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Regolamento per la concessione di contributi e sussidi economici di Muggiò; un grave errore che causa una forte ingiustizia

Posted by PRC Muggiò su venerdì 31 ottobre 2014

Nel novembre 2009 la ex-Giunta di destra ha deliberato una versione del “Regolamento per la concessione di contributi e sussidi economici a persone fisiche” che criticammo ampiamente e sul quale proponemmo diversi emendamenti migliorativi (vedi qui); Tutte le proposte furono bocciate da PDL, Lega Nord e Brianza 2009, con l’astensione di PD e Lista Fossati (oggi lista Insieme per Muggiò). Assurda fu la posizione del PD che nel 2004 aveva votato contro il precedente regolamento sebbene fosse migliore della versione votata nel 2009.

A distanza di anni emerge però un ulteriore e grave errore in quel regolamemento, un errore a danno di uno dei soggetti più deboli destinatari degli interventi di sostegno, i disabili.

disabileLa vicenda è tecnicamente complessa e nasce dalla traduzione in atti amministrativi dei Decreti Legislativi 109/1998 e 130/2000 dove si fissano “criteri unificati di valutazione della situazione economica di coloro che richiedono prestazioni o servizi sociali o assistenziali non destinati alla generalità dei soggetti” (leggasi criteri ISEE  per accedere ai servizi sociali individuali). La normativa nazionale, art. 3 comma 2ter, recita: “Limitatamente alle prestazioni sociali agevolate assicurate nell’ambito di percorsi assistenziali integrati di natura sociosanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale a ciclo diurno o continuativo, rivolte a persone con handicap permanente grave, … omissis …, nonchè a soggetti ultrasessantacinquenni la cui non autosufficienza fisica o psichica sia stata accertata dalle aziende unità sanitarie locali, … omissis … al fine di favorire la permanenza dell’assistito presso il nucleo familiare di appartenenza e di evidenziare la situazione economica del solo assistito, anche in relazione alle modalità di contribuzione al costo della prestazione, … omissis”
Cosa vuole dire questo testo di legge? Vuole dire che per le persone con handicap grave necessarie di permaenza diurna o continuativa  in RSA, comunità alloggio e similari, il reddito ISEE da considerare è quello personale del singolo assistito e non quello familiare.

Su questo testo negli ultimi 5 anni si sono scontrate nelle aule dei tribunali amministrativi le ragioni delle famiglie con soggetti portatori di handicap contro le interpretazioni delle Amministrazioni Locali che hanno ignorato quel testo e continuato a computare all’interno dei requisiti ISEE i redditi di tutti i membri del nucleo familiare. Ma di recente è intervenuta una sentenza del Consiglio di Stato (la n. 05355/2013) che censura l’illegittima richiesta dell’Amministrazione di considerare il cumulo dei redditi familiari al posto del reddito personale del singolo assistito.

Torniamo ora al regolamento per la concessione di contributi e sussidi economici di Muggiò, anche a seguito delle giuste rimostranze di alcuni concittadini che si sono rivolti a noi lamentando la mancata applicazione delle norme nazionali.

Rileviamo che effettivamente nè la formulazione dell’ articolo 17 (Interventi economici per la fruizione di servizi residenziali per anziani e diversamente abili), nè quella dell’articolo 18 (Interventi di residenzialita’ temporanea) del nostro regolamento hanno in alcuna considerazione il diverso metodo di calcolo del requisito ISEE che deve essere applicato in questi casi.

C’è inoltre un ulteriore e delicato aspetto che deve essere chiarito nel nostro regolamento in merito ai documenti da allegare alla domanda di contributo , infatti il nostro art. 17 recita: “Il richiedente per accedere alla prestazione ha l’obbligo di dimostrare di avere richiesto innanzitutto ai propri familiari (per la definizione dei quali si rimanda ai precedenti artt. 11 e 12) gli alimenti per far fronte alla propria situazione di difficoltà economica. Insieme alla domanda di accesso ai benefici economici, il richiedente pertanto deve presentare idonea dichiarazione dei tenuti per legge attestante l’impegno a partecipare al progetto di aiuto, secondo le rispettive possibilità economiche, da definire successivamente sulla base del minimo vitale

