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Ottimo risultato per il referendum contro la riforma della scuola di Renzi

Posted by PRC Muggiò su giovedì 7 luglio 2016

Anche Muggiò ha dato il suo contributo con le firme raccolte dal comitato promotore e da Rifondazione Comunista: 150 muggioresi hanno sostenuto la raccolta. Grazie!

da retescuole.net

4siI quattro quesiti che vengono proposti, per chiedere la cancellazione di quattro articoli di legge, sono: i poteri dei dirigenti scolastici, l’alternanza scuola-lavoro, il buono scuola per le private e i comitati di valutazione per l’assegnazione dei premi ai docenti più meritevoli.

Raggiunta quota 530.000 firme, contro la Buona scuola si può chiedere un referendum

Domani il comitato promotore andrà in Cassazione. Quattro quesiti per abrogare i poteri dei presidi, l’alternanza scuola-lavoro, il buono scuola per le private e i comitati di valutazione per i premi ai docenti

di  Corrado Zunino,  la Repubblica, 6.7.2016 

ROMA – Le firme ci sono, più del mezzo milione necessario. E sembrano tutte buone, certificate. I quattro quesiti per abrogare, nei suoi passaggi più importanti, la Legge “La buona scuola”, la contestata 107, domani mattina alle nove saranno portati in Corte di Cassazione. Nella giornata di lunedì sono arrivate nella sede romana della Cgil scuola, la Federazione dei lavoratori della conoscenza al secondo piano di via Leopoldo Serra 31, quarantamila firme raccolte in diversi comuni italiani e non ancora inviate al Comitato promotore insediato a Trastevere. In periferia, molti non avevano capito che domenica 3 luglio era una data spartiacque. E le ultime firme – decisive – sono arrivate posticipate di due giorni.

Il conteggio di ieri sera, definitivo, dava 530.000 firme acquisite, al netto delle undicimila non vidimate dai municipi e quindi non utilizzabili. I numeri sono apparsi sufficientemente sicuri per portare in Cassazione una richiesta di referendum abrogativo senza rischi. I quattro quesiti che vengono proposti, per chiedere la cancellazione di quattro articoli di legge, sono: i poteri dei dirigenti scolastici, l’alternanza scuola-lavoro, il buono scuola per le private e i comitati di valutazione per l’assegnazione dei premi ai docenti più meritevoli. Il centro della Buona scuola, ecco. Non sarà necessario riaprire i banchetti per una settimana, come inizialmente previsto: gli scatoloni con le firme possono essere portati in Suprema Corte.

In attesa dell’ultimazione della raccolta firme per i due comitati per il “sì” e per il “no” al referendum costituzionale (che, comunque, è già stato fissato per via parlamentare), ad oggi sono approdati in Cassazione i tre requisiti per abrogare pezzi del Jobs Act (cancellazione dei voucher per il lavoro accessorio, reintegro in caso di licenziamento illegittimo nelle aziende sopra i cinque dipendenti, reintroduzione della piena responsabilità solidale negli appalti) e i quattro della Buona scuola. Non sono state raggiunte firme sufficienti (devono essere, appunto, 500.000) per abrogare la legge elettorale detta Italicum e per due quesiti ambientali (trivelle e inceneritori).

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DA CHE PARTE STA IL PARTITO (DEMOCRATICO)?

Posted by PRC Muggiò su martedì 17 novembre 2015

Come si legge negli articoli di stampa il C.d.A. di BEA, nella seduta del 23/10/15 ha deciso in una seduta “fantasma” di soli 6 minuti l’aumento della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti portandola da 80 a 87 euro la tonnellata.

A parte l’ipervelocità decisionale dei presenti, un primo ordine di problemi che emerge dalla vicenda è la contrazione dei tempi di finanziamento dell’investimento necessario al rinnovo tecnologico dell’inceneritore (ben 15 milioni di euro!) portandolo a 3 anni invece dei 15 originariamente previsti (vedi registrazione della seduta del Consiglio Comunale del 28/09/15).
Ciò implica una modifica sostanziale del piano industriale di BEA, con l’inevitabile intervento economico dei Comuni che forse saranno costretti a riversare sui cittadini costi che prima si diceva non li avrebbero interessati.

