superficie di 80 x 120 mt, si possono disporre i pannelli con inclinazione di 30° in file aventi passo 3.55 m circa (per evitare ombreggiamenti reciproci tra le file ed avere l’inclinazione ottimale).
Si ottengono circa 33 file di pannelli (ognuna composta da 80 pannelli) per un totale di 2640 pannelli: una potenza nominale di circa 650kW ed una produzione effettiva di circa 760.000kWh/anno

SECONDO SCENARIO: 50% del tetto attuale del Multiplex + banda di 8mt sui tre lati delle pareti esposte a sud
In questo caso la superficie del tetto è dimezzata, ma quasi interamente compensata dalle superfici disponibili sulle tre pareti.
Si ottengono 1.320 pannelli sul tetto + 1.120 pannelli sulle pareti per un totale di 2440 pannelli: una potenza nominale di circa 600kW ed una produzione effettiva di circa 700.000kWh/anno

Considerando che i costi di installazione per un impianto industriale di questo tipo dovrebbero variare da 1,5 a 1,6ML di euro, ed i ricavi ottenibili dovrebbero variare da 340.000 a 370.000 euro anno, l’impianto si ammortizza in 5/6 anni …. il tutto senza nessun sopralzo della struttura esistente (attenzione: la “vela” tanto cara a Sindaco e curatori ha il solo effetto di impedire l’utilizzo industriale del tetto).

Anche se non serviva nessuna verifica è confermato, anche con calcoli economici, che la devastazione del Grugnotorto è la diretta conseguenza dell’assenza di volontà nel progettare un vero futuro al Parco da parte di Zanantoni, PDL e Lega Nord.

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