Quando, per contro, la citata sentenza del Consiglio di Stato testualmente recita:  “Inoltre, proprio perché la disciplina in esame è diretta ad individuare solo un metodo di calcolo del reddito dell’avente diritto alla prestazione, essa non può essere interpretata nel senso di dilatare il novero dei soggetti obbligati a sostenere le spese della prestazioni erogate al disabile, ed in particolare non consente di considerare obbligati altri familiari. Insomma, obbligato al pagamento può essere ritenuto solo il soggetto che riceve la prestazione anche se il suo reddito viene calcolato con riferimento alla sua situazione familiare (cfr. Tar Lombardia Milano, sez. I, 7 febbraio 2008, n. 291). Ecco, allora, che la presenza di obbligati agli alimenti può rilevare ai fini del calcolo dell’ISEE familiare del disabile, ma non può integrare una causa di esclusione dal beneficio, come invece previsto dal regolamento impugnato.

 

Abbiamo già detto che nel 2009 l’Amministrazione Comunale votò un regolamento peggiore di quello in vigore nel 2004. Adesso, dopo i rilievi del Consiglio di Stato, non capiamo cosa si stia aspettando per correggere le norme illegittime presenti nel regolamento e sospendere le scorrette modalità applicate fino ad oggi dai servizi sociali.

Se negli scorsi anni si poteva avanzare un pretestuoso dubbio interpretativo, oggi non ci sono più alibi, ed ogni mese che passa è una colpevole vessazione nei confronti di una delle fasce più bisognose della nostra società.

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IMU – Lettera aperta alle Cooperative e agli assegnatari di appartamenti ALER

Posted by PRC Muggiò su venerdì 16 novembre 2012

Una tassa iniqua e discriminatoria

Si deve cambiare!

Alcuni di voi, non tutti, sono a conoscenza che lunedì 29 Ottobre il Consiglio Comunale di Muggiò ha deliberato la versione finale del Regolamento IMU.

E’ bene sapere che su questa materia in Italia siamo in pieno “Far West”, con decine di atteggiamenti diversi da parte dei singoli comuni sulle identiche problematiche:
A chi deve essere applicata l’aliquota IMU sulle seconde case?
– anche agli appartamenti di proprietà ALER?
– anche agli appartamenti delle Cooperative assegnati ai soci in proprieta indivisa?
– anche agli appartamenti dati in uso gratuito ai familiari? Se si, oltre quale grado di parentela?
– anche agli appartamenti dati in locazione a canone concordato secondo gli accordi sindacali?

E’ una vera giungla! Cinisello è diverso da Muggiò, che è diverso da Desio, che è diverso da Monza… che è diverso da Torino, che è diverso da Bologna e così via.

Sull’argomento da mesi avevamo depositato una mozione d’indirizzo che prendeva atto che sugli appartamenti ALER e di Cooperativa assegnati ai soci a proprietà indivisa il Governo dei tecnici ha sbagliato; poi ha ammesso lo sbaglio, rinunciando alla quota dello 0,38% di competenza statale.
Con la mozione chiedevamo che il nostro comune perlomeno non discriminasse queste fasce sociali che riescono ad accedere così a fatica al bene casa e si equiparassero le loro aliquote a quella della prima casa (0,40%), come avveniva ed era pacifico con la vecchia ICI.
Chiedevamo che si assumesse l’indirizzo politico di intervenire sulle aliquote, differenziandole nel caso di appartamenti sfitti (in aumento) o nel caso di appartamenti locati ai familiari o affittati a canoni concordati (in diminuzione).

La giungla cui abbiamo accennato ci dice che l’Amministrazione di Muggiò di fatto era libera di scegliere… ed ha scelto!

Ha scelto di discriminare le Cooperative che assegnano appartamenti a proprietà indivisa e gli appartamenti dell’ALER, decidendo di far pagare loro un’aliquota del 0,51% mentre agli appartamenti detenuti da privati quale prima casa si applica l’aliquota del 0,40%

La nostra mozione è stata bocciata per il voto contrario di PDL e Lega, mentre il PD e la lista civica Insieme per Muggiò si sono astenuti.

Incoerente la posizione del PD, non tanto perchè si è astenuto sulla nostra mozione, ma perchè ha ritirato la sua mozione, che aveva contenuti assimilabili alla nostra, e ha addirittura avallato la scelta di PDL e Lega votando a favore del Regolamento IMU.