Ma l’aspetto più grave della vicenda è secondo noi un altro.
Facciamo notare che nella relazione di accompagnamento alla delibera del Consiglio Comunale di Muggiò del 28/09/15, quella che affida per 15 anni lo smaltimento dei rifiuti a BEA e ne recepisce il piano industriale che costituisce la base dell’affidamento, una delle ragioni principali per questa decisione è la prevista progressiva riduzione delle tariffe. (Dagli 80 euro del 2016 ai 70 del 2020; vedi pagina della relazione allegata).
DeliberaCC
CostiSmaltimentoGelsiaQuindi, ad un solo mese dalla deliberazione del Consiglio Comunale, questa previsione viene smentita dal C.d.A. di BEA! E’ evidente che qui qualcuno sta facendo il gioco delle tre carte.
Altra dimostrazione ne è la tabella dei costi di smaltimento allegata alla suddetta relazione, nella quale si vede che GELSIA ha i costi di smaltimento più bassi dei concorrenti: nonostante questo si preferisce fare la scelta tutta politica (o di corrente partitica?) della fusione con CEM.

Eppure tutto tace.
L’ Amministrazione Comunale non ha niente da dire su queste pratiche elusive delle decisioni prese dagli organi istituzionali.
Ben due membri del CdA hanno ricoperto incarichi pubblici eletti tra le fila del PD: la presidente Mazzucconi, ex parlamentare, e Alberto Suppa, già assessore per il Comune di Muggiò.
Si conferma – come abbiamo già detto – la natura tutta partitica (ed opaca aggiungiamo adesso) di una operazione giocata sugli interessi dei cittadini…. a prescindere dal colore del braccialetto indossato dal Sindaco.

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CICLO DEI RIFIUTI

Posted by PRC Muggiò su lunedì 31 marzo 2014

Parte 3. Che succede a Muggiò?

LEGGI LA PARTE 2
LEGGI LA PARTE 1

Nell’informatore comunale dello scorso Dicembre 2013, l’Assessore all’Igiene Ambientale vanta la crescita della percentuale di raccolta dal 58% trovato nel 2009 a 65 del 2012.

rifiutiEsatto il secondo dato inesatto il primo, i dati in nostro possesso ci raccontano che nel 2009 la percentuale di differenziata sfiorava il 60%. Il dato citato dall’Assessore è comunque discreto, non ottimo. Ottimo sarebbe stato il raggiungimento della percentuale programmata e fortemente voluta dal precedente Assessore con l’inserimento nel capitolato rifiuti di importanti innovazioni, tra le quali vale la pena ricordare: fornitura dei sacchi per umido e multileggero, con lo scopo di incentivare la differenziazione del rifiuto; istituzionalizzazione, con individuazione di cifre certe da investire ogni anno, delle attività di informazione nelle scuole, che in precedenza erano lasciate al buon cuore della Azienda; Pesa in piattaforma ecologica con sistema di accesso tramite CRS, per evitare furbate e diminuire la quantità di rifiuto conferito (che nel 2008 assommava la stratosferica cifra di circa 1.000 tonnellate).

Della pesa abbiamo avuto notizia consultando l’albo pretorio del Comune, in cui è stato pubblicato il progetto preliminare per la messa in funzione del sistema. Ma come? A tre mesi dalla scadenza del contratto (e 5 dalle elezioni) viene programmata l’installazione di una attrezzatura che doveva essere lì dal dicembre 2009?

In conclusione, l’Assessore non ci ha messo nulla del suo: ha semplicemente svolto il compitino lasciato dalla Giunta accusata di presunta incapacità mentre, peggio, quando avrebbe dovuto dire la sua sul ciclo dei rifiuti, vedi BEA, sì è astenuto.

Muggiò ha bisogno del ritorno (o dell’arrivo), di una classe politica competente e capace, che sappia guidare la città nelle difficili scelte che la aspettano per il futuro e che qui cercheremo di riepilogare:

1) a livello provinciale aderire fortemente al progetto di creazione di un grande multi utility della Brianza che, con regole trasparenti gestisca pubblicamente la cosa pubblica. Ci pare che l’ubriacatura privatistica abbia fatto il proprio tempo. Chi si propone per la gestione della cosa pubblica abbia passione, onestà e competenza.

2) A livello nazionale aderire al consorzio dei comuni virtuosi, con l’obiettivo di creare una massa critica utile ad affrontare il confronto con professionisti del rifiuto, con lo scopo di massimizzare i risultati, ad esempio, nell’ambito della sempre maggiore riduzione dei rifiuti non riciclabili, incrementare il riconoscimenti economici CONAI avvicinandoli a quelli degli altri stati europei.

3) A livello locale affinare e incentivare la differenziata con premi (scuole, condomini), sconti sulla tassa rifiuti (chi fa il compostaggio domestico è giusto che paghi tariffa piena?), una cultura diversa per obiettivi quali il “Rifiuto Zero”.

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