Vogliamo informarvi che confermiamo il nostro impegno per rimuovere le palesi ingiustizie presenti nel Regolamento adottato, e successivamente per ripristinare i principi di equità di tassazione della prima casa che con fatica si erano affermati nella precedente gestione ICI.

Il direttivo PRC di Muggiò

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Zanantoni e la Lega peggiorano anche i sussidi a poveri ed indigenti

Posted by PRC Muggiò su domenica 6 dicembre 2009

Il 23 Novembre è stato votata dal Consiglio Comunale un aggiornamento al “Regolamento di disciplina per la concessione di contributi e sussidi economici a persone fisiche”.

Il nostro Consigliere ha presentato sette emendamenti volti a salvaguardare la laicità dei trattamenti, i disoccupati, i poveri e le famiglie con maggiori problemi di sussitenza:

1)      All’art. 5, tra le tra le diverse finalità dei  “Campi d’intervento”, chiarire che i contributi alla persona è giusto che siano indirizzati alla protezione e tutela del bambino, ma non è giusta l’affermazione ideologica di tutela del bambino a partire dal concepimento; non esiste traccia nel regolamento di nessuna azione finalizzata alla tutela del bambino a partire dal concepimento… per il semplice motivo che non si può aiutare chi ancora non è nato! La tutela del bambino dal concepimento si realizza solo se si tutela la maternità a partire dal concepimento. Questo emendamento è stato parzialmente accolto.

2)      All’art. 14, “Interventi di integrazione al minimo vitale” (è il reddito al di sotto del quale le persone e le famiglie non dispongono di risorse adeguate al soddisfacimento dei bisogni primari di vita) l’aumento della soglia da 460 a 480 euro, riconoscendo l’inflazione pregressa che illegittimamente è stata disapplicata dagli uffici (460 è l’importo vigente nel regolamento del 2004).

3)      Ancora all’art. 14, il ripristino degli adeguamenti ISTAT alla suddetta soglia che fissa il minimo vitale; l’adeguamento ISTAT era presente nel regolamento del 2004, è stato illegittimamente disapplicato nei 5 anni trascorsi, e cancellato nella versione odierna.

4)       Sempre all’art. 14, la cancellazione della clausola vessatoria nei confronti dei disoccupati a cui, unici rispetto a tutte le diverse categorie di cittadini, dopo due anni di disoccupazione possono essere sospesi i contributi di integrazione al minimo vitale.

5)      All’art. 20, contributi per “soggiorni climatici per cittadini diversamente abili”, ripristinare la certezza dei contributi che nel nuovo regolamento sono diventati facoltativi. Sui soggiorni climatici, il regolamento è peggiorato sia per gli anziani che per i diversamente abili, ma pensiamo che la penalizzazione degli anziani non possa essere estesa anche ai diversamente abili.

6)      All’art. 25, “Istruttoria della domanda”, ridurre a 45 giorni la durata massima entro cui espletare gli accertamenti del caso; anche quì registriamo un peggioramento confrontanto i 90 giorni adottati in questa versione contro i 60 giorni previsti nel 2004. Si fa un gran parlare di Brunetta e della grande efficenza introdotta dalle sue “riforme”, ma questi sono i risultati veri che registriamo a Muggiò.

7)      Il ripristino di un articolo dedicato ai controlli sulle domande di presentate dai richiedenti

pecoroni

Dopo un acceso dibattito… patetico il risultato della votazione!

Il PD ha appoggiato solo l’emendamento che reintroduceva gli adeguamenti ISTAT al minimo vitale ma ha osteggiato tutti gli altri, approvando la clausola vessatoria contro i disoccupati, bocciando sia il recupero dell’inflazione illegittimamente disapplicata dagli uffici che l’allungamento dei tempi di istruttoria delle domande.

La destra si è strumentalmente appiattita sulle posizioni del PD, ma con l’aggravante di aver addirittura votato contro il proprio Sindaco, il quale ha votato a favore dell’ emendamento che reintroduceva gli adegamenti ISTAT del minimo vitale. Durante il voto infatti, i consiglieri di maggioranza  hanno meccanicamente votato come il Capogruppo PDL (era distratto a suo dire) e per questo si sono meritati un bel titolo da l’Esagono:  “Se in Consiglio ci vanno i pecoroni”.

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